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  1. Puntuale come ogni anno, il gran giorno per tutti gli appassionati di Formula 1 è finalmente arrivato! Oggi, 7 luglio, il prossimo titolo di punta firmato Codemasters, F1 2020, sarà disponibile sugli scaffali di videogame di tutto il mondo in quella Schumacher Edition che vuole essere un tributo al grande Barone Rosso di Kerpen, vincitore di sette Titoli Mondiali nella massima serie automobilistica. Acquistabile su PlayStation 4, Xbox One e su PC attraverso la piattaforma Steam, la F1 2020 Schumacher Edition permetterà a tutti i fans del Circus iridato di mettere le mani sul nuovo titolo Codemasters tre giorni in anticipo rispetto al lancio ufficiale della versione "standard", dalla quale si differenzia per alcuni contenuti aggiuntivi. Innanzitutto quattro, inedite, vetture storiche, tra le quali la Jordan 191, le due Benetton-Renault del 1994 e del 1995 e la Ferrari F1-2000, con la quale il Kaiser riportò il Cavallino Rampante sul tetto del mondo durante la stagione 2000. La Schumacher Edition conterà anche delle livree esclusive a tema per la propria vettura, nuovi articoli per la personalizzazione del pilota e inedite celebrazioni quando si arriva a podio in ogni gara. A richiesta, inoltre, la si potrà acquistare in una speciale confezione Steelbox da collezione. Per quanto riguarda, invece, il titolo in sè, F1 2020 porterà in scena diverse novità rispetto al precedente 2019: la modalità MyTeam con la quale si potrà creare la propria, personale, scuderia con cui competere nel Campionato del Mondo, una rinnovata e ancora più completa Modalità Carriera, i Driver Ratings per ogni pilota (inclusi quelli di Formula 2), un modello di guida rifinito e disponibile anche in versione "sportiva" per i novizi del genere, lo Split-Screen per correre le gare a schermo condiviso e tanto, tanto altro. Per un'analisi approfondita del nuovo titolo Codemasters, non vi resta che attendere ancora qualche giorno: la nostra, personale, recensione è in arrivo!
  2. Tutto avrebbe dovuto cominciare all’inizio di marzo, sul circuito Albert Park di Melbourne, ma l’esplosione dell’emergenza Coronavirus ha costretto FIA e Liberty Media a sventolare momentaneamente bandiera bianca. Dopo mesi di stop forzato, ora è tempo di tornare in pista, quella vera! Il Mondiale di Formula 1 2020, infatti, è finalmente cominciato oggi sul circuito del Red Bull Ring, che domenica darà vita a quel Gran Premio d’Austria che sarà, a tutti gli effetti, il primo appuntamento di questa stagione. I piloti più veloci del mondo si troveranno di fronte un tracciato corto, veloce e ricco di storia, sul quale la massima serie automobilistica ha cominciato a correre fin dagli anni ‘60. Il momento che tutti gli appassionati stavano aspettando è finalmente arrivato: indossate tuta, casco, guanti e scarpette e scendete in pista con noi alla scoperta della pista austriaca. Siete pronti? DALL’AERONAUTICA AI GRAN PREMI L’attuale circuito del Red Bull Ring è situato in Austria, nella regione della Stiria e, più precisamente, nella località di Spielberg bei Knittelfeld: un luogo che già negli anni ‘50 ospitò delle corse automobilistiche, organizzate su un circuito ricavato all’interno dell’aeroporto militare di Zeltweg. Denominate Flugplatzrennen, queste gare portarono in breve tempo ai classici Gran Premi di Formula 1 del 1961 e del 1963, divenuti poi ufficiali nel 1964 con il nome di “GP d’Austria”. La superficie sconnessa e abrasiva della pista ricavata nell’aerodromo, tuttavia, si rivelò ben presto poco adatta alle monoposto della massima serie automobilistica, che lasciarono quindi il posto nel 1965 alle vetture sport e da Gran Turismo. La comunità, tuttavia, voleva riportare la Formula 1 in pianta stabile in Austria: una volontà che, poco dopo, portò alla realizzazione del primo tracciato permanente destinato a questa categoria, che potè ritornarvi a partire dal 1970. I PRIMI ANNI DELL’ÖSTERREICHRING Il nuovo circuito austriaco fu battezzato Österreichring e fu inaugurato nel 1969 con una prima gara che precedette la 1000 km di Zeltweg. L’anno successivo, invece, fu il turno della Formula 1, che tornò a disputare in pianta stabile il locale Gran Premio d’Austria. La pista così creata si presentò subito come un tracciato particolarmente veloce e caratterizzato da un’altimetria variabile, visto che venne costruito sul fianco di una collina. In origine aveva una lunghezza di 5.911 metri e, subito dopo la linea di partenza in salita, si caratterizzava per la Hella-Licht Kurve, una pericolosa chicane che lasciò ben presto il posto alla Vöst-Hügel, prima curva a destra “cieca” che non permetteva ai piloti di vedere il punto di corda in uscita. Successivamente bisognava affrontare il Flatschach, un tratto prevalentemente rettilineo che conduceva alla curva Dr. Tiroch, tornante a destra da percorrere in appoggio. Nel settore successivo, in leggera discesa, si arrivava alla Bosch-Kurve, che immetteva nell’unica parte del circuito caratterizzata da due curve a sinistra, raccordate nella Texaco-Schikane. L’ultimo settore, invece, era contraddistinto da un piccolo tratto rettilineo che conduceva verso la Jochen Rindt Kurve, tornante a destra molto difficile da affrontare che poi terminava sul rettilineo d’arrivo. Nel 1976 l’incidente mortale che costò la vita a Mark Donohue in prima curva fu il primo segnale che l’Österreichring necessitava di profondi lavori di ammodernamento. L’allargamento provvisorio della sede stradale non bastò e dopo le tre partenze del GP d’Austria 1987, la Formula 1 decise di abbandonare il circuito, a causa degli scarsi standard di sicurezza garantiti dagli organizzatori. LA SECONDA GIOVINEZZA: L’A1-RING Pur di far tornare la massima serie automobilistica in pista, nella primavera del 1988 il circuito fu sottoposto a tre mesi di lavori: la sede stradale fu allargata di un paio di metri, il rettilineo di partenza passò da 9 a 12 metri in larghezza, la Bosch-Kurve fu ridisegnata spostandola verso l’interno e le vie di fuga furono drasticamente migliorate. Questo, tuttavia, non fu sufficiente per far tornare immediatamente la Formula 1 protagonista del GP d’Austria: solo l’arrivo nel 1995 del noto architetto Hermann Tilke salvò la situazione, grazie a un profondo progetto di ammodernamento finanziato dalla società austriaca di telefonia A1. Gli interventi? La pista fu accorciata, eliminando del tutto la Hella-Licht Kurve e costruendo un rettilineo parallelo allo Flatschach per ricongiungersi alla Remus Kurve, secco tornante a destra in ripida salita che prese il posto della Dr. Tiroch. Oltre a ciò, la Texaco-Schikane fu riposizionata all’interno, la Bosch-Kurve fu rallentata e la Jochen Rindt Kurve fu trasformata in un lungo tornante a doppia curva a gomito, in modo da ricavare lo spazio sufficiente per le vie di fuga. In questo modo la F1 tornò in Austria a partire dal 1997, dando vita a un lungo periodo di corse che durò fino al 2003: quell’anno la proprietà dell’A1-Ring passò nelle mani della Red Bull, che lo chiuse di nuovo per sottoporlo ad ulteriori lavori di ammodernamento in vista di un futuro utilizzo per il DTM. IL RITORNO DEL TORO: ECCO IL RED BULL RING! Le intenzione della Red Bull, inizialmente, erano quelle di utilizzare la fisionomia del precedente A1-Ring per dar vita a un circuito più lungo e articolato: questo avrebbe compreso un’estensione chiamata “Circuito Ovest”, caratterizzata nuovamente dal Flatschach e dalla curva Dr. Tiroch, per un’iniziativa che voleva riportare in auge l’originario Österreichring. Tale progetto, tuttavia, non ebbe alcun seguito, a causa di diverse proteste ambientaliste. In questo modo, il vecchio A1-Ring rimase per lungo tempo in stato di abbandono, fino alla definitiva riattivazione dell’impianto, opportunamente ammodernato a livello di box e zona paddock, nell’autunno del 2010. In questo periodo la FIA diede il via libera a una nuova omologazione, che avrebbe ricalcato lo stesso disegno della pista precedente ma con un nome del tutto nuovo: Red Bull Ring. L’inaugurazione avvenne il 15 maggio dell’anno successivo e fu caratterizzata dalla presenza del team ufficiale Red Bull Racing, che fece scendere in pista Sebastian Vettel e Mark Webber al volante della RB6 Campione del Mondo. La prima gara ufficiale, invece, fu organizzata giusto la settimana dopo, permettendo alle Porsche Targa Tricolore di dare di nuovo spettacolo tra le colline della Stiria. Fu poi la volta del DTM, delle gare organizzate dal gruppo italiano Peroni Race, dall’ADAC tedesco e dall’International GT Open. Fecero ritorno anche le moto derivate dalla serie dell’IDM, mentre la Formula 1 ritornò a correre il locale Gran Premio d’Austria solamente dal 2014. Solitamente impegnate su questa pista per una volta l’anno, in questa stagione le monoposto più veloci del mondo, invece, correranno sul Red Bull Ring per ben due volte: questo weekend e il prossimo del 12 luglio, quando prenderà vita il Gran Premio di Stiria. RED BULL RING: DATI E STATISTICHE Attualmente il circuito del Red Bull Ring è lungo 4,318 metri e presenta 10 curve: otto a destra e solo due a sinistra. Ospita la Formula 1, le categorie minori del Circus iridato, il Campionato Sportprototipi, il DTM e alcune serie dell’ADAC tedesco, oltre al Motomondiale e al Campionato Superbike. Il record in qualifica è 1’03’’003, fatto segnare l’anno scorso da Charles Leclerc, mentre in gara è 1’06’’957, stampato da Kimi Raikkonen al volante della Ferrari SF-71H del 2018. Per quanto riguarda il Gran Premio d’Austria, il pilota più vincente di sempre in Stiria è il francese Alain Prost (tre vittorie), mentre quello più veloce è l’austriaco Niki Lauda, con tre pole position a parimerito con René Arnoux e Nelson Piquet. Il pilota con più giri veloci all’attivo è il britannico David Coulthard, primo anche in fatto di podi conquistati (cinque), mentre quello capace di accumulare più punti sulle diverse stagioni è Lewis Hamilton (83 punti). Tra i costruttori, il team più vincente e con più giri veloci all’attivo è la McLaren (sei vittorie), mentre la Ferrari svetta per il numero di pole position (otto), podi (25) e punti conquistati (271,5). Volete sapere come si affronta un hotlap sul circuito del Red Bull Ring? Allora date un’occhiata alla guida preparata dal team Mercedes AMG Petronas: il test & development driver Esteban Gutierrez vi spiegherà per filo e per segno come conquistare la prima casella in griglia!
  3. Il Mondiale di Formula 1 2020 è pronto a ricominciare: dopo mesi di astinenza, le monoposto più veloci del mondo sono pronte a tornare in pista e lo faranno questo fine settimana sul circuito del Red Bull Ring, sede della prima tappa di Campionato: il Gran Premio d'Austria. Quale occasione migliore per mostrare le potenzialità del prossimo F1 2020, in uscita tra pochi giorni su PC, PlayStation 4 e Xbox One? Codemasters ha colto la palla al balzo e ha appena pubblicato un nuovo video hotlap proprio sulla pista di Spielberg: scendete nell'abitacolo della Renault assieme ad Esteban Ocon e godetevi lo spettacolo!
  4. Giulio Scrinzi

    Una Formula 1 può correre a testa in giù?

    Le Formula 1 odierne sono tra le vetture che sviluppano più carico aerodinamico al mondo, al punto da garantire un grip straordinario in ogni curva di un circuito. Ma sono capaci anche di correre sottosopra, sfruttando solamente la loro efficienza aerodinamica? Questa è la domanda che si è fatto Scott Mansell, fondatore del canale Driver61 Sim Racing, un quesito a cui ha cercato di dare una risposta utilizzando il simulatore rFactor 2. Il verdetto? Date un'occhiata al video qua sotto!
  5. Il Mondiale di Formula 1 2020 è pronto a ripartire e lo farà nel prossimo fine settimana sul circuito del Red Bull Ring, dove scatterà quel GP d'Austria che sarà, a tutti gli effetti, la prima tappa della stagione. Un Campionato completamente differente da quello che inizialmente era previsto e che dovrebbe comunque assicurare circa 15 gare fino al gran finale di Abu Dhabi. Nel mezzo, in questo momento, ci sono addirittura Portimao e il Mugello a contendersi lo scettro di appuntamenti papabili per rinvigorire il tour-de-force europeo... due circuiti che, purtroppo, non saranno però presenti nel prossimo videogioco ufficiale marchiato Codemasters. A poche settimane di distanza dall'uscita, F1 2020 presenterà infatti i circuiti inizialmente pensati per alimentare l'attuale stagione 2020, senza includere possibili "wild-card" come invece sta succedendo nel mondo reale. A dichiararlo è stato il game director Lee Mather ai microfoni di GPblog: "I tracciati sono l'elemento che richiede il maggior grado di sviluppo: ogni pista, infatti, richiede circa 1 anno di lavoro di implementazione, a cui segue l'affinamento dell'intelligenza artificiale e il miglioramento delle telecamere". "Di conseguenza, F1 2020 sarà basato sulla stagione come originariamente prevista: siamo entusiasti di includere il circuito di Hanoi e quello rinnovato di Zandvoort, ma sfortunatamente non potremo inserire altre piste come invece sta accadendo nel Campionato reale". In poche parole? Ricreare il Mugello o Portimao per il nuovo F1 2020 richiederebbe troppo tempo e per quest'anno non sarebbe fattibile. Peccato...
  6. Il traguardo del 7 luglio, giornata in cui l'edizione "early access" di F1 2020 dedicata a Michael Schumacher, uscirà sugli scaffali si sta avvicinando sempre di più. Il nuovo titolo della massima serie automobilistica prodotta da Codemasters sta facendo passi da gigante e promette una nuova esperienza di gioco più ricca che mai: driver ratings, una modalità carriera rinnovata a cui partecipare creando da zero un proprio team, un nuovo modello di guida "sportivo" più accessibile che mai e tante altre novità, non ultime le bellissime vetture storiche del sette volte Campione del Mondo tedesco. F1 2020, come potete vedere, sta continuando a migliorare giorno dopo giorno, quindi vale la pena dare un'occhiata agli ultimi video presenti su YouTube che ne mostrano l'attuale livello di sviluppo. Buona visione!
  7. Poco più di due mesi fa vi avevamo presentato la nostra personale opinione della Formula Hybrid 2020, ultima creazione in fatto di Formula 1 del noto team di sviluppo Race Sim Studio. Una vettura eccezionale e unica nel suo genere, che ha ridefinito tutti gli standard della guida di una monoposto (virtuale) in pista. Oggi questa bellezza ha raggiunto la versione 2.0, rifinita in piccoli dettagli che, fortunatamente, non hanno snaturato il suo caratteristico grip in curva che gli permette di staccare tempi precedentemente impensabili al volante della “vecchia” versione 2019. Allo stesso tempo, però, Race Sim Studio ha recentemente rilasciato l’ultima versione della sua RSS2, che replica in tutto e per tutto una vettura cadetta della categoria Formula 2. A questo punto ci è balenata in mente una domanda: qual è la differenza tra una F1 e una F2? Quanto è diversa quest’ultima in termini di handling e di performance? Beh… scopriamolo insieme! FORMULA HYBRID 2020: VERSO L’INFINITO E OLTRE Il terreno di caccia prescelto per effettuare questa “sfida” a suon di giri veloci è stato l’Autodromo del Mugello, ovviamente sul simulatore Assetto Corsa. A due mesi di distanza dalla prova che avevamo effettuato, la Formula Hybrid 2020 ci ha riproposto lo stesso copione che avevamo già visto ad Imola. In pochi giri le sensazioni che avevamo provato al volante di questa vettura ci hanno confermato di essere di fronte a una monoposto impressionante, con la quale puntare a fare sempre di più giro dopo giro. Anche l’instabilità in frenata della prima versione, con la quale eravamo arrivati in più di un’occasione a ruote bloccate sulle rive del Santerno, è stata risolta: niente più timori reverenziali a tirare la “staccata della vita” alla San Donato, ben oltre il cartello dei 100 metri. Con la nuova 2.0, praticamente tutto è possibile. L’unico “problema”, se così lo vogliamo chiamare, è quando veramente vogliamo l’impossibile da questa vettura: se, per esempio, apriamo troppo violentemente il gas in uscita di curva dopo aver portato troppa velocità in ingresso – e magari abbiamo le gomme con già qualche giro sulle spalle – la Formula Hybrid 2020 tenderà ad andare in sovrasterzo, generato dallo stallo dell’alettone posteriore. Un inconveniente che accade su qualsiasi monoposto, anche sulla nostra prima protagonista di quest’articolo… ma solo quando andiamo veramente oltre le possibilità della vettura. Per tutto il resto, la Hybrid 2020 si è confermata un’auto da corsa “esagerata”, capace di scendere sull’1’15’’ al Mugello senza aver toccato alcunchè nelle schermate di setup di Assetto Corsa. FORMULA RSS2 V6 2020: PROBLEMI DI INSTABILITÀ Passando sulla Formula RSS2 V6 2020, il discorso cambia drasticamente. Rispetto alla precedente 2018, la nuova versione della Formula 2 realizzata da Race Sim Studio è stata aggiornata graficamente con un bodywork rivisto, gomme più larghe, nuove livree e una fisica migliorata per combaciare con le specifiche reali introdotte dalla Federazione Internazionale per il FIA Formula 2 Championship. Insomma, un restyling davvero corposo per una vettura che, a primo impatto, ha confermato la sua stretta derivazione dalla “sorella maggiore” che corre nella classe regina. I primi problemi, tuttavia, iniziano già alla prima curva: utilizzando il setup di base e premendo con decisione il pedale del freno, la RSS2 è incline a bloccare l’impianto posteriore, il che determina una repentina perdita di grip della vettura che, inesorabilmente, finisce in testacoda senza battere ciglio. Aumentando sensibilmente la ripartizione di frenata verso l’anteriore, da 53 a 56%, la situazione migliora e questo ci permette, finalmente, di valutare al meglio il comportamento in pista della monoposto. Come da tradizione iniziata con la “vecchia” RSS2 V8, che replicava le GP2 Series, anche la 2020 non ha perso il vizio di essere particolarmente scivolosa quando si tratta di passare sopra i cordoli, come se le sue gomme fossero fatte di sapone. Oltre a questo, la RSS2 V6 2020 ci è sembrata particolarmente difficile sia da inserire in curva, dove accenna un leggero sottosterzo, che nel momento di riprendere il gas in mano, un momento in cui se non si presta particolarmente attenzione a parzializzare con precisione assoluta il gas ci si ritrova in men che non si dica nella ghiaia a causa di una forte tendenza sovrasterzante. In percorrenza, poi, la sensazione che abbiamo avuto non è stata quella di avere tra le mani una monoposto incollata all’asfalto, ma tutt’altra vettura, che necessita di quel piccolo lasso di tempo per stabilizzare il suo equilibrio prima che il pilota possa riprenderne il controllo e accelerare verso il rettilineo successivo. F1 CONTRO F2: IL PARAGONE NON REGGE Nonostante tutto, però, la RSS2 V6 2020 si è dimostrata una buona vettura: una volta “fatto il callo” a tutte le piccole imperfezioni che la contraddistinguono e dopo averci preso il ritmo, il cronometro dell’Autodromo del Mugello ci ha regalato un interessante 1’26’’9 con la mescola più morbida a nostra disposizione, senza tuttavia andare a toccare altro in fatto di setup. Il paragone con la Formula Hybrid 2020, tuttavia, non regge: se confrontate una di fianco all’altra in termini di fisica e handling, le due vetture sono lontane anni luce. Da una parte troviamo una monoposto “cadetta” che richiede una certa sensibilità per essere guidata come si deve, dall’altra invece trova spazio un’auto da corsa che permette praticamente qualsiasi cosa. Il sottile confine tra “simulazione” e “videogioco” è praticamente appeso a un filo quando si scende in pista con la Formula Hybrid 2020. Un esempio? La staccata della Materassi – Borgo San Lorenzo: con la RSS2 V6 2020 bisogna necessariamente frenare in entrata e scalare un paio di marce per raggiungere l’equilibrio necessario con il quale ottenere una buona uscita verso la Casanova – Savelli, mentre con la Hybrid… Basta passare dalla settima marcia alla sesta e dare un colpettino di freno in entrata, per poi “buttarla dentro” con cattiveria senza mai lasciare il piede dall’acceleratore. La velocità che si può raggiungere in questo punto con la Formula Hybrid 2020 è davvero assurda, così come il tempo finale che siamo riusciti ad ottenere nell’ultimo tentativo lanciato su gomme Soft: 1’14’’7, avendo impostato la power unit su “Motor” anziché su “Battery” ma lasciando invariato tutto il resto rispetto al setup di base. Il nostro verdetto finale? In ogni caso siamo di fronte a due veri “masterpiece”, che Race Sim Studio ha curato davvero nei minimi dettagli. La differenza in prestazioni e comportamento in pista, tuttavia, è notevole: la RSS2 V6 2020 richiede una certa esperienza per essere portata al limite, mentre con la Formula Hybrid 2020 è molto, ma molto più semplice diventare dei piloti veloci e consistenti. Ma nella realtà non dovrebbe essere il contrario?
  8. La serie ufficiale di otto gare svolta su F1 2019 che ci ha tenuto compagnia durante la quarantena è andata in archivio: nello scorso fine settimana, infatti, George Russell ha dominato l'ultimo GP sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, diventando il primo Campione del Mondo virtuale di questa serie dedicata. Un Campionato che ha coinvolto diversi piloti professionisti, dei quali abbiamo deciso di stilare una classifica per vedere chi sono stati i "migliori dieci" che ci hanno fatto divertire a suon di sportellate. 10° POSTO - ANTONIO GIOVINAZZI Cominciamo dal fondo, con un decimo posto che ha tenuto a parimerito da una parte il nostro Antonio Giovinazzi, e dall'altra il test driver della Haas Pietro Fittipaldi. Quest'ultimo si è reso protagonista di una splendida pole position in quel di Montecarlo, mentre il pilota di Martina Franca si è distinto per un passo più consistente che gli ha permesso di mettere in cassaforte 16 punti in cinque apparizioni ufficiali. Probabilmente con una guida più pulita avrebbe potuto fare anche meglio, ma sta il fatto che il suo operato gli ha permesso di conquistare l'ultima posizione della nostra classifica. 9° POSTO - LOUIS DELETRAZ Nona posizione per Louis Deletraz: il pilota di riserva della Haas ha vinto la 24 Ore virtuale di Le Mans con il team Rebellion - Williams e si è sempre ben comportato anche nelle F1 Virtual Grand Prix Series, sia nelle gare destinate ai piloti di F2 e F3 sia nei sei appuntamenti ufficiali destinati alla classe regina. Nonostante ciò, non è mai arrivato a podio. Con 18 punti in cassaforte e tre terzi posti conquistati nelle qualifiche dell'Australia, della Cina e dell'Azerbaijan, Deletraz ha seminato tanto e raccolto poco. Sul circuito di Shanghai ha chiuso al sesto posto, in Australia si è girato due volte... mentre a Baku ha creato un vero e proprio "casino" nella zona dello stadio, dove ha coinvolto anche Norris e Leclerc. Il suo miglior risultato? Due settimi posti proprio a Melbourne e in Cina. 8° POSTO - NICHOLAS LATIFI Saliamo di un gradino e troviamo il secondo pilota della Williams, quel Nicholas Latifi che, anche virtualmente, ha interpretato al meglio il ruolo di seconda guida del team di Grove. I suoi risultati? 39 punti totali, la terza posizione in griglia come miglior qualifica (in Canada) e il quinto posto a Barcellona come miglior risultato finale. Se non fosse rimasto coinvolto in così tanti incidenti, come quelli con Gutierrez in Bahrain e con Giovinazzi ad Interlagos, avrebbe potuto fare di più. 7° POSTO - LANDO NORRIS Con così tanta esperienza nel mondo del simracing, Lando Norris onestamente ci ha deluso. Il pilota della McLaren ha sofferto continui problemi tecnici e probabilmente non è mai riuscito ad adattarsi completamente a un titolo come F1 2019, decisamente diverso rispetto a software più simulativi come iRacing o rFactor 2. Come miglior risultato ha ottenuto un quarto posto in Azerbaijan, seguito da quella quinta piazza in Bahrain dove arrivò ai ferri corti con lo YouTuber Jimmy Broadbent. 6° POSTO - GUANYU ZHOU L'outsider d'eccezione: ecco chi è Guanyu Zhou, pilota di F2 e test driver della Renault che nell'appuntamento del Bahrain è riuscito nell'impresa di portare la sua RS19 sul gradino più alto del podio. Un ottimo risultato, a cui sono succedute delle prestazioni meno esaltanti, come il sesto posto in Canada... e la terza posizione ottenuta solo grazie all'intervento della direzione gara a causa del contatto subito da Leclerc e Albon in Cina. 5° POSTO - ESTEBAN GUTIERREZ Da rappresentante della Mercedes, Esteban Gutierrez si è subito dimostrato un ottimo pilota capace di arrivare stabilmente a podio, benchè poco propenso a lottare per la vittoria. Tra i suoi migliori risultati vale la pena citare il secondo posto nelle qualifiche del Bahrain, a cui è seguita una scia positiva di performance rappresentate dal sesto posto al traguardo in Cina e dal quinto ad Interlagos, superate solamente dalla splendida medaglia d'argento ottenuta a Monaco dietro a Russell. 4° POSTO - STOFFEL VANDOORNE Un altro simracer d'esperienza: stiamo parlando di Stoffel Vandoorne, vincitore della Race at Home Challenge organizzata dal mondo della Formula E e protagonista di un'ottima performance anche nella 24 Ore virtuale di Le Mans, a cui ha seguito degli interessanti risultati anche al volante della Mercedes di F1 2019. In Bahrain ha chiuso al secondo posto partendo 11esimo, mentre in Brasile la partenza dalla pole position sembrava che gli assicurasse la vittoria in tasca. Peccato per il testacoda in prima curva, perchè il potenziale c'era tutto. 3° POSTO - ALEX ALBON Un grande lottatore, ma capace di conquistare il gradino più alto del podio solamente in un'occasione. La vittoria ad Interlagos durante il "GP d'Olanda" di Alexander Albon è stata spettacolare, soprattutto a fronte dei 26 cambi di leadership con Charles Leclerc. Dopo questo exploit, tuttavia, il pilota della Red Bull non è riuscito a tenere il ritmo dei suoi avversari, mettendo il sale sulla coda a Russell solamente nell'ultimo Gran Premio del Canada, dove ha centrato un comunque consistente secondo posto. Con un successo e tre podi, Albon ha mostrato a tutti il proprio potenziale: servirebbe solo un po' più di pratica per stare là davanti con Russell e Leclerc... 2° POSTO - CHARLES LECLERC Il monegasco della Ferrari si è dimostrato subito una presenza molto forte nelle F1 Virtual Grand Prix Series. Come Russell, ha saltato la prima gara ma si è subito imposto in Vietnam e in Cina; ad Interlagos, tuttavia, ha sbagliato strategia montando le medie al secondo pit-stop, il che lo ha portato a dare spettacolo con Albon prima di finire dietro al pilota della Williams a causa di una penalità. Stesso esito anche in Spagna, un appuntamento a partire dal quale il suo livello è sceso in picchiata: a Baku è stato disastroso, mentre nell'ultima tappa a Montreal ha dato direttamente forfait per partecipare alla 24 Ore virtuale di Le Mans. Risultato? Terzo posto in classifica finale addirittura dietro ad Albon. 1° POSTO - GEORGE RUSSELL And the winner is... George Russell! Benchè abbia impiegato un po' di tempo prima di trovare il ritmo, il pilota della Williams ha fatto capire chi comanda praticamente da subito: il suo livello è migliorato costantemente fino al GP di Spagna, appuntamento che ha dato strada a una scia di vittorie (e di pole position) interrotte solamente dall'exploit di Fittipaldi a Montecarlo. Grazie a un approccio rigoroso e professionale, Russell ha dimostrato di essere all'altezza dei migliori piloti eSports di F1 2019, il che gli ha assicurato il Titolo di Campione con l'ultimo dominio a Montreal. Ora non gli resta che fare lo stesso anche sulla pista vera!
  9. Presto la Formula 1 tornerà ad accendere i motori e lo farà nel weekend del 5 luglio sul circuito del Red Bull Ring, in Austria. Dopo mesi di lockdown, tutti i piloti del Circus iridato sono pronti a tornare in pista... compreso Max Verstappen, recentemente impegnato nella 24 Ore virtuale di Le Mans con il team Redline ma poi costretto al ritiro per alcuni problemi con la sua vettura. L'olandese è ben conosciuto nel paddock per la sua aggressività una volta al volante della sua Red Bull, quasi fosse sempre al limite. Ma è veramente così? Ce lo spiega nei dettagli il simpatico Scott Mansell, ex-pilota e oggi coach in ambito motorsport: a quanto pare, lo stile di guida di "Mad Max" è tutt'altro che aggressivo, visto che il suo intento è quello di mantenere in equilibrio la piattaforma della sua vettura durante tutte le fasi di percorrenza di una curva, con una racing line ancora più efficace di quella ideale. Ma non vogliamo anticiparvi nulla: date un'occhiata al video qua sotto e scoprirete perchè Verstappen è il candidato ideale per mettere il sale sulla coda a Hamilton e Leclerc per la conquista del Titolo Mondiale!
  10. Dopo mesi di competizioni al simulatore, anche le F1 Virtual Grand Prix Series stanno per avvicinarsi al loro ultimo round: questo fine settimana, infatti, andrà in scena il gran finale sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, che ospiterà quel Virtual Canadian Grand Prix che sancirà il primo Campione del Mondo virtuale della serie ufficiale organizzata dal Circus iridato. In questa tappa saranno cinque i piloti di Formula 1 presenti in griglia: Valtteri Bottas, che terrà alta l'onore della Mercedes, Alexander Albon per la Red Bull, Pierre Gasly per l'AlphaTauri e il duo Williams, composto da Nicholas Latifi e da quel George Russell che, ormai, è pronto a mettere in bacheca il Titolo, soprattutto per il fatto che il suo diretto avversario, Charles Leclerc, dovrà abdicare in favore del suo impegno con Ferrari nella 24 Ore virtuale di Le Mans. In quest'ultimo appuntamento delle F1 Virtual Grand Prix Series, inoltre, non ci sarà nemmeno la gara d'apertura della Formula 2, per cui la line-up per il gran finale della serie vedrà diversi piloti delle categorie cadette pronti a dare battaglia ai loro colleghi della "classe regina". Guanyu Zhou vestirà i colori della Renault, David Schumacher sarà chiamato al volante della Racing Point, mentre Callum Ilott renderà onore alla Scuderia di Maranello; la Haas, invece, confermerà la line-up già sperimentata in precedenza, con Pietro Fittipaldi e Louis Deletraz. Grande presenza, ovviamente, anche da parte dei "non-piloti": stavolta troveremo il cantante dei Biffy Clyro Simon Neil al volante dell'AlphaTauri e lo sciatore Jon Olsson con i colori Red Bull, mentre gli YouTuber Tiametmarduk e Aarava saranno chiamati a raccogliere punti preziosi rispettivamente per la McLaren e l'Alfa Romeo. Insomma, un'ultima gara che si preannuncia davvero interessante, che prenderà il via alle ore 19 di domenica 14 giugno sul videogioco ufficiale F1 2019: la distanza prevista è di 35 giri, per la durata complessiva di 1 ora e mezza in un evento che inizierà, come di consueto, con la F1 Esports Pro Exhibition. Il live broadcast avverrà da remoto presso la Gfinity Esports Arena di Londra, mentre lo streaming sarà coperto dai più importanti canali sportivi come Sky Sports, ESPN e Fox Sports Asia, a cui si aggiungeranno i collegamenti sui canali ufficiali della F1 su YouTube, Twitch e Facebook. A proposito dell'ultimo appuntamento delle F1 Virtual Grand Prix Series, ecco il commento di Julian Tan, Head of Digital Business Initiatives and Esports per la Formula 1: "Questa serie è stata un vero successo: siamo entusiasti di aver fatto divertire gli appassionati con l'azione in pista e con il coinvolgimento di diverse stelle dello sport mondiale. Con il GP virtuale del Canada le Virtual Grand Prix series raggiungeranno la bandiera a scacchi, ma questo sarà solo il punto di inizio per un futuro coinvolgimento delle F1 eSports Series nel corso dell'anno. Stiamo lavorando su diverse idee e non vediamo l'ora di coinvolgere i nostri fan in questa esperienza: abbiamo catalizzato l'attenzione di una nuova audience e ci piacerebbe rivedere prossimamente in pista tutti coloro che si sono divertiti con noi".
  11. Manca circa un mese all'uscita ufficiale del prossimo F1 2020, titolo con il quale Codemasters ha intenzione di accontentare praticamente tutti gli appassionati con un modello di guida assolutamente scalabile e personalizzabile. Il nuovo capitolo del Circus iridato, infatti, è stato migliorato con un handling delle vetture ancora più realistico, grazie ad alcuni interventi mirati sulla pressione delle gomme che permetteranno ai giocatori di "sentire" ancora meglio le monoposto in pista. D'altro canto, però, Codemasters ritiene che F1 2020 debba essere un titolo il più possibile "accessibile" e che faccia avvicinare sempre più appassionati alla guida virtuale in circuito: per questo motivo, infatti, troverà spazio una modalità dedicata in cui le vetture saranno molto più facili da guidare, grazie a una fisica semplificata e all'intervento di gran parte degli aiuti alla guida, come traction control e ABS. Questa feature, di conseguenza, non permetterà a F1 2020 di diventare un "simulatore" ai livelli di titoli come iRacing, rFactor 2 e Assetto Corsa... un dato di fatto che, in realtà, ha richiamato l'attenzione di Codemasters nel pensare anche a un'alternativa per i puristi del simracing, che potrebbe sfociare in un titolo parallelo e, quindi, in un vero e proprio investimento a lungo termine. Un esempio? Basta guardare la serie NASCAR, che consente di utilizzare la propria licenza sia su iRacing che nei titoli "arcade" che contraddistinguono la serie NASCAR Heat. Insomma, visto che il mondo della simulazione "dura e cruda" si sta mobilitando per far sentire progressivamente sempre di più la propria voce, il progetto di un titolo dedicato alla Formula 1 con toni più realistici rispetto alla classica serie F1 è una concreta possibilità che si potrebbe realizzare in un futuro... non così remoto. "Credo che sarebbe un'idea estremamente interessante - ha commentato Julian Tan, Capo della divisione Sports and Digital Business della Formula 1 - Sono convinto che la simulazione vera diventerà sempre più importante nel mondo Esports, anche se in questo momento il nostro focus è quello di abbattere le barriere e incrementare l'accessibilità di come vengono usati, e visti, gli Esport, un contesto in cui il titolo della Codemasters sta facendo un lavoro eccezionale". "F1, infatti, garantisce un'esperienza autentica di quello che si vive in un weekend di gara reale e questo è sicuramente una cosa positiva. Tuttavia, quando pensi a un obiettivo ambizioso come quello di permettere agli Esports di avvicinarsi al mondo del motorsport vero, abbattendo le barriere tra il virtuale e il reale, sono convinto che avere un titolo più improntato sulla simulazione sarebbe la scelta migliore. Se fai un passo indietro e lasci stare la Formula 1 solo per un secondo, vedi che gli Esports sono un prodotto, definito come l'uso di un videogame in modo competitivo dove professionisti provenienti da più settori si mettono in gioco. Avere a disposizione le capacità e i titoli giusti per accontentare ognuno di loro è la sfida per la quale sarà importante lavoro nel prossimo futuro".
  12. Dopo una stagione 2019 "in difesa" al volante della sua Williams, con la quale ha ottenuto come miglior risultato un 11esimo posto nel GP di Germania, George Russell si sta rifacendo con gli interessi portando in alto il nome del team di Sir Frank grazie alle recenti vittorie nella serie ufficiale F1 Virtual Grand Prix Series. Sulla scia dei successi in Spagna e a Montecarlo, il pilota britannico ha centrato nello scorso fine settimana il suo terzo trionfo consecutivo sul circuito cittadino di Baku, grazie al quale ora è in testa alla Classifica Piloti con un vantaggio di ben 22 punti sul diretto rivale Charles Leclerc. Un hat-trick davvero importante per Russell, che dimostra quanto "ci sa fare" con il tanto amato/odiato F1 2019 della Codemasters. Il titolo ufficiale della Formula 1, tuttavia, sarà presto sostituito dal nuovo F1 2020, che Russell ha avuto modo di provare recentemente in una fase beta che ha già fatto capire quale sarà il potenziale futuro di questo prodotto. A conferma di quanto già riportato da diversi YouTuber, George Russell è rimasto letteralmente "shockato" di fronte ai miglioramenti apportati da Codemasters a livello di handling delle monoposto, che ora dovrebbero risultare più realistiche da guidare rispetto a come si presentano sul "vecchio" F1 2019. "Di recente ho provato il nuovo F1 2020 e sono rimasto sorpreso da quanto fosse bello e quanto fosse convincente il nuovo modello di guida" ha commentato Russell sui social media. In una conversazione con Sergio Perez, che ha debuttato virtualmente nelle F1 Virtual Grand Prix Series proprio nello scorso round dell'Azerbaijan, Russell ha anche confrontato il nuovo handling con quello del titolo precedente: "Sta tutto nell'utilizzo del cambio: bisogna scalare nel momento giusto ed è così difficile su F1 2019. Su quello nuovo, però, è tutt'altra storia. Per fortuna".
  13. Ha debuttato con la Minardi nel Campionato di Formula 1 2001, ma tutti lo conoscono per i due Titoli Mondiali vinti al volante delle splendide Renault giallo-azzurre. Di chi stiamo parlando? Ma certo, di Fernando Alonso! Il pilota spagnolo è considerato ancora oggi come uno dei più grandi talenti del Circus iridato, capace di interrompere il dominio del grande Michael Schumacher con il quale ha dato spettacolo in diverse occasioni durante il biennio 2005-2006. Una su tutte riguarda il Gran Premio di S.Marino del 2005, nel quale Alonso riuscì non solo a piegare il Barone Rosso di Kerpen, ma anche a difendere la propria leadership con frenate al limite fino alla bandiera a scacchi. Ma qual è stato il segreto del suo successo? Scott Mansell, ex pilota e oggi coach driver, ha provato a spiegarlo in un interessante video in cui analizza la strana tecnica di guida di Fernando, contraddistinta da un utilizzo del volante decisamente insolito... quanto efficace.
  14. Per un appassionato di motorsport, il mondo del simracing rappresenta una delle soluzioni relativamente più economiche per sentirsi, almeno una volta nella vita, un pilota di auto da corsa. Grazie ai diversi simulatori attualmente in circolazione, qualsiasi richiesta o ambizione può essere facilmente soddisfatta: vuoi essere un pilota di F1? Allora puoi utilizzare i titoli della Codemasters, oppure tanti altri software più o meno simulativi che ti permettono di sentire il grip e il carico aerodinamico delle monoposto del Circus iridato. Vuoi guidare una GT3? Allora scendi in pista con Assetto Corsa o la sua evoluzione, quell’Assetto Corsa Competizione che è, di fatto, il simulatore ufficiale del Campionato Blancpain. Vuoi emulare le gesta di Sebastian Loeb o del mitico Colin McRae? Allora la serie Dirt e il titolo ufficiale del World Rally Championship, chiamato per l’appunto WRC, saprà regalarti ore di divertimento. In questo mondo, ovviamente, ci sono vetture che sono rimaste nel cuore degli appassionati… e che fanno luccicare gli occhi ogni volta che scendono in pista. La prima tra tutte? Ognuno ha le proprie preferenze, ma chi ha vissuto la Formula 1 degli anni ‘90 non può rimanere indifferente di fronte alla splendida Formula V10 proposta dall’ottimo Automobilista di Reiza Studios: andiamola a scoprire! FORMULA V10: TUTTO È INIZIATO NEL 1998 Gomme Bridgestone intagliate, quella scocca piccola ed essenziale, quella semplicità nelle forme aerodinamiche e quella “T” contenente la onboard camera posta sopra all’apertura dell’airbox… ma, soprattutto, il sublime sound dei leggendari motori V10, capaci di arrivare fino ad oltre 18.000 giri al minuto. Queste le caratteristiche essenziali che distinguono le F1 di fine anni ‘90, introdotte per la precisione a partire dalla stagione 1998. A livello tecnico quell’anno la FIA introdusse due significative modifiche alle monoposto del Circus iridato, proseguendo la linea della massima sicurezza delle vetture iniziata dopo l’incidente di Ayrton Senna ad Imola nel 1994. L’obiettivo? Ridurre la velocità massima in rettilineo, la velocità in curva e aiutare le vetture stesse nelle manovre di sorpasso. FORMULA V10: LE MODIFICHE AL REGOLAMENTO 1998 In tal senso, le nuove monoposto del 1998 furono disegnate praticamente ex-novo, con una forte riduzione della loro larghezza totale da 2.000 a 1.800 mm. Questa ha creato delle scocche molto più piccole, dotate di musetto a “naso alto” e con una cellula di sopravvivenza per il pilota più aperta, 50mm più larga e 50mm più alta, oltre che costruita con delle pareti più spesse al fine di fornire una resistenza migliore in caso di impatto. Anche il cockpit stesso subì delle modifiche, diventando più ampio con lo scopo di migliorare l’utilizzo del volante. Così facendo le nuove monoposto andarono incontro a una riduzione della downforce complessiva rispetto alla generazione precedente, che finalmente permise ai piloti di poter seguire da vicino un’altra vettura senza avere il terrore di trovarsi al volante di una macchina talmente sottosterzante da diventare inguidabile e finire nella ghiaia. A questo contribuì anche la seconda, importante, modifica al regolamento 1998 imposta dalla FIA: l’utilizzo di gomme intagliate, le famose "grooved tyres", che andarono a sostituire completamente le classiche “slick” da asciutto. Dopo la riduzione della loro larghezza da 18 a 15 pollici introdotta nel 1993, un ulteriore assottigliamento avrebbe comportato il raggiungimento di velocità superiori ai 340 km/h sui lunghi rettilinei di Hockenheim… l’esatto opposto di quello che voleva ottenere la Federazione Internazionale. Per questo motivo le nuove gomme del 1998, fornite sia dalla storica Goodyear che dalla new-entry Bridgestone, vennero create con degli intagli su tutta la loro circonferenza, capaci di ridurre sia la velocità massima delle monoposto che il loro livello di aderenza sull’asfalto. Per quell’anno la scelta fu di inserire tre intagli sulle anteriori e quattro sulle posteriori, entrambe con una misura di larghezza minima al fine di evitare che si potessero invertire: 12 pollici all’avantreno, 14 al retrotreno. Già dal 1999, tuttavia, si optò di dotare tutte le gomme di quattro intagli ciascuna. Oltre a ciò, le nuove monoposto del 1998 furono modificate anche nell’impianto frenante, standardizzato per tutti i team. Dopo aver introdotto il divieto di utilizzo dei “power brakes” a partire dal 1994, i vari reparti corse erano riusciti ad aggirare il regolamento sfruttando dischi freno di diverso spessore, assieme a pinze costruite con materiali più o meno pregiati. Nel 1997, per esempio, la Ferrari F310B di Schumacher poteva contare su pinze freno in lega mista di alluminio e berillio e questo gli dava un consistente vantaggio nel raggiungimento delle temperature d’esercizio migliori, per un funzionamento più efficace in staccata dove il tedesco poteva superare agilmente i suoi avversari che erano sprovvisti di tale tecnologia. A tal proposito, la FIA decise per il 1998 di fornire le nuove monoposto con un solo disco per ruota dal diametro e dallo spessore standardizzati, associati a pinze freno a sei pistoncini realizzate in alluminio semplice. I tubi dei freni, uno per ruota, dovevano tornare rigidi (e non più flessibili), mentre il sistema di raffreddamento a liquido del sistema frenante fu bandito definitivamente. Per quanto riguarda il motore, invece, si proseguì sulla strada già battuta, affinando ulteriormente i propulsori esistenti da 3 Litri con frazionamento V10. FORMULA V10: TORNANO GLI AIUTI ALLA GUIDA Con queste modifiche al regolamento tecnico, il Mondiale di Formula Uno 1998 spense i propri semafori rossi a partire dalla prima prova australiana di Melbourne, dove fin dal principio la mitica MP4-13 di Mika Hakkinen diede una prima prova di forza che la portò, a fine stagione, sul gradino più alto del podio della Classifica Piloti. Per la presenza di un’aerodinamica ridotta nella propria efficienza e di gomme da asciutto intagliate, queste monoposto sono diventate famose per essere terribilmente difficili da portare al limite, poco aderenti all’asfalto e tendenzialmente inclini a perdite di grip, causate anche da motori potentissimi per i quali si privilegiava la potenza massima agli alti regimi a scapito della coppia ai bassi. Di conseguenza, non è insolito vedere oggi degli onboard in cui i piloti dell’epoca “lottavano” come dei guerrieri su un ring per tenere in pista queste vetture, effettuando continue correzioni allo sterzo per limitare i vari sovrasterzi di potenza fuori dalle curve. Sfortunatamente nelle stagioni successive, quella del 1999 e del 2000, le cose non cambiarono in meglio: solo nel 2001, infatti, la FIA decise di cambiare radicalmente il destino di queste monoposto, rendendole più semplici da guidare e da portare al limite. Come? Innanzitutto attraverso una consistente modifica della loro aerodinamica, che prevedeva un’ala posteriore (ora con al massimo tre profili aggiuntivi) a dieci centimetri dal suolo, utile a ridurre ulteriormente la downforce generata e, quindi, a rallentare ancora di più la velocità massima raggiungibile in rettilineo. In secondo luogo, grazie alla re-introduzione dei controlli elettronici alla guida, tra i quali il traction control, il launch control e il cambio automatico, banditi inizialmente nel 1994 per dare risalto all’abilità dei piloti piuttosto che alle caratteristiche meccaniche delle vetture. FORMULA V10: PRENDENDO SPUNTO DALLA WILLIAMS Come potete immaginare, questo ha cambiato radicalmente il modo di essere di queste splendide vetture, che fino al 2000, invece, dovevano essere guidate esclusivamente attraverso la sensibilità su pedali e sterzo. Con il controllo di trazione, l’aiuto per le partenze e il cambio automatico i piloti potevano concentrarsi maggiormente sulla guida e sulle traiettorie, preferendo stili di guida più aggressivi che fino all’anno precedente erano praticamente impossibili da utilizzare. Insomma, delle monoposto davvero particolari, che oggi abbiamo la fortuna di guidare (anche se solo virtualmente) grazie al lavoro svolto da Reiza Studios con il suo Automobilista e il suo successore AMS 2. In entrambi, infatti, è presente la Formula V10, fedele replica delle protagoniste della stagione 2001 realizzata sulla base della Williams-BMW FW23. Portata in pista da Ralf Schumacher e dalla new-entry Juan Pablo Montoya, che sostituì Jenson Button passato alla Benetton (poi diventata Renault), questa vettura doveva far tesoro di quanto fatto nel 2000 con la precedente FW22 per progredire nella sua corsa verso la vittoria finale, possibile grazie al nuovo, potentissimo, motore BMW P80 da oltre 800 cavalli che le donava un vantaggio di oltre mezzo secondo sui rettilinei di Hockenheim. L’aerodinamica limitata e una stretta sulla realizzazione del telaio, causata dalla volontà della FIA di avere ben quattro risultati dai crash test laterali su quattro punti ben precisi della scocca e a livello dei rollbar, comportò alcune difficoltà per i due piloti Williams, che riuscirono ad eccellere solamente in quattro Gran Premi: San Marino, Canada, Germania e Italia. FORMULA V10: SCIVOLOSA, MA POTENTISSIMA Ma come si comporta la versione virtuale della FW23 in pista? La Formula V10 presente sui simulatori Reiza Studios è una monoposto particolare: o la si ama, o la si odia. Nel primo Automobilista la si percepisce con un carico aerodinamico molto consistente, che garantisce anche con il setup di base un feeling davvero eccellente in ogni condizione di guida. Quando si comincia a spingere davvero, però, si intravedono in lei tutte quelle limitazioni che sono proprie della “vecchia scuola” della Formula 1: se si affonda troppo sul pedale del freno le gomme si bloccano facilmente, mentre l’acceleratore deve essere dosato con intelligenza… benchè il traction control di serie fornisca quella “sicurezza in più” nel caso si arrivi all’esagerazione. Il passaggio sui cordoli è uno dei sui punti deboli: scordatevi di mettervi le gomme come nulla fosse con ancora il gas puntato, perché lei perderà immancabilmente aderenza finendo in testacoda. Un comportamento che è stato parzialmente risolto sul nuovo AMS 2, dove è diventata molto più godibile forse anche per una fisica di gioco più permissiva. Nel nuovo capitolo, tuttavia, le sue “derapate di potenza” sono ancora più evidenti: dare full gas fuori dalle curve in prima o seconda marcia farà schizzare i giri motore ben oltre il tetto dei 18.000 RPM, il che causerà delle repentine perdite di aderenza al posteriore che, se non controllate, possono terminare direttamente nella ghiaia. Dopotutto, siamo di fronte a una monoposto sulla quale la potenza massima arriva “tutto in alto”, il che costringe il pilota che la guida a scalare fino alle marce più basse quando si arriva in staccata, in modo da non far scendere troppo i giri motore. Ma basta ascoltarla per capire che è un vero e proprio gioiello della tecnica automobilistica: il bello di questa vettura, rispetto ad altre della sua generazione, è che ha il sound più appagante che si possa pretendere da un V10 su un simulatore... e questo basta e avanza.
  15. Giulio Scrinzi

    Qual è il miglior simulatore di Formula 1?

    L’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo ormai da due mesi ha fatto emergere il mondo del simracing come mai fatto prima d’ora. Gare online, Campionati, eventi speciali e chi più ne ha, più ne metta: tra le serie ufficiali non possiamo non menzionare quelle organizzate dall’universo della Formula 1, che fin dall’annullamento del Gran Premio d’Australia a marzo si è dato da fare per continuare il proprio show… sul grande e piccolo schermo. Prima ci ha pensato il Veloce eSport team a dar fuoco alle polveri, un ruolo che successivamente è stato incarnato anche dalla serie ufficiale della F1 con le Virtual Grand Prix Series. Ovviamente il software utilizzato per queste gare è il tanto amato/odiato F1 2019, che prossimamente sarà sostituito dal suo successore F1 2020. Un prodotto firmato Codemasters che negli anni ha saputo far divertire migliaia di appassionati, ma che agli occhi di molti piloti professionisti è considerato distante anni luce da alcuni dei più simulativi software attualmente in circolazione. Il dito di tale affermazione è puntato in special modo alla fisica di gioco, troppo arcade e poco incline a soddisfare i puristi del settore. A questo punto la domanda sorge spontanea: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? ASSETTO CORSA: RACE SIM STUDIO, QUALITÀ AI MASSIMI LIVELLI Per rispondere a questa domanda iniziamo ad analizzare ciò che propone attualmente il mercato del simracing, cominciando dal sempreverde Assetto Corsa. Il titolo firmato Kunos Simulazioni propone di base alcune monoposto da Formula 1, gran parte targate Ferrari: la mitica F2004 di Schumacher e Barrichello, la 312T di Niki Lauda, ma anche le più recenti F138, SF15-T e SF70H. Assieme a queste trovano spazio altri modelli sapientemente realizzati, tra cui la Tatuus FA01 (o Formula Abarth), le Lotus Exos 125 (replica delle F1 motorizzate V8 del 2012) e la 98T, con livrea John Player Special in onore di Ayrton Senna. Assetto Corsa, tuttavia, è ben conosciuto per la grande quantità di mod con le quali è possibile arricchirlo, un mondo che in fatto di monoposto è dominato dalla qualità dei lavori firmati Race Sim Studio. Tra questi i più importanti sono rappresentati sicuramente dalla famiglia delle Formula Hybrid, oggi capeggiate dall’ultimo modello, quello del 2020, che è accompagnato dalla proposta futuristica per la stagione 2021. A livello di fisica niente è comparabile a queste vetture, capaci di far vivere al pilota che le guida un’esperienza in pista davvero unica. Sempre facendo riferimento al mondo F1 e monoposto, possiamo citare anche la splendida Formula 2000 V10, fedele replica della Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher, così come le varie Formula 2 e Formula 3 che rappresentano la porta d’ingresso al Circus iridato. Ognuna di loro ha le sue peculiarità e, su Assetto Corsa, va guidata con rispetto e dedizione, proprio come nella realtà: in questo modo, sapranno regalarvi tanta soddisfazione e ore di divertimento. Tuttavia, il titolo Kunos Simulazioni non è stato studiato appositamente per rappresentare le peculiarità di una gara (o, più in generale, di un Campionato) di Formula 1. I veri problemi, infatti, sorgono quando si vuole tentare di far scendere in pista queste vetture una contro l’altra su un dato circuito e in determinate condizioni. Per quanto riguarda le piste, bisogna affidarsi ancora una volta a componenti di terze parti, che possono variare molto in fatto di qualità e fedeltà nella loro rappresentazione rispetto alle controparti reali. Passando alle condizioni simulate, tutto dipende dalla combinazione di auto-circuito prescelta: Assetto Corsa, purtroppo, tende a non garantire una simulazione davvero consistente quando si aumenta troppo la difficoltà in termini di velocità e aggressività dell’IA, che in tanti, troppi casi, può risultare o troppo lenta… o eccessivamente veloce, al punto da terminare la propria corsa nella ghaia o contro le barriere di protezione. L’unica soluzione in questo senso si può trovare nelle competizioni online: le monoposto su Assetto Corsa, tuttavia, sono utilizzate quasi esclusivamente nel “league racing”, per cui a meno di non impegnarsi seriamente in un Campionato vero e proprio, è molto difficile trovare dei server tradizionali dove scendere in pista con queste splendide, quanto ingiustamente poco apprezzate, vetture… Sempre che non vogliate accontentarvi del contenuto di base. RFACTOR 2: POCHI CONTENUTI MAL IMPLEMENTATI Passiamo a un altro “mostro sacro” della simulazione su quattro ruote: stiamo parlando di rFactor 2, che da sempre è apprezzatissimo per la sua fisica in-game al punto da essere utilizzato, nella sua versione professionale, da alcuni team reali nel mondo del motorsport. Il modo in cui è replicata la dinamica di flessione del telaio di una vettura, assieme al funzionamento delle gomme in ogni parte di un circuito lo rendono estremamente appetibile per tutti i puristi del settore… ma come se la cava in fatto di monoposto di Formula 1? Il contenuto originale messo a disposizione dallo Studio 397, per quanto estremamente curato e vicino alla sua controparte reale, è in realtà piuttosto scarno e ormai in circolazione da troppo tempo. La vettura più recente è la ISI Formula 2012, recentemente utilizzata nella competizione ufficiale “The Race All-Star Esport Battle”, affiancata dai modelli storici della McLaren come la M23 di James Hunt, la MP4/8 di Ayrton Senna e la MP4/13 di Mika Hakkinen. Oltre a queste, ancora una volta bisogna affidarsi ai mod di terze parti, che tuttavia su rFactor 2 sono decisamente meno curati rispetto a quelli che troviamo su Assetto Corsa. Tranne alcune eccezioni, come le F1 del 1991 realizzate dal gruppo ASR Formula, i contenuti third-party per il simulatore dello Studio 397 soffrono di alcuni problemi di implementazione, non tanto a livello di fisica di gioco (in questo, ormai, tutti hanno raggiunto uno standard qualitativo più che buono), ma piuttosto in termini di utilizzo offline. Come su AC, anche su rF2 queste mod difficilmente riescono a funzionare bene quando si tenta di effettuare una gara in singleplayer, per via di un’IA poco curata che sminuisce l’intera esperienza di guida. In questo senso, di nuovo l’unica alternativa è cimentarsi nelle competizioni online, ancora più rivolte verso il “league racing” di quelle disponibili sul rivale prodotto da Kunos. Un open server con delle F1 su rFactor 2? Un miraggio di questi tempi. IRACING: MEGLIO ORIENTARSI SULLE FORMULE MINORI Il terzo simulatore che prendiamo in considerazione è il famosissimo iRacing, apprezzato dalla community e da molti piloti professionisti per la sua consolidata struttura online, che propone gare a cadenza regolare praticamente ogni ora. Non solo, queste competizioni sono regolamentate da un safety rating che permette di correre contro avversari del proprio livello, un punto a favore che premia la correttezza e la pulizia in pista piuttosto che la foga di vincere a tutti i costi. In fatto di monoposto di Formula 1, però, iRacing non riesce ad arrivare al livello dei suoi rivali. Per la cronaca, sul simulatore americano ci sono solo quattro vetture della classe regina: le classiche Lotus 49 e 79 e le più avveniristiche Williams FW31 e McLaren MP4/30. Stop. Ben poca cosa rispetto a quanto offerto, per esempio, da Assetto Corsa. Tra l’altro, ci troviamo di fronte a contenuti (a pagamento) che è possibile utilizzare online solo da aver fatto tutta la gavetta dalla Rookie class fino alle “patenti” più prestigiose. A rincarare la dose, queste vetture sono tutt’altro che semplici da guidare: in particolare le due monoposto più moderne, nervose e poco amichevoli anche dopo aver passato ore a trovare il setup corretto. Insomma, la F1 su iRacing è tutt’altro che popolare, oltre che poco accessibile per chi è abituato a utilizzare una monoposto di questo tipo fin da subito. Al contrario, iRacing propone delle invitanti alternative in fatto di auto a ruote scoperte mettendo a disposizione, per esempio, le più semplici Dallara F3, che da qualche mese sono anche protagoniste di un Campionato dedicato a cui si può partecipare con la licenza di classe D, quella che si ottiene subito dopo aver fatto i conti con gli avversari della categoria Rookie. Si chiama “Pure Driving School Formula Sprint” ed è una serie a setup fissi che, oggigiorno, è molto popolare, nonché divertente. Oltre a ciò, iRacing porta in scena anche le Formula Renault (2.0 e 3.5), le Skip Barber Formula 2000 e le Pro Mazda, tutte monoposto con le quali è possibile correre dopo aver ottenuto la relativa licenza. Certo, le gare organizzate in questi Campionati sono molto distanti da quelle di F1, ma sta il fatto che il divertimento e la competizione in pista di cui sono capaci sono sicuramente di alto livello. RACEROOM E AUTOMOBILISTA: FOCUS SULLE EMOZIONI Gli ultimi due simulatori da noi presi in considerazione sono, da una parte, RaceRoom Racing Experience, e dall’altra il famoso Automobilista, che recentemente si è evoluto nel suo secondo capitolo chiamato AMS 2. Entrambi condividono lo stesso intento nel replicare il mondo della Formula 1: proporre alcuni dei modelli più iconici mettendoli a disposizione dei propri appassionati e facendo leva in special modo sul lato “emozionale” che deriva dalla loro guida. RaceRoom, per l’appunto, propone essenzialmente due tipi di monoposto: la Formula X17, che è una F1 del 2017, e le Formula 1 degli anni ‘90, declinate nelle varie motorizzazioni dell’epoca (V8, V10 e V12). A livello di circuiti, invece, questo simulatore (gratuito di base ma poi a pagamento a seconda dei contenuti che si vuole utilizzare) si basa sulle vetture da turismo, per cui l’ambiente in cui le monoposto disponibili devono interfacciarsi è certamente molto lontano da quello che noi conosciamo attraverso i titoli della Codemasters. Sulla stessa lunghezza d’onda si piazza Automobilista: questo simulatore sud-americano fonda le proprie origini su vetture e circuiti di stampo brasiliano, anche se tra le sue fila possiamo trovare alcune delle monoposto più gloriose della storia del Circus iridato. Tra queste le Formula Vintage e Retro, la Formula Classic degli anni ‘80, la Formula V10 del 2001, la Formula Reiza (replica dei V8 del 2013) e le più recenti Formula Extreme e Formula Ultimate, motorizzate con propulsori turbo-ibridi. Assieme a queste, il nuovo capitolo AMS 2 propone anche altri modelli, come quelli caratteristici dei primi anni ‘90, che rendono l’offerta complessiva davvero appetibile per tutti gli appassionati più nostalgici. Come RaceRoom, tuttavia, l’esperienza in pista è molto, molto diversa da quella che siamo abituati a vedere su F1 2019, che in sostanza replica in tutto e per tutto ciò che succede in un weekend di gara del Circus iridato. Aspettiamoci gare più semplici, ampiamente modificabili a seconda delle proprie preferenze ma comunque meno autentiche di quelle reali. Se però ci brillano gli occhi a vedere e sentire una F1 storica di una certa epoca, questi due simulatori possono diventare ben presto i nostri titoli preferiti. CONCLUSIONE All’inizio dell’articolo eravamo partiti con una domanda: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? Credo che la risposta, a questo punto, l’avete già capita. A meno di “accontentarsi” di tutta una serie di compromessi e differenze, il titolo della Codemasters rimane ancora un caposaldo inavvicinabile in termini di fedeltà nella rappresentazione di un weekend, o più in generale, di una stagione del Circus iridato. Assetto Corsa, Automobilista e tutti gli altri riescono esclusivamente ad avvicinarsi a una rappresentazione “verosimile” della Formula 1, tramite vetture generiche che possono essere personalizzate con le apposite skin. Le competizioni che è possibile allestire, inoltre, sono altrettanto vaghe, certamente prive di tutti quegli aspetti regolamentari che solamente F1 2019, da videogioco ufficiale del Grande Circo della Velocità, è in grado di offrire. Più nello specifico, i titoli che abbiamo chiamato in causa in questo articolo sono capaci di replicare bene le sessioni di pratica con una vettura da Formula 1, le quali alla fine si traducono nel tanto amato/odiato hotlapping che, come ben sappiamo, non è vero “racing”. Quindi, a questo punto, non possiamo fare altro che rendere onore a quanto è riuscita a fare Codemasters in questi anni, regalandoci un titolo fedele alla realtà e altamente godibile da una vasta platea di piloti virtuali. I puristi del settore potranno anche storcere il naso, ma in fin dei conti questa è la pura, incontestabile, realtà.
  16. Con le monoposto ferme ai box, il mondo della Formula 1 è pronto a tornare in pista questo fine settimana con il secondo appuntamento delle F1 eSports Virtual Grand Prix series. Dopo la prima tappa del Bahrain, vinta da Guanyu Xhou (pilota Academy Renault) tra critiche e polemiche, il Mondiale virtuale del Circus iridato proseguirà il proprio impegno... tornando in Australia, sull'Albert Park di Melbourne. Nel weekend che avrebbe dovuto vedere il debutto ufficiale del GP del Vietnam sull'inedita pista di Hanoi, tutti gli occhi saranno puntati sui migliori interpreti del simracing, tra i quali si schiereranno in griglia anche cinque piloti ufficiali della massima serie iridata. Al fianco dei già confermati Lando Norris, George Russell e Nicholas Latifi, questa volta saranno presenti anche Alexander Albon e Charles Leclerc, un "quintetto" a cui si aggiungeranno Johnny Herbert, il pilota di Supercar Andre Heimgartner e il campione di cricket Ben Stokes. Tutti i piloti andranno online da remoto, mentre la gara sarà commentata in diretta dalla Gfinity Esports Arena alle ore 21 di domenica 5 aprile. Lo streaming sarà disponibile sul canale ufficiale YouTube della Formula 1, così come su Twitch e sulla pagina Facebook e darà vita a una competizione della lunghezza di 1 ora e mezza per 28 giri, con tanto di sessione di qualifica che determinerà le posizioni in griglia di partenza. Dal momento che saranno nuovamente presenti piloti con differenti capacità al volante, la configurazione dell'evento sarà tale da incoraggiare una competizione in pista divertente e, allo stesso tempo, scalabile. Questo includerà vetture tutte uguali nelle performance con setup fissi, danni ridotti ed, eventualmente, la presenza di aiuti alla guida come l'ABS e il traction control. Dopo la gara prenderà inoltre vita la F1 eSports Pro Exhibition, un'ulteriore corsa di 1 ora dedicata esclusivamente ai gamers. L'appuntamento è fissato per le 22:30 e sarà trasmesso in diretta sia sui canali ufficiali della Formula 1, sia su canali TV selezionati. E proprio oggi la Ferrari ha confermato che, se nella gara virtuale di Melbourne saranno i fratelli Leclerc a scendere in pista, nella seconda gara dedicata agli specialisti del simracing esport, potremo invece ammirare in azione il nuovo duo composto da David Tonizza e Enzo Bonito! F1 eSPORTS VIRTUAL GRAND PRIX: IL CALENDARIO Dopo questa tappa, la serie ufficiale della Formula 1 virtuale proseguirà la sua corsa con altri cinque appuntamenti, nella speranza che, successivamente, il vero Mondiale 2020 possa finalmente accendere i motori. L'unica incognita è quella del round del 3 maggio: in quel weekend le monoposto più veloci del mondo avrebbero dovuto inaugurare il nuovo circuito olandese di Zandvoort, ma dal momento che F1 2019 non ha inclusa questa pista nel suo calendario... gli organizzatori dovranno trovare ben presto un'alternativa. 5 aprile: Virtual GP d'Australia, Melbourne 19 aprile: Virtual GP di Cina, Shanghai 3 maggio: da definire 10 maggio: Virtual GP di Spagna, Barcellona 24 maggio: Virtual GP di Monaco, Montecarlo 7 giugno: Virtual GP d'Azerbaijan, Baku
  17. L'abbiamo annunciata giusto una settimana fa e oggi è finalmente tra noi! Sì, stiamo parlando della nuovissima Formula Hybrid 2020, fedele replica per Assetto Corsa delle monoposto di F1 2020, che finora abbiamo visto girare solamente nei test pre-stagionali di Barcellona. Creata dall'apprezzato team di modding Race Sim Studio, si tratta della diretta evoluzione della precedente Hybrid 2019, da cui si differenzia per una serie di miglioramenti davvero interessanti. Come annunciato dal post ufficiale, la nuova Formula Hybrid 2020 è una vettura a ruote scoperte completamente nuova, che può vantare un modello 3D tra i più dettagliati mai creati per la serie Formula Hybrid. Ma non è tutto, perchè i ragazzi del team Race Sim Studio hanno dotato la loro nuova creatura di un motore V6 turbo-ibrido capace di un sound del tutto inedito, oltre a una fisica rivista che si adatta ai cambiamenti previsti dal regolamento tecnico del Mondiale di F1 2020. Per il secondo anno consecutivo, in aggiunta, Race Sim Studio porta in dote la propria partnership con Precision Sim Engineering, che fornirà il volante top di gamma GPX Steering Wheel. Insomma, un bel regalo per tutti gli amanti delle monoposto e del simracing, che ci permetterà di trascorrere qualche bella ora di divertimento mentre combattiamo tutti assieme l'epidemia del Coronavirus... rigorosamente da casa! Come ottenere questa bellezza? Può essere acquistata al prezzo di 3,99 Euro a questo link.
  18. Si è svolto ieri sera il primo Gran Premio virtuale ufficiale del Bahrain (qui sotto un video di highlights) organizzato direttamente dalla Formula 1, valevole per la F1 Virtual Grand Prix Series, un torneo online ridotto per "intrattenere" il pubblico di appassionati fino alla ripresa delle attività in pista, che speriamo avvenga in tempi ragionevoli. Anche perchè "l'intrattenimento", come lo ha definito Liberty Media stessa, si è rivelato realmente di pessima qualità, a tratti persino indecente! I tantissimi appassionati che stavano seguendo la gara su Youtube, per esempio, dopo i primi due giri, che avevano già mostrato il peggio con un autoscontro assurdo, hanno manifestato immediatamente il loro disappunto con oltre 5000 pollici in basso... Sicuramente migliore era stata la gara #notthebahGP organizzata poche ore prima dal team Veloce Esports ! L'evento del Bahrain organizzata da Liberty Media è stata fra l'altro una pessima pubblicità per l'intero mondo simracing, settore che proprio in questi giorni, in tempi di Coronavirus, sta invece ottenendo sempre maggiore attenzione anche dagli ambienti del motorsport reale. La gara a cui abbiamo assistito, disputata su F1 2019 di Codemasters, è stata un terribile palcoscenico di una garetta arcade su server pubblici, con non chiariti problemi tecnici (la gara da 28 giri è stata invece di 14!), disconnessioni, latenza spaventosa, decine di contatti, passaggi oltre i limiti della pista, tamponate gratuite, nessun rispetto per l'avversario e neppure delle regole basilari dello stare in pista. Poteva anche passare il fatto di aver impostato i danni alle vetture disabilitati, con libertà di usare ABS e traction control, ma il vero problema erano i piloti, non le vetture! Evidentemente per la fretta di mettere in piedi un evento online, la F1 ha mandato in pista solo alcuni che piloti o simdriver lo erano per davvero, i quali in linea generale si sono ben comportati (Norris ed Hulkenberg su tutti), mentre tutti gli altri erano personaggi più o meno noti di vario genere, che sin dalle prime battute hanno dimostrato non solo di non essere capaci a guidare o andar forte, ma neppure a stare in pista insieme agli altri, comportandosi come un bimbo di 8 anni fa quando si mette a giocare a Super Mario Kart.... Non è stata la simulazione di una corsa di Formula 1, ma non è stata neppure una corsa. Per la cronaca, è stato Guan Yu Zhou a vincere, pilota collaudatore Renault (appunto...) e protagonista in Formula 2. Dietro il cinese è giunto il ben noto pilota olandese Stoffel Vandoorne, davanti a Phillip Eng, pilota ufficiale BMW nel DTM, che aveva dominato la qualifica segnando la pole position. Lando Norris, il nome più popolare al via, già in qualifica fermato da un crash, ripetutosi durante il giro di ricognizione, ha visto la sua McLaren guidata dall'intelligenza artificiale fino quasi alla fine. Quando mancavano pochi giri il britannico ha ripreso finalmente il controllo della monoposto, giusto in tempo per difendersi dall'attacco dello youtuber Jimmy Broadbent. Con l'ennesimo contatto poco pulito, Broadbent gli ha strappato il quarto posto. Sesta piazza per Nicholas Latifi, che in questa gara ha esordito egregiamente nel virtuale, così come Nico Hulkenberg, sbattuto fuori varie volte, ma giunto 10° al traguardo. Il tedesco si è dimostrato molto bravo ed a suo agio anche in ambiente simulato, vi basta guardare come sfruttava ogni metro della pista. Un buon settimo posto per il nostro Luca Salvadori, anche lui molto bravo e veloce, ma vittima di vari kamikaze a bordo di F1... I piloti giunti al traguardo nelle posizioni di testa hanno dimostrato bravura, intelligenza e rispetto delle regole, cosa che forse agli altri non era stata affatto esplicata: provate a guardare la partenza ed il primo giro, con Johnny Herbert, 16° in griglia, che taglia la prima curva! Speriamo invece che le "guest star", come il golfista Ian Poulter, il ciclista Chris Hoy e il cantante Liam Payne, resteranno a casa per la prossima gara, perchè hanno combinato solo disastri.... Ciliegina sulla torta del surreale è stato invece Anthony Davidson: solo alla fine si è reso conto di aver disputato un GP da solo, contro 19 avversari IA. Un'altra dimostrazione di quanto poco avessero considerazione dell'evento gli stessi piloti, quasi fosse una cosa alla quale dover partecipare per forza, è arrivata proprio da Lando Norris: mentre aspettava l'inizio del gioco, che in realtà si era bloccato, Lando si è messo a chiacchierare con i suoi contatti, trasmettendo tutto nella sua diretta. Conversazioni con Verstappen, il pilota della Williams George Russell, Antonio Felix da Costa, il compagno di squadra della McLaren Carlos Sainz Jr, l'amministratore delegato del team Zak Brown, il capo della strategia Randy Singh e l'ingegnere delle prestazioni di Norris Andrew Jarvis. "Non frenare alla curva 1", è stato il consiglio di Verstappen. “Porta fuori tutti". Appunto... Divertente peraltro il siparietto con Russell, compagno di F1 di Norris dal 2019: "Sto partendo ultimo sulla griglia. - ha detto Norris - Volevo chiamare la persona con più esperienza dello scorso anno a partire dall'ultima fila della griglia.” Lo studio TV ed il commento della live non c'entrava nulla nè con un evento simracing, nè con una gara ed in quei rari momenti in cui uno dei cronisti provava a spiegare qualcosa di utile, si finiva subito nel ridicolo: dalle difficoltà di concentrazione ed impegno mentale richieste nel simracing, si è subito passati alla pizza portata dalla mamma che ti manda contro il muro! Mi permetto quindi di dare un consiglio a Liberty Media ed alla Formula 1 e credo di convogliare il grido delle centinaia di migliaia di appassionati che ieri sera volevano vedere una GARA, seppur virtuale: organizzate le cose per bene e con calma, lasciate perdere le "star", fate scendere in pista piloti reali e piloti virtuali seri e capaci, cosi non ci sarà neppure bisogno di spiegare il comportamento da tenere in pista e le regole. Ricordate che anche i ragazzini che seguono la Formula 1 sono appassionati veri, non bimbi da autoscontro alla Playstation ed anche loro vogliono vedere si spettacolo, ma di MOTORSPORT!
  19. Solo due giorni fa la Formula 1 ha annunciato la sua nuova serie ufficiale virtuale denominata Virtual Grand Prix Series, che vede in pista al simulatore vari piloti reali, per offrirci uno spettacolo unico nel suo genere. La prima gara online del torneo è prevista per oggi, con la diretta streaming che partirà alle ore 21,00 in Italia e si svolgerà sul circuito del Bahrain utilizzando F1 2019 di Codemasters. Il primo GP virtuale sulla pista di Sakhir sarà una gara del 50% di lunghezza con 28 giri. A causa della grande varietà di livelli di abilità di gioco tra i piloti, le impostazioni di F1 2019 saranno configurate in modo tale da incoraggiare le corse competitive e divertenti. Ciò include prestazioni di guida uguali con configurazioni fisse, danni ridotti al veicolo, freni antibloccaggio opzionali e controllo della trazione per chi ha meno familiarità con il gioco. Ogni fine settimana successivo vedrà la gara di Formula 1 posticipata del mondo reale sostituita con un Gran Premio virtuale, con l'iniziativa attualmente in programma fino a maggio. Ma chi saranno i piloti in pista? Ecco la lista completa: Alfa Romeo - Cyanide - Johnny Herbert AlphaTauri - Luca Salvadori - Sadokist FDA Hublot Esports Team - Robert Shwartzman - Dino Beganovic Haas - Anthony Davidson - Redeye McLaren - Lando Norris - Nic Hamilton Mercedes - Esteban Gutierrez - Stoffel Vandoorne RacingPoint - Jimmy Broadbent - Nico Hulkenberg Red Bull - Sir Chris Hoy - Philipp Eng Renault - Guanyu Zhou - Ian Poulter Williams - Liam Payne - Nicholas Latifi Oltre all'immancabile Lando Norris, non mancano vari ex piloti della massima serie, inoltre è rappresentata anche l'Italia, con Salvadori all'Alpha Tauri. Per l'FDA Hublot Esports Team, la scuderia virtuale di Ferrari, sarà al volante Robert Shwartzman, talento russo e campione in carica FIA Formula 3 e Dino Beganovic, stella svedese del kart classe 2004 che debutterà in monoposto nel campionato italiano di Formula 4. Il team Red Bull, invece, porta in pista virtuale Chris Hoy e Philipp Eng: il primo è il 6 volte medaglia d'oro alle Olimpiadi nel ciclismo su pista, che nel motorsport ha vinto la European Le Mans Series nel 2015, mentre Eng corre nell'IMSA WatherTech SportsCar Championship e dal 2006 ha vinto 24 gare e 4 titoli. Max Verstappen, che com'è noto è un grande appassionato di simracing, non sarà presente invece alla gara. L'olandese ha spiegato in un'intervista a Motorsport.com le sue motivazioni:
  20. La Formula 1 annuncia oggi il lancio di una nuova serie di Gran Premi virtuali Esports F1, con un numero di piloti reali F1 in pista. La serie è stata creata per consentire ai fan di continuare a guardare virtualmente le gare di Formula 1, nonostante l'attuale situazione COVID-19 che ha influenzato il calendario delle gare di apertura di questa stagione. Le gare virtuali si svolgeranno al posto di ogni Gran Premio posticipato, a partire da questo fine settimana con il Gran Premio del Bahrain virtuale di domenica 22 marzo. Ogni fine settimana successivo vedrà la gara di Formula 1 posticipata del mondo reale sostituita con un Gran Premio virtuale *, con l'iniziativa attualmente in programma fino a maggio **. La prima gara della serie vedrà gli attuali piloti di F1 schierarsi sulla griglia insieme a una serie di stelle che saranno annunciate a breve. Al fine di garantire la sicurezza dei partecipanti in questo momento, ogni pilota si unirà alla gara da remoto, con un host trasmesso in diretta dalla Gfinity Esports Arena (o da remoto, se necessario) dalle ore 21 italiane di domenica 22 marzo. La serie utilizzerà il videogioco per PC ufficiale F1 2019, sviluppato da Codemasters, e il primo GP virtuale sulla pista di Sakhir sarà una gara del 50% di lunghezza con 28 giri. La trasmissione, che sarà disponibile sui canali ufficiali di Formula 1 YouTube, Twitch e Facebook, dovrebbe durare 1 ora e 30 minuti, con un periodo di qualificazione in cui le posizioni della griglia saranno determinate in base al tempo sul giro più veloce dei piloti. A causa della grande varietà di livelli di abilità di gioco tra i conducenti, le impostazioni di gioco saranno configurate in modo tale da incoraggiare le corse competitive e divertenti. Ciò include prestazioni di guida uguali con configurazioni fisse, danni ridotti al veicolo, freni antibloccaggio opzionali e controllo della trazione per chi ha meno familiarità con il gioco. La serie è strettamente a scopo di intrattenimento, per portare l'azione dei fan ai fan in questo scenario senza precedenti su cui il mondo è stato influenzato, senza punti ufficiali del Campionato mondiale in palio per i piloti. Durante i fine settimana non di gara, la Formula 1 ospiterà anche gare online, in cui i fan di tutto il mondo avranno la possibilità di confrontarsi con i piloti di F1. Maggiori dettagli di questi eventi saranno disponibili sui canali ufficiali dei social media di Formula 1 nelle prossime settimane. Julian Tan, Head of Digital Business Initiatives and Esports, ha dichiarato: “Siamo molto lieti di essere in grado di portare un leggero sollievo sotto forma del GP virtuale di Esports F1, in questi tempi imprevedibili, poiché speriamo di intrattenere i fan. Con tutti i principali campionati sportivi del mondo che non sono in grado di competere, è un ottimo momento per evidenziare i vantaggi degli sport e l'incredibile abilità dei piloti in mostra. " Frank Sagnier, Amministratore delegato, Codemasters ha aggiunto: "Siamo entusiasti di far parte della nuova serie di Gran Premi virtuali Esports F1. Con gli eventi sportivi attualmente sospesi in tutto il mondo, è bello che il videogioco ufficiale F1 possa aiutare a colmare il vuoto riunendo un entusiasmante schieramento di talenti per correre online durante i fine settimana posticipati. Sarà competitivo, pieno di azione e molto divertente per tutti i soggetti coinvolti". * I Gran Premi non disponibili nel videogioco ufficiale di F1 del 2019 saranno sostituiti con un Gran Premio alternativo. ** L'iniziativa GP di Esports Virtual GP verrà estesa oltre maggio se la pandemia di coronavirus comporterà ulteriori annullamenti / rinvii del Grand Prix.
  21. Il team francese ACFL ha rilasciato per Assetto Corsa la nuova versione 1.0 del suo Formula 1 2020 Season mod, progetto che, come ogni anno ormai, ci permette di simulare l'attuale stagione del mondiale, che sarebbe dovuta partire proprio domenica da Melbourne. L'attuale release ci offre una fisica e dinamica uguale per tutte le monoposto, cosi come le prestazioni ed anche un pack specifico per il cambio delle varie mescole dei pneumatici. Potete acquistare il mod a questo link per euro 6,99, mentre per commenti e discussioni fate riferimento al topic sul forum dedicato.
  22. L’attesa è finita: il Mondiale di Formula 1 2020 è pronto ad accendere i motori! Nonostante la sempre più grave emergenza del Coronavirus, FIA e Liberty Media hanno voluto correre il rischio di confermare le prime tappe dell’imminente stagione agonistica, che scatterà in questo fine settimana del 12-15 marzo. Il primo appuntamento, come da tradizione, sarà il GP d’Australia, a cui seguirà la settimana prossima il Gran Premio del Bahrain, mentre all’inizio di aprile sarà il neonato GP del Vietnam ad ospitare le monoposto più veloci del mondo, sull’inedito Hanoi Street Circuit. Tra qualche giorno, invece, sarà il famoso Albert Park di Melbourne a spegnere i primi semafori rossi del Circus iridato: si tratta di una pista che ha preso il posto del precedente circuito di Adelaide nel lontano 1996, lunga 5,303 km e con sedici curve all’attivo. Qualche altro dato? Il record del circuito appartiene a Lewis Hamilton: il Campione del Mondo in carica ha fatto segnare un sorprendente 1’20’’486 nella Q3 dello scorso anno, mentre il primato in gara appartiene a Valtteri Bottas, che ha fermato il cronometro sull’1’25’’580 sempre durante l’edizione del 2019. ALBERT PARK DI MELBOURNE: LA STORIA DEL GP D’AUSTRALIA Le prime notizie del Gran Premio d’Australia risalgono al 1927, quando prese il via una gara nei pressi di Sydney: l’esordio ufficiale, tuttavia, è datato 1928 con la prima edizione della “100 Miles Road Race”, che all’epoca venne disputata sul circuito stradale di Phillip Island. Negli anni ‘30 il GP d’Australia si spostò poi sul circuito di Mount Panorama, che proseguì la propria attività anche nel secondo dopoguerra. L’Albert Park di Melbourne, invece, fece capolino negli anni ‘50 con le Formula 2 dell’epoca: nell’anno delle Olimpiadi australiane, il 1956, questa pista catalizzò l’attenzione di piloti di spicco come Stirling Moss, Bruce McLaren e Jack Brabham, con quest’ultimo che, nello stesso periodo, iniziò a testare le nuove cilindrate da 1.500cc per le monoposto di F1. Nei Campionati australiani, al contrario, vennero utilizzate vetture con motori da 2.500cc, che diedero vita alla Formula Tasman: una serie che precedette le successive Formula 5000 degli anni ‘70 e le Formula 1 degli anni ‘80, quando il GP d’Australia entrò definitivamente nel calendario iridato. Siamo nel 1985 e da quest’edizione fino al 1996 la tappa nella terra dei canguri è stata disputata sul circuito cittadino di Adelaide, collocandosi come gara di chiusura della stagione. Nel 1986 e nel 1994 questa pista fu decisiva per l’assegnazione del Titolo Piloti: prima con Nigel Mansell, che consegnò il trionfo su un piatto d'argento al rivale Alain Prost a causa di una foratura, e poi con lo scontro a distanza ravvicinata tra Damon Hill e Michael Schumacher, dal quale il tedesco risultò vincitore. A questo punto, però, l’ex pilota Bob Jane aveva già maturato il desiderio di riportare il Gran Premio d’Australia nella città di Melbourne: a tale scopo costruì un enorme “thunderdome” nella capitale dello Stato della Victoria, che ospitò l’AUSCAR (equivalente australiano della NASCAR) per ripristinare l’interesse della popolazione nei confronti delle corse automobilistiche. Il suo sforzo non fu vano, perché il governatore Jeff Kennett, nel 1992, ottenne la possibilità di riportare la F1 a Melbourne raggiungendo un accordo con la FIA. Il contratto con il circuito di Adelaide, tuttavia, sarebbe scaduto solamente nel 1996, per cui Kennett potè allestire tutti i preparativi utili per costruire un tracciato all’interno dell’Albert Park, parte del quale formato da strade opportunamente chiuse la traffico durante il weekend di gara. Nel 1996, quindi, Melbourne tornò ad ospitare ufficialmente il GP d’Australia, che divenne anche la gara d’apertura di ogni stagione del Circus iridato. ALBERT PARK DI MELBOURNE: IL CIRCUITO AI RAGGI X La pista di Melbourne è di tipo semi-permanente, ricavata collegando le strade perimetrali del lago nell’Albert Park della capitale della Victoria. Queste solitamente sono aperte al traffico cittadino, mentre il layout complessivo che tutti noi conosciamo, di 5,303 km e 16 curve, differisce significativamente nei novi mesi dell’anno in cui il circuito non è in attività. La sezione che comprende la curva 4, infatti, è rimpiazzata con un parcheggio, il cui accesso avviene all’altezza dello spazio compreso tra la 3 e la 5. Tra quest’ultima e la 6, invece, di solito il nastro d’asfalto non è percorribile: lo diventa dalla 5 fino all’Albert Road, mentre si può tornare sul tarmac dove sfrecciano le F1 solamente in prossimità della curva 7, dove il flusso della viabilità è regolamentato da un semaforo. La chicane che contraddistingue le curve 11 e 12, invece, è generalmente più aperta rispetto a come siamo soliti vederla, dal momento che vengono utilizzate anche le vie di fuga in asfalto. Quando è in attività, al contrario, l’Albert Park di Melbourne si mostra come un circuito da medio-alto carico aerodinamico: qui i sorpassi possono diventare complicati per i piloti visto che il suo layout è contraddistinto da diverse curve veloci e da pochi rettilinei dove le monoposto possono esprimere la loro velocità di punta. Le tre zone DRS, posizionate sul rettifilo di partenza/arrivo, sul tratto di pista che va dalla curva 2 alla 3 e in quello dalla 12 alla 13, aiutano per fortuna a rendere significativamente più vivo lo spettacolo. Le curve dell’Albert Park di Melbourne, come in tanti altri tracciati dove corre la Formula 1, richiamano i grandi Campioni del passato che sono entrati nell’albo d’oro del Circus iridato. La prima curva è dedicata a Jack Brabham, mentre la numero 2 ad Alan Jones. La 3 è chiamata “Sports Center” e conduce alla 4, la Hellas, che poi prosegue verso la 5 in onore di Doug Whiteford, vincitore con una Talbot-Lago nel GP d'Australia del 1952. Il settore successivo fino alla 7 costeggia la strada parallela Albert Road, mentre il circuito continua con la 8, intitolata all’austriaco Niki Lauda. La curva 9 è dedicata a Jim Clark, la 10 a Emerson Fittipaldi e la 11 ad Arthur Waite, vincitore della primissima edizione del GP d’Australia del 1928. Lo scarto a destra che conduce dalla 12 alla 13, che richiama la variante Ascari del nostro Autodromo di Monza, è invece nominato in onore di Graham Hill. Completano il circuito la 14, intitolata a Sir Jackie Stewart, la 15, che ricorda quell’Ayrton Senna vincitore sotto il diluvio del 1991 che interruppe il Gran Premio dopo soli 14 giri, e l’ultima curva, la 16 in onore del quattro volte Campione del Mondo Alain Prost. ALBERT PARK DI MELBOURNE: PIU’ VELOCI DI HAMILTON! In vista delle prime qualifiche dell’anno, che andranno in scena questo sabato e vedranno le sorprendenti Frecce d’Argento di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas contro le Ferrari di Vettel e Leclerc e le Red Bull di Verstappen e Albon, ecco a voi il nostro hotlap sul circuito Albert Park di Melbourne, al volante della sensazionale Formula Hybrid 2019 con il simulatore Assetto Corsa. Di seguito invece, trovate lo stesso hotlap ma fatto con F1 2019 di Codemasters dal pilota Mercedes F1 Esteban Gutierriez. Buona visione!
  23. La prima novità della Formula 1 che sta per riaccendere i suoi motori su Sky, è che finalmente Matteo Bobbi uscirà dallo stanzino in cui lo ha confinato Carlo Vanzini. Lo farà per andare alla scoperta di una grande novità, quella vera, per il Mondiale 2020. Ci porterà su un simulatore a dir poco spaziale, quello Dallara. E così la presentazione dei Gran Premi, a cominciare da quello di questa settimana a Melbourne, sarà ancora più coinvolgente. Sky Sport F1 utilizzerà uno degli strumenti tecnologici più all’avanguardia del mondo e Bobbi salirà a bordo del “ragno” con la possibilità di provare le monoposto nel modo più realistico che c'è e spiegare piste e setup. Tutti i dettagli a questo link.
  24. Tutto è iniziato lo scorso dicembre, quando sono cominciati i lavori di ammodernamento di quella che sarà una tappa cruciale per Max Verstappen nel prossimo Campionato del Mondo di Formula 1. Stiamo parlando del GP d’Olanda, parte del Calendario iridato fin dal 1950 e che, nel 1985, aveva ospitato la sua ultima edizione sul circuito di Zandvoort, in cui vinse Niki Lauda al volante della sua McLaren motorizzata TAG-Porsche. La presenza di “Mad Max”, tuttavia, ha sollecitato la FIA e Liberty Media a far tornare la pista olandese tra gli appuntamenti della prossima stagione della massima serie automobilistica: un obiettivo riuscito a parole, ma che nei fatti ha richiesto dei grandi lavori di ristrutturazione al fine di preparare il tracciato di Zandvoort ad ospitare le nuove monoposto 2020 di Formula 1. Con la sua carreggiata stretta e la sua conformazione piena di cambi di elevazione, il progetto di ammodernamento della pista olandese ha previsto diverse modifiche strutturali: Allargamento del rettilineo principale di 2 metri Accorciamento dell’ingresso della pit-lane e uscita dai box in prossimità della prima curva, la Tarzanbocht Arretramento della curva 4 e aumento della sua sovraelevazione (banking), con barriere di protezione TECPRO Restringimento in ingresso e allargamento in uscita della chicane “Audi”, la Hans Ernst Bocht Diversa geometria della penultima curva, la Kumhobocht, in preparazione dell’ultima parte di pista Aumento del banking (fino a 17°) dell’ultimo curvone, la Arie Luyendijkbocht, che diventerà una sopraelevata con lo scopo di ottenere una zona di accelerazione molto più lunga per aprire un punto di sorpasso nel rettilineo successivo Nuove vie di fuga in asfalto e ghiaia, nuovi tunnel pedonali sotto la pista, paddock più esteso per le hospitality del Circus iridato Dopo tre mesi di lavori, sembra che il progetto della nuova Zandvoort sia stato ultimato: rimangono solo gli ultimi dettagli in preparazione del ritorno del GP d’Olanda, previsto per il weekend del 3 maggio, una tappa in cui Max Verstappen lotterà a denti stretti per tenere alta la bandiera del popolo olandese. Nel frattempo il pilota del team Red Bull Racing ha già provato l’asfalto della nuova pista, rendendosi protagonista di un video onboard che, in questi giorni, ha già fatto il giro del mondo. Preceduto da Tom Coronel, Verstappen ha testato la nuova Zandvoort al volante della RB8 del 2012, oggi utilizzata come showcar dai piloti del reparto corse gestito da Christian Horner e da Helmut Marko. Contrariamente a quanto si pensava, il giro del 22enne nato a Hasselt non è stato cronometrato: noi, invece, ci siamo sbizzarriti effettuando un confronto con la vecchia fisionomia del circuito olandese. Come vi sembra?
  25. Nell’attesa di scoprire se l’epidemia di coronavirus che sta impazzando a livello globale condizionerà o meno il calendario, il carrozzone della F1 è pronto a ripartire da Melbourne, Australia. Stando alle ultime notizie provenienti dalla federazione, la gara in programma nel continente australiano dovrebbe disputarsi regolarmente, anche se la situazione resta aperta ad ogni possibile scenario. La Mercedes resta la squadra da battere Nell’attesa di scoprire il destino di questa stagione di F1, i test invernali andati in scena come di consueto a Barcellona ci hanno lasciato in eredità la convinzione che la Mercedes sia ancora la scuderia da battere, anche se tutti i tifosi delle Rosse sperano che possa succedere il contrario di quanto avvenuto l’anno passato. In quell’occasione, dopo aver dominato i test invernali, le Ferrari furono costrette a fare i conti con la realtà già nella prima uscita stagionale e dissero addio al sogno titolo a metà stagione. Tornando all’attualità, c’è enorme interesse nello scoprire se e quanto sarà efficace il nuovo sistema DAS sviluppato dalla Mercedes per questa stagione. La scuderia tedesca, dopo mesi di lavoro e progettazione, è infatti riuscita a mettere a disposizione dei propri uomini una vera e propria diavoleria che spostando avanti e indietro il volante permette ai piloti di modificare l’angolazione degli pneumatici, con conseguente vantaggio in termini aerodinamici e di grip. Le polemiche, come di consueto, non sono mancate ed è anche per questo motivo se al 5 di marzo, secondo le scommesse online di Betway, a quota 1,60, Lewis Hamilton resta l’uomo da battere ed è nuovamente il favorito per la vittoria di quello che sarebbe il suo settimo titolo di campione del mondo. La speranza dei tifosi della casa di Maranello è che anche la Ferrari sia riuscita ad implementare le prestazioni della propria vettura e che questa possa essere la volta buona per tornare a un successo che manca ormai da 13 stagioni. La Ferrari sogna il ritorno al successo Dopo i test in galleria del vento, gli allenamenti al simulatore e le prove sul circuito di Barcellona, è giunto il momento di fare sul serio e l’obiettivo stagionale della Ferrari e di tutti i suoi tifosi resta uno solo: vincere. Il successo manca da Maranello da tanti, troppi anni, e dopo aver vissuto il dominio Red Bull, prima, e quello delle Mercedes, poi, sono in tanti a ritenere che sia giunto il momento di invertire la rotta. La sensazione, tuttavia, è che nonostante i tanti sforzi profusi sia dal punto di vista economico che ingegneristico, le Rosse siano ancora distanti dai loro rivali storici e che il lavoro da fare sia ancora tanto. L’obiettivo minimo resta quello di attestarsi come la seconda miglior scuderia del circus, anche se Verstappen e la sua Red Bull hanno già lasciato intendere di puntare con forza alla vittoria del titolo. Leclerc e Vettel, dal canto loro, dovranno lasciarsi alle spalle le difficoltà e le brutte prestazioni dell’anno passato per dimostrare di essere parte di un gruppo unito che rema nella medesima direzione. A differenza di quanto avvenuto l’anno scorso, il Team Principal Binotto non ha parlato di gerarchie ed i ruoli interni sono ancora tutti da definire. Se, da un lato, questa notizia lascia ben sperare i tifosi desiderosi di vedere Leclerc lottare per il titolo, dall’altro rischia di infuocare ancor di più gli animi tra i due piloti che necessitano solo ed esclusivamente di tranquillità. Le modifiche regolamentari che entreranno in vigore dal 2021 non dovranno e non potranno essere l’alibi di un eventuale, ulteriore, fallimento ed i tifosi sperano che questa non sia solo l’ennesima stagione deludente ed interlocutoria. Dopo la pausa invernale in cui hanno dovuto accontentarsi dei videogame a tema, gli appassionati di F1 non vedono l’ora di incoraggiare i propri beniamini in pista e la sensazione è che questa stagione dei motori potrà essere decisamente interessante. I tifosi della Ferrari, dal canto loro, attendono fiduciosi l’accensione dei motori in quel di Melbourne e sperano che questa possa essere la stagione della svolta. Battere le Mercedes di Hamilton e Bottas e vincere la resistenza di un Verstappen sempre più pericoloso non sarà impresa facile ma l’auspicio è che la casa di Maranello possa riuscire a compiere il tanto atteso e desiderato salto di qualità.
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