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  1. Assetto Corsa Competizione ha attivato la formula "free weekend" proposta dalla piattaforma Steam: il nuovo simulatore prodotto dall'italianissima Kunos, infatti, è disponibile a una prova gratuita entro le prossime 24 ore, dando la possibilità a tutti gli appassionati che non l'hanno ancora comperato di scaricarlo per testarlo a dovere. Inoltre è già attiva anche la possibilità di acquisto scontata al 50%, con l'opzione di portarsi a casa il sim ufficiale del campionato GT World Challenge al prezzo di Euro 19,99, ma solo entro le prossime 32 ore!
  2. Se con Assetto Corsa ci piacerebbe sentire le "vibrazioni" della velocità sul sedile della nostra postazione casalinga e non abbiamo a disposizione gli effetti speciali della foto qui sopra possiamo utilizzare l'applicazione ingegnosa DriveVibe - Body Shaker ed i consigli del bravissimo PanaRace970. Come spiegato nel video, con una minima spesa, l'installazione e configurazione della app, potremo sfruttare l'audio del titolo Kunos Simulazioni per ottenere una postazione almeno in parte dinamica e sicuramente divertente. Get 2 body shakers, an amp, connect them up like regular speakers to the amp and connect the amp to the rear speaker output of your sound card (with regular speakers as front speakers). Use speaker fill on the sound panel to get the game sound also to the body speakers, good e.g. for engine vibes and some sound events. Now also run the provided app to get your seat vibrating with gear shifts and when driving over a curb. DOWNLOAD DriveVibe.7z v1.1 You can now select the sound card on which DriveVive outputs the sounds. This can be useful if you have headphones on a different sound card or Oculus Rift. The .ini file has now a 4th setting (sound card number) which is saved if you exit with ESC key. Clicking the X button doesn't save the setting. fonte Racedepartment
  3. Si accendono stasera i motori del nuovo torneo online Formula Exos Championship by DrivingItalia, che si disputerà con Assetto Corsa su PC. La prima gara è a Silverstone ed è possibile seguirla in diretta grazie a Grand PRix TV. E' disponibile la descrizione completa del campionato ed il calendario con le date ed i circuiti. Come al solito il campionato è aperto a tutti i piloti, grazie alla possibilità di prequalifica online e divisione dei partecipanti in due gruppi omogenei, cosi da garantire a tutti divertimento e competizione. Correte ad iscrivervi a questo link del forum, seguendo le indicazioni riportate, sono già 23 i simdrivers iscritti! Il campionato è sponsorizzato con fantastici premi da Sim Race Components
  4. Giulio Scrinzi

    Le più belle vetture del simracing: Ferrari F40

    Il mondo dell’automobilismo è bello perché è vario: le monoposto sono fantastiche, ma talvolta esistono delle vetture che le superano, non tanto in termini di performance… ma a livello emozionale, perché rievocano negli appassionati quella nostalgia che era propria di un periodo in cui tutto era possibile. Una di queste automobili che ha fatto sognare intere generazioni di piloti e fans delle quattro ruote è stata prodotta in quel di Maranello, alla fine degli anni ‘80 e con l’intenzione di celebrare i quarant’anni della Casa del Cavallino Rampante. Anche stavolta avete capito qual è, vero? Già, la mitica Ferrari F40, l’ultima Rossa curata personalmente dal “Drake”, Enzo Ferrari. FERRARI F40: LE ORIGINI Correva l’anno 1984, quando il designer Nicola Materazzi propose a Enzo Ferrari di sfruttare il regolamento del Gruppo B targato FIA per provare le performance delle proprie vetture stradali, che con le potenze allora in gioco ormai avevano superato di gran lunga le capacità alla guida dei loro acquirenti "standard". Si trattava di una proposta interessante, a cui il “Drake” diede il suo consenso purché venisse portata avanti al di fuori del tradizionale “orario di ufficio”. Dopo mesi di lavoro, in quel di Maranello prese vita la 288 GTO Evoluzione, rivista con un bodywork aerodinamico più aggressivo e con un motore ancora più potente rispetto a quello utilizzato dalla versione stradale. Una vettura estrema, che però non ebbe mai il privilegio di poter correre in pista ufficialmente: nel 1986, infatti, la FIA decise di porre fine alla categoria del Gruppo B, il che rendeva i recenti sforzi degli uomini in Rosso praticamente inutili. Le cinque 288 GTO Evoluzione prodotte, infatti, non potevano essere “riciclate” per altre competizioni, per cui il loro destino sembrava quello di essere semplicemente vendute a qualche appassionato. Poi, però, arrivò l’idea: perché non utilizzarle come base di partenza per creare una nuova vettura ancora più potente ed esteticamente appagante, da utilizzare però su strada? FERRARI F40: LA PRESENTAZIONE A MARANELLO Il 10 giugno del 1986 nacque così ufficialmente il progetto della Ferrari F40, disegnata da Leonardo Fioravanti e da Pietro Camardella dello studio Pininfarina sotto la supervisione di Nicola Materazzi, il quale invece si dedicò alla progettazione del motore, del cambio e di altre importanti parti meccaniche. Dopo 13 mesi di lavoro, i primi esemplari uscirono dalle linee produttive della Ferrari ed erano pronti per essere svelati al mondo intero. In origine, la presentazione della F40 era programmata per il Salone dell’automobile di Francoforte del 1987, una kermesse in cui, però, gli appassionati aspettavano con ansia anche la nuova Alfa Romeo 164. Per evitare spiacevoli sovrapposizioni, con conseguente perdita di interesse del pubblico, la Casa del Cavallino decise di anticipare l’unveiling della sua nuova creazione, a cui venne tolto definitivamente il velo nella giornata del 21 luglio dello stesso anno. La stampa e gli appassionati rimasero a bocca aperta: la F40 si presentava come una vettura selvaggia e cattiva, una vera auto da corsa omologata per l’uso stradale ma senza compromessi. “I nostri clienti ci hanno detto che le nostre vetture stavano diventando troppo confortevoli, quindi ecco a voi la F40! La volevamo veloce, sportiva e spartana e l’abbiamo costruita proprio così. Non è un auto realizzata in laboratorio e non l’abbiamo progettata in risposta alla Porsche 959, perché sarebbe arrivata ugualmente”, queste le parole del marketing Ferrari riguardante la nuova Rossa di Maranello, che quel giorno ammaliò con le sue forme migliaia di fans in tutto il mondo. FERRARI F40: LA PIÙ VELOCE DI TUTTE Ad oltre trent’anni dalla sua nascita, la Ferrari F40 è ancora oggi una delle vetture più belle che sono mai state create. Costruita in onore dei 40 anni dalla prima vettura omologata per uso stradale uscita dagli stabilimenti di Maranello, la F40 è stata anche l’ultima auto creata su volere del “Drake”, che tra l’altro fu presente alla sua presentazione nel 1987. Rispetto alla 288 GTO Evoluzione da cui derivava, la F40 si distingueva per essere un progetto del tutto innovativo e unico nel suo genere, che presentava solamente il profilo dell’abitacolo e la linea di colore nero satinato ai lati della carrozzeria come elementi di collegamento con la precedente 308. Il suo musetto basso e aggressivo scorreva verso la coda in un susseguirsi di prese d’aria e sfoghi per il raffreddamento, uniti da un lunotto posteriore sotto il quale si intravedeva il poderoso motore V8 da quasi 500 cavalli di potenza. Le sue forme, infine, si concludevano con il grande alettone posteriore, simbolo all’epoca, come oggi, di una vettura pensata per le competizioni. Un’auto richiamante il mondo della Formula 1, diventata la prima auto stradale nella storia della Ferrari ad essere stata costruita con materiali compositi come il kevlar (per il telaio), la fibra di carbonio e quella di vetro (per la carrozzeria), le resine di stampo aeronautico (per i serbatoi) e il plexiglass (per i finestrini). Un prodigio dell’ingegneria automobilistica, che in pochissimo tempo ottenne il premio di “Ferrari stradale più veloce mai costruita”: il suo V8 scalpitante sotto il cofano le garantiva uno scatto nello 0-100 km/h in “soli” 4,1 secondi, per una velocità massima di 324 km/h. Numeri da capogiro per una vettura del 1987, che richiese numerosissime ore di collaudi e test per renderla sufficientemente docile da poter essere apprezzata anche da chi, all’epoca, non era un pilota di Formula 1. La dimostrazione? Ecco le parole di Dario Benuzzi, responsabile dei collaudatori Ferrari: “Ottenemmo esattamente la vettura che cercavamo, con pochi comfort e nessun compromesso: non ci sono servosterzo, servofreno e dispositivi elettronici. La F40 richiede abilità e impegno al pilota, ma lo ricompensa ampiamente con un’esperienza di guida unica. La precisione di sterzo, la potenza dei freni, la tenuta laterale e l’intensità dell’accelerazione raggiunsero livelli allora mai toccati da un’auto stradale”. FERRARI F40: IL MITO NEI DETTAGLI Ma andiamo ad analizzare dettagliatamente quelle che sono le caratteristiche di questa splendida vettura: il motore è un 2.9 Litri con doppio turbo-compressore sovralimentato, a frazionamento V8 e con una potenza massima di 478 cavalli a 7.000 giri al minuto. Il valore di coppia, invece, si assesta a 577 Nm a 4.000 giri/min, mentre il rapporto di compressione è pari a 7,7:1. A livello di telaio, la Ferrari F40 è una berlinetta due posti su un traliccio tubolare in acciaio con vasca abitacolo a pannelli rinforzati in kevlar e fibra di carbonio, per un coefficiente aerodinamico pari a 0,34. Insomma, molto simile a una monoposto... con tutta la carrozzeria a protezione di motore e scocca e con gomme appositamente studiate dalla Pirelli, provviste tra l'altro di rinforzi in kevlar. Le sospensioni anteriori e posteriori, inoltre, sono indipendenti e lavorano su ammortizzatori oleopneumatici che possono essere regolati dall’abitacolo su tre settaggi differenti in altezza da terra e rigidità, anche a seconda dello stile di guida del pilota. Con un peso totale di 1.155 kg per un rapporto peso/potenza di 2,58 kg/CV e una potenza specifica di 163 CV/Litro, la F40 era bellissima fuori… ma parecchio spartana negli interni, ridotti all’essenziale come su una vera vettura da competizione. A parte il climatizzatore, nell’abitacolo mancavano la radio, il portaoggetti, i tappetini e tanti altri accessori; i finestrini, inoltre, solo successivamente ricevettero l’azionamento con comando a manovella, visto che i primi 50 esemplari erano dotati di un sistema di scorrimento laterale decisamente più semplice e poco funzionale. FERRARI F40: LE VERSIONI DA CORSA Come era successo per altre Ferrari, anche la F40 fu prontamente modificata per gareggiare nelle più importanti competizioni internazionali. La richiesta di una modello da corsa arrivò inizialmente dal Presidente di Ferrari France Daniel Marin, il quale domandò ad Enzo Ferrari di preparare una F40 per correre la 24 Ore di Le Mans. Il “Drake” accettò la sfida e commissionò la Michelotto Automobili di Padova di creare i primi due esemplari di quella che sarebbe diventata la F40 LM: supervisionata dal collaudatore Dario Benuzzi, questa vettura esordì innanzitutto nel Campionato IMSA del 1989 in classe GTO, con Jean Alesi al volante sul circuito di Laguna Seca. Un’ottima prima prova in cui il francese chiuse al terzo posto e che aprì la strada della F40 ai privatisti, cioè a tutti quei piloti amatoriali che volevano utilizzarla nei Campionati GT di stampo locale. Mentre la F40 LM vera e propria si schierò sulla griglia di Le Mans nel 1995 e nel 1996, nacque così la F40 Competizione, direttamente derivata dalla prima e vincente nella 4 Ore di Vallelunga del 1994 e nella successiva 4 Ore di Anderstorp del 1995. Rispetto al modello stradale, le F40 LM e F40 Competizione erano costruite con un motore dotato di turbocompressori e intercooler maggiorati e con una centralina elettronica di gestione del motore più avanzata, che innalzavano il rapporto di compressione a 8,0:1 e la pressione di sovralimentazione a 2,6 bar. Il risultato in termini di potenza era fenomenale, almeno per la LM: 720 cavalli in gara, incrementabili fino a quasi 800 se si toglievano le strozzature da 38mm sui condotti di aspirazione… e quasi 900 quando la si spingeva al massimo in qualifica, per una velocità massima prossima ai 370 km/h e uno scatto 0-100 inferiore ai 3 secondi. Le F40 Competizione, invece, erano limitate a poco meno di 700 cavalli, in maniera molto simile alle successive F40 GTE, incarnazioni da corsa finali dell’ultima Rossa supervisionata dal "Drake" Quest’ultima versione, sempre preparata dalla Michelotto Automobili, fu pensata per partecipare al Campionato BPR Global GT Series tra il 1994 e il 1996, sfruttando le conoscenze acquisite con la precedente LM. Motore con cilindrata maggiorata a 3,5 Litri con flange sui condotti di aspirazione per una potenza massima non superiore a 660 cavalli, cambio sequenziale a sei marce e dischi freno in carboceramica: queste le peculiarità della F40 GTE, che almeno nelle prime stagioni colse successi a ripetizione nelle gare sprint contro le avveniristiche McLaren F1 GTR, più propense all’endurance dove, al contrario, le Rosse accusavano non pochi problemi di affidabilità. Questo, in realtà, fu il limite più importante che causò il declino della F40 nelle competizioni: nel 1996, infatti, le ultime GTE rimaste non erano più in grado di contenere le prestazioni delle F1 GTR e delle Porsche 911 GT1, un dato di fatto che sancì quell’anno come la loro ultima stagione nei Campionati Gran Turismo internazionali. FERRARI F40: QUANDO UN VIDEO VALE PIÙ DI MILLE PAROLE Cosa rimane, quindi, della F40 al giorno d’oggi? Alcuni esemplari sono ancora in vendita per cifre che superano abbondantemente il milione di Euro, mentre la maggior parte è ben custodita in garage dai loro fortunati proprietari. Noi simdrivers, invece, abbiamo il privilegio di poterla guidare tutti i giorni sui nostri simulatori, per la precisione sul famoso Assetto Corsa della Kunos. A questo punto non serve che ve la descriviamo a parole, ma vi rimandiamo al video qua sotto, che probabilmente descrive meglio il perché questa vettura è ancora una delle più belle Ferrari in circolazione. Buona visione!
  5. Il team UnitedRacingDesign, in collaborazione con Mitja Bonca, ha rilasciato per Assetto Corsa il circuito di Tochigi (ovvero il Twin Ring Motegi). Il tracciato è stato realizzato con grande cura e dovizia di dettagli, addirittura il layout Grand Prix è stato creato con tecnologia laser scanned. E' possibile acquistare la pista per 10 euro direttamente a questo link.
  6. Un’altra monoposto, un altro gioiello della tecnologia proveniente dal mondo della Formula 1: cari appassionati di DrivingItalia, ben tornati nella nostra serie in cui andremo a vedere quali sono le vetture da corsa che hanno fatto la storia del motorsport e che oggi, fortunatamente, abbiamo il privilegio di poter guidare sui nostri simulatori. Dopo la splendida Formula V10 proposta da Automobilista, oggi vi presentiamo una monoposto che ha segnato un’epoca, sia per via delle sue forme, ancora oggi incantevoli, che per il suo motore, un poderoso V10 prodotto dalla Renault, e per le sue soluzioni ingegneristiche, al punto da essere stata soprannominata da molti come “l’auto venuta da un altro pianeta”. A quale ci stiamo riferendo? Gli appassionati della Formula 1 di inizi anni ‘90 avranno già capito: sì, è proprio lei, la Williams-Renault FW14B del 1992 vincente con Nigel Mansell, che poi si trasformò nella FW15C altrettanto iridata con Alain Prost al volante durante la stagione 1993. Da queste, poi, venne prodotta anche la FW16, al contrario tristemente nota per essere stata la bara di Ayrton Senna nel GP di San Marino del 1994. Ma andiamo con ordine… WILLIAMS-RENAULT FW14: CONTRO L’ARMATA McLAREN-HONDA Le origini della FW14B risalgono al biennio 1989-1990, durante il quale le prestazioni delle precedenti FW12C e FW13 avevano lasciato un po' di amaro in bocca al patron della Williams, Sir Frank Williams. Troppo alte, infatti, erano state le aspettative messe in campo dalla nuova partnership del reparto corse britannico con la Renault, la quale fornì i rinnovati RS01 da 3500cc, dei V10 di 65° da circa 650 cavalli, proprio per mettere una pezza ai disastrosi V8 di 90° marchiati Judd che equipaggiavano la FW12 del 1988. Il paragone con la MP4/4 di Ayrton Senna e le successive McLaren-Honda MP4/5, MP4/5B e MP4/6 non poteva reggere, per questo motivo nel 1991 venne avvertita la necessità di fare un ulteriore salto di qualità. Il primo passo fu quello di arruolare un nuovo talento per il reparto aerodinamico: si trattava del giovane Adrian Newey, appena lasciato a piedi a causa delle false promesse poste in essere dalla March Engineering (poi Leyton House). Fino ad allora l'ingegnere inglese aveva disegnato monoposto molto innovative ma allo stesso tempo fin troppo estreme nella messa a punto; oltre a ciò le scarse risorse economiche messe a disposizione dai vecchi datori di lavoro non gli avevano mai permesso di esprimere il proprio potenziale. Grazie alla nuova collaborazione con la Williams ed affiancato da Patrick Head, uno dei migliori direttori tecnici di sempre, Adrian potè così cominciare a sviluppare quella che sarebbe stata la FW14: una vettura avveniristica, competitiva ma anche facile da regolare e da guidare. WILLIAMS-RENAULT FW14B: UN’ELETTRONICA DA ASTRONAVE Una prima bozza del progetto venne presentata fin da subito a Nigel Mansell, il quale lo ritenne talmente valido da convincersi a rimandare il proprio ritiro dalle competizioni... a data da destinarsi. La nuova monoposto britannica avrebbe avuto a disposizione, in primo luogo, l’inedito propulsore Renault RS3C V10 da 3500cc con angolo di bancata tra i cilindri di 67°: in grado di sprigionare quasi 760 cavalli, la distribuzione era dotata inizialmente di valvole a richiamo pneumatico, associate in un secondo momento a tromboncini di aspirazione ad altezza variabile. Il telaio era un monoscocca in fibre composite e carbonio dalle forme molto morbide e proporzionate, che avrebbero lavorato in sinergia con una dotazione elettronica da riferimento. La FW14 del 1991, infatti, divenne ben presto la base della successiva FW14B del 1992, la quale nascondeva “sotto il cofano” tutti quegli assi nella manica che l’avrebbero resa vincente nelle mani di Mansell. In vista del 1992, la Williams diede quindi a Newey la completa gestione del reparto tecnico della scuderia, ottenendo allo stesso tempo dalla Renault un'evoluzione del proprio V10 dotato, stavolta, di oltre 760 cavalli nella versione da gara. L'azienda francese, in aggiunta, mise a disposizione anche una versione ancora più estrema del suo propulsore, chiamata RS4 e in grado di sprigionare quella potenza in più necessaria durante le sessioni di qualifica. Questo miglioramento motoristico permise al progettista inglese di affinare ulteriormente la componente aerodinamica della monoposto: il muso basso “a formichiere” venne esasperato, come del resto anche la zona “coca cola” al posteriore. Ciò che rese la versione Bis ancora più letale della precedente, tuttavia, fu l'elettronica di cui disponeva: assieme al già presente cambio semiautomatico al volante (che per i piloti meno esperti rappresentava un problema dal momento che in curva, sistematicamente, le leve di cambiata venivano urtate per errore), vennero introdotti il controllo di trazione per partenze sempre perfette, le sospensioni attive che regolavano l'altezza da terra e la geometria della vettura a seconda del tratto di pista percorso, l'ABS, la camera car ed il software di diagnostica per il monitoraggio in tempo reale della vettura da parte del muretto box. WILLIAMS-RENAULT FW14B: MANSELL E PATRESE A CACCIA DEL TITOLO Insomma, la Williams-Renault FW14 sembrava essere già sulla carta una monoposto davvero rivoluzionaria… cosa che però, nel 1991, non ebbe modo di dimostrare nel migliore dei modi. Benchè lo shakedown del 21 febbraio a Silverstone fu concluso positivamente, la prima parte del Campionato fu segnata da innumerevoli ritiri e, di conseguenza, pochi risultati di prestigio. La scarsa affidabilità del cambio semi-automatico, infatti, influì molto sul rendimento della FW14 del 1991, che si riprese solo a partire dal GP di Francia: a Magny-Cours, infatti, Mansell inaugurò una tripletta di vittorie che proseguì a Silverstone e a Hockenheim, per poi andare nuovamente “a singhiozzo” fino all’ultima prova di Suzuka, dove il baffo più veloce d’Inghilterra finì dritto nella ghiaia della prima curva. Tutto rimandato al 1992, con la rinnovata FW14B: per essere precisi, la nuova versione era del tutto sperimentale perché già in quella stagione avrebbe dovuto essere presentata la successiva FW15, completamente “attiva” e ancora più competitiva. La “Bis”, tuttavia, si rivelò talmente efficace da indurre la Williams a tenere la FW15 sotto il telo, in vista della stagione 1993. Nella gara d’esordio in Sudafrica, infatti, Nigel Mansell fece scintille con gli aiuti elettronici alla guida, i quali rivelarono anche la sostanziale differenza tra chi si sentiva a suo agio (Mansell) e chi invece preferiva la vecchia versione “passiva” della monoposto (Patrese). Sul Kyalami c'era un lungo curvone a destra dietro la pit-lane dei box, da affrontare, secondo il computer, a tutta velocità: Nigel ci riusciva benissimo, mentre l'italiano tendeva a chiudere il gas accusando una certa instabilità al retrotreno. Patrese era abituato ad una guida “old-style”, in cui quando si muoveva lo sterzo si otteneva una risposta immediata, mentre con una macchina “attiva” si registrava un certo ritardo. Con un beccheggio all'anteriore ridotto al minimo ed il fondo piatto, la FW14B otteneva sempre più grip all'aumentare della velocità, per cui la minima incertezza sull'acceleratore portava ad un ingente calo di carico aerodinamico e di aderenza. WILLIAMS-RENAULT FW14B: MANSELL, FINALMENTE, CAMPIONE Ci si doveva fare l'abitudine, ma la differenza tra Riccardo e Nigel era comunque abissale: il baffo più veloce d'Inghilterra, infatti, vinse le prime cinque gare della stagione una in seguito all'altra, ottenne un secondo posto a Montecarlo per uno pneumatico non perfettamente bilanciato e dovette ritirarsi in Canada per uno scontro con la McLaren di Senna. Fu a Silverstone, tuttavia, che la FW14B toccò l’apice delle proprie potenzialità. In seguito a un già ottimo 1.19.3 ottenuto durante il primo turno di qualifica, Mansell chiese espressamente al team di montare un treno di pneumatici nuovi perchè era convinto che la macchina potesse fare di più. Nel secondo run scese sull'1.18.965, mostrando alla curva Copse una velocità superiore di 29 km/h rispetto a Patrese, e addirittura di 40 km/h rispetto ad Ayrton Senna! La gara, ovviamente, fu perfetta: Nigel centrò un'altra vittoria, replicata poi sull'Hockenheimring tedesco. Nel finale di stagione, tuttavia, il pilota inglese andò in crisi… ma non per colpa della vettura. I contatti della Williams con Alain Prost e Ayrton Senna per il 1993 lo mandarono su tutte le furie, per poi demotivarlo al punto tale da indurlo a prendere la decisione di dover cambiare presto "aria". In questo modo ottenne due secondi posti in Ungheria ed in Belgio, con un'ultima vittoria all'Estoril. Negli altri GP fu sempre costretto al ritiro: a Monza per il cedimento della pompa idraulica, in Giappone per l'unico KO del motore Renault (in una Suzuka in cui trionfò Patrese) ed in Australia per un contatto fin troppo aspro con il solito Senna. Ma nonostante tutto, Nigel raggiunse ciò per cui aveva lottato duramente: era finalmente diventato Campione del Mondo! WILLIAMS-RENAULT FW14B: RICORDANDO LA FORMULA 1 DI UN TEMPO… Rispetto al V10 che abbiamo portato in scena nella scorsa puntata, la Williams-Renault FW14B oggi è apprezzabile attraverso le mod prodotte dal team ASR Formula, che ha realizzato questo gioiellino per Assetto Corsa, per rFactor 2 e anche per Automobilista. La più vicina a quella reale, anche perché maggiormente curata fin nei minimi dettagli, è quella per il simulatore della Kunos: questa, tuttavia, è modellata sulla base della versione del 1991, dal momento che quella del 1992, guidabile sul software degli Studio 397, presenta un livello di grip con l'asfalto talmente elevato che le permette di girare su tempi decisamente poco realistici rispetto a quanto faceva all'epoca la vettura portata in pista da Mansell e da Patrese. Priva della maggior parte degli aiuti elettronici presenti sulla successiva FW14B, la Williams di Assetto Corsa va quindi guidata come una vera monoposto degli anni ‘90, quindi con la giusta sensibilità su pedale dell’acceleratore e del freno. La differenza con le vetture della generazione successiva, quelle dal 2001 in poi, è immediatamente percepibile: più si spinge, più lei genera carico aerodinamico che la tiene incollata all’asfalto. È una vettura che richiede una certa esperienza alla guida, perché non dà troppa confidenza a chi si è avvicinato da poco al mondo della guida simulata. In curva il gas va gestito responsabilmente, al fine di evitare scodate e perdite di aderenza che, altrimenti, sono all’ordine del giorno. Se siete abituati alle monoposto di oggi, come la Formula Hybrid, vi consigliamo un “reset” prima di scendere in pista: in caso contrario, potreste trovarvi spiazzati… e delusi. A livello di programmazione della mod, la filosofia costruttiva della FW14 è molto simile a quella utilizzata per la Formula 2000 del team Race Sim Studio, che invece replica la Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher. Non si tratta di una vettura “pronti-via”: per spingerla al limite bisogna entrarci in sintonia e capirla a fondo. Ma come tutte le monoposto di un tempo, è proprio questo il suo valore aggiunto: e se fa i capricci, basta fermarsi a guardarla per perdonarle ogni cosa… vero?
  7. Il team VRC Modding ha rilasciato per Assetto Corsa le nuove Auriel 90GTO e Chevrette 28GTO, dietro i cui nomi di fantasia si celano mitiche vetture da competizione che avrete certamente riconosciuto dalle anteprima qui di seguito. Per dettagli e download visitate questo link del forum.
  8. La vostra semplice postazione casalinga non vi basta più? Allora prendete esempio da una delle attrazioni più importanti del SimRacing Expo del 2017, fiera dedicata al mondo della guida simulata andata in scena presso il circuito del Nurbugring ormai tre anni fa. All'epoca il noto YouTuber AussieStig aveva provato una Porsche 911 GT3 molto particolare... perchè trasformata in un simulatore da utilizzare con il software Assetto Corsa! La vettura in questione era una vera 911 GT3, convertita appositamente per praticare simracing. Volante e pedaliera reali erano stati sostituiti con periferiche di alto livello, in grado di fornire un'esperienza di guida il più possibile vicina alla controparte reale. Il pedale del freno, per esempio, era stato tarato per una forza frenante di 130 kg, mentre il volante era di tipo "direct drive". I sedili, invece, erano stati costruiti assieme a un sistema di attuatori D-Box di tipo dinamico, completamente funzionanti alla pari di tutti gli switch e manettini presenti sulla plancia. Volete vedere di cosa si tratta? Allora gustatevi il video qua sotto!
  9. Iniziano ad accendersi i motori del nuovo torneo online Lotus Evora GTC Cup by DrivingItalia, che si disputerà con Assetto Corsa su PC. E' disponibile la descrizione completa del campionato ed il calendario con le date ed i circuiti scelti: la prima gara di test si svolgerà questa sera al Mugello, per iniziare poi il campionato vero e proprio il 19 Maggio dal mitico circuito di Brands Hatch. Come al solito il campionato è aperto a tutti i piloti, grazie alla possibilità di prequalifica online e divisione dei partecipanti in due gruppi omogenei, cosi da garantire a tutti divertimento e competizione. Correte ad iscrivervi a questo link del forum, seguendo le indicazioni riportate.
  10. Il team Race Sim Studio ha appena rilasciato per Assetto Corsa la nuova Formula Americas 2020, che come vedete dalle immagini non è altro che la monoposto Dallara Indycar che corre nello spettacolare campionato americano. E' possibile acquistarla con una donazione minima di euro 3,99 direttamente dallo shop RSS. Commenti sul forum dedicato.
  11. Non solo Formula 1: il mondo del simracing è in continuo fermento in questo periodo di quarantena forzata, in cui presto scatterà un altro Campionato virtuale dedicato a tutti coloro che sono impegnati nella Clio Cup Italia. Fast Lane Promotion, in collaborazione con i ragazzi di Motori nella Leggenda, hanno deciso di lanciare la versione "eSport" della serie in cui corrono le piccole berline della Renault, che si chiamerà Clio Cup eSport Series. Una sorta di riproduzione fedele della serie reale e che sarà composta da cinque appuntamenti: si inizierà il 17 maggio con la tappa di Monza, nello stesso fine settimana e sulla stessa pista che avrebbe dovuto dare il via al Campionato vero e proprio. Poi si proseguirà con il round di Imola (31 maggio), seguito da quello di Misano (14 giugno), del Mugello (28 giugno) e di Vallelunga (12 luglio). Il simulatore utilizzato sarà Assetto Corsa, mentre il format sarà composto da una gara di un'ora per ogni appuntamento (con pit-stop obbligatorio), preceduta da un turno unico di qualifica di 20 minuti. Si tratta, in ogni caso, del primo Campionato ufficiale dedicato a queste piccole vetture da corsa, che ha raccolto con entusiasmo un consenso davvero strepitoso, al punto da registrare in pochi giorni un quasi "tutto esaurito". Al volante delle Clio Cup ci saranno i piloti veri di questo Campionato, ma anche diversi simdriver e addirittura alcuni giornalisti, che di solito sono impegnati nella Clio Cup Press League di Renault Italia: questi concorreranno in una classifica separata, mentre ai primi tre delle varie categorie verrà donato il trofeo ufficiale della serie. Tutti gli appuntamenti godranno della copertura live streaming sui canali social della Clio Cup Italia (raggiungibile con hashtag #cliocupesport), con tanto di cronaca e commento tecnico.
  12. Due mesi di quarantena e tutto è cambiato. O quasi. Se l’emergenza Coronavirus ha oscurato il mondo del motorsport reale, costretto progressivamente a posticipare e annullare tutte le gare in calendario, parallelamente ha permesso all’universo del simracing di spiccare il volo, come mai aveva fatto negli ultimi anni. Confinati dentro alle quattro mura di casa, piloti da tutto il mondo hanno dovuto reinventarsi, incanalando le proprie energie in innumerevoli competizioni virtuali che, piano piano, hanno fatto capolino attraverso l’impegno dei più importanti organizzatori del settore. Tutto è cominciato, se ben ricordate, con il “Not the AUS GP” proposto dal team Veloce eSports, al quale si sono succedute gare e Campionati praticamente a ripetizione. Ma se fino ad allora tutti quanti erano consapevoli che, in fin dei conti, gareggiare in questo modo era molto simile a giocare con un videogame, oggi le cose sembrano essere cambiate. Nello scorso appuntamento dell’IndyCar iRacing Challenge il pilota della McLaren Lando Norris è stato spinto fuori pista da Simon Pagenaud, un comportamento che ora potrebbe avere delle ripercussioni… anche nel mondo reale. Cosa sta succedendo? ATTENZIONE ALLE PAROLE… Le prime avvisaglie che il mondo del simracing stava iniziando a mescolarsi pericolosamente con quello del motorsport reale sono iniziate verso la metà di aprile, quando nella NASCAR Cup Series sono bastate alcune parole di troppo per scatenare un vero putiferio. Nel corso delle prove libere dell’evento disputato sul nostrano Autodromo Nazionale di Monza il pilota del team Chip Ganassi Racing, Kyle Larson, ha avuto qualche problema di collegamento con il suo microfono, che in poco tempo lo ha costretto ad effettuarne il ripristino per continuare a mantenere i contatti con gli altri concorrenti in pista. In una prima prova, il pilota statunitense si è lasciato scappare delle parole tutt’altro che lusinghiere verso un non ben precisato rivale: “Riesci a sentirmi? Ehi, negro...”. Il problema? Che in quel momento il suo microfono funzionava benissimo e tutti hanno sentito il suo commento, il quale ha scatenato un’ondata di insulti e rimproveri che, in ultimo, hanno demolito la sua gara conclusa al 60esimo posto su 62 vetture in pista. Ma questo è stato niente in confronto alle amare conseguenze che lo attendevano al varco: la NASCAR e la community di iRacing, infatti, hanno prontamente deciso di sospenderlo da tutte le competizioni virtuali a tempo indeterminato, anche se la mazzata finale è arrivata poco dopo direttamente dal suo team. Quel Chip Ganassi Racing che, sull’onda della collera di quanto accaduto, ha provveduto a rompere il contratto che aveva con lui nella NASCAR Cup reale. Niente più Chevrolet numero 42 per il povero Kyle Larson, privato anche da tutti gli sponsor che gli avevano permesso, fino a quel momento, di proseguire la sua attività di pilota professionista, tra i quali First Data, McDonald’s e Credit One Bank. … MA ANCHE AI COMPORTAMENTI! La vicenda di Kyle Larson, tuttavia, è stata anticipata una settimana prima da quella di Bubba Wallace, un altro pilota “degli ovali” che ha partecipato al round di inizio aprile dell’eNASCAR Pro Invitational Series, sempre su iRacing. Il pilota del team Richard Petty Motorsports non ha avuto grande fortuna in pista, dal momento che è arrivato molto presto al contatto con Clint Bowyer, danneggiando seriamente la sua vettura. Questo lo ha costretto ad utilizzare velocemente i due “bonus” di riparazione previsti dal simulatore a stelle e strisce, ma avendo ancora tra le mani un’auto malconcia e con altri 150 giri da disputare… ha deciso di ritirarsi anzitempo, spegnendo iRacing ma alimentando, allo stesso tempo, un sacco di insulti da parte di molti altri piloti e appassionati. “Sto morendo nel leggere tutti i commenti – ha scritto Wallace sul suo account Twitter – Devo aver rovinato la giornata a molte persone abbandonando un videogioco. Ahahah, un videogioco! Questa vita in quarantena sta diventando davvero dura...”. Delle frasi che, purtroppo, hanno attirato l’attenzione di uno dei suoi sponsor, l’azienda di antidolorifici Blue Emu: a questo marchio non è piaciuto il comportamento del suo pilota, al punto da annunciare la fine della collaborazione tra le due parti direttamente con un “cinguettio” sul famoso social network. “E' bello sapere quanto hai scritto, ciao ciao Bubba! A noi interessano i piloti, non chi molla! Speriamo solo che i nostri prodotti lo aiutino ad alleviare il dolore, noi siamo seri ed è stato divertente fino ad un certo punto, poi... Al suo posto amiamo quanto fatto da Landon Cassill, perché ha continuato nonostante la macchina rovinata", queste le parole di Blue Emu, che hanno quindi posto la parola fine alla sponsorizzazione con Bubba Wallace. NORRIS CONTRO PAGENAUD: L’INDYCAR DIVENTA UN RING Ma non c’è due… senza tre. Di nuovo iRacing, stavolta però al volante delle velocissime monoposto da IndyCar, scese in pista sabato scorso a Indianapolis. Qui il giovane rampollo del team McLaren, Lando Norris, ha voluto sfidare il Campione in carica Simon Pagenaud, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis “reale” del 2019. Una battaglia senza esclusione di colpi, come quelli che ha incassato lo stesso Pagenaud durante la corsa a causa della competitività del suo rivale: dopo una sosta ai box resa necessaria per riparare la sua vettura, Simon ha giurato, in diretta sul suo canale Twitch, che si sarebbe vendicato nei confronti di Norris, buttandolo ben presto fuori di pista. Detto, fatto: nell’ultimo giro di gara Pagenaud ha mantenuto la promessa, buttando fuori di pista il giovane Lando, che quindi si è visto rovinare la gara proprio sul più bello. In sua difesa è intervenuto addirittura Zak Brown, CEO della McLaren, e ora il Campione del Mondo in carica di Indianapolis potrebbe rimanere non solo escluso dalla prossima tappa dell’IndyCar iRacing Challenge… ma anche dalla prossima edizione della competizione vera e propria! QUANDO IL GIOCO DIVENTA (TROPPO) REALE In un certo senso, in questo periodo di quarantena il simracing ha visto una propria evoluzione da mondo della guida simulata in cui tutto rimane confinato in ciò che si percepisce dietro a uno schermo… a surrogato del motorsport vero e proprio, in cui i piloti professionisti sono chiamati a comportarsi da “piloti” quando, in realtà, stanno interpretando i panni di “simdrivers”, cioè di videogiocatori appassionati di titoli di corse. Il virtuale diventa reale e questo può condizionare la vita, non solo agonistica, di tutti coloro che si mettono dietro al volante: gli sponsor, le Federazioni e i “big” del motorsport ora sono molto più interessati al simracing e finché le piste di tutto il mondo non riapriranno i battenti, la situazione continuerà su questa strada. Il problema? Che il simracing, alla fine, deve essere considerato un gioco. Competitivo, certo, ma pur sempre un gioco. Con tutti gli effetti che ne derivano dal suo utilizzo: positivi ma anche, purtroppo, negativi. Quanti piloti, ad oggi, hanno provato quella sensazione di frustrazione quando non si riesce a mettere insieme quel fatidico giro da qualifica perfetto? Oppure quando, in prima curva, si viene centrati da coloro che credono che una gara si vinca al primo giro? O ancora, quando si viene intenzionalmente portati fuori pista da piloti più deboli, ma invidiosi delle nostre capacità e della nostra condotta di gara? Sono situazioni che contraddistinguono questo mondo, che tutti noi abbiamo imparato ad affrontare facendo leva sul fatto che, alla fine, non serve arrabbiarsi arrivando al “rage quitting”, ma è meglio diventare consapevoli che siamo di fronte a un videogioco virtuale, per quanto realistico esso sia. I piloti veri, che invece sono abituati ad altre situazioni, possono reagire in tutt’altro modo: per loro mettersi dietro a un volante non è un gioco, in ogni caso. Il simracing, quindi, non può essere paragonato al motorsport reale: lì le cose funzionano diversamente. Le sensazioni che si vivono possono essere molto simili, ma siamo di fronte a due mondi differenti. E così deve essere. GUIDA SIMULATA: ALLENAMENTO O DISTRAZIONE? Invece la quarantena causata dal Coronavirus ha portato, per forza di cose e per necessità, a mescolare questi due universi, simili a prima vista ma molto diversi nella sostanza. Per quanto il nostro equipaggiamento da piloti virtuali sia evoluto, non potrà mai replicare le forze G, le accelerazioni, le frenate e gli spostamenti di carico di una vettura reale che corre in pista. Nel simracing conta moltissimo la concentrazione e la gestione delle proprie emozioni: è un lavoro di testa, ma chi pensa che l’allenamento con un simulatore può risultare utile anche nel mondo reale… rimarrà parzialmente deluso. È come chi si allena, per assurdo, sul tapis roulant o su una cyclette per prepararsi alla corsa a piedi o al ciclismo su strada. Alcune cose possono essere simili (e non uguali), ma nulla batte la realtà per quello che è. Un altro esempio? Nel karting c’è un detto: per andare forte in go-kart… devi allenarti con il go-kart. Niente palestre inutili. Lo stesso principio si può applicare al simracing: chi si allena per la guida virtuale diventa bravo a fare il simdriver. Se poi è talentuoso anche in una macchina vera, è perché ha dei precedenti nel motorsport vero… oppure è un talento naturale. Il simracing, in un certo senso, può tornare utile per imparare i circuiti, per allenare le proprie abilità in gara (il “racecraft”), per mettere insieme un giro da qualifica oppure per affinare la consistenza in stint più o meno lunghi. Tutte capacità che possono essere ripetute anche nel mondo reale, perché in questo caso il pilota lavora su se stesso e non sul portare a termine l’obiettivo specifico richiesto da quello che gli sta mostrando lo schermo. Per esempio, alcuni piloti di F1, come Kimi Raikkonen e Daniel Ricciardo, hanno preferito non avere nulla a che fare con le gare virtuali di questo periodo. “Semplicemente non mi interessano”, ha affermato il pilota del team Alfa Romeo Racing. “Conosco la mia natura competitiva, ci passerei ore al simulatore tutti i giorni. E, prima che me ne accorga, inizierei a saltare gli allenamenti. E penso che la preparazione per i GP siano più produttivi", questo il commento dell’australiano della Renault. Charles Leclerc, Lando Norris e Max Verstappen, invece, rappresentano la nuova generazione che avanza e che, al contrario, passano ore su ore al simulatore. Chi ha ragione? Chi ha maggiore consapevolezza di se stesso e di quello che sta facendo: se si utilizza il simracing nel modo giusto, può risultare utile per un pilota professionista. Se ci si lascia prendere la mano e ci si fa coinvolgere dalla natura “videoludica” di questo mondo, allora le cose cambiano. Non c’è nulla di sbagliato, sia chiaro: solo che il simracing è il simracing, mentre il motorsport è il motorsport. Due realtà che vanno vissute per quello che sono e non per quello che tutti noi, me compreso, vorremmo che fossero. Nel video qui di seguito, infine, vi segnaliamo l'opinione di Alessandro Mariani, Team Manager JAS Motorsport, con esperienza decennale nel mondo delle competizioni tra Formula 1, DTM, BTCC, WTCR e GT3. Secondo Mariani "i simulatori stanno rovinando il mondo delle corse"... Voi cosa ne pensate del suo parere?
  13. Quando si parla di Simracing, è difficile non nominare il primo capolavoro creato da Kunos Simulazioni: stiamo parlando di Assetto Corsa, simulatore inizialmente reso disponibile in Early Access nel 2013 per poi raggiungere lo stadio conclusivo nel dicembre 2014, quando venne rilasciato definitivamente per PC. Un titolo estremamente longevo e personalizzabile, ancora oggi uno dei migliori in circolazione con cui divertirsi e gareggiare. Nel corso degli anni è stato impreziosito con diversi contenuti aggiuntivi ufficiali, tra i quali figurano i vari Dream Pack DLC, i Porsche Pack e il più recente Ferrari 70th Anniversary DLC, che hanno incrementato ancora di più il parco vetture a disposizione. Rispetto ad altri titoli, però, Assetto Corsa si è sempre distinto per una community molto attiva nel creare mod di terze parti di altissima qualità, le quali gli hanno permesso di accontentare praticamente qualsiasi tipo di pilota nel mondo della guida simulata. Ma quali sono i mod migliori con cui arricchire questo simulatore? C’È L’IMBARAZZO DELLA SCELTA! Senza dover impazzire nell’andare alla ricerca dei migliori contenuti aggiuntivi attualmente presenti in rete, esiste un sito che racchiude tutto ciò che serve per godersi al meglio il proprio hobby virtuale. Il suo nome, per chi non lo conosce, è RaceDepartment.com: nella relativa sezione Downloads è possibile ricercare ciò che fa al caso nostro, magari filtrando la ricerca a seconda del grado di apprezzamento di ogni singola mod. Così facendo si ottiene una lista davvero infinita tra cui scegliere la propria, personale, prossima vettura: davanti a tutti troviamo l’NFS Tournament Class A & B, una mod che vuole riprodurre in tutto e per tutto le migliori vetture dei vecchi Need For Speed di una volta, tra cui la Ferrari 512TR, la Lamborghini Diablo VT, la Dodge Viper RT/10, la Corvette ZR-1 e la Porsche 993. A seguire troviamo la splendida Dallara F317 del team RSR, mentre più in là possiamo scorgere la Mazda 787B, la Ferrari F2002 e, perché no, la divertentissima Formula RSS3 V6, uno dei pochissimi mod gratuiti rilasciati dal team Race Sim Studio. La lista, tuttavia, è veramente lunga e si può trovare veramente di tutto: dalle monoposto, come la mitica Jordan 191 di Michael Schumacher o la F2007 di Kimi Raikkonen, alle vetture del BTCC, come la BMW 320i del 1998 o la Nissan Primera del 1999. Ma anche diverse auto sportive non espressamente votate alla pista, tra le quali la Porsche 911 Singer, la Honda NSX o la Mini Cooper S del 1964, per arrivare alla splendida Alfa Romeo Giulia GTAM del 1970. Non mancano le “formule minori” con cui imparare le basi della guida tra i cordoli, come la Formula Agile e la famosissima Skip Barber Formula 2000, così come esperimenti “fuori dall’ordinario” come un concept futuristico di una Ferrari da F1… e un tagliaerba motorizzato Honda da 200 kg (compreso il pilota!) capace di erogare più di 100 cavalli. Da provare assolutamente!
  14. Oggi vi segnaliamo due app assolutamente da non perdere per Assetto Corsa, particolarmente indicate per i piloti principianti, ma molto utili anche per tutti gli altri. La prima è denominata Brake Trainer, come si intuisce dal nome, ci insegna il corretto punto di staccata, come potete vedere dal video, con dei segnali audio e luminosi che ci danno persino il tempo della corretta frenata al limite. Giro dopo giro Brake Trainer ha la possibilità di registrare, in modo da "imparare" i nostri miglioramenti e quindi fornirci punti di staccati sempre più al limite! La seconda app è Live Telemetry, molto intuitiva e semplice da capire quanto potente ed efficace: come si vede dal video, ci mostra ai 4 angoli dello schermo le informazioni riguardanti l'escursione delle sospensioni, i giri motore, la pressione delle gomme (psi), il camber e molto altro.
  15. Giulio Scrinzi

    Qual è il miglior simulatore di Formula 1?

    L’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo ormai da due mesi ha fatto emergere il mondo del simracing come mai fatto prima d’ora. Gare online, Campionati, eventi speciali e chi più ne ha, più ne metta: tra le serie ufficiali non possiamo non menzionare quelle organizzate dall’universo della Formula 1, che fin dall’annullamento del Gran Premio d’Australia a marzo si è dato da fare per continuare il proprio show… sul grande e piccolo schermo. Prima ci ha pensato il Veloce eSport team a dar fuoco alle polveri, un ruolo che successivamente è stato incarnato anche dalla serie ufficiale della F1 con le Virtual Grand Prix Series. Ovviamente il software utilizzato per queste gare è il tanto amato/odiato F1 2019, che prossimamente sarà sostituito dal suo successore F1 2020. Un prodotto firmato Codemasters che negli anni ha saputo far divertire migliaia di appassionati, ma che agli occhi di molti piloti professionisti è considerato distante anni luce da alcuni dei più simulativi software attualmente in circolazione. Il dito di tale affermazione è puntato in special modo alla fisica di gioco, troppo arcade e poco incline a soddisfare i puristi del settore. A questo punto la domanda sorge spontanea: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? ASSETTO CORSA: RACE SIM STUDIO, QUALITÀ AI MASSIMI LIVELLI Per rispondere a questa domanda iniziamo ad analizzare ciò che propone attualmente il mercato del simracing, cominciando dal sempreverde Assetto Corsa. Il titolo firmato Kunos Simulazioni propone di base alcune monoposto da Formula 1, gran parte targate Ferrari: la mitica F2004 di Schumacher e Barrichello, la 312T di Niki Lauda, ma anche le più recenti F138, SF15-T e SF70H. Assieme a queste trovano spazio altri modelli sapientemente realizzati, tra cui la Tatuus FA01 (o Formula Abarth), le Lotus Exos 125 (replica delle F1 motorizzate V8 del 2012) e la 98T, con livrea John Player Special in onore di Ayrton Senna. Assetto Corsa, tuttavia, è ben conosciuto per la grande quantità di mod con le quali è possibile arricchirlo, un mondo che in fatto di monoposto è dominato dalla qualità dei lavori firmati Race Sim Studio. Tra questi i più importanti sono rappresentati sicuramente dalla famiglia delle Formula Hybrid, oggi capeggiate dall’ultimo modello, quello del 2020, che è accompagnato dalla proposta futuristica per la stagione 2021. A livello di fisica niente è comparabile a queste vetture, capaci di far vivere al pilota che le guida un’esperienza in pista davvero unica. Sempre facendo riferimento al mondo F1 e monoposto, possiamo citare anche la splendida Formula 2000 V10, fedele replica della Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher, così come le varie Formula 2 e Formula 3 che rappresentano la porta d’ingresso al Circus iridato. Ognuna di loro ha le sue peculiarità e, su Assetto Corsa, va guidata con rispetto e dedizione, proprio come nella realtà: in questo modo, sapranno regalarvi tanta soddisfazione e ore di divertimento. Tuttavia, il titolo Kunos Simulazioni non è stato studiato appositamente per rappresentare le peculiarità di una gara (o, più in generale, di un Campionato) di Formula 1. I veri problemi, infatti, sorgono quando si vuole tentare di far scendere in pista queste vetture una contro l’altra su un dato circuito e in determinate condizioni. Per quanto riguarda le piste, bisogna affidarsi ancora una volta a componenti di terze parti, che possono variare molto in fatto di qualità e fedeltà nella loro rappresentazione rispetto alle controparti reali. Passando alle condizioni simulate, tutto dipende dalla combinazione di auto-circuito prescelta: Assetto Corsa, purtroppo, tende a non garantire una simulazione davvero consistente quando si aumenta troppo la difficoltà in termini di velocità e aggressività dell’IA, che in tanti, troppi casi, può risultare o troppo lenta… o eccessivamente veloce, al punto da terminare la propria corsa nella ghaia o contro le barriere di protezione. L’unica soluzione in questo senso si può trovare nelle competizioni online: le monoposto su Assetto Corsa, tuttavia, sono utilizzate quasi esclusivamente nel “league racing”, per cui a meno di non impegnarsi seriamente in un Campionato vero e proprio, è molto difficile trovare dei server tradizionali dove scendere in pista con queste splendide, quanto ingiustamente poco apprezzate, vetture… Sempre che non vogliate accontentarvi del contenuto di base. RFACTOR 2: POCHI CONTENUTI MAL IMPLEMENTATI Passiamo a un altro “mostro sacro” della simulazione su quattro ruote: stiamo parlando di rFactor 2, che da sempre è apprezzatissimo per la sua fisica in-game al punto da essere utilizzato, nella sua versione professionale, da alcuni team reali nel mondo del motorsport. Il modo in cui è replicata la dinamica di flessione del telaio di una vettura, assieme al funzionamento delle gomme in ogni parte di un circuito lo rendono estremamente appetibile per tutti i puristi del settore… ma come se la cava in fatto di monoposto di Formula 1? Il contenuto originale messo a disposizione dallo Studio 397, per quanto estremamente curato e vicino alla sua controparte reale, è in realtà piuttosto scarno e ormai in circolazione da troppo tempo. La vettura più recente è la ISI Formula 2012, recentemente utilizzata nella competizione ufficiale “The Race All-Star Esport Battle”, affiancata dai modelli storici della McLaren come la M23 di James Hunt, la MP4/8 di Ayrton Senna e la MP4/13 di Mika Hakkinen. Oltre a queste, ancora una volta bisogna affidarsi ai mod di terze parti, che tuttavia su rFactor 2 sono decisamente meno curati rispetto a quelli che troviamo su Assetto Corsa. Tranne alcune eccezioni, come le F1 del 1991 realizzate dal gruppo ASR Formula, i contenuti third-party per il simulatore dello Studio 397 soffrono di alcuni problemi di implementazione, non tanto a livello di fisica di gioco (in questo, ormai, tutti hanno raggiunto uno standard qualitativo più che buono), ma piuttosto in termini di utilizzo offline. Come su AC, anche su rF2 queste mod difficilmente riescono a funzionare bene quando si tenta di effettuare una gara in singleplayer, per via di un’IA poco curata che sminuisce l’intera esperienza di guida. In questo senso, di nuovo l’unica alternativa è cimentarsi nelle competizioni online, ancora più rivolte verso il “league racing” di quelle disponibili sul rivale prodotto da Kunos. Un open server con delle F1 su rFactor 2? Un miraggio di questi tempi. IRACING: MEGLIO ORIENTARSI SULLE FORMULE MINORI Il terzo simulatore che prendiamo in considerazione è il famosissimo iRacing, apprezzato dalla community e da molti piloti professionisti per la sua consolidata struttura online, che propone gare a cadenza regolare praticamente ogni ora. Non solo, queste competizioni sono regolamentate da un safety rating che permette di correre contro avversari del proprio livello, un punto a favore che premia la correttezza e la pulizia in pista piuttosto che la foga di vincere a tutti i costi. In fatto di monoposto di Formula 1, però, iRacing non riesce ad arrivare al livello dei suoi rivali. Per la cronaca, sul simulatore americano ci sono solo quattro vetture della classe regina: le classiche Lotus 49 e 79 e le più avveniristiche Williams FW31 e McLaren MP4/30. Stop. Ben poca cosa rispetto a quanto offerto, per esempio, da Assetto Corsa. Tra l’altro, ci troviamo di fronte a contenuti (a pagamento) che è possibile utilizzare online solo da aver fatto tutta la gavetta dalla Rookie class fino alle “patenti” più prestigiose. A rincarare la dose, queste vetture sono tutt’altro che semplici da guidare: in particolare le due monoposto più moderne, nervose e poco amichevoli anche dopo aver passato ore a trovare il setup corretto. Insomma, la F1 su iRacing è tutt’altro che popolare, oltre che poco accessibile per chi è abituato a utilizzare una monoposto di questo tipo fin da subito. Al contrario, iRacing propone delle invitanti alternative in fatto di auto a ruote scoperte mettendo a disposizione, per esempio, le più semplici Dallara F3, che da qualche mese sono anche protagoniste di un Campionato dedicato a cui si può partecipare con la licenza di classe D, quella che si ottiene subito dopo aver fatto i conti con gli avversari della categoria Rookie. Si chiama “Pure Driving School Formula Sprint” ed è una serie a setup fissi che, oggigiorno, è molto popolare, nonché divertente. Oltre a ciò, iRacing porta in scena anche le Formula Renault (2.0 e 3.5), le Skip Barber Formula 2000 e le Pro Mazda, tutte monoposto con le quali è possibile correre dopo aver ottenuto la relativa licenza. Certo, le gare organizzate in questi Campionati sono molto distanti da quelle di F1, ma sta il fatto che il divertimento e la competizione in pista di cui sono capaci sono sicuramente di alto livello. RACEROOM E AUTOMOBILISTA: FOCUS SULLE EMOZIONI Gli ultimi due simulatori da noi presi in considerazione sono, da una parte, RaceRoom Racing Experience, e dall’altra il famoso Automobilista, che recentemente si è evoluto nel suo secondo capitolo chiamato AMS 2. Entrambi condividono lo stesso intento nel replicare il mondo della Formula 1: proporre alcuni dei modelli più iconici mettendoli a disposizione dei propri appassionati e facendo leva in special modo sul lato “emozionale” che deriva dalla loro guida. RaceRoom, per l’appunto, propone essenzialmente due tipi di monoposto: la Formula X17, che è una F1 del 2017, e le Formula 1 degli anni ‘90, declinate nelle varie motorizzazioni dell’epoca (V8, V10 e V12). A livello di circuiti, invece, questo simulatore (gratuito di base ma poi a pagamento a seconda dei contenuti che si vuole utilizzare) si basa sulle vetture da turismo, per cui l’ambiente in cui le monoposto disponibili devono interfacciarsi è certamente molto lontano da quello che noi conosciamo attraverso i titoli della Codemasters. Sulla stessa lunghezza d’onda si piazza Automobilista: questo simulatore sud-americano fonda le proprie origini su vetture e circuiti di stampo brasiliano, anche se tra le sue fila possiamo trovare alcune delle monoposto più gloriose della storia del Circus iridato. Tra queste le Formula Vintage e Retro, la Formula Classic degli anni ‘80, la Formula V10 del 2001, la Formula Reiza (replica dei V8 del 2013) e le più recenti Formula Extreme e Formula Ultimate, motorizzate con propulsori turbo-ibridi. Assieme a queste, il nuovo capitolo AMS 2 propone anche altri modelli, come quelli caratteristici dei primi anni ‘90, che rendono l’offerta complessiva davvero appetibile per tutti gli appassionati più nostalgici. Come RaceRoom, tuttavia, l’esperienza in pista è molto, molto diversa da quella che siamo abituati a vedere su F1 2019, che in sostanza replica in tutto e per tutto ciò che succede in un weekend di gara del Circus iridato. Aspettiamoci gare più semplici, ampiamente modificabili a seconda delle proprie preferenze ma comunque meno autentiche di quelle reali. Se però ci brillano gli occhi a vedere e sentire una F1 storica di una certa epoca, questi due simulatori possono diventare ben presto i nostri titoli preferiti. CONCLUSIONE All’inizio dell’articolo eravamo partiti con una domanda: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? Credo che la risposta, a questo punto, l’avete già capita. A meno di “accontentarsi” di tutta una serie di compromessi e differenze, il titolo della Codemasters rimane ancora un caposaldo inavvicinabile in termini di fedeltà nella rappresentazione di un weekend, o più in generale, di una stagione del Circus iridato. Assetto Corsa, Automobilista e tutti gli altri riescono esclusivamente ad avvicinarsi a una rappresentazione “verosimile” della Formula 1, tramite vetture generiche che possono essere personalizzate con le apposite skin. Le competizioni che è possibile allestire, inoltre, sono altrettanto vaghe, certamente prive di tutti quegli aspetti regolamentari che solamente F1 2019, da videogioco ufficiale del Grande Circo della Velocità, è in grado di offrire. Più nello specifico, i titoli che abbiamo chiamato in causa in questo articolo sono capaci di replicare bene le sessioni di pratica con una vettura da Formula 1, le quali alla fine si traducono nel tanto amato/odiato hotlapping che, come ben sappiamo, non è vero “racing”. Quindi, a questo punto, non possiamo fare altro che rendere onore a quanto è riuscita a fare Codemasters in questi anni, regalandoci un titolo fedele alla realtà e altamente godibile da una vasta platea di piloti virtuali. I puristi del settore potranno anche storcere il naso, ma in fin dei conti questa è la pura, incontestabile, realtà.
  16. Sono disponibili per Assetto Corsa le versioni aggiornate di due vetture addon decisamente divertenti e spettacolari: la prima è la Nissan Primera BTCC del 1999 (v1.1) realizzata da Patrik Marek, mentre la seconda è la monoposto Skip Barber (v1.4) creata da Daniel Jimenez.
  17. Ricordate il mitico Need for Speed del 1994/1995 ? Il duo modders Alberto Daniel Russo e Jason Coates, ha aggiornato per Assetto Corsa il pacchetto Class A ed anche il Class B, con le storiche vetture protagoniste del videogame targato Electronic Arts, naturalmente aggiornandole ai tempi attuali. Il risultato, come potrete verificare dal download, è davvero divertente e straordinario! Commenti sul forum. Download Class A v1.5 Download Class B v1.4
  18. Ricordate il mitico Need for Speed del 1994/1995 ? Il duo modders Alberto Daniel Russo e Jason Coates ha pensato bene di realizzare per Assetto Corsa le storiche vetture protagoniste del videogame targato Electronic Arts, naturalmente aggiornandole ai tempi attuali. Il risultato, come potrete verificare dal download del mod in versione 1.1, è davvero divertente e straordinario!
  19. Tutti noi ci siamo passati: quando abbiamo iniziato la nostra avventura nel simracing abbiamo scelto la nostra vettura e il nostro circuito preferiti e abbiamo, semplicemente, cominciato a girare. Ci abbiamo preso gusto, non solo per le sensazioni ricevute dalla nostra postazione composta da volante e pedaliera, ma anche per il fatto che, giro dopo giro, i nostri tempi hanno iniziato a scendere progressivamente. Girare così, però, dopo un po’ stufa… Per cui abbiamo provato a fare qualche gara contro l’intelligenza artificiale: a seconda del titolo utilizzato la nostra esperienza è stata più o meno gratificante, passando dai dubbi esistenziali del perché l’IA di Assetto Corsa debba andare nella sabbia o contro il guardrail dopo solo due curve… alla frustrazione più assoluta nei confronti degli avversari con cui abbiamo avuto a che fare su F1 2019, che a tutti gli effetti ci hanno “bastonato” fin dal nostro esordio nella modalità carriera. Quest’ultimo titolo, forse, è il più autentico tra tutti quelli disponibili oggi, non solo per l’esperienza che sa regalare durante le 10 stagioni da pilota di Formula 1, ma anche per un IA convincente, veloce ed aggressiva sotto tutti i punti di vista. Niente, in confronto, tuttavia a quello che si può sperimentare quando si gareggia online contro avversari veri. In questo iRacing è, ad oggi, imbattibile, grazie alla sua struttura multiplayer con gare praticamente ogni ora. Assetto Corsa, tuttavia, rappresenta una valida alternativa, che ci sentiamo di consigliare a tutti quei piloti che vogliono immedesimarsi in un vero pilota da corsa virtuale… senza investire un patrimonio in auto e circuiti. Ma come si fa a gareggiare online sul titolo prodotto da Kunos Simulazioni? Ve lo spieghiamo in questa guida! ASSETTO CORSA: UTILIZZARE IL SOFTWARE PRINCIPALE Il modo più semplice per scendere in pista con avversari in carne ed ossa è quello di utilizzare direttamente il launcher originale di Assetto Corsa. Dalla schermata principale dovremo selezionare “Guida” tra le icone di sinistra e poi “Online” dal menu in alto: in questo modo si aprirà una lista che contiene tutti i server attualmente disponibili sul titolo Kunos Simulazioni. Al primo refresh della lista in questione troverete i server in “ordine sparso”, per cui la prima cosa da fare è quella di ordinarli a seconda del numero di piloti presenti in ciascuno di esso, preferibilmente in ordine decrescente (cioè dal server più “pieno” a tutti quelli vuoti). A questo punto non vi resta altro da fare che scegliere quello che più vi piace: cliccando su di esso si aprirà un piccolo menu contestuale che conterrà i dati del server stesso, tra cui il circuito dove si sta correndo e le vetture disponibili, racchiuse in una piccola lista sulla destra. Qui potrete scegliere la vostra preferita tra quelle ancora lasciate libere dagli altri piloti, in base al numero totale di simdrivers attualmente presenti sul server. Una volta selezionata, vi basterà cliccare sul pulsante “Join” sulla destra… e scendere in pista. Prima di fare ciò, tuttavia, vogliamo darvi alcuni consigli: per trovare il server che più fa per voi potete “filtrare” la lista server con una serie di pulsanti posizionati poco sopra la lista stessa. Potrete includere (o escludere) tutti i server che non richiedono una password per entrarvi, così come quelli attualmente pieni o vuoti. Inoltre potete visualizzare la lista a seconda del nome del server, del circuito o della vettura che volete utilizzare. Se avete già le idee ben chiare su dove volete correre e con quale automobile gareggiare, vi basterà giocare un po’ con le possibilità che vi dà Assetto Corsa per trovare quello che veramente fa per voi. ASSETTO CORSA: CONTENT MANAGER, L’ALTERNATIVA COMODA E VELOCE Se vi sembra troppo “macchinoso” aprire ogni volta Steam e Assetto Corsa per raggiungere la lista dei server online, allora forse potrebbe fare al caso vostro un programmino davvero leggero e interessante, che funziona da “launcher” alternativo per il titolo Kunos Simulazioni. Stiamo parlando del famosissimo Content Manager, un’applicazione scaricabile da questo indirizzo che vi aiuterà a scendere in pista nel più breve tempo possibile. Una volta scaricato il pacchetto e posizionato sul desktop del vostro PC, non dovrete fare altro che eseguirlo, indicare il vostro username e il vostro SteamID, che nella maggior parte dei casi sarà già presente se, nel frattempo, avete mantenuto aperto Steam in background. Questo piccolo software, in sintesi, fa quello che fa Assetto Corsa, ma in maniera più veloce e immediata. Tramite le sue schermate avrete la possibilità di selezionare i vostri circuiti e le vostre piste con un solo click del mouse, riducendo drasticamente i tempi di caricamento e massimizzando la vostra esperienza al volante. Per quanto riguarda l’online, anche in questo caso vi basterà selezionare la relativa scheda dalla schermata principale, che vi darà una lista da “filtrare” a seconda delle vostre preferenze. Rispetto al software originale, il Content Manager è anche in grado di regolare i server da visualizzare a seconda del contenuto attualmente in vostro possesso, DLC compresi. Una grande comodità, non solo per “smaltire” un po’ di server vuoti che possono dare fastidio, ma anche per trovare quel server particolare nel quale mettere alla prova le vostre abilità da pilota. ASSETTO CORSA: IL PORTALE JUSTRACE.NET Sulla falsariga della lista server interna di Assetto Corsa, esiste anche un sito internet dove vedere tutte le gare online disponibili attualmente sul titolo Kunos Simulazioni. Vi basterà collegarvi a questo indirizzo e troverete praticamente la stessa cosa che abbiamo visto in precedenza, solo integrata nel vostro browser internet. Questa, in realtà, è la porta d’accesso a un servizio molto interessante di corse online chiamato, come potete immaginare, Just Race. Inizialmente ideato per rFactor 2, Automobilista e RaceRoom, oggi è arrivato anche per Assetto Corsa e vi offrirà la possibilità di connettervi a server dedicati in base al vostro livello di abilità che avete accumulato in multiplayer. Come fare per utilizzarlo? Innanzitutto dove creare un vostro account a questo indirizzo, dopodichè, una volta effettuato l’accesso al servizio online, dovete collegare il vostro account Steam al portale. Successivamente dovete scaricare e installare il Client dedicato, che fornirà un collegamento tra Assetto Corsa e il servizio in questione. Fatto ciò, siete pronti per correre. A questo punto nella schermata principale dovete scegliere “Smart Match Maker”, selezionare il simulatore Assetto Corsa e, nella lista che si presenterà a schermo, il server che più vi piace. Prima di effettuare la registrazione alla sessione in pista, ricordatevi di selezionare la vettura con cui correrete, oltre a dare un’occhiata al format della gara in questione. Per ogni altro dubbio, date un’occhiata a questo video che, in fatto di registrazione online, vi darà sicuramente una mano in più per effettuare tutto correttamente. ASSETTO CORSA: SIMRACINGSYSTEM, IN STILE iRACING L’ultima alternativa per correre online con Assetto Corsa sfrutta il ben conosciuto SimRacingSystem, un portale che è stato creato ad immagine e somiglianza di quanto offerto da iRacing. Nei server tradizionali, infatti, non sempre si riescono a trovare avversari corretti e pronti a battagliare in pista come si farebbe nella realtà… Per questo motivo è nato l’SRS, che basa la sua attività su una serie di competizioni scelte sulla base di alcuni tra i contenuti più apprezzati dalla community di Assetto Corsa. Ma non è tutto, perché il SimRacingSystem offre tutte le sue gare in base al livello di abilità di ogni singolo pilota, determinato da un sistema di rating che va a comporsi a seconda dei risultati ottenuti in pista. Se siete alle prime armi, gareggerete con simdrivers simili a voi, quindi non abbiate timore di trovare i cosiddetti “alieni della guida simulata” già la prima volta che vi cimenterete in questa nuova avventura! A questo punto, come fare ad utilizzare il SimRacingSystem? Vi basterà collegarvi al sito ufficiale ed effettuare la registrazione. Successivamente dovrete scaricare l’app dedicata, da copiare nella cartella principale di Assetto Corsa e, poi, da attivare nella schermata delle opzioni generali del simulatore. A questo punto comparirà un’ulteriore icona tra quelle tradizionalmente posizionate a sinistra, appunto relativa all’SRS. Cliccandoci sopra, vi comparirà una lista delle competizioni attualmente disponibili, che in alcuni casi si tengono anche a distanza di ogni ora. Come partecipare? Vi basterà effettuare la registrazione alla gara in questione ed aspettare il via all’ora prestabilita. Per il resto, tutto funzionerà proprio come una normale competizione online, con la differenza che sarà tutto molto, ma molto più divertente! ASSETTO CORSA: IL SITO DI RIFERIMENTO PER IL LEAGUE RACING Fino a questo punto vi abbiamo proposto due modi per correre online nei server tradizionali e due modalità per gareggiare in maniera “più seria”, in base alle vostre capacità. Se, invece, siete dei piloti già navigati e volete cimentarvi nel “league racing”, allora ci sentiamo di consigliarvi innanzitutto questo sito web, che in sostanza raccoglie tutti i principali Campionati attualmente attivi su Assetto Corsa. Se questo non vi basta, allora collegatevi a questo indirizzo: si tratta di un sito internet che raccoglie tutte le principali competizioni su base “Campionato” al momento disponibili, non solo per Assetto Corsa ma anche per tanti altri simulatori, come rFactor 2 e Automobilista. Per finire, ecco l’ultimo link che vale la pena da tenere sott’occhio: si tratta del gruppo pubblico “Assetto Corsa & Competizione League Central”, che raccoglie su Facebook tutte le principali novità di Kunos Simulazioni in fatto di Campionati online. Detto questo… non vi resta che far vedere di che pasta siete fatti: ci vediamo in pista!
  20. “Il mondo è bello perché è vario” recita un famoso detto… e niente è più vero quando si parla di contenuti aggiuntivi per i nostri simulatori preferiti! Perchè diciamocelo: il mondo computer, rispetto a quello console, ha sempre avuto il pregio di poter personalizzare un videogioco nel modo che più ci piace. Come? Attraverso le famose “mod”, che appunto vanno a modificare il software di base inserendo nuovi contenuti, oppure alterando le schermate con grafiche più accattivanti, funzionali e belle da vedere. Nel caso dei simulatori di guida, le modifiche che solitamente si effettuano vanno ad apportare corpose aggiunte al database di vetture e tracciati originariamente disponibili. In alcuni casi, inoltre, si possono inserire anche nuove skin per le auto già presenti, oppure nuove interfacce che rendono più funzionale ciò che viene proiettato sullo schermo mentre siamo in pista. La domanda è: “Come si installano correttamente queste mod sui più importanti simulatori del momento?”. La risposta ve la daremo in quest’articolo, dove copriremo le procedure passo dopo passo per due titoli tra i più utilizzati nel mondo del simracing: Assetto Corsa e rFactor 2. ASSETTO CORSA: BASTA UN SEMPLICE COPIA & INCOLLA Iniziamo con il simulatore prodotto dall’italiana Kunos. Una volta installato il software di base, che su Steam può essere arricchito con tutta una serie di DLC che spaziano dal pacchetto dedicato al 70° anniversario della Ferrari a quello che comprende le splendide, e veloci, Porsche 911 RSR, dovremo andare alla ricerca della mod che vogliamo utilizzare. Che si tratti di un circuito, di una vettura o di una app da aggiungere alla lunga lista già disponibile, la procedura è essenzialmente la stessa: basta fare un semplice “copia & incolla” del contenuto aggiuntivo nella cartella principale del gioco. Questa è localizzata solitamente nella directory di Steam che ha il seguente percorso: “C:\Programmi\Steam\steamapps\common\assettocorsa”. Se vogliamo aggiungere un’auto o un circuito, qua dentro ci interesserà esclusivamente la cartella “content”, al cui interno è appunto conservato il contenuto del titolo Kunos simulazioni. Perchè proprio questa cartella? Perchè di solito quando andiamo a scaricare una mod, questa è impacchetta in un archivio compresso al cui interno si trova già predisposta la cartella “content” di cui abbiamo parlato, che appunto contiene la vettura o la pista che vogliamo aggiungere ad Assetto Corsa. A questo punto, quindi, per arricchire questo simulatore ci basterà scompattare l’archivio compresso eseguendo l’estrazione della sua cartella “content” direttamente nella directory principale di Assetto Corsa. In alternativa, è possibile effettuare la stessa procedura con un ancora più semplice “drag&drop”, trascinando la cartella “content” a livello di quella contenuta nel percorso che abbiamo nominato poco fa. In alcuni casi questa operazione può portare Windows a chiedere se vogliamo sostituire alcuni file e/o cartelle: questo è dovuto per lo più alla presenza di versioni obsolete di questi contenuti già presenti nelle sottocartelle della cartella “content”. Tutto ciò che dovremo fare sarà quello di confermare la sostituzione e completare la procedura. E se la cartella “content” della nostra mod non fosse disponibile nell’archivio compresso? In questo caso dovremo andare ad inserire manualmente il contenuto aggiuntivo (auto, circuito o app) all’interno della cartella “content” principale. Questa, infatti, è formata da tante sottocartelle, tra le quali quelle più utilizzate sono: cars, driver, fonts, sfx, templates, texture e tracks. Quello che dovremo fare sarà di effettuare il “copia&incolla” (oppure il drag&drop) delle cartelle che compongono la nostra mod all’interno della cartella “content” di Assetto Corsa, andando ad associare le relative sottocartelle. Vi sembra complesso? In realtà è semplicissimo, perché la procedura che dovrete fare è esattamente la stessa del caso precedente: solo un po’ più specifica a seconda delle cartelle presenti nell’archivio compresso della mod che volete installare. Se in quest’ultima, inoltre, esistono altre cartelle come “extension”, “plugins” o “apps”, dovremo fare lo stesso effettuando il copia&incolla nella directory principale di Assetto Corsa, dove oltre a “content” sono presenti anche queste cartelle specifiche. RFACTOR 2: WORKSHOP DI STEAM O FILE .RFCMP? Se in Assetto Corsa l’aggiunta di nuovi contenuti richiede una certa manualità e dimestichezza con la directory principale del simulatore, con rFactor 2 tutto diventa estremamente più semplice. Il titolo prodotto da Studio 397, infatti, è costantemente connesso con un proprio, dedicato, workshop sulla piattaforma Steam, che permette appunto di aggiungere nuove auto, nuovi tracciati e in generale nuove mod con un semplice clic del mouse. Come? Vi basterà collegarvi a questo indirizzo ed effettuare l’accesso con le credenziali che solitamente utilizzate per avviare Steam. A questo punto si aprirà il vostro account con il contenuto che attualmente avete disponibile su rFactor 2, oltre a una casella di ricerca che vi permette di cercare nell’archivio nuove mod con cui arricchire questo simulatore. Una volta trovata e selezionata, vi basterà cliccare sul pulsante “sottoscrivi”… e il gioco è fatto! Steam riceverà il comando e immediatamente scaricherà per voi il nuovo contenuto, che verrà installato automaticamente da rFactor 2 quando lo avvierete dalla vostra libreria. L’unico difetto di questo workshop sta nel fatto che contiene esclusivamente una parte del contenuto finora prodotto per questo titolo. Buona parte delle mod utilizzate online, infatti, sono in realtà create ad-hoc come contenuti di terze parti, solitamente rese disponibili su siti differenti da quello ufficiale. Nel caso in cui volessimo utilizzarle, una volta scaricate otterremo un unico file con estensione .rfcmp, che contiene appunto il contenuto in questione (auto o circuito). Cosa dobbiamo fare per utilizzarlo? La procedura in questo caso è molto simile a quella che vi abbiamo esposto per Assetto Corsa: una volta aperto l’archivio compresso della mod e individuato il file in questione (probabilmente l’unico presente nell’archivio), dovrete estrarlo nella directory principale di rFactor 2, che corrisponde al percorso C:\Programmi\Steam\steamapps\common\rfactor 2\packages. Anche in questo caso dovremo effettuare il “copia&incolla”, oppure il “drag&drop” se lo trovate più comodo. Quando lo avrete fatto, però, il contenuto non si sarà installato da solo, ma dovrete avviarne l’installazione una volta lanciato il simulatore. Allo start-up di quest’ultimo, infatti, dovrete scegliere nel launcher principale l’icona sulla destra a forma di scatola, che vi proporrà un elenco di tutti i contenuti attualmente installati. Facendo riferimento alla spunta presente nell’ultima colonna sulla destra, scorrete i contenuti finché non trovate quello che avete copiato nella cartella “packages”. Lo individuerete perché avrà lo stesso nome, o comunque si riferirà alla stessa mod. A questo punto selezionatelo con il mouse e premete il pulsante “install” in basso a destra. Detto, fatto… e avrete a disposizione un’altra mod con cui divertirvi tra i cordoli della vostra pista preferita. Semplice no?
  21. Arriva questa mattina l'annuncio di un nuovo campionato virtuale, che di fatto sostituisce la sua controparte reale: si tratta questa volta del X-Bow Battle Online, che si correrà con Assetto Corsa e la divertente KTM X-Bow. E' già possibile registrarsi sul sito ufficiale del torneo, ed è già disponibile anche il regolamento completo. La prima gara si svolgerà sul circuito di Brno, venerdi 24 Aprile.
  22. Il team ASR Formula ha rilasciato numerose novità per Assetto Corsa e gli appassionati della Formula 1 del passato: sono stati rilasciati infatti vari aggiornamenti importanti, riguardanti le monoposto della stagione 1991. Le migliorie ed upgrades sono numerosi, oltre alla correzione di vari bugs. Novità assoluta è la Brabham BT60Y rilasciata gratuitamente in versione 1.0. Su tutte le vetture è stato inoltre aggiunto lo Steer Assist per consentire ad ognuno di settare al meglio il proprio force feedback. Oltre alle Formula 1 del 1991, protagoniste del video qui sotto, sono disponibili anche la Lotus 97T (1985), la Lotus 99T (1987) e la McLAren MP4/5B (1990).
  23. Qualche giorno fa il team di modding Race Sim Studio ha rilasciato la sua ultima creazione… no, non è la Formula Hybrid X 2021, ma piuttosto la diretta evoluzione della precedente Hybrid 2019! Stiamo parlando della Formula Hybrid 2020, replica delle monoposto attuali che, finora, abbiamo visto in pista solamente durante i test pre-stagionali di Barcellona. Stando a quanto anticipato prima della release, la nuova F1 2020 by RSS è stata annunciata come un’evoluzione netta rispetto alla precedente generazione, con una fisica rivista in ogni sua parte e un modello 3D ancora più accurato. Le promesse sono state mantenute? L’abbiamo testata sull’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola e i risultati… ci hanno lasciato senza fiato! FORMULA HYBRID 2020: ANCORA PIU’ DETTAGLIATA A prima vista la nuova Hybrid 2020 sembra essenzialmente identica al precedente modello: le sue forme sono simili alla 2019, come in realtà devono essere visto che il regolamento del Campionato attuale non si è discostato troppo da quello della passata stagione. Le differenze, tuttavia, sono tutte nei dettagli: la proverbiale cura maniacale di cui sono capaci i ragazzi di Race Sim Studio è ben presente anche stavolta e nulla è lasciato al caso. Dalle appendici aerodinamiche sull’ala anteriore ai bargeboard situati vicino alle prese d’aria, per arrivare al diffusore posteriore in carbonio. Qui si notano le differenze con la Hybrid 2019, certamente un ottimo prodotto ma qualitativamente realizzata con un livello di dettaglio non così elevato. Vi ricordate la Formula RSS 2000 rilasciata a Natale 2018? Ecco, l’asticella della Hybrid 2020 è stata alzata allo stesso livello del mitico V10 che replica la F1-2000 utilizzata dalla Scuderia Ferrari: insomma, uno spettacolo per gli occhi! FORMULA HYBRID 2020: VELOCE E STABILE COME NON MAI Il vero piatto forte portato in dote dalla nuova Formula Hybrid 2020, tuttavia, sta ben nascosto sotto il suo cofano motore. Fondamentalmente i valori di potenza e coppia di cui è capace il suo V6 turbo-ibrido sono rimasti invariati rispetto al modello 2019… da cui, però, si discosta per un livello di grip e un carico aerodinamico ancora più elevati in ogni condizione di guida. Se vi ricordate bene, nella nostra recensione della Hybrid 2019 avevamo messo in evidenza quella certa tendenza al sovrasterzo in uscita di curva a causa di un retrotreno forse fin troppo leggero e nervoso. Ebbene, sembra che le nostre parole siano giunte alle orecchie del team Race Sim Studio, perché la loro nuova creazione… ha recuperato quella stabilità al posteriore che tanto avevamo apprezzato nelle prime due versioni del 2017 e del 2018. Niente più sbandate involontarie anche in caso di “piedino pesante”, niente più perdite di aderenza proprio sul più bello. Ora la nuova Hybrid 2020 rimane ancora di più incollata all’asfalto, senza perdere un colpo nemmeno nelle situazioni più difficili: in rettilineo, in realtà, non è cambiata granchè, mentre in curva ha ottenuto una stabilità aerodinamica… fuori da ogni logica! Ad Imola, per esempio, sulla 2019 facevamo parecchia attenzione alla Tosa e alla Rivazza, dove quel tantino di gas in più poteva mandare in fumo tutto il nostro impegno durante un giro lanciato. Con la 2020, invece, possiamo entrare forte, tenere il gas puntato in percorrenza e riaprire senza alcun timore in uscita… perché la monoposto rimane lì, senza incertezze. In un certo senso, i settori di Imola dove parzializzavamo l’acceleratore oppure alzavamo il piede ora li possiamo fare “in pieno”: le curve a medio-alta velocità sono diventati rettilinei e l’unica eccezione la fanno i tornantini, dove per forza di cose bisogna attaccarsi ai freni. Ecco, rispetto alla precedente versione, la nuova Formula Hybrid 2020 si è rivelata un pochino più sensibile sul pedale del freno: in alcune occasioni, infatti, siamo arrivati lunghi in staccata e le gomme sono arrivate al bloccaggio, facendoci andare dritti nella ghiaia, cosa che, sulla 2019, non avevamo notato in maniera così evidente. Un “problema” che si può risolvere massimizzando la pressione sul pedale per qualche istante per poi utilizzare la tecnica del trail braking, ora più che mai efficace visto il potenziale di questa vettura. FORMULA HYBRID 2020: E’ UN’ESAGERAZIONE? La nostra esperienza al volante della Formula Hybrid 2020 ci ha mostrato una monoposto in grado di sorprendere ogni volta che si scende in pista. Una volta entrati nell’abitacolo abbiamo impiegato giusto un giro di pista per capire che il lavoro svolto dal team Race Sim Studio è stato eccezionale. La loro nuova creazione dà subito fiducia e invita il pilota ad andare sempre più veloce, a spingersi sempre un po’ oltre, a frenare sempre un po’ più tardi e a “tenere giù” l’acceleratore sempre di più passaggio dopo passaggio. E quando si pensa di aver estrapolato il massimo potenziale offerto… il giro dopo si scopre che si può trovare ancora qualcosa, e forse anche di più. Una sensazione che non ci è mai capitata con nessun’altra vettura da noi provata nel mondo del simracing. Di solito un’auto da corsa virtuale, a un certo punto, qualche segno di cedimento lo dà… mentre la nuova Hybrid 2020 continua imperterrita nella sua corsa infinita a recuperare ogni singolo centesimo di secondo. Una volta provata e trovato il giusto ritmo, difficilmente tornerete indietro ad utilizzare un’altra vettura. Perchè non è stata creata prima? Perchè abbiamo dovuto prima abituarci a macchine difficili da controllare e da portare al limite, gestendo acceleratore, freno e input allo sterzo come i chirurghi nel bel mezzo di un intervento? Quando ora tutto è diventato così semplice e intuitivo? Alcune monoposto da noi provate ci hanno mostrato una loro forte tendenza “suicida” quando arriva il momento di andare veramente forte, mentre la nuova Hybrid 2020, fondamentalmente, asseconda il volere del pilota… e la prestazione arriva in maniera fluida e scorrevole, quasi senza sforzo. Volete qualche esempio cronometrico? Nel nostro primo test ad Imola, con setup di base e gomme C3 Medie, abbiamo abbattuto il muro dell’1’20’’ al secondo giro, per poi scendere di un secondo netto nei successivi due passaggi fino a un 1’17’’ netto. E dopo aver preso le misure con il potenziale a nostra disposizione, abbiamo impiegato giusto una decina di giri per arrivare sull’1’15’’722, senza cambiare di una virgola l’assetto né i settaggi della power unit... ed anche senza DRS! In una parola? Impressionante. Quasi ridicolo! A conti fatti, la nuova Formula Hybrid 2020 sembra quasi un’esagerazione, un’esasperazione di ciò che è diventata la Formula 1 oggi. E il bello è che l’anno prossimo questa vettura sarà nuovamente in griglia di partenza, dal momento che l’emergenza Coronavirus ha costretto FIA e Liberty Media a posticipare l’avvento delle nuove monoposto 2021 “ad effetto suolo” alla stagione 2022. Sinceramente, dopo aver utilizzato l’ultima creazione firmata RSS, la precedente Hybrid X 2021 non ha nemmeno senso di esistere: è sì stabile, ma anche infinitamente più lenta. Forse agevolerà lo spettacolo in pista, aumentando i sorpassi e la bagarre tra i piloti, ma in ogni caso rappresenta un passo indietro rispetto a quello che è in grado di offrire la Hybrid 2020. Con quest’ultima in circolazione, chi mai dovrebbe ancora guidare qualcosa di diverso se si vuole puntare a correre e alla prestazione pura?
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