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    F1: la sfida è vicina

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    Michael Schumacher contro Juan Pablo Montoya. L'esito della sfida che domenica a Indianapolis potrebbe decidere il Mondiale dipenderà molto dai due protagonisti di Ferrari e Williams. Ma tra le mille variabili che potrebbero influenzare il verdetto c'è n'è una che fa propendere l'ago della bilancia dalla parte del tedesco: il peso specifico dei loro compagni di squadra, Rubens Barrichello per il ferrarista, Ralf Schumacher per il colombiano. Alla vigilia di una volata così decisiva è difficile pensare che Schumi potesse contare su un aiuto migliore del genere. Montoya non è nella stessa situazione.

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    È innegabile che il rendimento di Barrichello sia stato comunque molto costante per tutto l'arco della stagione, soprattutto in prova. Nelle qualifiche il brasiliano ha più volte preceduto persino Schumi, ma essendo definitavamente uscito dalla lotta per il titolo, domenica potrebbe essere il guardaspalle ideale del tedesco. A Monza ha per lungo tempo insidiato il secondo posto di Montoya guidando (è stato l'unico) sugli stessi tempi degli scatenati avversari. Se il colombiano dovesse averlo davanti potrebbe avere non pochi problemi.

    Molto diverso il discorso parlando di Ralf Schumacher. Lasciando perdere tutte le malignità che vorrebbero il tedesco correre in aiuto della causa del fratello ferrarista, va detto che Schumi jr rientrerà in gara in condizioni di forma ancora precarie dopo l'incidente nei test che gli ha fatto saltare il GP italiano. In questo senso Schumacher ferrarista correrà più "protetto" del rivale. Volendo allargare il discorso anche alla McLaren, la situazione non appare molto differente. Kimi Raikkonen ha ancora qualche speranza iridata, ma il suo possibile aiuto, David Coulthard, è incappato in una delle sue stagioni peggiori. "Ma nelle ultime due stagioni a Indy sono finito sul podio - ha detto lo scozzese - perché non dovrei ripetermi?". Lo spera soprattutto Kimi.

     

    La parola alle gomme...

     

    Ancora gomme. Stavolta, però, solo per questioni agonistiche e non per beghe regolamentari. Arriva il GP degli Stati Uniti a Indianapolis e l'importanza dei pneumatici torna a rivestire un ruolo fondamentale, diversamente da quanto successo a Monza. "La parte veloce del tracciato - racconta Pascal Vasselon della Michelin - genera molto calore sulle coperture, in particolare quelle di sinistra. In più la curva che immette sul rettilineo, sopraelevata, mette a dura prova la struttura delle gomme stesse". Quindi? "A Indy porteremo solo due tipi di mescola, entrambe di nuova costruzione e sviluppate prima di Monza. La natura della pista costringe a un compromesso: non una mescola dura, che sul lento non fornirebbe aderenza, e nemmeno morbida, che sulla curva sopraelevata protrebbe non reggere". Stategie? "Probabile la tattica su due stop: su quel circuito si perdono 3 decimi al giro per ogni 10 chili in più nel serbatoio, mentre una sosta richiede 28 secondi circa".

    "Indianapolis è una bella sfida per i gommisti - racconta da parte sua Hisao Suganuma, della Bridgestone -. La pista è una combinazione di rettilinei lunghi e veloci dove le macchine toccano anche i 320-330 orari. Più un settore molto lento. Queste due caratteristiche richiedono un tipo di gomma scelto tra le più morbide della nostra produzione. Il tutto per avere grip nella parte lenta. Anche se è necessario che i pneumatici resistano alle sollecitazioni sulla parte veloce. Non è un obiettivo facile da raggiungere, ma per il GP degli Stati Uniti avremo nuove specifiche che ci renderanno competitivi". Ultima nota riguardo al meteo. Per il week-end nell'Indiana si prevede un cielo costantemente nuvoloso. Anche se sono molto ridotte le possibilità che piova durante le prove e la corsa. Temperatura massima intorno ai 22 gradi, fatto che rende felice la Bridgestone.

     

    [Fonte Gazzetta]

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