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  1. Grazie all'ormai consueto post su Facebook, il team Slightly Mad Studios conferma il prossimo arrivo (entro settembre) per il suo Project CARS 2 di un nuovo pacchetto DLC dedicato alla Ferrari: il pack ci metterà a disposizione i due nuovi tracciati di Mugello e Fiorano e 8 vetture del Cavallino Rampante. In allegato i primi screens di anteprima. Ferrari F355 Challenge Ferrari F40 Ferrari 458 Speciale A Ferrari 512 BB LM Ferrari F12tdf Ferrari 250 GT Berlinetta Ferrari 250 Testarossa
  2. Grazie all'ormai consueto post su Facebook, il team Slightly Mad Studios conferma il prossimo arrivo (entro settembre) per il suo Project CARS 2 di un nuovo pacchetto DLC dedicato alla Ferrari: il pack ci metterà a disposizione i due nuovi tracciati di Mugello e Fiorano e 8 vetture del Cavallino Rampante. In allegato i primi screens di anteprima. Commenti sul forum. Ferrari F355 Challenge Ferrari F40 Ferrari 458 Speciale A Ferrari 512 BB LM Ferrari F12tdf Ferrari 250 GT Berlinetta Ferrari 250 Testarossa
  3. FERRARI 643 V1.92 (DX11) BENETTON B191 V0.7 (DX11) TYRRELL 020 V0.1 (DX11) New update for Ferrari 643 V1.92 and new Beta for Benetton and Tyrrell 1991. We added the new animated pilot (Animation by McNolo) on these two cars too. Added visor mode compatible with Oculus DK2 and CV1. www.asrformula.com
  4. [AC] Ferrari's Opponents 2013 "Offline Edition" View File This mod features: All 10 teams, 20 cars and drivers which competed against the F138 V10 tires, 4K liveries, full animations, individual 3d models and sounds Working rear light pit indicator Includes 4K skins for Massa and Alonso with yellow and black T-Cam Singleplayer version for players who like to recreate a 2013 career experience Power adjusted per team to reflect real-life differences AI speed set ideally to challenge a human driver in the F138 who uses KERS Can be installed next to the F.O. 2013 "League Edition" Without the officially licensed Ferrari F138 featured in the RedPack DLC this mod is not complete. Support Kunos and support Assetto Corsa, buy the RedPack here: http://store.steampowered.com/app/493190/ Credits: MSF Italian Modding Team: Michele, Simone and Paolo Independent Modders: Jamie, Martin, Luke and Helmut Huge thanks to Frenky, custodian of the original RF2 mod, for permission to convert! Also thanks to Henky from RD for allowing us to add his 4K Ferrari liveries. Changelog v1.0.3 - New internal and external sounds compatible with AC v1.9 - Balanced exterior volume for all the cars - Fixed colliders (again!) - Fixed side wing profile for Marussia - Fixed tyres color (before was green) - Updated tyres v10 - Minor bug fixes Submitter Uff Submitted 01/21/2017 Category Open Wheelers Mods  
  5. Ciao Ragazzi, abbiamo iniziato una nuova avventura! Altri Screen qui This post has been promoted to an article
  6. VELOCIPEDE

    Formula 1: presentata la Ferrari SF71H 2018

    La SF71H (sigla di progetto 669) è la sessantaquattresima monoposto concepita e realizzata da Ferrari per il mondiale di Formula 1. Il 2018 è il secondo anno all’insegna dei regolamenti che, nella stagione scorsa, avevano introdotto importanti modifiche aerodinamiche e pneumatici più larghi, tutto in funzione dell’incremento prestazionale. La nuova Ferrari di F.1 nasce quindi per sfruttare l’esperienza acquisita nel campionato scorso. Rispetto alla SF70H del 2017, l’interasse è stato leggermente modificato, rivedendo sia gli ingombri laterali che il sistema di raffreddamento. Le sospensioni mantengono lo schema collaudato che vede il puntone (push-rod) all’anteriore e il tirante (pull-rod) al posteriore, ma sono state aggiornate sfruttando l’esperienza della prima stagione con le gomme più larghe. Tutti i dettagli, foto e video a questo link.
  7. La Scuderia Ferrari F1 ha annunciato di aver sostituito il suo simulatore di guida interno ormai obsoleto, riservato unicamente a piloti e tecnici del Cavallino Rampante e pochi altri selezionati, con il software rFactor Pro (da non confondere con rFactor o rFactor 2). Giacomo Tortora, responsabile a Maranello della dinamica del veicolo per la Formula 1, ha spiegato: “Penso che il livello di test che effettua la Ferrari siano i più esigenti di qualsiasi altro compratore. Abbiamo testato ogni cosa del nuovo prodotto, la larghezza della banda e la latenza, la qualità dei dati sulla superficie stradale e la precisione visiva dei circuiti riprodotti digitalmente. Il programma della rFPro è stato così soddisfacente che abbiamo deciso di installarlo subito senza attendere ulteriori test“. Chris Hoyle, direttore tecnico rFPro: “La decisione della Ferrari di modificare il software operativo in corso di stagione, con il rischio di effettivi ritardi nello sviluppo della vettura attuale, sottolinea quale sia la portata del miglioramento a disposizione con il nuovo simulatore“. Il software relativo alla riproduzione del tracciato è denominato TerrainServer, che ha maggiormente convinto i tecnici di Maranello: “Il modo in cui TerrainServer cattura ogni punto LIDAR (ricavato con una rilevazione laser) digitalizzato all’interno della superficie di contatto del pneumatico, e lo integra per fornire al nostro modello di veicolo la più realistica tenuta di strada possibile, migliora la sensazione di guida del pilota e la produzione dei dati risulta più affidabile” – ha spiegato Tortora – “Inoltre rFpro è in grado di ridurre consistentemente i tempi di aggiornamento del software a un solo fotogramma di latenza rispetto al nostro modello di veicolo e di proiezione“. L’elemento che quindi ha convinto la Ferrari ad effettuare questa scelta è stata la velocità del sistema: “L’industria del Motorsport è nota per essere all’avanguardia nel mondo dell nuove tecnologie” – spiega Hoyle – “Servono per avere un vantaggio sulla concorrenza e i nostri clienti potranno beneficiare di tutta la nostra competenza, sviluppatasi sull’esperienza reale di veri piloti che hanno aiutato a perfezionare in maniera estrema le fasi dinamiche del nostro software“. Il software rF Pro viene utilizzato anche dal simulatore McLaren F1 presente a Woking. This post has been promoted to an article
  8. vi segnalo che da fine settembre sono disponibili i nuovi driver aggiornati un primo trailer Questo messaggio � stato promosso ad articolo
  9. Per celebrare la ROSSA che ha rappresentato un’intera epocaNexo Digital presenta FERRARI312B Solo il 9-10-11 OTTOBRE AL CINEMA In un incredibile mix di velocità, suono e immagini, l’evento speciale che porta per la prima volta su grande schermo la storia di una delle Ferrari più belle e innovative di sempre raccontata da Andrea Marini. ConNIKI LAUDA – JACKIE STEWART – JACKY ICKX – GERHARD BERGER – DAMON HILL Può una macchina rappresentare da sola una rivoluzione?Se parliamo di F1 e di Ferrari la risposta non può che essere sì.E questa macchina è la Ferrari 312B. È il 1970 quando Mauro Forghieri, ingegnere e capo progettista della Ferrari, decide di far debuttare in pista un nuovo modello di auto sostenuto dalla potenza di un motore rivoluzionario, il mitico V12 contrapposto della Ferrari 312B: il primo motore “piatto” della storia delle corse, progettato in origine per una fabbrica aeronautica americana “per poter stare nell’ala di un aereo”. Nasce così la Ferrari 312B, che debutta nel 1970 permettendo ai suoi piloti di punta, Jacky Ickx e Clay Regazzoni, di vincere quattro Gran Premi e di gareggiare fino all’ultimo per il titolo mondiale. Ma è soprattutto a partire dalla rivoluzione inaugurata da questa vettura, una delle auto più belle e più potenti che la fabbrica di Maranello abbia mai progettato, che si apre per la Ferrari uno straordinario periodo di vittorie che dura almeno un decennio (1970-1980) con 37 vittorie nei Gran Premi, 4 titoli mondiali costruttori e 3 titoli mondiali piloti. Quasi cinquant’anni dopo FERRARI 312B, firmato di Andrea Marini, arriverà in 50 paesi del mondo come evento speciale e sarà proiettato in anteprima in Italia solo il 9, 10, 11 ottobre per raccontare su grande schermo una storia di uomini e motori, ma soprattutto una storia di passioni. La passione che spinge un ex-pilota di F1, l’italiano Paolo Barilla, a voler riportare in pista, a 46 anni di distanza dal suo debutto, la Ferrari 312B, per farla gareggiare ancora una volta sul circuito di Montecarlo nella competizione riservata ogni due anni alle auto storiche. Per fare questo Barilla affida l’auto all’uomo che nel 1970 l’aveva concepita, l’ingegnere Mauro Forghieri e a un appassionato team di meccanici. La macchina viene completamente restaurata, pezzo per pezzo, e preparata per il grande ritorno. FERRARI 312B è un viaggio nello spirito indomito della F1, nei suoi giorni e nelle sue notti insonni alla ricerca di una miglioria, di un risultato, di un passo avanti: ne ripercorre l’età d’oro attraverso le testimonianze di piloti capaci di imprese memorabili. Niki Lauda, Jacky Ickx, Jackie Stewart, Gerhard Berger, Damon Hill sono le voci principali e al tempo stesso i testimoni di un’intera epoca in cui la sfida cavalleresca, la competizione, l’aggressività e l’ambizione erano risultato di una passione che non conosceva tregua. La stessa passione che nel film mettono in campo l’ingegner Forghieri e il suo team di meccanici per riportare in pista e preparare al meglio la FERRARI 312B, finendo per essere, alla pari dei piloti più titolati, i rappresentanti più degni della visione delle corse e della vita che aveva lui, il Drake, Enzo Ferrari. L’amore del regista Andrea Marini per questa storia fa il resto, mixando sapientemente nel film velocità, rischio, bellezza e suono e rendendolo un’esperienza unica ed emozionante: perché in FERRARI 312B si vive la vita dei meccanici, quella dei progettisti e quella dei piloti, se ne condividono esaltazioni, momenti di scoraggiamento e di speranza. Tutto, che si sia vinto o si sia perso, in attesa della prossima volta. FERRARI 312B è il tributo a un’auto che è al tempo stesso un’opera d’arte interamente costruita a mano e un prototipo lanciato dai suoi inventori a tutta velocità verso il futuro, il simbolo di una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il mondo della F1. FERRARI 312B, prodotto da Tarpini Production, è distribuito al cinema da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it.#Ferrari312B Elenco delle sale qui
  10. Nell’anno del 70° anniversario, Assetto Corsa celebra il mito della Ferrari con un DLC tutto in rosso, capace di emozionare solo a vista. Sette delle più autentiche e meravigliose Ferrari, dagli anni ’60 a oggi, saranno abbastanza da accontentare i fan di tutto il mondo? “Ci sono auto che entrano di diritto nella leggenda, e poi ci sono auto che scrivono la storia e danno inizio alla leggenda stessa... ” È questo, ciò che oggi la Ferrari rappresenta, come marchio automobilistico. Leggenda. Sì, perché da quando è arrivata sulle nostre strade la prima vettura di Maranello, settant’anni or sono, le emozioni più disparate hanno fatto capolino nei cuori e nelle menti di ogni appassionato di auto e di corse, lasciando un segno indelebile in ciascuno di noi. Non a caso Ferrari è ancora oggi il brand automobilistico più famoso e riconosciuto al mondo, in generale quasi quanto Coca Cola o McDonald’s. Il motivo? Passione e amore per ogni creatura che esce dalla fabbrica; una maniacalità impressionante per la ricerca della velocità e del cosiddetto “thrill of driving”, in altre parole il brivido, che solo la guida di auto eccitanti sa provocare. Ecco perché scrivere un articolo, una semplice recensione non sarebbe abbastanza, non farebbe giustizia a ciò che queste vetture rappresentano nella realtà, anche virtuale. Per questo motivo voglio raccontare ogni auto, trasmettere la passione che si nasconde dentro ogni abitacolo e scoprire se alla Kunos sono riusciti nell’impresa di catturare tutte queste emozioni che circondano il Cavallino Rampante, da settanta anni a questa parte. In ordine cronologico, da colei che ha dato vita al mito fino all’ultima arrivata, quella che tutti i tifosi sperano in cuor loro riporti la Ferrari in auge, sul gradino più alto del podio. Correva l’anno 1962. L’Italia si apprestava a vivere i suoi ruggenti anni ’60 e il mondo assisteva alla fine della Crisi missilistica di Cuba. A Maranello però, un certo Enzo Ferrari decideva che era ora di mostrare al pubblico e portare sulle strade ma soprattutto le piste di ogni Paese, la sua nuova fiamma, la mitica 250 GTO. Gran Turismo Omologata. Perché per poter correre in pista, doveva prima, obbligatoriamente, essere omologata per l’uso stradale. Una vettura dalla bellezza raffinata, capace di lasciare a bocca aperta chiunque si presenti al suo cospetto, come una lady vestita di tutto punto che scende le scale dorate del palazzo reale. Abbaglia e colpisce, ma non è sola estetica: questa 250 GTO è anche potenza, velocità e aggressività. Basta un colpo sull’acceleratore per avere i brividi: il V12 urla, echeggia e tramortisce le orecchie con un’armonia spensierata che non ha eguali. Difficile riprodurre alla perfezione tale suono inconfondibile, ma di là di tutto, la Kunos ci è riuscita e se son qui a raccontarvelo è perché il lavoro è stato fatto a dovere. Così come la vista resta ammagliata da tale splendore e l’udito catturato da meravigliosa musica, le mani e le braccia esultano alla guida di questo vero capolavoro. È un continuo susseguirsi di correzioni, destra-sinistra, nel tentativo di tenere a bada gli oltre 300 cavalli scalpitanti sotto il lungo maestoso cofano. È divertente da guidare, sì, ma è ancor di più emozionante spingerla al limite in ogni curva, giacché abbiamo la fortuna di non dover pagare milioni di euro in danni. Per domarla servono destrezza e forza, perché il posteriore tende al sovrasterzo quasi in ogni dove e il possente motore 3 litri vuole scappare uscendo da qualsiasi curva. È con brutalità (attraverso le mani) e delicatezza (attraverso i piedi) che si gioisce a ogni giro, e alla fine si sorride, si esulta e si dice: <<Grazie! È un onore guidare questo gioiello!>>. La 250 GTO, del resto, è un’auto mistica, con un’aura indissolubile tutt’attorno e sono sicuro che resterà per sempre nella storia e nella leggenda; anche nel 2385 se ne ricorderanno, quando verrà stipata in un museo digitale o impiantata direttamente nelle menti di chi sarà sopravvissuto. Cinque anni dopo circa, dopo aver collezionato numerose vittorie nella classe GT, la Ferrari si trova a combattere faticosamente nel mondiale di Formula Uno con la mirabolante 312/67. Dovevano essere anni vincenti, invece la casa di Maranello faticava a portare sul gradino più in alto, non solo il pilota ma la sua vettura. Ciò che colpisce al primo sguardo è l’enorme, immenso motore posto letteralmente dietro le spalle del pilota: un possente V12 che eroga la strabiliante cifra di 390 cavalli. Si resta quasi confusi osservando tutti quei tubi che scorrono e che si tramutano poi negli scarichi; ma la Ferrari è anche questo: un insieme di emozioni che ti fanno girare e perdere la testa. Guidandola è ancor più evidente tutto questo. Lo sterzo morbido ma pesante, poco preciso ma tagliente quando serve, e la potenza esuberante che le gomme Firestone dell’epoca scaricano a terra, riescono a scalfire anche gli animi più freddi. Guidarla al Nordschleife è semplicemente godurioso, pura follia che si trasforma in insaziabile soddisfazione. Il tutto coniugato da una melodia rauca che giunge dal retrotreno. Impossibile non amarla, impossibile non smettere di gioire. Non sarà stata la monoposto più fortunata, ma di sicuro dona qualcosa che le nuove generazioni non sanno dare: un mix scellerato di emozioni, pure e pienamente vintage. La adoro, ecco, lo ammetto. Nello stesso anno, dall’altra parte del mondo, in quel di Daytona, nasceva un altro mito. Una vettura che avrebbe vinto il campionato costruttori e dato finalmente del filo da torcere all’eterna rivale Ford GT40. Sto parlando della gloriosa, magnifica Ferrari 330 P4. Ritenuta ancora oggi una delle vetture prototipo più belle di tutti i tempi, la 330 P4 (qui in versione Barchetta) riuscì a imporsi grazie ad alcune migliorie apportate rispetto alla generazione precedente, su tutte il nuovo sistema di sospensioni e il passaggio da due a tre valvole per cilindro. L’ormai classico V12 poteva così esprimere tutto il suo potenziale e noi, oggi, lo possiamo ascoltare con le cuffie o lo stereo a palla, in tutta la sua esplosività: una vera e propria Woodstock a quattro ruote, insomma. Eppure il vero fattore che fa impazzire tutt’oggi l’intero mondo di appassionati è fuori, è la linea, la splendida e graziosa carrozzeria in alluminio che avvolge il telaio in tubi d’acciaio. Plasmata per essere efficiente alle alte velocità, è semplicemente un meraviglioso capolavoro di arte moderna, e antica. In essa si fondono gli stili ricercati e aggraziati del Rinascimento, con la semplicità e tecnologia dell’era moderna. È sempre un tuffo al cuore vederla, e se dal vivo lascia di stucco, sul PC è altrettanto sbalorditiva e poterla guidare, beh, è qualcosa di emozionante, senza ombra di dubbio. Non è particolarmente esigente, si controlla con più facilità rispetto alla 312 F1 ma la velocità che raggiunge e i freni poco potenti sono un’arma a doppio taglio che mette in difficoltà le prime volte in pista. Non basta quindi accontentarsi né ci si deve stizzire, ma guidare l’auto com’era guidata cinquant’anni or sono da quei valorosi piloti che hanno potuto e saputo scrivere pagine di storia del motor sport a bordo di questa meraviglia. Trovata la chiave di volta è sorprendente come entri in maniera azzardata e precisa sia nelle curve più lente sia soprattutto in quelle veloci come la vecchia Curva Grande di Monza 1966. Frenando in leggero anticipo e cogliendo l’attimo giusto, si riesce a portare tanta velocità in curva e grazie alle sospensioni davvero all’avanguardia per quei tempi, si può condurre l’auto senza fatica. Certo qualche leggera controsterzata è di buon aiuto ma non si percepisce quell’essere in bilico perenne che invece si provava sulla 250 GTO o sulla 312 F1. Nonostante fossero gli stessi anni dello stallo in F1, c’era già evoluzione in altri settori e la 330 P4 ne è un lampante esempio. Facciamo un balzo in avanti di diciassette anni, siamo nel 1984 e la Scuderia Ferrari è ormai sinonimo di Motorsport a quattro ruote, che si tratti di Formula Uno, piuttosto che Endurance o quant’altro. Un binomio, un’equazione potremmo definirla. Eppure secondo i piani di Enzo Ferrari mancava qualcosa sulle strade che potesse eguagliare il successo in pista; vi era la necessità di innovare, ma soprattutto di osare anche tra la gente “comune”. Ecco quindi nascere l’entusiasmante Ferrari GTO (altresì conosciuta col prefisso 288): una bestia da 400 cv, erogati prepotentemente e non linearmente dal V8 sovralimentato posto dietro i sedili, custodito come un faraone da un sarcofago di kevlar forato. E non c’è sostantivo più azzeccato di “bestia” per questa esuberante vettura, difficile da domare, facile da perdere in un batter d’occhio. Merito (o demerito) del doppio turbocompressore che eroga tutta la potenza senza uno schema preciso e allora ci si ritrova a essere improvvisamente in un rodeo su quattro ruote; altro che darsi all’ippica, qui i cavalli scalpitano come non mai, in un trionfo di traversi che rimandano alla sua futura erede, la F40. Solo che in questo caso non c’è nemmeno l’aerodinamica a dare una mano, sta tutto nella sensibilità di chi è dietro il volante e riuscire a raggiungere il limite sembra un’impresa. Tuttavia è così soddisfacente il provarci, l’errare, il correggere ogni volta il muso che vorrebbe andare verso l’interno della curva. È un’emozione differente, è una sfida e anche per questo la GTO ricorda le vetture da corsa alle quali vorrebbe assomigliare tanto. Eppure, all’epoca, grazie alle novità derivate dal mondo della F1, divenne immediatamente un punto di riferimento nel mondo delle supercar e oggi, possiamo goderne anche noi di questa pazzia tinta in Rosso Ferrari o Giallo Modena. Porta con sé l’anima battagliera delle auto del Cavallino del passato, e condisce questo suo essere aggressiva con un telaio ricercato e una carrozzeria dallo stile inconfondibile. È lo stile di Pininfarina, uno stile affilato, mai scontato né stancante. Ci sono i fari a scomparsa caratteristici di quegli anni, ci sono i cerchi “a stella” che tanto andavano di moda sulle Ferrari, ci sono numerose prese d’aria per far respirare il motore. Questa vettura è ciò che desiderava il Drake, un concentrato di passione per amanti della guida veri, per dei puristi insomma. Passano gli anni, ma non passa mai la voglia innata in casa Ferrari di vincere, soprattutto in quello che è l’apice del motor sport, la Formula Uno. Difficile dire quale monoposto sia la più amata dai tifosi del Cavallino, ma di sicuro, la F2004 che ha regalato un’ultima volta il titolo a Michael Schumacher, è di diritto una delle più papabili. Forse è per via del suo palmares (15 vittorie su 18 gare e 12 pole), forse è per il suo appeal o forse proprio perché a guidarla, è stato un marziano della F1 quale appunto Schumi. Sta di fatto che non è possibile restare impassibili di fronte alla bellezza mista ad agonismo che esprime la monoposto in questione. Linee pulite, aerodinamica a un occhio poco esperto banale ma in verità ricercata; una vettura pressoché perfetta, costruita per garantire al meglio la trazione (il TC era d’obbligo in quegli anni) e per essere la più agile, rapida e veloce possibile su ogni circuito. Mossa da un acutissimo V10 dalla potenza di 930 cv è ancora oggi una delle monoposto di F1 più veloci ed elettrizzanti. È un piacere, quasi un onore poterla guidare. Compiacersi delle traiettorie precisissime che è in grado di percorrere diventa immediatamente un’abitudine, è come una droga e più la guido più mi trascina in un vortice emozionale dal quale è difficile uscirne. Si resta sopraffatti dall’eco del V10, ormai abituati al ronzio dei turbo moderni e allo stesso tempo si è incollati al volante e allo schermo, nel tentativo di emulare le gesta di un pilota immortale. Gli stessi Kunos hanno voluto che questa vettura fosse rappresentata nel miglior modo possibile affinché fosse un omaggio al campione tedesco e ci sono perfettamente riusciti, in ogni aspetto. Emoziona all’orecchio, alla vista (per via dei ricordi che riaffiorano la mente) e soprattutto emoziona alla guida: è facile innamorarsene, nonostante non sia così impegnativa come ci si aspetterebbe da una monoposto di F1, ma proprio per questo ci fa capire quanto sia eccitante, da cardiopalma, portare a spasso una vettura del genere. Lei e la 250 GT0 sono l’anima del DLC, sono l’ode perfetta per la storia che la Ferrari racconta da 70 anni, ogni giorno, ogni anno. Lei, la F2004, è un concentrato di adrenalina pura. Basta questo... ed è subito amore. Il bello delle leggende è che non finiscono mai e la Ferrari ne è il miglior esempio. Siamo giunti, infatti, al 2017, l’anno corrente e la casa di Maranello ha deciso di rendere omaggio alla sua infinita storia con due modelli in particolare, uno per la strada e uno per la pista. E’ così che da una parte abbiamo la “non-proprio-lenta” 812 Superfast e dall’altra la hyper-tecnologica SF70H. Due vetture che hanno il grosso, impegnativo compito di rendere giustizia alla leggenda, al mito. L’una, la 812 Superfast, è la Ferrari stradale più potente di sempre (escludendo la LaFerrari che però è equipaggiata con il KERS). Ha la bellezza di 800 cavalli, un V12 che grida più di una scimmia urlatrice e un’estetica che magari non farà impazzire, ma di certo colpisce anche chi delle Ferrari amante non è. Questa auto è l’erede della F12 Berlinetta, le forme lo lasciano intuire, ma ogni dettaglio è diverso, più in linea con lo stile delle ultime Ferrari. Può piacere, può non farlo; ma come precedentemente detto, non passa di certo inosservata. I fari cattivi e protratti verso l’interno del muso, la coda tronca e concava, le curve armoniose che ballano tutte intorno all’abitacolo, sono i punti di forza di un’auto che per la verità, vuole mettere in mostra più ciò che sta sotto rispetto a ciò che sta fuori. E allora, in pista, in modalità “RACE” (sulla sinistra del cruscotto si può notare questo particolare) si lascia strapazzare alla grande: volendo affrontare le curve con precisione chirurgica l’avantreno si comporta come un bisturi affilatissimo intento a scalfire i cordoli e l’asfalto sotto di sé. Al contrario, se si vuole metterla di traverso (cercando di imitare quel mago della guida che è Chris Harris) ce lo concede, diventa improvvisamente divertente ed esplosiva, tanto da stampare sulla mia faccia un gran bel sorriso. È ciò che ogni Ferrari dovrebbe essere oggi, nel 2017: spregiudicata a tratti, composta e precisa il resto delle volte. È sorprendente ed è davvero, davvero, davvero BELLA da guidare... sempre. L’altra, l’ultima di questa breve cronistoria, è la monoposto che sei mesi fa è uscita dalla galleria del vento di Maranello: la SF70H. Nell’anno dei cambiamenti al regolamento, la Ferrari osa, forse più di tutti, nel tentativo di tornare lassù sul gradino più alto del podio, davanti alle Frecce d’argento. È ancora presto per scoprire se riuscirà in quest’impresa, chi tifa Rosso lo spera ardentemente, ma intanto noi, seduti comodi comodi a casa, possiamo provare l’ebbrezza di sfrecciare ad altissima velocità fra i cordoli di decine di piste. La SF70H, infatti, è un missile, lo è per davvero, anche comparata alla F2004 e lo è soprattutto in curva, dove scatena tutta la sua ferocia mediante quattro gomme enormi e con incredibile grip. Lascia senza fiato nonostante il sound non sia dei migliori: non è accattivante, non è mordente, manca di quel brio, quel pathos che le F1 aspirate avevano. Non per colpa dei Kunos, che al contrario su questa monoposto hanno fatto un lavoro egregio, ma per via dell’ormai noto difetto che queste power unit super tecnologiche hanno: il suono mediocre. E proprio nonostante questo difetto la SF70H impressiona, sbalordisce e diverte: nelle curve più emozionanti del mondo, come a Silverstone o a Spa o a Catalunya, è fulminea nei cambi di direzione, è “mindblowing” direbbero gli inglesi, è semplicemente pazzesca. Rispetto alla F2004 però non ci sono i controlli che aiutano a gestire tutta la potenza quindi bisogna dosare sapientemente il gas, la si deve conoscere più a fondo e non ci si può gettare a capofitto, così, senza remore. Una volta fatta la sua conoscenza, però, si capisce in parte perché tutti i piloti di F1 di quest’anno siano contentissimi di guidare queste monoposto: sono elettrizzanti. E questa Ferrari è davvero un concentrato di passione, tecnologia, velocità, esperienza, fame di vittoria e... leggenda. Alla fine di questo viaggio virtuale, se così vogliamo chiamarlo, resto un attimo a pensare. Penso e rifletto sulle vetture che ho guidato, su ciò che mi hanno regalato in termini di emozioni e sensazioni. Penso che davvero la Ferrari sia un mito, una leggenda dell’automobilismo. Ha riscritto la storia, è diventata un benchmark per chiunque nel mondo delle supercar e non solo; ma la cosa più strepitosa è che l’ha fatto da sempre con estrema passione e col cuore di chi ama il motor sport. Certo, è cambiata nel corso degli anni, ha vissuto alti e bassi che non ho potuto né magari saputo descrivere al meglio, ma ha sempre sorpreso in un modo o nell’altro. E queste sette meravigliose vetture ne sono la prova. A chi dice che alla Kunos potevano includere altri modelli io rispondo: sì, è vero, per esempio non mi va giù che manchi la F50, ma i sei modelli da loro scelti rappresentano alla perfezione ciò che è la storia del Cavallino Rampante e non dimentichiamoci che il marketing detta legge in questi periodi e che la settima vettura, la SF70H, è stata scelta dalla community. Io, quindi, ringrazierei il team per l’opportunità data a tutti noi appassionati di auto e sim del mondo, ricordando che la Ferrari non è solo un marchio, non sono solo opere d’ingegneria meccanica, no. La Ferrari E’ l’automobilismo, la Ferrari E’ un capolavoro a quattro ruote, la Ferrari E’ amore per le auto. Per commenti e discussioni fate riferimento a questo topic del forum. A cura di Mauro Stefanoni
  11. VELOCIPEDE

    Ferrari F2004 by ASR Formula

    Version v1.1

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    Il team ASR Formula ha finalmente rilasciato per Assetto Corsa l'attesissima versione 1.0 della mitica Ferrari F2004, la cinquantesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari in Formula 1, che ha gareggiato nella stagione 2004. Il progetto è contraddistinto dalla sigla interna 655. Considerata la miglior vettura da Formula 1 prodotta dalla casa di Maranello, nonché la più vincente. La prima gara disputata è il Gran Premio d'Australia il 7 marzo del 2004 ed è subito doppietta, la prima di altre sette. Ha ottenuto 15 vittorie nel campionato mondiale 2004 di Formula 1 totalizzando 262 punti nel campionato costruttori, 148 conquistati da Michael Schumacher, campione del mondo 2004, e 114 da Rubens Barrichello. Pertanto fu una delle monoposto più competitive della storia della Ferrari. È stata utilizzata anche nei primi Gran Premi della stagione 2005, con le modifiche regolamentari della stagione 2005, sotto il nome di F2004M prima di essere sostituita dalla F2005. Credits: ASR Formula Team InGame-Importing Process: Babbu Babbu 3D model: Raff19 Physics: The Engineer Sounds: elmariachi90 Skins and Texture: alesanchez Helmet skins: alesanchez Suit and Gloves: simontek27 3D Helmet: rf900r Driver animation: mati.sala90 Video Promotion: ddntube
  12. La Kunos Simulazioni ci presenta oggi una nuova Rossa che sarà inserita nel prossimo Ferrari 70th Anniversary DLC pack per Assetto Corsa: si tratta della mitica Ferrari 312 F1 1967, che gli appassionati di Grand Prix Legends attendono da tanti anni in un simulatore moderno ! La Ferrari 312 F1 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1, che gareggiò tra il 1966 e il 1969. Sin dal suo debutto si dimostrò più sfortunata che competitiva, tanto che in 4 anni di attività vinse solo 3 gran premi, di cui 2 nel 1966 e una nel 1968. Per quanto partita tra le prime posizioni nella maggior parte delle gare (comprese 4 pole positions), raramente riuscì a terminare la corsa. Il 1968 fu comunque un anno storico in quanto vide l'introduzione dello spoiler posteriore proprio con la 312 F1. Take a look at the Ferrari 312 F1-67, coming soon to Assetto Corsa as part of the Ferrari 70th Anniversary DLC pack. Scuderia Ferrari started the 1967 Champions hip with the 312 F1-67. The car's official debut was at the Champions' Race in Brands-Hatch with Bandini and Scarfiotti behind the wheel. The Scuderia's best results came courtesy of New Zealander Chris Amon, who managed third position on the podium on three occasions. La prima 312 del 1966 disponeva di un motore derivato dalla Sport 275P del 1965 e che discendeva dai motori della 250TR del 1959-60. Malgrado l'elevata potenza nominale (circa 360 cavalli) la macchina era tuttavia, penalizzata da un elevato peso minimo (circa 600 kg). La prima evoluzione si ebbe al Gran Premio d'Italia di quell'anno, allorché il motore venne dotato della testata a 36 valvole (3 valvole per cilindro: 2 di aspirazione ed una di scarico) e la potenza passò a 375 cavalli. La Ferrari venne data per favorita ed effettivamente John Surtees vinse il Gp del Belgio. Ma poi l'inglese lasciò la scuderia e da lì in poi arrivò solo un'altra vittoria al gp di casa con Ludovico Scarfiotti. Questo fu l'anno dai migliori risultati per la 312, con un 2° posto finale in classifica costruttori. Per la stagione 1967 la 312 venne profondamente modificata: vennero abbandonate le gomme Dunlop in favore delle Firestone, furono adottati i cerchi in lega di magnesio a cinque raggi della Campagnolo, utilizzando la carrozzeria in fibra di vetro il peso minimo scese a 530 kg e la potenza del motore fu elevata a 390 cavalli; infine, al Gran Premio d'Italia venne definitivamente adottata la testata a 48 valvole per una potenza massima di circa 410 cavalli. L'inizio fu drammatico con la morte di Lorenzo Bandini a Monaco. Nel resto della stagione furono conquistati molti podi grazie a Chris Amon, ma nessuna vittoria e solo 5° posto nella classifica costruttori con 20 punti. La 312 F1 del 1968 fu la terza della serie e differiva dalle precedenti in termini di una maggiore profilatura del musetto e della carrozzeria; la grande novità fu l'introduzione delle appendici aerodinamiche (Gran Premio Belgio): in particolare l'alettone posteriore fu dotato di comando idraulico, che consentiva al pilota di variare l'incidenza in funzione del tratto di pista percorso; nel 1968 corse con Chris Amon, Jacky Ickx e occasionalmente con Andrea De Adamich e Derek Bell. Fu conquistata solo una vittoria con Jacky Ickx in Francia. La squadra concluse l'anno migliorando il bottino di punti rispetto all'anno prima, (37 contro 20) ma nei costruttori la Ferrari fu solo quarta. L'ultima evoluzione del 1969 fu caratterizzata dall'incremento di potenza (436 CV a 11000 giri/minuto) e, dopo il Gran Premio Spagna, dall'alettone posteriore fisso e di dimensioni ridotte. Passato Jacky Ickx alla Brabham, le sorti della scuderia furono affidate a Chris Amon, ma quest'ultimo se ne andò a metà stagione, stufo della non competitività della sua Ferrari e fu quindi sostituito da Pedro Rodriguez; il 1969 fu l'anno peggiore per la 312, poiché furono conquistati appena 7 punti nell'intera stagione, (record negativo per la Ferrari) non si aggiudicò alcuna vittoria e fu molto spesso vittima di problemi meccanici, il miglior risultato fu un secondo posto di Amon in Olanda.A Maranello comunque lo sviluppo della vettura si era già interrotto per concentrarsi meglio sulla prossima vettura, la Ferrari 312B.
  13. Con lo spettacolare video di anteprima che potete ammirare qui sotto, il team di iRacing ci presenta la nuova Ferrari 488 GT3 che sarà presente nella prossima build di settembre del simulatore americano.
  14. Con un breve annuncio su Facebook che potete leggere qui sotto, accompagnato da uno spettacolare trailer in game, l'americana Scuderia Corsa ha annunciato la nuova partnership con il prossimo Project CARS 2. Scuderia Corsa è un team con sede in California che corre con la Ferrari 488 GT3 (presente appunto nel titolo Slightly Mad Studios) nel prestigioso campionato IMSA e nel Ferrari Challenge americani. I piloti dello Sportscar Championship sono fra l'altro i nostri italiani Alessandro Balzan e Matteo Cressoni! Considerando l'enorme business del motorsport in america, in grado di muovere milioni di dollari, ci aspettiamo iniziative molto interessanti legate al simracing con Project CARS 2... Very excited to announce our gaming partnership with @projectcarsgame! If you dream to get behind the wheel of the #ScuderiaCorsa #63 #Ferrari488 GT3 here is your chance with #ProjectCARS2 #racingsim #ferrari #forzaferrari
  15. A cura di Rai Sport - Numero Uno puntata 1 http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d3fa93a4-a1d5-41ec-bda5-118c0976e1da.html#p= puntata 2 http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-446e02b5-826d-4c4a-885c-4f0bf2092458.html#p= puntata 3 http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8feb1a03-688a-41c3-a225-563a68493514.html#p=
  16. Con un nuovo post sul blog ufficiale, il team Slightly Mad Studios ci ricorda che con il prossimo Project CARS 2, grazie alle licenze ufficiali di Ferrari (appena annunciata) e Ford, sarà possibile rivivere in virtuale l'epica sfida a Le Mans... In 1967, Ferrari and Ford came to Le Mans and battled it out in one of the most thrilling and epic showdowns in motorsport history: the Ferrari 330 P4 versus the Ford MK.IV: handling versus power, Europe versus the US, and in the background, a smouldering war between two of the biggest personalities in the auto-world, Henry Ford “Deuce” versus Enzo “il Drake” Ferrari …
  17. Il team Slightly Mad Studios ha appena confermato tramite il sito ufficiale, la licenza ufficiale Ferrari per il suo Project CARS 2. Saranno 10 i modelli del Cavallino Rampante disponibili al lancio del gioco il 22 settembre: Ferrari 330 P4, 365 GTB4 Competizione, 288 GTO, F40 LM , F333 SP, F50 GT, Enzo, 488 GT3, 488 GTE, e LaFerrari. Commenti sul forum dedicato. Ferrari has epitomized motorsports for 80 years, and comes to the world’s most authentic racing game franchise with a series of 10 classic and current models carefully chosen to represent the passion, the technology, and the glorious sporting history that defines the brand. The 10 Ferraris coming to Project CARS 2 have been carefully selected to bring the most iconic cars from Ferrari’s rich history to the game, both road- and race-based. The road-based Ferraris have been chosen to represent the evolution of the brand over the course of the last 40 years, and care was taken to bring only the fastest, most powerful and limited editions of those cars to the game. That evolution begins with the latest Ferrari, 2015’s LaFerrari, the most powerful road car Ferrari has ever created, and the living embodiment of what is possible with today’s hybrid technologies and state-of- the-art components. LaFerrari took that mantle from 2002’s Ferrari Enzo, the car that brought the Scuderia’s Formula 1 technology to the road: from the F1-inspired nose to the carbon-fibre body and ceramic brakes, the Enzo pushed the envelope of road-going performance. Then it was made even quicker by the use of banned F1 technology including active aero’, traction control, and a computer-actuated rear-wing. The Enzo itself was built on the back of the 1995 Ferrari F50. For Project CARS 2, you’ll be getting the GT version of this beast that features a V12 3.5-litre Formula-1- derived engine. Only three F50GTs were ever made. Designed for the race track, the end of the GT series in which it was designed to race meant the F50GTs never turned a wheel in anger—until now, when you get a chance to see how quick this car really was. The F50 came on the back of the car that many believe to have been the final “analogue” supercar, the Ferrari F40. Raw, brutal, and astonishingly quick, this was the final car to have been built under the inscrutable gaze of “il Commendatore”, Enzo Ferrari. For Project CARS 2, you’ll get the F40 LM—the GT racer that came without traction control, ABS, featured a five speed manual box, and a 720hp V-8 with twin IHI turbochargers and Behr intercoolers. In terms of pure performance and pure challenge, little comes close to the F40 LM. The F40 was made possible by the 288 Evoluzione test-mule that was built on the base of the 1984 288 GTO that is also coming to Project CARS 2. The 288 GTO was the first road car to hit the mythical 300kmh. Like the F50GT, the 288 GTO was built for GT racing—the epic Group B formula—but by the time it was homologated, Group B was no more and Ferrari was “stuck” with the world’s fastest production car with nowhere to race it. You’ll soon discover why that was one of motorsport’s greatest tragedies. The race-based Ferraris coming to Project CARS 2 begins with what many regard as the most beautiful sportscar to have ever raced, the Ferrari 330 P4 of 1967 (a photo of which was proudly displayed in Enzo Ferrari’s office from the day it claimed total victory at Daytona). That Daytona win was the inspiration for the name that the media assigned to the 1968 Ferrari 365 GTB/4. Ferrari had all-but surrendered their factory GT race program when the Daytona was released, but that soon changed when privateers such as the N.A.R.T team began racing the stock version and getting some impressive results with the V12 road car. Ferrari created factory-built GT Daytonas in three series that would go on to become staples in GT-based racing throughout the 1970s, and those race cars, with era-specific liveries, fat, wide tyres, and fatter wheel arches, are coming to Project CARS 2. Ferrari withdrew from endurance racing back in 1973 to focus on its F1 program, and no-one quite believed the rumors that began in late 1993 about a Ferrari come-back. Those rumors turned out to be true when a collaboration between Dallara, MoMo, and Ferrari resulted in the first Ferrari endurance car in 20 years, a car that broke cover at the 1994 Daytona 24 Hours. The 333 SP was built for the new era in IMSA, and it would go on to dominate that championship with its F1-derived V12 and Dallara-created aero. In 2016, Ferrari replaced the ageing GT3 stalwart the 458 Italia with the all new Ferrari 488. In Project CARS 2, you’ll have two 488s to drive—the 3.9 litre V8 GT3, and the GTE. The 488 GTE scored a second place at 2016’s Le Mans 24 Hours, and third at 2017’s 24 Hours of Daytona. The 488 GT3, meanwhile, is Ferrari’s entry into the lucrative GT3 market where it now competes against dozens of the world’s elite brands, most of which will be also coming to Project CARS 2. The car debuted at the 2016 Australian GT Championship race in Melbourne, won the Bathurst 12 Hour in 2017, and has become a staple in international GT3 racing. With these 10 Ferraris coming September 22nd, Project CARS 2 drivers will soon revel in the cars and history that have made Ferrari the world’s most aspirational car brand. The Ferrari 330 P4, 365 GTB4 Competizione, 288 GTO, F40 LM , F333 SP, F50 GT, Enzo, 488 GT3, 488 GTE, and LaFerrari will come with Project CARS 2 on September 22, 2017 for the PlayStation 4 system, Xbox One, and PC.
  18. Il team Slightly Mad Studios ha appena confermato tramite il sito ufficiale, la licenza ufficiale Ferrari per il suo Project CARS 2. Saranno 10 i modelli del Cavallino Rampante disponibili al lancio del gioco il 22 settembre: Ferrari 330 P4, 365 GTB4 Competizione, 288 GTO, F40 LM , F333 SP, F50 GT, Enzo, 488 GT3, 488 GTE, e LaFerrari. Ferrari has epitomized motorsports for 80 years, and comes to the world’s most authentic racing game franchise with a series of 10 classic and current models carefully chosen to represent the passion, the technology, and the glorious sporting history that defines the brand. The 10 Ferraris coming to Project CARS 2 have been carefully selected to bring the most iconic cars from Ferrari’s rich history to the game, both road- and race-based. The road-based Ferraris have been chosen to represent the evolution of the brand over the course of the last 40 years, and care was taken to bring only the fastest, most powerful and limited editions of those cars to the game. That evolution begins with the latest Ferrari, 2015’s LaFerrari, the most powerful road car Ferrari has ever created, and the living embodiment of what is possible with today’s hybrid technologies and state-of- the-art components. LaFerrari took that mantle from 2002’s Ferrari Enzo, the car that brought the Scuderia’s Formula 1 technology to the road: from the F1-inspired nose to the carbon-fibre body and ceramic brakes, the Enzo pushed the envelope of road-going performance. Then it was made even quicker by the use of banned F1 technology including active aero’, traction control, and a computer-actuated rear-wing. The Enzo itself was built on the back of the 1995 Ferrari F50. For Project CARS 2, you’ll be getting the GT version of this beast that features a V12 3.5-litre Formula-1- derived engine. Only three F50GTs were ever made. Designed for the race track, the end of the GT series in which it was designed to race meant the F50GTs never turned a wheel in anger—until now, when you get a chance to see how quick this car really was. The F50 came on the back of the car that many believe to have been the final “analogue” supercar, the Ferrari F40. Raw, brutal, and astonishingly quick, this was the final car to have been built under the inscrutable gaze of “il Commendatore”, Enzo Ferrari. For Project CARS 2, you’ll get the F40 LM—the GT racer that came without traction control, ABS, featured a five speed manual box, and a 720hp V-8 with twin IHI turbochargers and Behr intercoolers. In terms of pure performance and pure challenge, little comes close to the F40 LM. The F40 was made possible by the 288 Evoluzione test-mule that was built on the base of the 1984 288 GTO that is also coming to Project CARS 2. The 288 GTO was the first road car to hit the mythical 300kmh. Like the F50GT, the 288 GTO was built for GT racing—the epic Group B formula—but by the time it was homologated, Group B was no more and Ferrari was “stuck” with the world’s fastest production car with nowhere to race it. You’ll soon discover why that was one of motorsport’s greatest tragedies. The race-based Ferraris coming to Project CARS 2 begins with what many regard as the most beautiful sportscar to have ever raced, the Ferrari 330 P4 of 1967 (a photo of which was proudly displayed in Enzo Ferrari’s office from the day it claimed total victory at Daytona). That Daytona win was the inspiration for the name that the media assigned to the 1968 Ferrari 365 GTB/4. Ferrari had all-but surrendered their factory GT race program when the Daytona was released, but that soon changed when privateers such as the N.A.R.T team began racing the stock version and getting some impressive results with the V12 road car. Ferrari created factory-built GT Daytonas in three series that would go on to become staples in GT-based racing throughout the 1970s, and those race cars, with era-specific liveries, fat, wide tyres, and fatter wheel arches, are coming to Project CARS 2. Ferrari withdrew from endurance racing back in 1973 to focus on its F1 program, and no-one quite believed the rumors that began in late 1993 about a Ferrari come-back. Those rumors turned out to be true when a collaboration between Dallara, MoMo, and Ferrari resulted in the first Ferrari endurance car in 20 years, a car that broke cover at the 1994 Daytona 24 Hours. The 333 SP was built for the new era in IMSA, and it would go on to dominate that championship with its F1-derived V12 and Dallara-created aero. In 2016, Ferrari replaced the ageing GT3 stalwart the 458 Italia with the all new Ferrari 488. In Project CARS 2, you’ll have two 488s to drive—the 3.9 litre V8 GT3, and the GTE. The 488 GTE scored a second place at 2016’s Le Mans 24 Hours, and third at 2017’s 24 Hours of Daytona. The 488 GT3, meanwhile, is Ferrari’s entry into the lucrative GT3 market where it now competes against dozens of the world’s elite brands, most of which will be also coming to Project CARS 2. The car debuted at the 2016 Australian GT Championship race in Melbourne, won the Bathurst 12 Hour in 2017, and has become a staple in international GT3 racing. With these 10 Ferraris coming September 22nd, Project CARS 2 drivers will soon revel in the cars and history that have made Ferrari the world’s most aspirational car brand. The Ferrari 330 P4, 365 GTB4 Competizione, 288 GTO, F40 LM , F333 SP, F50 GT, Enzo, 488 GT3, 488 GTE, and LaFerrari will come with Project CARS 2 on September 22, 2017 for the PlayStation 4 system, Xbox One, and PC.
  19. Dopo i dubbi e le prestazioni altalenanti delle prove libere del venerdi all'Hungaroring, le due Rosse di Vettel e Raikkonen partiranno in prima fila nello schieramento del GP d’Ungheria, come potete leggere in dettaglio a questo link. Come è stata possibile una tale prestazione, per non dire "trasformazione", delle monoposto di Maranello, soprattutto in cosi poco tempo? Ancora una volta grazie anche all'utilizzo del simulatore, come del resto aveva già fatto la Mercedes a giugno e la stessa Ferrari nel mese di maggio. Il nuovo pacchetto aerodinamico portato dalla Ferrari in Ungheria ha infatti funzionato alla perfezione. Su un circuito tortuoso come quello ungherese, dove il bottone magico per la potenza extra del motore Mercedes ha influito in misura decisamente minore, la Ferrari è riuscita a recuperare prezioso carico aerodinamico grazie a delle importanti evoluzioni tecniche. Ricordiamo che la FIA aveva vietato alcune importanti soluzioni sulla SF70H: la chiusura della “scimitarra” in carbonio che fletteva nel bordo esterno del fondo dietro al deviatore di flusso, vincoli sulla possibilità di aggiungere additivi alla benzina attraverso l’olio lubrificante, infine un intervento sull’asse forato anteriore, che ora deve essere o tutto aperto, o tutto chiuso. Come sempre accade in Formula 1, i tecnici Ferrari hanno cercato di ottenere la stessa performance e vantaggi utilizzando però sistemi legali e consentiti dalla FIA. I nuovi deviatori di flusso sono stati studiati in dettaglio in galleria del vento, ma non sempre in pista si ritrovano da subito gli stessi valori che si vedono nel wind tunnel, con le numerose variabili che possono influenzare le prestazioni (asperità della pista, vibrazioni della power unit, le gomme). Sebbene perciò il nuovo pacchetto aerodinamico non abbia entusiasmato nelle libere del venerdi (Seb e Kimi sono andati più piano quando l’hanno montato), non è stato accantonato, ma sono stati cercati i motivi che hanno impedito di vedere i risultati che la Ferrari si aspettava. Una parte del merito delle due Rosse in prima fila è quindi proprio delle prove fatte al simulatore (ricordate che la Ferrari utilizza una versione personalizzata del software professionale rFPro) da Antonio Giovinazzi. Il pilota pugliese, dopo aver sbattuto con la Haas nella prima sessione di prove libere, è stato spedito immediatamente a Maranello per verificare al simulatore del Reparto Corse i dati raccolti in pista da Vettel e Raikkonen, sperimentando sul famoso ed inavvicinabile “ragno rosso” (nella foto qui sopra) le modifiche che gli ingegneri consigliavano dalla pista. Ovviamente non sappiamo come si è svolto il lavoro o quali dati il software è stato in grado di validare o ottimizzare, ma a quanto pare ha funzionato tutto alla perfezione! Sempre più spesso ormai parliamo su DrivingItalia di simulatori professionali, come per esempio il primo e famoso simulatore Dallara, il Cruden, il recente modello Chevrolet, quello Nascar o quello Indycar usato da Alonso per prepararsi alla Indy 500, l'hardware McLaren, fino ad arrivare all'inarrestabile Billy Monger che, dopo lo spaventoso incidente a Donington, ha ripreso confidenza con la pista proprio al simulatore! Vorreste provare uno di questi mostri da milioni di euro? Non deprimetevi, perchè, come potete verificare dalla lettura di questo articolo, la differenza fra un costosissimo simulatore professionale ed un software installato sui nostri PC è ormai davvero molto ridotta, come ci dimostra del resto l'allenamento fatto da Barrichello per la 24 Ore di Le Mans su un simulatore di fatto "commerciale".
  20. Ferrari F2004 by ASR Formula View File Il team ASR Formula ha finalmente rilasciato per Assetto Corsa l'attesissima versione 1.0 della mitica Ferrari F2004, la cinquantesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari in Formula 1, che ha gareggiato nella stagione 2004. Il progetto è contraddistinto dalla sigla interna 655. Considerata la miglior vettura da Formula 1 prodotta dalla casa di Maranello, nonché la più vincente. La prima gara disputata è il Gran Premio d'Australia il 7 marzo del 2004 ed è subito doppietta, la prima di altre sette. Ha ottenuto 15 vittorie nel campionato mondiale 2004 di Formula 1 totalizzando 262 punti nel campionato costruttori, 148 conquistati da Michael Schumacher, campione del mondo 2004, e 114 da Rubens Barrichello. Pertanto fu una delle monoposto più competitive della storia della Ferrari. È stata utilizzata anche nei primi Gran Premi della stagione 2005, con le modifiche regolamentari della stagione 2005, sotto il nome di F2004M prima di essere sostituita dalla F2005. Credits: ASR Formula Team InGame-Importing Process: Babbu Babbu 3D model: Raff19 Physics: The Engineer Sounds: elmariachi90 Skins and Texture: alesanchez Helmet skins: alesanchez Suit and Gloves: simontek27 3D Helmet: rf900r Driver animation: mati.sala90 Video Promotion: ddntube Submitter VELOCIPEDE Submitted 07/12/2017 Category Open Wheelers Mods  
  21. Il team ASR Formula ha finalmente rilasciato per Assetto Corsa l'attesissima versione 1.0 della mitica Ferrari F2004, la cinquantesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari in Formula 1, che ha gareggiato nella stagione 2004. Il progetto è contraddistinto dalla sigla interna 655. Considerata la miglior vettura da Formula 1 prodotta dalla casa di Maranello, nonché la più vincente. La prima gara disputata è il Gran Premio d'Australia il 7 marzo del 2004 ed è subito doppietta, la prima di altre sette. Ha ottenuto 15 vittorie nel campionato mondiale 2004 di Formula 1 totalizzando 262 punti nel campionato costruttori, 148 conquistati da Michael Schumacher, campione del mondo 2004, e 114 da Rubens Barrichello. Pertanto fu una delle monoposto più competitive della storia della Ferrari. È stata utilizzata anche nei primi Gran Premi della stagione 2005, con le modifiche regolamentari della stagione 2005, sotto il nome di F2004M prima di essere sostituita dalla F2005. DOWNLOAD v1.0 http://www.asrformula.com/
  22. Mentre è in pieno svolgimento il torneo Sparco TopDriver Challenge e volge a conclusione ormai il Formula 3 Challenge, DrivingItalia decide di accontentare anche gli appassionati delle monoposto Rosse dell'epoca mitica di Schumacher, lanciando l'idea del F1 2002 Summer Sprint Cup, un torneo estivo rapido ed appassionante dedicato alla gloriosa Ferrari F2002, che dominò la stagione 2002 portando il titolo piloti al tedesco ed anche quello costruttori grazie a Barrichello. La F1 2002 Summer Sprint Cup si compone di 3 gare da 1 ora ciascuna, con inizio il 5 luglio a Spa, poi il 12 al Red Bull Ring, per concludersi il 19 luglio a Barcellona. Correte sul forum per tutti i dettagli e per l'iscrizione, come al solito gratuita.
  23. Con l'uscita della nuova build season 3 di iRacing sono ovviamente iniziati i primi test in pista delle nuove Ferrari 488 GTE e Ford GTE. Fra i tanti simdrivers che stanno apprezzando i 2 nuovi bolidi made in USA, segnaliamo il trailer di testing pubblicato da Nicki Thiim, pilota danese professionista che quest'anno corre con la Aston Martin Racing nel FIA World Endurance Championship. Yooo... Simracers / Petrolheads! This video I give you my first impression on the new iRacing release Ferrari 488 vs Ford GTE. Hope you´ll enjoy the Tips & tricks I provide you. Feel free leaving a comment if you have any doubt! Thank you for stopping by my channel. Maybe consider Subscribing if you enjoy this or some of my other stuff. You like real racing!? Join me on my social media platforms.
  24. Con il comunicato ed il trailer di lancio che vedete qui sotto, il team di iRacing annuncia il prossimo arrivo nel simulatore americano della spettacolare Ferrari 488 GTE, protagonista della 24 Ore di Le Mans e del mondiale WEC. iRacing Motorsport Simulation, LLC today announced plans to create digital versions of Ferrari’s models. The first product of the partnership between the renowned eSport racing service and the iconic brand will be a virtual Ferrari 488 GTE as raced in the 24 Hours of Le Mans and other events in the 2016 World Endurance Championship. “This is a landmark moment for iRacing and online racing,” says Steve Myers, Executive Vice President and Executive Producer for iRacing.com. “Ferrari is synonymous with world championship caliber race cars and high performance automobiles. The Prancing Horse logo famously inspires passion among racing and automotive aficionados everywhere. iRacers are also passionate about online racing and I have no doubt they will be thrilled at the prospects of racing the 488 GTE and other Ferraris in the future.” The Ferrari 488 will join iRacing’s stable of more than 50 meticulously-modeled open wheel, sedan, sports and stock cars which race on laser-scanned versions of the world’s legendary road courses and ovals in private leagues and officially-sanctioned series including the Blancpain GT Series, the iRacing World Championship Grand Prix Series and the NASCAR PEAK Antifreeze Series. https://www.youtube.com/watch?v=HVdYmeirJw8 This post has been promoted to an article
  25. Un titolo come quello di questo articolo, nel 2017, non deve ormai più lasciare perplessi. Sappiamo bene ormai dell'importanza e dell'efficacia dei moderni simulatori di guida, che, nei casi dei modelli professionali e all'avanguardia utilizzati dalle scuderie di Formula 1, sono spesso in grado di fare la differenza, persino in fase di progettazione e successivo testing delle nuove monoposto. E' quanto conferma Pat Fry, capo tecnico della Scuderia Ferrari, in una recente intervista: se oggi abbiamo in pista una Ferrari SF70H vincente, oltre che per il lavoro di ristrutturazione della squadra, lo sviluppo di novità in galleria del vento e modifiche organizzative in ruoli strategici, il merito è anche del nuovo simulatore di guida basato sul software rFactor Pro implementato alla fine del 2014, inizio 2015, come vi avevamo a suo tempo segnalato. Il commento di Fry: "These days, F1 is a battle which is won in simulation, Ferrari's simulation tools were years behind and that was a five-year project to fix. At the beginning of last year, the simulator tools were getting to where they should have been". Ricordiamo che la Scuderia Ferrari F1 ha sostituito dal 2015 il suo simulatore di guida interno ormai obsoleto, riservato unicamente a piloti e tecnici del Cavallino Rampante e pochi altri selezionati, con il software rFactor Pro (da non confondere con rFactor o rFactor 2). Giacomo Tortora, responsabile a Maranello della dinamica del veicolo per la Formula 1, ha spiegato: “Penso che il livello di test che effettua la Ferrari siano i più esigenti di qualsiasi altro compratore. Abbiamo testato ogni cosa del nuovo prodotto, la larghezza della banda e la latenza, la qualità dei dati sulla superficie stradale e la precisione visiva dei circuiti riprodotti digitalmente. Il programma della rFPro è stato così soddisfacente che abbiamo deciso di installarlo subito senza attendere ulteriori test“. Chris Hoyle, direttore tecnico rFPro: “La decisione della Ferrari di modificare il software operativo in corso di stagione, con il rischio di effettivi ritardi nello sviluppo della vettura attuale, sottolinea quale sia la portata del miglioramento a disposizione con il nuovo simulatore“. Ulteriori dettagli sul forum.
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