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  1. Sono passate quasi 2 settimane e si sono ormai spenti i riflettori a Las Vegas sull'evento della Visa Vegas eRace, la gara "simracing" con 10 piloti reali della Formula E ed altrettanti piloti virtuali, con spettacolo e polemiche che non sono mancate. Bono Huis ha trionfato con merito, dopo la decisione dei commissari di gara di penalizzare Olli Pahkala, primo sul traguardo. Bravi con l'amaro in bocca i simdrivers italiani: David Greco, 5° in qualifica, dopo un incidente, si deve accontentare del 15° posto, ma con la soddisfazione del giro più veloce in gara, mentre Enzo Bonito, partito 9°, giunge ottimo 4° al traguardo. Fin qui la breve cronaca, per una gara che, a tratti, è stata anche emozionante. In questi giorni però, in tantissimi mi hanno fatto la stessa domanda: "Tu che sei nel simracing da 20 anni, cosa ne pensi?". Riflettendo sul fatto che forse, a quasi 50 anni suonati, inizio ad essere troppo vecchio per certe cose... mi permetto di scrivere due righe, più che altro perchè forse la mia opinione potrebbe servire come punto di partenza per alcune riflessioni. Io penso che si doveva e poteva fare meglio. Mi spiego... La fase preparatoria ed organizzativa iniziale dell'intero torneo "Road to Vegas" era partita benissimo, con grande pubblicità, attenzione dei media, sponsors, grande interesse da parte di tutti i piloti virtuali e la naturale soddisfazione nell'ambiente simracing nel pensare "finalmente si sono accorti di noi!". La dura realtà, a ben vedere, è stata poi un'altra: chi davvero ci ha guadagnato, a cominciare da una grandissima visibilità che sopratutto in certi ambienti non aveva, è stato proprio il campionato di Formula E (e tutto quello che gli gira intorno) che, a mio avviso, è semplicemente un grande show ben confezionato, per muovere un tot di milioni di dollari, di certo non si tratta di motorsport. La Formula E voleva attirare l'attenzione e curiosità di una certa parte di pubblico e fans, soprattutto i giovani, è riuscita pienamente nell'intento. Il simracing invece, ha recitato quasi una parte da comprimario, in talune circostanze recitando persino male. La scelta di utilizzare rFactor 2 come simulatore base per quello che di fatto era un mod dedicato alla Formula E, poteva presentare alcune problematiche, che immancabilmente hanno fatto la loro comparsa. rFactor 2, pur essendo un ottimo sim, con caratteristiche molto interessanti, è di fatto ancora oggi un software in fase di sviluppo, non certo completo, affidabile al 100% e, cosa assai importante visto che doveva far girare un mod, compreso e sfruttato in pieno proprio dai modders. Infatti Olli Pahkala è giunto primo sul traguardo approfittando proprio di un bug del software: il turbo boost (tipico della Formula E) ha inspiegabilmente spinto il buon Olli per 6 giri invece che sei secondi, per la serie "mi piace vincere facile".... Lo stesso Olli Pahkala ha fatto una pessima figura, avendo "barato" sapendo di farlo, visto che il pulsantino magico lo premeva lui. Basta guardare del resto cosa è successo alla cerimonia di premiazione, prima dell'intervento dei giudici con la penalità: Huis era infuriato e non voleva neppure salire sul podio, mentre Olli si comportava come se nulla fosse successo! Ma i simdriver, a tale livello poi, non devono essere tutti STRAcorretti? Il team Redline, del quale fanno parte sia Olli che Bono, si è affrettato a buttare acqua sul fuoco, resta il fatto che non si è fatta una bella figura di correttezza e professionalità. Nella fase eliminatoria di qualificazione, precedente alla finalissima di Las Vegas, svoltasi anche online, non sono mancati i problemi tecnici, con sconnessioni dei clients, contatti fra le monoposto rilevati male o non rilevati affatto e cosi via. Voi starete pensando che si tratta del nostro pane quotidiano, verissimo, ma sono situazioni non accettabili in eventi di questo livello! Siccome poi non posso pensare che, con 1 milione di dollari di montepremi, si sia risparmiato sulla qualità software, è evidente che chi si è occupato della creazione del mod Formula E con relative piste, abbia fatto un lavoro a dir poco grossolano e frettoloso, oltre che di scarsa qualità persino grafica: se guardate lo streaming della finale di Las Vegas, avrete forse la sensazione di guardare il mitico Grand Prix di Crammond ! Sappiamo invece che rFactor 2, pur non potendo raggiungere i livelli di un Project CARS o Assetto Corsa, può però offrire sotto questo aspetto molto di più di quello che abbiamo visto. Invece ha fatto una brutta figura. Per non parlare poi del fatto che, per un simile evento, con 20 piloti in pista tutti aggueritissimi, gli organizzatori hanno pensato bene di utilizzare delle postazioni con monitor singolo, mentre il triplo monitor non solo sarebbe stato molto più scenografico, ma avrebbe offerto una visuale più ampia e laterale ai piloti, che per esempio avrebbe potuto evitare il crash di David Greco. E non venitemi a raccontare che 3 monitor x 20 postazioni avrebbero occupato troppo spazio: erano al CES di Las Vegas, lo spazio c'era! Anche a livello prettamente tecnico non sono mancati i guai: la corsa è stata costretta ad una riduzione della lunghezza a 20 giri (e non si è capito perchè), mentre il povero Lucas Di Grassi non è riuscito neppure a prendere il via a causa di una avaria al suo simulatore... La diretta streaming dell'evento, molto importante per promozionare un evento cosi nuovo per la massa, è stata un mezzo fiasco: tempi morti lunghissimi, pessima qualità video, sovraimpressioni con classifiche e distacchi assenti o poco chiare, cronaca noiosa, mancanza di una inquadratura live sul pilota in postazione. In confronto, i nostri amici di PitlaneTV sono Sky F1 ! La classifica finale ha visto ben cinque simdrivers (sui dieci presenti) classificati nelle prime sei posizioni, con solo Felix Rosenqvist capace di inserirsi al 3° posto. Come accennato, dopo il podio, Bonito 4°, poi Aleksi Uusi-Jaakola ed il tanto atteso Greger Huttu che invece ha sostanzialmente deluso le aspettative, visto che non ha mai brillato. Settimo il tre volte campione del mondo turismo José María López, poi il pilota Ferrari GT che a fine mese sarà al via a Daytona Sam Bird, il pilota Audi Daniel Abt ed il campione della prima stagione Formula E ed ex F.1 "Nelsinho" Piquet. Verrebbe da chiedersi: possibile che dei piloti reali siano cosi schiappe al simulatore? E' possibile che non abbiamo dimestichezza con il virtuale, ma allora perchè non si sono allenati? Secondo me la realtà è che i piloti reali hanno preso l'evento nel modo che noi simdrivers non accetteremmo mai di definire: un GIOCO. Non si sono impegnati più di tanto insomma, pur essendosi divertiti. Basta guardare l'espressione di Rosenqvist in gara: lui sudava, gli altri no... Come ho già detto: uno show in stile tipicamente USA. Alejandro Agag, Fondatore & CEO della Formula E, ha commentato: “Questa prima eRace a Las Vegas è stato un grande successo. È esaltante l'aver portato la Formula E al CES - il più grande ed importante evento tecnologico al mondo. Credo questo possa essere il primo nel grande futuro della Formula E nelle gare di auto negli eSports. Continueremo ad inseguire nuovi ed innovativi modi per far crescere la nostra presenza in questo mondo che sta crescendo così velocemente, mentre cercheremo di mantenere il coinvolgimento dei fan all'avanguardia di tutte le nostre iniziative.” Alejandro ci ha detto tutto, facciamo in modo, la prossima volta, di fargli vedere anche noi cosa siamo capaci di fare. Commenti e discussioni sul forum.
