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  1. La nuova serie promossa da WSK Promotion, il WSK E-Sport Championship, è quasi pronta ad accendere i motori: in questi giorni, infatti, prenderanno il via due eventi distinti, il primo ad Adria con le Formula 4 e il secondo a Imola con le F3 Formula Regional. Si tratta di un Campionato di tipo "invitational" per piloti di kart e monoposto, ai quali il Direttore della Scuola Federale ACI ha deciso di fornire un aiuto prezioso per arrivare preparati nel migliore dei modi. Raffaele Giammaria, infatti, ha recentemente pubblicato un video tutorial che spiega nei dettagli come affrontare un giro dell'Adria International Raceway con una Tatuus Formula 4 F4-T014, utilizzando il noto simulatore rFactor 2. Se volete capire come staccare il giro migliore in qualifica, allora dovete assolutamente vedere il video in questione che abbiamo raccolto per voi qua sotto!
  2. La vostra semplice postazione casalinga non vi basta più? Allora prendete esempio da una delle attrazioni più importanti del SimRacing Expo del 2017, fiera dedicata al mondo della guida simulata andata in scena presso il circuito del Nurbugring ormai tre anni fa. All'epoca il noto YouTuber AussieStig aveva provato una Porsche 911 GT3 molto particolare... perchè trasformata in un simulatore da utilizzare con il software Assetto Corsa! La vettura in questione era una vera 911 GT3, convertita appositamente per praticare simracing. Volante e pedaliera reali erano stati sostituiti con periferiche di alto livello, in grado di fornire un'esperienza di guida il più possibile vicina alla controparte reale. Il pedale del freno, per esempio, era stato tarato per una forza frenante di 130 kg, mentre il volante era di tipo "direct drive". I sedili, invece, erano stati costruiti assieme a un sistema di attuatori D-Box di tipo dinamico, completamente funzionanti alla pari di tutti gli switch e manettini presenti sulla plancia. Volete vedere di cosa si tratta? Allora gustatevi il video qua sotto!
  3. A un solo giorno di distanza dal lancio del trailer ufficiale che mostra i primi footage di gameplay (anche onboard), F1 2020 torna nuovamente protagonista oggi con una serie di video davvero esclusivi. A quanto pare Codemasters ha deciso di lanciare prima del previsto la prima versione Beta del suo nuovo simulatore, mettendola a disposizione di una stretta cerchia di siti gaming e di YouTubers. Sono proprio quest'ultimi che hanno permesso al mondo intero di far vedere di cosa è capace il nuovo videogioco ufficiale del Mondiale di Formula 1, presentandolo in anteprima in tutto il suo splendore. I video più significativi li abbiamo raccolti qua sotto, ricordandovi che F1 2020 sarà disponibile a partire dal 10 luglio su PC, PlayStation 4 e Xbox One in due versioni distinte: la Seventy Edition e la Michael Schumacher Deluxe Edition, in onore del sette volte Campione del Mondo tedesco.
  4. Dopo averci illustrato come si lavora al setup di una vettura da corsa utilizzando il simulatore e, parallelamente, gli aiuti forniti dal proprio ingegnere di pista, il pilota e appassionato di simracing Alex Fontana oggi ci spiegherà come effettuare l'analisi della telemetria di due giri di pista effettuati sul famoso iRacing a stelle e strisce. In questo nuovo episodio scopriremo come leggere e imparare la telemetria, come scoprire quei piccoli trucchi che ci permettono di migliorare il nostro stile di guida e come effettuare le giuste modifiche al setup. La comparativa tra i due giri in questione si disputerà sul tracciato olandese di Zandvoort, alla guida delle vetture dell'Euro Nascar Esport Series dove al volante troveremo da una parte proprio Alex Fontana, e dall'altra il pilota Simon Pilate della Feed Racing. Buona visione!
  5. Qualche giorno fa il Campione del Mondo Lewis Hamilton ha dato la propria opinione sul mondo del simracing, affermando che "i simulatori non mi interessano e personalmente credo che non siano un vantaggio considerevole per un pilota". Un commento duro, che non può che andare a scontrarsi con il pensiero della nuova generazione che avanza, capitanata da Max Verstappen, Lando Norris e Charles Leclerc. Ed è proprio il portacolori del team Red Bull Racing a prendere la parola, rispondendo a ciò che ha affermato recentemente il suo rivale alla Mercedes in un'intervista con David Coulthard sul canale Instagram di Puma: "Credo che il simracing sia il modo migliore per tenersi in forma in questo periodo di lockdown. Anche se riconosco che esiste una sostanziale differenza con il mondo reale, in questo periodo ho guidato molto al simulatore, perchè alla fine della giornata senti comunque la pressione in qualifica, ti impegni nelle partenze, nei sorpassi, cerchi di non rovinare tutto nel primo giro e cose di questo tipo". Mentre Hamilton ha sostenuto la mancanza del feeling fisico in un simulatore, Verstappen ritiene che l'utilizzo delle cuffie sia un grande vantaggio, perchè permette di sentire meglio quel rumore proveniente dalle gomme che ti permette di reagire in anticipo a ciò che farà la tua vettura. "Inizialmente non hai il feeling giusto in frenata o quando la macchina comincia a scivolare. Molte volte, però, prima di andare in testacoda, sono in grado di prevedere l'errore giusto un secondo prima, affidandomi a ciò che vedo a schermo e al sound proveniente dagli pneumatici. Per questo motivo utilizzo le cuffie: secondo me i rumori in questo modo arrivano prima all'orecchio rispetto agli speaker del monitor, e questo ti permette di reagire in anticipo". Sicuramente degli ottimi consigli quelli appena espressi dalla prima guida del team Red Bull Racing, che potrebbero dare quella "marcia in più" che manca a tanti piloti amatoriali. