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  1. Piloti, eccoci di nuovo al nostro appuntamento settimanale che copre le varie fasi della procedura di setup di una vettura da corsa nel mondo del simracing! Dopo aver esaminato approfonditamente tutti gli aspetti che influenzano le gomme e la loro geometria, oggi andremo a toccare per la prima volta una delle componenti che influenzano il comportamento delle sospensioni: le barre anti-rollio. Chiamata anche “anti-roll bar”, consiste in una grande molla a torsione a forma di “C” che connette le sospensioni da una parte all'altra di un'automobile, ovviamente sullo stesso asse. Il loro compito è semplice: limitare il rollio della vettura in curva, trasferendo parte della forza della sospensione non in compressione a quella in esercizio, per una migliore stabilità che permette l'utilizzo di molle più morbide senza compromettere il comfort di marcia. BARRE ANTI-ROLLIO: COME INFLUENZANO IL BILANCIAMENTO Su una vettura da corsa, solitamente, le barre anti-rollio sono due: una all'anteriore e una al posteriore, che vanno a modificare quanto rollio, cioè quanto movimento laterale, la macchina incontrerà durante la percorrenza di una curva. In questo modo gli anti-roll bar andranno ad alterare il bilanciamento complessivo tra i cordoli, generando più grip all'avantreno o al retrotreno. Repetita juvant! Quando le gomme anteriori hanno più grip di quelle posteriori, la nostra vettura genererà sovrasterzo, mentre al contrario, sempre guidando al limite delle prestazioni disponibili, quando le gomme anteriori hanno a disposizione meno aderenza di quelle posteriori dovremo affrontare una buona dose di sottosterzo. Per opporci a queste situazioni, potremo andare a toccare la pressione o la geometria degli pneumatici... oppure la durezza delle sospensioni, ed in particolar modo il comportamento delle barre anti-rollio! Modificare gli anti-roll bar al fine di migliorare entrata, percorrenza ed uscita da una curva comporterà, quindi, un significativo impatto sul bilanciamento generale della nostra vettura: per questo motivo, se quando abbiamo parlato di sospensioni avete pensato alle molle e agli ammortizzatori... date prima una chance anche alle componenti che stiamo trattando in questa puntata, perchè potrebbero aiutarvi a trovare del tempo prezioso in pista. BARRA ANTI-ROLLIO ANTERIORE: LA CURA PER L'ENTRATA IN CURVA Dal momento che le gomme anteriori sono sottoposte a un carico maggiore rispetto a quelle posteriori durante l'inserimento in curva, la barra anti-rollio anteriore è la componente ideale da andare a modificare per migliorare questa fase di azione in pista. Se la vostra auto da corsa soffre di sottosterzo, potete facilmente ammorbidire la barra anti-rollio anteriore per portare più grip all'avantreno ed essere più precisi in inserimento. Al contrario, se avete tra le mani una macchina molto nervosa che tende al sovrasterzo e a chiudere troppo in anticipo la curva durante l'inserimento, indurire l'anti-roll bar anteriore toglierà grip e aumenterà il sottosterzo, limitando le perdite di aderenza al posteriore. BARRA ANTI-ROLLIO POSTERIORE: PER MIGLIORARE PERCORRENZA E USCITA Una volta trovata la cura per l'entrata in curva, è il momento di trovare la soluzione ad alcuni problemi che possiamo avere a che fare durante la percorrenza e, soprattutto, quando è il momento di accelerare in uscita verso il rettilineo successivo. In questa fase la distribuzione dei pesi della nostra vettura, infatti, si sposta al posteriore, così come il bilanciamento del grip disponibile: in questo contesto entra in gioco la barra anti-rollio posteriore, che può aiutarci considerevolmente ad essere ancora più competitivi tra i cordoli. Se nel momento di riprendere il gas in mano la nostra auto da corsa soffre di sottosterzo e ci vuole portare nella ghiaia, andremo ad indurire l'anti roll-bar posteriore, che toglierà grip e genererà, al contrario, quella giusta quantità di sovrasterzo per rimanere in traiettoria. Se, invece, in uscita di curva sentiamo che la nostra macchina vuole andare in sovrasterzo portandoci in testacoda, allora la modifica da effettuare sarà quella di ammorbidire la barra anti-rollio posteriore, per generare del sottosterzo. CONCLUSIONI Da quando abbiamo iniziato questa speciale guida a puntate sul come affrontare il processo di setup di un'auto da corsa, le modifiche che vi abbiamo spiegato nei dettagli hanno preso in considerazione alcuni aspetti che, in linea generale, non hanno stravolto l'assetto della nostra macchina... ma che, con tutta probabilità, vi hanno aiutato a sentirvi più a vostro agio fra i cordoli. Combattere con una vettura che non ne vuole sapere di rimanere in pista può essere frustrante, per cui trovare la giusta pressione delle gomme (a seconda della loro finestra di utilizzo che richiede un'analisi delle temperature) e la loro corretta geometria sono stati i primi passi per renderla “più docile” e maggiormente incline ad andare alla ricerca della prestazione. Con le ultime modifiche proposte in questa puntata sulle barre anti-rollio, infine, potremo andare ad alterare significativamente il suo bilanciamento, in modo da correggere il possibile sovrasterzo (o sottosterzo) che possiamo provare nell'affrontare le curve. Per un miglioramento ancora più consistente, però, dovete aspettare la prossima puntata, che tratterà di...
  2. Ci sono davvero delle somiglianze tra la Formula 1 reale e l'esport, in particolare quello del comparto simulazione di guida? E' molto interessante questa intervista pubblicata sul sito Red Bull, fatta a Claudio Balestri, ingegnere del reparto Vehicle Performance della Scuderia Toro Rosso F1 ed a Manuel Biancolilla e Patrik Holzmann, i due piloti ESports del team virtuale della Factory di Faenza.
  3. Simracing ed esport, ovvero la parte competitiva del settore, crescono ormai ad un ritmo sempre più rapido. La Scuderia Ferrari ha lanciato il proprio team virtuale per competere con F1 di Codemasters (e nel 2019 ha vinto il titolo con il nostro David Tonizza!), i migliori piloti reali professionisti si allenano e divertono al simulatore, partecipando persino a varie competizioni, come Lando Norris e Max Verstappen, mentre ex simdriver come Jann Mardenborough e James Baldwin si lanciano con successo nel motorsport reale, persino con straordinarie vittorie, come ha fatto il campione di GT Sport Igor Fraga. Persino la FIA e le federazioni nazionali considerano il simracing come uno sport motoristico, alla pari della sua controparte reale. Tutti entusiasti di questo simracing quindi? Non proprio, visto che il sei volte vincitore del NASCAR Whelan Modified Tour, Doug Coby, ha scatenato un vero putiferio con un tweet pubblicato questa notte: In pratica: "Ho visto persone guidare auto da corsa al computer... annunciare sponsor in eventi media... I veri piloti stanno vomitando". Coby si riferisce a quanto accaduto alla fine della scorsa settimana: JR Motorsport ha tenuto una giornata media il 9 gennaio per presentare i suoi piloti "eNASCAR" Michael Conti e Brad Davies. Il duo tornerà di nuovo in pista per il team nella eNASCAR iRacing World Championship Series 2020, dopo il suo debutto nel 2019. Da notare che il team JR Motorsport è quello co-fondato da uno dei più grandi nomi dello sport americano, ovvero Dale Earnhardt Junior ed è uno dei tre team che corre sia nella Nascar reale che in quella virtuale di iRacing, insieme a Roush Fenway Racing e Stewart-Haas. Di nuovo Coby, dopo 14 ore, è tornato a precisare: ll collega Brian Keselowski ha concordato con Coby, sottolineando che suo fratello minore Brad ha corso in iRacing: "Anche io l'ho provato, ma non ho fatto finta che fosse reale.” Poi ha affermato, addirittura, che ragionare in quel modo è paragonabile ad un disturbo "mentale", come i ragazzi che vanno a sparare e fanno strage nelle scuole dopo aver giocato con gli sparatutto in prima persona! E' vero che gli eventi e le conseguenze delle corse virtuali non sono "reali", ma la competizione, l'adrenalina e le emozioni provate sono assolutamente autentiche. Se gli eventi virtuali portano copertura mediatica, spettatori e soldi importanti, perché i team non dovrebbero organizzarsi e preparare i loro piloti come farebbero con i "veri" piloti? Senza escludere rapporti con la stampa e sponsor ovviamente! Eventi come GT Academy e il crescente realismo della fisica delle vetture simulate, hanno senza dubbio mitigato, negli ultimi anni, i dubbi dei piloti reali riguardo alle controparti virtuali. Persino alcune delle vecchie glorie dell'automobilismo sono state coinvolte in eventi esport: proprio Dale Jr. ha partecipato di recente a una gara della iRacing eNASCAR di due ore. La reazione vomitevole di Coby è quindi alquanto insolita ed appare per lo più basata su preconcetti, ignoranza virtuale, mancanza di volontà di aprirsi alle novità e, casomai, anche un pizzico di sana invidia... Fonte GT Planet.
  4. Cari piloti virtuali, bentornati alla nostra guida a puntate dedicata al setup di una vettura da competizione nel mondo del simracing. Se nella prima parte vi abbiamo dato un'infarinatura ai concetti di base riguardanti l'assetto di una macchina da corsa, nella seconda vi abbiamo spiegato le nozioni fondamentali a proposito delle gomme, vero punto di contatto tra il telaio, le sospensioni e l'asfalto. Verso la fine della scorsa puntata vi abbiamo anche fornito un piccolo spunto di riflessione riguardante un'ulteriore modifica che si può effettuare nel settare al meglio gli pneumatici della nostra vettura preferita... nominando due componenti basilari del reparto sospensioni che la compone. Questi sono la campanatura (camber) e la convergenza (toe), ai quali ne aggiungiamo un terzo che è rappresentato dall'angolo di incidenza del telaio sulla geometria della sospensione: il caster. Come influiscono queste tre regolazioni sul setup di una vettura da corsa? Continuate a leggere! CAMPANATURA: CHE COS'E'? Vediamo innanzitutto di dare le definizioni appropriate ai tre nuovi termini che vi abbiamo proposto, iniziando dalla campanatura. In parole semplici, il camber è l'angolo di inclinazione verticale delle gomme, osservando la vettura frontalmente. Può essere positivo, quando la parte superiore della ruota è inclinata verso l'esterno della macchina, negativo, quando la parte superiore della ruota è inclinata all'interno, oppure nullo. Anticipando velocemente quello che analizzeremo più avanti in questo articolo, al fine di aumentare le prestazioni di un veicolo si tende a impostare questa regolazione su valori molto negativi, quindi con le gomme anteriori che puntano verso l'interno. Il motivo? Quando si percorrono curve più o meno strette ad alta velocità, un'impostazione del genere permette di ottenere una migliore tenuta di strada per il fatto che le ruote esterne che subiscono il peso della forza centrifuga si troveranno più dritte rispetto al suolo, massimizzando di conseguenza il contatto e l'aderenza con l'asfalto. CAMPANATURA: REGOLAZIONE ED EFFETTI Quando affrontiamo una curva, la nostra macchina (e di conseguenza le gomme) tendono a inclinarsi verso l'esterno a causa della forza centrifuga, il che renderà disponibile una minor superficie di contatto degli pneumatici con l'asfalto. Per questo motivo su una vettura da corsa si utilizzano dei valori tendenzialmente negativi a livello di campanatura, in modo che le gomme esterne alla curva si avvicino il più possibile alla verticale della vettura stessa. Allo stesso tempo, però, le gomme interne si inclineranno ancora di più rispetto alla situazione precedente... ed è qui che entra in gioco la regolazione del camber a seconda delle temperature rilevate nelle varie parti del pneumatico! Nella puntata precedente vi avevamo parlato della differenza di temperatura esistente tra il centro della gomma e le due estremità: se l'interno della ruota è molto più caldo dell'esterno, allora dovremo diminuire leggermente il valore negativo della campanatura portandolo più in positivo. Al contrario, se la parte esterna della gomma è più calda dell'interno, allora è meglio aumentare il camber in senso negativo. L'ultimo caso è dato dalla temperatura del Core: se questa è più elevata delle due estremità, allora è il caso di diminuire la pressione degli pneumatici, fare qualche giro portandoli al range ottimale di esercizio e verificare nuovamente le temperature, in modo da regolare al meglio il camber. Ricordatevi una cosa: in una gomma la temperatura generale deve essere il più possibile costante, anche se è del tutto normale che la parte interna sia più calda di quella esterna. Dopotutto, in una curva, è proprio lei che sta facendo il lavoro sporco per noi! CONVERGENZA: CHE COS'E'? Passiamo alla convergenza: anche chiamata “toe”, rappresenta l'angolo orizzontale delle ruote, osservando il veicolo sempre frontalmente rispetto al suo piano longitudinale. Può essere positiva (toe in) quando le gomme chiuderanno verso l'interno della vettura, ma anche negativa (toe out o divergenza) quando le gomme aprono verso l'esterno. Se, invece, questo valore è pari a zero, si avrà un perfetto parallelismo delle ruote. Nel caso di una macchina da corsa, la convergenza è solitamente impostata su valori che favoriscono il “toe in”, quindi con un angolo che imposta le gomme in maniera leggermente chiusa verso l'interno. Questo migliora la stabilità generale e riduce il nervosismo del veicolo. CONVERGENZA: REGOLAZIONE ED EFFETTI La convergenza delle gomme ha un forte impatto sulla stabilità della nostra vettura in rettilineo, sulla sua risposta quando affrontiamo le curve... ma anche sulla temperatura e sul consumo degli pneumatici. Aumentando il valore della convergenza portandola in “toe in”, la nostra macchina diventerà molto stabile all'anteriore quando sarà il momento di inserirla in curva, aumentando il fenomeno del sottosterzo e diventando, allo stesso tempo, un po' meno responsiva sullo sterzo. Al posteriore, invece, una convergenza più elevata favorirà la stabilità generale. Al contrario, se imposteremo i valori di convergenza portandola in “toe out” otterremo una vettura molto responsiva in fase di ingresso curva, ma meno stabile: esagerando nella regolazione si scatenerà un accentuato fenomeno di sovrasterzo, che può risultare molto difficile da recuperare quando si comincia a spingere davvero forte. A livello generale, le macchine da corsa solitamente vengono impostate di base con una convergenza tendente al “toe out” sull'anteriore, in modo da favorire il più possibile l'ingresso curva. Al retrotreno, invece, è assolutamente preferibile il “toe in”, al fine di evitare di uscire di traverso quando sarà il momento di riprendere il gas in mano. Per quanto riguarda l'incidenza sulle temperatura e sul consumo delle gomme, la convergenza di quest'ultime non le renderà perfettamente perpendicolari alla direzione di marcia, il che favorirà un degrado più importante delle stesse. Questo effetto, tuttavia, non è sempre da considerarsi negativo: su una pista fredda e da gommare, aumentare il valore del “toe” può aiutare a mandarle più velocemente in temperatura. Al contrario su un asfalto già caldo tale regolazione farà surriscaldare gli pneumatici, a tutto svantaggio dell'aderenza tra i cordoli. ANGOLO DI INCIDENZA: CHE COS'E'? L'ultima definizione riguarda l'angolo di incidenza, o caster: questa regolazione consiste nell'inclinazione (in avanti o indietro) dell'asse di sterzo, o meglio quell'angolo che è compreso tra l'asse di sterzo e la verticale a terra passante per il centro della ruota, osservando la nostra vettura lateralmente. Il caster sarà positivo quando l'asse di sterzo si troverà inclinato verso il retrotreno, mentre sarà negativo quando sarà inclinato verso l'avantreno e, quindi, nella direzione di marcia del veicolo. Solitamente l'angolo di incidenza è settato positivamente sulla quasi totalità delle vetture, il che migliora la stabilità alle alte velocità oltre al feeling che si riceve dallo sterzo, agevolando soprattutto il ritorno in posizione centrale di quest'ultimo dopo una brusca sterzata. Allo stesso tempo il volante, però, diventerà rigido e meno pronto quando si affrontano curve lente, per le quali è preferibile un caster più negativo che ne migliora la manovrabilità. ANGOLO DI INCIDENZA: REGOLAZIONE ED EFFETTI Il caster determina degli effetti considerevoli sulla stabilità generale della nostra vettura, così come sulla “durezza” del volante quando è il momento di curvare. Inoltre, rappresenta una regolazione molto utile nel processo di auto-centratura del volante stesso: per questo motivo è molto utile a tutti i piloti che corrono in circuiti ovali oppure che praticano il drifting. Per tutti gli altri simracers, andare a modificare l'angolo di incidenza non rappresenta una scelta così vantaggiosa nell'andare a ricercare la prestazione in pista. Generalmente, aumentando il suo valore e quindi portandolo in positivo si otterrà una macchina molto stabile ma anche “legnosa” e pesante da guidare, mentre diminuendolo e portandolo in “negativo” si otterrà una vettura più agile e scattante, ma anche meno stabile e più incline a perdite di aderenza. Nel mondo della guida virtuale, il caster può anche essere sfruttato per migliorare il proprio feeling al volante perchè andrà ad agire sul force feedback della nostra periferica. Tuttavia, per fare ciò è preferibile modificare questa regolazione con le apposite impostazioni del nostro simulatore preferito piuttosto che andare a pasticciare il setup generale della nostra vettura. A voi la scelta! CONCLUSIONI In questa terza parte sul setup di una vettura da competizione nel mondo del simracing abbiamo visto cosa sono la campanatura, la convergenza e l'angolo di incidenza, tre regolazioni fondamentali che, se modificate nella maniera corretta, garantiscono la massima sezione possibile delle gomme a contatto con l'asfalto, per un grip ottimale in ogni condizione di guida. Riassumendo, il camber assicura l'angolo migliore alle gomme sotto stress che devono affrontare una curva a tutta velocità, al prezzo di un riscaldamento degli pneumatici che può diventare incostante se tale regolazione eccede in positivo o in negativo. Il toe, invece, permette di modificare il modo in cui la nostra vettura si comporta durante i cambi di direzione: nel trovare il valore corretto, tuttavia, dovremo stare attenti a non ottenere una resistenza al rotolamento troppo accentuata, che avrà importanti effetti sulla velocità e sulla temperatura delle gomme. Il caster, invece, aiuta molto a mantenere la stabilità generale della vettura soprattutto in rettilineo, oltre a garantire il corretto ri-allineamento del volante durante una sterzata. A livello prestazionale, tuttavia, rappresenta una regolazione che offre sicuramente meno vantaggi rispetto alle altre due che abbiamo visto in precedenza. Nel processo di setup di una macchina da corsa, però, ce ne sono tante altre che entrano in gioco e che permettono dei miglioramenti davvero consistenti una volta in pista: tra queste ci sono sicuramente le barre anti-rollio... che vedremo nella prossima puntata!
  5. DrivingItalia.NET presenta con un trailer i campionati online con Assetto Corsa ed Assetto Corsa Competizione per il periodo Gennaio - Maggio 2020: ASSETTO CORSA COMPETIZIONE GT SERIES SEASON 2: APERTE LE ISCRIZIONI! FORMULA 3 CHALLENGE: APERTE LE ISCRIZIONI! AUDI TT ENDURANCE CUP: APERTE LE ISCRIZIONI ! TORNEO DRIVING SIMULATION CENTER ROAD TO GLORY DAL 21 FEBBRAIO: PER VINCERE IL MUGELLO!
  6. Giulio Scrinzi

    [Parte 2] Guida al setup nel simracing: le gomme

    Il momento è finalmente arrivato: dopo avervi spiegato nella prima parte i concetti che stanno alla base del mondo del simracing e del motorsport in generale, ora passiamo alle prime modifiche da affrontare nella procedura di setup di una vettura da corsa. Cosa toccare per primo? La ripartizione di frenata... o l'aerodinamica? No, niente di tutto questo, bensì... le gomme! Su ogni mezzo a motore gli pneumatici rappresentano una delle componenti più importanti, se non quella fondamentale, per il corretto bilanciamento così come, nel nostro caso, per le migliori prestazioni ottenibili una volta scesi in pista. Il motivo? Semplice: le gomme costituiscono la superficie di contatto tra il telaio di una macchina e l'asfalto e definiscono il modo con il quale la prima comunica con il terreno sottostante. GOMME – LE TRE VARIABILI FONDAMENTALI Il compito delle gomme su una vettura (da competizione o meno) è quello di generare grip per mantenerla aderente all'asfalto. Questo avviene tenendo conto di tre variabili fondamentali, sulle quali si può intervenire per migliorare le prestazioni una volta tra i cordoli: la mescola degli pneumatici, la pressione alla quale sono stati gonfiati e le temperature a cui sono sottoposti durante il loro utilizzo. Per quanto riguarda le mescole, il discorso da affrontare è relativamente semplice: a seconda della macchina che stiamo utilizzando, la gamma a nostra disposizione varierà dalle gomme più soffici a quelle più dure, da sfruttare ovviamente in contesti differenti. Prendendo come esempio la scorsa stagione di Formula 1, i piloti del Circus potevano scendere in pista mediamente con tre mescole: le Soft, le Medium e le Hard, declinate dalla C5 (la più morbida) alla C1 (la più dura). Ognuna di esse si distingueva per la differente composizione chimica e per la loro applicazione durante un weekend di gara: le Soft erano sfruttate in qualifica e negli stint brevi, dove serviva la massima prestazione, mentre le Medium e le Hard venivano utilizzate per cercare la consistenza sul passo gara. Quest'ultime erano ovviamente meno performanti sul breve periodo, ma permettevano una durata molto maggiore, che al contrario non poteva essere garantita allo stesso modo dalle Soft. Essendo il simracing una simulazione del motorsport reale, gli stessi concetti possono essere applicati anche sulle vetture che utilizziamo regolarmente: le gomme più morbide andranno utilizzate per cercare la prestazione sul giro secco oppure in gare (o stint) brevi, mentre quelle più dure vanno sfruttate nelle competizioni più lunghe e impegnative, dove limitare il più possibile il rientro ai box per il cambio gomme fa la differenza tra il gradino più alto del podio e un posto in Top 10. LA PRESSIONE DELLE GOMME Un altro aspetto che definisce le gomme su una vettura da competizione è la pressione a cui esse sono gonfiate: a livello generale e rispetto al valore standard di gonfiaggio che possiamo notare nel setup di base che ci viene fornito con la nostra macchina preferita, modificare il livello di pressione di uno pneumatico andrà ad alterare il suo profilo e, di conseguenza, la superficie di gomma che sarà a contatto con il terreno. Possiamo affermare che uno pneumatico a pressione più elevata rispetto al normale fornisce dei fianchi più rigidi, un feeling tendenzialmente più responsivo ma anche una minor impronta di gomma sulla pista e, quindi, un minore grip sull'asfalto. Al contrario, una gomma con una pressione più bassa rispetto a quella standard fornita dal costruttore avrà un'impronta a terra più grande e genererà più aderenza. Questo, però, avrà come conseguenza un calore generato durante la sua finestra di utilizzo molto più importante, il che andrà ad inficiare la sua vita utile (la durata in uno stint di gara) ma anche l'handling e la velocità della vettura così come l'utilizzo del carburante, a causa della più elevata resistenza al rotolamento. Come modificare, quindi, la pressione delle gomme in funzione di ciò che andremo a fare sul nostro simulatore? Alterare il livello del gonfiaggio degli pneumatici conoscendo solamente ciò che vi abbiamo appena spiegato non è sufficiente, perchè per ottenere il massimo grip dalle nostre gomme dovremo conoscere la correlazione esistente tra la loro pressione e la terza variabile fondamentale: la loro temperatura di utilizzo. PRESSIONE E TEMPERATURA La pressione delle gomme su una vettura da competizione è influenzata dalla loro temperatura d'esercizio in funzione delle condizioni del tracciato e di quelle atmosferiche. La prima volta che si scende in pista gli pneumatici che andremo ad utilizzare saranno freddi e, quindi, avranno un certo valore di pressione che andrà ad aumentare quando questi avranno raggiunto la loro corretta finestra di utilizzo. Questo è un aspetto da tenere particolarmente sott'occhio, perchè nei più importanti simulatori commerciali i valori di pressione che è possibile modificare nelle schermate di setup sono riferiti alle gomme in condizioni fredde... proprio come nella realtà. I numeri a cui dovremo dare importanza, invece, saranno le temperature delle nostre gomme quando avranno raggiunto il loro range operativo. A seconda della vettura, della mescola, del tracciato e delle sue condizioni, questo livello sarà ottenuto con uno o, meglio, più giri iniziali ad andatura relativamente ridotta, dove il grip sarà sicuramente inferiore rispetto a quello realmente offerto dai nostri pneumatici. Quando le gomme avranno raggiunto la loro temperatura d'esercizio ottimale, a livello generale individuabile nel range 75-100°C, dovremo tenere sott'occhio le temperature delle varie parti della loro carcassa, che si divide in una parte centrale e nei due fianchi. Indicativamente, per una gomma in grado di generare il massimo grip possibile la temperatura del centro dovrebbe essere la media delle temperature delle due estremità, delle quali quella interna sarà leggermente più calda di quella esterna (soprattutto quando si affronta una curva). Come individuare questi valori? Su un simulatore come rFactor 2 le temperature vengono fornite una volta si ritorna al proprio garage, mentre su Assetto Corsa bisognerà fare affidamento alla relativa app, che tra l'altro fornisce i valori che cerchiamo in tempo reale durante i nostri giri di lancio sul tracciato. A seconda del risultato ottenuto andremo quindi a modificare la pressione degli pneumatici nelle schermate di setup: se la temperatura centrale delle gomme sarà inferiore della media delle estremità andremo ad aumentare la pressione un PSI alla volta (o kPA, a seconda dell'unità di misura utilizzata), mentre, al contrario, se il “Core” è più caldo della media delle estremità la andremo ad abbassare. PRESSIONE E TEMPERATURA – I DETTAGLI Ma quali saranno le conseguenze delle nostre prime modifiche al setup della nostra vettura? L'intento è quello di uniformare il più possibile la temperatura centrale della carcassa con quella delle due estremità, per cui aumentare la pressione delle gomme avrà l'effetto di aumentare la temperatura centrale, mentre abbassando il livello di gonfiaggio andremo di conseguenza a togliere qualche grado al Core degli pneumatici. Approfondendo ciò che abbiamo detto all'inizio, inoltre, quando andiamo ad aumentare la pressione delle gomme avremo a disposizione meno grip e la macchina tenderà a scivolare maggiormente sull'asfalto, accentuando il fenomeno del sovrasterzo. Un livello di gonfiaggio più elevato, però, ci aiuterà a contenere il degrado delle stesse. Se, al contrario, abbassiamo la pressione delle nostre gomme otterremo un grip maggiore a contatto con l'asfalto, con un aumento consequenziale del fenomeno del sottosterzo. A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: dovremo modificare tutte le gomme allo stesso modo? Ecco la risposta: a differenza di quanto accade sulle vetture stradali, con una macchina da corsa è preferibile avere le gomme posteriori leggermente meno gonfie di quelle anteriori. Il motivo è presto detto: in questo modo il retrotreno avrà a disposizione più grip, soprattutto quando è il momento di riprendere il gas in mano in uscita di curva, mentre l'avantreno sarà più preciso e meno tendente al sottosterzo. Per quanto riguarda, invece, il livello di gonfiaggio delle gomme a seconda delle condizioni di pista e condizioni atmosferiche, valgono queste semplici regole: più l'asfalto è sporco e/o poco gommato (“green”), minore sarà il grip disponibile per cui è consigliabile girare con pressioni più basse, che valgono con temperature esterne molto elevate al fine di aumentare il più possibile la superficie di contatto a terra. Al contrario, quando la temperatura esterna è molto bassa, è meglio optare per delle pressioni più elevate. PRESSIONE DELLE GOMME: IL COMPROMESSO IDEALE Come avevamo annunciato nel nostro primo articolo di questa guida, effettuare il setup di una vettura da competizione vuol dire trovare il giusto compromesso spostando il grip disponibile tra l'avantreno e il retrotreno. Non esiste l'assetto ottimale per ogni pista e per ogni condizione: di conseguenza, individuare la pressione ottimale delle gomme consiste nell'indovinare la combinazione migliore a seconda della finestra di utilizzo delle stesse. In tutto questo, fortunatamente, al giorno d'oggi ci vengono incontro diversi aiuti, come per esempio l'app dedicata su Assetto Corsa dove gli pneumatici sono colorati in modo differente a seconda se sono ancora freddi oppure, al contrario, troppo caldi. Il blu contraddistingue le gomme fredde, il verde quando hanno raggiunto il loro range operativo, il giallo fino al rosso quando, invece, si stanno surriscaldando. Al fine di massimizzare il grip offerto dalle nostre gomme, inoltre, esiste anche la possibilità di effettuare alcune modifiche alle sospensioni, che sono direttamente coinvolte in questo processo di setup. I valori da toccare sono quelli di campanatura e convergenza... ma questo lo affronteremo nella prossima puntata!
  7. E’ la “bestia nera” di ogni simracer: avete iniziato ad allenarvi con una vettura che vi piace, con cui sentite di avere un certo feeling. Passo dopo passo avete capito di essere in grado di mettere insieme un giro lanciato da qualifica, così come mantenere un discreto passo in ottica gara. Allora quello è stato il momento in cui vi siete fiondati online per sfidare degli avversari veri, e non la tradizionale, quanto prevedibile, intelligenza artificiale. Dopo la prima euforia del momento e magari qualche bel successo ampiamente meritato… ecco, incontrate qualcuno più veloce di voi. Provate a spingere la vostra vettura da corsa oltre i limiti, ma pagate sempre quel secondino di differenza che vi dà tanta, tanta frustrazione. Il motivo? Forse lo sapete già: a parità di mezzo e di condizioni della pista, il vostro rivale ha un setup migliore del vostro, che gli dà quel “qualcosa in più” che voi non avete. Rispetto a qualsiasi altro ambito videoludico, se affrontato con serietà il simracing richiede delle conoscenze specifiche per poter sfruttare al massimo il potenziale di una vettura da competizione. Lanciarsi nelle varie schermate a modificare l’assetto senza sapere quello che si sta facendo non solo è sconsigliato… ma anche controproducente! Ecco perché abbiamo deciso di proporvi questa speciale guida, che andrà ad affrontare ogni singolo aspetto nel setup di un’automobile. Iniziamo con i concetti fondamentali che ogni pilota virtuale deve necessariamente conoscere: siete pronti ad iniziare questo viaggio con noi? GUIDA AL SETUP: A CHI CI RIVOLGIAMO? Come avete potuto leggere dalla nostra presentazione, questa guida “a puntate” è dedicata a tutti coloro che vogliono diventare dei simracer migliori, in grado di ricucire quello strappo che, in ogni occasione buona, si genera nei confronti dei più veloci su una data pista e al volante di una data vettura. In particolare, il nostro focus è rivolto ai principianti, a tutti quei piloti che si sono avvicinati al simracing da poco e che vogliono interiorizzare una serie di conoscenze che potranno rivelarsi estremamente utili quando sarà il momento di affrontare competizioni di un certo grado di importanza. In realtà, questa guida può servire anche a simracer già navigati, con anni di esperienza alle spalle che vogliono ripassare i concetti di base e, poi, quelli più specifici nel trovare l’assetto ottimale per la loro vettura preferita. Così come per tutti quei piloti che, finora, hanno guidato con il setup di base fornito da uno dei tanti simulatori oggi disponibili sul mercato. Le informazioni che troverete nelle varie puntate, infatti, potranno trovare applicazione su Assetto Corsa come su rFactor 2, passando per titoli sim-cade come F1 2019 o per altri più simulativi come iRacing o il nuovo Assetto Corsa Competizione. GUIDA AL SETUP: PERCHE’ MODIFICARE L’ASSETTO? Diciamoci la verità: i vari titoli che compongono il mondo del simracing sono già in grado di fornire dei setup di base altamente competitivi nelle mani giuste. Certo, non tutte le vetture possono essere spinte al limite semplicemente portandole al massimo tra i cordoli , ma non è un caso, per esempio, che su iRacing esistano delle serie in cui l’assetto è fisso per tutti, dove quindi è possibile concentrarsi esclusivamente sulla guida piuttosto che perdersi nei dettagli di modifica delle sospensioni o dell’aerodinamica di una vettura da corsa. Lo stesso si può dire per il Sim Racing System di Assetto Corsa, che regolarmente propone delle gare con vetture dal setup bloccato: assieme al “casual racing” di titoli simcade come F1 2019, queste alternative sono sicuramente le migliori al fine di imparare i fondamentali di guida nel simracing, così come le varie tecniche di difesa e attacco quando è il momento di confrontarsi con i propri avversari in pista. Perchè, quindi, andare a toccare i vari parametri di una vettura da competizione? La risposta più importante, in realtà, dovete trovarla dentro di voi: volete conoscere il vero potenziale del mezzo che guidate tra i cordoli del vostro circuito preferito? E soprattutto… volete migliorarvi come piloti virtuali e allenare le vostre capacità al volante? Una cosa è certa: modificare l’assetto non può fare miracoli. Utilizzare istantaneamente il setup del miglior pilota nelle leaderboard di F1 2019 non vi permetterà di ottenere lo stesso, identico, tempo e, soprattutto, di essere altrettanto competitivi. Questo per dire che prima di andare a toccare i parametri di una vettura, è necessario conoscere al meglio il comportamento di quest’ultima: sapere quali sono le sue reazioni nelle curve lente, in quelle veloci, se soffre di sottosterzo o sovrasterzo, se rimbalza sull’asfalto oppure se perde grip in accelerazione. Quando avrete trovato un certo feeling con la vettura che state guidando, quello sarà il momento di passare a “fare il setup”: questa procedura vi permetterà di ottenere maggiore confidenza tra i cordoli, di andare più veloci e, di conseguenza, di abbassare considerevolmente il vostro tempo sul giro. Non solo, modificare l’assetto di base vi permetterà di rendere più piacevole la guida di tutte quelle auto che, così come sono, risultano difficili da “digerire” sia in qualifica che, soprattutto, in stint più lunghi. Insomma, dopo un certo periodo di adattamento alle condizioni “standard” proposte dal mezzo con cui avete intenzione di gareggiare… il gioco ne vale la candela! GUIDA AL SETUP: COME MODIFICARE L’ASSETTO? Nel motorsport reale e, di conseguenza, anche nel simracing, una macchina da corsa rappresenta un sistema estremamente complesso da gestire: non stiamo parlando di un motore che spinge un telaio e quattro gomme comandate da un volante! Su una vettura di questo tipo entrano in gioco anche molti altri parametri, tra cui il differenziale, la pressione degli pneumatici, la distribuzione dei pesi, la taratura delle sospensioni e l’aerodinamica… solo per citare quelli più importanti e conosciuti! Ognuno di essi interagisce con il sistema nel suo complesso in maniera differente, andando a modificare un aspetto in particolare della vettura in questione… che, in realtà, successivamente influenza il comportamento generale una volta tra i cordoli. “Fare il setup”, quindi, rappresenta una sfida molto complessa per un simracer alle prime armi: non si tratta solamente di cambiare un paio di impostazioni per poi scendere in pista e girare il più forte possibile. Nel mondo della guida virtuale, infatti, un pilota è allo stesso tempo un ingegnere di pista, che ha il compito di analizzare scrupolosamente l’handling della vettura che sta guidando per identificare ogni possibile problema che può influenzare la propria prestazione. Una volta riconosciuto, deve essere in grado di trovarne la soluzione, agendo in maniera scientifica sul setup: ciò vuol dire effettuare una modifica alla volta e provarla con un paio di giri di pista per verificarne l’efficacia, mantenendo inalterate tutte le altre variabili, come le condizioni del circuito, la temperatura dell’aria e dell’asfalto oppure i carichi a bordo. GUIDA AL SETUP: IL SOTTOSTERZO Prima di addentrarci nelle varie regolazioni possibili su una vettura da corsa, è necessario affrontare alcuni argomenti basilari che fondamentalmente definiscono la dinamica di un qualsiasi mezzo a motore. Il primo concetto è il sottosterzo: quante volte vi è capitato di affrontare una curva sul vostro simulatore preferito lamentandovi che la macchina “non gira abbastanza”? Ecco, in quel momento la vostra automobile è soggetta a questo fenomeno, che accade a causa della perdita improvvisa di grip sulle gomme anteriori. Il risultato? Non riuscite a percorrere la curva mantenendo la traiettoria ideale e la giusta velocità, il che si conclude con la più classica delle uscite di pista nell’erba, nella ghiaia… o nel peggiore dei casi contro le barriere di protezione. Il sottosterzo può generarsi in entrata di curva (“turning understeer”) oppure quando è il momento di accelerare in uscita (“power understeer”), il che porta alla medesima conclusione che vi abbiamo appena spiegato. Ma quali sono le cause del sottosterzo? Fondamentalmente sono tre: lo stato di usura degli pneumatici (più sono rovinati più aumenta il rischio di andare dritti…), le condizioni dell’asfalto del circuito (passare sulla parte sporca dove sono depositati i “murbles” è il miglior modo per finire fuori pista) e la troppa velocità che solitamente si porta in entrata di curva quando si finisce in “over-drive”, cioè quando si guida la propria vettura oltre i limiti per cui è stata progettata. Gli effetti del sottosterzo al volante sono subito riconoscibili: lo sterzo si alleggerisce e la macchina ci costringe a sterzare più del necessario per chiudere la curva, oltre a rallentare la nostra velocità e a farci perdere tempo. GUIDA AL SETUP: IL SOVRASTERZO Il secondo concetto che vi esponiamo è essenzialmente il contrario del sottosterzo: si chiama sovrasterzo e si genera quando le gomme posteriori perdono trazione in curva. Questo porta la vettura a mettersi prima “di traverso”, per poi finire in testacoda e irrimediabilmente nella ghiaia se non siamo abbastanza bravi e veloci a recuperare l’assetto ottimale. In alcuni casi, però, una macchina leggermente sovrasterzante in entrata di curva può aiutare a chiudere meglio la traiettoria e a recuperare alcuni preziosi centesimi in fatto di tempo sul giro. Ben diverso, invece, il sovrasterzo che accade quando è il momento di riprendere il gas in mano: se in entrata la causa di questo fenomeno può essere un rilascio troppo repentino dell’acceleratore oppure una brusca decelerazione, in questo caso è la troppa foga sul pedale del gas a portare la vettura a perdere aderenza sull’asse posteriore. La perdita improvvisa di grip ci costringerà a chiudere il gas e ad effettuare una serie di manovre correttive per evitare di buttare alle ortiche il nostro giro. Gli effetti riconoscibili al volante sono una vettura molto instabile al posteriore, che tenderà verso l’interno della curva. Il sovrasterzo può essere quindi classificato come “turning oversteer” quando si genera in entrata, “power oversteer” quando è il momento di accelerare in uscita e “mid-corner oversteer” per tutte quelle situazioni intermedie tra i primi due. GUIDA AL SETUP: IL BILANCIAMENTO DELLA VETTURA L’ultimo concetto che vi spieghiamo in questa prima puntata sul setup nel simracing è ciò che sta alla base di tutto il processo necessario per trovare l’assetto ottimale di una vettura. In fin dei conti, agire sulla pressione delle gomme, modificare l’incidenza del telaio, la durezza delle molle, la taratura delle sospensioni, il modo in cui funziona il differenziale e l’aerodinamica significa andare a spostare il grip che tiene incollata la macchina all’asfalto tra l’asse anteriore e quello posteriore della stessa. Se l’anteriore ha più aderenza del posteriore allora la vettura sarà più tendente ad andare in sovrasterzo quando si avvicina al suo limite strutturale; al contrario, se la sensazione è quella di avere più trazione al posteriore rispetto all’anteriore, il mezzo che stiamo portando in pista sarà maggiormente soggetto al sottosterzo in curva. Nel primo caso, per esempio, la nostra macchina avrà difficoltà in staccata quando si scalano le marce e nel momento di accelerare in uscita, per via della relativa mancanza di aderenza al posteriore che serve per la sua stabilità. Nel secondo caso, invece, il problema da affrontare sarà far percorrere alla nostra auto la giusta traiettoria durante tutte le fasi della curva, perché tenderà ad allargare non appena si cercherà di affrontarla con una velocità più elevata. Il punto è questo: “fare il setup” di una vettura consiste nel trovare il bilanciamento ideale tra l’asse anteriore e quello posteriore della stessa, spostando intelligentemente il grip dove serve per essere sufficientemente veloci e competitivi con il passare dei giri. Senza dimenticarsi del feeling che serve per risultare consistenti sul lungo periodo: pilotare forzatamente una macchina con cui non si riesce a trovare “la quadra” è il modo migliore per portare volante e pedaliera in cantina. Si tratta in fin dei conti di un compromesso, da trovare modificando volta per volta i valori delle varie componenti di cui è costituita la nostra auto. Da dove cominciare? Non perdetevi la prossima puntata!
  8. Si allunga una volta di più la lista dei piloti professionisti che entrano nel mondo del simracing, per divertimento naturalmente, ma anche per allenamento, visto che la nostra "disciplina" offre la possibilità di girare in pista anche nei mesi invernali, quando di fatto gli autodromi sono impraticabili. Come ci mostra il video qui sotto realizzato da Motorsport, è Carlos Sainz ad avere subito il richiamo della pista virtuale! Il pilota spagnolo di Formula 1 della scuderia McLaren, grazie alla collaborazione del suo compagno Lando Norris, che già da tempo, insieme a Max Verstappen, è un appassionatissimo pilota virtuale, si è fatto installare e configurare un simulatore di guida con periferiche al top di gamma ed iRacing come software, per tentare anche lui la carriera di simdriver... Aspettiamoci quindi di trovare a Lime Rock Park un certo "Carlos" a bordo della sua Mazda MX5 Cup e speriamo... che sia capace!
  9. Tempo fa vi avevamo illustrato i costi per iniziare una carriera reale nel motorsport, partendo dai kart per arrivare al sogno di ogni pilota: la Formula 1. Un percorso difficile e molto costoso, che in totale si aggira sui 6 milioni di Euro nell’arco di 14 anni di competizioni: questo ha indotto moltissimi aspiranti della guida in pista a spostare la propria ambizione nel mondo virtuale, iniziando a praticare la disciplina del simracing. Si tratta di una strada in grado di dare grandi soddisfazioni e che permette ai più bravi di distinguersi mostrando il proprio talento cristallino nelle più importanti competizioni internazionali, come le F1 eSports Series oppure il McLaren Shadow proposto dal team di Woking. Anche in questo caso, però, siamo di fronte a un affare che può diventare nel tempo parecchio costoso… come fare, quindi, a gareggiare contro altri simracers e a divertirsi mantenendo basso il proprio budget? LA PRIMA SCELTA: CONSOLE O PC? Per chi si affaccia per la prima volta al mondo del simracing, la scelta iniziale da affrontare è quella della piattaforma da utilizzare: meglio orientarsi su una console di ultima generazione, come la PlayStation 4 o la sua rivale Xbox One, oppure fare il salto diretto nell’universo PC? Se l’intenzione è quella di privilegiare gli ultimi titoli disponibili attualmente sul mercato, una console può diventare il vostro affare migliore. Benchè il mondo PS4 e Xbox One non permetta di utilizzare mod di terze parti, i titoli disponibili per le console di ultima generazione spaziano da quelli più arcade, come la serie Need for Speed, ai sim-cade, tra cui Gran Turismo Sport e F1 2019, a simulatori più professionali, primi tra tutti i celebri Assetto Corsa e Project Cars 2. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti… e il costo da affrontare non è nemmeno troppo elevato! Visto che ci stiamo avvicinando al Natale, i prezzi per una PS4 o una Xbox One nuova non superano i 200 Euro, una cifra che si può ulteriormente contenere se ci rivolgiamo sul mercato dell’usato. Il mondo console, tuttavia, ha anche i propri svantaggi: oltre a un ambiente “chiuso” che non consente l’utilizzo degli ultimi contenuti aggiuntivi per ciascun simulatore, PS4 e Xbox One non presentano tra le loro fila titoli come rFactor 2, Automobilista, iRacing e tanti altri. Prodotti magari non affascinanti a livello grafico ma sicuramente al top in fatto di simulazione. Da sempre, infatti, il PC è la piattaforma privilegiata da ogni simracer, che inoltre può contare su titoli, al momento, decisamente “parchi” in fatto di requisiti di sistema. Tralasciando i nuovi Assetto Corsa Competizione, Kartkraft ed F1 2019, tutti gli altri sono prodotti con già qualche anno sulle spalle, il che favorisce il loro utilizzo su macchine ormai non più giovanissime. Se avete in casa un PC con cinque o più anni di servizio sulle spalle, l’unica cosa veramente importante che dovrete prendere in considerazione per un eventuale upgrade è la scheda grafica. I giochi tendono infatti a sfruttarla più di ogni altro componente e con un budget di 150/200 Euro, al giorno d’oggi, donerete una seconda vita al vostro compagno di avventure preferito. GAMEPAD VS VOLANTE E PEDALIERA La seconda scelta che dovrete affrontare prima di entrare nel magico mondo del simracing sarà quella che definirà il vostro modo di vivere la guida simulata: quale strumento userete per scendere in pista? Le opzioni che avete davanti sono essenzialmente due: il gamepad oppure la tradizionale combo volante & pedaliera. Se avete optato per un PC, scordatevi l’alternativa “economica” della tastiera perchè ve ne pentirete: tutti i titoli di corse odierni richiedono almeno un joystick per essere apprezzati veramente, soprattutto a livello di feedback che la vettura vi darà in ogni condizione di guida. I possessori di PS4 e Xbox One, ovviamente, sono avvantaggiati in tutto questo visto che il gamepad in questione era già presente nell’imballo della console, mentre i simracer su PC dovranno comprarlo ex-novo a un prezzo che, mediamente, si aggira sui 50 Euro. Il nostro consiglio, tuttavia, è quello di puntare già da subito all’opzione volante & pedaliera: certo, con un joystick sarete comunque in grado di divertirvi e, se sarete davvero bravi, potrete ripercorrere le gesta di alcuni simracer che, con uno strumento del genere, sono riusciti a battere ad alto livello alcuni loro avversari dotati di postazione dedicata. Per apprezzare a fondo il simracing, però, un buon pilota è quello che ha fatto della precisione di guida il proprio mantra… una qualità molto più facile da ottenere e decisamente più apprezzabile con un volante come il Logitech G29 o il Thrustmaster T300 piuttosto che con gli stick di un gamepad. Sono prodotti ovviamente dotati di force feedback, l’unica soluzione possibile per sentire il comportamento della vostra vettura in pista: nella realtà, infatti, è il nostro corpo a trasmetterci tutte le sensazioni di come un’auto sta interagendo con l’asfalto, con tanto di accelerazioni, frenate e forze G in curva. Nel simracing, invece, tutto dipende dal livello del ritorno di forza del volante che stiamo utilizzando, che ci farà capire quando è il momento di correggere un sovrasterzo oppure di chiudere il gas per un eccessivo sottosterzo. Tutto questo, quindi, non può essere riprodotto con un gamepad, benchè questo sia dotato di quella funzione di vibrazione che può far pensare che, in fin dei conti… si tratti dello stesso effetto di un volante da corsa. Niente di più sbagliato. A questo punto, però, vi chiederete quale possa essere la cifra minima da investire in un buon prodotto con cui iniziare la vostra avventura nel simracing. In realtà vi abbiamo già dato qualche indizio: senza guardare i prezzi di listino, un Logitech G29 oggi si può trovare nuovo con 200 Euro o poco più, che possono essere ulteriormente abbassati andando a spulciare i vari annunci dell’usato sui principali canali online. In alternativa si può puntare al Thrustmaster T300: essendo più caro, il suo rapporto qualità/prezzo è leggermente meno competitivo del suo avversario, che in questo scontro vince senz’altro a mani basse il titolo di miglior volante per iniziare a vivere appieno il simracing. NOTA: l'offerta attuale di Amazon per l'ottimo Logitech G29 a 169,99 Euro (sconto del 59% !) è assolutamente da non perdere. POSTAZIONE DEDICATA: E’ VERAMENTE INDISPENSABILE? Bene, avete investito i vostri soldi in una console di ultima generazione e, seguendo i nostri consigli, in un volante con pedaliera. Cos’altro vi manca per preparare il vostro esordio nel mondo del simracing? Per cominciare a divertirvi e a stampare tempi sul giro, in realtà, sareste già pronti ad iniziare la vostra avventura: tutti i volanti da corsa attualmente in commercio sono forniti di agganci dedicati per essere installati facilmente su un ripiano orizzontale come la vostra scrivania, al fine di ottenere la giusta stabilità durante il loro utilizzo. L’unico accorgimento, in caso, è quello di trovare un modo per “frenare” la pedaliera, soprattutto quando andrete a premere energicamente sul pedale del freno. Non sono pochi i piloti virtuali che hanno lamentato il problema di scivolare indietro sulla loro sedia da ufficio dotata di rotelle: sicuramente la meno adatta per la guida simulata, ma che fortunatamente può essere sostituita da apposite postazioni con tanto di appoggio per il volante. In commercio ne esistono di svariati tipi, da quelli con un costo inferiore ai 100 Euro ai Playseat professionali da Formula 1… e da quasi 1000 Euro. Benchè un supporto del genere non sia assolutamente indispensabile per cominciare con la guida simulata, il suo sostegno vi sarà molto utile quando il simracing diventerà per voi qualcosa di più di un semplice hobby. A quel punto mettete in preventivo dai 300 ai 400 Euro e puntate su una soluzione come la Playseat Evolution, che si trova anche personalizzata in tante versioni richiamanti alcuni tra i più famosi simulatori. Non fatevi ingannare da prodotti più economici: nelle condizioni di guida più concitate la loro apparente solidità verrà meno e lascerà spazio a tutta una serie di vibrazioni che renderanno vano l’aiuto offerto da questi supporti. Il fattore importante per un prodotto del genere è la seduta indipendente dalle basi di appoggio per il volante e la pedaliera, in modo da regolare perfettamente ogni singolo componente a seconda delle vostre esigenze e sensazioni. IL SOFTWARE: QUAL E’ IL MIGLIOR TITOLO PER INIZIARE? Siamo arrivati all’ultima scelta da effettuare prima di iniziare il nostro viaggio per diventare dei provetti piloti virtuali: quale sarà il nostro primo software con cui scenderemo in pista? La risposta dipende dalla piattaforma che abbiamo individuato all’inizio: se avete investito i vostri soldi in una PS4 o una Xbox One nuova fiammante, i titoli attualmente disponibili spaziano da quelli più arcade ad altri più simulativi. Vi piacciono le monoposto di Formula 1? Allora non abbiate dubbi a scegliere il nuovo F1 2019, che tra l’altro vi permetterà di sfidare i migliori piloti al mondo nelle F1 eSports Series. Preferite il fango dei rally? La serie Dirt Rally della Codemasters è quello che state cercando. Volete un prodotto più vicino a un simulatore vero e proprio, con una fisica più raffinata e un parco vetture bello corposo? Allora il mitico Assetto Corsa di Kunos Simulazioni non vi deluderà, così come il suo antagonista Project Cars 2. La vostra intenzione è lanciarvi nel mondo dell’eSport targato FIA? Correte a comprare il conosciutissimo Gran Turismo Sport, ultima evoluzione del celebre videogioco per PlayStation. Questi titoli non vi bastano? Su console potete trovare anche Forza Motorsport 7, la serie Need for Speed, il nuovo Grid e, perché no, anche Crash Team Racing – Nitro Fueled, remaster del mitico CTR che ha tenuto i videogiocatori degli anni ‘90 (e non solo) attaccati allo schermo per ore. Come potete vedere, la scelta per PS4 e Xbox One è veramente vasta, sia che si utilizzi un volante da corsa che si preferisca il classico gamepad. L’unica domanda che dovete porvi è questa: cosa mi piace di più, cosa mi diverte e dove voglio impiegare il mio tempo? Gli stessi quesiti possono essere rivolti anche a tutti gli utenti che hanno preferito orientarsi verso l’offerta del simracing per il loro PC casalingo. Qui la scelta è ancora più ampia: oltre ai già menzionati Assetto Corsa, Project Cars 2, F1 2019 e Dirt Rally, si aggiungono dei mostri sacri della simulazione come rFactor 2, Automobilista, RaceRoom e iRacing, ognuno diverso dall’altro per quanto riguarda il feeling che si ottiene dalla guida in pista. A nostro giudizio, i più “user-friendly” per far avvicinare al mondo della guida simulata anche chi non ha mai toccato prima d’ora un volante da corsa nella propria vita sono quelli disponibili anche per console, quindi il primo gruppo di quattro titoli che abbiamo citato nel precedente paragrafo. Tralasciando F1 e Dirt Rally che riproducono in maniera specifica le loro rispettive discipline, Assetto Corsa e Project Cars 2 permettono all’utente finale di allenarsi e gareggiare con differenti tipi di vetture, incrementabili anche con tutti i mod disponibili in rete. Potete iniziare con le sfide proposte in single-player, per poi passare al multigiocatore dove, fortunatamente, non mancano server in cui fare pratica. Per quanto riguarda gli altri quattro titoli, rFactor 2 e Automobilista sono abbastanza simili tra di loro, anche se richiedono una certa dimestichezza nel divincolarsi tra le varie regolazioni della vettura e del software stesso. Il feeling al volante è riprodotto in maniera più precisa e realistica, mentre l’online… si basa essenzialmente sul “league racing”, cioè la partecipazione a uno dei vari Campionati organizzati dalla community di riferimento. In poche parole, sono titoli più complicati da gestire, destinati a chi ha già una discreta esperienza nell’ambiente del simracing: sono meno user-friendly e trovare server liberi in cui fare pratica è difficile. Si possono utilizzare per fare allenamento in single-player, dove tra i due vince a mani basse Automobilista per la sua IA sopraffina e molto ben bilanciata tra le varie serie che offre… ma forse per costruire le basi di un pilota virtuale sono un tantino troppo come step iniziale. Discorso a parte, invece, per RaceRoom e iRacing: qui ci troviamo davanti a due prodotti costruiti a “moduli”, nel senso che ognuno di essi propone di base alcuni contenuti iniziali che, poi, possono essere espansi acquistando tracciati e vetture separatamente. Su iRacing, per esempio, si inizia con la Global Mazda MX-5 Cup Car dal setup di base e si fa esperienza nella “rookie class”: qui si imparano i fondamentali del simracing, dall’effettuare le qualifiche su due giri a disposizione a gestire una gara di 15 giri, con tanto di sorpassi e azioni difensive contro i propri avversari. Poi, però, per proseguire la propria scalata nell’olimpo del motorsport virtuale sarà necessario un investimento: nel caso di iRacing si dovrà tenere conto anche dell’abbonamento (mensile, su più mesi, annuale o bi-annuale), mentre per quanto riguarda RaceRoom la piattaforma iniziale è gratuita. Insomma, iniziare con uno dei software in questione non sarebbe una cattiva idea, soprattutto per il fatto che si seguirebbe un percorso di crescita passando da vetture semplici a mezzi da corsa sempre più potenti e complessi, con tanto di “rating” sulla propria guida e sui risultati ottenuti in gara. Se però la vostra intenzione è limitare la spesa, allora meglio orientarsi sui primi titoli che vi abbiamo proposto. CONCLUSIONI Cerchiamo di rispondere alla domanda presente nel titolo di quest’articolo: come iniziare a praticare simracing con un budget limitato? A seconda della vostra disponibilità economica e di spazio da gestire in casa, la scelta migliore è sicuramente quella di orientarsi verso il mondo PC, su un volante come il Logitech G29 e su un software come Assetto Corsa o Project Cars 2. Per quanto l’universo console vi permetta inizialmente di risparmiare, a un certo punto dovrete fare i conti con un sistema chiuso, fine a se stesso e privo di quella flessibilità tipica dell’ambiente computer. Se avete già a disposizione un PC, verificate i requisiti di sistema del vostro titolo preferito prima di investire i vostri risparmi: prodotti recenti come F1 2019 e Assetto Corsa Competizione richiedono un hardware agile e scattante, mentre rFactor 2, iRacing e simili sono titoli con già qualche anno alle spalle, più facili da far girare su macchine non giovanissime e, in ogni caso, perfettamente scalabili e adattabili a seconda delle esigenze. Per quanto riguarda la scelta tra gamepad e volante, orientatevi da subito su quest’ultima perferica: la sua immersività nell’azione in pista non vi deluderà… e poi potrete sentirvi dei piloti veri! In fatto di software, invece, l’ideale è partire con i due titoli che vi abbiamo proposto poco più sopra. Potrete provare praticamente qualsiasi mezzo da corsa, in modo da farvi un’idea di quello che vi può piacere di più: l’accessibilità dei simulatori prodotti rispettivamente da Kunos e da Slightly Mad Studios vi permetterà di scendere in pista e gareggiare fin da subito, attraverso un modello di guida simulativo… ma non troppo. Se invece volete partire immediatamente con qualcosa di ancora più vicino alla realtà in termini di sensazioni al volante, date un’occhiata ad Automobilista di Reiza Studios: la varietà dei mezzi che vi metterà a disposizione combinata con un feeling alla guida che vi farà sentire ogni asperità dell’asfalto vi convinceranno giro dopo giro dell’ottimo acquisto che avete fatto. In ogni caso, con un budget sui 300 Euro (dai 50 ai 100 Euro in meno se vi rivolgerete al mercato dell’usato) riuscirete a portare a casa volante e software: una cifra alla quale dovrete aggiungere il costo della console o dell’eventuale upgrade del vostro PC (sempre che non dobbiate acquistarlo ex-novo). Insomma, con altri 200 Euro siete pronti a correre come dei veri simracer con un equipaggiamento di tutto rispetto: siete pronti a gettarvi nella mischia e a far valere il vostro talento?
  10. Arriva Natale e porta con sè come ogni anno anche gli immancabili saldi invernali della piattaforma Steam! Praticamente tutto il simracing che conta potete acquistarlo con sconti decisamente interessanti. Qui di seguito le offerte, che saranno costantemente aggiornate: Assetto Corsa -75% https://store.steampowered.com/app/244210/Assetto_Corsa/?snr=1_241_4_racing_104 F1 2019 -50% https://store.steampowered.com/app/928600/F1_2019/?snr=1_241_4_racing_104 rFactor 2 -50% https://store.steampowered.com/app/365960/rFactor_2/?snr=1_241_4_racing_104 Assetto Corsa Competizione -35% https://store.steampowered.com/app/805550/Assetto_Corsa_Competizione/?snr=1_241_4_racing_104 DiRT Rally 2.0 -70% https://store.steampowered.com/app/690790/DiRT_Rally_20/?snr=1_241_4_racing_104 Project CARS 2 -75% https://store.steampowered.com/app/378860/Project_CARS_2/?snr=1_241_4_racing_104 Wreckfest -60% https://store.steampowered.com/app/228380/Wreckfest/?snr=1_241_4_racing_104 BeamNG Drive -20% https://store.steampowered.com/app/284160/BeamNGdrive/?snr=1_241_4_racing_104_2 MXGP -70% https://store.steampowered.com/app/256370/MXGP__The_Official_Motocross_Videogame/?snr=1_241_4_racing_104_4 DiRT 4 -80% https://store.steampowered.com/app/421020/DiRT_4/?snr=1_241_4_racing_104_4 Car Mechanic Simulator -65% https://store.steampowered.com/app/645630/Car_Mechanic_Simulator_2018/?snr=1_241_4_racing_104_5 Automobilista -50% https://store.steampowered.com/app/431600/Automobilista/?snr=1_241_4_racing_104_5 WRC7 -80% https://store.steampowered.com/app/621830/WRC_7_FIA_World_Rally_Championship/?snr=1_241_4_racing_104_5 Motorsport Manager -75% https://store.steampowered.com/app/415200/Motorsport_Manager/?snr=1_241_4_racing_104_5 RIDE 3 -60% https://store.steampowered.com/app/759740/RIDE_3/?snr=1_241_4_racing_104_6 Flatout 4 -80% https://store.steampowered.com/app/402130/FlatOut_4_Total_Insanity/?snr=1_241_4_racing_104_7 City Car Driving -75% https://store.steampowered.com/app/493490/City_Car_Driving/?snr=1_241_4_racing_104_8 Stock Car Extreme -50% https://store.steampowered.com/app/273840/Stock_Car_Extreme/?snr=1_241_4_racing_104_8 Kart Racing Pro -30% https://store.steampowered.com/app/415600/Kart_Racing_Pro/?snr=1_241_4_racing_104_12 rFactor -80% https://store.steampowered.com/app/339790/rFactor/?snr=1_241_4_racing_104_18 TT Isle of Man -65% https://store.steampowered.com/app/626610/TT_Isle_of_Man/?snr=1_241_4_racing_104_19 KartKraft -30% https://store.steampowered.com/app/406350/KartKraft/ Per chi invece ha bisogno di un buon volante e pedaliera ad un prezzo davvero stracciato, l'offerta di Amazon per l'ottimo Logitech G29 a 169,99 Euro (sconto del 59% !) è assolutamente da non perdere. Il weekend del 20/23 è invece totalmente gratuito per RaceRoom, che dal 2 gennaio sarà scontato del 20% per numerose auto e circuiti:
  11. VELOCIPEDE

    Report video: due simdrivers in Toro Rosso

    Il video qui sotto, appena pubblicato dalla Scuderia Toro Rosso di Formula 1, è un interessante report della visita presso la factory di Faenza fatta da due esperti piloti virtuali membri della scuderia esport Toro Rosso: Manuel Biancolilla (Italia) e Patrik Holzmann (Germania). Anche grazie alle spiegazioni di Claudio Balestri, ingegnere capo per le performance del veicolo, è possibile rendersi conto di quanto il mondo virtuale sia ormai molto vicino alla realtà, persino della Formula 1.
  12. E' notizia della scorsa settimana: Need for Speed Heat ha stabilito un nuovo record di vendite nei primi 7 giorni di disponibilità su PC, PS4 e Xbox One. L'ultimo capitolo del racing arcade di Electronic Arts ha infatti superato i risultati fatti registrare da qualsiasi altro episodio, che pur aveva venduto tantissimo, ovvero nell'ordine Need for Speed: Rivals, Need for Speed: No Limits, Need for Speed (2015) e Need for Speed Payback. Need for Speed Heat è il classico racing arcade, divertente, per certi versi spettacolare, caratterizzato da alcune idee interessanti, come l'alternanza fra le gare diurne e notturne, i fattori di guadagno di denaro o reputazione, una mappa grandissima, tanti eventi di gioco, un tuning auto portato all'estremo e la tipica grafica scintillante e d'effetto dei titoli di questo tipo. A quanto sembra dalle vendite, invece, la trama di gioco insulsa e a tratti ridicola, non interessa più di tanto ai giocatori. Ma come si può spiegare un successo del genere, o le vendite ancora maggiori di titoli sim-arcade come Forza Horizon 4 o GT Sport, soprattutto se andiamo a confrontarle con quelle dei nostri amatissimi simulatori di guida, che nella migliore delle ipotesi arrivano a raggiungere un paio di milioni di copie vendute? E' vero che titoli sim-arcade come Gran Turismo Sport o F1 2019 possono contare su campagne promozionali colossali ed eventi esport altrettanto giganteschi, che naturalmente spingono non poco le vendite, ma il divario numerico fra titoli simili ed i vari iRacing, Assetto Corsa, rFactor 2, Racerooom, AC Competizione e gli altri "duri e puri" sembra essere eccessivo. Non dovrebbero questi ultimi offrire un'esperienza di guida molto più eccitante ed appagante per gli utenti? Il primo problema è proprio questo: la guida! Il simulatore più accurato richiede quasi obbligatoriamente l'uso di periferiche di guida adeguate allo scopo, per sentire nel modo giusto la vettura, controllarla in modo adeguato e anche "di fino" e quindi riuscire a raggiungere il limite. Guidare un iRacing, rFactor 2 o AC Competizione con la tastiera e con un joystick significa perdere il 99,9% dell'esperienza che questi titoli sono in grado di offrire. Di fatto avere fra le mani un buon volante ed una buona pedaliera è obbligatorio e non tutti possono permetterselo, per motivi di costi, spazio, tempo da dedicarci e cosi via. Ancora oggi sono tanti i possibili piloti virtuali andati persi, semplicemente per mancanza di periferiche! Il secondo fattore in gioco è il tempo. Se un sim-arcade è studiato per essere immediatamente accessibile, riuscendo ad andare in pista praticamente dopo pochi minuti, un simulatore richiede invece un investimento in termini di tempo decisamente importante, visto che spesso servono alcune ore solo per regolare al meglio il force feedback, fondamentale per sentire la vettura in pista! Bisogna poi comprendere e regolare al meglio le impostazioni del menu di gioco, una volta in pista occorrono ore ed ore, se non addirittura giorni, per iniziare a sfruttare al meglio la vettura, ovviamente dopo aver imparato la pista... Non tutti hanno il tempo per poter intraprendere questo percorso inizialmente molto ripido. Il fattore "brand", inteso come marchio e nome ormai famosi e la pubblicità. Gran Turismo è un nome noto persino alle massaie ormai e gode di campagne pubblicitarie e promozionali faraoniche, che raggiungono praticamente tutti. Basta guardare la recente finale mondiale GT Sport di Monaco, con la presenza addirittura di Lewis Hamilton! Il semplice appassionato di motori è facilmente stregato dal bombardamento del "real driving simulator", è quasi impossibile resistere al suo fascino. Per chi invece segue la Formula 1, è impossibile sfuggire alla pubblicità di Codemasters e del suo F1 2019, per il quale è pronto ed impacchettato in modo spettacolare persino il sogno del campionato virtuale ufficiale F1 Esport: compri la tua copia del gioco, metti il disco nella Playstation e con un bel pad ti trasformi in Lewis o Seb... Per contro, il "vero" simulatore, che sia un iRacing, rFactor 2 o AC Competizione, bisogna andarselo a cercare, non si tratta di un nome conosciuto (nel senso di conosciuto alla massa) ed anche se spesso gode di un'ottima promozione legata al motorsport reale (basta pensare ad Assetto Corsa Competizione con il Blancpain GT o iRacing con la Nascar), o di eventi esport ad esso collegato, il target di pubblico è comunque limitato ad una cerchia ristretta di appassionati del settore. Il fattore dispersione utenti. Se aprendo un GT Sport, si trovano già li tutti i giocatori del globo, pronti a correre con noi, senza bisogno di fare ricerche o perder tempo nel capire cosa ci conviene fare per divertirci al meglio, il mondo della simulazione di guida è ormai una immensa giungla variegata di siti web, tornei, campionati, gruppi e pagine social, gare e garette, eventi esport grandi e piccoli, grazie alle quali i già pochi utenti si disperdono in modo infinitesimale... In parte fa eccezione iRacing, che è un mondo chiuso ed è un servizio più che solo un software, ma anche nell'ambito del sim americano, oltre a partecipare agli eventi ufficiali, è possibile andare a correre in decine di campionati, tornei e gare organizzati da appassionati o team privati. Il problema del modding. I mods (ovvero i contenuti aggiuntivi - auto, piste, utility - creati dagli appassionati) sono un problema? Ma se ampliano in modo spesso smisurato il nostro simulatore preferito! Verissimo, com'è altrettanto vero che, a causa dei contenuti rubati da atri titoli o creati senza licenze ed autorizzazioni, rappresentano un enorme problema per i simulatori stessi e per le software house che li producono. Per non parlare poi del fatto che molti di questi mods, se non la maggior parte di essi, sono semplicemente lavori di qualità scarsa o infima, che non solo non offrono nulla di più all'utente, ma spesso lo danneggiano: crash del gioco, problemi grafici, perdita di compatibilità con i server online e via discorrendo. Se iRacing ed AC Competizione hanno chiuso la porta al modding ci sarà pure un motivo... Il modding di qualità, ancor meglio quello che richiede un contributo un denaro agli utenti (perchè è giusto pagare il lavoro e la qualità!), rappresenta effettivamente un importante valore aggiunto per un titolo, ma allo stesso tempo potrà rappresentare un qualche tipo di problema per gli utenti meno competenti di PC, tra installazioni da fare nel modo corretto, versioni diverse che possono creare conflitti sui server online e cosi via. Il problema dell'hardware, nei suoi duplici aspetti di costo e semplicità d'uso. E' presto detto: una Playstation 4 o qualsiasi altra console, costa relativamente poco ed è utilizzabile praticamente da chiunque senza il minimo problema. Per contro una console non è adatta a gestire un simulatore complesso, per le sue limitate capacità di calcolo. Dall'altra parte abbiamo il simulatore che equivale a dire personal computer: costo molto più elevato (un gaming PC decente oscilla intorno agli 800 euro, quasi il triplo di una console!), centinaia di configurazioni diverse, fra processori, schede madri, schede video, per concludere con quello che spesso è il dramma del binomio scaturito da sistema operativo e driver... Per non parlare della VR, che richiede ore se non giorni di configurazione! Bisogna poi far funzionare il tutto e nel migliore dei modi col proprio sim preferito e non è detto che comprando un PC già pronto e configurato ci saremo tolti ogni pensiero: prima o poi arriverà un aggiornamento di Windows, un nuovo driver della scheda video o un update del simulatore stesso a mescolare, a volte completamente, le carte in tavola. Si intuisce quindi che lo scoglio della difficoltà rappresentato da un PC è spesso il motivo per il quale la massa si orienta sulla console. Lo scoglio della semplicità del racing online. Avete mai provato a girare online su console con Gran Turismo Sport, F1 2019 o un qualsiasi Forza? In 5 secondi siete in pista contro altri concorrenti. E' vero che le opzioni e possibilità lato server sono molto limitate e bisogna accontentarsi, ma non solo è tutto molto immediato, è ancora di più semplice! Il racing online con un simulatore su PC è tutt'altra storia: bisogna sapere cosa c'è da fare e come farlo, tra menu più complicati, opzioni da definire, server da cercare e casomai, quando finalmente si arriva in gara, qualche incapace ci butta fuori alla prima curva! iRacing rappresenta naturalmente un'eccezione, ma sicuramente non è per la massa, con un numero di utenti ancora molto limitato, seppur di altissima qualità. Una strada e soluzione interessante può essere quella di Assetto Corsa Competizione, con il suo sistema integrato e globale di rating, ma anche in questo caso si tratta di una qualità che va ben compresa dall'utente. Il problema delle competenze tecniche ed ingegneristiche del pilota. In un sim-arcade il setup vettura non riveste un'importanza fondamentale, anche perchè le variazioni di assetto impattano in modo minimo sulle prestazioni e poi tutti i titoli mettono a disposizione varie opzioni già pronte ed intutitive, senza bisogno di doversi sporcare le mani di grasso... Per guidare con performance di livello un simulatore di guida bisogna necessariamente conoscere aspetti tecnici del veicolo, comportamento a livello di fisica e dinamica del mezzo, almeno le basi dell'ingegneria applicata all'assetto dell'auto, anche perchè, quando si arriva al limite, avere un buon setup fa decisamente la differenza, anche se di pochi decimi! Con un simulatore di guida, oltre che piloti, bisogna anche essere meccanici ed ingegneri, soprattutto se si vuole andare davvero forte e vincere. E' vero che in tempi recenti anche i sim offrono setup preimpostati davvero ottimi, ma è altrettanto vero che perfezionare e cucirsi addosso un assetto già pronto può fare una grande differenza. Il fattore strategia e concentrazione del pilota. Se nei racing arcade sono praticamente nulli, nei titoli sim-arcade variabili come strategia e concentrazione sono decisamente poco importanti, se non superflui: le gare sono normalmente molto brevi, quindi si va all'attacco sin dalla prima curva come dei forsennati, mentre se si commette un errore si potrà ripetere da capo la gara o comunque le conseguenze saranno scarse. Un pilota reale una volta mi ha detto: "Nel simracing è più difficile che nella realtà! In pista virtuale ho tutti avversari fortissimi, quindi devo essere concentrato al mille per cento in ogni momento e senza pause, inoltre nella pista vera per la strategia mi affido al mio ingegnere che mi dice quello che devo fare, come farlo e nel momento giusto, invece davanti al monitor devo fare tutto io da solo... da diventare matto!". Praticamente il riassunto perfetto di quanto è difficile fare il simdriver! Bisogna anche aggiungere che mentre nella realtà gli stimoli sensoriali sono molteplici, al simulatore le informazioni che ci arrivano sono molto limitate (di solito vista e feedback dello sterzo), quindi la nostra concentrazione non solo dovrà sempre essere al massimo, ma dovrà spesso focalizzare anche i particolari più insignificanti. E' anche per questo che di solito un pilota virtuale messo alla guida di un'auto reale non avrà quasi problemi, anzi sarà veloce sin dall'inizio. Il discorso strategia è naturalmente molto soggettivo ed è bene affinarla un poco per volta, con eventi di durata e complessità crescente. Il fattore competenza da pilota. Con un sim-arcade si va in pista da subito senza problemi, sarà il gioco e casomai gli aiuti alla guida, spesso invisibili, a darci una grossa mano ed a farci sentire da subito - erroneamente - dei grandi piloti... Un simdriver deve invece conoscere le corrette tecniche di guida in pista, concetti come la traiettoria e la scia, il punto di staccata e l'uscita di curva, persino le differenze di approccio da mettere in atto a seconda del tipo di vettura: una trazione anteriore non si può certamente guidare come una posteriore, una possente GT a motore centrale è un'altro pianeta rispetto ad una monoposto. Il software non ci aiuterà, dovremo essere noi a comportarci nel modo corretto e se non sappiamo farlo, dovremo impararlo. Ovvero girare, girare ed ancora girare. E' bene ricordare in proposito che quando vediamo un pilota in pole position girare 4 secondi più veloce di noi, vorrà dire che solo 1, forse uno e mezzo di quei secondi, saranno merito di un setup cucito a pennello sullo stile di guida del pilota, ma tutti gli altri dovremo metterceli noi: vuol dire che stiamo sbagliando, di grosso, noi, traiettorie, staccate, uso dei pedali e cosi via! La necessaria conoscenza dei regolamenti! Raramente ci si pensa, ma nel simracing conoscere davvero bene il regolamento e le norme, sia della gara o torneo virtuale che stiamo disputando, sia in generale quelle che riguardano il motorsport, incluso quello virtuale, può spesso fare la differenza fra una vittoria ed una sonora sconfitta. E' obbligatoria la sosta ai box? Bisogna cambiare gomme e persino il tipo di mescola? Qual'è la velocità massima da tenere in pit lane? Qual'è la procedura da tenere in caso di partenza lanciata? Come mi devo comportare in caso di doppiaggio? E' previsto un briefing prima dell'evento in pista? A tutte queste e molte altre domande, un pilota virtuale, anche alle prime armi, deve essere in grado di darsi una risposta, per non incorrere in penalità, sanzioni o semplicemente... in una sconfitta! Quindi il simracing di quanto può crescere? E può farlo davvero? Le problematiche e questioni da risolvere, per dare al nostro amato simracing il giusto palcoscenico, sono certamente numerose ed ad alcune di queste non possiamo di certo noi, dare soluzione. Per contro alcuni fattori che pesano come macigni sulla nostra disciplina saranno risolti con il tempo o da esterni: ad esempio, è lecito pensare - e sperare - che con il progresso tecnologico i PC diverranno sempre più semplici, intuitivi da usare e con sempre meno problemi. Ma allora siamo in balia del tempo, di chissà chi e della speranza? No, in realtà c'è qualcosa che tutti noi possiamo fare per il simracing e quindi anche per noi stessi, se non vogliamo ritrovarci in pista sempre con gli stessi avversari. Invece di polemizzare sui forum o sui social, litigare per un incidente di troppo, parteggiare per questo o quel software, dobbiamo darci da fare per far capire il simracing a tutti quelli che sono all'esterno di questo mondo, e casomai lo considerano o valutano nel modo sbagliato, dobbiamo essere noi i primi "ambasciatori di simracing"! Una spinta dall'interno verso l'esterno può essere più potente di qualsiasi campagna promozionale! Volete un fantastico esempio? E' recentissimo: il simracing apparso sul sito di ACI Sport, ovvero l'ente nazionale che si occupa di automobilismo! Vero è che probabilmente ACI ha iniziato a sentire odore di business, ma dobbiamo essere bravi e capaci tutti a sfruttare questa occasione ed indirizzare le energie del simracing nella giusta direzione. Marco, Cristiano, Andrea, Danilo, Daniele e Maurizio sono partiti benissimo, aiutiamoli e sosteniamoli anche tutti noi! Un trucco molto semplice per svolgere il nostro ruolo di "promoter" nel migliore dei modi, è quello di non cominciare col parlare dello spettacolo delle gare online, del realismo dei software o delle emozioni alla guida virtuale, ma spiegare e far capire con chiarezza che il simracing, il mondo della simulazione di guida, è solo un parente del sim-arcade: la guida simulata e tutto ciò che vi gira intorno, regala a chi ci si appassiona delle competenze importantissime, ottenute fra l'altro mentre ci si diverte! Il simracing è un percorso di apprendimento graduale e crescita personale, non già solamente in ambito di tecnica di guida, ma in tutti quei settori che sono correlati allo sviluppo di un buon pilota virtuale: studio, conoscenza, concentrazione, capacità di analisi, pazienza, lavoro per raggiungere obiettivi, correttezza e serietà... Non tutti, forse, diventeremo grandi piloti, ma di sicuro saremo un pò di più uomini migliori. Se lo facciamo sapere in giro, il simracing sarà protagonista di una marcia inarrestabile!
  13. Da qualche ora, a questo link del sito ufficiale di ACI Sport, è possibile consultare un paio di pagine dedicate al mondo del simracing e dell'esport ad esso connesso. Si tratta sicuramente di un punto di partenza importante per tutto il nostro amato settore, anche se nel testo non mancano alcune inesattezze, tipiche di chi non conosce a fondo il mondo della simulazione di guida. Non è esatto infatti che "l'e-sport che utilizza software di simulazioni di guida si chiama Sim Racing", aggiungere che "Sim Racing è il termine che indica competizioni di e-sport" è decisamente riduttivo e fuorviante, non aiuta a capire a chi non è del settore. In realtà l'esport (lo sport elettronico) è solamente il ramo sportivo e competitivo del simracing (che si scrive attaccato fra l'altro...), il quale è un grande contenitore, per cosi dire, di passione per la guida virtuale. Quando si parla di simracing, ci si riferisce ai vari software, all'hardware, alle community, ai portali, agli appassionati che organizzano gare e campionati, ai piloti virtuali, alle gare online casuali, insomma ad un intero mondo... Dopo oltre vent'anni, potremmo dire che il simracing è nato nel 1998 con Grand Prix Legends, un programmino che si chiamava VROC (quanti se lo ricordano?) ed una trentina di appassionatissimi fans! Inoltre pubblicizzare una pagina del genere, di grande importanza, lo ribadiamo, con una foto che ha per protagonista Gran Turismo, per di più con visuale dall'alto della vettura (non ce ne voglia l'amico Stefano Conte!), potrebbe far preoccupare gli appassionati più incalliti, ma, come si può verificare da questa pagina, a vigilare su uno sviluppo concreto e nella giusta direzione, possiamo trovare alcuni nomi noti nell'ambito del simracing italiano, inseriti nella neonata "Commissione Esport Motorsport Simulation". La mission e gli obiettivi sono importanti e di gran valore ed uno si tutti ci fa già sognare: Un grande in bocca al lupo a Canavesi Marco, Cristiano Martelli, Andrea Boccafoli, Danilo Piazza, Daniele Pischedda e Maurizio Miconi, fate vedere ad ACI Sport di cosa è capace il SIMRACING !
