Rudy Van Buren, olandese di 33 anni, campione simracing che su DrivingItalia ben conosciamo ed amico di Verstappen, è stato il pilota collaudatore che nella notte fra venerdì e sabato ha deliberato al simulatore l'assetto della RB21 che ha conquistato la pole e la vittoria nel GP del Giappone.
Christian Horner, infatti, ha reso omaggio al lavoro fatto dai tecnici dopo i disastrosi riscontri delle due sessioni di prove libere di venerdì: “Abbiamo letteralmente ribaltato la macchina”. L’attività al simulatore si è rivelata cruciale e Van Buren, dopo una nottata passata a provare in virtuale, ha dato l’okay finale sul setup che sabato mattina è stato portato sulle monoposto di Verstappen e Tsunoda.
Non dimentichiamoci che Van Buren da qualche anno è entrato nel team Redline, la squadra esport nella quale corre anche Verstappen, e proprio Max ha spinto la sua candidatura per il ruolo di pilota simulatore in Red Bull, sia per lo sviluppo del software che per il lavoro di messa a punto durante i weekend di gara. “Rudy, così come alcuni altri piloti che provengono dal mondo dei simulatori, ha una grande sensibilità, dalla regolazione più piccola alla più folle – ha commentato lo scorso anno Verstappen - lui prova praticamente tutto. Anche quando vado al simulatore per alcune sessioni, Rudy fa il lavoro di preparazione e devo dire che tutto è già praticamente impostato, posso dedicarmi ai dettagli”.
Ormai quindi, una simile notizia non deve più stupire, ma è da evidenziare anche il fatto che non basta avere un simulatore super tecnologico, ma è di fondamentale importanza per un team di Formula 1 avere anche il pilota giusto, al posto giusto. Pilota virtuale naturalmente.
[Fonte Motorsport.com]
