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    iRacing conferma la nuova Ford GT 2017

    Tramite la pagina Facebook ufficiale, il team di iRacing ha appena confermato l'arrivo per il simulatore americano della nuovissima Ford GT 2017, che vedete nelle foto qui sotto. La vettura, insieme alla nuova Ferrari 488 GTE già annunciata tempo fa, dovrebbe essere disponibile già nella prossima build di giugno del software nella configurazione Ford GT GTE !
    JUST ANNOUNCED: The 2017 Ford GT will be coming to iRacing - slated for the June build. Both the Ford and Ferrari 488 GTE have been completed and submitted for approval. Here's the official statement from iRacing President Tony Gardner:
    "We previously announced that we licensed and that we are building the Ferrari 488 GTE car.
    What we did not announce but I’m happy to announce now is that we also licensed the Ford GT GTE car that won Le Mans last year.
    I am also glad to say both cars are completed and submitted for manufacturer approval. That can take a short amount (days) of time or quite a bit of time (weeks). They also could come back asking for tweaks or with questions which delays the process.
    However our hope is both or at least one car will be in the early June build. If not, we will release upon approval. We also cannot release any videos or photos until approved FYI.
    Our plans for these cars in regard to the official series is to put both cars in the IMSA series in the same class. We would take the GT3 cars out of that series, the Porsche would stay in the IMSA series.
    The iRacing Le Mans race starts June 10th. We hope that one or both of the cars are in the initial build or very shortly after so any interested members would have enough time to get in some practice for that race. Odds are quite good that will be the case. We would put one or both cars in the Le Mans race if that is the case, again in the same class. We would likely pull the Ford GT2 car out of the race. Therefore it would be the HPD, the two GT1 cars and one or both of the GTE cars. In the chance we don’t have a GTE car, we would keep the Ford GT2 car in place and still run the race that day.
    Good racing!"


    I segreti della Dallara DW12 Indycar di Project CARS 2

    Dopo averci presentato la licenza del mitico circuito di Indianapolis ed alcune vetture storiche, oggi Slightly Mad Studios, con la collaborazione di un tecnico della scuderia Schmidt Peterson Motorsports, ci svela tutti i segreti della Dallara DW12 Indycar presente nel prossimo Project CARS 2. Come al solito, accompagnano una manciata di spettacolari screens.
    Kenny Krajnik, IndyCar Assistant Race Engineer for Schmidt Peterson Motorsports, talks IndyCars in Project CARS 2
    With the IndyCar Dallara DW12 coming to Project CARS 2, Schmidt Peterson Motorsports’ assistant race engineer Kenny Krajnik found time during prep’ for the Indy 500 to talk all-things Indy, and how his team, who started last year’s race at the Brickyard on pole, assisted in the development of the in-game Dallara DW12 …   Q: In terms of the simulation itself: presumably there are two aspects to this. The first is the driver, and the second is what you, as an engineer, is getting out of the simulation. Are you looking at the interaction between the driver and the simulation, or are you actually looking at it purely from an engineering perspective?

    Kenny Krajnik: I would say both. We have a lot of different simulation tools available to us, and one of those is the driver-in-the-loop simulation—very similar to a computer game, but one where the driver sits in a moving platform that can represent g-loading and so on. In that case, we can apply setup changes to the model, and the driver will go do a few laps and give us his comments on those changes. We can use that to correlate our simulation models, as well as consider potential setup changes that could be useful in the future. 







    DrivingItalia review: Assetto Corsa "Ready To Race" DLC (parte 2)

    Il “Ready To Race” pack uscito pochi giorni fa è balzato subito in vetta alla classifica dei DLC più venduti su Steam e come descritto nella prima parte, offre una buona dose di emozioni. Sarà così anche per le restanti cinque auto? Non vi resta che proseguire nella lettura.
    Se siete rimasti piacevolmente colpiti dalle prime cinque vetture del DLC, resterete con l’acquolina in bocca dopo aver scoperto le prossime che vi sto per descrivere. La prima parte si è concentrata, infatti, sulle vetture di casa Audi e ha visto l’irruzione della scattante Lotus, tutte auto che condividono un DNA prettamente corsaiolo. Il pacchetto però prevede anche un paio di auto “anomale”, una stradale e una da rally. Avanziamo come sempre con calma e iniziamo con una vettura da competizione la cui fama la precede di chilometri.

    È lei, signore e signori: è la mitica, bellissima, sfarzosa, Maserati MC12 GT1. Molti di voi la ricorderanno come protagonista assoluta di un “vecchio” simulatore dal nome GTR2, altri la riconosceranno perché vincitrice di un campionato FIA GT combattutissimo, al pari della cugina 575 Maranello (che speriamo venga aggiunta anch’essa su AC). Questa belva da oltre 750cv ha un sound epico, urla, sprizza esagerazione da tutti i pori e scarichi; il motore deriva dal V12 Ferrari presente sulla Enzo e ha tanta, tanta coppia che lì per lì è piuttosto difficile domare. Serve concentrazione, pazienza e ancor di più ci si deve immergere completamente in quell’atmosfera idilliaca che circonda questa vettura così desiderata. È proprio vero, non è facilissima da guidare, di default bisogna essere delicati su acceleratore, sterzo e freni; questi ultimi non sono potentissimi a dire il vero e richiedono staccate leggermente anticipate per non finire nella sabbia o sull’erba. Man mano che ci si fa l’abitudine, diventa però sempre più emozionante e nonostante siano di annate differenti, è divertente proporre la sfida con la Porsche 911 GT1. Anche solo per le emozioni che suscita, quest’auto varrebbe l’intero pacchetto, perché è riprodotta egregiamente, dentro e fuori; e il boato che sprigiona mette i brividi.

    Passiamo ora al vaglio una delle due auto definite in precedenza “anomale”: è tempo quindi di parlare della versatile McLaren 570S. Versatile perché non è solo una supercar con centinaia di cavalli dietro l’abitacolo, ma è anche una granturismo comoda e in pista sa trasformarsi in una vera e propria macchina da traversi. Il telaio è davvero buono: grazie all’ottima fisica di AC possiamo sentire lo spostamento di pesi e inserire con precisione in curva la Macca. Con i controlli attivati è piuttosto neutra nello stile di guida, anche se con il TC impostato a 2, tende al sovrasterzo; niente di fastidioso o impossibile da gestire però: al contrario, l’ottimo bilanciamento della vettura fa sì che anche durante le derapate più aggressive si possa riprendere il controllo con facilità. Peccato per il sound poco convincente, dovuto di sicuro al turbo poco vivace ma anche a un campionamento che in questo caso mette in luce ahimè, i suoi difetti. Tutto sommato siamo di fronte ad una vettura molto bella da guidare, quasi sorprendente, che è sicuramente tra le stradali più interessanti presenti sul simulatore di casa Kunos.

    L’ottava vettura del pacchetto è una delle più spettacolari e intriganti, è la fenomenale McLaren P1 GTR. Questa vettura nasce sulla base della P1 stradale (già presente in AC) ma viene poi drammaticamente rivisitata per migliorarne aderenza, aerodinamica, peso e maneggevolezza. La P1 GTR, infatti, della versione stradale eredita solo le forme e l’impianto di propulsione: una vera e propria “power unit” che sprigiona, in questa versione “track only”, quasi mille cavalli. Di fatti la bestia di Woking in questione è diretta rivale della FXXK di Maranello. Che cosa ha di speciale questa vettura? Beh, anzitutto il suono che esce dagli scarichi sputa fiamme in titanio è fantastico, e rispetto alla 570S è molto più definito e gradevole; però la differenza la fanno potenza e trazione. La prima è spaventosa, la seconda permette di gestire con tranquillità l’esuberanza della McLaren, fermo restando che si scelga di mantenere il TC su 1. Perché nel momento in cui si va a eliminare ogni sorta di aiuto, bisogna domarla questa bestia, in un modo o nell’altro. E a SPA, dove l’ho testata a dovere, è davvero emozionante; non riesce a percorrere in pieno la mitica Eau-Rouge, però le velocità di percorrenza in generale non sono proprio basse, per usare un eufemismo. Merita, eccome, ed è tra le auto del DLC più riuscite in generale. Sperando che sia utilizzata a dovere anche online e non finisca nel dimenticatoio come capitato ad altre vetture simili.