  2. Allora David, una grandissima soddisfazione immagino, anche perchè ottenuta contro piloti virtuali fra i più forti del pianeta. Cosa mi dici in merito, pensavi che saresti riuscito nell'impresa? GRECO: Ciao Nicola! Tanto tempo eh? Sinceramente, detta tra noi, no, e non in questo modo. Cioe', riuscire a qualificarmi addirittura con una gara di anticipo è qualcosa di straordinario. Mi sono allenato molto, e sono contento di avercela fatta. Quale è stato il momento più difficile del torneo per David Greco? GRECO: Sicuramente tutto il round di Parigi. Ero veloce, probabilmente piu veloce degli altri 2 round, ma, ho fatto una pessima qualifica, e da li e' andato tutto di male in peggio. Avevo anche recuperato dalla 12esima all'ottava posizione, ma poi, sono stato retrocesso in 12esima per un banalissimo contatto in gara con un avversario, e sinceramente, pensavo di non riuscire poi matematicamente a qualificarmi dalla gara successiva, cioe' quella di Berlino. Quale invece il momento di maggiore soddisfazione? GRECO: La grande resistenza al doppio tentativo di attacco da parte di Bono Huis a Berlino. Con i denti ho mantenuto la terza posizione la quale mi ha assicurato gia' un posto in finale a Las Vegas. Cosa ne pensi delle monoposto virtuali di Formula E simulate in rFactor 2 usate per il torneo? GRECO: Da un punto di vista del mio lavoro, non sono perfette ed hanno qualche bug, come per esempio poter metter piu' tampone della stessa corsa della sospensione.. emh.. si, basta non farlo nel setup, e non ci sono problemi, pero', ecco, non dovrebbe proprio essere un opzione. Come guida invece, e' fatta molto bene, il FFB funziona bene, e sembra di guidare l'auto che vediamo in tv. C'è più soddisfazione a correre con una vettura elettrica come la Formula E oppure con una classica auto a motore termico? GRECO: Beh, solo per il rombo del motore, un'auto classica, magari un bel V8 o V10, e' tutta un altra cosa, pero', devo dire, che si guida molto bene anche questa e la coppia del motore elettrico e' impressionante. Quali sono le differenze di guida fra un'auto elettrica ed una a motore termico? GRECO: E' tutto un fatto di mantenere sempre l'inerzia giusta con l'elettrica e quella di non sbagliare l'accelerazione. Perche', in progressione l'auto non e' molto potente, e se si sbagliano queste 2 cose, si perdono svariati decimi anche solo sul rettilineo. Invece a livello di assetto, cambia qualcosa? GRECO: Come assetto e' tutto uguale, settare le sospensioni, l'aerodinamica, tutto come in una classica auto da corsa. So che hai provato la Ferrari SF15-T ufficiale di Assetto Corsa, monoposto a motore ibrido e con tanta elettronica. Cosa ne pensi di questa vettura in particolare e delle ibride in generale? GRECO: Fantastica. Non ho ancora provato le Porsche, ma le auto prima le ho provate tutte, e la SF15-T e' senza dubbio la miglior auto di Assetto Corsa. A me piace guidarle queste ibride, si deve gestire tutto per tutta la gara, e a guidarle non e' semplice. Magari a vederle, non sono cosi entusiasmanti come le classiche auto da corsa, senza tutta questa tecnologia. Il Road to Vegas Challenge, considerando la qualità dei piloti partecipanti, è probabilmente uno dei tornei online più appassionanti e difficili. Sei d'accordo con questa opinione? GRECO: Si, non mi allenavo cosi tanto da probabilmente il Ferrari Virtual Academy. Livello altissimo, ci sono quasi tutti i piu' forti, il fatto che ci sia il team piu' forte al mondo credo lo dimostri. Nel RtVC hai corso contro alcuni fra i simdriver più famosi del mondo, qual'è il pilota che ti ha maggiormente impressionato e perchè? GRECO: Nessuno. Nel senso, li conosco quasi tutti, e quindi e' difficile essere impressionato da qualcosa o qualcuno che gia' conosci. Grazie alla qualificazione per la finalissima del torneo, hai già in tasca ben 20mila dollari. Come pensi di utilizzarli? GRECO: Divorziarmi e scappare? (hehehe) Scherzo, no, non so, sinceramente, prima voglio averli in mano i soldi, poi vedremo. Un bel volante Direct Drive e una bella pedaliera professionale... Mi piacerebbero molto ecco. E se dovessi vincere il superpremio finale di 1 milione di dollari?! GRECO: Purtroppo, non credo di riuscirci, e purtroppo sono solo 200 mila dollari.. 1 milione e' il pool intero dei premi. Ma non so, con 200 mila, una casa forse? Greger "l'Alieno" Huttu è ancora oggi fra i simdriver più noti del panorama internazionale, anche se negli ultimi tempi, pur vincendo, non è più il dominatore totale di un tempo. Secondo te è "invecchiato", è ormai appagato oppure ha finalmente trovato più di un avversario di alto livello? GRECO: Si, credo che anche lui come me si sia invecchiato, anche se comunque piu' forte di me, ma e' piu' lento di una volta. Secondo me, la vecchiaia e' una cosa che arriva per tutti purtroppo, inclusi gli alieni . Anche se virtualmente sei "in pista" ormai da tanti anni, David Greco è considerato ancora uno dei simdriver italiani più forti e competitivi. Quali sono i tuoi segreti? GRECO: La passione che ho per le gare, non riesco a smettere. Il simulatore e' l'unico metodo che mi posso permettere, e quindi continuo ad usarlo ed sperimentarli un po tutti. Fra i piloti virtuali italiani, quali sono secondo te i più forti attualmente sulla scena? GRECO: Bigazzi, Conti, Muia' e Bonito sono veramente quelli che conosco. Poi c'e' un mondo che sto scoprendo ora, staccato, ma parallelo secondo me, quello delle console, dove gente come Giglioli, Amos Laurito, ed altri sono veramente forti. Visto e considerato come si sti evolvendo il tutto anche sulle console, reputo queste persone non piu' giocatori, ma piloti anche loro, dei simdrivers a tutti gli effetti, e dunque, ci sono anche loro nella mia lista. Ma c'e' tanta altra gente in Italia forte, non posso dimenticare per esempio Masciulli, o stessi piloti che militano nella Musto, come De Fuoco, D'Alessandro e Biffano. La lista e' gigantesca, ed e' bello cosi'. In Italia sono numerosi i tornei online, disputati con vari simulatori, di altissimo livello, sia per qualità dei partecipanti che per l'ottima organizzazione. Come mai secondo te, non si riesce comunque a fare grandi numeri nel nostro paese? GRECO: Perche' in primis, sono troppi i tornei, e da quando ho iniziato, mai nulla e' cambiato. E' un tutti contro tutti, invece di unire le forze. E poi, anche se c'e' qualche investimento, ma non e' molto, le grandi case non fanno nulla, e per questo il mercato difficilmente si puo' ingrandire. E se il mercato rimane piccolo, i numeri rimangono bassi. Si deve portare la gente famosa e veloce online a correre, come certi youtuber, creare cosi' l'audience ed aumentare questi "numeri". E' l'unico modo. Gli sponsor e tutto il resto verranno di conseguenza. In USA e Germania si organizzano mega eventi (online ed in lan) con grandi sponsor e montepremi milionari. In Italia possiamo solo sognarli. Come mai secondo te? Riusciremo un giorno a "diventare grandi" anche noi? GRECO: Come detto sopra, non si investe, non si uniscono le forze, si da contro gente relativamente famosa su youtube o altro social media. Con le persone giuste, investimento, e l'atmosfera giusta, si puo diventare grandi anche noi. Io non ho ancora perso la speranza. Come sappiamo, da diversi mesi lavori in Codemasters, occupandoti della fisica e della "guida" dei titoli con licenza ufficiale Formula 1. Già nell'ultimo F1 2016 il tuo apporto è risultato abbastanza evidente, ma David Greco è soddisfatto del risultato oppure si poteva fare di più? GRECO: Soddisfattissimo del lavoro fatto, ma si puo' fare di piu' e si fara' sicuramente di