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    Fisico sale sulla Rossa !

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    Due importanti novità e un piccolo giallo hanno animato ieri sera la tradizionale cena a Maranello con la stampa italiana per gli auguri natalizi. Jean Todt, il responsabile della Gestione Sportiva, non ha escluso l’utilizzo dei piloti Sauber per i collaudi della rossa. Un’ipotesi che porterebbe sulla Ferrari sia Felipe Massa sia, e qui sta la notizia, Giancarlo Fisichella accanto ai confermati Badoer e Burti.

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    Il presidente Luca di Montezemolo ha invece rivelato che Schumi ha già parlato di prolungare il suo contratto con Maranello, la cui scadenza è nel 2006, aggiungendo che non si è mai posta la questione sulla successione al tedesco. Oggi Fisichella si è detto felicissimo di ricevere la notizia: "Mi ha fatto molto piacere - ha detto - salire su una Ferrari è sempre stato il mio sogno e se questo si avverasse per volontà di Sauber e Ferrari, potete stare certi che ripagherò la loro fiducia con massimo impegno e professionalità".

    Il giallo ha visto involontario protagonista lo stesso Montezemolo, chiamato a rettificare quanto riportato nel pomeriggio dalle agenzie che, riprendendo un’intervista rilasciata dal presidente al quotidiano inglese The Times, parlavano addirittura di un suo possibile addio. Il titolo del quotidiano inglese, d’altronde, era piuttosto eloquente: "Fine della strada per l’uomo che ha salvato la Ferrari?". Montezemolo ha smentito tutto: "Mi hanno chiesto che intenzioni avessi per il futuro. Ho risposto che a volte si potrebbe pensare di fare una scelta di vita, ma ho anche aggiunto che la mia vita è qui. Non capisco come si possa aver dato un’interpretazione diversa alle mie parole".

    Di tutt’altro "ritiro", invece, è stato protagonista Michael Schumacher. Il tedesco, infatti, è rimasto a secco su un monopattino a motore durante il giro d’onore sul palco della tv tedesca Rtl, in una trasmissione di domenica sera. Ma non è stato l’unico siparietto divertente dell’intervento del ferrarista, ospite d’onore accanto ad altri illustri personaggi, tra i quali lo stesso presidente della Repubblica federale tedesca, Johannes Rau. Gunther Jauch, uno dei più popolari moderatori televisivi tedeschi, ha mostrato le immagini di una collisione mancata per un soffio tra Schumi e Barrichello, entrambi alla guida proprio di un piccolo velocipede a motore, nel paddock di Indianapolis.

    Il pubblico dello studio ha accolto tra gli applausi il pilota con un’enorme bandiera a forma di cuore con il cavallino della Ferrari al centro, fatta dispiegare come una gigantesca onda rossa. Per lui anche questo slogan luminoso: "Eterno Schumi: festeggiato, baciato, amato". Disinvoltamente seduto su una gomma della sua monoposto Ferrari, al centro del proscenio, Michael ha rivissuto i momenti più significativi del mondiale 2003, rispondendo in tono rilassato alle domande dell’intervistatore: "Di sicuro il sesto titolo mi ha dato una soddisfazione particolare. Già l’anno scorso avevo avvertito che quest’anno non sarebbe stata una passeggiata per noi e la cosa purtroppo è stata confermata. Vincere di nuovo il titolo è stato molto duro".

    Una stagione che, ha ammesso, lo ha molto provato, fisicamente e psicologicamente. Ma ancora una volta, Schumi ha messo in guardia i suoi avversari, in particolare i giovani leoni Raikkonen, Montoya, lo stesso fratello Ralf. A cedere loro il posto non ci pensa proprio. Anzi, li ha quasi snobbati: "L’ho detto già una volta: smetterei soltanto se un mio compagno di squadra mi portasse via il burro dal pane (espressione tedesca che equivale al nostro "mi battesse senza rimedio"; n.d.r.). Ma fino a quando i colleghi sono su un’altra vettura, è difficile giudicare se è più veloce il pilota o la macchina. Io continuo a divertirmi molto a correre, e almeno con la testa, ma anche con l’età, perché in fondo ho soltanto 34 anni, mi sento giovane. Per questo sono convinto di poter reggere il passo bene e di avere ancora alcuni anni molto belli davanti a me".

     

    Il nuovo Schumacher? Per Luca di Montezemolo, che nella notte ha fatto gli auguri di Natale alla stampa italiana, la risposta è sempre la stessa. "Per ora l'anti-Schumacher non l'ho visto - ha detto il presidente della Ferrari - conta il palmares. Uno che ha vinto una o due gare non può essere preso in considerazione. Barrichello vuol vincere il Mondiale? Ecco, in giro non vedo gente migliore di Rubens, uno che ha fatto due annate eccezionali e a Suzuka ha colto una vittoria fondamentale".

     

    Il presidente della Ferrari ha naturalmente confermato che i giovani piloti sono sempre tenuti sotto stretta osservazione: "È chiaro che ci guardiamo attorno e guardiamo avanti - ha detto - stiamo attenti a cosa accade in pista. Ma per ora non abbiamo problemi con i piloti. Michael, scherzando ma non troppo, ha detto a me e a Jean Todt che, beh, se è proprio necessario pensare al contratto in scadenza nel 2006, è pronto a parlare del futuro. E con Barrichello c'è l'accordo fino al 2004 ma ci stiamo parlando. Al momento opportuno (ma prima si fa poi si dice) firmeremo".

    Naturalmente si è anche parlato della stagione passata e di quella futura: "È stato un salto nel buio dedicare ad Agnelli una macchina che, dopo quattro mondiali costruttori e tre piloti di fila poteva non vincere - ha continuato Montezemolo - alla fine, vincendo, so che Gianni avrebbe detto che abbiamo fatto bene. Allungando una serie straordinaria". "L'anno prossimo? La nostra squadra fa della continuità dinamica la sua filosofia, quest'anno ci sarà solo un nuovo nome, l'aerodinamico John Iley. Dicevate, dopo la batosta in Ungheria, che Schumi fosse stanco. Io no. I fatti mi hanno dato ragione. E la risposta della squadra è stata grande, quando, dopo l' intervento della Fia su interpretazioni un po' garibaldine dei regolamenti sulle gomme, la Bridgestone ci ha messi in condizioni di vincere. Il momento cruciale del mondiale è stato ancora a Monza. Pole position e vittoria, con la reazione di Schumi all' attacco di Montoya alla prima curva".

     

    [Fonte Gazzetta]

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