    Ci spostiamo ora nella terra del Sol Levante, in casa Toyota per la precisione. La prima delle due auto aggiunte è, come nel caso della 570S, “anomala”: si tratta, infatti, della Celica ST185 Turbo, colei che vinse per due anni consecutivi (nel ’93 e nel ’94) il campionato mondiale di rally. Ebbene, questa è la seconda vettura ufficiale Kunos facente parte del mondo sterrato e che bomba che è. Ha uno dei sound più eccezionali fra tutte: è dettagliato, pieno, cattivo, esaltante; sia dall’interno dell’abitacolo (dove regna il “wooosh” del turbocompressore) sia dall’esterno, dal cui scarico esce quella voce acuta e frastagliata tipica delle auto da rally. Per non parlare di quei “pop & bang” quando si rilascia l’acceleratore. E per quanto riguarda la guida? È divertente, ve lo garantisco e per di più ha il freno a mano, quindi si appresta ad affrontare tornanti e curve di traverso. È una goduria. L’unico difetto è il motore che non è molto vigoroso, ma le marce corte la rendono perfetta per circuiti o tracciati angusti e tortuosi. Nonostante Assetto Corsa sia prevalentemente un simulatore di auto da corsa e stradali, la Celica (così come l’Audi S1) trova assolutamente spazio e sa il fatto suo. Sono sicuro che in molti server sarà proposta per divertirsi in gruppo.

    Ultima vettura del DLC è la diretta avversaria della già citata astronave Audi R18, sto parlando ovviamente della Toyota TS040 Hybrid. Come suggerisce il nome, anch’essa è una LMP1 ibrida, mossa rispetto alla rivale tedesca, da un V8 aspirato che emette un suono alquanto più piacevole e frizzante. Insieme alla parte termica è affiancata una doppia componente elettrica, posta sia all’anteriore sia al posteriore della vettura. La TS040 scatta così con una velocità folle e mantiene tale andatura SEMPRE. Si distingue dalla R18 non solo per il suono e per il motore, ma anche per la natura più vivace: il suo retrotreno è più ballerino e in uscita dalle curve è fondamentale prestare attenzione e sfruttare sapientemente il surplus di potenza scaturito dal sistema elettrico, che dà un vero e proprio calcio nel posteriore. Al pari dell’altro prototipo del pacchetto, anche questa Toyota è in grado di sbalordire e va a completare la line-up di monoposto LMP1 che ora permette di cimentarsi in gare di endurance più complete, affollate e realistiche.
    Che dire... questo ennesimo bel DLC di Assetto Corsa ha fatto centro, grazie alla varietà di vetture e nonostante la mancanza di una vera e propria chicca, come lo era stata, per esempio, la Ferrari SF-15T del Red Pack. Oggettivamente è un pacchetto di auto solido e di alta qualità, anche se poi il discorso è sempre molto soggettivo per la presenza di macchine che possono o no piacere a pelle. Se si è appassionati di auto, non si può che essere contenti di queste aggiunte; il punto fondamentale è che ogni auto sia riprodotta in modo tale da saper trasferire delle emozioni vere e pure al pilota virtuale. E in questo “Ready To Race” pack ci sono molte sorprese e le auto son certamente degne di essere guidate.
    Commenti e discussioni sul forum
    A cura di Mauro Stefanoni
     

    Simulatore moto dinamico Cruden B306-HMD

    La Cruden ha presentato il suo nuovo simulatore moto dinamico denominato B306-HMD, con movimento 6Dof, sensori di movimento e posizione per il corpo e dotato di visore VR. Qui di seguito il primo video dimostrativo.
    First released footage from the Cruden workshop of the new B306-HMD motorcycle simulator - available now! Since 2005, Cruden has been developing a motorcycle simulator for professional use, by manufacturers, race teams, universities, research institutions and road safety organisations. To simulate motorcycle riding with authenticity, it has been necessary to create hardware and software more complex than that needed for a car simulator. The B306-HMD package incorporates a 6-DOF motion system in hexapod configuration, depth-map sensors for rider body tracking, an extra stiff steering actuator and a Head Mounted Display (HMD) for visualisation.
     

    SRZTV, XGT nella sconosciuta Zhuhai

    La prima gara del Campionato Italiano XGT 2016/2017, svoltasi al Fuji International Speedway, ha regalato un bello spettacolo, coi piloti che sono stati tutti molto attenti e disciplinati nel gestire una macchina potentissima ma non altrettanto efficace in fase di frenata come la Ferrari FXX-K, senza per questo risparmiarsi quando c'era da lottare per la posizione. Gli incidenti si contano sulle dita di una mano, e ciò fa decisamente ben sperare in vista di alcune delle prossime gare che avranno luogo su piste davvero difficilissime come Singapore e Bathurst.
    Assolutamente da non perdere la seconda gara, in programma questa sera, giovedì 25 maggio sulla pista cinese di Zhuhai, tracciato probabilmente sconosciuto anche a molti dei più grandi appassionati di motori, che riserverà certamente sorprese. L'evento sarà come di consueto trasmesso in diretta streaming a partire dalle ore 21:00. Trovate il resoconto dell'appuntamento inaugurale in questo articolo.

    Il miglioramento della Ferrari? Anche grazie al simulatore!

    Un titolo come quello di questo articolo, nel 2017, non deve ormai più lasciare perplessi. Sappiamo bene ormai dell'importanza e dell'efficacia dei moderni simulatori di guida, che, nei casi dei modelli professionali e all'avanguardia utilizzati dalle scuderie di Formula 1, sono spesso in grado di fare la differenza, persino in fase di progettazione e successivo testing delle nuove monoposto.
    E' quanto conferma Pat Fry, capo tecnico della Scuderia Ferrari, in una recente intervista: se oggi abbiamo in pista una Ferrari SF70H vincente, oltre che per il lavoro di ristrutturazione della squadra, lo sviluppo di novità in galleria del vento e modifiche organizzative in ruoli strategici, il merito è anche del nuovo simulatore di guida basato sul software rFactor Pro implementato alla fine del 2014, inizio 2015, come vi avevamo a suo tempo segnalato.
    Il commento di Fry: "These days, F1 is a battle which is won in simulation, Ferrari's simulation tools were years behind and that was a five-year project to fix. At the beginning of last year, the simulator tools were getting to where they should have been".
    Ricordiamo che la Scuderia Ferrari F1 ha sostituito dal 2015 il suo simulatore di guida interno ormai obsoleto, riservato unicamente a piloti e tecnici del Cavallino Rampante e pochi altri selezionati, con il software rFactor Pro (da non confondere con rFactor o rFactor 2). Giacomo Tortora, responsabile a Maranello della dinamica del veicolo per la Formula 1, ha spiegato: “Penso che il livello di test che effettua la Ferrari siano i più esigenti di qualsiasi altro compratore. Abbiamo testato ogni cosa del nuovo prodotto, la larghezza della banda e la latenza, la qualità dei dati sulla superficie stradale e la precisione visiva dei circuiti riprodotti digitalmente. Il programma della rFPro è stato così soddisfacente che abbiamo deciso di installarlo subito senza attendere ulteriori test“. Chris Hoyle, direttore tecnico rFPro: “La decisione della Ferrari di modificare il software operativo in corso di stagione, con il rischio di effettivi ritardi nello sviluppo della vettura attuale, sottolinea quale sia la portata del miglioramento a disposizione con il nuovo simulatore“. Ulteriori dettagli sul forum.

    Licenza ufficiale Indianapolis per Project CARS 2

    Il team Slightly Mad Studios ha appena annunciato per il suo prossimo Project CARS 2 la nuova licenza ufficiale del mitico circuito americano di Indianapolis. Oltre al catino dell'Indiana, arriveranno anche alcune vetture che ne hanno fatto la storia: Ol’ Calhoun, Lotus 38,Chapman-Granatelli STP Pratt & Whitney, Lotus 56.
    Non mancano ovviamente alcuni spettacolari screenshots di anteprima. Commenti sul forum.
    The Indianapolis Motor Speedway comes to Project CARS 2 with Ol’ Calhoun ridin’ shotgun
    This Sunday, a world champion comes to the Indy 500 seeking to add his name to an elite list of world champions who have come to the Brickyard and won it all. Back in 1965, another legend skipped Monaco to come win at the Brickyard, and in Project CARS 2, you’ll be able to recreate both eras with the current crop of Dallara DW12s coming alongside Jim Clark’s Lotus 38, and the classic USAC roadster that robbed Clark of it all—Parnelli Jones’s red-white-and-blue Ol’ Calhoun …








    DrivingItalia preview: DiRT 4 by Codemasters

    Dopo il particolare "esperimento" di DiRT Rally che, pur non avendo venduto tantissime copie è stato molto apprezzato anche dai puristi della simulazione rallystica hardcore, la Codemasters ha annunciato a sorpresa a fine gennaio il suo nuovo DiRT 4, che sarà disponibile sugli scaffali il prossimo 9 giugno, capitolo numero 4 della fortunata saga "sterrata" della software house inglese.
    Proprio nel passato weekend, la Codemasters ha organizzato a Milano una presentazione con test speciale del gioco, praticamente in versione definitiva, con la possibilità di giocarlo senza limitazioni, occasione ghiotta per rendersi conto in quale controsterzo vuole dirigersi DiRT 4... Inoltre c'è stata la possibilità di fare qualche domanda a Paul Coleman, Chief Game Designer del progetto, presente per l'occasione.

    Partiamo quindi da quello che ci ha spiegato Paul: "I piani per questo capitolo sono nati nel 2011, subito dopo il rilascio di DiRT 3. In particolare l'idea di realizzare una tecnologia che creasse circuiti procedurali che potessero essere aggiunti al gioco all'infinito, era un qualcosa che ci veniva richiesto da tempo dai nostri utenti, ma che allo stesso tempo si prospettava complessa e costosa da mettere in pratica. Dopo DiRT Rally, con il potenziale ancora inespresso della serie, avevamo finalmente in mano le giuste carte per andare dalla nostra dirigenza e chiedere che quel tipo di investimento venisse finalmente fatto. Non è stato facile perché per dieci anni abbiamo disegnato le nostre piste allo stesso modo, ma penso che sia stato fatto un bel lavoro".
    Dopo aver selezionato l'opzione Your Track si passa all'ambientazione, diversa per morfologia, terreno e condizioni meteo a seconda che si corra, per esempio, in Francia, Spagna o Norvegia. Quindi con due selettori si determinano la lunghezza del percorso e la sua complessità, intesa come numero di curve.
    "Noi stessi - ha spiegato Coleman - abbiamo usato questo strumento per realizzare i tracciati della campagna: tutti tranne i circuiti, che restano disegnati a mano, sono stati fatti così. O meglio, con una versione un po' più potente di quel tool che un giorno, se le cose dovessero andare bene, potremmo anche decidere di condividere con la nostra utenza".
    Risulta subito evidente, anche dopo una veloce prova, che gli eventi che vanno a formare l'esperienza single player di DiRT 4 sono davvero tanti, con numerose opzioni e contenuti. Il nostro garage, che va ampliato grazie alla nostra bravura acquistando nuovi bolidi, copre praticamente tutte le categorie del gruppo R fino alle Stadium Buggy e Truck, includendo anche vetture particolari come i Cross Kart. Molto interessante risulta essere una sorta di "scuola guida" creata da Codemasters in DiRT 4, divisa per lezioni e obiettivi, con un sistema articolato che da modo di impratichirsi tanto con le tecniche di base quanto con quelle avanzate. Si punta evidentemente alla scalabilità dell'esperienza di guida, come Paul ha infatti spiegato: "Questo non è DiRT Rally 2 e, nonostante quell'esperimento abbia avuto successo - ma non nella misura che Codemasters si aspettava aggiungo io -, ci dovevamo assicurare che si trattasse di un prodotto adatto a tutti. Sapevamo che quell'impostazione si sarebbe rivelata troppo hardcore per alcuni utenti, ma allo stesso tempo non volevamo che chi avesse accolto positivamente quell'impostazione non ritrovasse qui abbastanza profondità: per questo abbiamo deciso di lasciare all'utente la scelta, fin da subito".
    Il gioco propone infatti una gara non appena lo si lancia la prima volta, una corsa di prova alla fine della quale si viene messi davanti alla possibilità di scegliere uno tra quattro livelli di difficoltà, dal più permissivo fino a quello più realistico. "In generale abbiamo fatto alcune modifiche importanti al modello di guida, ad esempio per quanto riguarda l'aerodinamica. Le auto da rally non ne fanno un elemento cruciale come altre classi di vetture da corsa, ma resta un aspetto che influenza la tenuta a terra e il rientro in traiettoria dopo una curva in derapata. Questo aspetto in particolare è stato curato più che in passato e il risultato si riflette sul grip e la risposta in strada dei diversi modelli, che rispondono in modo differente".

    Effettivamente il lavoro fatto da Codemasters sul modello di guida si riesce a percepire positivamente sin dai primi kilometri, ancor di più se paragonato con il precedente DiRT 3. Siamo però molto lontani dal realismo di DiRT Rally. Anche scegliendo il livello di difficoltà più realistico, appare da subito chiaro che DiRT 4 di fatto non considera quasi per nulla la reale dinamica del veicolo, gli spostamenti di peso e delle masse, il lavoro delle sospensioni, ad esempio quando si porta l'auto in derapata: si tratta semplicemente di sterzare nel momento giusto e la macchina farà il resto del lavoro, con spettacolari ma semplicistiche derapate. In ogni situazione, anche la più estrema, il veicolo risulterà essere sempre in una posizione di assetto quasi totalmente neutro, quindi abbastanza semplice da gestire e controllare. Più che altro è il tipo di terreno, fondo e disegno del tracciato che influenzerà il nostro comportamento al volante. La prova "in estremo" più semplice, fa capire chiaramente la volontà di Codemasters di trasformare tutti in piloti di rally: se in ingresso curva ritardiamo volontariamente la sterzata, sbagliando quindi clamorosamente il controsterzo per l'effetto pendolo, otterremo come unico risultato una vettura mostruosamente di traverso, rallentata vistosamente, ma che percorrerà ugualmente la curva !
    DiRT 4, come si nota dai filmati, ha una resa grafica decisamente bella da vedere nel complesso, con una nota di merito in particolare per gli effetti atmosferici convincenti, senza registrare problemi di sorta neppure su consoles. Si tratta di un gioco di rally molto molto divertente, in particolare con la frenetica modalità del rally cross e tante opzioni che contribuiscono a prolungarne la longevità. Si tratta però di un gioco, certamente non adatto a chi vuol davvero provare l'emozione di domare le derapate rallystiche più estreme che, ancora oggi, ci può offrire il buon vecchio Richard Burns Rally. Almeno fino all'arrivo di un certo gRally.
    La speranza, per i simdriver rallystici, è che Codemasters ritorni a pensare ad un seguito per il progetto DiRT Rally. I grandi numeri di vendite che certamente realizzerà DiRT 4, spegneranno però probabilmente ogni speranza...
     

    SRZTV, sfida incerta ad Indianapolis per l'rF2

    Il Campionato Italiano rF2 giunge più incerto che mai al quarto appuntamento in stagione. Eppure, a guardare la classifica, non si direbbe affatto, dal momento che Manuel Biancolilla, su Sabema Racing, ha accumulato un discreto margine di vantaggio su Davide Chiappini, salito al secondo posto. Il gruzzolo del giovane siciliano è frutto non solo delle proprie capacità, ma in buona parte anche delle disavventure altrui. In realtà, la competizione resta estremamente equilibrata, con possibili outsiders ad ogni gara, con una flotta di almeno sei/sette sim-driver in grado di giocarsi il primo gradino del podio ad ogni tappa.
    Sarà una serata altamente spettacolare ad Indianapolis, sia per le lotte al vertice, sia per la rimonta di Quintaiè da monitorare, sia per il rischio pioggia che si attesta oltre il 50%. La vivremo come sempre in diretta, a partire dalle 21:00 di oggi, mercoledì 24 maggio, sul canale YouTube della SRZTV. Il punto della situazione è nell'articolo completo.

    DrivingItalia review: Assetto Corsa "Ready To Race" DLC (parte 1)

    Contemporaneamente all’aggiornamento 1.14 per Assetto Corsa (PC) è stato rilasciato anche il nuovo e attesissimo DLC “Ready To Race”, che ci permette di guidare ben dieci vetture di ogni tipo e categoria. Se non siete ancora decisi sull’acquisto di questo pacchetto, o se semplicemente volete confrontare le vostre impressioni, leggete qui la prima di due intense e corpose parti.
    Nel corso degli ultimi quattro anni, da quando il simulatore italiano è sbarcato su Steam, i Kunos ci hanno abituato a degli standard piuttosto elevati per quanto riguarda i contenuti aggiuntivi, gratis o a pagamento che fossero. E se l’ultimo DLC a memoria risale al dicembre scorso (era il terzo Porsche Pack), di addizioni gratis ne abbiamo ricevute alcune tra Febbraio e Marzo (Highlands, Audi Quattro S1 e la Mazda 787 su tutte). Questo di cui stiamo parlando ora, è quindi il primo DLC a pagamento da parecchi mesi e introduce ben dieci spettacolari vetture; un bel bottino di auto insomma, che coincide col ritorno alla tanto amata formula di una vettura al costo di 75cent circa. Economicamente parlando quindi, è piuttosto interessante. Ciò che ci interessa (e che soprattutto interessa voi che state leggendo), è però il succo di questo pacchetto; allora non mi resta che iniziare a raccontarvi, macchina dopo macchina, le caratteristiche del nuovo “Ready to race” DLC.

    Andiamo in ordine alfabetico per quanto riguarda i costruttori interessati, e partiamo quindi dall’Audi R8 LMS 2016, una vettura appartenente alla classe GT3, che è pronta a scomodare altre grandi come la McLaren 650S o la Ferrari 488 GT3, giusto per citarne un paio. Il vero fardello che si deve togliere di dosso quest’auto, però, è l’essere migliore della sua “antenata”, l’ormai pensionata R8 LMS Ultra. Bastano pochi istanti alla guida per rendersi conto che siamo di fronte ad una vettura notevolmente migliore sotto ogni aspetto: a partire dal sound convincente e graffiante. Ovviamente sia esterni che interni sono riprodotti fedelmente ma la caratteristica più lampante è l’handling, in altre parole la guidabilità. Questa R8 nuova di pacca è molto più bilanciata e precisa del vecchio modello ed ha un’aerodinamica raffinata che la rende non solo bella e appagante da guidare ma una vera arma in pista. Tuttavia quest’aerodinamica esasperata comporta uno “svantaggio”, se così possiamo definirlo: essa è, infatti, più impegnativa e tosta da portare al limite, ma proprio per questo motivo sarà molto apprezzata dai simracers più incalliti e dagli appassionati di auto da corsa GT.

    Restando in casa Audi, spostiamo l’attenzione su un modello largamente anticipato da Massarutto mesi or sono e richiestissimo dalla community: la stratosferica R18 e-tron quattro. Si tratta della vettura che nel 2014 vinse la 24 ore di LeMans e si classificò seconda generale nel WEC. La caratteristica principale di questo mostro a quattro ruote è l’abbinamento di un motore termico alimentato a diesel e un’unità elettrica; queste due insieme sono in grado di generare una potenza e una coppia spaventose, esagerate, e subito in uscita dai box, in piena accelerazione, si percepisce tutta la sua cattiveria. Oltre a ciò, il bello di questa vettura, la vera emozione diciamo, è il percorrere le curve (in particolar modo le più veloci) a velocità da curvatura; perché questa R18 è un’astronave in tutto e per tutto: dall’abitacolo claustrofobico e tecnologico, al suono ovattato del motore diesel e al fischio della trasmissione. Oltretutto non è complicata da guidare e si può scegliere di settare il TC in base alle proprie esigenze, anche se è consigliabile per chi è alle prime armi di partire con calma, dosando l’acceleratore e lasciando i controlli di default. Col passare dei chilometri sarà poi un’esperienza grandiosa ed è bello che abbiano finalmente aggiunto altre vetture LMP1 al roster che finora comprendeva solo le due Porsche 919.  