piu'. Com'è organizzato e come si svolge il tuo lavoro in una software house grande come la Codemasters? GRECO: Come hai gia' accennato, mi occupo della fisica delle auto, e anche del FFB. Quindi qualsiasi fisica di qualsiasi auto viene fatta da me, e poi, eventualmente, puo' essere modificata un po dal mio collega, ma la base la faccio io. Idem per il ffb. Ci sono tanti aspetti da considerare, dal pad (essenziale per le console) all'IA. Difatti, mi devo assicurare che l'IA non ha problemi a guidare le mie fisiche. Ho anche dovuto sviluppare un tool, scritto da me, per il tyre model, e quindi ogni volta mi occupo anche di perfezionare o modificare il tool a seconda delle esigenze. Mi devo anche occupare di come poter migliorare il motore fisico, non propriamente scriverlo, ma, scrivere i documenti con richieste di miglioramento o aggiunta di features che abbiano a che fare con la fisica delle auto, quindi, sospensioni, aerodinamica, motore e cosi' via. Ti sei mai trovato finora con proposte, idee, modifiche o progetti bocciati dalla casa perchè ritenuti troppo "simracing"? GRECO: Bloccati propriamente no, pero', un po' limitate si, ma ogni anno sto sempre togliendo un po' di limite, ed ogni anno sono sempre piu' convinti che il realismo e' quello che la gente vuole, quindi, siamo sulla strada giusta. Per il prossimo F1 2017 cosa dobbiamo aspettarci da David Greco? GRECO: Non posso dire molto, solo che, migliorero' tutto quello che ha che fare con volanti ed auto. Per certi versi può sembrare strano vedere un dipendente di Codemasters andare a correre con altri software, fra l'altro neppure nell'ombra! Cosa ci dici in merito? GRECO: Ma la Codemasters sa il mio valore anche come pilota. Recentemente sono stati un po' "delusi" quando non ho potuto partecipare ad una gara di Kart regionale con il loro nome. Non mi hanno mai limitato, anzi, il mio manager, Lee Mather, mi supporta sempre, e a volte mi concede anche qualche privilegio, e di questo, ne sono sempre grato! In questi anni ti abbiamo visto correre virtualmente praticamente con tutti i titoli disponibili sul mercato. Ma qual'è, fra tutti, il sim preferito in assoluto di David Greco e perchè? GRECO: rFactor2 semplicemente perche' e' quello che senza dovermici abituare, mi da la sensazione piu' vicina alla realta. Ma questa e' soltanto una mia opinione, o meglio, feeling. So benissimo, anche tra piloti reali, che c'e' chi preferisce Assetto Corsa (validissimo) oppure, iRacing (ottimo anche questo), ma per me rFactor2, e' quello che piu' mi soddisfa. Fra i sim del momento invece, ovvero (in rigoroso ordine alfabetico) Assetto Corsa, iRacing, Project CARS ed rFactor 2, quale è la scelta di David Greco e perchè? GRECO: rFactor2 per il motivo che ho scritto prima. Per me la grafica non e' mai stata importante, o almeno, non tanto quanto il feeling che ho guidando le auto virtuali. Contrariamente ad altri, che da piloti virtuali si sono trovati ad avere l'opportunità di correre sulle vetture reali, tu hai fatto praticamente l'opposto: hai cominciato come pilota reale, poi sei passato al virtuale, quindi di nuovo nella realtà, vincendo persino un campionato con la Formula Predator! GRECO: Si, purtroppo per l'elevatissimo costo che si deve affrontare per correre nella realta', ho dovuto trovare qualcosa che mi potesse regalare delle emozioni, che a me personalmente sono fondamentali, per addirittura dare un senso alla mia vita. Senza le gare, reali o simulative, non mi divertirei per niente. Se vado a ballare oppure che so al luna park, montagne russe, o altro, io mi annoio, provo qualcosa di indiscrivibile soltanto quando sono in pista reale, ovviamente, ma, con i simulatori, riesco ad essere il piu' vicino possibile a quella sensazione. Con l'harwdare sempre in netto miglioramento e sviluppo, quella sensazione e' sempre piu' vicina. Vuoi raccontarci qualcosa in più delle tue esperienze all'inizio come pilota reale? GRECO: Mi piace sempre raccotnare come quando, in America, stessi facendo da pilota test di Formula Renault 2.0 e nel team, avevo la mia auto da test. Quando in uno di questi test, si ruppe il cambio della mia auto, e siccome avevo pagato per tutta la giornata, mi fecero salire sull'auto ufficiale del team. Girai subito piu' forte di tutti nel team, e l'ingengere, sbalordito, ando' a parlare con il proprietario del team per convincerlo a far correre me. Lui gli rispose che si, lo sapeva, che ero forte, ma, non avevo soldi, quindi, non avrei potuto fare la corsa. Da li capii' che il talento, la velocita', l'allenamento, la voglia, non sono nulla a confronto dei soldi, purtroppo. Dopo aver corso nella realtà, sei passato ai simmulatori. Cosa ti ha dato in più e quanto e come ti è servito il simulatore? GRECO: Mi continua a dare molto. Mi ha dato il lavoro attuale, mi ha dato tanti amici, mi tiene in allenamento e mi fa sentire ancora, un po', un pilota. In un test fatto tempo fa da Greger Huttu con una monoposto reale Skip Barber (organizzato da iRacing), abbiamo visto l'Alieno non proprio a suo agio e per certi versi in difficoltà. Secondo te si è trattato di paura? GRECO: Ma, forse, non e' un pilota. Non tutti lo sono. Capisce i simulatori, e sicuramente lo hanno aiutato, perche' non e' che sia andato malissimo, il fatto suo lo sapeva sicuramente, pero', ecco, e' come certi piloti reali, sui simulatori non sono capaci, ma in realta' sono fenomeni. Sono cose collegate ma diverse, si usano informazioni e sensori diversi. Nella realta', abbiamo tutto il corpo per sentire la vettura, la percezione della velocita' e' diversa, invece, nei simulatori, il 99% e' dovuto a quel che vedi e non senti, anche col FFB migliore del mondo, l'occhio e' comunque piu' veloce secondo me, e se non si capisce questo, e non si riesce a poter saltare da un metodo all'altro senza alcun problema, non si puo' essere velocissimi in entrambe le discipline. E' un po' come chi parla piu' di una lingua, chi e' veramente bilingue non deve pensare in una lingua per poi tradurre in testa e parlare nella lingua che gli serve, lo fa e basta, senza pensarci, senza tradurre. Invece David Greco con la Formula Predator vera è andato subito fortissimo... GRECO: Forse perche' io riesco a fare questo cambiamento tra usare il corpo oppure soltanto la visione senza pensarci, difatti parlo in inglese, italiano e portoghese senza tradurmelo in testa prima, cambio da una lingua all'altra senza problemi Secondo te quali sono le differenze principali fra realtà e simulazione? GRECO: L'hardware, cioe', forse, con il VR (senza sentirsi male lol), movimenti accuratissimi, riproduzione perfetta di auto, sia hardware che software, e delle piste, le differenze saranno minime. Solo una cosa rimane, il pericolo. Nella realta' hai il fattore paura, in un sim no. E poi nella realta', ti puoi allenare in modo particolarmente limitato, su di un sim, non ci sono limiti, puoi farci anche 10 mila giri prima di una gara. E poi comunque, per tutti noi, che non possediamo simulatori da centinaia di migliaglia di euro, se non di piu', la differenza tra, sentire l'auto con tutto il corpo, e' ancora maggiore. Consiglieresti l'uso del simulatore ad un pilota reale che non lo ha mai provato? GRECO: Se riesce a capire la differenza che ho appena spiegato, si, senno e' inutile. Domenica prossima si decide il mondiale F1: tu per chi fai il tifo fra Hamilton e Rosberg? :-) GRECO: Io, spero Rosberg. Hamilton lo vorrei in Ferrari pero'. A questo punto ti ringraziamo per la tua consueta disponibilità ed ovviamente ti salutiamo con un immenso in bocca al lupo per Las Vegas! GRECO: Grazie a te e crepi il lupo!
  3. Four sim racers qualify for Vegas eRace Four of 10 the sim racers who will compete against the 20 Formula E drivers in the Vegas eRace, have been confirmed following the latest round of the Road to Vegas Challenge. After the Berlin qualifier, Olli Pahkala, Graham Carroll, Greger Huttu and David Greco have now amassed sufficient points to assure themselves of a place in the Vegas eSports event on January 7 and a minimum of $20,000 in prize money. Finnish sim racing star Pahkala was a comfortable winner in Berlin, while Carroll – winner of the opening round and who had the chance to test the real Formula E car in Marrakesh – was second. Huttu, victor in round two secured his place with a top-five finish, while Greco’s consistency has earned him a place in Vegas. The remaining six places will be determined at the London round of the Road to Vegas Challenge, which is organised by Cloud Sport, and takes place on December 4. Live streaming on the event can be found on the Cloud Sport YouTube channel. To watch highlights of the Berlin Road to Vegas Challenge https://www.youtube.com/watch?v=sM0xt8r7eMI&feature=youtu.be What is the Road to Vegas Challenge? The Road to Vegas Challenge is a ground-breaking eSports event that anyone can enter. Once registered, drivers get to practice around the virtual version of the Formula E track, before entering a formal qualification process. The 20 fastest drivers then get to compete in a race, where points are awards in the same 25-18-15… system as used by the FIA Formula E Championship. After the completion of the four qualification races, the 10 drivers with the most points receive an entry into Formula E’s Vegas eRace. This virtual race around a bespoke Las Vegas street race is taking place at CES in Vegas on January 7 and features all 20 Formula E drivers as well as the 10 Road to Vegas qualifiers. There’s a million-dollar prize pot, with the winner taking home $200,000. Second place will earn a cool $100k, with third bagging $50,000. The driver setting the first-ever pole position around the bespoke Las Vegas virtual street track will take away $25,000, while the fastest lap of the 50-minute race is worth an additional $10k. The prizes aren’t just open to the 20 Formula E drivers who will be taking place, the 10 qualifiers from the Cloud Sport-run Road to Vegas championship will also be eligible, and with places 11-30 rewarded with $20,000 each, there are literally thousands of good reasons to get involved. To learn more about the Road To Vegas and to register now, click here http://roadtovegas.cloudsport.club/index.aspx Full breakdown of prize pot: 1st $200,000 2nd $100,000 3rd $50,000 4th $42,500 5th $35,000 6th $32,500 7th $30,000 8th $27,500 9th $25,000 10th $22,500 11-30th $20,000 Pole: $25,000 Fastest lap: $10,000
  4. Olli Pahkala: Today 16:30GMT, starting from pole, there's a good opportunity to ensure invitation to Las Vegas eRace ($1,000,000 prize pool) w/ $20,000 guarantee. https://www.youtube.com/watch?v=sM0xt8r7eMI
  5. VELOCIPEDE

    Un simracer prova la Formula E

    Carroll was given the opportunity to drive the Spark SRT_01E after winning the Long Beach round of the Road to Vegas Challenge, the Cloud Sport-run competition to find the 10 sim racers who will challenge the 20 Formula E drivers in the million-dollar Vegas eRace. The 26-year-old Edinburgh-based sim expert is no bedroom racer. In fact, was a handy real world driver – winning the Scottish Formula Ford Championship in 2007 and then clutch of national titles the following season. But with the next rung of the ladder requiring a budget of £100k+ it was simply beyond his means. But the love of racing persisted and sim racing offered a competitive – and cost effective – alternative. But don’t think these are just glorified computer games. The world of sim racing is every bit as competitive as its real-world cousin, with the drivers having commercial sponsorship and teams spending hours honing the ultimate set-up, not just of the car, but of the peripherals like the pedals and steering wheel too. “Some of the guys I am racing against are the best sim racers in the world,” he reveals. “Some are 30-40 years old and have been doing it for 20 years, using games that were about before I was born! I’m not here to get beat by these guys. I just need a bit more knowledge about the simulator itself and the computers and so on. Because those guys are sponsored by the wheel manufacturers and so on, so the company tells them the perfect settings to use. We’re not at a disadvantage, we can test all these things, but we’re up against some stiff competition. The Road to Vegas Challenge using rFactor software, but there are a variety of sim racing title like iRacing and Assetto Corsa where whole communities of ultra-competitive drivers compete on a regular basis. Equipment doesn’t come cheap, with wheels costing upwards of £1000, which anything less than a top-spec PC is going to leave you floundering. Such has been the attention to detail Graham has spent on sim racing, he even credits it with allowing him to make a winning return to the track, when he took a great victory in the prestigious Walter Hayes Trophy in 2015. “When I came back and won the Walter Hayes Trophy last year after been absent since 2008, I would never have won it without iRacing, I can say that 100 per cent. If I didn’t use that and changing the set-up and feeling what it’s doing and keeping my mind on track, I would never have won, so it’s a massive thing.” A good result in this weekend’s Berlin round of the Road to Vegas will mean that Carroll is assured of a place in the Vegas eRace – and guaranteed a minimum of $20,000 in prize money, not that he’s even remotely settling for that. “I want to go there not to think about winning $20,000, but $200,000,” he says, referring to the prize for winning outright. “I know some guys out there are really good on set-up work and bits and bobs in that department and maybe try to do some work with them. There’s a guy I know in Germany who I want to spend a couple of days testing with and if we can work on the set up and tweak the dampers and really just prepare like crazy for Vegas. “If we can have a good qualification this weekend. I go into London with no pressure, all I want to do is win that and keep the momentum up. Every track is different, so we’ll probably find some new stuff in the set-up that works there. So when we get to Vegas we’ll have data from Long Beach, Paris, Berlin and London, so four set-ups and maybe we’ll just combine these together to create something. There are just so many things you can do, that’s really the thing, just keep going where we are going and full steam ahead. The opportunities that could come from it are just crazy.” Such is the level of the sim racers taking part in the Road to Vegas, there is the very real possibility that they will sweep all of the top 10 places. Carroll offers a glimpse as to why this is likely to be the case. “I get up at nine in the morning and dodge about until 12 and from then I can be on it until six, eight or sometimes 10 at night,” he states. “It can vary, it’s not every single day. It’s until I feel happy and confident.” So after spending all this time in the sim, how did it feel when he swapped the triple-screen set-up at home and donned a crash helmet and drove the car for real? “Obviously it had five gears, which was the same as on the simulator,” he says. “The biggest thing was the brakes. I spoke to Dario Franchitti last weekend at Silverstone and the first thing he told was that the carbon brakes take a while to heat up and you need to have all the regain settings just right. “When I was in car I wasn’t even driving at 40 per cent, because it’s not worth crashing and making me look like an arse. And if I do well and I bring it home and there’s no damage and everyone’s happy maybe I’ll get another shot. To really feel the differences, I’d love to go to Silverstone or somewhere and get a couple of the guys to do a few laps and see how far I was off them because it’s like a big go kart, there’s left and right and go and stop. I know it gets harder the more you climb the ladder, but I’d love to know how far I was off in a real test against these guys.” But now Graham needs to put memories of testing the car to the back of his mind and focus on ensuring that he qualifies for the Vegas eRace this weekend. You can see him in action through the live streaming of the heats and finals, which is available on Cloud Sport’s YouTube Channel: https://www.youtube.com/channel/UCaPiHbF2FkqfpreJLTXHRIw For more information about the Road to Vegas Challenge, click here: http://roadtovegas.cloudsport.club/index.aspx
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