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[OT] Tokyo.. ca pummarola ncoppa :-D


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schummy sei troppo patriottico  :D  :D  :D

Non sono patriottico.

Ho gli occhi per ammirare un bellissimo paese chiamato ITALIA, che ci invidiano tantissimi.

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100% daccordo con Schummy1.. e piu' viaggi piu' ti accorgi di quanto sia bella l'italia...

ma il fatto che sia bella non toglie che ci sono tanti altri paesi e culture che meritano di essere apprezzati e scoperti.. invece di restare chiusi nel proprio borghetto sperduto... a ripetersi da soli "semo i meglioooo"... o sbaglio?

Guest Vange
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minchia che figata il jap!!!! B)

ce devo anda' prima o poi....

Guest Animanera
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Bellissimo il resoconto e bello il paese.

Così a parer mio (e con il mio carattere) è un posto da prendere a piccole dosi.

Riguardo a quel che dice schummi, concordo, ma senza relatività, nulla si muove.

Ciao.

Guest The Matrix
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ho pensato.. "ecco che uno di questi samurai tira fuori la sua katana e mi decapita sul posto."

LOL :lol:

Davvero fantastico, soprattutto quando parli delle school girls eheheh, ci devo andare prima o poi........

PS.: kunos come è andata a finire con la hostess dell'aereoporto? :wub:

Guest IronFly
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Grande Kunos mi hai fatto ritornare in mente i racconti di mio padre quando c'è stato nel 1985 a Tokyo come fotografo della Nazionale italiana di Karatè.

Io facevo fatica a credergli e dalle foto che mi ha portato a casa tecnologicamente sembravamo nel medioevo noi.

Il cesso già nel 1985 era qualcosa di sconvolgente!!!!!!!!

P.S.: X SCHUMMY : però in JAPAN hanno anche la NISSAN SKYLINE GTR che non è certo ne un condizionatore, ne un cesso di macchina, certo la linea tagliata con la motosega lascia a desiderare...ma la meccanica????

Qualche signore alla Porsche aveva iniziato a preoccuparsi anni fa per questa macchina, peccato che in Italia.........niente importazione!!!!

ciao

Guest GordaN
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Sarò strano ma a me la Skyline non dispiace neanche come linea... :ph34r:

certo niente a che vedere con un ferrari o una porsche .... però...

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desk.jpg

La scrivania di un collega giapponese.. notare la collezione di Gundam :-D

Sono troppo famoso :D

... pero' vedo anche Aris :D :D :D

sono contento che tu sia contento :)

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Finché si resta tra il serio e il faceto..a me il racconto di Stefano è piaciuto parecchio, a tratti davvero divertente, ma soprattutto ha descritto molto bene e senza parlarsi addosso quello che fin troppe persone non faranno mai, il grande salto, quello oggettivo, quello vero che ti cambia la vita. Meno, devo dire, mi è piaciuta Tokyo, nella quale non sono mai stato, che mi affascina principalmente per una cosa: probabilmente è una delle poche città al mondo in cui ci si rende davvero conto di essere nel 21esimo secolo: uno dei pochi posti che sono davvero strutturati come immaginavamo dovessero essere 20, 25 anni fa. Per il resto vedo fin troppo cemento e ho la sansazione che senza elettricità un posto del genere avrebbe poco di interessante da mostrare. La società in genere -non solo quella giapponese- si sta pericolosamente allontanando dalla natura, dalla campagna, dalla bontà e la semplicità dei rapporti umani. Le persone con cui discutiamo al semaforo e che insultiamo pesantemente sono le stesse con cui balliamo salsa e merenghe nei villaggi all inclusive, a dimostrazione di quanto siamo limitati e di quanto la città -come modello di vita- esasperi i rapporti e la vita. Fino a 10, 15 anni fa se passavi qualche giorno in "campagna dai nonni" eri considerato uno sfigato, ora avere la casa fuori porta e un orticello di 2 mq è un'ambizione da perseguire anche a costo di grandi sacrifici. Bé, quando io ho il tempo di andare a passare un weekend in campagna e il contadino che abita nella villa di fronte mi fa vedere come stanno crescendo insalate e cuccioli del suo splendido pastore tedesco, e mi fanno male gli occhi a guardare un'orizzonte che si perde a vista d'occhio senza palazzi e cartelloni pubblicitari, bé, mi sento bene. Sereno. Un abbraccio, una stretta di mano, mentre assalto coi denti una pesca presa dall'albero e non dal banco di un supermercato. Non il tassista di Tokyo che ti tratta in guanti bianchi o che ti fa l'inchino non tanto per cortesia quanto perché depreca il contatto fisico. Fa rabbrividire la scena dell'impiegato che ti segue per tutto l'ufficio portando a spalla la macchinetta del caffé espresso, e che si scandalizza al tempo stesso per una pacca sulla spalla, vista talmente male da portare a dire "Scusate, sono italiano". Preferisco di gran lunga farmi abbracciare e baciare dal mercante di Zanzibar con la consapevolezza e la serenità di essermi fatto fregare pagandogli un vaso o un posacenere il doppio di quello che vale, tornare lì dopo un anno e scoprire che io ho dimenticato come si chiama, e lui mi saluta con "ciao Marco, amico". Gente che si spezza la schiena per 5 euro al giorno, iniziando le giornate alle 5 del mattino e tornando a casa la sera alle 9. E hanno sempre la loro cordialità, un sorriso, con una dignità che fa rabbrividire e che fa sprofondare il "portacaffé" più in basso di quanto già non sia. E che ti fanno vedere che si può vivere benissimo senza il telefonino con il televisore e videocamera, fax e mail incorporate che ti rendono raggiungibile anche all'inferno. Ecco cosa mi suggerisce il racconto di Stefano: una città e una società affascinanti per la loro complessità, che ha introdotto 30 anni fa modelli di efficienza che qui in Italia vedremo fra una decina d'anni, qui dove se a Torino introducono il sistema telematico negli uffici pubblici che consente il cambio di residenza via internet lo scrivono sul giornale su 6 colonne. Ma al tempo stesso una società in cui se al treno che viaggia su binario elettromagnetico o al water multifunzione manca la corrente, si va nel panico, si perdono funzionalità, efficienza. Se non vado errato il Giappone è uno dei paesi con il più alto tasso di suicidi, specie tra i giovani. Magari basterebbe che fra tutto quel cemento ci fosse un giardino pubblico senza erba sintetica.. E qui, nel "belpaese", dove la gente passa ore sul tapiroulant quando esattamente fuori dalla palestra c'è un parco pubblico di non so quanti ettari, lentamente (molto lentamente, visto i tempi italiani) stiamo andando nella stessa direzione. Ci faremo due risate, il giorno che saremo tutti colletti bianchi e l'ultimo contadino al mondo morirà di vecchiaia senza aver spiegato a nessuno (perchè nessuno lo starebbe a sentire) come si fanno semina e raccolta. Vorrà dire che faremo una ricerca su internet...

Perdonate lunghezza e retorica..

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