    Altra Audi altro spasso mi vien da dire, perché in questo DLC sono ben quattro le vetture di Ingoldstadt e la prossima è una delle più belle e interessanti del lotto: è la TT Cup 2016. Un gioiellino docile e alla portata di tutti che fa dell’equilibrio e della sobrietà il punto forte, senza però rinunciare al divertimento. Dotata di un 2.0L 4 cilindri in linea capace di erogare oltre 310 cavalli (più altri 30 utilizzando il sistema del push-to-pass), questa bestiolina colpisce immediatamente per l’intuitività alla guida e per il fatto di non essere assai pretenziosa. Il sound non è di quelli da far accapponare la pelle ma è pur sempre buono, soprattutto dall’interno dell’abitacolo (questa volta più arieggiato rispetto alla R18 di prima). Spicca su tutte l’estrema semplicità di manovra, cosa che permette di avere un ottimo feeling fin da subito e ripeto: nonostante queste premesse, è davvero ottima per delle gare ad armi pari e avvincenti.

    L’ultima vettura dei quattro anelli è forse la meno amata del gruppone: sto parlando della TT RS (VLN). Dove per VLN ci si riferisce all’omonimo campionato organizzato dall’ADAC che si disputa solo ed esclusivamente sul circuito del Nordschleife in configurazione Endurance Cup. Ne deriva quindi il fatto che il Green Hell sia il suo habitat perfetto e così è, per davvero. Il motore spinge forte e bene, salta sui cordoli con decisione, anche se, in verità, richiede vari accorgimenti al setup, giacché di default soffre spesso le sconnessioni dell’asfalto e istiga troppo al sottosterzo. Altro punto a sfavore ma col quale ci si può fare l’abitudine (o si può decidere di cambiare radicalmente) è la lunghezza delle marce: soprattutto risulta noioso il passaggio breve tra terza e quarta marcia; utile in alcuni casi, in altri meno. In definitiva questa vettura dopo qualche giro “infernale” inizia a essere in parte coinvolgente, ma non è di certo fra le migliori del DLC e pecca certamente di entusiasmo e carattere.

    Cambiamo ora aria e ci trasferiamo, almeno virtualmente, in Inghilterra, per metterci al volante dell’ultima “scoperta” di casa Lotus, la nuovissima e portentosa 3-Eleven (Race).V6 turbocompresso, 450 hp, 890 Kg a secco, power to weight ratio di 517hp per tonnellata. Basterebbero questi dati come prova delle emozioni che garantisce, ma poiché sono qui, cercherò brevemente di descrivervi cosa significhi guidare questa stupenda auto, tra le migliori del pacchetto, senza ombra di dubbio. Ebbene, la 3-Eleven si distingue dalle altre nove vetture per la sua guida tagliente, precisa ed elettrizzante. Il muso entra affilato in curva come la katana di Goemon, il cambio è rapido e nonostante serva un po’ di manico per estrapolarne ogni suo cavallo, restituisce sensazioni eccellenti. Che si guidi con il TC attivato, il quale taglia non di poco la potenza in uscita di curva, che si guidi senza aiuti alcuni, resta sempre fedele allo spirito che contraddistingue le Lotus: è agile, veloce e diverte, eccome se diverte!
    Al termine di queste prime prove ciò che balza all’occhio è la volontà dei Kunos di cercare di accontentare un po’ tutti i fan, ma il fatto che cinque auto su cinque siano “da corsa” rimanda ovviamente al titolo e all'obiettivo del DLC e indica anche il non voler mai abbandonare le radici che hanno reso il simulatore italiano quello che è ora. Il che non è per nulla negativo, perché ogni auto sa il fatto suo e ha delle caratteristiche intrinseche che la differenziano dalle altre, nonostante appunto siano principalmente devote alla pista. Nella prossima parte toccherà a McLaren, Maserati e Toyota e son sicuro che ne leggerete delle belle.
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    A cura di Mauro Stefanoni