[PARTE 2] Simracing Academy: traiettoria ed uso della pista - Simracing Academy - DrivingItalia.NET simulatori di guida Jump to content

Simracing Academy: il 29 Ottobre si parte con Aris Vasilakos

Il mitico Aris ci parlerà naturalmente di dinamica del veicolo, non farà mancare i suoi consigli e risponderà alle domande degli allievi. Difficile cominciare meglio la nostra Academy!
Il 29 Ottobre si parte con Aris

Parte 2 Simracing Academy: traiettoria ed uso della pista

Per risultare efficienti ed efficaci in pista è necessario comprendere che la guida in circuito è differente da quella a cui siamo abituati. La prima differenza che salta subito all’occhio? Scopriamolo con la seconda parte della Simracing Academy. Iscriviti alle lezioni pratiche che partono il 29 Ottobre!
Parte 2 Simracing Academy

Parte 1 Simracing Academy: dinamica veicolo ed iscrizioni aperte

Aspiranti simdrivers, benvenuti nella prima parte della Simracing Academy, la scuola per comprendere i concetti fondamentali per progredire dal livello di principianti a quello di esperti della guida simulata. L'Academy è utile anche ai piloti con una certa esperienza, per approfondire ed effettuare test pratici
Parte 1 Simracing Academy: dinamica veicolo

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    [PARTE 2] Simracing Academy: traiettoria ed uso della pista

    • Giulio Scrinzi
    • By Giulio Scrinzi
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    Aspiranti piloti virtuali di DrivingItalia, bentornati nella nostra Simracing Academy, la scuola che vi permetterà di eccellere come piloti virtuali nel mondo della guida simulata. Dopo avervi illustrato nella prima parte i concetti fondamentali della dinamica del veicolo, è arrivato il momento di scendere per la prima volta in pista. Per risultare efficienti ed efficaci, tuttavia, è necessario comprendere che la guida in circuito è differente da quella a cui siamo abituati. La prima differenza che salta subito all’occhio? Continuate a leggere!

    Quote

    La DrivingItalia Simracing Academy è introdotta e spiegata in questo articolo. E' adatta sia ai neofiti che per la prima volta si avvicinano al simracing, sia ai piloti virtuali che hanno già esperienza, per approfondire e testare in pista gli argomenti trattati.

    Ad ogni articolo, in alcuni casi dopo 2 articoli, seguirà una sessione con vari istruttori e specialisti diversi per approfondire i concetti e metterli in pratica. Per partecipare a queste sessioni è necessario prenotarsi ed iscriversi a questo link, perchè il numero di posti per gli allievi è limitato, in quanto vengono seguiti singolarmente.

    LE TRAIETTORIE: L’ABC DEL PILOTA

    Sia nel simulatore che nella vita reale, qualsiasi circuito da gara è formato da alcuni rettilinei connessi tra di loro da una serie di curve. In questo contesto il ruolo del pilota è quello di sfruttare tutto l’asfalto possibile in modo da trovare la strada migliore per risultare veloci e ottimizzare quelle che sono le caratteristiche della vettura che stiamo guidando.

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    Massimizzare la nostra velocità in curva con la traiettoria più appropriata rappresenterà quindi la chiave per fermare il cronometro su tempi sempre più rapidi e, in ultima analisi, risultare competitivi in gara. Questo tuttavia richiede non solo una certa familiarizzazione con il tracciato, ma anche capire la terminologia corretta delle varie fasi di una curva.

    La prima di queste è “l’ingresso”, contraddistinto dalla parte iniziale del tracciato in cui il pilota gira il volante direzionando la vettura verso la curva davanti a lui. È chiamato anche “turn-in” e varia, ovviamente, a seconda della curva, ma risulta di fondamentale importanza per arrivare nel miglior modo possibile verso la seconda parte, “l’apex”. Questo è caratterizzato dal limite più interno di una curva dove è anche presente il cordolo, che va toccato con una precisione assoluta ogni giro al fine di massimizzare le nostre performance.

    L’ultima parte di una curva è “l’uscita”, contraddistinta dalla zona terminale di un tracciato verso la quale la nostra vettura si direziona dopo aver affrontato l’ingresso e l’apex. Se abbiamo fatto le cose nel modo corretto, l’auto che stiamo guidando tenderà naturalmente verso l’uscita migliore della curva, a tutto vantaggio dei nostri tempi sul giro.

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    LE TRAIETTORIE: LA VIA PIÙ BREVE NON È SEMPRE QUELLA MIGLIORE

    Ora che sappiamo quali sono le parti fondamentali di una curva… qual è la traiettoria migliore per essere premiati una volta sotto la bandiera a scacchi? La risposta a questa domanda è già all’interno del nostro compito come piloti: sfruttare tutto l’asfalto possibile e trovare la strada più veloce per risultare competitivi. Nell’equazione, quindi, dovremo tenere ben presente due obiettivi: mantenere la massima velocità possibile in curva ed evitare di percorrere parti di asfalto in eccesso.

    Per farvi capire qual è la traiettoria migliore da tenere in pista vi proponiamo due esempi opposti l’uno dall’altro: il primo è il “falso mito” che la via più breve per percorrere una curva è quella più corta, cioè quella dove noi saremo costantemente aderenti al cordolo in tutte le fasi di percorrenza. Benchè questo metodo ci consenta di minimizzare l’asfalto da percorrere, allo stesso tempo non garantisce la massima velocità possibile, il che ci fa perdere tempo prezioso sul giro.

