Una stagione per farsi conoscere, una per soffrire, una per diventare campione del mondo? Forse è troppo presto per dirlo, ma chissà . Di certo Juan Pablo Montoya è molto vicino al sogno di battere Michael Schumacher. Come non lo era mai stato. Con la vittoria in Germania, il colombiano è ora a soli sei punti dal campione del mondo, ma quel che più conta è che sta probabilmente levandosi di dosso l'etichetta del pilota veloce ma troppo incostante.
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Nelle ultime sei corse Montoya ha raggranellato 50 punti (in assoluto il migliore ) che diventano 34 nelle ultime quattro, esattamente il doppio del rivale ferrarista. Un bilancio niente male per un pilota considerato poco efficace sulla lunga distanza. Inoltre ieri ha scavalcato al secondo posto della classifica Kimi Raikkonen, fin qui sempre considerato per ragioni d'aritmetica il rivale numero uno di Schumi.
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Ma che nell'anima il vero anti-Schumacher sia lui lo dimostrano sia i sorpassi in pista come quello del Nürburgring quest'anno, sia i continui attacchi verbali. Negli ultimi tempi erano diventati più delle punzecchiature, ora sembrano tornati più esplosivi. In un'intervista al periodico tedesco "Auto Bild Motorsport" il colombiano ha dichiarato che correrebbe nel team di Schumacher "se entrambi avessimo le stesse condizioni, perché la Ferrari è una squadra con un solo pilota. E io in nessun caso potrei da qualche parte correre come numero due". E non solo. "Ayrton Senna era migliore in tutto - ha rincarato - se non fosse morto, Michael avrebbe oggi due titoli mondiali in meno". Il finale di stagione si prospetta più caldo che mai, non solo per il meteo.
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[Fonte Gazzetta]
