Volevo condividere con voi un riassunto (bello corposo) di una puntata pazzesca del "Pelas Pistas Podcast" uscita di recente. Ospiti: nientemeno che Max Verstappen e Gabriel Bortoleto.
L'episodio è interamente in inglese (per permettere a Max di partecipare, visto che non parla portoghese), quindi ho pensato di trarne i punti salienti, specialmente quelli che ci interessano di più come appassionati di sim racing. Si è parlato di tutto: dalla loro amicizia nata sui kart, alle sfide della F1 moderna, fino a un focus incredibile sui simulatori.
Dalle piste di kart al paddock di Monaco: la nascita di un'amicizia
La vicinanza tra i due piloti è nata, come spesso accade, nel mondo del karting. Max ricorda di aver visto Gabriel per la prima volta nel 2016 ad Adria. Bortoleto, all'epoca un ragazzino che correva per il team CRG e vinceva tutto, gli chiese una foto.
Un altro aneddoto memorabile risale a Monaco, quando Gabi era a soli cinque minuti dalle qualifiche. Corse da Max per un consiglio dell'ultimo secondo e la risposta di Max fu schietta: "Go for it!" (Vai e spingi al massimo). Bortoleto seguì il consiglio e finì... a muro, ma dimostrò tutto il suo impegno!
L'amicizia si è poi consolidata quando Bortoleto è passato in F3 e ha iniziato a usare il simulatore più seriamente, per poi diventare ancora più stretta con l'arrivo di Gabi in F1 e il suo trasferimento a Monaco.
Il simulatore: il cuore della loro preparazione
Questa è la parte che ci interessa di più. Il simulatore ricopre un ruolo fondamentale sia nella loro amicizia che nella preparazione atletica. Max e Gabi si allenano spesso insieme e la competitività è sempre altissima.
Solitamente è Max a curare il set-up iniziale, cercando il bilanciamento ideale. Ha scherzato dicendo che se Gabi si avvicina troppo ai suoi tempi, inizia a modificare il set-up per "aumentare la distanza". L'obiettivo principale del loro allenamento, comunque, non è il giro veloce, ma fare gare complete insieme. Questo approccio è cruciale per Bortoleto, da rookie, per imparare piste che non conosce. Ad esempio, hanno raccontato che girare insieme prima del Gran Premio di Budapest lo ha aiutato a capire le linee giuste per curve specifiche, come la 5 e la 6.
Qui Max ha tirato fuori un'opinione molto forte sul dibattito Sim vs. Karting. Ha sostenuto che, data la qualità dei software attuali e seguendo un programma di allenamento professionale fisso, è possibile per un pilota raggiungere livelli professionali (come nella categoria GT3) senza aver praticato karting. Ovviamente, il passaggio al reale rimane essenziale per affrontare sensazioni non replicabili, come l'elevazione, la compressione (tipo a Eau Rouge) e la pura paura di schiantarsi.
L'affondo più deciso, però, è arrivato sul karting come allenamento: per un pilota che è già passato alle monoposto, il karting non è più un allenamento utile. Max è stato netto: "Sceglierei 300 giorni al simulatore rispetto a 300 giorni di karting". La motivazione è che la dinamica di guida è opposta: nel kart l'auto deve scivolare, mentre in una monoposto la parte posteriore deve essere "incollata" e avere grip. Per questo, una volta lasciate le competizioni, il kart resta solo divertimento. Max stesso non guida un kart da competizione dal 2016.
Parlando di software, per la preparazione ufficiale in Formula 1 utilizzano principalmente Assetto Corsa. Non si tratta della nostra versione standard, ma di una versione personalizzata con modelli e mod costantemente aggiornati dagli sviluppatori per replicare fedelmente le piste e le loro irregolarità. Max, però, è un grandissimo appassionato di iRacing, dove ha il top dell'equipaggiamento. Le sue gare preferite sono le Endurance, in particolare si diverte nelle 24 ore notturne sul Nordschleife. Ha una conoscenza così approfondita di quella pista (grazie alle 50-60 ore di test al sim per ogni evento) che quando ha guidato lì per la prima volta nella vita reale, era già al 95% del limite al secondo giro. Per Bortoleto, invece, il sim di casa è stato vitale per imparare Suzuka, una pista che non aveva mai visto prima e dove si è sentito a suo agio dopo soli tre giri.
