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    I piloti Pro di Gran Turismo sono strapagati ? Non crederete alla realtà...

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    Alcuni giocatori professionisti della serie Gran Turismo, recentemente usati per attirare il pubblico su Gran Turismo 7, sono decisamente stanchi di essere pagati in "visibilità" e stanno di fatto abbandonando il gioco e la serie, come Lewis Bentley che ha raccontato alla testata Jalopnik di tutti i problemi che i piloti virtuali devono affrontare costantemente. Ricorderete lo sfogo di un mese fa del nostro campione Valerio Gallo, che tra l'altro come campione del mondo in carica 2021, dovrà difendere il suo titolo nella prossima World Series. Perchè per nostra fortuna Valerio ha poi deciso di correre, insieme anche a Giorgio Mangano, altro campione nostrano.

     

     

    Bentley ha raccontato la sua vittoria nella corsa Pro/Am di Salzburg nel 2019 per il FIA-Certified Gran Turismo Championships (FIA GTC), competizione in cui i piloti migliori venivano accoppiati a degli influncer per scopi promozionali. Nonostante la gara sia stata sostanzialmente vinta da Bentley, che salì sul palco insieme al suo collega, usato come immagine, impugnando il Thrustmaster T-GT come premio, spente le telecamere il costoso volante gli fu tolto e gli venne detto che il premio sarebbe andato solo all'influencer !

    Dopo Bentley, anche altri hanno raccontato la loro esperienza, facendo emergere un sistema basato su premi spesso futili e non in grado di mantenere le carriere dei piloti. Ad esempio i vincitori della Nations Cup and Manufacturer Series sono stati invitati a una cerimonia di premiazione della FIA per figurare accanto a dei piloti professionisti, come Lewis Hamilton e Sébastien Ogier. Il pilota migliore ha ricevuto dei regali dai partner di Gran Turismo, come degli orologi della TAG Heuer o dei volanti della BBS, ma niente soldi.

    Tutti i piloti virtuali concordano nel dire che avrebbero preferito ottenere dei compensi monetari o del supporto per trasformare la loro passione in una carriera, al posto di questi premi, come del resto succede per altri eSport motoristici, come la eNASCAR Series che conferisce ai vincitori delle competizioni su iRacing dei premi in denaro. Inoltre, guardando al di fuori dei giochi di guida, la situazione è ancora più rosea per i giocatori professionisti.

    Nessuno si lamenta dell'equipaggiamento ricevuto da Sony o del trattamento generale, con viaggi pagati e alloggi in alberghi a quattro e cinque stelle. Il problema sono i soldi che non arrivano mai e che rendono impossibile trasformare le ore di allenamento che ci vogliono per arrivare in cima alla categoria in un lavoro vero e proprio. Oltretutto i giocatori non possono nemmeno indossare magliette con loghi di potenziali sponsor esterni, ma devono indossare una divisa a tema Gran Turismo, con solo i loghi del franchise. Insomma, non c'è modo di monetizzare tanto impegno al punto che molti hanno deciso di abbandonare. A quanto pare il problema di fondo è strutturale e affonda nel modo di organizzare il settore eSport di Polyphony Digital, lo studio di sviluppo del gioco che gestisce anche il franchise Gran Turismo, che non riesce a coinvolgere le grandi organizzazioni eSport e non si crea una rete di sponsor per gli eventi, tale da poter compensare anche i piloti.

    [Fonte Multiplayer.it]

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