  14. Precision Sim Engineering è noto come uno dei produttori leader di volanti per simulatori di guida. Negli ultimi anni ha progettato una serie di volanti stile GT, LMP e Formula che possono essere considerati come alcuni dei migliori prodotti di fascia alta sul mercato delle simulazioni. Precision Sim Engineering ha rivelato alcune immagini che ci mostrano il nuovo e imminente volante LM-X di tipo LMP. Attualmente, PSE sta sviluppando diverse versioni di prova del volante in oggetto, che saranno testate da alcuni dei loro partner Pro-Driver per assicurarsi che il prodotto funzioni come previsto. Se tutto procede come previsto, il nuovo LM-X dovrebbe diventare disponibile per il pubblico durante il 2020. Al momento della scrittura di questo articolo, non è noto alcun prezzo, ma di sicuro non sarà economico. La massima qualità ha il suo prezzo. Fateci sapere sul forum cosa ne pensate di questo volante.
  15. Parlando del rapporto che intercorre tra i migliori simulatori commerciali attualmente disponibili in commercio e un simulatore professionale come quello di Formula 3 messo a disposizione da realtà quali Coloni Motorsport e il team Trident, un argomento, o meglio, un termine è probabilmente saltato agli occhi di tutti gli appassionati di guida virtuale. “Simcade”: la via di mezzo tra un arcade e un simulatore... ma di cosa si tratta per la precisione? Fino a dieci, quindici anni fa non ci si poneva il problema di distinguere quella che è diventata oggi una vera e propria categoria tra i software di guida simulata: all'epoca esistevano i videogiochi, su console o PC, e i simulatori. I primi destinati al divertimento puro, gli altri per tutti coloro che hanno fatto di un hobby qualcosa di molto, molto più serio. In tempi recenti, invece, sono nati i “simcade”, titoli appositamente progettati per accontentare praticamente tutti i piloti virtuali e che combinano una fisica di gioco molto vicina a quella di un simulatore senza prescindere dall'obiettivo primario di far divertire l'utente finale. Un prodotto vincente di natura, che tra l'altro è ormai la base fondamentale del fenomeno degli eSport, gli sport elettronici che, ormai, possono essere equiparati a qualsiasi altra disciplina sportiva visto l'elevatissimo livello di preparazione che è necessario avere per eccellere come atleta (in questo caso virtuale). SIMRACING: GLI ARCADE PER GRANDI E PICCINI Nel mondo del simracing, quindi, esistono attualmente tre categorie di prodotti: gli arcade, i simulatori e i “simcade”. I primi possono essere di diverso tipo: si spazia da titoli futuristici dove si sfreccia ad oltre 700 km/h (come WipeOut) a generi dove la fantasia la fa da padrone, come Mario Kart o Crash Team Racing in cui le gare sono più una lotta a suon di missili, bombe e TNT. Tra gli arcade, inoltre, esistono dei titoli che si avvicinano maggiormente alle competizioni del mondo reale, come i vari capitoli delle saghe Need For Speed, Burnout, Ridge Racer e Midnight Club. Qui le corse sono a bordo di veicoli da corsa che si devono far strada nel traffico cittadino delle più importanti città del mondo, con una fisica di gioco che, tuttavia, è quanto più distante possa esistere dalla controparte reale. Le derapate, il grip meccanico immediatamente disponibile alle alte velocità (soprattutto nei curvoni veloci) e la mancanza delle fondamentali variabili che contraddistinguono un'automobile da competizione, come il consumo carburante e delle gomme, i danni, il bilanciamento del peso e la taratura delle sospensioni, sono ciò che contraddistingue questa tipologia di prodotti. Sicuramente molto avvincenti e divertenti, soprattutto in termini di “immersione di gioco” con tanto di trama in cui il protagonista deve far fronte ai propri avversari. SIMRACING: I SIMULATORI PER I PURISTI DEL GENERE Dalla parte diametralmente opposta troviamo i simulatori, dove il divertimento e la capacità immediata di mettersi al volante dei più potenti veicoli da competizione presenti nel motorsport sono sostituiti dal realismo e dalla fedeltà nella rappresentazione di tutti quei mezzi che corrono veramente nel mondo reale. Per quanto possano sembrare a prima vista dei videogiochi, in realtà sono molto di più: nelle mani di un pilota professionista possono diventare un ottimo strumento di allenamento al fine di imparare velocemente un nuovo circuito oppure un particolare settaggio della propria vettura. Inoltre, rappresentano un'eccellente opportunità per migliorare il proprio “racecraft”, cioè tutti quei comportamenti che un pilota, nel mondo reale, mette in pratica al fine di battere il proprio avversario in pista. Per godersi appieno un simulatore, è indispensabile utilizzare l'equipaggiamento giusto, come un volante (più o meno professionale) con tanto di postazione dedicata. Al bando le telecamere esterne una volta tra i cordoli, così come gli aiuti alla guida (a meno che il veicolo che stiamo usando non li abbia di serie). Rispetto agli arcade, la curva di apprendimento in un simulatore è molto più lenta e si fa più ripida con l'aumentare dell'esperienza maturata: trovare il feeling giusto per portare veramente al limite un'automobile da corsa richiede ore di allenamento, durante le quali è richiesta anche una certa sensibilità nel trovare le modifiche più appropriate per il setup di base. L'obiettivo? Andare sempre più veloce generando il massimo grip possibile giro dopo giro e conservando allo stesso tempo le gomme per arrivare integri sotto la bandiera a scacchi. Qui entrano in gioco le conoscenze in fatto di taratura delle sospensioni, di carico aerodinamico, di pressione delle gomme, di regolazione del differenziale, di bilanciamento dei freni, del telaio e di tante altre variabili. Giro dopo giro la vettura cambierà il suo comportamento, così come il tracciato: riprodotti fedelmente in ogni loro asperità, i circuiti presenteranno un asfalto che evolverà a seconda della temperatura ambientale, della presenza o meno del vento, dell'umidità e di quante vetture stanno girando in quel momento. Insomma, per chi non è un purista del settore, un simulatore rappresenta a primo impatto tutto il contrario di un titolo divertente ed accessibile. L'immersione di gioco, infatti, è circoscritta al racing duro e crudo: in un prodotto di questo tipo ciò che conta è preparare la propria vettura nel miglior modo possibile per affrontare un weekend di gara, con tanto di prove libere, qualifiche e il tanto amato/temuto Gran Premio finale. Ed è proprio qui che un pilota virtuale saprà trovare il divertimento in ciò che sta facendo: battagliare correttamente con i suoi avversari, ruota a ruota, per vedere chi è in grado di precedere l'altro sotto al traguardo. Volete qualche titolo che rappresenti questa categoria? Forse li conoscete già: Assetto Corsa, con la sua grande varietà di mezzi tra i quali mettersi al volante, rFactor 2, conosciuto per l'ottima rappresentazione della dinamica di telaio, sospensioni e gomme, RaceRoom Racing Experience, Automobilista ed iRacing, titolo di eccellenza in fatto di racing online. SIMRACING: I “SIMCADE”, LA VIA DI MEZZO CHE PIACE Ma eccoci finalmente a descrivere la terza categoria del simracing: i “simcade”. Sono dei prodotti che tentano di concretizzare la formula magica per un titolo divertente e realistico allo stesso tempo, che sappia catturare l'attenzione della maggior parte dei piloti virtuali. Prendendo spunto dai più importanti simulatori del settore, i “simcade” utilizzano una fisica di gioco convincente ma, soprattutto, completamente scalabile a seconda delle esigenze. Un titolo come Formula 1 2019, per esempio, può diventare un arcade con cui battere Lewis Hamilton al volante di un'Alfa Romeo, così come un prodotto molto più complesso con il quale far fatica a rientrare nella Top 10 nonostante una Mercedes sapientemente potenziata in ogni sua parte. Il prodotto di punta della Codemasters, tuttavia, non è il solo ad alimentare questa categoria: già negli anni '90 il famosissimo Gran Turismo della Polyphony Digital si spacciava per essere il “The Real Driving Simulator”, ma in realtà si trattava di un titolo perfettamente godibile da ogni appassionato di auto che, allo stesso tempo, portava in scena un certo grado di simulazione fatto di gestione delle gomme, distribuzione dei pesi e un modello di sospensioni più accurato rispetto ai propri rivali. La stessa cosa è stata provata in tempi recenti da Forza Motorsport, Project Gotham Racing e Project Cars, giunti nel mondo del simracing con l'obiettivo di fornire all'utente finale una simulazione convincente delle vetture senza mettere al bando l'esperienza di gioco. Sono titoli che danno il meglio di sé sia con un gamepad che con un volante, ma soprattutto che danno soddisfazione ogni volta che si scende in pista. La loro fisica “semplificata” rispetto a un simulatore vero li rende più fruibili, il che permette al pilota che li utilizza di concentrarsi senza troppi timori sulla prestazione pura: un passaggio aggressivo sul cordolo può comportare una semplice sbandata facilmente controllabile, che in un titolo più realistico potrebbe terminare, invece, con un testacoda. Per questo motivo i “simcade” sono i titoli prescelti per il fenomeno degli eSport: gli sport elettronici stanno diventando una realtà sempre più concreta nel mondo del simracing e la dimostrazione è stata data proprio dalla massima serie automobilistica. Già due anni fa la Formula 1 decise di utilizzare il proprio F1 2017 per dar vita alle F1 eSports Series, un Campionato virtuale in cui i migliori simdrivers del mondo si sono sfidati sui circuiti del Circus iridato, proprio come i loro eroi sulle piste reali. Il successo riscontrato dalla prima edizione convinse poi i proprietari Liberty Media ad espandere il loro prodotto, permettendo ai veri team della Formula 1 di reclutare i più bravi piloti del momento in modo da portare in alto il loro nome nel mondo virtuale. Un concetto decisamente di più ampio respiro rispetto a quanto fatto in precedenza dalla serie Gran Turismo con la GT Academy, che ha permesso ad alcune giovani promesse del motorsport di fare il grande salto dietro al volante reale di una vettura da competizione. CONCLUSIONI Insomma, benchè i “simcade” rappresentino un prodotto sostanzialmente inferiore in termini di realismo rispetto a un simulatore duro e crudo, la loro scalabilità consente loro di primeggiare nel mondo del simracing. Sono a tutti gli effetti il mix perfetto con il quale ogni pilota virtuale può rimanere incollato allo schermo per ore: a livello di fisica possono diventare parecchio complicati se il livello di difficoltà viene massimizzato, soprattutto quando arriva il momento di divincolarsi tra tutte le regolazioni disponibili in fatto di setup, comunque mai presentate in maniera così ostica e poco amichevole come fanno i simulatori veri. In termini di giocabilità, invece, l'obiettivo di far divertire l'utente finale è centrato grazie a un'immersione di gioco praticamente perfetta: con gli ultimi Formula 1 della Codemasters, per esempio, potrete vivere la carriera completa di un pilota ufficiale del Circus iridato, con tanto di contratti da firmare, componenti della power unit da gestire e rivalità da affrontare. Se poi si passa al multiplayer, la folta community oggi presente per questi titoli aumenta esponenzialmente la loro longevità: il match-making automatico ci permetterà di scendere in pista facilmente contro avversari al nostro stesso livello, ma se vorremo una sfida più appassionante troveremo nel league racing la risposta che stiamo cercando. Perchè preferirli ai simulatori? A meno di essere dei puristi cresciuti a pane e rFactor ed Assetto Corsa, i “simcade” rappresentano il prodotto di massa che mancava nel mondo del simracing, che mette d'accordo praticamente tutti. D'altronde anche nella vita non esiste solamente il bianco e il nero, ma tutta una serie di sfumature che rendono più piacevole il nostro viaggio come piloti virtuali.
  16. Le ore passate al simulatore sono diventate indispensabili per i piloti di Formula 1 di oggi. Oltre al simulatore nella fabbrica del rispettivo team, molti piloti hanno un tale dispositivo a casa, ma vi siete mai chiesti in che modo lo utilizzano? Ecco alcune dichiarazioni di diversi piloti: Carlos Sainz: Anche Norris possiede una simulazione di guida a casa. I due compagni di squadra della McLaren competono in gare virtuali? Sì, ma non seriamente, perché ovviamente è un esperto" (si riferisce a Norris), sorride Sainz e parla di "solo pochi giri uno contro l'altro". Sainz e Norris usano la stessa inquadratura nel simulatore. "Guido dal punto di vista della cabina di pilotaggio, perché è semplicemente più realistico", afferma Sainz. Norris concorda: "Prendo sempre la prospettiva della cabina di pilotaggio e mai la T-Cam". Il pilota della Toro Rosso, Pierre Gasly, invece, è uno che preferisce la T-Cam, la vista dall'alto della cabina di pilotaggio. Norris non può capirlo. "L'ho visto", dice sul tweet appropriato di Gasly e ride: "Ha tre schermi e poi usa questa visuale, il che non ha senso per me. Da un lato, provi a renderlo il più realistico possibile, ma poi scegli quella vista e penso che il giocatore dovrebbe essere costretto ad usare la visuale della cabina di pilotaggio", afferma Norris, guardando l'intera comunità di eSports. Gasly, tuttavia, ha una valida ragione per cui nelle gare virtuali preferisce la visuale esterna al posto di quella onboard: Lance Stroll è un altro degli attuali piloti di Formula 1 che trascorre regolarmente del tempo con il SimRacing. Preferisce la visuale onboard come Sainz e Norris. Tuttavia, non guida sotto il proprio nome. Voi con quale visuale guidate? Fatecelo sapere nei commenti oppure sulle pagine del nostro forum.
  17. Con un nuovo video sul suo nuovo canale Scott Mansell, conosciuto come Driver61, ci spiega questa volta come utilizzare al meglio l'acceleratore in uscita di curva per migliorare i tempi sul giro e quali sono gli errori da non commettere per evitare di perdere decimi preziosi
  18. Chris Haye prova con questo video a rispondere alla domanda del titolo, analizzando in dettaglio i vari titoli disponibili e considerando vari fattori che, per un principiante alle prime esperienze, risultano essere di fondamentale importanza... Voi siete d'accordo con la conclusione finale di Chris?
  19. Gaming fair SimRacing Expo to be run for the 4th time in September Virtual motorsport enthusiasts have a reason to celebrate in September: The freebie gaming fair SimRacing Expo takes place from 16 - 17 September 2017 at Nürburgring. The tradeshow for virtual motorsport provides a unique chance for visitors to not only get the latest update on simracing and gaming trends but also test them. Entrance is for free. Last year the world’s best pilots as well as 15,000 visitors made their way to the event at Nürburgring. For this year the promoters promised even more quality as they planned some more new features. Marc Hennerici from ADAC Mittelrhein e.V., who organizes and manages the SimRacing Expo, explains them in the interview: As the SimRacing EXPO is being held for the 4th time this year, the tradeshow is already quite well established in this rather young environment of virtual motorsport. What motivated you back then to set up an event like this? Hennerici: We‘re currently experiencing a real boom of e-sport worldwide. Virtual motorsport is actually the only sport that is a little lagging behind. Although the communities are very active and highly committed since the early 2000s, the capacities and resources in the background were lacking in order to set up an appealing event. Then, since we are the promoter of the Blancpain GT Series at Nürburgring, we had the idea of utilizing the Nürburgring Boulevard and give Simracing a good start in a historic motorsport environment. Ever since then the visitor numbers of SimRacing Expo have been increasing. Can this also be taken as a sign for an ever increasing quality of the event? Hennerici: Of course we had to go through a learning curve, that at some point requires nothing else but “Trial & Error“. But together with our partners we’ve always drawn the right conclusions and continuously improved the event’s quality. Last year’s event has convinced all partners and participants completely. This now enables us to say that we found the basic orientation after year 3. But this doesn’t mean at the same time that we’re resting. Quite the contrary, this year we will continue working on further details. What do the visitors have to look forward to this year? Will there be any changes with regard to the past SimRacing Expo tradeshows? Hennerici: One of the novelties will be that beside the ADAC SimRacing Trophy a new virtual competition will be held that the world’s best simracers will be taking part in. At this point I don’t want to reveal too much. All that I can say is that it will be team based and inspired by real endurance races. Moreover, we are very happy to welcome the RCCO with their electrically driven slotcars for the first time this year. I guess every spectator that owned a slotcar track can identify and instantly indulges in reminiscences and childhood memories. Also the RC cars (radio controlled) will make their contribution to the visitors‘ entertainment. They have been participating since the very beginning ot the event and it’s always great to see them passionately organizing such an impressive racing weekend every year. So far the highlight of each SimRacing Expo has been the ADAC SimRacing Trophy that is held onsite. What makes the participation so special? And how can one participate? Hennerici: The appeal is definitely the hard knock-out mode. This always bears some surprises and garantuees equal opportunities for everyone as completely identical simulators are provided. Additionally, the best simracers are competing against each other here. Among others the stars that have dominated the so far biggest and best dotated virtual racing event (Formula E Event in Las Vegas). The participation is made via online qualification. The conditions of participation will be available on our website soon: www.simracingexpo.de E-sport is becoming ever more popular. Even soccer clubs such as FC Schalke 04 have their own e-sport teams. SimRacing EXPO has been the first tradeshow that is entirely dedicated to virtual motorsport. Where does the journey lead to? In how far are the borders blurring between real and virtual sport? Hennerici: Hardly any young professional race driver can afford nowadays doing their race preparation without a simulator. I think that this is one main indicator how close simulations are to reality. Also, professional race drivers do compete in races set up by simracing communities in their spare time. SimRacing Expo surely was an additional catalyst for this development in 2014. Beside its competition SimRacing Expo is well known for its exhibitors that offer high quality products for virtual motorsport. Many of the race drivers that were - only a couple of meters away - racing in the Blancpain GT Series found their way to our event, got infected with the “Virus Simracing“ and own a race simulator now. We are proud to see that other promoters like the Formula E are adopting the concept. As the technology is getting better and better, we are convinced that this trend is continuing. The venue of the SimRacing Expo is also an inherent part of the event: the Nürburgring. What makes the location so special? Hennerici: Virtual motorsport meets a worldwide unique history. The Nürburgring is the most legendary race circuit of the world, but shows itself in such a young and fresh manner when everything a real motorsport fan’s heart longs for is provided only within a few meters. This year again, the Nürburgring will host the Blancpain GT Series on 16/17 September. More than 50 GT3 cars with the world’s best GT race drivers deliver an unbelievable spectacle to spectators. Many simracers are visiting a race circuit for the very first time and are fascinated by the infernal sound. The SimRacing Expo, where all motorsport hobbies are presented, takes places only few steps away from the grand stands. One can say that the complete range of motorsport is shown on that weekend and that the various communities are a part of the big motorsport family!
  20. Pur se ancora in fase beta, vi segnalo l'interessante servizio offerto a tutti i piloti di iRacing dal portale di Virtual Racing School. In sostanza si tratta di un pacchetto pensato specificatamente per la crescita tecnica e sportiva di un pilota virtuale, con supporto diretto che parte dall'analisi di una telemetria dettagliata creata ad hoc ed integrata nel software. Grazie all'opzione Casual, che è gratuita, è possibile provare le funzionalità di base che in futuro saranno estese anche ad altri simulatori di guida, qualora ci sia richiesta da parte degli utenti. Modern racing simulation technology by iRacing.com is giving users an unparalleled and unprecedented experience which closely replicates on track racing. As such, drivers are able to develop their skills from the comfort of their own homes. However, without any guidance, their practice is not as efficient as it could be. Virtual Racing School offers the technology and the support network that will enable a new generation of drivers to develop their skills using online racing simulators. Our mission is to first Create the Next Generation of iRacing Champions and ultimately to Create the Next Generation of Motorsports Champions. https://virtualracingschool.com/
  21. In una recente intervista concessa ad Autosport, Dom Duhan, boss dello storico team virtuale dei Redline, ha spiegato che nel prossimo futuro i piloti reali avranno la necessità di avere un profilo valido anche come drivers virtuali, perchè potrà aiutarli ed anche parecchio, nella carriera motorsport reale, persino a raggiungerne i vertici. Considerando che nelle fila del team Redline militano piloti del calibro di Max Verstappen, Lando Norris e Enzo Bonito, l'opinione di Dom è da considerare con grande attenzione! Non possiamo che essere totalmente d'accordo con il nostro amico Dom Duhan !
  22. L'esport è una delle industrie con la crescita più rapida nel mondo, con vari studi che sostengono che supererà 1 miliardo di dollari di entrate già nel 2019 con un pubblico di 454 milioni di fans. Lo sport automobilistico virtuale farà certamente parte di questo business, con la FIA che ha deciso di posizionarsi in prima linea nella rivoluzione delle corse digitali, come ci dimostra ulteriormente questo lungo articolo pubblicato dalla Federazione Internazionale dell'Automobile.
  23. L'americana NBC Sports ha pubblicato un interessante articolo dal titolo "come la realtà virtuale sta cambiando il motorsport", nel quale racconta la storia del giovane Rajah Caruth, 14enne che dalle gare simulate di iRacing è riuscito ad arrivare alle gare reali in pista con le Legends cars. Particolarmente interessanti sono poi gli interventi di vari addetti ai lavori in ambito motorsport, che spiegano come ed in quale misura il simracing si differenzia dalla realtà, ma è profondamente collegato ed utile ad essa.
  24. Ormai si parla quasi più di simracing ed esport che di motorsport reale! Cem Bolukbasi, velocissimo pilota virtuale del team Toro Rosso Esports che corre nel campionato F1 Esports Series ufficiale, ha debuttato nel campionato GT4 European Season sulla pista del Paul Ricard a bordo di una BMW M4 GT4. Come già successo con il nostro Enzo Bonito alla Race of Champions, anche Cem ha stupito per le sue prestazioni: non solo ha sorpassato diverse auto delle categorie superiori durante le qualifiche, ma in gara ha concluso con un incredibile decimo posto assoluto e terzo nella classe Pro-Am. "Ovviamente ero emozionato, e volevo davvero fare del mio meglio. Non avevo molte aspettative, il mio primo obiettivo è stato quello di godermi questa opportunità unica nella vita. E 'andato sicuramente meglio di quanto mi aspettassi, ho guidato la vettura solo per la prima volta tre giorni prima della gara, quindi ottenere il decimo posto assoluto e il terzo posto nella classe Pro-Am in qualifica mi ha reso abbastanza felice!" Il weekend è diviso in due gare, con il pilota Pro che scende in pista per primo per i team Pro-Am nella prima gara. Sfortunatamente, un incidente ha impedito al pilota Esport di andare in pista nella prima gara, ma ha recuperato nella seconda, nella quale è andato in gara per primo. "Nella gara di domenica ho terminato il mio secondo turno in classe e P8 in generale, quindi questo mi ha dato un'enorme motivazione a spingere sempre di più. Il team di Borusan Otomotiv mi ha aiutato moltissimo con il mio processo di apprendimento. Dietro le quinte hanno reso la messa a punto perfetta per il weekend. C'è molto da imparare, naturalmente, non vedo l'ora di fare altre gare in futuro!" Continua Cem: "Alla fine del 2018 mi sono avvicinato per la prima volta alle possibilità di correre nelle serie GT4 europee, ma sfortunatamente non ho potuto ottenere un budget. Poi, circa una settimana prima di questa gara, ho ricevuto la chiamata e mi hanno detto che c'era un posto disponibile per la gara ... quando mi hanno chiesto se ero interessato, ovviamente ho detto che l'avrei fatto in una frazione di secondo! Avevo 1 settimana di preparazione prima di andare in Francia... Fortunatamente conoscevo bene la pista da F1 2018, il gioco ufficiale di F1 di Codemasters. Ma ho anche fatto alcuni giri su un sim in una vettura GT4 a causa delle diverse caratteristiche della F1. Sono rimasto piuttosto sorpreso quando ho fatto il mio primo giro in assoluto su pista reale: è difficile credere quanto siano vicini al mondo reale questi sims!". E' possibile rivedere la gara di Cem Bolukbasi con il video qui sotto. Altra notizia che lega il simracing con il motorsport reale, riguarda le recenti dichiarazioni di Lando Norris, pilota F1 nel team McLaren. Come i fans più attenti del mondo virtuale sanno bene, Norris corre spesso online con iRacing insieme a Max Verstappen, essendo compagni nel team Redline. Lando ha quindi spiegato: "Ho imparato come si difende (Verstappen), perché è molto bravo in questo, ed è aggressivo in fase di sorpasso, anche se al simulatore osiamo di più, ma ci sono molte altre cose che potrei capire su di lui, sono sicuro che anche lui ha imparato a conoscere me e se dovessi affrontarlo, saprei come affrontarlo anche senza averlo osservato prima, so come si difende, solo perchè virtualmente ho combattuto contro di lui". Lando Norris non sottovaluta i piloti che gareggiano in competizioni virtuali come il campionato di ESport Formula 1, in cui il suo team partecipa tramite la struttura McLaren Shadow: "Questi ragazzi sono super veloci, sanno come guidare le auto, ci sono persino ingegneri nelle competizioni virtuali per aiutare ad analizzare i dati dopo ogni sessione e migliorare i tempi sul giro. Non è solo guidare e imparare a padroneggiare una macchina su un simulatore." "Impari tanto: come le persone guidano, dove andare e dove non andare, come spingere gli altri a commettere errori, punti in cui è difficile stare in scia, impariamo un sacco di cose e specialmente di fronte a qualcuno come Max, che è un grande pilota, scopriamo la sua guida nel simulatore e il confronto con il suo stile in pista."
  25. In un nuovo trailer promozionale, dedicato al comparto Logitech G Series, che oltre ad essere una linea Logitech di prodotti specifici per l'esport, è anche un insieme di tornei gaming di alto livello, lo spagnolo Fernando Alonso dimostra ancora una volta il suo grande entusiasmo per il mondo simracing e le competizioni esport. Take eracing by storm with the Logitech G Challenge eracing series. Compete in the best racing games, like Project Cars 2, for your chance to win Logitech G gear and a spot on the Mclaren esports racing team. Learn more at logitechGchallenge.com When you want to push the boundaries of play, Play Advanced with Logitech G.
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