    Il caso opposto è quello in cui noi andremo a percorrere la curva molto lontano dall’apex, tenendo una traiettoria troppo tonda: questa ci regalerà tanta velocità, ma il fatto di direzionare la nostra vettura sulla parte esterna della curva ci costringerà ad utilizzare tanto asfalto in eccesso, con il risultato, di nuovo, di transitare sotto la bandiera a scacchi con tanti decimi da recuperare. La soluzione, quindi, è quella di applicare il metodo delle tre parti fondamentali di una curva: ingresso relativamente largo, passaggio sull’apex e uscita di nuovo portando la vettura verso la parte esterna, in modo da massimizzare la velocità in tutte le fasi di percorrenza.

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    TRAIETTORIE: TUTTE LE TIPOLOGIE DI CURVE

    Il metodo che vi abbiamo appena spiegato, ovviamente, rappresenta una spiegazione generica di come deve essere affrontata una curva nel modo migliore possibile… perché esso dipende dalla tipologia di curva da affrontare! Nella vita di un pilota ne esistono di diversi tipi, vediamoli insieme:

    • Curva a raggio costante: si tratta di una curva che solitamente conduce verso un rettilineo. Il suo raggio di percorrenza non cambia mai e può essere quindi affrontata con il metodo generico: in ingresso dovremo stare per lo più larghi, per poi aggiustare la nostra traiettoria durante il raggiungimento dell’apex, che toccheremo a metà. Successivamente, non dovremo fare altro che lasciar scorrere la vettura verso l’uscita, cioè verso l’esterno del tracciato;

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    • Curva con raggio crescente: si tratta di una curva che solitamente è posizionata al termine di un rettilineo. Il suo raggio di percorrenza è limitato in ingresso ma poi aumenta progressivamente in uscita, una volta passato l’apex. Rispetto alla tipologia precedente, il consiglio è quello di direzionare la vettura in anticipo verso il cordolo interno, in modo da ridurre l’asfalto percorso in ingresso e avere la giusta traiettoria in uscita sempre verso l’esterno del tracciato;

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    • Curva con raggio decrescente: questo è l’esempio esattamente opposto al precedente. La curva in questione inizia con un raggio di percorrenza molto ampio, che poi tende a diminuire progressivamente in uscita. La difficoltà di questa curva non è tanto l’ingresso, che può essere preso in maniera aggressiva – cioè riducendo il raggio della nostra traiettoria passando molto aderenti al cordolo interno – o più tranquilla – cioè con una traiettoria più tonda che porta più velocità, ma soprattutto l’uscita, la quale richiede al pilota di diminuire la velocità di percorrenza dopo l’apex in modo da ottenere la giusta velocità e la corretta traiettoria in uscita verso la parte esterna del tracciato;

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    • Tornantini a 180°: si tratta di una curva che, sostanzialmente, ribalta la direzione di marcia sul tracciato. Se il suo raggio di percorrenza è particolarmente piccolo, è possibile percorrerla con il metodo generico da noi proposto in precedenza, altrimenti si può suddividere il tornantino in due curve separate (soprattutto se il raggio di percorrenza è ampio e la nostra auto è molto potente). In questo caso si deve massimizzare la velocità in ingresso andando leggermente larghi a metà curva (subito dopo l’apex) per poi ruotare la vettura e dare gas puntando al secondo cordolo in uscita. L’ultimo modo per percorrere un tornantino di questo tipo è quello di trattarlo come una curva in cui la frenata e l’inserimento arrivano in ritardo e richiedono di prendere il cordolo a tre quarti in modo da avere la possibilità di dare gas in anticipo in uscita.

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    • Curva in successione: si tratta di una curva che conduce verso un’altra curva. La loro disposizione non permette una percorrenza ottimale di entrambe, per cui dovremo sacrificare la prima per ottenere la traiettoria migliore per la seconda. Vanno percorse solitamente con il metodo generico: l’unica differenza è data dall’uscita dalla prima curva, che dovrà essere interrotta a metà per richiamare la vettura verso l’ingresso all’esterno (opposto all’uscita precedente) della seconda curva.

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    TRAIETTORIE: COME INIZIARE A FARE PRATICA

    Come in ogni sport, anche il simracing richiede tempo, tanta pratica e pazienza prima di ottenere i risultati voluti. Se volete imparare a portare una vettura virtuale in pista per la prima volta o siete chiamati ad imparare un circuito a voi sconosciuto, il nostro consiglio è quello di percorrere i primi giri con estrema calma. In questa fase l’obiettivo è quello di farsi un’idea del genere della pista e di raccogliere dei piccoli punti di riferimento che vi aiuteranno, successivamente, a percorrere le varie curve in maniera ottimale.

    Per ognuna di esse provate all’inizio a ritardare l’arrivo verso l’apex e la traiettoria di uscita, percorrendo quindi la curva con una linea più tonda rispetto al normale: questo non premierà subito i vostri sforzi in termini cronometrici, ma vi permetterà poi di essere più aggressivi e di imparare meglio l’ambiente che vi circonda… oltre che di capire meglio i vostri errori!

    Se, per esempio, avete iniziato la fase di ingresso troppo presto (quindi con traiettoria iniziale più spigolosa del normale), vi renderete conto di essere costretti a girare eccessivamente lo sterzo subito dopo l’apex, in modo da raddrizzare la vettura e non finire nella ghiaia. Il sintomo, quindi, sarà il sottosterzo in uscita: per evitarlo, provate ad iniziare il “turn-in” leggermente più tardi.

    Al contrario, se avete iniziato la fase di ingresso troppo tardi, potreste percepire l’intera percorrenza di curva “troppo semplice”, complice anche il fatto che una possibile uscita di pista, in questo caso, è un’eventualità troppo remota da potersi realizzare. Per massimizzare la vostra prestazione, quindi, provate ad effettuare il “turn-in” in anticipo, in modo da toccare correttamente l’apex e massimizzare la vostra fase di uscita.

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