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  1. Oltre a causare forti disagi sociali e gravi complicazioni economiche, l’emergenza scatenata dal Coronavirus ha letteralmente bloccato tutto il mondo del motorsport. La Formula 1 è stata costretta ad annullare il GP inaugurale d’Australia e a rinviare le successive tappe fino a giugno, la MotoGP ha cancellato tutto fino al Gran Premio di Francia di inizio maggio… e così via tutte le altre serie a due e quattro ruote, nessuna esclusa. Un periodo difficilissimo, nel quale il simracing si sta delineando come l’unica alternativa per tutti i piloti (professionisti e non) per scendere in pista, anche se solo virtualmente. Tutto è iniziato con il “Not the Aus GP” ideato dal team britannico Veloce Esports, che essenzialmente ha proposto la tappa dell’Albert Park di Melbourne attraverso il videogioco ufficiale della serie iridata, F1 2019. Un’iniziativa alla quale ne sono seguite esponenzialmente altre, dalla “THE RACE All-Stars Esports Battle” su rFactor 2 alla serie ufficiale creata da FIA e Liberty Media, che nello scorso fine settimana ha dato vita al “F1 Esports Virtual Bahrain Grand Prix”. Competizioni a cui hanno partecipato diversi piloti professionisti, tra i quali quel Phillip Eng che, quest’anno, avrebbe dovuto correre nell’edizione 2020 dello SportsCar Championship americano con la sua BMW M8 GTE. Come tanti altri, invece, il pilota austriaco ha dovuto momentaneamente appendere il casco al chiodo, dedicandosi a tempo pieno alla guida simulata. “E’ la mia droga da corsa sostitutiva” - ha dichiarato il top driver BMW che ha partecipato al DTM tedesco - “Le gare virtuali mi aiutano a rimanere in modalità gara, soprattutto mentalmente, oltre a migliorare come pilota professionista”. Volete saperne di più? Continuate a leggere! BMW MOTORSPORT: NEL SIMRACING PER COLTIVARE TALENTI Rispetto a tanti anni fa, le corse al computer stanno diventando sempre più un concreto ausilio per i reparti corse di tutto il mondo: un’opportunità che BMW Motorsport ha saputo cogliere facendola diventare un vero e proprio pilastro aggiuntivo al proprio programma di sport motoristici. L’attenzione del team tedesco attualmente si concentra su due piattaforme: iRacing e rFactor 2. Sul simulatore a stelle e strisce i piloti BMW, tra cui Bruno Spengler (CAN), Nick Catsburg (NED) e Jesse Krohn (FIN), sono impegnati al volante della M8 GTE, che ha conquistato tutti e tre i gradini del podio nell’IMSA Super Sebring Satuday di sabato scorso, ma anche a bordo della Z4 GT3, che corre sul Nordschleife nel Digital Nürburgring Endurance. Su rFactor 2, invece, il nuovo BMW Junior Team partecipa regolarmente alla BMW SIM M2 CS Racing Cup, una serie dove si danno battaglia i più talentuosi piloti del simracing internazionale. Un impegno, quello di BMW Motorsport, che sta dando “un ulteriore impulso alle corse simulate – precisa Phillip Eng - Quando un grande produttore come la BMW viene coinvolto a tal punto, il grande pubblico lo prende in considerazione e la percezione del sim racing cambia in modo positivo. La mia opinione? In futuro questa disciplina diventerà un vero e proprio sport motoristico dove coltivare nuovi talenti”. LA PRATICA RENDE PERFETTI… MA LA REALTA’ E’ DIFFERENTE Ma com’è iniziata l’avventura nel simracing di Phillip Eng? “Avevo 17 anni, credo, e il mio simulatore era tale che ho dovuto spostare i miei quaderni su un lato, bloccare il volante sulla scrivania e fissare i pedali sul pavimento usando del nastro adesivo”, ha dichiarato il pilota austriaco, che tuttavia ha notato alcune differenze con la sua reale attività in pista. “Le sensazioni che provo durante una gara virtuale sono le stesse che provo su una pista reale, così come i miei istinti – ha continuato Eng – Il simulatore, tuttavia, non è esattamente uguale a ciò che si percepisce nella realtà. Noi piloti professionisti non possiamo ancora competere ad armi pari con i migliori simdriver del mondo: ciò è dovuto alla quantità di tempo che questi ragazzi trascorrono giornalmente davanti allo schermo”. “Mi piace confrontarlo con l'allenamento fitness – ha precisato Phillip Eng - Se mi alleno regolarmente e faccio, diciamo, 350 chilometri a settimana sulla mia bici, allora sarò abbastanza in forma. Se, tuttavia, ho due settimane di pausa perché sono da qualche parte a correre, allora il mio livello di preparazione atletica scende di nuovo. Questa differenza è la stessa tra me e un simdriver professionista”. Insomma, la pratica rende perfetti, ma serve anche una buona dose di talento naturale. Che però, nella realtà, forse non è abbastanza per rendere un simdriver anche un buon pilota di auto da corsa. “Sono sicuro che i migliori abbiano il know-how tecnico e il potenziale di guida necessari – ha commentato il pilota BMW - Tuttavia, in una vera macchina da corsa, devono prima imparare a gestire il fatto che potrebbero ferirsi se commettono un errore. Lo noto con me stesso. Prendo sempre più rischi nel simulatore rispetto a una vera macchina da corsa”. REALTA’ VS SIMULAZIONE: COSA PUO’ FARE UN SIMULATORE PROFESSIONALE? Rispetto alla guida di una vera auto da corsa, un simulatore offre l'opportunità di fare molti test e acquisire esperienza senza rischi, in un ambiente controllato e senza costi eccessivi. Caratteristiche che garantiscono alla guida simulata un posto molto importante nei progetti del team BMW Motorsport, che dispone in quel di Monaco di un simulatore professionale utilizzato intensamente per lo sviluppo dei veicoli e per le preparazioni in vista delle competizioni. Qualche esempio? Il team BMW i Andretti Motorsport trascorre diversi giorni in Germania al fine di preparare al meglio i propri piloti per le gare di Formula E, analogamente agli ufficiali che prendono parte al DTM. Tutto è dovuto, ovviamente, alle sue caratteristiche costruttive: “Il simulatore che ho a casa è abbastanza buono, per essere un oggetto in commercio. Tuttavia, è a miglia di distanza da ciò che può fare il simulatore BMW Motorsport” ha affermato Phillip Eng. “Dato che questo si muove su una piattaforma flessibile, tu, il pilota, senti ogni ostacolo e urto, proprio come faresti su una pista reale. Per me, il modo in cui l'auto mantiene la strada è appena diverso dalla realtà: è impressionante!”.
  2. La prima novità della Formula 1 che sta per riaccendere i suoi motori su Sky, è che finalmente Matteo Bobbi uscirà dallo stanzino in cui lo ha confinato Carlo Vanzini. Lo farà per andare alla scoperta di una grande novità, quella vera, per il Mondiale 2020. Ci porterà su un simulatore a dir poco spaziale, quello Dallara. E così la presentazione dei Gran Premi, a cominciare da quello di questa settimana a Melbourne, sarà ancora più coinvolgente. Sky Sport F1 utilizzerà uno degli strumenti tecnologici più all’avanguardia del mondo e Bobbi salirà a bordo del “ragno” con la possibilità di provare le monoposto nel modo più realistico che c'è e spiegare piste e setup. Tutti i dettagli a questo link.
  3. Autosport.com ha fatto una lunga intervista a Nick Tandy, pilota professionista di grande esperienza, per capire cosa spinge un pilota reale ad andare in pista anche con i simulatori di guida... Sappiamo infatti che piloti del calibro di Max Verstappen e Lando Norris hanno vinto insieme la 24 ore di Spa virtuale dell'anno scorso e tanti loro colleghi sono competitivi anche nel mondo virtuale. Ma quali sono i vantaggi per un pilota? Nick Tandy, pilota della Factory Porsche GT e vincitore assoluto della 24 Ore di Le Mans 2015, è uno dei tanti piloti che gareggiano su iRacing. La sua motivazione principale non è provare i setup o imparare i circuiti: "Il motivo principale per cui lo faccio è per il fattore divertimento, è l'aspetto competitivo che mi piace", dice il 35enne. "Il livello è ottimo e puoi correre a qualsiasi livello di abilità. Se sei davvero bravo, vieni piazzato in divisioni più alte per ogni evento, ti raggruppi insieme al tuo livello di abilità, che è registrato durante la tua carriera. È molto ben strutturato. È impostato professionalmente per la competizione, piuttosto che solo un simulatore di guida." Tandy prosegue: "Sono stato bandito per due settimane una volta! Stavo correndo all'Iowa in NASCAR Xfinity e mi sono girato. Poi mi sono girato di proposito per cercare di ottenere una safety car in modo da poter recuperare. E qualcuno ha protestato. Hanno rivisto il replay e mi hanno sbattuto fuori. Non mi sono lamentato naturalmente. Del resto ti permettono di guidare solo determinate auto quando inizi e devi ottenere le patenti con una buona guida. Il punto principale è la concorrenza regolamentata. È come una serie vera e propria, non solo un gioco." Nel 2018 Tandy ha partecipato a un evento iRacing organizzato da Porsche. A seguito della competizione online su un'auto della Carrera Cup, i giocatori più veloci, Tandy e un altro jolly hanno preso parte a un evento di due giorni. "Sono andato lì pensando che se non fossi stato l'ultimo sarebbe stato un grande risultato", afferma Tandy. "Mi sono qualificato tra i primi 16 nella classifica individuale il primo giorno e poi siamo stati accoppiati il secondo giorno. Alla fine sono arrivato terzo con il mio compagno di squadra. Ma sono lontano dal livello più alto perché, come in tutti gli sport, devi allenarti". Il campionato Porsche Esports Supercup 2019 ha avuto un montepremi di $ 100.000 e il campione ha potuto partecipare alla Porsche of Night of Champions, sottolineando la crescente importanza del gioco online. Come in ogni contesto, anche il livello di professionalità è aumentato nel tempo. "I più veloci vengono pagati per lavorare nel settore", afferma Tandy. "Al momento non ci sono molti soldi nelle competizioni, ma è un po 'come il coaching del pilota, si andrà verso la professionalità. Sta crescendo. È un'altra branca del motorsport." Quest'ultima affermazione probabilmente non andrà bene ai puristi del motorsport.... "C'è anche l'aspetto dell'apprendimento dei circuiti", aggiunge. "È incredibile quanto siano accurate le piste. A Brands Hatch anche le luci sul rettilineo principale sono nel posto giusto e rivolte nel modo giusto. Generalmente, dossi e cordoli sono corretti al 90%. Quando sono andato negli Stati Uniti per competere nell'IMSA nel 2014, non conoscevo le piste, quindi ho imparato molto in anticipo". Ed il simulatore che si è organizzato Tandy in casa è decisamente particolare, visto che monta il volante di una delle sue auto da corsa 911 RSR del 2014! "Ho scoperto che i pedali sono molto importanti per le buone prestazioni", afferma Tandy. "Lo faccio per divertirmi e se sto perdendo non mi diverto! È molto difficile controllare la trazione al simulatore. Nella realtà quando perdi trazione la senti, ma al sim non senti nulla." Questo ovviamente se il simulatore non è dinamico e configurato nel modo ottimale e realistico, come ad esempio nei Driving Simulation Center. "Il simulatore è ottimo per entrare nella giusta mentalità, in particolare se non corro da un po", aggiunge Tandy. "Devi concentrarti da un giro all'altro, proprio come la realtà, e avere la stessa ansia prima della gara, probabilmente di più perché ho più familiarità con un vero inizio di gara."
  4. Oggi è un termine che sentiamo in continuazione e che, anche nel motorsport reale, è diventato parte integrante del grande universo dei motori. Ma per chi non è “del settore”, per chi è troppo giovane oppure ha qualche anno in più sulle spalle può essere un argomento che lascia molti punti interrogativi a cui rispondere. Ma che cos'è, veramente, il simracing? SIMRACING: I VARI LIVELLI DI SIMULAZIONE Utilizzando parole semplici, il simracing (o “simulated” racing) rappresenta un software che ha lo scopo di replicare accuratamente le gare con auto da competizione, completo di tutte quelle variabili che le definiscono nel mondo reale: consumo del carburante, danni, degrado delle gomme, livello di aderenza all'asfalto e tutte quelle modifiche al setup che spaziano dall'aerodinamica alle sospensioni, passando per il differenziale e tante altre chicche che, in circuito, fanno la differenza tra vincere o perdere una sfida. Rispetto a un semplice videogioco di corse, i titoli che contraddistinguono il mondo del simracing fanno della simulazione il loro piatto forte: rFactor 2, Assetto Corsa, Assetto Corsa Competizione ed iRacing sono solo alcuni dei software più realistici che potete trovare in circolazione. Assieme a questi, negli ultimi anni, si sono aggiunti altri prodotti alla portata di tutti, semplificati per cosi dire, ma ancora in grado di distinguersi da un semplice arcade con cui passare il proprio tempo libero. Stiamo parlando dei “simcade”, tra i quali figura la serie Gran Turismo su Playstation e quella di Formula 1 curata dalla Codemasters assieme a Project Cars 2, Forza Motorsport e tanti altri. Per la loro capacità di adattarsi alle abilità di qualsiasi pilota virtuale questi titoli sono utilizzati anche come base per gli eSports, vale a dire gli sport elettronici dove i più talentuosi interpreti del settore tentano di ritagliarsi il loro momento di gloria facendo a sportellate con i loro avversari. SIMRACING: COME FUNZIONA? Ma come funziona esattamente il simracing? Cosa serve per essere pronti a sfrecciare sulle piste più famose di tutto il mondo? Prima di tutto bisogna capire cosa cerchiamo di fare in questo mondo variegato: se adoriamo la Formula 1 la nostra scelta ricadrà sulla serie F1 della Codemasters, se ci piacciono le vetture da Gran Turismo prenderemo in considerazione Assetto Corsa, mentre se fin da piccoli ci siamo innamorati delle prodezze di Colin McRae... bè, allora la serie Dirt Rally saprà conquistarci fin dalla prima curva fatta tutta di traverso con il freno a mano tirato. A questo punto dovremo munirci di una PlayStation, se preferiamo iniziare in un modo più semplice e meno dettagliato o di un PC, se il realismo completo non ci spaventa, preferibilmente anche di un volante completo di pedaliera. In realtà potremmo anche utilizzare il gamepad agli inizi della nostra carriera da pilota virtuale, tuttavia vogliamo sottolineare il fatto che le sensazioni che sono in grado di offrire un Logitech G29 o un Thrustmaster T300 sono di tutt'altro livello rispetto alla vibrazione del DualShock firmato Sony Entertainment. Qualsiasi sarà la nostra scelta, una volta fatto partire il nostro titolo preferito saremo praticamente pronti a scendere in pista a replicare le gesta dei nostri piloti preferiti... e a diventare, a nostra volta, dei piloti virtuali con lo scopo di cominciare la scalata all'olimpo del simracing. Seguendo ciò che ci verrà offerto dal software prescelto, impareremo le regole della guida in pista, come affrontare una partenza, come combattere contro i nostri avversari, come mettere insieme un giro da qualifica e come settare al meglio la nostra vettura. Proseguendo la nostra carriera da simdrivers, ben presto passeremo dalla bagarre contro l'intelligenza artificiale a quella contro altri piloti virtuali: avremo fatto il salto nel mondo del “league racing”, che ha lo scopo di replicare un vero e proprio Campionato online con tanto di punti dopo ogni prova, premi al termine della stagione... e soddisfazioni ad ogni staccata e ad ogni sorpasso compiuti con successo. Da non dimenticare l'opportunità di rivolgerci direttamente in un centro di simulazione, come i Driving Simulation Center targati DrivingItalia.NET: in questi centri di simulazione di guida professionali, avremo a disposizione simulatori dinamici con periferiche di altissimo livello, istruttori qualificati che ci seguiranno passo dopo passo dall'inizio della nostra carriera di pilota virtuale fino ai primi successi, guidandoci verso le competizioni adeguate alla nostra esperienza, mostrandoci anche i segreti dell'assetto della vettura e l'analisi dati, esattamente come avviene in Formula 1 ! Senza dimenticare gare e campionati con premi in palio decisamente interessanti... SIMRACING: CIO' CHE CONTA E' LA PASSIONE Insomma, come potete leggere il simracing è completamente diverso da un semplice titolo arcade come Mario Kart: il simracing è competizione, è staccare 10 metri dopo il tuo avversario, è bagarre dallo spegnimento dei semafori rossi alla bandiera a scacchi. Ma anche andare in apnea nell'ultimo tentativo di qualifica a disposizione e dare tutto se stessi nel tenere un passo gara con una variazione di un decimo al massimo tra un giro e l'altro. Per tutti gli appassionati di motori e corse, il simracing rappresenta quell'opportunità di sentirsi veramente un Pilota con la P maiuscola: sì, perchè il simracing non è un gioco come tutti pensano. Il simracing richiede impegno e dedizione: su alcuni titoli può essere settato in maniera più o meno realistica, ma alla fine, per avere delle soddisfazioni, i presupposti sono sempre quelli. Sì, in fin dei conti ogni pilota virtuale pratica il simracing comodamente seduto davanti al proprio PC (o alla propria PlayStation) senza muoversi di un metro... ma le emozioni che si provano durante un allenamento o, ancora di più, in una gara sono reali. Ed è questo il motivo per cui tutti noi siamo dei simdrivers: perchè vogliamo provare quelle sensazioni, continuando a sognare, un giorno, di poter passare dalla guida virtuale alla realtà.
  5. Il simulatore di guida, in particolare quello professionale ed industriale, non è utilizzato solo in ambito sportivo, per allenamento piloti o test da parte delle scuderie, ma viene impiegato da tempo anche a livello prettamente industriale per lo sviluppo di prodotti e tecnologie. Ce lo dimostra ancora una volta la Pirelli, che ha deciso di puntare sul simulatore per sviluppare i prototipi dei suoi pneumatici, lavorando in tandem con le case auto. Un nuovo simulatore statico, inaugurato nel centro di Ricerca & Sviluppo dell’azienda di Milano, nato per ottimizzare le fasi di sviluppo e di test dei nuovi pneumatici, riducendo così i tempi e consentendo una maggiore interazione tra Pirelli e i costruttori automobilistici. Il tempo medio di sviluppo di nuovi pneumatici – sia stradali che motorsport – è ridotto in questo modo di circa il 30%. Il simulatore si basa su prototipi virtuali per i diversi modelli di auto, rendendo automatico lo scambio di informazioni digitali tra Pirelli e le case auto, e permette di realizzare attività di progettazione e sviluppo anche sul simulatore della casa automobilistica, nasce dall’esperienza in Formula 1 naturalmente, dove la tecnica viene usata già da anni per la progettazione e i test degli pneumatici. Prodotto da VI-grade, è composto da uno schermo cilindrico con un’estensione di 210° e diametro di 7,5 m che consente di riprodurre visivamente i diversi circuiti e le possibili condizioni di guida. Al centro dello schermo c’è una vettura statica, equipaggiata con alcune tecnologie attive per restituire i comportamenti reali della vettura al guidatore: è presente il sedile, lo sterzo, le cinture di sicurezza e diversi «shaker» posizionati in corrispondenza delle sospensioni e del motore. Ogni operazione è coordinata da una stanza di controllo, dalla quale è possibile inserire nel simulatore i parametri delle diverse specifiche tecniche di pneumatico e auto, e monitorare i risultati dei test simulati. L’attività si integra con il progetto del simulatore dinamico, che riproduce le accelerazioni e le rotazioni, che sarà installato prossimamente presso il Politecnico di Milano.
  6. Come riportato in questo articolo, il 2020 sarà un anno importantissimo per i simulatori di guida, non solo per i semplici comuni mortali come noi, ma soprattutto per i team professionisti di Formula 1, grazie ai numerosi passi in avanti che i prodotti software e hardware hanno fatto negli ultimi anni. Grazie al giornalista elvetico del giornale Blick, Roger Benoit, oggi possiamo vedere quella che è la prima immagine del nuovo gioiello dell’Alfa Romeo. Sarà Robert Kubica (recentemente assunto come terzo pilota dell'Alfa Romeo / Sauber) a salire per primo sul nuovo simulatore ed a testare maggiormente le novità del nuovo anno, visto che come sappiamo Kimi Raikkonen non è un fan di quest'ultimi. A giudicare dall'immagine, il simulatore sembra qualcosa di spettacolare. Voi cosa ne pensate?
  7. Come ormai ben sappiamo, in Formula 1 un buon simulatore conta almeno quanto una buona monoposto, visto che, con il divieto di test in pista, è praticamente necessario per poter preparare e sviluppare al meglio la stessa vettura, anche e soprattutto a mondiale già iniziato. Per questo motivo, nel 2020, saranno diversi i team F1 che attiveranno una nuova generazione di simulatore professionale, anche per contenere i costi in vista del budget cap che si abbatterà sul campionato del 2021. In questi 12 mesi perciò, quasi tutti i team di Formula 1 inaugureranno un nuovo simulatore professionale, con la stagione 2020 che sarà probabilmente, per i top-team, la più costosa di sempre. Come abbiamo già analizzato in passato, a Maranello i lavori sul nuovo simulatore sono ancora in corso, mentre nel quartier generale della ex Sauber ora Alfa Romeo, le attività sul nuovo sistema sono già in corso. Naturalmente avere il simulatore pronto ed in opera non è altro che un punto di partenza, visto che la vera differenza e l'utilità massima di sistemi cosi complessi, arriva allorquando si giunge alla perfetta correlazione tra ciò che avviene nel sistema virtuale con quanto accade in pista. Fattore quest'ultimo di primaria importanza, per non correre il rischio che settaggi errati al simulatore conducano un team completamente fuori strada nello sviluppo della monoposto. L'esempio emblematico lo abbiamo avuto nel 2019, quando è risultato evidente che il setup di base preparato a Maranello al simulatore alla vigilia dei weekend di gara, non ha trovato riscontro in pista nelle prime prove libere, costringendo poi i tecnici Ferrari al muretto a fare gli straordinari nella serata di venerdì per trovare soluzioni. La Mercedes, al contrario, ha beneficiato molto del lavoro fatto in sede, arrivando a volte in pista con un setup quasi perfetto. L'esempio più lampante lo abbiamo visto proprio nell’ultimo Gran Premio del 2019, ad Abu Dhabi, quando nella prima sessione di libere Bottas ha ottenuto un crono (1’38”053) che per metà griglia è stato possibile raggiungere solo il sabato! Un altro esempio dell’importanza del simulatore, questa volta in negativo, è arrivato nel Gran Premio di Singapore, quando un errore nella preparazione ha compromesso la competitività della Red Bull, che era partita per Marina Bay con la certezza di poter dire la sua per la vittoria. “Il problema è stato il simulatore – ha rivelato Alexander Albon - siamo stati totalmente ingannati. Il simulatore definisce la base della nostra configurazione per il weekend di gara, e se ti accorgi che non va bene sei nei guai! Abbiamo impostato il nostro telaio in modo troppo rigido, ed è mancata la stabilità, ed in più anche il carico aerodinamico è risultato troppo limitato”. Gli investimenti sul comparto della simulazione non riguardano più solamente l'hardware e software, ma anche il fattore "umano": i teams hanno capito l’importanza dei piloti impegnati sui simulatori ed è iniziata la caccia a piloti specializzati per un compito di crescente valore. I più richiesti sono piloti che hanno esperienza in pista, in grado di saper valutare le reazioni della vettura e la gestione degli pneumatici. Per questo motivo la Mercedes ha confermato sul suo simulatore Stoffel Vandoorne, chiamato ad inizio 2019, imitando la scelta fatta dalla Ferrari di dodici mesi prima con Daniil Kvyat. Quando il pilota russo è tornato a tempo pieno in Formula 1, la Ferrari ha cercato subito soluzioni alternative, puntando sul tandem Hartley - Wehrlein e confermando Antonio Fuoco. Proprio il pilota italiano ha effettuato un test in pista con la SF90 a Barcellona, non solo per "premiarlo", ma soprattutto per verificare in pista la correlazione, in termini di sensazioni, con il simulatore. Anche l'intenzione della Ferrari riguardo il simulatore, sulla scia di Mercedes e Red Bull, è ora quella di uscire dall’era aero-spaziale per spostarsi in quella digitale: ormai i mega "ragni" non servono più, basta una “slitta” sulla quale la scocca si muove, riproducendo le reazioni sui tre assi di rotazione (beccheggio, rollio e imbardata). Per certi versi ci piace pensare che si andrà maggiormente verso una direzione "simracing", come diciamo per i Driving Simulation Center: "sensazione" di realtà! Seguendo proprio questa strada, anche l’Alfa Romeo ha voluto Robert Kubica per iniziare il lavoro sul nuovo simulatore: anche nel caso del pilota polacco è prevista la presenza in pista (già nel test di Barcellona del prossimo febbraio), ed una corposa presenza nella sede di Hinwil, soprattutto nella prima fase di stagione. Le sensazioni di un pilota di esperienza sono importanti almeno quanto i numeri dei computer... Se poi ci ricordiamo che nel 2020, dal termine dei test a Barcellona in Febbraio, fino alla bandiera a scacchi finale di Abu Dhabi, non sarà consentito neppure un solo chilometro di prova in pista, possiamo affermare con certezza che quella di quest'anno sarà la Formula 1... dei simulatori.. Potete leggere ulteriori dettagli nell'articolo di Roberto Chinchero.
  8. From Virtual to Real: questo è lo slogan promosso dal team Trident Motorsport per il suo contest a premi, che prevede una prova a tempo sul loro sofisticato simulatore di Formula 3. Al termine del limite massimo del 20 febbraio 2020 e una volta stilata la classifica finale, il più veloce otterrà la ghiotta opportunità di trasformare quest'esperienza virtuale... in un vero e proprio test di una F3 reale sull'Autodromo Nazionale di Monza. Una lodevole iniziativa, non c'è dubbio, che ricalca in un certo senso quella promossa l'anno scorso e all'inizio del 2019 dal team Coloni Motorsport: si tratta di un altro reparto corse con una storia ultra trentennale alle spalle, fatta di Formula 3, F3000, GP2 e, in tempi recenti, di AutoGP, vettura in stile Formula 1 che partecipa nelle BossGP Series destinate a tutte le “Big Open Single Seaters” con motori aspirati (V8, V10 e V12). Chiamato Top Driver Italia, il concorso promosso dalla Coloni Motorsport prevedeva di effettuare una gara a tempo con un sofisticato simulatore di Formula 3 sul circuito di Magione: il vincitore avrebbe ottenuto un test gratuito sulla vettura reale, proprio come l'iniziativa della Trident. Ma quanto è differente questo strumento da quelli che abitualmente utilizziamo a casa nostra? UN (BREVE) VIAGGIO NEL MONDO DEL SIMRACING Bisogna fare una premessa: la distinzione tra simulatore “duro e crudo” e videogioco di guida, al giorno d'oggi, non è più così marcata. Oltre al fatto che nelle impostazioni di ogni software ormai sono presenti una moltitudine di impostazioni per scalare la difficoltà e rendere l'esperienza a misura di qualsiasi pilota, recentemente sono stati introdotti sul mercato dei prodotti che mescolano l'impostazione di guida di un simulatore alla giocabilità di un arcade. Chiamati “simcade”, rappresentano quella via di mezzo che piace al grande pubblico, perchè incontra le aspettative della maggior parte dei piloti virtuali: non sono degli arcade come i Formula 1 di qualche anno fa oppure come il nuovo capitolo di Grid, ma nemmeno raggiungono i livelli di rFactor 2, iRacing o Assetto Corsa. Quest'ultimi possono essere considerati dei software che si avvicinano molto a quelli che utilizzano i veri team nel motorsport, i quali ne sfruttano essenzialmente la base commerciale per poi arricchirla con tecnologie e sistemi specifici. Un esempio? Il primo rFactor è stato lanciato sia come prodotto consumer che nella sua variante rFactor Pro, specificamente studiato per accontentare le richieste dei più importanti reparti corse di tutto il mondo. SIMULATORE COMMERCIALE VS PROFESSIONALE: LA FRENATA Il problema del simracing? Che in alcuni casi le difficoltà a cui sono messi di fronte i piloti virtuali di tutto il mondo sono ben diverse dal mondo reale. Solo provando un simulatore dinamico vero, che replica in tutto e per tutto il comportamento di una vettura di Formula 3 come quello proposto dalla Coloni Motorsport o dal team Trident, si può capire quali siano le differenze. Nella guida di una monoposto la prima cosa su cui concentrarsi è la frenata: a seconda del nostro equipaggiamento, di solito siamo abituati a stare molto attenti in staccata sui nostri simulatori (o simcade) preferiti, modulando per bene il pedale del freno per evitare il bloccaggio delle gomme. Quando si passa dal mondo virtuale di casa nostra a quello di un simulatore professionale, la realtà è ben diversa: su una F3 la forza richiesta in frenata va dai 75 ai 120 kg, tutti da imprimere con il piede sinistro perchè i pedali, su queste vetture moderne, sono soltanto due. Ecco, in un simulatore professionale l'imperativo è solo uno per ottenere dei buoni tempi sul giro: step on the brakes! In altri termini, lasciar perdere i propri riferimenti e premere energicamente il pedale del freno... altrimenti l'escursione nella ghiaia è assicurata! Il motivo di tutto questo? I freni su una monoposto da corsa funzionano per il 90% a seconda della pressione impressa su di essi dal pilota: l'escursione del relativo pedale è cortissima, perchè incontra immediatamente un “muro” definito dall'impianto frenante della vettura. Più si preme contro questo apparente “ostacolo” e più la macchina frena. Molto diversa la realtà nei simulatori commerciali, dove la differenza la fa sostanzialmente la periferica che si sta utilizzando: su un comune Logitech G29 il sistema a potenziometri del pedale del freno rende la frenata molto meno dura, benchè il blocchetto di gomma presente all'interno delle molle cerchi di replicare il comportamento di un freno da corsa. Passando a pedaliere più raffinate, ovviamente, il discorso cambia. Su una Fanatec CSL Elite con pedale del freno a cella di carico la sensazione è molto più vicina alla realtà, ma una cosa è certa: a meno di avere una regolazione della pressione di frenata tendenzialmente molto alta, il bloccaggio delle gomme su un simulatore professionale non è un'eventualità che accade molto spesso. SIMULATORE COMMERCIALE VS PROFESSIONALE: LO STERZO L'aspetto della frenata non è l'unico che differenzia un simulatore professionale da uno commerciale: anche lo sterzo è molto diverso da quello a cui siamo abituati. Su una monoposto di Formula 3 la presenza del servosterzo (o power steering) rende la vita un po' più facile al pilota, ma ciò non toglie che il volante... sia molto, molto più duro di quello del nostro comune Logitech G29! Scordatevi gli input di Formula 1 2019, di Assetto Corsa o di qualsiasi altro software che utilizzate sul vostro computer: su un simulatore professionale non si parla solamente di allenamento mentale, ma anche di tenuta fisica, perchè restare concentrati giro dopo giro diventa una vera impresa visto lo sforzo richiesto nel ruotare il volante tra una curva e l'altra. Stiamo parlando di un sistema dinamico, capace di trasmettere in maniera diretta le sollecitazioni dovute alle asperità dell'asfalto, al passaggio sui cordoli e ai tanto temuti “lunghi” nella ghiaia. Lo sterzo, di conseguenza, riporterà fedelmente quello che stiamo facendo in pista, diventando più o meno duro a seconda di come affrontiamo le curve e comunicandoci eventuali sovrasterzi, sottosterzi e... controsterzi se non stiamo attenti con il pedale del gas. SIMULATORE COMMERCIALE VS PROFESSIONALE: LE VIBRAZIONI La scocca che replica una vettura di Formula 3, inoltre, vibrerà da quando lasciamo i box al nostro rientro in pit-lane: sui rettilinei non noteremo un comportamento troppo scorbutico, mentre in curva saremo in preda a degli spostamenti laterali che tenteranno di replicare le forze G a cui un pilota è realmente sottoposto in un track day o durante una gara. Se poi passiamo sui cordoli, scordiamoci il semplice rumore a cui siamo abituati sul nostro simulatore preferito: lo sterzo e la scocca in generale vibreranno energicamente, invitandoci a fare attenzione a quello che stiamo facendo. E visto che il nostro posto sarà uno stretto sedile a pochi centimetri dall'asfalto... ehm, dalla base della pedana del simulatore, essere fluidi nella guida senza commettere troppi errori sarà di fondamentale importanza. QUANDO (TROPPO) DIFFICILE NON E' REALISTICO A parte quanto esposto finora, la guida di una monoposto di Formula 3 in un simulatore professionale è per lo più simile a quello a cui siamo abituati solitamente sul nostro software preferito. Attenzione: abbiamo detto simile, non identica. Perchè? Tutto dipende dalla fedeltà nella rappresentazione di una vettura di Formula 3 e dalle caratteristiche del nostro simulatore casalingo: le F3 su Assetto Corsa o iRacing, di solito, invitano spesso alla prudenza in scalata e in accelerazione fuori dalle curve, così come nel passaggio sui cordoli. Su un simulatore professionale, invece, la tendenza è quella di avere tra le mani una monoposto ben più solida, meno propensa ad “ucciderci” nel caso vogliamo mettere una gomma in più su un cordolo oppure nel dare gas con più convinzione fuori da un tornantino lento. Insomma, anche in questo caso esiste una differenza piuttosto marcata: la guida in un simulatore professionale sembra più “fisica”, in cui il pilota è parte integrante della vettura e in pista tutto sembra scorrere all'unisono. Quantomeno in maniera più “facile” rispetto a quanto accade sui simulatori commerciali, dove invece una forzatura di troppo può mandare spesso in fumo i nostri sforzi durante una gara o un giro veloce. CONCLUSIONI Siamo arrivati al termine della nostra analisi sulle differenze tra un simulatore professionale di Formula 3 come quelli proposti recentemente dalla Coloni Motorsport e dalla Trident nel suo contest “From Virtual to Real” e quelli che utilizziamo quotidianamente nella nostra sala giochi. Più dure in frenata, più esigenti allo sterzo e più scorbutiche nel loro comportamento in pista, le scocche professionali di F3 rappresentano un allenamento importantissimo per i piloti di monoposto, che così possono arrivare molto più preparati in vista dei loro impegni agonistici. I nostri rFactor 2/iRacing/Assetto Corsa e simili, a confronto, sembrano solamente un bel passatempo, anche se in alcuni casi la sfida da loro proposta è più difficile di quella di un simulatore professionale. Qui, infatti, conta molto anche la preparazione fisica di un pilota e, di conseguenza, la sua capacità di “sentire” la vettura giro dopo giro, che lo asseconda nella guida in maniera più convincente di quanto non facciano i software commerciali. Con quest'ultimi, infatti, la preparazione di un simdriver è sostanzialmente mentale, un aspetto che però risulta importantissimo per limare quegli ultimi decimi che fanno la differenza tra un buon pilota e un Campione. Se volete partecipare al concorso della Trident, quindi, continuate pure ad esercitarvi... ma aspettatevi un'esperienza molto diversa da quella a cui siete abituati!
  9. Diverse volte in passato vi abbiamo segnalato il fondamentale lavoro di preparazione per un Gran Premio di Formula 1 svolto dal simulatore professionale della Scuderia Ferrari, il famoso "ragno" che tutti hanno visto almeno una volta in fotografia (qui sopra) e che non di rado ha contribuito a straordinari risultati sulla pista reale. La recente doppietta di Singapore per esempio, è anche merito del lavoro svolto al simulatore, che ha permesso di intrecciare telaio e aerodinamica per una correlazione fra dati e pista ora più precisa, correggendo alcuni difetti congeniti della vettura, adattandola allo stile dei due piloti, con Leclerc che predilige più inserimento in curva e Vettel che chiede sempre più grip sulle ruote posteriori. Il team di Maranello, prima che il budget cap limiti i capitoli di spesa nel 2021, ha deciso ora di aggiornare totalmente l'intero sistema, per dotarsi di un impianto di simulazione più moderno e in linea con i tempi, guadagnando probabilmente anche spazio, visto che il "ragno" occupa una struttura di tre piani! L'obiettivo è quello di migliorare l’interazione fra la pista e la factory, visto che già ora ogni modifica approvata al CFD (fluidodinamica computazionale) o in galleria del vento deve essere trasferita al simulatore prima ancora che sulla monoposto, con le sensazioni dei piloti in pista che devono essere riproducibili in laboratorio e viceversa. I regolamenti limiteranno ulteriormente la ricerca in galleria del vento, spostando tutto sul CFD, quindi il simulatore, prima ancora della vettura reale, sarà ancora di più lo strumento che ingloba tutte le modifiche, dando ai test driver (Pascal Wehrlein, Brendon Hartley, Antonio Fuoco e Davide Rigon) le sensazioni che i piloti proveranno in pista. L'intenzione della Ferrari riguardo il simulatore, è quella di uscire dall’era aero-spaziale per spostarsi in quella digitale. L'attuale ragno infatti, creato dalla Moog, che utilizza rFPro come software, era concepito dall’industria aeronautica per allenare i piloti di aerei, ora invece non serve un mega impianto, ma basta una “slitta” sulla quale la scocca si muove, riproducendo le reazioni sui tre assi di rotazione: beccheggio, rollio e imbardata. Altri top team come Mercedes e Red Bull dispongono già di soluzioni simili, ora la Ferrari decide di adeguarsi, probabilmente alla ricerca di ulteriori step evolutivi anche nel campo simulativo. Non si conoscono al momento quali saranno le scelte hardware e software della Rossa, ma per certi versi ci piace pensare che, abbandonando il comparto aero-spaziale, si andrà maggiormente verso una direzione "simracing", come diciamo per i Driving Simulation Center: "sensazione" di realtà!
  10. Dopo i fatti tragici di Spa, con la morte di Hubert in Formula 2, Jacques Villeneuve ha commentato spiegando che, secondo lui, i giovani piloti corrono maggiori rischi perché allenati in un ambiente sicuro dai simulatori di guida. Lando Norris e Lewis Hamilton, intervistati in proposito, hanno espresso il loro totale dissenso. "Lasciare che i giovani piloti testino per una settimana nel simulatore", aveva detto Villeneuve. "Fa si che quando arrivano in pista, si comportano come se fossero ancora nel simulatore. Non è lo stesso stress di una volta. Non porta la stessa adrenalina. La valutazione del pericolo, dell'enorme rischio che corrono quando vanno in pista, non è più la stessa." Secondo Lando Norris, pilota McLaren, collegare l'incidente di Hubert alla simulazione è solo una scusa: "Non credo che abbia nulla a che fare con il simracing", ha detto Norris, "È solo qualcosa da usare come scusa per questo. La sicurezza sta migliorando molto, soprattutto rispetto a quando correva Villeneuve. Non è come se la dimenticassimo completamente. Ci rendiamo ancora conto del pericolo. Tutto sta diventando più sicuro, quindi a volte corri più rischi che in altre occasioni. Non so cosa sia successo durante il fine settimana a Spa e non voglio parlarne, ma sono sicuro che non stavano facendo qualcosa di stupido. Penso che sia stato qualcosa di piccolo che si è trasformato in qualcosa di grande. Non credo sia successo perché siamo più giovani, più spavaldi, impavidi. È stata sfortuna. Questo è tutto." Anche il leader del campionato mondiale Hamilton ha respinto le affermazioni di Villeneuve, suggerendo che il simracing non è affatto un fattore negativo nell'atteggiamento dei piloti più giovani: "Non sono d'accordo con molte opinioni di quell'individuo", ha detto quando gli è stato chiesto sui commenti di Villeneuve. "Personalmente non ascolto l'opinione di quella persona. Ma non credo al suo discorso sul simulatore. Se guardi i bambini sulle piste da sci, da piccoli non hanno paura ed è lo stesso con noi piloti da corsa, qualunque sia l'età. Sono sicuro che invecchiando si insinua la paura, ma i simulatori non ti rendono più o meno pauroso. Non sono d'accordo con questo." E voi cosa ne pensate?
  11. Tante volte gli appassionati che muovono i primi passi nel mondo del simracing ci chiedono: "qual'è il miglior simulatore per cominciare a girare, per un principiante?". A questa domanda prova a rispondere Chris Haye, con il video che potete ammirare qui sotto. Secondo voi qual'è il miglior simulatore per muovere i primi passi nella simulazione di guida? Siete d'accordo con l'opinione Chris? Noi decisamente si!
  12. Dopo i tre video episodi pubblicati nei giorni scorsi, ritorna la sfida organizzata dal team Williams Martini di Formula 1, con l'utilizzo del suo simulatore professionale di F1: i piloti virtuali del team Williams Esport hanno provato a battere Oli Rowland, pilota professionista e tester del simulatore dinamico. Come sarà andata a finire? Scopriamo il gran finale nei video qui sotto.
  13. Il team Force India di Formula 1, con la collaborazione della scuderia Hype Energy eForce India (ovvero il team virtuale esport), ci racconta in questo video le varie differenze fra il gaming di F1 2018 Codemasters, il simulatore professionale F1 della scuderia e la realtà della pista. Molto interessanti sono le spiegazioni riguardanti l'uso del simulatore professionale per la preparazione del lavoro in pista.
  14. Il finlandese Kimi Raikkonen, fresco trionfatore nel Gran Premio degli USA, nell'intervista rilasciata in esclusiva a Motorsport.com ha toccato diversi punti interessanti che meritano di essere approfonditi. Secondo Kimi è arrivato il momento di tornare a fare i test di sviluppo in pista, anziché concentrare il lavoro sul simulatore. Voi cosa ne pensate? Sarà che non ha mai amato particolarmente il lavoro al simulatore, sta di fatto che il finlandese della Ferrari dall'alto dei suoi 39 anni, 16 dei quali trascorsi in Formula 1, pensa che le squadre non debbano spingere oltre la ricerca nel mondo virtuale, ma avrebbe più senso tornare a girare in pista. Quando ad Iceman è stato chiesto se rimpiangeva i test in pista è stato molto chiaro: “Non tantissimo, ma diciamo che stava ai team decidere se girare oppure no. Oggi però vengono spese delle cifre talmente elevate per i simulatori da pensare che sarebbe più economico tornare a girare in pista. Ne sono certo. Non intendo il girare ogni giorno tra una gara e l’altra, ma se si pianificasse un buon numero di test, sono sicuro che sarebbe più economico rispetto ai budget che richiedono i simulatori, e la differenza è che si lavorerebbe nel mondo reale”.
  15. Come sappiamo, Max Verstappen è un grande appassionato di simulazione di guida e simracing, tanto da essere uno dei piloti virtuali ufficiali del ben noto team Redline. Il pilota olandese della Red Bull si è voluto spingere anche oltre in una recente intervista rilasciata al sito WTF1, dichiarando che sarebbe un'ottima idea quella di utilizzare i piloti virtuali più veloci per intense sessioni di allenamento con i simulatori professionali utilizzati dai team di Formula 1. “Conosco molti piloti virtuali e sono davvero bravi. Credo che potrebbero essere di grande aiuto lavorando al simulatore invece di far andare noi (piloti F1) ogni volta in fabbrica per quel compito“. Riferendosi al torneo World Fastes Gamer organizzato dalla McLaren per selezionare un simdriver per il proprio simulatore, Max ha aggiunto quanto segue, parlando di Rudi Van Buren, olandese anche lui e vincitore del torneo: "Credo che per lui sarà una grande occasione, perché non solo è bravo a guidare ma ha anche doti nelle pubbliche relazioni. Proviene da altri ambiti quindi hanno dovuto fargli un test fisico, ma lo ha superato. Può fornire le sue indicazioni ed aiutare davvero la squadra. La Formula 1 è rimasta indietro in questo ambito, quindi è una buona cosa anche il torneo della F1 Esports Series. Lo vediamo anche calcio, chi gioca a Fifa fa un mucchio di soldi, quindi è una bella cosa“. Forse il nostro Max vuole solamente evitare le ore ed ore di lavoro al simulatore F1, trovando qualcuno che lo faccia al suo posto...
  16. In quale modo un team di Formula 1 utilizza il proprio simulatore professionale per preparare una gara del Mondiale ? Proprio ieri abbiamo risposto con un video a questa domanda, oggi invece, sempre grazie alla collaborazine del team Red Bull F1, vi presentiamo un nuovo trailer che ci mostra cosa succede quando una persona "normale" si cala nell'abitacolo di un simulatore professionale di Formula 1...
  17. Il Pilota della Domenica: i primi Km... (parte 1) Come prima cosa abbiamo naturalmente bisogno di un computer, un PC, la macchina per eccellenza da dedicare alla simulazione su 4 ruote. I simulatori di guida non sono particolarmente esigenti in termini di richieste hardware, anche se, volendo goderci il nostro sim moderno preferito al massimo del suo splendore, non potremo di certo accontentarci di un PC da 200 euro, ma non dovremo neppure fare un mutuo per una macchina ultra performante! Il topic Assembla il tuo PC (costantemente aggiornato anche per i prezzi) arriva prontamente in nostro soccorso: il mega PC da duemila euro non è necessario, potete quindi orientarvi sulla macchina base o, meglio ancora se il budget lo permette, quella da gioco, oppure creare un mix fra le due configurazioni; considerate che con il PC da gioco da 800 euro circa non avrete praticamente alcun problema neppure con software dalla grafica sbalorditiva. Tenete però presente di non assemblare o acquistare un PC sbilanciato, nel senso che per esempio una super scheda video è inutile se non c'è anche un processore all'altezza ed una memoria Ram adeguata. Ponete attenzione anche a due cose spesso sottovalutate: scegliete un buon alimentatore con un pò di potenza in eccesso, cosi da poter in futuro installare nel PC per esempio una scheda video più potente e quindi anche più esigente in termine di watt; molto importante è anche il case, che, piuttosto che scenico, deve avere un'ottima circolazione dell'aria al suo interno e ventole efficenti per il raffreddamento delle componenti interne. Un computer di questo tipo, per avere un'idea, sarebbe ottimo: Processore Intel Core i5-4430 Scheda Madre Asus M5A97 Scheda Video NVidia GeForce GTX760 RAM Corsair 8gb ddr3 1600 MHz Alimentatore SeaSonic 520W Hard Disk Seagate - Barracuda 500 GB Lettore-Masterizzatore Ottico Samsung SATA Case Cooler Master 690 II Advanced I prezzi dei componenti hardware per PC sono molto variabili, quindi vanno valutati al momento, ma diciamo che una configurazione del genere si attesta su una spesa indicativa di 750 euro circa. Una volta sistemato il computer, pensiamo ora a come guidare... Tutti i simulatori di guida prevedono di poter essere utilizzati tramite la tastiera, con la quale possiamo anche fare i primi km di test, ma è bene pensare da subito all'acquisto di un volante, perchè guidare vuol dire avere fra le mani uno sterzo e sotto i piedi dei pedali! L'idea di molti è quella di comprare un primo volantino a buon mercato, di poche decine di euro, cosi da "risparmiare". Invece si spreca. Il volantino in questione durerà molto poco (il prezzo basso indica anche la scarsissima resistenza all'uso...), inoltre si rivelerà da subito molto limitato se non praticamente inutile a livello di feedback che saprà fornirci (sempre che ce l'abbia...) con qualsiasi simulatore e dovete ricordare sempre che, a meno di non avere una postazione dinamica (e ne parleremo...), il feedback del volante è l'unico input diretto che vi farà capire cosa sta facendo la vostra macchina, per poterla controllare di conseguenza. Il force feedback con i simulatori di guida non è un optional, è fondamentale! Se la vostra idea rimane quella del volantino, "tanto mi voglio solo divertire a fare qualche giro", è meglio se lasciate perdere il mondo del simracing e vi orientate verso una bella console con un buon gioco di guida fatto bene: vi divertirete molto di più, spenderete molto meno ed avrete anche molti meno problemi di un PC. Ma quale sarebbe allora questa periferica consigliata, con un rapporto qualità - prezzo ideale? A 6 anni dalla sua prima apparizione (uscì a fine 2009), il buon vecchio Logitech G27 è ancora oggi il miglior volante che potete acquistare! E' possibile acquistare il G27 nei negozi di computer più forniti, dal sito ufficiale Logitech (ma il prezzo è altino), o ancor più facilmente sul web, dove lo si trova nuovo con una semplice ricerca, o anche numerosi usati sul nostro forum vendo - compro. I prezzi oscillano intorno ai 250 euro per il nuovo, intorno ai 120-150 euro invece per l'usato. Il fatto che dopo sei anni il prezzo di questo volante sia rimasto quasi inalterato, abbassandosi di poco nel tempo, la dice lunga sulla sua qualità. Il Logitech G27 ha già di serie tutto quello che serve ad un pilota virtuale, esperto o ai primi giri di pista: un bel volante con 900° di rotazione comodo e funzionale con 6 pulsanti e cambio a pad, pedaliera a tre pedali con ottima progressività e sensibilità, un cambio a leva H ad innesti preciso, con ulteriori pulsanti extra. Completano il pacchetto la connessione USB semplice e diretta con unico cavo e i driver Logitech ufficiali ormai collaudatissimi per qualsiasi software. Inoltre il G27 funziona perfettamente persino con la Playstation e, tramite adattatore, anche con la XBox, inoltre è un prodotto molto resistente e durevole, anche se sottoposto ad un uso intensivo. Il primo vero punto cruciale di questo volante resta però la resa del force feedback: pur non disponendo di una forza, rapidità e resistenza esagerate (il Thrustmaster per esempio ha una forza maggiore e costa in media 100 euro in più), può vantare ancora oggi uno dei Force Feedback migliori in commercio, con numerosi effetti di vibrazione, grande accuratezza e pulizia dei segnali, precisione nelle risposte, progressività, insomma una qualità ed un dettaglio eccelsi, assolutamente fondamentali alla guida per capire come si comporta la nostra vettura sull'asfalto, ancor di più se si utilizzano simulatori con circuiti realizzati con tecnologia Laser Scan, che ci permetterà di percepire davvero la pista sotto di noi. Il buon Logitech G27 non è ovviamente esente da difetti però: un pò di forza in più sullo sterzo sarebbe stata di certo gradita, le palette del cambio non risultano precisissime ed hanno a volte un poco di gioco in innesto, il cambio ad H va usato con attenzione per non essere messo in crisi, la pedaliera (soprattutto il freno) si ammorbidisce ed allenta con l'uso, infine il feedback soffre di un fastidioso "buco al centro", spiegato nel box sottostante. A questo punto entra in gioco il secondo punto a favore del G27, ovvero la sua estrema moddabilità: l'hardware Logitech infatti, dopo tutti questi anni, può essere modificato, migliorato ed aggiornato praticamente in tutte le sue componenti, andando persino ad eliminare i vari difetti esposti poco sopra. Come vedremo nelle prossime puntate della rubrica, è possibile incrementare la forza ed eliminare definitivamente il buco al centro, migliorare la pedaliera, aggiungere vari tipi di display ed altro ancora. Per adesso però, possiamo già essere più che soddisfatti del nostro Logitech G27 originale. Per quanto riguarda invece gli spazi e l'organizzazione della nostra "zona di guida", per adesso possiamo accontentarci tranquillamente di utilizzare lo stesso spazio dedicato al nostro computer, ponendo il monitor (possibilmente almeno da 20 pollici) davanti allo sterzo, ma non troppo vicino, fissando per bene il volante e il cambio ad H al tavolo/scrivania, posizionando la pedaliera in modo che non scappi via con la pressione dei pedali, ponendola per esempio attaccata alla parete o inserendo un fermo frontale che eviti lo scivolamento. E' bene fare attenzione però a sistemare il tutto per fare in modo che la nostra posizione di guida sia quella corretta, come evidenziato dalle immagini qui sotto. Quasi nella stessa fascia di prezzo del G27, troviamo il già citato Thrustmaster T500 RS, che come detto ha una forza maggiore, ma il feedback risulta essere meno dettagliato, raffinato e preciso, diciamo anche più "grossolano", rispetto al volante Logitech. Inoltre non ha un cambio a innesti ed il pad dietro al volante risulta essere a volte scomodo, in quanto fisso. Direi quindi che non è una buona idea quella di spendere 100 euro in più per avere solo una forza maggiore, tanto più che, come vedremo in dettaglio nelle puntate successive di questa rubrica, avere tanta forza e resistenza sul volante non vuol dire necessariamente maggiore realismo, anzi in molti casi è l'esatto contrario. Altre alternative al Logitech possono essere anche i volanti Fanatec di fascia media, come il Porsche 911 GT2 o GT3 e il CSR Wheel, con prezzi dai 180 ai 250 euro. Il problema di questi volanti, a parte il costo ed oltre ad un force feedback più "sporco" del Logitech e meno definito, è la mancanza di un cambio a leva e soprattutto di una pedaliera, che andrebbe acquistata a parte, con un ulteriore esborso dagli 80 ai 250 euro, per un totale minimo, fra volante e pedaliera, di 260 euro, che risulta essere non conveniente neppure come rapporto qualità - prezzo. Se invece c'è la necessità di risparmiare in modo sostanzioso, ma si vuole partire col piede giusto, al posto del G27 si può optare per il precedente modello Driving Force GT, che si può acquistare online ad un prezzo intorno ai 100 euro. Ovviamente è decisamente inferiore al G27, in particolare per quanto riguarda la pedaliera (solo 2 pedali e molto meno sensibili) ed il cambio, anche se il force feedback risulta comunque più che accettabile. Con meno di mille euro quindi (che diventano 100 - 250 se abbiamo già un buon PC), il nostro Pilota della Domenica è ora pronto per scendere in pista per i suoi primi Km simulati, iniziando da quello che possiamo definire il primo step evolutivo del simdriver. Non fate mancare i vostri commenti e domande sul forum, in attesa della seconda puntata, che sarà: Il Pilota della Domenica: primo Pit Stop (parte 2) A cura di Nicola "Velocipede" Trivilino
  18. In quale modo un team di Formula 1 utilizza il proprio simulatore professionale per preparare una gara del Mondiale ? Almeno una volta nella vita, questa domanda ha ossessionato la mente dei tantissimi appassionati di simracing e di racing games, ma finalmente oggi, grazie al video che potete ammirare qui sotto, possiamo rispondere a buona parte dei nostri interrogativi, grazie alla collaborazione del team Red Bull F1. Più in basso invece, per capire meglio le varie dinamiche che vengono studiate e confrontate con il simulatore, vi consigliamo la visione di un altro trailer, dedicato questa volta a spiegarci in quale modo e misura il lavoro dell'assetto influisce sul comportamento di una monoposto di Formula 1.
