Verso la fine degli anni '80, l'IMSA GTO (Grand Touring Over 2.5L) era diventata la gara di GT più rumorosa d'America, caratterizzata da un cast di sagome con telaio tubolare dai colori fosforescenti, carrozzeria massiccia, turbo colossali, V8 ruggenti e muscoli, il tutto mescolato a tuoni, bagliori e un regolamento al limite assoluto della follia. Questo momento di svolta nel motorsport sta arrivando in Project Motor Racing.
L'estetica della GTO di fine anni '80 era distintiva quanto la moda di quegli anni. Immaginate la follia del Gruppo B che si schianta sulla griglia di partenza di una GT negli Stati Uniti: enormi passaruota, cofani snorkel, scarichi laterali sputafuoco e splitter aderenti al terreno. Pensate alle silhouette di Camaro e Cougar che martellano i cordoli e all'epica Audi 90 che sfreccia in curva con la trazione integrale quattro. I valori di potenza si aggiravano sui 700 CV, mentre i V8 Roush incarnavano l'ethos di Detroit, caratterizzato da cilindrata e coppia elevate. E in mezzo, l'eterno ronzio dei giri del motore rotativo.
La GTO di fine anni '80 ha distillato un sapore tipicamente americano nelle corse GT: innovazione supportata dalla fabbrica sui telai tubolari, rumore che si sentiva nello sterno e un vero e proprio parco auto di forme e colori, dalle muscle coupé alle Audi a quattro porte, che si sfidavano sui leggendari circuiti statunitensi. La strategia tecnologicamente avanzata della categoria (berline AWD contro coupé con motore V8 di grossa cilindrata contro modelli turbo importati) e la varietà del calendario la resero tanto selvaggia quanto imprevedibile e diedero il tono al riallineamento della GTS che seguì negli anni '90.
