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  1. Find your road to Indianapolis today with the USF-17 featured in the USF 2000 Championship, and the PM-18, featured in the INDY Pro 2000 Championship. Both cars are part of the real world Road to Indy ladder, and will be available in June as part of 2020 Season 3.
  2. La prossima Season 3 di iRacing si preannuncia davvero interessante e ricca di contenuti: assieme alle storiche NASCAR della Winston Cup, alle due monoposto per la Road to Indy e alla BMW M4 GT4, il simulatore americano proporrà anche un corposo aggiornamento per uno dei suoi circuiti storici, il famoso Road America. Dopo 12 anni di intense competizioni, la pista americana otterrà un nuovo manto stradale, nuovi cordoli e segnaletica a bordo pista, per un update che gli permetterà di rimanere graficamente al passo con i tempi. Volete una preview? Date un'occhiata al video qua sotto!
  3. Giulio Scrinzi

    iRacing: BMW M4 GT4 in arrivo con la Season 3

    Dopo le NASCAR storiche della Winston Cup e le due monoposto dedicate alla Road to Indy, prossimamente iRacing riceverà un altro contenuto aggiuntivo davvero interessante. Nella nuova build, che arriverà nel mese di giugno e coinciderà con l'inizio della Season 3, il simulatore americano potrà contare su un'altra Gran Turismo, per la precisione la BMW M4 GT4. Modellata in gennaio al Turner Motosport shop, in Massachusetts, questa vettura è spinta da un sei cilindri turbo da 3.0 Litri ed è pronta a scatenare i suoi 431 cavalli in varie serie ufficiali, tra le quali il Nurburgring Endurance Championship, la iRacing IMSA Michelin Pilot Challenge e la BMW 12.0 a setup fissi. Per ingannare l'attesa, ecco qualche screenshot della M4 in azione!
  4. Un'altra aggiunta importante sta per arrivare su iRacing: dopo la recente introduzione del North Wilkesboro Speedway in versione historic, sarà il turno delle NASCAR di un tempo a scendere sotto i riflettori, per la precisione le Winston Cup Cars del 1987 che, successivamente, andranno a rimpolpare la NASCAR Legend Series. Dando un'occhiata al video qua sotto potete osservare una Chevrolet Monte Carlo SS (curata grazie al supporto della Richard Childress Racing) dare battaglia a una Ford Thunderbird del 1987, quest'ultima supervisionata dall'esperienza di Bill Elliott. Entrambe, ovviamente, saranno realizzate in laser-scan, quindi con dettagli il più possibile vicini alla realtà. Nell'attesa della loro uscita, gustatevi la bagarre proposta dal simulatore a stelle e strisce: che ne pensate? Sarà un buon contenuto aggiuntivo?
  5. Qualche giorno fa è stato annunciato il Ford T-150, in arrivo nella prossima build, che andrà a completare il roster della NASCAR Gander Outdoors Truck Series: questo annuncio ha fatto storcere il naso a parte della comunità, che si aspettava qualcosa lato road vista già la gran quantità di contenuti dedicati alle gare su ovale arrivati recentemente e in arrivo nella prossima build. Tutto ciò ha generato una notevole quantità di discussioni sul forum, con gli appassionati di gare road puntare il dito contro lo staff per aver alimentato le speranze di vedere determinate auto (LMP2 e DPi su tutte) partecipando in varie discussioni dove si speculava sulle auto che sarebbero arrivate nella nuova build. Mentre i toni si accendevano è sceso in campo Tony Gardner, membro dello staff, che per placare gli animi ha rilasciato un post in cui rivela cosa ci aspetta in futuro su iRacing: dopo anni riprendono i lavori per il circuito cittadino di Long Beach, che al momento è presente solo in versione tech track: ovvero un circuito non ancora terminato, disponibile solo per gare private. Tony ha rivelato che si tratta di un progetto davvero enorme, ed è questo il motivo principale per il quale era stato abbandonato. Oltre Long Beach inoltre è in arrivo un importante tracciato europeo che verrà annunciato tra massimo due settimane, ma in generale il team si sta impegnando per portare nel servizio più tracciati internazionali, anche se l'attuale situazione di pandemia non ha certamente aiutato, portando alla cancellazione di diversi viaggi per lo scan dei circuiti. Inoltre è stato annunciato l'inizio dei lavori per la tanto attesa nuova vettura LMP2 che in tantissimi richiedono da anni (la vettura utilizzata al momento in classe LMP2 è infatti obsoleta, con circa 10 anni sulle spalle): Tony Gardner però ci tiene a ribadire che non sarà rilasciata in questa build. Il futuro di iRacing si prospetta davvero interessante, e voi cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.
  6. Walker™

    iRacing: USF-17 e Indy Pro 2000 in video

    Sono passati quasi due mesi dall'annuncio delle due nuove open wheeler che arriveranno molto presto su iRacing. Dopo aver solo visto alcune immagini oggi finalmente iRacing ha rilasciato un video di presentazione sul suo canale YouTube. La USF-17 prende parte al campionato USF 2000, 175 cavalli per quasi 500kg, andrà a sostituire la Dallara F3 nella Formula Sprint in classe D. La seconda vettura invece è la PM-18, che prende parte al campionato Indy Pro 2000, una delle feeder series Indycar: stesso peso della USF-17 ma con con 70 cavalli in più, andrà a rimpiazzare la Pro Mazda nell'omonima serie in classe C. Le due vetture arriveranno nella prossima build insieme alla Chevrolet Monte Carlo, la Ford Thunderbird, il Ford F-150 e una misteriosa sesta vettura non ancora annunciata.
  7. Con un post via Twitter iRacing ha annunciato la quinta delle sei nuove auto in arrivo nella prossima build: il pick-up truck Ford F150 farà il suo ingresso nel roster di auto andando a completare la griglia della NASCAR Gander Outdoors Truck Series. Oltre al sopracitato Ford F150 faranno il loro arrivo la USF 2000, la USF-17, la Chevrolet Monte Carlo 87 e la Ford Thunderbird 87. Rimane quindi un'auto da rivelare: quale sarà secondo voi? Ditecelo nei commenti
  8. Come è stato fatto da altre realtà, anche le W Series presto accenderanno i motori con un Campionato virtuale che andrà a sopperire, almeno in parte, alla mancanza della serie reale su pista: sarà la W Series Esports League ad intrattenere le 18 donne-pilota su iRacing con le Formula Renault 2.0, in un calendario composto da 10 appuntamenti che scatteranno sui circuiti più importanti del motorsport. Rispetto ad altri Campionati, tuttavia, le W Series riproporranno anche nella loro serie virtuale l'unicità del loro DNA, contraddistinto nella realtà da vetture, le ben note Tatuus F318 costruite dalla Dallara, gestite centralmente e non da team, con una rotazione continua dei telai e degli ingegneri tra le varie pilotesse dopo ogni gara e con un supporto a 360° per ognuna di esse. Entrando nei dettagli, Logitech supporterà da vicino la W Series Esports League fornendo lo stesso, identico, equipaggiamento da simracing per ogni donna-pilota: da molto tempo, infatti, molti simdriver e organizzatori si sono lamentati del fatto che nelle gare online esiste un'enorme disparità tra le postazioni utilizzate dai partecipanti, le quali sono più o meno efficaci a seconda della loro qualità e delle loro potenzialità. Per questo motivo, le W Series hanno deciso di standardizzare l'intera competizione, per renderla equa al punto giusto in modo che il talento di ogni partecipante possa emergere. "Logitech è stata incredibile perchè ha donato a ognuna di noi l'equipaggiamento richiesto per partecipare al Campionato virtuale, in modo che tutti partano allo stesso livello - ha commentato Catherine Bond Muir, CEO delle W Series - Il nostro intento è quello di avere macchine con le stesse performance, in modo da vedere chi sarà tra di noi la più veloce". Oltre a ciò, la W Series Esports League ha anche annunciato che, oltre alle 18 donne-pilota ufficiali, ci saranno delle wild-card: rispetto ad altri Campionati, tuttavia, queste non saranno selezionate dalle celebrità del motorsport, ma da tutte quelle ragazze che hanno corso nella serie reale del 2019 ma che non sono riuscite a qualificarsi per quella di quest'anno. "Abbiamo osservato molto le altre serie e noi vogliamo per la nostra una sola cosa: che sia autentica con i nostri valori e che ci permetta di garantire un intenso livello di competizione. Vogliamo prendere il simracing sul serio, non vogliamo che sia visto come un gioco!". Delle ottime ambizioni, rispetto alle quali, però, Sophia Floersch non si è trovata d'accordo: la pilota di Formula 3, infatti, ha giudicato il simracing come una "segregazione dietro un computer", che nega ogni sorta di differenza fisica tra uomini e donne. Per questo motivo Sophia ha affermato che il mondo della guida virtuale deve dar vita a Campionati al 100% neutrali, a cui possono partecipare piloti sia maschi che femmine. Insomma, un attacco bello e buono alle W Series di Catherine Bond Muir, la quale ha sostenuto il fatto che la mancanza della sfida "fisica" nel simracing non è un motivo sufficiente per cambiare i valori del proprio Campionato: "Il mondo della guida simulata, nel nostro caso, allarga la nostra audience e permetterà a molte donne di dire la loro anche in questa disciplina. Se otterremo il giusto riconoscimento da questa Esports League sarebbe folle, poi, non cavalcare l'onda che si è creata: se avremo successo potremo scoprire nuove donne-pilota di talento, per poi possibilmente portarle dalla pista virtuale a quella reale".