Infine, hanno discusso delle differenze tra il simulatore di casa e quello della squadra. La loro routine non è fissa; a volte guidano per 1-2 ore, staccano per pranzo o cena, e poi tornano in pista virtuale, spesso con altri piloti per aumentare la competitività. Bortoleto ha ammesso di preferire il simulatore di casa rispetto a quello della Sauber. Quello del team è "lavoro": è rigido, serve per il set-up e i test ufficiali. A casa, invece, si ha più libertà, si può chiacchierare con gli amici e discutere le condizioni delle piste. Inoltre, al simulatore del team, se si sbatte, i tempi di riavvio possono essere lunghi e frustranti, mentre a casa si riparte subito. Gabi ha anche aggiunto di aver adottato un approccio più "pulito" anche sul sim di casa, prendendo ispirazione da Max, perché guidare pulito anche nel virtuale aiuta ad allenare il cervello a reagire e recuperare le sbandate.
Le sfide della F1 moderna e la vita da pilota
Si è parlato anche di F1 in senso più ampio. Riguardo le piste, Bortoleto ha trovato Suzuka ed Austin (per le sue irregolarità) estremamente impegnative. Verstappen, invece, ha ribadito la sua antipatia per i circuiti cittadini, Monaco in particolare. Ritiene le attuali F1 troppo lunghe, larghe e pesanti per quelle piste, affermando che "se Monaco non fosse un circuito storico, non sarebbe possibile aggiungerlo al calendario oggi".
Se potessero scegliere un'epoca a cui tornare, Max sceglierebbe i primi anni 2000 per il suono dei motori V10, mentre Bortoleto vorrebbe provare le auto degli anni '90, molto più piccole e leggere (505 kg).
Entrambi i piloti hanno confermato la loro preferenza per una vettura con sovrasterzo (oversteer) rispetto al sottosterzo (understeer). Il sottosterzo è intrinsecamente "lento" e limita il pilota. Con il sovrasterzo, invece, il pilota può controllare e provocare di più l'auto. Max ha specificato che in una Q3, avere sottosterzo significa essere due decimi più lento.
Bortoleto ha anche descritto la sua stagione da debuttante. Ha trovato che, una volta abituatosi alla guida, la parte più difficile è stata la vita fuori pista. La quantità di impegni mediatici, sponsor e meet and greet è stata "folle" e mentalmente esaustiva. Ha imparato a gestire lo stress capendo che i risultati negativi contano meno della sua vita familiare.
Riflessioni finali: talento e mantalità
Sul fronte della mentalità, Max ha spiegato di aver imparato nel tempo a non sprecare energia mentale pensando troppo al Gran Premio con giorni di anticipo (cosa che suo padre scambiava per pigrizia), preferendo seguire l'istinto. Per vincere un campionato, ritiene cruciale essere costanti, impegnandosi affinché il suo "giorno peggiore" non sia mai un disastro totale.
Riguardo alle dinamiche di squadra, entrambi concordano che l'atmosfera si distrugge quando due piloti della stessa età lottano per il titolo nello stesso team. Una dinamica con un pilota più maturo e uno più giovane (come quella di Max con Nico, con cui ha un ottimo rapporto) aiuta molto di più la squadra.
Infine, parlando di ammirazione reciproca, Max apprezza Gabi perché è rimasto umile, autocritico e affamato. Gabi ammira Max perché è rimasto "lo stesso" di quando l'ha conosciuto, una persona che tratta tutti allo stesso modo fuori dalla pista, ma che si trasforma in un "mostro" una volta al volante.
Le mie conclusioni
Che dire, una chiacchierata incredibile e piena di spunti. Mi ha colpito molto la parte sul dibattito Kart vs. Sim (oltre ad essere appassionato di simracing, ho corso diversi anni in kart a livello professionistico, sia in categorie monomarcia che KZ col cambio) e la posizione netta di Max. È pazzesco anche sentire la conferma che usino Assetto Corsa e iRacing a livelli così alti per la preparazione.
Voi che ne pensate? Siete d'accordo con Max sul fatto che il karting sia "inutile" una volta passati alle monoposto?
Vi aspettavate questo livello di dettaglio nell'uso dei nostri sim "commerciali" (seppur moddati)?
Cosa pensate della preferenza totale per il sovrasterzo? Ma soprattutto Max ce la farà a conquistare il mondiale quest’anno?
A cura di Gaetano "Nino" Trivilino
Per coloro che volessero recuperare l’intervista originale, eccola qui sotto in video:
