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  1. Un dominio delle Frecce d’Argento: si può riassumere così l’inizio di una stagione molto particolare, condizionata dall’emergenza Coronavirus, in cui però nessun team sembra riuscire a trovare uno spiraglio per mettere in difficoltà Hamilton e Bottas. Anche gli appassionati di scommesse sportive sanno perfettamente come Hamilton sia ancora una volta il grande favorito per il prossimo Gran Premio che si svolgerà sempre sul tracciato di Silverstone, nel Regno Unito. Sono in tanti ad aver cominciato a puntare sulla F1, anche se in effetti le quote legate ai due piloti targati Mercedes sono sempre molto basse. Online ci sono comunque piattaforme dedicate al betting online che offrono l’opportunità di trovare quote molto interessanti e scommesse particolari sulla F1. Non solo, dato che tali portali permettono anche di divertirsi con NetBet roulette e tanti altri giochi d’azzardo, come ad esempio il poker, piuttosto che baccarat, blackjack e slot machine. I favoriti per il Gp del 70° anniversario Non c’è bisogno di avere la sfera magica per capire come la Mercedes, in questo momento della stagione, non temi alcun rivale, semplicemente perché è la squadra più forte, con la monoposto migliore rispetto a tutte le altre. A meno di scherzetti delle gomme, saranno ancora Hamilton e Bottas a giocarsi il primo posto, sia in griglia per la pole position, sia in gara. A meno di complicazioni che andranno a colpire le gomme o a qualche problema di affidabilità, quindi, dovrebbe essere ancora un monologo delle due Frecce d’Argento. E la Ferrari? Difficile che Leclerc riesca ancora una volta nell’impresa di portare la rossa sul podio, dato che la fortuna non gira sempre dalla parte del team di Maranello. E affidarsi solo ed esclusivamente alla dea bendata è quanto di più sbagliato si possa fare. Tenendo conto di come le ambizioni di vittoria possano essere accantonate tranquillamente in soffitta, è chiaro come l’obiettivo della Ferrari sia quello di andare a punti con entrambe le vetture e battere le dirette concorrenti, ovvero Racing Point, Renault e Red Bull. Ci saranno ancora disagi con le gomme? Quello di domenica scorsa è stato un Gran Premio caratterizzato da un degrado pazzesco delle gomme Pirelli: le Mercedes sono state protagoniste loro malgrado nel finale di gara, con Bottas che ha dovuto arrendersi e Lewis Hamilton che ha concluso la gara al primo posto, ma solo su tre gomme in pratica. I due piloti della Mercedes non sono certo gli unici che hanno affrontato tali problematiche con gli pneumatici, dato che pure Sainz e Norris hanno sopportato forti vibrazioni e, nel caso del prossimo pilota della Ferrari, pure la distruzione della gomma anteriore sinistra negli ultimi giorni. La Pirelli si è giustificata sottolineando come la causa, molto probabilmente, è legata alla presenza di vari detriti sulla pista lasciati dall’alettone rotto dall’Alfa Romeo di Raikkonen e anche dei dieci giri in più che le monoposto hanno dovuto fare con l’ingresso della safety car in seguito al sinistro occorso a Kvyat. Nel prossimo weekend, come detto, si correrà ancora una volta a Silverstone, ma le cose potrebbero essere ben diverse rispetto a domenica scorsa. Infatti, ci saranno mescole differenti, con pneumatici decisamente più morbidi, evitando di ripresentare ancora la gomma dura. Non solo, dato che le previsioni parlando di un caldo notevole, con temperature che cresceranno anche di diversi gradi rispetto a quelle affrontate il 2 agosto. Cosa vuol dire tutto questo? Semplice, che ci potrebbero essere problemi diversi rispetto all’ultimo weekend. Sarà fondamentale, di conseguenza, la gestione degli pneumatici da parte dei piloti, così come pare che nessuno punterà sulla strategia di una sola sosta, come confidato anche da parte del pilota della Mercedes Valtteri Bottas. [Contributo editoriale esterno]
  2. Sono passati solamente pochi giorni dall’uscita di F1 2020, ultima edizione del tradizionale titolo di corse marchiato Codemasters: un prodotto, come dettagliatamente analizzato nella nostra recensione, che servirà da trampolino di lancio alla prossima generazione di videogiochi racing della software house britannica, ma che porta in dote un sacco di novità che sicuramente hanno incontrato i favori di tutti gli appassionati della Formula 1. Questo, tuttavia, è ciò che un utente medio è in grado di cogliere in superficie. Cosa troviamo, invece, scavando in profondità? Questa è la domanda che ci siamo posti dopo averlo provato, che ha portato a questo articolo in cui andremo ad analizzare i cambiamenti che sono stati apportati a livello di gameplay, fisica e dinamica di guida e di tutte le più importanti sensazioni al volante. Che, per un pilota virtuale, rappresentano il metro di giudizio fondamentale per prendere in considerazione un titolo di corse. Siete curiosi di sapere qual è il nostro giudizio? Continuate a leggere! F1 2020: EVOLUZIONE DELLA SPECIE Negli ultimi anni Codemasters sembrava aver perfezionato per la sua serie di Formula 1 un force feedback… strano, poco realistico ma anche decisamente poco apprezzabile e godibile. Dopo un F1 2017 poco brillante e quasi anonimo, ci siamo trovati tra le mani un F1 2018 rivisto, più guidabile e capace di trasmettere delle sensazioni al volante quantomeno vicine a quelle, invece, sapientemente realizzate da titoli come Assetto Corsa e rFactor 2. Poi è stata la volta di F1 2019: un passo indietro notevole, con delle monoposto fortemente inclini al sottosterzo in tutte le fasi di avvicinamento e percorrenza di curva che hanno fatto storcere il naso anche ai fan più sfegatati della serie. Da una vettura di Formula 1 attuale ci si aspetta tanto, tantissimo carico aerodinamico che la mantiene saldamente al suolo anche ad alta velocità… un’aspettativa che, su F1 2019, si trasformava puntualmente nella necessità di togliere il piede dall’acceleratore per riuscire a chiudere senza inconvenienti la traiettoria impostata. Un’impostazione di guida a cui ci siamo tutti adattati, ma che per fortuna è stata drasticamente rivista per il nuovissimo F1 2020: pronti, via e… cavolo, che bella da guidare questa Mercedes! Anche lasciando le impostazioni di base, il nuovo capitolo firmato Codemasters si distingue per uno sterzo assolutamente più reattivo e comunicativo, che fornisce delle sensazioni in un certo senso “parenti alla lontana” di quelle del recente Automobilista 2. F1 2020: FINALMENTE UN FFB COME SI DEVE! Con un Logitech G29 tra le mani il feeling è quello di sentire maggiormente il contatto delle gomme con l’asfalto e con tutte le altre parti della pista, cordoli e “bumps” compresi. Questo non succedeva nei precedenti capitoli della serie, solitamente anonimi sotto questo punto di vista per un modello di guida in cui la vettura sembrava poter passare sopra a qualsiasi cosa senza battere ciglio. Salvo poi intraversarsi tutta d’un colpo per un’improvvisa perdita di aderenza al posteriore dovuta, magari, a un’esagerazione di troppo sul pedale del gas. Ora, invece, la nostra Mercedes è ben piantata a terra, soffre molto meno di sottosterzo e permette uno stile di guida molto più aggressivo, in cui il pilota può finalmente dire la sua. La sensazione è quella di un maggior controllo complessivo della vettura, che può essere molto più facilmente spinta al limite con grande soddisfazione da chi sta dietro al volante. La tanto ricercata “pesantezza” progressiva dello sterzo è stata finalmente implementata ed è immediatamente percepibile anche su periferiche di fascia medio-bassa, che quindi saranno molto meno penalizzate rispetto alle concorrenti più evolute. Fare hotlapping con queste nuove sensazioni di guida diventa, quindi, un vero piacere, così come frenare all’ultimo metro disponibile per guadagnare centesimi preziosi in staccata. Mentre nel precedente F1 2019 il problema dei bloccaggi era all’ordine del giorno, ora su F1 2020 si potrà affondare sul pedale del freno senza troppi timori, ma piuttosto con quella fiducia necessaria per andare a caccia del proprio miglior tempo sul giro. F1 2020: CALIBRAZIONE (INCERTA) DELLE PERFORMANCE Quanto riportato finora, però, vale per la monoposto attualmente in vetta al Mondiale di F1 2020: la Mercedes di Hamilton e Bottas. Sia in gara che in qualifica la W11 EQ Power+ si è dimostrata nelle nostre mani un’arma affilatissima, con la quale siglare giri veloci a ripetizione anche solo utilizzando il setup di base. Lo stesso discorso, in linea generale, lo possiamo replicare anche per la Ferrari di Vettel e Leclerc, sempre guidabilissima e molto reattiva ad ogni nostro input. Rispetto alla Freccia d’Argento, però, la SF1000 paga qualche decimo di dazio, un gap prestazionale che aumenta a sua volta se prendiamo in considerazione la Red Bull di Verstappen e Albon. La RB16, tuttavia, già mostra qualche differenza di handling con le altre due monoposto prese in considerazione: è più imprecisa e sostanzialmente più “leggera” al volante, il che la rende di conseguenza anche meno stabile e meno percepibile attraverso i sensi del pilota. Volete la verità? Dal momento che il Mondiale 2020 è partito solamente due settimane fa e i test pre-stagionali di Barcellona non potevano essere presi come metro di giudizio, Codemasters ha pensato bene di fare “copia & incolla”, riproponendo le stesse performance delle monoposto 2019 nel suo nuovo titolo a quattro ruote. Così facendo la Mercedes è rimasta sempre la più veloce e consistente, seguita dalla Ferrari, dalla Red Bull e via via da tutte le altre. Insomma, le belle sensazioni che vi abbiamo enunciato nei paragrafi precedenti andranno drasticamente scemando con il nostro allontanamento dalla parte alta della griglia di partenza. Certo, l’handling di base rimarrà sostanzialmente quello della Mercedes, ma pur sempre con delle belle differenze che, in un Gran Premio tarato su performance realistiche, vi faranno rimpiangere di non essere al volante della splendida Freccia d’Argento tedesca. F1 2020: SIAMO SICURI CHE SIA UNA FORMULA 2? Al fianco della classe regina, anche quest’anno Codemasters propone la griglia completa della categoria “cadetta”, la Formula 2… anche se del 2019. Nell’attesa che la software house britannica introduca le vetture del 2020, vi possiamo raccontare come sono quelle dell’anno scorso. Senza troppi giri di parole… avete presente cosa aveva detto Alain Prost nei confronti della Ferrari 643 del 1991? Chi è un appassionato nostalgico non può dimenticare quel commento del Professore, che gli procurò il licenziamento in tronco dalla Scuderia del Cavallino Rampante in seguito al GP del Giappone. Ecco, le Formula 2 sono essenzialmente come la “vecchia” 643: un camion. Se avete letto la nostra comparativa tra la Formula Hybrid 2020 e la RSS2 V6 2020 su Assetto Corsa, vi possiamo assicurare che le F2 modellate da Codemasters non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle realizzate dal team Race Sim Studio. Sullo sterzo sono pesantissime (proprio come su F1 2019) e per essere guidate al limite devono essere inserite in curva con una velocità (bassa) molto ben tarata… altrimenti il risultato è quello di finire nell’erba (o nella ghaia) senza che alcuna correzione possa mitigare l’errore compiuto. Anche la distribuzione di potenza e coppia sono da rivedere: essendo dotate di un V6 turbo-ibrido ci aspettavamo un certo “nervo” a bassi regimi, cosa che invece è sostanzialmente assente. Anzi, per massimizzare il guadagno di tempo in alcune curve strette è necessario scalare in prima e far schizzare in alto gli RPM: se facessimo così nella realtà, molto probabilmente il propulsore avrebbe una vita media di pochi giri, non di alcuni Gran Premi! Per quanto riguarda, invece, le monoposto classiche, come negli anni passati Codemasters ha differenziato notevolmente l’handling di ciascuna di esse: quelle di inizi anni ‘90 sono nettamente diverse da quelle degli anni 2000, così come queste sono un altro mondo rispetto alle ultime vetture Campioni del Mondo presenti nel garage, come la Red Bull di Sebastian Vettel. Le più difficili da guidare, ovviamente, sono le prime che abbiamo menzionato, ma anche qua non capiamo bene la base di partenza per un modello di guida così complicato e poco comunicativo di quanto accade tra la vettura e il contatto delle sue gomme con l’asfalto. Guidare la Jordan 191 di Schumacher su Assetto Corsa non ci era sembrato così impossibile come su F1 2020, dove sembra di stare costantemente sul ghiaccio! F1 2020: GRAN PREMIO O DRAG RACING? Passiamo al gameplay. Benchè quest’anno Codemasters abbia voluto aumentare la carne al fuoco con la modalità Carriera Scuderia e con tante altre chicche che rendono F1 2020 sicuramente più appetibile, il nuovo titolo di corse della software house britannica propone un’esperienza di gioco sostanzialmente molto vicina, se non identica, a quella del suo predecessore. In modalità Gran Premio F1 2020 si distingue da F1 2019 solamente per le sensazioni al volante differenti (a seconda della vettura scelta) e per la modalità ERS semi-automatica, che facilita sicuramente la vita del pilota… ma che sminuisce in un certo senso l’intero prodotto a un banale titolo arcade. Sì, la modalità Sorpasso permette di concentrarsi di più sulla guida e, quando necessario, garantisce un livello aggiuntivo di potenza… che però finisce quasi subito, proprio come accadeva su F1 2019 con i livelli di erogazione più elevati. Soprattutto quando ci troviamo coinvolti in una gara a cui teniamo molto, dove il nostro risultato può fare la differenza: in un contesto del genere, la nostra scelta sarà quella di gestire sapientemente l’energia a nostra disposizione… oppure di dare tutto quello che abbiamo fin da subito pur di metterci davanti a tutti, comandare la corsa e, possibilmente, creare un certo margine sui nostri avversari? Quello che vogliamo dire è questo: temiamo che la modalità Sorpasso induca i piloti a trasformare un Gran Premio in una gara di velocità da pochi giri. L’adrenalina che si prova in una competizione ci porta a voler utilizzare tutte le risorse a nostra disposizione, quindi perché voler gestire il nostro potenziale quando possiamo sfruttarlo a nostro piacimento fin da subito? Nella modalità Online questo aspetto sarà sicuramente estremizzato, il che non farà certamente del bene alla nostra tanto amata Formula 1… F1 2020: IMPRESA FALLITA PER MEZZA GOMMA FUORI DAL CORDOLO Un altro aspetto che non ci ha per niente convinto di F1 2020 è l’implementazione di un sistema di “corner cutting” fin troppo stringente e severo. Nelle nostre prove a Melbourne, sul Red Bull Ring e a Silverstone durate all’incirca una ventina di giri, vi possiamo dire che quelli validati si potevano contare sulle dita di una mano. Immaginatevi la scena: dopo alcuni passaggi di familiarizzazione con il tracciato, con la vettura e la dinamica di guida, cerchiamo di dare il tutto per tutto come fossimo in qualifica. Terzo settore, ultima curva: la prendiamo aggressivamente, mettiamo mezza gomma (mezza!) fuori dal limite esterno del cordolo… e Tac! Giro invalidato. Ci riproviamo e lo stesso copione si ripete, si ripete e si ripete ancora. Non è un’assurdità? Possiamo capire se il nostro “taglio” ci abbia dato un significativo vantaggio in termini cronometrici, ma in alcuni casi gli errori commessi sono accaduti in parti del tracciato che ci avrebbero comunque fatto perdere tempo per via di una traiettoria tutt'altro che ottimale. Siamo di fronte a un bug? Purtroppo no. Codemasters ha scelto consapevolmente di programmare la modalità Sfida a tempo con un “corner cutting” settato su regole “strict”, il che sicuramente premierà i più bravi a rimanere dentro i limiti della pista… ma farà anche spazientire la maggior parte dei piloti virtuali in circolazione. Per fortuna che nelle altre modalità si possono impostare i track limits su Realistic, come nella realtà… F1 2020: SEMPRE LA SOLITA STORIA? Allora, a conti fatti, qual è il nostro verdetto? F1 2020 è un prodotto effettivamente nuovo, fresco e innovativo… o è la solita “minestra riscaldata”? La risposta è… dipende, dal punto di vista attraverso il quale vogliamo vedere il nuovo titolo firmato Codemasters. Se siamo dei principianti della guida simulata, F1 2020 sarà una bella sorpresa per noi: un modello di guida godibile, divertente e ben riprodotto, una modalità Carriera completa e articolata e tutto quello che serve per apprezzare il magico mondo della Formula 1, del presente e del passato. Se, invece, abbiamo già giocato ai precedenti capitoli, l’unico aspetto che rende valido l’acquisto di questo prodotto è la possibilità di costruire da zero la propria Scuderia, con la quale diventare protagonisti con l’11esimo team in griglia di partenza. Viceversa, tutti coloro che provengono dai titoli Kunos Simulazioni, rFactor 2 o iRacing, potranno trovare in F1 2020 una nuova sfida in cui cimentarsi, a patto di adattarsi praticamente a un mondo diverso e tutto nuovo. A livello simulativo, le differenze con titoli più quotati si sentono tutte, ma fortunatamente si stanno assottigliando anno dopo anno. Così come anno dopo anno Codemasters fa dei progressi in alcune aree ma sbaglia in altre: fiduciosi che le performance (e le livree attuali) delle vetture saranno aggiornate quanto prima, il nostro timore è essenzialmente quello di vedere la Formula 1 trasformarsi sempre di più in una competizione lontana dai suoi valori originari. Tra DRS, modalità Sorpasso, azione in pista che, tante volte, si traduce nel saper sfruttare la migliore strategia possibile con gli under-cut (o gli over-cut) ai box e pit-stop programmati con i quali andare a caccia, a tre giri dalla fine del Gran Premio, del giro veloce della corsa, chi ha più la voglia di essere costanti in ogni passaggio con differenze entro un decimo tra una tornata e l’altra? Oppure di guadagnarsi veramente un sorpasso al limite staccando quella frazione di secondo dopo il tuo avversario, solo avendo preso la scia sul rettilineo precedente? A conti fatti, la Formula 1 oggi è così. Una serie automobilistica in cui il progresso ha ridotto la componente sportiva in favore di quella tecnologica, dove conta sì la prestazione… ma anche, e soprattutto, la gestione del proprio potenziale. E se ci troviamo ad affrontare una parte di gara in cui sentiamo di poter andare più veloci ma non possiamo per limitare l’usura delle componenti… bè, dobbiamo accettarlo. In questo F1 2020 è il titolo migliore che riproduce nei minimi dettagli il Grande Circo della Velocità. Sicuramente il migliore degli ultimi anni, nonostante tutti quei difetti a cui, volendo, ci si può adattare e… passarci sopra. Come in tutte le cose. Ma fino a che punto?
  3. A pochi giorni di distanza dalla release ufficiale di F1 2020, sia nella versione speciale dedicata a Schumacher che nella "classica" Seventy Edition, Codemasters vuole deliziarci proponendoci il "making of" che ha portato alla creazione di uno dei due nuovi circuiti che ospiteranno in futuro il Mondiale della massima serie automobilistica: il circuito olandese di Zandvoort. Chiamato "Zandvoort in F1 2020 - The making of a race against time", si tratta di un documentario che ci porterà nel dietro le quinte sotto il punto di vista di Codemasters, che ha inserito anche i commenti dell'ex-pilota di F1 Jan Lammers e di Hans Hugenholtz jr, che è il figlio del creatore del circuito originale John Hugenholtz. Non mancano le parole di Lee Mather, Game Director di Codemasters, e di Stuart Campbell, che ci proporrà alcuni footage esclusivi dello sviluppo portato a termine della software britannica.
  4. Grazie a un recente annuncio pubblicato dal team Renault, Fernando Alonso tornerà in Formula 1 nella prossima stagione 2021, correndo per lo stesso team che nel 2005/2006 ha portato al successo. Dopo due anni di "digiuno" dalla massima serie automobilistica, lo spagnolo potrà contare sull'esperienza accumulata in IndyCar, nella Dakar e anche nel mondo del simracing, a cui si è dedicato come un vero professionista durante il lockdown provocato dalla pandemia COVID-19. Il suo debutto ufficiale è avvenuto nel round di Zandvoort dove ha partecipato al volante della Brabham BT44B, vettura classica da Formula 1 scelta per la categoria Legends Trophy della "The Race All-Stars Series" su rFactor 2. Un esordio, in realtà, poco promettente a causa di due gare con tante difficoltà, a cui però sono seguite due rivincite nella versione virtuale della 500 Miglia di Indianapolis, vinta anche nella corsa a griglia invertita dove è scattato dalla 21esima casella. Al suo ritorno nella All-Stars Series, Alonso aveva già accumulato l'esperienza necessaria per diventare un "frontrunner": prima Silverstone e poi l'appuntamento di Monaco, dove ha trionfato davanti a un Juan Pablo Montoya sì competitivo... ma anche staccato di 10 secondi sotto la bandiera a scacchi. Poi è arrivato il turno della 24 Ore virtuale di Le Mans: Fernando ha fatto squadra con Rubens Barrichello e con i due simdriver Olli Pahkala e Jarl Teien, ma sul più bello un "glitch" gli ha impedito di concretizzare tutto il suo talento. Con tanto di penalità da scontare durante il suo pit-stop programmato a causa di un sorpasso ritenuto invalido, Alonso non ha potuto effettuare il rifornimento della sua vettura, che poi ha dovuto parcheggiare poco dopo fuori dalla pista. Il suo team, successivamente, è tornato in gara grazie a una bandiera rossa, terminando l'evento eSports più atteso di sempre, tuttavia, con diversi giri da recuperare sugli avversari. Un vero peccato, soprattutto per il grande impegno del pilota asturiano che ha anche segnato il nono giro più veloce dell'intero evento, a riprova della sua estrema capacità di adattamento a un mondo, quello del simracing, nettamente differente a ciò che è solitamente abituato. Alonso, fortunatamente, potrà rifarsi molto presto, perchè questo fine settimana parteciperà al secondo evento endurance più atteso della stagione: stiamo parlando della 24 Ore di Spa-Francorchamps su iRacing, nella quale Fernando tornerà a condividere il volante con Barrichello, Pahkala e Teien assieme ad altri simdriver di prestigio, tra i quali il pilota d'IndyCar Tony Kanaan, Ricardo Moràn, Isaac Gilissen e Balasz Remenyik. Il team FA/RB Allinsports è pronto ad accendere nuovamente i motori e a dare spettacolo, attraverso una meticolosa preparazione attuata assieme all'ex team vincente nella categoria LMP2 di Le Mans Greaves Motorsport: "Non vedo l'ora che questa sfida cominci - ha commentato Alonso - Per me sarà la prima volta su iRacing, motivo per cui ho chiesto aiuto ad alcuni amici. Sarà un appuntamento entusiasmante, e benchè l'anno prossimo sarò di nuovo impegnato in F1, sono sicuro che sarà parecchio divertente riunirmi nuovamente con i miei compagni di squadra della 24 ore virtual di Le Mans".
  5. Siete dei principianti della guida simulata e volete davvero scendere in pista con il nuovissimo F1 2020... ma non sapete da dove iniziare e come approcciare correttamente le monoposto del Circus iridato? Allora in questo breve articolo abbiamo la soluzione che fa al caso vostro: Codemasters ha voluto rendere il suo nuovo titolo di punta un prodotto accessibile praticamente a tutti, grazie a una scalabilità della difficoltà del gameplay su più livelli. Per i novizi del simracing, la cosa migliore da fare è non solo imparare dai migliori... ma anche prendere appunti guardando il video qua sotto, che vi fornirà passo dopo passo i consigli più utili per diventare gradualmente dei piloti sempre più bravi. Buona visione!
  6. Aspettando il tanto atteso “salto generazionale” che vedremo nel prossimo futuro, Codemasters per quest’anno ha ulteriormente rifinito il suo cavallo di battaglia corsistico, rilasciando un F1 2020 davvero ricco di novità che farà esaltare tutti gli appassionati delle monoposto più veloci (e belle) del mondo. Dopo mesi di corse virtuali con il precedente F1 2019, il nuovo capitolo della serie si propone come un’evoluzione che tocca tutti gli aspetti più importanti del franchise britannico a quattro ruote, diventando a tutti gli effetti come un “must-have” che anche gli amanti della simulazione “dura e cruda” dovrebbero prendere in considerazione. Perchè? Continuate a leggere la nostra recensione e scoprirete il perché! F1 2020: ZANDVOORT E HANOI, MA NIENTE MUGELLO Iniziamo con una premessa: ciò che F1 2020 vi proporrà sarà il Mondiale di Formula 1 2020 come avrebbe dovuto essere, senza quindi tutte le modifiche attuali rese necessarie a causa della pandemia Coronavirus. Si partirà con il classico debutto in quel di Melbourne, Australia, per poi transitare su altre 21 piste, tra le quali la menzione d’onore va tutta alle nuove aggiunte che rispondono al nome di Zandvoort e dell’Hanoi Street Circuit. Come avevano fatto notare gli sviluppatori, per questione di tempistiche Codemasters non è riuscita a rispecchiare fedelmente l’attuale stagione di Formula 1 2020, che invece è cominciata la scorsa settimana in Austria e vedrà un numero di appuntamenti variabile ma, probabilmente, superiore a 16. Anche se non c’è ancora l’ufficialità, il Mugello, Imola e Portimao faranno il loro esordio (o ritorno in grande stile) in calendario: una notizia assolutamente positiva, ma che avrebbe richiesto ai “Codies” di programmare da zero dei circuiti che avrebbero richiesto almeno un anno di sviluppo. F1 2020: UN TITOLO DI CORSE CON ELEMENTI DA RPG Se vogliamo, quindi, trovare il “neo contenutistico” a F1 2020, dobbiamo puntare il dito necessariamente alla scelta di implementare l’attuale stagione per come era stata organizzata inizialmente. Perchè per tutto il resto, il nuovo titolo di corse firmato Codemasters porta sotto i riflettori tanta, tantissima carne al fuoco. La novità più importante è sicuramente la modalità My Team, chiamata anche Carriera Scuderia: si tratta di una versione “alternativa” della classica Carriera Pilota, in cui saremo chiamati a creare da zero quello che diventerà l’11esimo team in forze al Circus iridato. Da protagonisti, noi vestiremo i panni sia di proprietari/team manager del nuovo reparto corse che di primi piloti: un’avventura che comincia con il scegliere un main sponsor, un fornitore per la power unit della nostra monoposto (ovviamente personalizzabile a piacimento) e un compagno di squadra, da individuare tra le giovani leve della Formula 2. Una volta definite le basi del nostro team, avremo la responsabilità di farlo crescere passo dopo passo, in modo da migliorare i singoli reparti che lo compongono. In questo aspetto le differenze con la modalità Carriera tradizionale sono esigue, ma ciò che fa la differenza sarà l’organizzazione di tutti quegli eventi che fanno da contorno a un weekend di gara. Per progredire dai bassifondi della griglia di partenza verso le prime posizioni sarà necessario organizzare i propri impegni con attività legate al marketing della scuderia (che doneranno visibilità), attività inerenti il lavoro di ricerca e sviluppo della monoposto e di affinamento della preparazione dei piloti (non manca il nostro tanto amato simulatore!). Così facendo attrarremo altri sponsor e otterremo maggior denaro, spendibile per progredire, appunto, nello sviluppo del proprio team. Il tutto senza dimenticare di dare il massimo in ogni Gran Premio, dove la conquista di preziosi punti iridati farà felici i nostri “finanziatori” e aumenterà il blasone del nostro reparto corse. Grazie a ciò si potranno così attrarre anche altri piloti da arruolare tra le nostre fila, tenendo presente, però, che quelli più appetibili richiederanno dei requisiti minimi per convincerli ad indossare i colori delle nostre tute. Ognuno di loro avrà dei punteggi a seconda delle sue abilità di guida, le quali andranno a confluire nel complessivo Driver Rating che definirà, in ultimo, la sua esperienza e il suo valore in griglia. Insomma, la modalità Carriera Scuderia si propone come il modo definitivo di vivere non una, bensì 10 stagioni da piloti/team manager di Formula 1. Tra una corsa e l’altra, finalmente, il nuovo titolo firmato Codemasters prende un senso, diventando qualcosa di più di un – comunque divertente e appagante – titolo di corse su pista. F1 2020: PILOTI SI DIVENTA Benchè tutta l’attenzione è stata catalizzata dalla modalità appena descritta, F1 2020 propone ovviamente anche tutte le alternative che erano già presenti nel capitolo precedente. Non manca, quindi, la classica Carriera Pilota, sapientemente rivista con alcuni degli elementi presenti nella modalità gemella. Anche qui avremo un calendario attraverso il quale gestire i nostri impegni, con i quali ottenere dei bonus da spendere per migliorare la nostra posizione da piloti di F1. La nostra carriera, come già sottolineato, sarà decennale e dovremo gestirla facendo leva non solo sulle nostre capacità in pista, ma anche sulla nostra immagine di fronte alla stampa. Si potrà ingaggiare una squadra di social media manager per far incrementare la nostra fama più velocemente, oppure ci verrà data la possibilità di sbloccare nuove risposte durante le interviste, ora gestite non solo dalla simpatica Claire ma anche da un secondo giornalista. Rispetto a quanto visto in F1 2019, inoltre, nel nuovo capitolo manca la storyline introduttiva con le gare d’esordio in Formula 2: al suo posto si potrà scegliere se avere un assaggio della classe cadetta, correrla in parte o completamente oppure fare il salto diretto nella massima serie automobilistica. Confermati i “driver transfer” tra un team e l’altro, mentre è stato introdotto al termine della Carriera la possibilità di andare incontro al proprio ritiro sportivo per lasciare spazio alle giovani leve dell’automobilismo. Per tutto il resto, la Carriera Pilota di F1 2020 è sostanzialmente la stessa dell’anno scorso: si dovranno affrontare i vari turni di libere e le sfide proposte in pista per incrementare i punti ottenibili, da spendere successivamente nello sviluppo delle varie parti della nostra monoposto. F1 2020: IN ONORE DI MICHAEL SCHUMACHER Allo stesso modo, Codemasters ha mantenuto anche le altre modalità di gioco classiche della serie, vale a dire “Gran Premio”, “Sfida a tempo” e “Campionato”, dove potremo scegliere in quale contesto gareggiare senza dover per forza passare attraverso l’aspetto gestionale delle due modalità Carriera appena descritte. Tra le altre novità contenutistiche, F1 2020 è stato creato con l’intenzione di omaggiare uno dei piloti più vittoriosi di tutto il Circus iridato: stiamo parlando di Michael Schumacher, per il quale il team britannico ha creato anche un’edizione speciale dedicata che, appunto, propone alcuni contenuti extra relativi al Campione tedesco. Ciò che salta subito all’occhio sono, ovviamente, le vetture classiche che hanno contraddistinto la carriera del Barone Rosso di Kerpen: oltre alla sempreverde F2004, nella Schumacher Edition troveranno spazio la Jordan 191, prima monoposto guidata nel 1991 a Spa-Francorchamps, le Benetton-Renault B194 e B195 Campioni del Mondo delle stagioni 1994 e 1995 e la Ferrari F1-2000, monoposto che ha permesso al Kaiser di riportare il Cavallino Rampante sul tetto del mondo durante la stagione 2000. Al loro fianco sono state introdotte anche le tute e i caschi del pilota tedesco, che tra l’altro potranno essere utilizzati nella carriera e nella modalità Online. Per quanto riguarda l’edizione “Standard”, invece, troveranno spazio altre vetture classiche tra le più apprezzate dagli appassionati, come la Williams-Renault di Nigel Mansell e la McLaren-Honda di Ayrton Senna, così come le monoposto che hanno preso parte alla stagione 2019 di Formula 2. Ci aspettiamo in un futuro update di vedere anche quelle della stagione odierna. F1 2020: NUOVA MODALITÀ ERS Oltre ai contenuti, F1 2020 si distingue dal precedente capitolo per alcune scelte tecniche che lo renderanno sicuramente di più facile utilizzo non solo ai novizi della guida simulata, ma anche a coloro che hanno già qualche chilometro sulle spalle. Mentre in F1 2019 si doveva ancora gestire l’ERS in maniera manuale con cinque modalità di erogazione, ora l’Energy Recovery System è stato completamente automatizzato, su consiglio di alcuni piloti reali di F1 che hanno evidenziato quanto fosse poco realistico l’intervento volontario da parte del pilota. In questo modo, ora l’ERS viene erogato e gestito automaticamente dal gioco secondo dei parametri stabiliti a seconda della pista dove si corre; l’unica possibilità di “bypassare” il sistema consiste nell’utilizzare la modalità Sorpasso, vale a dire un pulsante che permette di aumentare considerevolmente la potenza della power unit per effettuare degli attacchi nei confronti dei propri avversari oppure per migliorare il proprio tempo sul giro. Si tratta, a tutti gli effetti, del famoso Push-to-pass presente sulle vere monoposto di F1, che donerà un boost di potenza al costo di un consumo veramente veloce dell’energia a nostra disposizione. Su una gara al 25%, abbiamo notato che un utilizzo aggressivo di questa componente porta a far rimanere nelle batterie solamente un 20% di energia dopo soli tre giri, il che non si discosta molto da quanto accadeva con la gestione manuale del precedente F1 2019. Benchè questo significhi che il sistema non è cambiato molto, ciò che è migliorato è il suo utilizzo durante ogni Gran Premio: ora finalmente ci si può concentrare di più sulla guida, dovendo gestire solamente un pulsante piuttosto che ricordarsi che in ogni curva bisogna portare l’erogazione sulla modalità 0, per poi aumentarla fino a 5 e farla scendere a 4 in ogni rettilineo al fine di massimizzare la spinta della power unit... F1 2020: LA NUOVA MODALITÀ SPORTIVA Un’altra aggiunta degna di nota è sicuramente l’inedita “Modalità Sportiva”: no, non si tratta di una modalità di gioco, ma di una modalità di guida adatta a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo della Formula 1. L’intenzione di Codemasters, infatti, è quella di far avvicinare al nuovo F1 2020 un numero sempre maggiore di appassionati, il che ha creato la necessità di rendere quanto più scalabile possibile il gameplay. Al fianco dei “soliti” aiuti alla guida (traction control, ABS, traiettoria ecc…), quindi, trova spazio questa Modalità Sportiva, che aiuta tutti quei giocatori eventualmente impauriti dalla difficoltà eccessiva del titolo in questione con un driving model più semplice. Ogni sterzata sarà assistita, così come l’utilizzo di acceleratore e freno, mentre le uscite fuori pista non saranno così penalizzanti come nella modalità di guida tradizionale (ridenominata “Realistica”). Utilizzabile esclusivamente offline, questa modalità di guida crea a tutti gli effetti un gioco completamente diverso da quello originale, che in realtà impoverisce l’esperienza al volante. Il computer, infatti, farà di tutto per farvi mantenere la traiettoria ideale, anche contrastando le vostre sterzate con la sensazione che sia inserito il “pilota automatico”. A nostro parere, questa modalità può essere utilizzata dai novizi della serie giusto per avere un assaggio di quello che è in realtà F1 2020: poi, però, il nostro consiglio è di ritornare sulla retta via… F1 2020: TUTTE LE ALTRE NOVITÀ Le novità per F1 2020, tuttavia, non sono ancora finite. A grande richiesta, infatti, è stata introdotta nuovamente la modalità Split-Screen, grazie alla quale si potranno sfidare i propri amici proprio come si faceva una volta, seduti fianco a fianco sul divano di casa. Implementato, inoltre, anche il retrovisore virtuale quando si utilizza la visuale dall’abitacolo: non tutti hanno a disposizione schermi ultra-larghi che includono gli specchietti (dove, tra l’altro, la visuale posteriore offerta non è mai stata eccelsa…), quindi l’introduzione di questa feature può essere considerata un toccasana. A livello di grafica, F1 2020 non presenta grandissimi stravolgimenti rispetto al precedente capitolo: le vetture sono sempre realizzate con cura maniacale, l’illuminazione – già ottima in F1 2019 – è stata ulteriormente affinata, mentre grande cura è stata posta nella progettazione dei circuiti e di tutto quello che circonda la pista. Per un livello di dettaglio ancora più elevato, però, bisognerà aspettare l’anno prossimo. Grande passo in avanti, invece, per il comparto sonoro: i sound delle monoposto ci sono sembrati più convincenti, corposi e belli da ascoltare, perché finalmente dotati di una tonalità che rispecchia una monoposto moderna dotata di power unit. Alcuni campionamenti di F1 2019, infatti, ci avevano lasciato l’amaro in bocca (Toro Rosso e Renault su tutte), mentre ora anche l’udito, finalmente, potrà “avere la sua parte”. Ultimo aspetto da considerare è l’intelligenza artificiale: Codemasters si è riproposta di migliorare il già ottimo lavoro portato avanti con il precedente F1 2019 e i risultati si notano fin dalla prima gara. In pista gli avversari sono davvero combattivi e non mollano facilmente quando ci si trova uno di fianco all’altro in staccata; se sono davanti a noi tenteranno di difendersi portandosi all’interno, mentre se si trovano dietro proveranno il tutto per tutto anche arrivando a ruote bloccate. Rispetto al passato, in aggiunta, abbiamo notato una “tendenza all’errore” più marcata, che lascia intendere un comportamento meno “sui binari” e più umano. Ben fatto! CONCLUSIONE Siamo giunta al termine di questa nostra recensione: com’è, quindi, F1 2020? Il nuovo titolo di corse targato Codemasters ci ha stupito: la grande quantità di contenuti che mette sul piatto garantisce ore di sano divertimento, mentre l’esperienza generale in pista permette anche ai puristi della guida simulata di trovare del buono in quello che è, in sostanza, un simcade. La tentazione di creare un proprio team, di gestirlo come si vuole e di corrervi per scalare tutti i gradini della Formula 1 facendo arrivare il proprio nome davanti a tutti è sicuramente un incentivo per godersi senza remore quello che è, probabilmente, il miglior titolo di F1 mai creato fino ad oggi. Anche per quanto riguarda le sensazioni al volante, che abbiamo volutamente omesso in questa recensione perché faremo un secondo articolo dedicato per spiegarvi per filo e per segno cos’è cambiato rispetto al precedente F1 2019. Qualche anticipazione? Poco sottosterzo e tanta guidabilità, che equivale a tanta soddisfazione per ogni giro portato a termine con successo: FINALMENTE!
  7. Puntuale come ogni anno, il gran giorno per tutti gli appassionati di Formula 1 è finalmente arrivato! Oggi, 7 luglio, il prossimo titolo di punta firmato Codemasters, F1 2020, sarà disponibile sugli scaffali di videogame di tutto il mondo in quella Schumacher Edition che vuole essere un tributo al grande Barone Rosso di Kerpen, vincitore di sette Titoli Mondiali nella massima serie automobilistica. Acquistabile su PlayStation 4, Xbox One e su PC attraverso la piattaforma Steam, la F1 2020 Schumacher Edition permetterà a tutti i fans del Circus iridato di mettere le mani sul nuovo titolo Codemasters tre giorni in anticipo rispetto al lancio ufficiale della versione "standard", dalla quale si differenzia per alcuni contenuti aggiuntivi. Innanzitutto quattro, inedite, vetture storiche, tra le quali la Jordan 191, le due Benetton-Renault del 1994 e del 1995 e la Ferrari F1-2000, con la quale il Kaiser riportò il Cavallino Rampante sul tetto del mondo durante la stagione 2000. La Schumacher Edition conterà anche delle livree esclusive a tema per la propria vettura, nuovi articoli per la personalizzazione del pilota e inedite celebrazioni quando si arriva a podio in ogni gara. A richiesta, inoltre, la si potrà acquistare in una speciale confezione Steelbox da collezione. Per quanto riguarda, invece, il titolo in sè, F1 2020 porterà in scena diverse novità rispetto al precedente 2019: la modalità MyTeam con la quale si potrà creare la propria, personale, scuderia con cui competere nel Campionato del Mondo, una rinnovata e ancora più completa Modalità Carriera, i Driver Ratings per ogni pilota (inclusi quelli di Formula 2), un modello di guida rifinito e disponibile anche in versione "sportiva" per i novizi del genere, lo Split-Screen per correre le gare a schermo condiviso e tanto, tanto altro. Per un'analisi approfondita del nuovo titolo Codemasters, non vi resta che attendere ancora qualche giorno: la nostra, personale, recensione è in arrivo!
  8. Tutto avrebbe dovuto cominciare all’inizio di marzo, sul circuito Albert Park di Melbourne, ma l’esplosione dell’emergenza Coronavirus ha costretto FIA e Liberty Media a sventolare momentaneamente bandiera bianca. Dopo mesi di stop forzato, ora è tempo di tornare in pista, quella vera! Il Mondiale di Formula 1 2020, infatti, è finalmente cominciato oggi sul circuito del Red Bull Ring, che domenica darà vita a quel Gran Premio d’Austria che sarà, a tutti gli effetti, il primo appuntamento di questa stagione. I piloti più veloci del mondo si troveranno di fronte un tracciato corto, veloce e ricco di storia, sul quale la massima serie automobilistica ha cominciato a correre fin dagli anni ‘60. Il momento che tutti gli appassionati stavano aspettando è finalmente arrivato: indossate tuta, casco, guanti e scarpette e scendete in pista con noi alla scoperta della pista austriaca. Siete pronti? DALL’AERONAUTICA AI GRAN PREMI L’attuale circuito del Red Bull Ring è situato in Austria, nella regione della Stiria e, più precisamente, nella località di Spielberg bei Knittelfeld: un luogo che già negli anni ‘50 ospitò delle corse automobilistiche, organizzate su un circuito ricavato all’interno dell’aeroporto militare di Zeltweg. Denominate Flugplatzrennen, queste gare portarono in breve tempo ai classici Gran Premi di Formula 1 del 1961 e del 1963, divenuti poi ufficiali nel 1964 con il nome di “GP d’Austria”. La superficie sconnessa e abrasiva della pista ricavata nell’aerodromo, tuttavia, si rivelò ben presto poco adatta alle monoposto della massima serie automobilistica, che lasciarono quindi il posto nel 1965 alle vetture sport e da Gran Turismo. La comunità, tuttavia, voleva riportare la Formula 1 in pianta stabile in Austria: una volontà che, poco dopo, portò alla realizzazione del primo tracciato permanente destinato a questa categoria, che potè ritornarvi a partire dal 1970. I PRIMI ANNI DELL’ÖSTERREICHRING Il nuovo circuito austriaco fu battezzato Österreichring e fu inaugurato nel 1969 con una prima gara che precedette la 1000 km di Zeltweg. L’anno successivo, invece, fu il turno della Formula 1, che tornò a disputare in pianta stabile il locale Gran Premio d’Austria. La pista così creata si presentò subito come un tracciato particolarmente veloce e caratterizzato da un’altimetria variabile, visto che venne costruito sul fianco di una collina. In origine aveva una lunghezza di 5.911 metri e, subito dopo la linea di partenza in salita, si caratterizzava per la Hella-Licht Kurve, una pericolosa chicane che lasciò ben presto il posto alla Vöst-Hügel, prima curva a destra “cieca” che non permetteva ai piloti di vedere il punto di corda in uscita. Successivamente bisognava affrontare il Flatschach, un tratto prevalentemente rettilineo che conduceva alla curva Dr. Tiroch, tornante a destra da percorrere in appoggio. Nel settore successivo, in leggera discesa, si arrivava alla Bosch-Kurve, che immetteva nell’unica parte del circuito caratterizzata da due curve a sinistra, raccordate nella Texaco-Schikane. L’ultimo settore, invece, era contraddistinto da un piccolo tratto rettilineo che conduceva verso la Jochen Rindt Kurve, tornante a destra molto difficile da affrontare che poi terminava sul rettilineo d’arrivo. Nel 1976 l’incidente mortale che costò la vita a Mark Donohue in prima curva fu il primo segnale che l’Österreichring necessitava di profondi lavori di ammodernamento. L’allargamento provvisorio della sede stradale non bastò e dopo le tre partenze del GP d’Austria 1987, la Formula 1 decise di abbandonare il circuito, a causa degli scarsi standard di sicurezza garantiti dagli organizzatori. LA SECONDA GIOVINEZZA: L’A1-RING Pur di far tornare la massima serie automobilistica in pista, nella primavera del 1988 il circuito fu sottoposto a tre mesi di lavori: la sede stradale fu allargata di un paio di metri, il rettilineo di partenza passò da 9 a 12 metri in larghezza, la Bosch-Kurve fu ridisegnata spostandola verso l’interno e le vie di fuga furono drasticamente migliorate. Questo, tuttavia, non fu sufficiente per far tornare immediatamente la Formula 1 protagonista del GP d’Austria: solo l’arrivo nel 1995 del noto architetto Hermann Tilke salvò la situazione, grazie a un profondo progetto di ammodernamento finanziato dalla società austriaca di telefonia A1. Gli interventi? La pista fu accorciata, eliminando del tutto la Hella-Licht Kurve e costruendo un rettilineo parallelo allo Flatschach per ricongiungersi alla Remus Kurve, secco tornante a destra in ripida salita che prese il posto della Dr. Tiroch. Oltre a ciò, la Texaco-Schikane fu riposizionata all’interno, la Bosch-Kurve fu rallentata e la Jochen Rindt Kurve fu trasformata in un lungo tornante a doppia curva a gomito, in modo da ricavare lo spazio sufficiente per le vie di fuga. In questo modo la F1 tornò in Austria a partire dal 1997, dando vita a un lungo periodo di corse che durò fino al 2003: quell’anno la proprietà dell’A1-Ring passò nelle mani della Red Bull, che lo chiuse di nuovo per sottoporlo ad ulteriori lavori di ammodernamento in vista di un futuro utilizzo per il DTM. IL RITORNO DEL TORO: ECCO IL RED BULL RING! Le intenzione della Red Bull, inizialmente, erano quelle di utilizzare la fisionomia del precedente A1-Ring per dar vita a un circuito più lungo e articolato: questo avrebbe compreso un’estensione chiamata “Circuito Ovest”, caratterizzata nuovamente dal Flatschach e dalla curva Dr. Tiroch, per un’iniziativa che voleva riportare in auge l’originario Österreichring. Tale progetto, tuttavia, non ebbe alcun seguito, a causa di diverse proteste ambientaliste. In questo modo, il vecchio A1-Ring rimase per lungo tempo in stato di abbandono, fino alla definitiva riattivazione dell’impianto, opportunamente ammodernato a livello di box e zona paddock, nell’autunno del 2010. In questo periodo la FIA diede il via libera a una nuova omologazione, che avrebbe ricalcato lo stesso disegno della pista precedente ma con un nome del tutto nuovo: Red Bull Ring. L’inaugurazione avvenne il 15 maggio dell’anno successivo e fu caratterizzata dalla presenza del team ufficiale Red Bull Racing, che fece scendere in pista Sebastian Vettel e Mark Webber al volante della RB6 Campione del Mondo. La prima gara ufficiale, invece, fu organizzata giusto la settimana dopo, permettendo alle Porsche Targa Tricolore di dare di nuovo spettacolo tra le colline della Stiria. Fu poi la volta del DTM, delle gare organizzate dal gruppo italiano Peroni Race, dall’ADAC tedesco e dall’International GT Open. Fecero ritorno anche le moto derivate dalla serie dell’IDM, mentre la Formula 1 ritornò a correre il locale Gran Premio d’Austria solamente dal 2014. Solitamente impegnate su questa pista per una volta l’anno, in questa stagione le monoposto più veloci del mondo, invece, correranno sul Red Bull Ring per ben due volte: questo weekend e il prossimo del 12 luglio, quando prenderà vita il Gran Premio di Stiria. RED BULL RING: DATI E STATISTICHE Attualmente il circuito del Red Bull Ring è lungo 4,318 metri e presenta 10 curve: otto a destra e solo due a sinistra. Ospita la Formula 1, le categorie minori del Circus iridato, il Campionato Sportprototipi, il DTM e alcune serie dell’ADAC tedesco, oltre al Motomondiale e al Campionato Superbike. Il record in qualifica è 1’03’’003, fatto segnare l’anno scorso da Charles Leclerc, mentre in gara è 1’06’’957, stampato da Kimi Raikkonen al volante della Ferrari SF-71H del 2018. Per quanto riguarda il Gran Premio d’Austria, il pilota più vincente di sempre in Stiria è il francese Alain Prost (tre vittorie), mentre quello più veloce è l’austriaco Niki Lauda, con tre pole position a parimerito con René Arnoux e Nelson Piquet. Il pilota con più giri veloci all’attivo è il britannico David Coulthard, primo anche in fatto di podi conquistati (cinque), mentre quello capace di accumulare più punti sulle diverse stagioni è Lewis Hamilton (83 punti). Tra i costruttori, il team più vincente e con più giri veloci all’attivo è la McLaren (sei vittorie), mentre la Ferrari svetta per il numero di pole position (otto), podi (25) e punti conquistati (271,5). Volete sapere come si affronta un hotlap sul circuito del Red Bull Ring? Allora date un’occhiata alla guida preparata dal team Mercedes AMG Petronas: il test & development driver Esteban Gutierrez vi spiegherà per filo e per segno come conquistare la prima casella in griglia!
  9. Il Mondiale di Formula 1 2020 è pronto a ricominciare: dopo mesi di astinenza, le monoposto più veloci del mondo sono pronte a tornare in pista e lo faranno questo fine settimana sul circuito del Red Bull Ring, sede della prima tappa di Campionato: il Gran Premio d'Austria. Quale occasione migliore per mostrare le potenzialità del prossimo F1 2020, in uscita tra pochi giorni su PC, PlayStation 4 e Xbox One? Codemasters ha colto la palla al balzo e ha appena pubblicato un nuovo video hotlap proprio sulla pista di Spielberg: scendete nell'abitacolo della Renault assieme ad Esteban Ocon e godetevi lo spettacolo!
  10. Giulio Scrinzi

    Una Formula 1 può correre a testa in giù?

    Le Formula 1 odierne sono tra le vetture che sviluppano più carico aerodinamico al mondo, al punto da garantire un grip straordinario in ogni curva di un circuito. Ma sono capaci anche di correre sottosopra, sfruttando solamente la loro efficienza aerodinamica? Questa è la domanda che si è fatto Scott Mansell, fondatore del canale Driver61 Sim Racing, un quesito a cui ha cercato di dare una risposta utilizzando il simulatore rFactor 2. Il verdetto? Date un'occhiata al video qua sotto!
  11. Il Mondiale di Formula 1 2020 è pronto a ripartire e lo farà nel prossimo fine settimana sul circuito del Red Bull Ring, dove scatterà quel GP d'Austria che sarà, a tutti gli effetti, la prima tappa della stagione. Un Campionato completamente differente da quello che inizialmente era previsto e che dovrebbe comunque assicurare circa 15 gare fino al gran finale di Abu Dhabi. Nel mezzo, in questo momento, ci sono addirittura Portimao e il Mugello a contendersi lo scettro di appuntamenti papabili per rinvigorire il tour-de-force europeo... due circuiti che, purtroppo, non saranno però presenti nel prossimo videogioco ufficiale marchiato Codemasters. A poche settimane di distanza dall'uscita, F1 2020 presenterà infatti i circuiti inizialmente pensati per alimentare l'attuale stagione 2020, senza includere possibili "wild-card" come invece sta succedendo nel mondo reale. A dichiararlo è stato il game director Lee Mather ai microfoni di GPblog: "I tracciati sono l'elemento che richiede il maggior grado di sviluppo: ogni pista, infatti, richiede circa 1 anno di lavoro di implementazione, a cui segue l'affinamento dell'intelligenza artificiale e il miglioramento delle telecamere". "Di conseguenza, F1 2020 sarà basato sulla stagione come originariamente prevista: siamo entusiasti di includere il circuito di Hanoi e quello rinnovato di Zandvoort, ma sfortunatamente non potremo inserire altre piste come invece sta accadendo nel Campionato reale". In poche parole? Ricreare il Mugello o Portimao per il nuovo F1 2020 richiederebbe troppo tempo e per quest'anno non sarebbe fattibile. Peccato...
  12. Il traguardo del 7 luglio, giornata in cui l'edizione "early access" di F1 2020 dedicata a Michael Schumacher, uscirà sugli scaffali si sta avvicinando sempre di più. Il nuovo titolo della massima serie automobilistica prodotta da Codemasters sta facendo passi da gigante e promette una nuova esperienza di gioco più ricca che mai: driver ratings, una modalità carriera rinnovata a cui partecipare creando da zero un proprio team, un nuovo modello di guida "sportivo" più accessibile che mai e tante altre novità, non ultime le bellissime vetture storiche del sette volte Campione del Mondo tedesco. F1 2020, come potete vedere, sta continuando a migliorare giorno dopo giorno, quindi vale la pena dare un'occhiata agli ultimi video presenti su YouTube che ne mostrano l'attuale livello di sviluppo. Buona visione!
  13. La serie ufficiale di otto gare svolta su F1 2019 che ci ha tenuto compagnia durante la quarantena è andata in archivio: nello scorso fine settimana, infatti, George Russell ha dominato l'ultimo GP sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, diventando il primo Campione del Mondo virtuale di questa serie dedicata. Un Campionato che ha coinvolto diversi piloti professionisti, dei quali abbiamo deciso di stilare una classifica per vedere chi sono stati i "migliori dieci" che ci hanno fatto divertire a suon di sportellate. 10° POSTO - ANTONIO GIOVINAZZI Cominciamo dal fondo, con un decimo posto che ha tenuto a parimerito da una parte il nostro Antonio Giovinazzi, e dall'altra il test driver della Haas Pietro Fittipaldi. Quest'ultimo si è reso protagonista di una splendida pole position in quel di Montecarlo, mentre il pilota di Martina Franca si è distinto per un passo più consistente che gli ha permesso di mettere in cassaforte 16 punti in cinque apparizioni ufficiali. Probabilmente con una guida più pulita avrebbe potuto fare anche meglio, ma sta il fatto che il suo operato gli ha permesso di conquistare l'ultima posizione della nostra classifica. 9° POSTO - LOUIS DELETRAZ Nona posizione per Louis Deletraz: il pilota di riserva della Haas ha vinto la 24 Ore virtuale di Le Mans con il team Rebellion - Williams e si è sempre ben comportato anche nelle F1 Virtual Grand Prix Series, sia nelle gare destinate ai piloti di F2 e F3 sia nei sei appuntamenti ufficiali destinati alla classe regina. Nonostante ciò, non è mai arrivato a podio. Con 18 punti in cassaforte e tre terzi posti conquistati nelle qualifiche dell'Australia, della Cina e dell'Azerbaijan, Deletraz ha seminato tanto e raccolto poco. Sul circuito di Shanghai ha chiuso al sesto posto, in Australia si è girato due volte... mentre a Baku ha creato un vero e proprio "casino" nella zona dello stadio, dove ha coinvolto anche Norris e Leclerc. Il suo miglior risultato? Due settimi posti proprio a Melbourne e in Cina. 8° POSTO - NICHOLAS LATIFI Saliamo di un gradino e troviamo il secondo pilota della Williams, quel Nicholas Latifi che, anche virtualmente, ha interpretato al meglio il ruolo di seconda guida del team di Grove. I suoi risultati? 39 punti totali, la terza posizione in griglia come miglior qualifica (in Canada) e il quinto posto a Barcellona come miglior risultato finale. Se non fosse rimasto coinvolto in così tanti incidenti, come quelli con Gutierrez in Bahrain e con Giovinazzi ad Interlagos, avrebbe potuto fare di più. 7° POSTO - LANDO NORRIS Con così tanta esperienza nel mondo del simracing, Lando Norris onestamente ci ha deluso. Il pilota della McLaren ha sofferto continui problemi tecnici e probabilmente non è mai riuscito ad adattarsi completamente a un titolo come F1 2019, decisamente diverso rispetto a software più simulativi come iRacing o rFactor 2. Come miglior risultato ha ottenuto un quarto posto in Azerbaijan, seguito da quella quinta piazza in Bahrain dove arrivò ai ferri corti con lo YouTuber Jimmy Broadbent. 6° POSTO - GUANYU ZHOU L'outsider d'eccezione: ecco chi è Guanyu Zhou, pilota di F2 e test driver della Renault che nell'appuntamento del Bahrain è riuscito nell'impresa di portare la sua RS19 sul gradino più alto del podio. Un ottimo risultato, a cui sono succedute delle prestazioni meno esaltanti, come il sesto posto in Canada... e la terza posizione ottenuta solo grazie all'intervento della direzione gara a causa del contatto subito da Leclerc e Albon in Cina. 5° POSTO - ESTEBAN GUTIERREZ Da rappresentante della Mercedes, Esteban Gutierrez si è subito dimostrato un ottimo pilota capace di arrivare stabilmente a podio, benchè poco propenso a lottare per la vittoria. Tra i suoi migliori risultati vale la pena citare il secondo posto nelle qualifiche del Bahrain, a cui è seguita una scia positiva di performance rappresentate dal sesto posto al traguardo in Cina e dal quinto ad Interlagos, superate solamente dalla splendida medaglia d'argento ottenuta a Monaco dietro a Russell. 4° POSTO - STOFFEL VANDOORNE Un altro simracer d'esperienza: stiamo parlando di Stoffel Vandoorne, vincitore della Race at Home Challenge organizzata dal mondo della Formula E e protagonista di un'ottima performance anche nella 24 Ore virtuale di Le Mans, a cui ha seguito degli interessanti risultati anche al volante della Mercedes di F1 2019. In Bahrain ha chiuso al secondo posto partendo 11esimo, mentre in Brasile la partenza dalla pole position sembrava che gli assicurasse la vittoria in tasca. Peccato per il testacoda in prima curva, perchè il potenziale c'era tutto. 3° POSTO - ALEX ALBON Un grande lottatore, ma capace di conquistare il gradino più alto del podio solamente in un'occasione. La vittoria ad Interlagos durante il "GP d'Olanda" di Alexander Albon è stata spettacolare, soprattutto a fronte dei 26 cambi di leadership con Charles Leclerc. Dopo questo exploit, tuttavia, il pilota della Red Bull non è riuscito a tenere il ritmo dei suoi avversari, mettendo il sale sulla coda a Russell solamente nell'ultimo Gran Premio del Canada, dove ha centrato un comunque consistente secondo posto. Con un successo e tre podi, Albon ha mostrato a tutti il proprio potenziale: servirebbe solo un po' più di pratica per stare là davanti con Russell e Leclerc... 2° POSTO - CHARLES LECLERC Il monegasco della Ferrari si è dimostrato subito una presenza molto forte nelle F1 Virtual Grand Prix Series. Come Russell, ha saltato la prima gara ma si è subito imposto in Vietnam e in Cina; ad Interlagos, tuttavia, ha sbagliato strategia montando le medie al secondo pit-stop, il che lo ha portato a dare spettacolo con Albon prima di finire dietro al pilota della Williams a causa di una penalità. Stesso esito anche in Spagna, un appuntamento a partire dal quale il suo livello è sceso in picchiata: a Baku è stato disastroso, mentre nell'ultima tappa a Montreal ha dato direttamente forfait per partecipare alla 24 Ore virtuale di Le Mans. Risultato? Terzo posto in classifica finale addirittura dietro ad Albon. 1° POSTO - GEORGE RUSSELL And the winner is... George Russell! Benchè abbia impiegato un po' di tempo prima di trovare il ritmo, il pilota della Williams ha fatto capire chi comanda praticamente da subito: il suo livello è migliorato costantemente fino al GP di Spagna, appuntamento che ha dato strada a una scia di vittorie (e di pole position) interrotte solamente dall'exploit di Fittipaldi a Montecarlo. Grazie a un approccio rigoroso e professionale, Russell ha dimostrato di essere all'altezza dei migliori piloti eSports di F1 2019, il che gli ha assicurato il Titolo di Campione con l'ultimo dominio a Montreal. Ora non gli resta che fare lo stesso anche sulla pista vera!
  14. Presto la Formula 1 tornerà ad accendere i motori e lo farà nel weekend del 5 luglio sul circuito del Red Bull Ring, in Austria. Dopo mesi di lockdown, tutti i piloti del Circus iridato sono pronti a tornare in pista... compreso Max Verstappen, recentemente impegnato nella 24 Ore virtuale di Le Mans con il team Redline ma poi costretto al ritiro per alcuni problemi con la sua vettura. L'olandese è ben conosciuto nel paddock per la sua aggressività una volta al volante della sua Red Bull, quasi fosse sempre al limite. Ma è veramente così? Ce lo spiega nei dettagli il simpatico Scott Mansell, ex-pilota e oggi coach in ambito motorsport: a quanto pare, lo stile di guida di "Mad Max" è tutt'altro che aggressivo, visto che il suo intento è quello di mantenere in equilibrio la piattaforma della sua vettura durante tutte le fasi di percorrenza di una curva, con una racing line ancora più efficace di quella ideale. Ma non vogliamo anticiparvi nulla: date un'occhiata al video qua sotto e scoprirete perchè Verstappen è il candidato ideale per mettere il sale sulla coda a Hamilton e Leclerc per la conquista del Titolo Mondiale!
  15. Dopo mesi di competizioni al simulatore, anche le F1 Virtual Grand Prix Series stanno per avvicinarsi al loro ultimo round: questo fine settimana, infatti, andrà in scena il gran finale sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, che ospiterà quel Virtual Canadian Grand Prix che sancirà il primo Campione del Mondo virtuale della serie ufficiale organizzata dal Circus iridato. In questa tappa saranno cinque i piloti di Formula 1 presenti in griglia: Valtteri Bottas, che terrà alta l'onore della Mercedes, Alexander Albon per la Red Bull, Pierre Gasly per l'AlphaTauri e il duo Williams, composto da Nicholas Latifi e da quel George Russell che, ormai, è pronto a mettere in bacheca il Titolo, soprattutto per il fatto che il suo diretto avversario, Charles Leclerc, dovrà abdicare in favore del suo impegno con Ferrari nella 24 Ore virtuale di Le Mans. In quest'ultimo appuntamento delle F1 Virtual Grand Prix Series, inoltre, non ci sarà nemmeno la gara d'apertura della Formula 2, per cui la line-up per il gran finale della serie vedrà diversi piloti delle categorie cadette pronti a dare battaglia ai loro colleghi della "classe regina". Guanyu Zhou vestirà i colori della Renault, David Schumacher sarà chiamato al volante della Racing Point, mentre Callum Ilott renderà onore alla Scuderia di Maranello; la Haas, invece, confermerà la line-up già sperimentata in precedenza, con Pietro Fittipaldi e Louis Deletraz. Grande presenza, ovviamente, anche da parte dei "non-piloti": stavolta troveremo il cantante dei Biffy Clyro Simon Neil al volante dell'AlphaTauri e lo sciatore Jon Olsson con i colori Red Bull, mentre gli YouTuber Tiametmarduk e Aarava saranno chiamati a raccogliere punti preziosi rispettivamente per la McLaren e l'Alfa Romeo. Insomma, un'ultima gara che si preannuncia davvero interessante, che prenderà il via alle ore 19 di domenica 14 giugno sul videogioco ufficiale F1 2019: la distanza prevista è di 35 giri, per la durata complessiva di 1 ora e mezza in un evento che inizierà, come di consueto, con la F1 Esports Pro Exhibition. Il live broadcast avverrà da remoto presso la Gfinity Esports Arena di Londra, mentre lo streaming sarà coperto dai più importanti canali sportivi come Sky Sports, ESPN e Fox Sports Asia, a cui si aggiungeranno i collegamenti sui canali ufficiali della F1 su YouTube, Twitch e Facebook. A proposito dell'ultimo appuntamento delle F1 Virtual Grand Prix Series, ecco il commento di Julian Tan, Head of Digital Business Initiatives and Esports per la Formula 1: "Questa serie è stata un vero successo: siamo entusiasti di aver fatto divertire gli appassionati con l'azione in pista e con il coinvolgimento di diverse stelle dello sport mondiale. Con il GP virtuale del Canada le Virtual Grand Prix series raggiungeranno la bandiera a scacchi, ma questo sarà solo il punto di inizio per un futuro coinvolgimento delle F1 eSports Series nel corso dell'anno. Stiamo lavorando su diverse idee e non vediamo l'ora di coinvolgere i nostri fan in questa esperienza: abbiamo catalizzato l'attenzione di una nuova audience e ci piacerebbe rivedere prossimamente in pista tutti coloro che si sono divertiti con noi".
  16. Manca circa un mese all'uscita ufficiale del prossimo F1 2020, titolo con il quale Codemasters ha intenzione di accontentare praticamente tutti gli appassionati con un modello di guida assolutamente scalabile e personalizzabile. Il nuovo capitolo del Circus iridato, infatti, è stato migliorato con un handling delle vetture ancora più realistico, grazie ad alcuni interventi mirati sulla pressione delle gomme che permetteranno ai giocatori di "sentire" ancora meglio le monoposto in pista. D'altro canto, però, Codemasters ritiene che F1 2020 debba essere un titolo il più possibile "accessibile" e che faccia avvicinare sempre più appassionati alla guida virtuale in circuito: per questo motivo, infatti, troverà spazio una modalità dedicata in cui le vetture saranno molto più facili da guidare, grazie a una fisica semplificata e all'intervento di gran parte degli aiuti alla guida, come traction control e ABS. Questa feature, di conseguenza, non permetterà a F1 2020 di diventare un "simulatore" ai livelli di titoli come iRacing, rFactor 2 e Assetto Corsa... un dato di fatto che, in realtà, ha richiamato l'attenzione di Codemasters nel pensare anche a un'alternativa per i puristi del simracing, che potrebbe sfociare in un titolo parallelo e, quindi, in un vero e proprio investimento a lungo termine. Un esempio? Basta guardare la serie NASCAR, che consente di utilizzare la propria licenza sia su iRacing che nei titoli "arcade" che contraddistinguono la serie NASCAR Heat. Insomma, visto che il mondo della simulazione "dura e cruda" si sta mobilitando per far sentire progressivamente sempre di più la propria voce, il progetto di un titolo dedicato alla Formula 1 con toni più realistici rispetto alla classica serie F1 è una concreta possibilità che si potrebbe realizzare in un futuro... non così remoto. "Credo che sarebbe un'idea estremamente interessante - ha commentato Julian Tan, Capo della divisione Sports and Digital Business della Formula 1 - Sono convinto che la simulazione vera diventerà sempre più importante nel mondo Esports, anche se in questo momento il nostro focus è quello di abbattere le barriere e incrementare l'accessibilità di come vengono usati, e visti, gli Esport, un contesto in cui il titolo della Codemasters sta facendo un lavoro eccezionale". "F1, infatti, garantisce un'esperienza autentica di quello che si vive in un weekend di gara reale e questo è sicuramente una cosa positiva. Tuttavia, quando pensi a un obiettivo ambizioso come quello di permettere agli Esports di avvicinarsi al mondo del motorsport vero, abbattendo le barriere tra il virtuale e il reale, sono convinto che avere un titolo più improntato sulla simulazione sarebbe la scelta migliore. Se fai un passo indietro e lasci stare la Formula 1 solo per un secondo, vedi che gli Esports sono un prodotto, definito come l'uso di un videogame in modo competitivo dove professionisti provenienti da più settori si mettono in gioco. Avere a disposizione le capacità e i titoli giusti per accontentare ognuno di loro è la sfida per la quale sarà importante lavoro nel prossimo futuro".
  17. Dopo una stagione 2019 "in difesa" al volante della sua Williams, con la quale ha ottenuto come miglior risultato un 11esimo posto nel GP di Germania, George Russell si sta rifacendo con gli interessi portando in alto il nome del team di Sir Frank grazie alle recenti vittorie nella serie ufficiale F1 Virtual Grand Prix Series. Sulla scia dei successi in Spagna e a Montecarlo, il pilota britannico ha centrato nello scorso fine settimana il suo terzo trionfo consecutivo sul circuito cittadino di Baku, grazie al quale ora è in testa alla Classifica Piloti con un vantaggio di ben 22 punti sul diretto rivale Charles Leclerc. Un hat-trick davvero importante per Russell, che dimostra quanto "ci sa fare" con il tanto amato/odiato F1 2019 della Codemasters. Il titolo ufficiale della Formula 1, tuttavia, sarà presto sostituito dal nuovo F1 2020, che Russell ha avuto modo di provare recentemente in una fase beta che ha già fatto capire quale sarà il potenziale futuro di questo prodotto. A conferma di quanto già riportato da diversi YouTuber, George Russell è rimasto letteralmente "shockato" di fronte ai miglioramenti apportati da Codemasters a livello di handling delle monoposto, che ora dovrebbero risultare più realistiche da guidare rispetto a come si presentano sul "vecchio" F1 2019. "Di recente ho provato il nuovo F1 2020 e sono rimasto sorpreso da quanto fosse bello e quanto fosse convincente il nuovo modello di guida" ha commentato Russell sui social media. In una conversazione con Sergio Perez, che ha debuttato virtualmente nelle F1 Virtual Grand Prix Series proprio nello scorso round dell'Azerbaijan, Russell ha anche confrontato il nuovo handling con quello del titolo precedente: "Sta tutto nell'utilizzo del cambio: bisogna scalare nel momento giusto ed è così difficile su F1 2019. Su quello nuovo, però, è tutt'altra storia. Per fortuna".
  18. Mentre il mondo della Formula 1 si sta preparando per il proprio ritorno in pista (quella reale) sul circuito del Red Bull Ring, dove il 5 luglio scatterà il Gran Premio d'Austria, la serie virtuale del Circus iridato darà ancora spettacolo per un paio di appuntamenti. Questa domenica, 7 giugno, si spegneranno infatti i semafori rossi sul settimo round delle Virtual Grand Prix Series, vale a dire il Virtual Azerbaijan Grand Prix. https://www.youtube.com/watch?v=Sp6A0hVv2Tw Dopo la tappa di Monaco, stavolta sarà il circuito di Baku a prendere vita, dove per la prima volta faranno il loro debutto virtuale altri due piloti della massima serie automobilistica: da una parte Sergio Perez, che onorerà i colori della Racing Point al fianco dello YouTuber Jimmy Broadbent, dall'altra il francese Pierre Gasly, pronto a farsi valere al volante della sua AlphaTauri assieme al giocatore del Milan Gianluigi Donnarumma. Per entrambi quella dell'Azerbaijan sarà la prima gara ufficiale a cui prenderanno parte, un Gran Premio in cui anche i portacolori della Renault faranno a loro volta il loro esordio assoluto: sulle monoposto francesi troveranno posto Oscar Piastri, pilota di F3 e della Renault Sport Academy, e Aymeric Laporte, difensore del Manchester City che ha giocato in Premier League. Sempre parlando di stelle del calcio, Thibaut Courtois ha confermato nuovamente la sua partecipazione con i colori dell'Alfa Romeo assieme al nostro Antonio Giovinazzi, mentre tra i "non-piloti" troviamo alcuni nomi interessanti come Anthony Davidson, storico commentatore della F1 su Sky Sport, Benjamin Daly, noto YouTuber con il soprannome di "Tiametmarduk", e Matthias Walkner, vincitore della Dakar 2018 in sella alla sua KTM. Come ogni appuntamento, il Virtual Azerbaijan Grand Prix utilizzerà il videogioco ufficiale F1 2019 per una gara sulla distanza ridotta di 26 giri e sarà commentato in diretta dalla Gfinity Esports Arena. L'appuntamento è fissato per le ore 19, anche se l'evento scatterà già dalle 17 con la gara di supporto con i piloti di Formula 2 e Formula 3 seguita dalla F1 Esports Pro Exhibition delle 18. VIRTUAL AZERBAIJAN GRAND PRIX: LA LINE-UP ALFA ROMEO RACING: Antonio Giovinazzi - Thibaut Courtois ALPHATAURI: Pierre Gasly - Gianluigi Donnarumma SCUDERIA FERRARI: Charles Leclerc - Enzo Fittipaldi HAAS: Pietro Fittipaldi - Louis Deletraz McLAREN: Lando Norris - Benjamin Daly MERCEDES: Esteban Gutierrez - Anthony Davidson RACING POINT: Sergio Perez - Jimmy Broadbent RED BULL RACING: Alexander Albon - Matthias Walkner RENAULT: Oscar Piastri - Aymeric Laporte WILLIAMS: George Russell - Nicholas Latifi https://www.youtube.com/watch?v=tVSN1mTH51s
  19. La data di uscita di F1 2020 si sta avvicinando sempre più e Codemasters, per tenere alto l'hype, ha ben pensato di rilasciare un nuovo video onboard del suo nuovo titolo di punta. Stavolta l'hotlap è andato in scena in Azerbaijan, sul circuito cittadino di Baku, al volante della splendida Alfa Romeo C39. Sedetevi comodi e godetevi sound e grafica del prossimo titolo dedicato alle monoposto più veloci del mondo!
  20. Mentre il mondo della Formula 1 sta ancora tentennando sulla propria ripartenza, gli sviluppatori della Codemasters stanno lavorando alacremente per rifinire gli ultimi dettagli sulla nuova iterazione del Circus iridato. Stiamo parlando, ovviamente, di F1 2020, titolo particolarmente atteso tra gli appassionati che quest'anno porterà in dote una serie di novità davvero interessanti: la funzione My Team, la modalità split-screen, una carriera più avvincente e l'ampia personalizzazione dell'esperienza di gioco sono solo alcune delle più importanti. Sulla base del calendario della stagione 2020, inoltre, il nuovo videogioco ufficiale della Formula 1 proporrà anche gli inediti circuiti del Vietnam e di Zandvoort, che ospiteranno rispettivamente il GP del Vietnam e quello d'Olanda. Ma mentre nella realtà quest'ultimo è stato ufficialmente annullato a causa dell'emergenza Coronavirus, nel mondo di F1 2020 sarà più operativo che mai. La dimostrazione? Ecco una serie di nuovi screenshot che ne mostrano le potenzialità!
  21. Codemasters continua a stuzzicare tutti gli appassionati del Circus iridato pubblicando nuovi contenuti del suo F1 2020: dopo il recente video gameplay dell'AlphaTauri sul circuito di Montecarlo, il prossimo capitolo della Formula 1 diventa nuovamente protagonista con una serie di screenshot che mostrano le monoposto più veloci, e desiderate, al mondo in tutta la loro bellezza. Date un'occhiata alle foto qua sotto: non viene voglia anche a voi di indossare tuta e casco?
  22. Un altro Gran Premio, un'altra sfida: a poche ore dal rinnovo della collaborazione tra Gfinity Esports e il mondo della Formula 1, ecco la conferma del prossimo round, il sesto, della serie F1 Virtual Grand Prix Series, che vedrà le Stelle del Circus iridato combattere di nuovo in pista per la vittoria finale del Campionato. Dopo l'appuntamento di Barcellona, stavolta sarà il classicissimo circuito di Montecarlo a dare spettacolo, in quello che sarà il Virtual Monaco Grand Prix! Il format, ovviamente, rimane lo stesso che abbiamo conosciuto fino ad oggi: alle 17 sarà il Formula 2 Virtual Racing ad aprire le danze, con una gara che vedrà impegnati i piloti dei Campionati FIA Formula 2 e Formula 3. A seguire ci sarà la F1 Esports Pro Exhibition, che anticiperà la gara "clou" di questo evento prevista per le ore 19 italiane sulla distanza di 39 giri. Passiamo alla griglia: oltre ai confermati fratelli Leclerc, che renderanno onore ai colori della Ferrari, sarà presenta al via anche il duo Williams, composto da George Russell e Nicholas Latifi, così come gli omni-presenti Alexander Albon e Lando Norris, rispettivamente portacolori della Red Bull e della McLaren. Il primo, questa volta, verrà affiancato dal surfista Kai Lenny, mentre il secondo dal talento dell'Arsenal Pierre-Emerick Aubameyang, uno dei calciatori più famosi della Premier League britannica. Rimanendo tra i professionisti del pallone, ancora una volta troveremo il portiere Thibaut Courtois, che farà coppia con il nostro Antonio Giovinazzi sull'Alfa Romeo, mentre tra gli altri nomi famosi dei non-piloti ci sarà anche il cantante Luis Fonsi (noto per la sua hit "Despacito" del 2017), che correrà con la Racing Point assieme a David Schumacher. Ma non è tutto, perchè stavolta ci saranno anche altri due veri piloti di F1 a rimpolpare la griglia di Montecarlo: da una parte il finlandese Valtteri Bottas, che terrà alto l'onore della Mercedes assieme ad Esteban Gutierrez, dall'altra il francese Esteban Ocon, che farà vedere di che pasta è fatto al volante della Renault assieme al giovane Nicolas Prost. Completano la lineup i piloti dell'AlphaTauri, vale a dire Vitantonio Liuzzi e Luca Salvadori, e della Haas, che potrà contare sul talento di Louis Deletraz e del test driver Pietro Fittipaldi.
  23. Tutto è cominciato nel 2017, quando Codemasters ha sfruttato il rinnovato F1 2017 per lanciare la sua competizione eSport ufficiale: tra sfide ad eliminazione contro il computer e gare con i migliori interpreti del simracing, così è nata la F1 Esports Series, realizzata grazie all'importantissima partnership con Gfinity Esports. Un'organizzazione che ha fatto della Gfinity Arena in quel di Londra la sua base d'appoggio, in cui personaggi come Brendon Leigh e Davide Tonizza sono diventati gli eroi di questo mondo virtuale su quattro ruote. Proprio per proseguire il progetto iniziato qualche anno fa, l'universo della Formula 1 ha voluto rinsaldare la partnership in questione, estendo la collaborazione con Gfinity Esports per altri tre anni e fino al 2022. In questo modo, l'F1 Esports Series continuerà il proprio operato sia quest'anno che nella stagione 2021, coprendo anche gli eventi di qualificazione del 2022. Gfinity, inoltre, sarà chiamata a curare le Challenger Series, il Pro Draft Reveal Show e le Pro Series. Ma non è tutto! A causa dell'emergenza Coronavirus, la speciale serie F1 Virtual Grand Prix lanciata in marzo continuerà i propri sforzi per tutto il mese di giugno, fintanto che le gare e vere e proprie non riprenderanno la propria attività su pista con l'appuntamento del 5 luglio sul Red Bull Ring austriaco. Dulcis in fundo, in cantiere c'è anche la volontà di realizzare un quadro giuridico e legislativo di tutti gli eventi in programma, una sorta di "Direzione Gara" che sorveglierà il regolare svolgimento di ogni singolo Gran Premio. A tal proposito, ecco il commento di John Clarke, Gfinity Chief Executive: "La F1 Esports Series è uno dei tornei più avvincenti presenti nel mondo eSports e siamo veramente contenti di lavorare con la Formula 1 per altri due anni. Firmare una collaborazione di questo tipo ci farà mettere in luce le nostre potenzialità di sviluppare delle soluzioni eSport di alto livello. Le recenti Virtual Grand Prix Series, inoltre, hanno catturato l'attenzione di migliaia di nuovi fans e siamo contenti che questi guardino la F1 in un modo completamente diverso". In risposta, ecco le parole di Julian Tan, Capo digital business ed eSports della Formula 1: "Siamo onorati di aver esteso il nostro accordo con Gfinity per altri due anni. Fin dal 2017 abbiamo visto la rapida crescita della F1 Esports Series, in cui Gfinity ha giocato un ruolo importantissimo nel fornire supporto continuo allo sviluppo della serie stessa. Per questo motivo siamo veramente contenti di spostare ulteriormente l'asticella nei prossimi due anni, in cui il nostro obiettivo è quello di migliorare ulteriormente la nostra serie eSport".
  24. Avete notato che in tutte le video anteprime rilasciate recentemente sulla beta di F1 2020 manca il gameplay della Mercedes? Ecco, il fatto che Codemasters abbia scelto di permettere agli utenti di utilizzare tutte le vetture meno quella prodotta in quel di Brackley non è casuale, perchè nei test pre-stagionali di Barcellona, andati in scena nel mese di febbraio, le due nuove Stelle d'Argento si sono presentate in pista con una tecnologia davvero innovativa, che tra l'altro ha fatto parecchio discutere tutti gli addetti ai lavori. Stiamo parlando del DAS, il Dual Axis Steering system che ha permesso a Lewis Hamilton e Valtteri Bottas di cambiare l'angolo della convergenza delle gomme anteriori in rettilineo semplicemente tirando verso di sè il volante della nuova W11 EQ Power+. Si tratta di un dispositivo che, a livello simulativo, è al momento difficilmente replicabile, al punto da costringere Codemasters a prendere un po' di tempo prima di rendere utilizzabile la Mercedes nel suo nuovo titolo di corse dedicato alla Formula 1. Secondo le ultime indiscrezioni, sembra che la nuova monoposto della Mercedes arriverà sugli scaffali in versione "standard", e solo successivamente verrà dotata del DAS attraverso una patch specifica rilasciata dagli sviluppatori. "Non posso dare una risposta definitiva in questo momento sul DAS - ha affermato Lee Mather, game director della Codemasters per F1 2020 - E' un particolare sul quale dobbiamo lavorare molto e che sicuramente verrà implementato tardi nel gioco, successivamente all'inizio della stagione vera e propria". Ma come potranno i giocatori utilizzare il DAS una volta rilasciato? "L'aggiunta di questa funzione richiederà un altro pulsante da azionare - ha continuato Mather - Su un joypad questo aspetto diventerà molto complicato da gestire, perchè già in questo momento non ci sono abbastanza pulsanti per richiamare tutte le funzioni del gioco. In ogni caso, il DAS impatterà molto sulla fisica della vettura e per questo motivo dobbiamo pensare al modo migliore per implementarlo". Nel frattempo, Codemasters ha confermato la presenza di due piloti molto speciali nel prossimo F1 2020: stiamo parlando del compianto Anthoine Hubert e di Juan Manuel Correa, rimasti coinvolti l'anno scorso nel terribile incidente della Formula 2 a Spa-Francorchamps. Entrambi saranno selezionabili nella modalità "My Team", dove il giocatore potrà creare il proprio reparto corse personale nel quale gestire anche un compagno di squadra. Nel caso si decidesse di correre con Hubert, comparirà anche una dedica speciale, realizzata proprio in onore dello sfortunato pilota francese.
  25. Benchè viste solo come un'alternativa alle corse vere e proprie, le F1 Virtual Grand Prix Series hanno riscosso un discreto successo durante l'ancora presente pandemia del Coronavirus, nella quale i piloti di Formula 1 e di altre serie del motorsport hanno dovuto "reinventarsi" per continuare a praticare il loro sport preferito: correre al volante di una monoposto. Rispetto ad altri Campionati nati nello stesso periodo, le F1 Virtual Grand Prix Series hanno deciso fin dal principio di aprire il proprio mondo anche ad altre star dello sport mondiale, definendo le proprie gare come eventi ad invito. Alcuni hanno corso più spensieratamente, mentre altri hanno preso il simracing molto più sul serio. Chi sono? Andiamo a scoprirli uno ad uno! THIBAUT COURTOIS Il primo della lista è certamente Thibaut Courtois, uno dei più importanti giocatori di calcio a livello internazionale che oggi è impegnato tra le fila del Read Madrid. Il belga classe 1992 si è rivelato essere una delle aggiunte più imprevedibili fin dal suo esordio nel primissimo Gran Premio che ha rimpiazzato la vera gara d'apertura del Mondiale di F1 2020, quel "Not the AUS GP" realizzato dal team Veloce eSports in cui si qualificò a soli due secondi da Daniel Bereznay finendo poi 11esimo nonostante un testacoda. Nei successivi appuntamenti della serie Not the GP ha poi alternato momenti di bravura dietro al volante ad altri di mancanza d'esperienza che l'hanno portato all'errore. Ad Hockenheim, per esempio, si è reso protagonista di un'ottima battaglia contro James Doherty, ex-pilota ufficiale del team Renault F1 Esports, e contro lo Youtuber Benjamin Daly, al termine della quale solamente una penalità l'ha retrocesso al sesto posto. Nella tappa di Spa-Francorchamps, invece, l'inesperienza gli ha giocato diversi errori: benchè autore di una grandissima partenza e di uno spettacolare sorpasso a Les Combes contro il golfista Ian Poulter che gli hanno permesso di partire dalla quarta casella nella gara con griglia invertita, Thibaut ha sprecato tutto distruggendo la propria vettura quando è stato il momento di entrare ai box per il cambio gomme. La sua altalena di risultati è continuata nella serie ufficiale organizzata dal Circus iridato, anche se a Barcellona ha dato spettacolo con una battaglia finale contro il famoso Youtuber Jimmy Broadbent che l'ha portato all'11esimo posto sotto la bandiera a scacchi. Le sue migliori prestazioni, tuttavia, sono arrivate nella charity series "Race for the World", dove ha chiuso al secondo posto assoluto grazie a una serie di penalità inflitte ai propri avversari, e nella gara di Formula E virtuale a Baku, dove è arrivato ruota a ruota con il leader Antonio Felix da Costa e addirittura con l'ufficiale George Russell della Williams. PAUL "REDEYE" CHALONER A seguire troviamo il famoso commentatore TV Paul Chaloner, che ha condiviso il sedile della Haas nel Virtual GP del Bahrain con quell'Anthony Davidson che oggi conosciamo come voce ufficiale del broadcast della Formula 1. Rispetto a quest'ultimo, tuttavia, Chaloner ha fatto decisamente meglio, prima qualificandosi al decimo posto e poi battagliando per tutta la gara in sesta posizione. Il suo risultato finale, tuttavia, è stato l'ottavo posto sotto la bandiera a scacchi, dal momento che nelle battute finali è stato sorpassato da Nicholas Latifi e da Luca Salvadori. Niente male come esordio comunque... SERGIO AGUERO Un altro calciatore: stiamo parlando di Sergio Aguero, leggenda del Manchester City che ha partecipato al Virtual GP di Barcellona al volante della Red Bull. Assieme a Courtais e al giocatore del Barcellona Arthur Melo, l'argentino ha ben figurato fin dalle qualifiche, migliorando progressivamente il suo tempo fino a un convincente 1'19''790... sì tre secondi off-the-pace dalla pole position, ma solo uno rispetto alla prestazione dell'ufficiale George Russell. La sua gara, disputata senza aiuti alla guida e senza la tradizionale racing line che i principianti di solito utilizzano per individuare le traiettorie migliori, si è concretizzata nel combattimento corpo-a-corpo contro l'ex pilota di F1 Vitantonio Liuzzi, con quest'ultimo prima capace di sorpassarlo e poi vittima di uno suo "divebomb" in curva 10. Dopo la sosta ai box, Aguero ha tenuto l'italiano a distanza e ha fatto mangiare la polvere anche a Nicolas Hamilton, terminando la propria fatica al 14esimo posto. BEN STOKES Giocatore di cricket nella realtà, Ben Stokes ha fatto una misera figura nella sua prima apparizione in pista a Melbourne, durante la gara di rimpiazzo di quello che sarebbe stato il weekend del GP del Vietnam. Qualificato ultimo, Stokes è infatti andato in testacoda poco dopo la partenza ed è stato doppiato due volte, lasciando intendere che, forse, la Formula 1 non faceva per lui... Nella sua seconda apparizione, invece, ha mostrato un discreto miglioramento: ad Interlagos, infatti, ha battuto il suo compagno di squadra Stuart Broad, mentre durante la corsa ha reso la vita difficile sia a Correa che a Peter Solberg, smentendo praticamente tutti quanti. Bravo! CIRO IMMOBILE E ALESSIO ROMAGNOLI A tenere alta la bandiera italiana, invece, ci hanno pensato i nostri Ciro Immobile e Alessio Romagnoli, entrambi al volante della splendida Toro Rosso di Faenza con il primo al via del Virtual GP di Cina e il secondo sulla griglia di partenza di Interlagos. A Shanghai il giocatore del Lazio si è reso subito protagonista di un'ottima prestazione in qualifica, dove ha centrato il 14esimo tempo battendo Courtois ma anche i più esperti Juan Manuel Correa e Anthony Davidson. La sua bravura, tuttavia, l'ha tradito in curva 1 subito dopo la partenza, dove il contatto con Poulter l'ha fatto andare in testacoda: per lui il risultato finale non è andato oltre il 16esimo posto sotto la bandiera a scacchi, motivo per cui a Interlagos è stato "sostituito" dal 25enne capitano del Milan. Come Immobile, anche Romagnoli si è distinto sul giro secco, piazzandosi davanti a tutti i non-piloti con una distanza dalla pole position di soli 1.3 secondi. La sua foga di fare bene, però, non l'ha aiutato a mantenere alta la concentrazione, visto che ha anticipato la partenza ed è stato costretto, di conseguenza, a servire un drive-through. L'attacco successivo contro lo Youtuber Broadbent alla curva Descida do Lago, infine, gli ha dato il colpo di grazia, facendolo scivolare nelle retrovie fino al 15esimo posto.
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