  19. Siamo ormai alla vigilia della tappa italiana del campionato FIA Formula E, che il 14 aprile vedrà 20 monoposto elettriche correre per la prima volta sulle strade di Roma. Ecco quindi in video il primo test simulato del circuito cittadino dell’EUR, visibile qui di seguito: il tracciato sarà percorso per 33 giri, conta 21 curve e 2.860 metri, con numerosi saliscendi. La partenza è in Piazza Marconi, a ridosso del celebre Obelisco, quindi si passa su Via Cristoforo Colombo, poi attorno al Roma Convention Center, dove la pista si restringe, quindi una doppia chicane prima di percorrere il circuito attorno al Palazzo dei Congressi. Qui la pista è più ampia, con alla fine una curva veloce in discesa lungo il parco del Ninfeo e il Luneur Park, prima di risalire in direzione del Palazzo della Civiltà Italiana e ricongiungersi con una ultima chicane su Via Cristoforo Colombo. Nella Gaming Zone all’interno dell’Allianz E-Village, i tifosi potranno provare i simulatori di Formula E durante tutta la giornata e vivere le emozioni del circuito cittadino dell’EUR grazie a Real Racing 3, videogioco targato EA Games, partner di Formula E. I quattro tifosi che faranno segnare i tempi più veloci potranno sfidare in una gara virtuale quattro piloti reali, con l'evento che sarà trasmesso in diretta sull’account Facebook di Formula E dopo la sessione di qualifiche del sabato mattina. Commenti sul forum.
  20. Nel breve ma interessante filmato qui sotto, Jonny Adam, pilota professionista del team Aston Martin nel campionato Blancpain GT3, ci spiega in quale modo ci si allena con l'utilizzo di un simulatore professionale come il Base Performance Simulator.
  21. Alan Dove ed Usmaan Mughal della GTS-RS Racing Simulation ci mostrano con il video qui sotto il segreto della tecnica nell'uso dell'acceleratore del mitico Ayrton Senna ed il suo unico stile di guida, analizzando anche nel dettaglio la telemetria fornita dal simulatore. GTS-RS Racing Simulation è una sala professionale di simulazione situata a Londra, che offre vari servizi di allenamento per i piloti professionisti.
  22. La Honda ha inaugurato oggi un nuovo e rivoluzionario simulatore basato su architettura DiM250 (Driver-in-Motion), situato nel centro tecnico che il colosso nipponico ha installato in Germania. Per ottenere una riproduzione accurata delle caratteristiche di corsa, manovrabilità e accelerazione di una vettura con un unico simulatore, il sistema DiM250 prodotto da VI-grade si avvale di ben nove attuatori, i famosi 9 “gradi di libertà” quindi. “Prevediamo di utilizzare DiM250 prevalentemente per la dinamica dei veicoli e le applicazioni alla corsa, oltre a impiegarlo come strumento di importanza cruciale nella fase di sviluppo e collaudo delle nostre tecnologie ADAS, HMI, di propulsione e guida autonoma fin dall’iniziale processo di design”, ha spiegato Yasunori Oku, Vicepresidente esecutivo, Honda R&D Europe Deutschland. “La tecnologia DiM250 fornirà un’ideale piattaforma di sviluppo comune alle nostre attività di ricerca e sviluppo su cui tutti i team coinvolti potranno lavorare in un unico ambiente collaborativo”. Il sistema DiM250 è stato studiato e sviluppato da VI-grade, mentre la progettazione e la produzione sono state affidate alla Saginomiya. La piattaforma a nove attuatori e alimentazione elettrica è più avanzata rispetto ai tradizionali simulatori 6 DOF, con l’intero sistema che si muove su cuscinetti ad aria anziché su binari meccanici aggiuntivi. L’integrazione delle applicazioni Software-in-loop (SIL) e Hardware-in-loop nel simulatore permetteranno a designer e ingegneri di valutare gli avanzamenti nel ciclo di sviluppo del veicolo prima della costruzione dei prototipi fisici. Permetterà inoltre al simulatore di imitare con maggior accuratezza gli scenari problematici al fine di testare controlli e sistemi di sicurezza. “È nostro grande desiderio dar vita a questo fruttuoso e duraturo connubio tra la nostra tecnologia e Honda R&D – Juergen Fett, Amministratore Delegato di VI-grade – nella duplice ottica di offrire a quest’ultima il nostro sostegno nello sviluppo di automobili migliori in tempi più rapidi e di ricevere preziosi feedback per migliorare ulteriormente le nostre soluzioni per la simulazione di guida”.
  23. La Scuderia Ferrari F1 ha annunciato di aver sostituito il suo simulatore di guida interno ormai obsoleto, riservato unicamente a piloti e tecnici del Cavallino Rampante e pochi altri selezionati, con il software rFactor Pro (da non confondere con rFactor o rFactor 2). Giacomo Tortora, responsabile a Maranello della dinamica del veicolo per la Formula 1, ha spiegato: “Penso che il livello di test che effettua la Ferrari siano i più esigenti di qualsiasi altro compratore. Abbiamo testato ogni cosa del nuovo prodotto, la larghezza della banda e la latenza, la qualità dei dati sulla superficie stradale e la precisione visiva dei circuiti riprodotti digitalmente. Il programma della rFPro è stato così soddisfacente che abbiamo deciso di installarlo subito senza attendere ulteriori test“. Chris Hoyle, direttore tecnico rFPro: “La decisione della Ferrari di modificare il software operativo in corso di stagione, con il rischio di effettivi ritardi nello sviluppo della vettura attuale, sottolinea quale sia la portata del miglioramento a disposizione con il nuovo simulatore“. Il software relativo alla riproduzione del tracciato è denominato TerrainServer, che ha maggiormente convinto i tecnici di Maranello: “Il modo in cui TerrainServer cattura ogni punto LIDAR (ricavato con una rilevazione laser) digitalizzato all’interno della superficie di contatto del pneumatico, e lo integra per fornire al nostro modello di veicolo la più realistica tenuta di strada possibile, migliora la sensazione di guida del pilota e la produzione dei dati risulta più affidabile” – ha spiegato Tortora – “Inoltre rFpro è in grado di ridurre consistentemente i tempi di aggiornamento del software a un solo fotogramma di latenza rispetto al nostro modello di veicolo e di proiezione“. L’elemento che quindi ha convinto la Ferrari ad effettuare questa scelta è stata la velocità del sistema: “L’industria del Motorsport è nota per essere all’avanguardia nel mondo dell nuove tecnologie” – spiega Hoyle – “Servono per avere un vantaggio sulla concorrenza e i nostri clienti potranno beneficiare di tutta la nostra competenza, sviluppatasi sull’esperienza reale di veri piloti che hanno aiutato a perfezionare in maniera estrema le fasi dinamiche del nostro software“. Il software rF Pro viene utilizzato anche dal simulatore McLaren F1 presente a Woking. This post has been promoted to an article
  24. In un nuovo episodio della sua rubrica "Exact & Max", dopo averci mostrato in realtà virtuale già 4 circuiti diversi, Max Verstappen ci racconta oggi tutti i segreti del circuito di Interlagos, dove domenica si correrà il gran premio del Brasile di Formula 1, sempre grazie all'utilizzo del simulatore dotato di VR.
  25. In un nuovo episodio della sua rubrica "exact & Max", Max Verstappen ci spiega oggi con l'utilizzo del suo simulatore dotato di VR, lo spettacolare circuito americano di Austin in Texas, dove domenica prossima si disputerà il GP degli USA.
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