  9. La Porsche Mobil 1 Supercup Virtual Edition approda in Italia per il quarto ed ultimo round della prima edizione. Il monomarca internazionale virtuale con protagonisti i piloti reali della Porsche Mobil 1 Supercup, si presenta a Monza con una classifica particolarmente ravvicinata. Dopo le prime tre prove disputate a Barcellona, Silverstone e Spa, è al comando Ayhancan Güven, giovane pilota turco del team Martinet by Alméras, con 132 punti, due soli in più rispetto all'olandese del Team GP Elite Larry ten Voorde, mentre terzo in classifica è il lussemburghese Dylan Pereira (BWT Lechner Racing) con 91 punti. Come “Local Guest Starter”, tra i protagonisti a Monza ci sarà David Fumanelli, in rappresentanza della Porsche Carrera Cup Italia, al volante della 911 GT3 Cup del team Q8 Hi Perform: “Sono molto gasato all'idea di partecipare al round di Monza - dichiara Fumanelli -, è la mia pista di casa a tutti gli effetti. Mi sto allenando il più possibile per poter ben figurare e portare alta la bandiera della Carrera Cup Italia anche nel mondo delle corse virtuali”. A rappresentare l'Italia anche Dinamic Motorsport: il team campione in carica del monomarca tricolore schiererà tre piloti. Fra questi, il giovane statunitense Jaden Conwright, nel 2019 capace di lottare per il titolo della Carrera Cup Italia fino all'ultima gara e nel monomarca virtuale al momento terzo nella classifica dei rookie comandata dal tedesco Leon Kohler (Lechner Racing Middle East). La Porsche Supercup virtuale si corre con iRacing e sarà possibile seguire live l'intero evento a partire dalle qualifiche (15 minuti) che si disputano alle 16.00, mentre le due gare sprint da 25 minuti alle 16.20 e alle 17.12, inframmezzate da una sessione di warm up (alle 16.50). Classifiche dopo 3 round Assoluta: 1. Guven p.132; 2. Ten Voorde 130; 3. Pereira 91; 4. Mawson 54; 5. Evans e Tandy 50. ProAm: 1. Cini p.76; 2. Grove 65; 3. Sager 62; 4. Mateu 57; 5. Lindland 48. Rookie: 1. Kohler p.48; 2. Van Splunteren 34; 3. Conwright 31; 4. Fredricsson 10; 5. Klein 9. Team: 1. Team GP Elite p.191; 2. Martinet by Almeras 132; 3. Bwt Lechner Racing 108; 4. Dinamic Motorsport 67; 5. Fach Auto Tech 60.
  10. The 22-year-old Formula 1 driver Max Verstappen (NL) is one of 20 drivers to secure a spot via the “Porsche iRacing Cup” qualification procedure. The other half of the grid consists of the top 20 competitors from the 2019 season. Last year’s champion, Joshua Rogers from Australia, and other sim racing professionals are part of this group. The new season of the digital racing series takes off on 2 May at the virtual Circuit Zandvoort on the Dutch North Sea coast. This year, drivers will compete for a total of US$200,000. As a platform for all ten events, the Esports Supercup counts on iRacing, the premier online racing simulation, for the second year. “Last year we added sim racing to our motorsport family. We’ve set ourselves the goal of professionalising virtual motor racing and developing it into an exciting spectator sport. In the current situation, we’re attracting a huge following. The Porsche TAG Heuer Esports Supercup with the world’s best (sim) racers offers authentic, entertaining racing at the highest sporting level – which is precisely what motorsport fans want,” says Marco Ujhasi, Manager Esports at Porsche Motorsport. Over 5,000 participants took part in the qualifying races for the Porsche TAG Heuer Esports Supercup. Joining Max Verstappen (Team Redline) from the Netherlands on the grid this season is the 20-year-old title defender Joshua Rogers (VRS Coanda Simsport) from Gladstone, Australia. Also among this season’s participants are 25-year-old Maximilian Benecke (D/Team Redline) and Sebastian Job (GB/Red Bull Racing Esports Team) from Britain’s East Grinstead. This trio claimed the top three overall spots in 2019. Over 5,000 participants took part in the qualifying races for the Porsche TAG Heuer Esports Supercup Ten events make up the 2020 calendar of the world championship series. Each race day consists of five sessions. A free practice (20 minutes) is followed by a 12-minute qualifying session run as an individual time trial, a sprint race over 15 minutes, a warm-up (ten minutes) and the 30-minute main race. Drivers earn points towards the championship from both races. Victory in the sprint event is rewarded with 25 points, with the winner of the main event receiving double the points. The top five qualifiers also receive additional points. The pole-sitter earns ten points for the overall classification. Round 1 2 May 2020 Circuit Park Zandvoort Round 2 9 May 2020 Circuit de Barcelona-Catalunya Round 3 23 May 2020 Donington Park Circuit Round 4 13 June 2020 Circuit de la Sarthe Round 5 4 July 2020 Nurburgring Nordschleife Round 6 18 July 2020 Silverstone Circuit Round 7 1 August 2020 Road Atlanta Round 8 15 August 2020 Brands Hatch Circuit Round 9 29 August 2020 Circuit de Spa-Francorchamps Round 10 19 September 2020 Autodromo Nazionale Monza
  11. Con le piste di tutto il mondo ancora chiuse a causa dell'emergenza Coronavirus, il mondo del simracing continua ad offrire il proprio spettacolo con gare e Campionati che richiamano piloti da tutto il mondo. Stavolta saranno quelli britannici a rispondere "presenti" alla chiamata, offerta per l'occasione dal British Racing Drivers' Club: quest'associazione, infatti, ha in programma il BRDC Esport Championship, una nuova serie che partirà a metà maggio sul noto simulatore americano iRacing. Dall'idea del direttore del BRDC Andy Meyrick, questa serie partirà in collaborazione con l'iZone Driver Performance Center, uno tra i più importanti centri di preparazione per piloti da corsa al mondo, e continuerà la raccolta fondi per il sistema di assistenza medica britannico, l'NHS, che finora ha raccolto oltre 35mila sterline nella lotta contro il Coronavirus. Entrando nello specifico, il BRDC Esport Championship inizierà il 14 maggio e sarà composto da cinque gare, la prima delle quali al via sul circuito Grand Prix di Silvestone. Successivamente ci sarà il round di Monza, quello di Spa-Francorchamps e quello di Suzuka, che precederanno il gran finale sulla pista di Interlagos. Con un limite massimo di 40 piloti in griglia, questi saranno scelti tra i membri del BRDC, da coloro che hanno appena iniziato la loro carriera nel motorsport a quelli che, nel tempo, hanno accumulato vittorie a ripetizione. Tutti rigorosamente al volante delle splendide F312 prodotte dalla Dallara. Tra i confermati troviamo Gary Paffett, Dario Franchitti e Billy Monger, ma anche Seb Priaulx, Raoul Hyman e Bobby Thompson, wild-card di eccezione per il primo round di Silverstone. Per quanto riguarda i premi, il vincitore del BRDC Esport Championship riceverà due pass per l'hospitality del Gran Premio d'Inghilterra 2021 del Campionato BRDC reale, mentre il secondo arrivato otterrà un set di pedali della Heusinkveld. Colui che arriverà sul gradino più basso del podio, invece, sarà premiato con due guest pass per la stagione 2021 del BRDC. La copertura dell'intera serie, inoltre, sarà garantita dalla professionalità dei ragazzi di iZone, con tanto di live streaming completo di commento da parte di David Addison. Tutti gli highlights delle gare, invece, saranno pubblicati sui canali social sia di iZone che del British Racing Drivers' Club.
  12. Dopo averci illustrato come si lavora al setup di una vettura da corsa utilizzando il simulatore e, parallelamente, gli aiuti forniti dal proprio ingegnere di pista, il pilota e appassionato di simracing Alex Fontana oggi ci spiegherà come effettuare l'analisi della telemetria di due giri di pista effettuati sul famoso iRacing a stelle e strisce. In questo nuovo episodio scopriremo come leggere e imparare la telemetria, come scoprire quei piccoli trucchi che ci permettono di migliorare il nostro stile di guida e come effettuare le giuste modifiche al setup. La comparativa tra i due giri in questione si disputerà sul tracciato olandese di Zandvoort, alla guida delle vetture dell'Euro Nascar Esport Series dove al volante troveremo da una parte proprio Alex Fontana, e dall'altra il pilota Simon Pilate della Feed Racing. Buona visione!
  13. Contrariamente a quanto detto nelle precedenti dichiarazioni il team di iRacing ha deciso di affrettare i tempi e rilasciare questo storico circuito ovale anzitempo: la pista infatti è disponibile da oggi! Rimangono invariati invece i piani per le due stock car storiche, la Chevrolet Monte Carlo e la Ford Thunderbird. Sicuramente una gradita sorpresa per tutti gli appassionati. Domani inoltre dovrebbero arrivare le prime notizie circa una fun series che vedrà l'utilizzo di questo tracciato, prima che facciano la loro comparsa le due storiche stock car per dare vita alla NASCAR Legends Series
  14. Qualche tempo fa iRacing e Dale Earnhardt Jr. hanno annunciato che il simulatore americano avrebbe presto aggiunto ai suoi tracciati il North Wilkesboro Speedway nella sua configurazione del 1987. Ieri, nella Pro Invitational Series l'abbiamo visto in azione per la prima volta e iRacing ha colto l'occasione per annunciare l'arrivo di due nuove auto storiche, entrambe del 1987: la Chevrolet Monte Carlo e la Ford Thunderbird. La scansione della prima auto è stata possibile grazie a Richard Childress Racing mentre la seconda scansione è stata possibile realizzarla grazie a Chase Elliott, figlio di Bill Elliott che ha guidato quella vettura nella seconda metà degli anni 80. Entrambe faranno il loro debutto ufficiale nel servizio nella prossima build, in una nuova Legends Series confermata dal Vice Presidente Esecutivo di iRacing Steve Myers.
  15. Ormai ogni giorno spunta fuori una nuova gara o torneo simracing online che vede coinvolti piloti reali, evidentemente in crisi di astinenza dalla pista reale... E' il turno questa volta di piloti della FIA Formula 3, W Serie, Formula 4, Indy e altri campionati, che sono stati invitati a un nuovo campionato di eSport per i driver di monoposto junior. Tra i piloti in pista troveremo il vincitore del Grand Prix di Pau Billy Monger, (nella foto), il vincitore della gara della W Serie Beitske Visser e il campione britannico F4 Zane Maloney. La Kokoro Invitational Series verrà lanciata su iRacing, con tutti i piloti a bordo della Dallara F3 con assetto fisso. Verrà assegnato un montepremi di $ 2000 in base ai risultati complessivi del campionato, con premi assegnati anche per le vittorie in gara. Si terranno quattro turni di campionato, con due gare su ciascun circuito. Saranno assegnati anche punti bonus ai piloti che interagiscono con i loro follower sui social media, per stimolare la promozione della serie eSports. Il primo round si svolgerà il 17 aprile sul Circuit de Catalunya, con la copertura fornita da Apex Racing TV. Si correrà poi una volta a settimana, fino a quando il campionato terminerà l'8 maggio a Silverstone. “Dato che il motorsport è in pausa in questo momento, ci sono molte opzioni di corse simulate tra cui scegliere; stiamo cercando di fare qualcosa di diverso ", ha dichiarato il fondatore di Kokoro Media, Josh Butcher. "Speriamo che questo offra ai conducenti delle categorie junior un'opportunità per brillare tra i loro coetanei, e forse rubare i riflettori dai grandi nomi che entrano negli esport di recente."
  16. I Campionati virtuali che sono nati per via dell'emergenza Coronavirus hanno preso in considerazione piloti da tutto il mondo e di tutte le serie del motorsport: dalla Formula 1 al DTM, dalla Porsche Carrera Cup al karting. Fino ad oggi, tuttavia, le donne non hanno potuto rendersi protagoniste con una serie interamente dedicata a loro, come invece è successo nel mondo reale con le W Series... Ma proprio dalla base di questo Campionato accenderà presto i motori la W Series Esports League, Campionato virtuale che impegnerà tutte le 18 partecipanti della serie reale sul simulatore iRacing. L'obiettivo, tuttavia, non è solamente quello di "tenerle occupate" fin quando la pandemia non permetterà la ripresa dei lavori sulle piste vere e proprie, ma anche di aumentare la visibilità del motorsport al femminile, che in questi anni sta sempre più ritagliandosi la propria fetta di popolarità. In partnership con Logitech G, Beyond Entertainment (che fornirà la copertura di ogni singolo evento) e dal già citato iRacing, la W Series Esports League sarà organizzata con un calendario basato su 10 circuiti, in cui su ognuno di essi prenderanno il via ogni volta tre gare di varia durata e lunghezza. Nella maggior parte dei casi con griglie formate dalle consuete sessioni di qualifica, ma in qualche occasione anche attraverso l'utilizzo delle griglie invertite, che permetterà di aumentare esponenzialmente il divertimento e la competizione in pista. Per quanto riguarda i circuiti, attualmente sono stati scelti l'Autodromo Nazionale di Monza, il Circuit of The Americas, la pista di Brands Hatch, di Interlagos, di Spa-Francorchamps, di Watkins Glen, di Suzuka e di Mount Panorama, assieme al famoso Nürburgring Nordschleife e al tracciato di Silverstone in versione Grand Prix. La vettura prescelta, invece, sarà la Tatuus Formula Renault 2.0, molto simile nelle forme, nelle prestazioni e nell'handling alla Tatuus T-318 utilizzata veramente nelle W Series. In questo momento non ci è dato sapere quando inizierà questo Campionato virtuale, ma sta il fatto che, oltre alle 18 donne pilota che trovate qua sotto, potranno essere invitate altre pilotesse come wild-card. Stay tuned! LA LINE-UP DELLA W SERIES ESPORTS LEAGUE Jamie Chadwick, United Kingdom, 21 Beitske Visser, Netherlands, 25 Alice Powell, United Kingdom, 27 Marta Garcia, Spain, 19 Emma Kimilainen, Finland, 30 Fabienne Wohlwend, Liechtenstein, 22 Miki Koyama, Japan, 22 Sarah Moore, United Kingdom, 26 Vicky Piria, Italy, 26 Tasmin Pepper, South Africa, 29 Jessica Hawkins, United Kingdom, 25 Sabre Cook, United States, 25 Ayla Agren, Norway, 26 Abbie Eaton, United Kingdom, 28 Belen Garcia, Spain, 20 Nerea Marti, Spain, 18 Irina Sidorkova, Russia, 16 Bruna Tomaselli, Brazil, 22
  17. Un nuovo torneo eSport, una nuova sfida per molti piloti professionisti costretti a casa per via dell'emergenza Coronavirus: a partire da lunedì 11 maggio prenderà il via la Isolation eRacing Series, Campionato virtuale su iRacing in cui tutti i partecipanti scenderanno in pista con le Dallara F3 su alcuni dei circuiti più iconici del mondo, come Silverstone, Spa-Francorchamps e l'Indianapolis Motor Speedway. Tra coloro che si schiereranno in griglia di partenza troveremo più di 100 piloti professionisti del mondo del motorsport, provenienti dal mondo della Formula 1, della Formula E e da tante altre serie. I nomi confermati? Al momento troviamo Lando Norris e Nicholas Latifi, ma anche Oliver Rowland, Sebastian Montoya e Billy Monger, che nell'aprile del 2017 fu gravemente ferito in un incidente di Donington Park quando stava gareggiando al volante della sua monoposto. La Isolation eRacing Series sarà organizzata con un calendario su base settimanale: ogni evento sarà composto da una sessione di prove libere, una di qualifica, tre heats di eliminazione e una gara finale, nella quale saranno ritenuti validi solamente i primi dieci classificati per il proseguo del Campionato. Questo prevede otto settimane di competizioni, che si concluderanno con una finalissima in cui si tireranno le somme (e i punti totali) per determinare chi è riuscito a spuntarla su tutti gli altri. La copertura di ogni singola gara, delle durata di 10 minuti per le heat di eliminazione e di 15 minuti per ogni finale, sarà assicurata da BT Sport, il quale includerà sulle proprie piattaforme di social media una serie di immagini rappresentative di ogni evento assieme a un sondaggio che, settimanalmente, permetterà ai fans di scegliere quale sarà il circuito su cui correranno i piloti nell'episodio successivo. La Isolation eRacing Series, nata dalla mente dell'ex pilota Enzo Miucci e da Chris Harfield, è stata creata inizialmente con l'intento di diventare "uno strumento utile ai piloti professionisti per mantenersi in forma durante la quarantena. In poco tempo, però, è diventata estremamente competitiva al punto che i piloti hanno richiesto in massa di potervi partecipare. Il risultato? Sarà una serie esaltante, che permetterà anche di scoprire nuovi talenti del mondo sportivo a quattro ruote". L'appuntamento? Ogni lunedì, a partire dall'11 maggio, alle 18 sul canale di BT Sport.
  18. Due mesi di quarantena e tutto è cambiato. O quasi. Se l’emergenza Coronavirus ha oscurato il mondo del motorsport reale, costretto progressivamente a posticipare e annullare tutte le gare in calendario, parallelamente ha permesso all’universo del simracing di spiccare il volo, come mai aveva fatto negli ultimi anni. Confinati dentro alle quattro mura di casa, piloti da tutto il mondo hanno dovuto reinventarsi, incanalando le proprie energie in innumerevoli competizioni virtuali che, piano piano, hanno fatto capolino attraverso l’impegno dei più importanti organizzatori del settore. Tutto è cominciato, se ben ricordate, con il “Not the AUS GP” proposto dal team Veloce eSports, al quale si sono succedute gare e Campionati praticamente a ripetizione. Ma se fino ad allora tutti quanti erano consapevoli che, in fin dei conti, gareggiare in questo modo era molto simile a giocare con un videogame, oggi le cose sembrano essere cambiate. Nello scorso appuntamento dell’IndyCar iRacing Challenge il pilota della McLaren Lando Norris è stato spinto fuori pista da Simon Pagenaud, un comportamento che ora potrebbe avere delle ripercussioni… anche nel mondo reale. Cosa sta succedendo? ATTENZIONE ALLE PAROLE… Le prime avvisaglie che il mondo del simracing stava iniziando a mescolarsi pericolosamente con quello del motorsport reale sono iniziate verso la metà di aprile, quando nella NASCAR Cup Series sono bastate alcune parole di troppo per scatenare un vero putiferio. Nel corso delle prove libere dell’evento disputato sul nostrano Autodromo Nazionale di Monza il pilota del team Chip Ganassi Racing, Kyle Larson, ha avuto qualche problema di collegamento con il suo microfono, che in poco tempo lo ha costretto ad effettuarne il ripristino per continuare a mantenere i contatti con gli altri concorrenti in pista. In una prima prova, il pilota statunitense si è lasciato scappare delle parole tutt’altro che lusinghiere verso un non ben precisato rivale: “Riesci a sentirmi? Ehi, negro...”. Il problema? Che in quel momento il suo microfono funzionava benissimo e tutti hanno sentito il suo commento, il quale ha scatenato un’ondata di insulti e rimproveri che, in ultimo, hanno demolito la sua gara conclusa al 60esimo posto su 62 vetture in pista. Ma questo è stato niente in confronto alle amare conseguenze che lo attendevano al varco: la NASCAR e la community di iRacing, infatti, hanno prontamente deciso di sospenderlo da tutte le competizioni virtuali a tempo indeterminato, anche se la mazzata finale è arrivata poco dopo direttamente dal suo team. Quel Chip Ganassi Racing che, sull’onda della collera di quanto accaduto, ha provveduto a rompere il contratto che aveva con lui nella NASCAR Cup reale. Niente più Chevrolet numero 42 per il povero Kyle Larson, privato anche da tutti gli sponsor che gli avevano permesso, fino a quel momento, di proseguire la sua attività di pilota professionista, tra i quali First Data, McDonald’s e Credit One Bank. … MA ANCHE AI COMPORTAMENTI! La vicenda di Kyle Larson, tuttavia, è stata anticipata una settimana prima da quella di Bubba Wallace, un altro pilota “degli ovali” che ha partecipato al round di inizio aprile dell’eNASCAR Pro Invitational Series, sempre su iRacing. Il pilota del team Richard Petty Motorsports non ha avuto grande fortuna in pista, dal momento che è arrivato molto presto al contatto con Clint Bowyer, danneggiando seriamente la sua vettura. Questo lo ha costretto ad utilizzare velocemente i due “bonus” di riparazione previsti dal simulatore a stelle e strisce, ma avendo ancora tra le mani un’auto malconcia e con altri 150 giri da disputare… ha deciso di ritirarsi anzitempo, spegnendo iRacing ma alimentando, allo stesso tempo, un sacco di insulti da parte di molti altri piloti e appassionati. “Sto morendo nel leggere tutti i commenti – ha scritto Wallace sul suo account Twitter – Devo aver rovinato la giornata a molte persone abbandonando un videogioco. Ahahah, un videogioco! Questa vita in quarantena sta diventando davvero dura...”. Delle frasi che, purtroppo, hanno attirato l’attenzione di uno dei suoi sponsor, l’azienda di antidolorifici Blue Emu: a questo marchio non è piaciuto il comportamento del suo pilota, al punto da annunciare la fine della collaborazione tra le due parti direttamente con un “cinguettio” sul famoso social network. “E' bello sapere quanto hai scritto, ciao ciao Bubba! A noi interessano i piloti, non chi molla! Speriamo solo che i nostri prodotti lo aiutino ad alleviare il dolore, noi siamo seri ed è stato divertente fino ad un certo punto, poi... Al suo posto amiamo quanto fatto da Landon Cassill, perché ha continuato nonostante la macchina rovinata", queste le parole di Blue Emu, che hanno quindi posto la parola fine alla sponsorizzazione con Bubba Wallace. NORRIS CONTRO PAGENAUD: L’INDYCAR DIVENTA UN RING Ma non c’è due… senza tre. Di nuovo iRacing, stavolta però al volante delle velocissime monoposto da IndyCar, scese in pista sabato scorso a Indianapolis. Qui il giovane rampollo del team McLaren, Lando Norris, ha voluto sfidare il Campione in carica Simon Pagenaud, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis “reale” del 2019. Una battaglia senza esclusione di colpi, come quelli che ha incassato lo stesso Pagenaud durante la corsa a causa della competitività del suo rivale: dopo una sosta ai box resa necessaria per riparare la sua vettura, Simon ha giurato, in diretta sul suo canale Twitch, che si sarebbe vendicato nei confronti di Norris, buttandolo ben presto fuori di pista. Detto, fatto: nell’ultimo giro di gara Pagenaud ha mantenuto la promessa, buttando fuori di pista il giovane Lando, che quindi si è visto rovinare la gara proprio sul più bello. In sua difesa è intervenuto addirittura Zak Brown, CEO della McLaren, e ora il Campione del Mondo in carica di Indianapolis potrebbe rimanere non solo escluso dalla prossima tappa dell’IndyCar iRacing Challenge… ma anche dalla prossima edizione della competizione vera e propria! QUANDO IL GIOCO DIVENTA (TROPPO) REALE In un certo senso, in questo periodo di quarantena il simracing ha visto una propria evoluzione da mondo della guida simulata in cui tutto rimane confinato in ciò che si percepisce dietro a uno schermo… a surrogato del motorsport vero e proprio, in cui i piloti professionisti sono chiamati a comportarsi da “piloti” quando, in realtà, stanno interpretando i panni di “simdrivers”, cioè di videogiocatori appassionati di titoli di corse. Il virtuale diventa reale e questo può condizionare la vita, non solo agonistica, di tutti coloro che si mettono dietro al volante: gli sponsor, le Federazioni e i “big” del motorsport ora sono molto più interessati al simracing e finché le piste di tutto il mondo non riapriranno i battenti, la situazione continuerà su questa strada. Il problema? Che il simracing, alla fine, deve essere considerato un gioco. Competitivo, certo, ma pur sempre un gioco. Con tutti gli effetti che ne derivano dal suo utilizzo: positivi ma anche, purtroppo, negativi. Quanti piloti, ad oggi, hanno provato quella sensazione di frustrazione quando non si riesce a mettere insieme quel fatidico giro da qualifica perfetto? Oppure quando, in prima curva, si viene centrati da coloro che credono che una gara si vinca al primo giro? O ancora, quando si viene intenzionalmente portati fuori pista da piloti più deboli, ma invidiosi delle nostre capacità e della nostra condotta di gara? Sono situazioni che contraddistinguono questo mondo, che tutti noi abbiamo imparato ad affrontare facendo leva sul fatto che, alla fine, non serve arrabbiarsi arrivando al “rage quitting”, ma è meglio diventare consapevoli che siamo di fronte a un videogioco virtuale, per quanto realistico esso sia. I piloti veri, che invece sono abituati ad altre situazioni, possono reagire in tutt’altro modo: per loro mettersi dietro a un volante non è un gioco, in ogni caso. Il simracing, quindi, non può essere paragonato al motorsport reale: lì le cose funzionano diversamente. Le sensazioni che si vivono possono essere molto simili, ma siamo di fronte a due mondi differenti. E così deve essere. GUIDA SIMULATA: ALLENAMENTO O DISTRAZIONE? Invece la quarantena causata dal Coronavirus ha portato, per forza di cose e per necessità, a mescolare questi due universi, simili a prima vista ma molto diversi nella sostanza. Per quanto il nostro equipaggiamento da piloti virtuali sia evoluto, non potrà mai replicare le forze G, le accelerazioni, le frenate e gli spostamenti di carico di una vettura reale che corre in pista. Nel simracing conta moltissimo la concentrazione e la gestione delle proprie emozioni: è un lavoro di testa, ma chi pensa che l’allenamento con un simulatore può risultare utile anche nel mondo reale… rimarrà parzialmente deluso. È come chi si allena, per assurdo, sul tapis roulant o su una cyclette per prepararsi alla corsa a piedi o al ciclismo su strada. Alcune cose possono essere simili (e non uguali), ma nulla batte la realtà per quello che è. Un altro esempio? Nel karting c’è un detto: per andare forte in go-kart… devi allenarti con il go-kart. Niente palestre inutili. Lo stesso principio si può applicare al simracing: chi si allena per la guida virtuale diventa bravo a fare il simdriver. Se poi è talentuoso anche in una macchina vera, è perché ha dei precedenti nel motorsport vero… oppure è un talento naturale. Il simracing, in un certo senso, può tornare utile per imparare i circuiti, per allenare le proprie abilità in gara (il “racecraft”), per mettere insieme un giro da qualifica oppure per affinare la consistenza in stint più o meno lunghi. Tutte capacità che possono essere ripetute anche nel mondo reale, perché in questo caso il pilota lavora su se stesso e non sul portare a termine l’obiettivo specifico richiesto da quello che gli sta mostrando lo schermo. Per esempio, alcuni piloti di F1, come Kimi Raikkonen e Daniel Ricciardo, hanno preferito non avere nulla a che fare con le gare virtuali di questo periodo. “Semplicemente non mi interessano”, ha affermato il pilota del team Alfa Romeo Racing. “Conosco la mia natura competitiva, ci passerei ore al simulatore tutti i giorni. E, prima che me ne accorga, inizierei a saltare gli allenamenti. E penso che la preparazione per i GP siano più produttivi", questo il commento dell’australiano della Renault. Charles Leclerc, Lando Norris e Max Verstappen, invece, rappresentano la nuova generazione che avanza e che, al contrario, passano ore su ore al simulatore. Chi ha ragione? Chi ha maggiore consapevolezza di se stesso e di quello che sta facendo: se si utilizza il simracing nel modo giusto, può risultare utile per un pilota professionista. Se ci si lascia prendere la mano e ci si fa coinvolgere dalla natura “videoludica” di questo mondo, allora le cose cambiano. Non c’è nulla di sbagliato, sia chiaro: solo che il simracing è il simracing, mentre il motorsport è il motorsport. Due realtà che vanno vissute per quello che sono e non per quello che tutti noi, me compreso, vorremmo che fossero. Nel video qui di seguito, infine, vi segnaliamo l'opinione di Alessandro Mariani, Team Manager JAS Motorsport, con esperienza decennale nel mondo delle competizioni tra Formula 1, DTM, BTCC, WTCR e GT3. Secondo Mariani "i simulatori stanno rovinando il mondo delle corse"... Voi cosa ne pensate del suo parere?
  19. Nuova settimana e nuova patch per iRacing, si tratta della numero 8 per la build della seconda stagione 2020. E' stato riattivato il nuovo sistema di controllo delle qualifiche: il nuovo sistema ha lo scopo di evitare comportamenti poco realistici al fine di ottenere un vantaggio. Questo significa che il sistema si aspetta che un pilota esca dai pit, acquisti subito velocità e termini i due giri in maniera controllata. Qualora il sistema dovesse rilevare che il pilota non sta rispondendo alle aspettative mosterà una bandiera nera arrotolata come avvertimento, se il comportamento persiste verrà mostrata una bandiera nera e il pilota squalificato dalla sessione. La bandiera nera arrotolata scomparirà quando si uscirà dall'auto o si completerà il giro, ma l'avvertimento non verrà cancellato: un secondo avvertimento porterà comunque alla squalifica. Il sistema ha diversi livelli di severità, un livello più alto ovviamente lascerà meno margine ai piloti. Il livello è personalizzabile nelle sessioni create dagli utenti, mentre a livello di serie ufficiali per il momento verrà usato solo in serie di alto profilo su asfalto. A livello di contenuti questa patch modifica il BoP della Ford GT 2017 (drag aumentato) e porta alcuni cambiamenti alla pista di Martinsville: barriere più sicure, luci notturne e miglioramenti grafici. Di seguito il changelog completo. Commenti nel topic dedicato
  20. Se fino ad oggi avevamo avuto solo parole di elogio per le gare virtuali "ufficiali" organizzate oltre Oceano con iRacing dagli americani, nella giornata odierna dobbiamo purtroppo raccontare un avvenimento davvero triste e bruttissimo, non solo per il simracing, ma anche per il motorsport reale, anche perchè ad essere coninvolta è stata la serie Indycar americana, uno dei principali business mondiali del settore. L'ultimo appuntamento di Indianapolis dell’IndyCar virtuale, che finora era stata una serie sportiva di alto livello, si è trasformato in una sorta di corrida del ridicolo e grottesco, con una serie di crash all’ultimo giro che ha sicuramente portato una pessima prova d’immagine per la categoria e per il mondo della simulazione in generale che, evidentemente, gli organizzatori non sono stati capaci di gestire. Quando mancavano praticamente due curve alla fine della gara, è stato Simon Pagenaud, vincitore della scorsa edizione della 500 miglia, a dare il via al massacro: il transalpino del Team Penske ha infatti buttato fuori Lando Norris, da doppiato e volontariamente, che era in testa alla gara e si stava involando al suo secondo trionfo consecutivo. Letteralmente infuriato il pilota inglese nel dopo gara... Pagenaud ha poi spiegato di aver voluto "rallentare Norris", per favorire il suo giovane compagno di squadra, Oliver Askew. Guardando l'intera gara (qui sotto) ci si rende conto che in realtà molto probabilmente il contatto sarebbe una ripicca per altre toccate tra i due. E' molto semplice: uno dei punti fondamentali del simracing, che lo contraddistingue e rende diverso dalla realtà della pista, è la mancanza di "paura". Il pilota sa bene che, anche con uno spaventoso incidente, non rischierà la vita, non si farà nulla e soprattutto non avrà costosi danni da pagare al team! Di conseguenza nelle gare virtuali bisogna essere molto severi con i piloti, far capire che l'atteggiamento, correttezza e comportamento in pista (virtuale) devono essere gli stessi della realtà. Altrimenti una testa calda (e fra i piloti ce ne sono....) non solo rovinerà lo show, ma rovinerà tutti noi appassionati.
  21. In attesa che i motori possano tornare ad accendersi, una grande novità è pronta a partire nel mondo della Formula X Italian Series. Scatterà infatti Domenica 5 Aprile la nuova FX Virtual Series, il primo campionato al simulatore che vedrà i veri piloti partecipanti alla Formula X e alla nuova competizione per vetture Turismo (ATCC) darsi battaglia in un'entusiasmante sfida online. Sempre in termini di comunicazione, non mancheranno inoltre i partner d'eccezione per chi volesse seguire le gare nel nostro Paese: tutti gli appuntamenti infatti godranno di una speciale copertura televisiva in diretta da parte di MS Motor TV (canale 228 Sky), nell'ambito di un accordo che verrà esteso anche alle gare reali della stagione 2020. Inoltre, le sfide virtuali saranno trasmesse anche sui consueti canali Social del campionato (pagina Facebook, canale YouTube e la grande novità Twitch) così come su quelli della testata giornalistica LiveGP.it. Il format del campionato prevede un appuntamento per ciascuna delle prossime quattro Domeniche: ognuno di essi sarà composto da prove libere, qualifiche e due manche di gara, la seconda delle quali vedrà i primi otto piloti in griglia scattare in posizione invertita rispetto all'ordine di arrivo di quella precedente. Sono già numerosi i protagonisti del campionato che hanno confermato la propria presenza al via: tra di essi lo spagnolo Ivan Machado Perez (campione Predator's Challenge 2018), Salvatore Liotti (campione Formula Promotion 2016), Francesco Atzori (vice-campione Predator's Challenge 2019) e Andrea Fontana, già campione del mondo Lamborghini Super Trofeo. Il campionato dedicato ai piloti reali rappresenta solo l'antipasto alla serie riservato ai sim drivers, il quale scatterà nel corso del mese di Aprile e vedrà le sfide online mettere in palio ogni 15 giorni la partecipazione ad una vera gara nell'ambito della FX Italian Series.
  22. Continua il lavoro di aggiornamento settimanale di iRacing: quest'oggi è stata resa disponibile la Patch 7 della build attuale. In questa patch, decisamente meno corposa delle precedenti, è stata resa disponibile l'intelligenza artificiale su due nuovi circuiti: Kansas Speedway (Ovale) e Michigan International Speedway. Inoltre è stata migliorata la stessa IA sul layout Grand Prix di Lime Rock Park, reso disponibile con la patch di settimana scorsa. Ecco di seguito il changelog completo. Commenti nel topic dedicato
  23. In questo periodo di quarantena forzata a causa dell’emergenza Coronavirus, tutti noi, appassionati di motori e corse, abbiamo passato un po’ di tempo con il nostro simulatore. Su Assetto Corsa, su rFactor 2, su F1 2019… oppure su iRacing, software americano che, ultimamente, sta diventando “di moda” visto che è utilizzato da quasi tutti i piloti professionisti per tenersi in allenamento quando non si trovano realmente in pista. Diverso concettualmente da tutti gli altri, iRacing propone una varietà di competizioni unica nel suo genere, organizzata sulla base di licenze progressive e sul famoso “irating”, con il quale (teoricamente) si può correre assieme a piloti del proprio livello, evitando i tradizionali massacri di vetture che si è soliti assistere su altri simulatori meno professionali. Ma qual è la storia di iRacing? Come funziona e come è possibile diventare dei buoni piloti all’interno della relativa community? IRACING: DALLE COSTOLE DELLA NASCAR iRacing.com Motorsport Simulations, l’azienda che gestisce questo simulatore, è nata nel 2004 in quel di Boston, in Massachusetts, grazie all’impegno di David Kaemmer, sviluppatore proveniente dal Papyrus Design Group e John W. Henry, come finanziatore del progetto. Il progetto originale si basava sul codice di partenza dell’ottimo NASCAR Racing 2003 Season, dal quale ha preso spunto in fatto di presentazione delle piste e di gestione delle vetture. Tutto il resto, dal motore grafico al tyre model, era nuovo di zecca, ma ha richiesto ben quattro anni di lavori prima di vedere definitivamente la luce. iRacing, infatti, è stato lanciato sul mercato solamente nel 2008, ma in poco tempo ha conquistato il cuore degli appassionati: il suo obiettivo, infatti, è quello di fornire una simulazione il più possibile realistica del motorsport a quattro ruote, con circuiti (in laser-scan), vetture e modelli fisici i più accurati possibili. Dal suo debutto ufficiale iRacing si è costantemente migliorato, introducendo nuovi contenuti e nuove features che lo hanno reso ancora più fedele alla realtà. Tra queste la transizione giorno/notte durante le gare endurance, la nuova fisica degli pneumatici (arrivate alla versione V7) che sono diventati molto complicati da portare in temperatura i primi giri e il nuovo sistema visivo dei danni, che ormai lascia ben poco margine di manovra quando, per esempio, si prende un cordolo ad alta velocità. IRACING: GARE OGNI ORA E CAMPIONATI UFFICIALI Oltre a ciò, iRacing si distingue da tutti gli altri simulatori per la sua raffinata struttura multiplayer, che permette a qualsiasi appassionato di poter correre online senza limitazioni di orario o di scelta in fatto di vetture e tracciati. Di base, infatti, iRacing offre la possibilità di gareggiare in formato 24/7, dal momento che i suoi server mettono a disposizione delle serie in cui le competizioni si tengono praticamente ogni ora. Questo vuol dire, per esempio, che se la nostra gara delle 15 non è andato come speravamo, potremo rifarci con quella delle 16, delle 17… e così via per ogni ora della giornata (anche di notte). In aggiunta, iRacing permette anche di allenarsi per conto proprio e di creare delle sessioni online private, facendo da “host” e gestendo in autonomia il proprio evento (al costo di 0,50$ all’ora). Ma non è tutto, perché iRacing viene definito come “The Original eSport Racing Game”, per il fatto che gestisce Campionati ed eventi speciali in cui i piloti partecipanti possono addirittura vincere dei premi in denaro. Il fattore “eSport”, in iRacing, è quindi incentivato, tra l’altro grazie a una vastissima scelta di vetture che si dividono fondamentalmente in quattro categorie principali: Road, Oval, Dirt Road e Dirt Oval. Tra queste troviamo le celebri NASCAR, in omaggio al titolo del 2003 da cui è nato, le mitiche Mazda MX5 Cup Car, le GT e le monoposto, ma anche i mezzi da dirt track e da rallycross. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per ogni livello di abilità alla guida. IRACING: SU ABBONAMENTO E CONTENUTI A PAGAMENTO Tutta questa qualità, come potete immaginare, si paga. E anche parecchio. Rispetto a titoli come Assetto Corsa, che prevede un costo iniziale al quale si aggiungono gli eventuali DLC, o come RaceRoom, che offre gratuitamente solo il software di base, iRacing richiede innanzitutto un abbonamento per poter usufruire dei suoi servizi. In sostanza questo può essere mensile (al prezzo di 13 dollari), trimestrale (33 $), annuale (110 $) o biennale (199 $), anche se durante l’anno i nuovi iscritti possono beneficiare di sconti che arrivano fino al 50% in meno rispetto al costo tradizionale. Con la sottoscrizione di base, tuttavia, si ottengono solamente le piste e le vetture iniziali per cominciare la scalata verso l’olimpo del motorsport virtuale… che, invece, richiede tutt’altro tipo di contenuti. Questi, ovviamente, non sono gratuiti, ma al contrario devono essere acquistati singolarmente. Ogni vettura aggiuntiva costa 11,95 dollari, mentre il prezzo di ogni singolo circuito varia da 11,95 a 14,95 dollari, a seconda della tipologia e del suo livello di utilizzo. Le spese, tuttavia, non sono finite qui, perché oltre al costo di base è necessario aggiungere anche un 22% di tasse per ogni singolo contenuto aggiuntivo. IRACING: LICENZE E SAFETY RATING, ATTENZIONE AI ROOKIE! Una volta sottoscritto un primo abbonamento, quindi, ci troveremo davanti un prodotto fondamentalmente incompleto, ma comunque perfettamente in grado di farci iniziare la nostra carriera di piloti virtuali. Che, per forza di cose, dovrà iniziare dalla categoria “Rookie”, la più temuta soprattutto per coloro che provengono da altri simulatori e hanno già una certa dimestichezza in fatto di guida virtuale. Prendendo come riferimento la categoria Road, dovremo obbligatoriamente scendere in pista con la Mazda MX5 Cup Car su circuiti come Laguna Seca, Okayama, Lime Rock Park e Summit Point. Da buoni piloti virtuali, ci verrà data una prima “patente”, che in questo momento coinciderà con la categoria che stiamo affrontando: Rookie, appunto. In aggiunta avremo anche un indicatore SR, acronimo di “Safety Rating” che evidenzierà la nostra correttezza in pista e la nostra pulizia di guida. Perchè proprio come nella realtà, iRacing privilegia uno stile di gioco il più possibile pulito, rispettoso delle regole e dei propri avversari in pista. Per migliorare, infatti, scordatevi gli “autoscontri” alla prima curva di Assetto Corsa o i “divebomb” di F1 2019: così facendo perderete punti e il vostro avanzamento rallenterà. Dopo la Rookie, infatti, vi aspetta la licenza D, che poi potrà diventare C, B, A… fino a quella professionistica, particolarmente ambita per partecipare ad alcune serie speciali, come quelle ad invito, o ad alcuni Campionati eSport tra i più prestigiosi del settore. IRACING: QUALCHE CONSIGLIO PER FARE CARRIERA Tutto dipenderà da come vi comporterete tra i cordoli in ogni singolo “weekend di gara” che disputerete, composto da 5 minuti di prove libere, 2 giri di qualifica e una gara breve su una distanza limitata. Nella categoria “Rookie”, tuttavia, la vostra vita non sarà così facile… Non tanto per il livello di difficoltà che incontrerete, il quale, invece, sarà appositamente tarato in modo da farvi correre (anche una volta ottenuta un po’ di esperienza e una patente superiore) con avversari del vostro stesso livello, ma semplicemente perché molti “piloti in erba” provano iRacing pensando di trovarsi su Crash Team Racing! Aspettatevi simdriver che vorranno vincere alla prima curva passando sopra a tutto ciò che si muove, oppure altri che, pur avendo pagato un abbonamento, preferiscono schiantarsi e rovinare la gara di altri piloti piuttosto che comportarsi come si deve. L’imperativo, in Rookie class, è quello di qualificarsi nei primi posti e… scappare via, verso il migliore risultato possibile. Così facendo riuscirete ad innalzare il vostro Safety Rating dal valore iniziale di 2.50 fino a quota 3, necessaria per ottenere la licenza D e passare di categoria. Qui sbloccherete diversi Campionati interessanti, come il BMW 12.0 Challenge (sulle M8 GTE a setup fisso) e il Pure Driving School Formula Sprint, il quale vi permetterà di scendere in pista con le Dallara F3 anticipando la relativa serie ufficiale che, invece, troverete con la licenza C. Altre serie molto famose sono la Skip Barber Race Series, la VRS GT Sprint Series, l’IMSA Sportscar Championship e il Radical Racing Challenge C, per accedere alle quali dovrete, in ogni caso, aver maturato un po’ di esperienza alla guida. Più proseguirete nella vostra carriera più incontrerete piloti corretti, ma resta il fatto che, ogni tanto, l’errore in pista ci può stare, anche tra i più navigati. Fortunatamente iRacing pone un limite alle “peripezie” in pista, grazie a un sistema di rilevamento di comportamenti scorretti attraverso le famose “X”. Di cosa stiamo parlando? Ogni volta che usciremo di pista otterremo un ammonimento con 1X, ogni volta che andremo in testacoda ci verrà assegnata una penalità 2X, mentre in caso di contatto con altri piloti la penalizzazione sarà di 4X, quindi molto più severa. Il tetto massimo varia da Campionato a Campionato, ma in ogni caso siamo di fronte a un sistema che premierà la condotta dei guida dei piloti più corretti e puliti. IRACING: NE VALE LA PENA? A conti fatti, sembra proprio che iRacing sia il simulatore più professionale che si possa trovare in circolazione. Un titolo che premia i valori fondamentali del motorsport, limitando tutti quei comportamenti che, in un server tradizionale su Assetto Corsa o F1 2019, porterebbero un simdriver alla disperazione. Il simulatore americano, tra l’altro, sposa la necessità di tutti quei piloti di potersi allenare quando meglio si crede, senza essere costretti a rispettare un orario predefinito (per lo più serale) che in alcuni casi mal si adatta alle esigenze di ogni singolo partecipante. La varietà di vetture, piste, serie ufficiali e Campionati assieme a un sistema con il quale si può partire dal “fondo dello schieramento” con la Rookie class per arrivare ai “piani alti” della guida simulata rende il tutto estremamente intrigante, anche per chi, finora, si è limitato a guidare sempre la stessa tipologia di vetture. Contando su un motore grafico recentemente rivisto con nuove features e una fisica al volante tra le più realistiche attualmente in circolazione (aiutata da vetture e circuiti riprodotti nei minimi dettagli), iRacing può diventare la risposta che tutti i simdriver stavano cercando da tempo. Sempre che si voglia investire una certa somma di denaro per iniziare questa nuova, appassionante, avventura. Una volta individuata la vettura (o le vetture) che si vuole utilizzare durante le quattro stagioni che contraddistinguono un anno di iRacing (ognuna delle quali suddivisa in 12 settimane dove si cambia circuito una volta ogni sette giorni), la grande spesa da effettuare sono i circuiti, necessari per entrare in lizza per un posto di prestigio nel Campionato di nostro interesse. In questo, fortunatamente, la community è arrivata in soccorso grazie ai “track poll”, cioè a dei sistemi di votazione che si tengono sul forum del simulatore americano e che danno la possibilità di scegliere, stagione dopo stagione, quali sono i circuiti che andranno a comporre la nostra serie preferita. Quando la lista in questione sarà definita, si potranno trovare delle tabelle dedicate con le quali confrontare i vari circuiti che sono stati utilizzati durante le stagioni, in modo da capire quali saranno quelli che comporranno i Campionati successivi. Tramite questi “track rotation” potremo facilmente programmare i nostri acquisti, senza per forza comprare i vari circuiti uno alla volta. Ecco, il fatto di affrontare tali spese (assieme all’immancabile abbonamento) può essere l’unico fattore da indurre un appassionato dal non provare l’esperienza offerta da iRacing. Le alternative, tuttavia, sono poche: il “league racing” su altri simulatori… oppure il Sim Racing System di Assetto Corsa, che però pecca in varietà delle competizioni, completezza delle serie organizzate… e professionalità dei piloti che vi corrono. Se volete qualcosa di più del “solito” simracing a cui siete abituati, date una chance ad iRacing: non vi deluderà!
  24. Giulio Scrinzi

    Qual è il miglior simulatore di Formula 1?

    L’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo ormai da due mesi ha fatto emergere il mondo del simracing come mai fatto prima d’ora. Gare online, Campionati, eventi speciali e chi più ne ha, più ne metta: tra le serie ufficiali non possiamo non menzionare quelle organizzate dall’universo della Formula 1, che fin dall’annullamento del Gran Premio d’Australia a marzo si è dato da fare per continuare il proprio show… sul grande e piccolo schermo. Prima ci ha pensato il Veloce eSport team a dar fuoco alle polveri, un ruolo che successivamente è stato incarnato anche dalla serie ufficiale della F1 con le Virtual Grand Prix Series. Ovviamente il software utilizzato per queste gare è il tanto amato/odiato F1 2019, che prossimamente sarà sostituito dal suo successore F1 2020. Un prodotto firmato Codemasters che negli anni ha saputo far divertire migliaia di appassionati, ma che agli occhi di molti piloti professionisti è considerato distante anni luce da alcuni dei più simulativi software attualmente in circolazione. Il dito di tale affermazione è puntato in special modo alla fisica di gioco, troppo arcade e poco incline a soddisfare i puristi del settore. A questo punto la domanda sorge spontanea: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? ASSETTO CORSA: RACE SIM STUDIO, QUALITÀ AI MASSIMI LIVELLI Per rispondere a questa domanda iniziamo ad analizzare ciò che propone attualmente il mercato del simracing, cominciando dal sempreverde Assetto Corsa. Il titolo firmato Kunos Simulazioni propone di base alcune monoposto da Formula 1, gran parte targate Ferrari: la mitica F2004 di Schumacher e Barrichello, la 312T di Niki Lauda, ma anche le più recenti F138, SF15-T e SF70H. Assieme a queste trovano spazio altri modelli sapientemente realizzati, tra cui la Tatuus FA01 (o Formula Abarth), le Lotus Exos 125 (replica delle F1 motorizzate V8 del 2012) e la 98T, con livrea John Player Special in onore di Ayrton Senna. Assetto Corsa, tuttavia, è ben conosciuto per la grande quantità di mod con le quali è possibile arricchirlo, un mondo che in fatto di monoposto è dominato dalla qualità dei lavori firmati Race Sim Studio. Tra questi i più importanti sono rappresentati sicuramente dalla famiglia delle Formula Hybrid, oggi capeggiate dall’ultimo modello, quello del 2020, che è accompagnato dalla proposta futuristica per la stagione 2021. A livello di fisica niente è comparabile a queste vetture, capaci di far vivere al pilota che le guida un’esperienza in pista davvero unica. Sempre facendo riferimento al mondo F1 e monoposto, possiamo citare anche la splendida Formula 2000 V10, fedele replica della Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher, così come le varie Formula 2 e Formula 3 che rappresentano la porta d’ingresso al Circus iridato. Ognuna di loro ha le sue peculiarità e, su Assetto Corsa, va guidata con rispetto e dedizione, proprio come nella realtà: in questo modo, sapranno regalarvi tanta soddisfazione e ore di divertimento. Tuttavia, il titolo Kunos Simulazioni non è stato studiato appositamente per rappresentare le peculiarità di una gara (o, più in generale, di un Campionato) di Formula 1. I veri problemi, infatti, sorgono quando si vuole tentare di far scendere in pista queste vetture una contro l’altra su un dato circuito e in determinate condizioni. Per quanto riguarda le piste, bisogna affidarsi ancora una volta a componenti di terze parti, che possono variare molto in fatto di qualità e fedeltà nella loro rappresentazione rispetto alle controparti reali. Passando alle condizioni simulate, tutto dipende dalla combinazione di auto-circuito prescelta: Assetto Corsa, purtroppo, tende a non garantire una simulazione davvero consistente quando si aumenta troppo la difficoltà in termini di velocità e aggressività dell’IA, che in tanti, troppi casi, può risultare o troppo lenta… o eccessivamente veloce, al punto da terminare la propria corsa nella ghaia o contro le barriere di protezione. L’unica soluzione in questo senso si può trovare nelle competizioni online: le monoposto su Assetto Corsa, tuttavia, sono utilizzate quasi esclusivamente nel “league racing”, per cui a meno di non impegnarsi seriamente in un Campionato vero e proprio, è molto difficile trovare dei server tradizionali dove scendere in pista con queste splendide, quanto ingiustamente poco apprezzate, vetture… Sempre che non vogliate accontentarvi del contenuto di base. RFACTOR 2: POCHI CONTENUTI MAL IMPLEMENTATI Passiamo a un altro “mostro sacro” della simulazione su quattro ruote: stiamo parlando di rFactor 2, che da sempre è apprezzatissimo per la sua fisica in-game al punto da essere utilizzato, nella sua versione professionale, da alcuni team reali nel mondo del motorsport. Il modo in cui è replicata la dinamica di flessione del telaio di una vettura, assieme al funzionamento delle gomme in ogni parte di un circuito lo rendono estremamente appetibile per tutti i puristi del settore… ma come se la cava in fatto di monoposto di Formula 1? Il contenuto originale messo a disposizione dallo Studio 397, per quanto estremamente curato e vicino alla sua controparte reale, è in realtà piuttosto scarno e ormai in circolazione da troppo tempo. La vettura più recente è la ISI Formula 2012, recentemente utilizzata nella competizione ufficiale “The Race All-Star Esport Battle”, affiancata dai modelli storici della McLaren come la M23 di James Hunt, la MP4/8 di Ayrton Senna e la MP4/13 di Mika Hakkinen. Oltre a queste, ancora una volta bisogna affidarsi ai mod di terze parti, che tuttavia su rFactor 2 sono decisamente meno curati rispetto a quelli che troviamo su Assetto Corsa. Tranne alcune eccezioni, come le F1 del 1991 realizzate dal gruppo ASR Formula, i contenuti third-party per il simulatore dello Studio 397 soffrono di alcuni problemi di implementazione, non tanto a livello di fisica di gioco (in questo, ormai, tutti hanno raggiunto uno standard qualitativo più che buono), ma piuttosto in termini di utilizzo offline. Come su AC, anche su rF2 queste mod difficilmente riescono a funzionare bene quando si tenta di effettuare una gara in singleplayer, per via di un’IA poco curata che sminuisce l’intera esperienza di guida. In questo senso, di nuovo l’unica alternativa è cimentarsi nelle competizioni online, ancora più rivolte verso il “league racing” di quelle disponibili sul rivale prodotto da Kunos. Un open server con delle F1 su rFactor 2? Un miraggio di questi tempi. IRACING: MEGLIO ORIENTARSI SULLE FORMULE MINORI Il terzo simulatore che prendiamo in considerazione è il famosissimo iRacing, apprezzato dalla community e da molti piloti professionisti per la sua consolidata struttura online, che propone gare a cadenza regolare praticamente ogni ora. Non solo, queste competizioni sono regolamentate da un safety rating che permette di correre contro avversari del proprio livello, un punto a favore che premia la correttezza e la pulizia in pista piuttosto che la foga di vincere a tutti i costi. In fatto di monoposto di Formula 1, però, iRacing non riesce ad arrivare al livello dei suoi rivali. Per la cronaca, sul simulatore americano ci sono solo quattro vetture della classe regina: le classiche Lotus 49 e 79 e le più avveniristiche Williams FW31 e McLaren MP4/30. Stop. Ben poca cosa rispetto a quanto offerto, per esempio, da Assetto Corsa. Tra l’altro, ci troviamo di fronte a contenuti (a pagamento) che è possibile utilizzare online solo da aver fatto tutta la gavetta dalla Rookie class fino alle “patenti” più prestigiose. A rincarare la dose, queste vetture sono tutt’altro che semplici da guidare: in particolare le due monoposto più moderne, nervose e poco amichevoli anche dopo aver passato ore a trovare il setup corretto. Insomma, la F1 su iRacing è tutt’altro che popolare, oltre che poco accessibile per chi è abituato a utilizzare una monoposto di questo tipo fin da subito. Al contrario, iRacing propone delle invitanti alternative in fatto di auto a ruote scoperte mettendo a disposizione, per esempio, le più semplici Dallara F3, che da qualche mese sono anche protagoniste di un Campionato dedicato a cui si può partecipare con la licenza di classe D, quella che si ottiene subito dopo aver fatto i conti con gli avversari della categoria Rookie. Si chiama “Pure Driving School Formula Sprint” ed è una serie a setup fissi che, oggigiorno, è molto popolare, nonché divertente. Oltre a ciò, iRacing porta in scena anche le Formula Renault (2.0 e 3.5), le Skip Barber Formula 2000 e le Pro Mazda, tutte monoposto con le quali è possibile correre dopo aver ottenuto la relativa licenza. Certo, le gare organizzate in questi Campionati sono molto distanti da quelle di F1, ma sta il fatto che il divertimento e la competizione in pista di cui sono capaci sono sicuramente di alto livello. RACEROOM E AUTOMOBILISTA: FOCUS SULLE EMOZIONI Gli ultimi due simulatori da noi presi in considerazione sono, da una parte, RaceRoom Racing Experience, e dall’altra il famoso Automobilista, che recentemente si è evoluto nel suo secondo capitolo chiamato AMS 2. Entrambi condividono lo stesso intento nel replicare il mondo della Formula 1: proporre alcuni dei modelli più iconici mettendoli a disposizione dei propri appassionati e facendo leva in special modo sul lato “emozionale” che deriva dalla loro guida. RaceRoom, per l’appunto, propone essenzialmente due tipi di monoposto: la Formula X17, che è una F1 del 2017, e le Formula 1 degli anni ‘90, declinate nelle varie motorizzazioni dell’epoca (V8, V10 e V12). A livello di circuiti, invece, questo simulatore (gratuito di base ma poi a pagamento a seconda dei contenuti che si vuole utilizzare) si basa sulle vetture da turismo, per cui l’ambiente in cui le monoposto disponibili devono interfacciarsi è certamente molto lontano da quello che noi conosciamo attraverso i titoli della Codemasters. Sulla stessa lunghezza d’onda si piazza Automobilista: questo simulatore sud-americano fonda le proprie origini su vetture e circuiti di stampo brasiliano, anche se tra le sue fila possiamo trovare alcune delle monoposto più gloriose della storia del Circus iridato. Tra queste le Formula Vintage e Retro, la Formula Classic degli anni ‘80, la Formula V10 del 2001, la Formula Reiza (replica dei V8 del 2013) e le più recenti Formula Extreme e Formula Ultimate, motorizzate con propulsori turbo-ibridi. Assieme a queste, il nuovo capitolo AMS 2 propone anche altri modelli, come quelli caratteristici dei primi anni ‘90, che rendono l’offerta complessiva davvero appetibile per tutti gli appassionati più nostalgici. Come RaceRoom, tuttavia, l’esperienza in pista è molto, molto diversa da quella che siamo abituati a vedere su F1 2019, che in sostanza replica in tutto e per tutto ciò che succede in un weekend di gara del Circus iridato. Aspettiamoci gare più semplici, ampiamente modificabili a seconda delle proprie preferenze ma comunque meno autentiche di quelle reali. Se però ci brillano gli occhi a vedere e sentire una F1 storica di una certa epoca, questi due simulatori possono diventare ben presto i nostri titoli preferiti. CONCLUSIONE All’inizio dell’articolo eravamo partiti con una domanda: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? Credo che la risposta, a questo punto, l’avete già capita. A meno di “accontentarsi” di tutta una serie di compromessi e differenze, il titolo della Codemasters rimane ancora un caposaldo inavvicinabile in termini di fedeltà nella rappresentazione di un weekend, o più in generale, di una stagione del Circus iridato. Assetto Corsa, Automobilista e tutti gli altri riescono esclusivamente ad avvicinarsi a una rappresentazione “verosimile” della Formula 1, tramite vetture generiche che possono essere personalizzate con le apposite skin. Le competizioni che è possibile allestire, inoltre, sono altrettanto vaghe, certamente prive di tutti quegli aspetti regolamentari che solamente F1 2019, da videogioco ufficiale del Grande Circo della Velocità, è in grado di offrire. Più nello specifico, i titoli che abbiamo chiamato in causa in questo articolo sono capaci di replicare bene le sessioni di pratica con una vettura da Formula 1, le quali alla fine si traducono nel tanto amato/odiato hotlapping che, come ben sappiamo, non è vero “racing”. Quindi, a questo punto, non possiamo fare altro che rendere onore a quanto è riuscita a fare Codemasters in questi anni, regalandoci un titolo fedele alla realtà e altamente godibile da una vasta platea di piloti virtuali. I puristi del settore potranno anche storcere il naso, ma in fin dei conti questa è la pura, incontestabile, realtà.
  25. Con un video su YouTube iRacing annuncia l'arrivo del nuovo sistema di danni sulla ARCA Menards Chevrolet, prima conosciuta come K&N Chevrolet Impala. La vettura è utilizzata nella NASCAR iRacing National Series in Classe D ed è la prima vettura su ovale che riceverà questo importante aggiornamento.
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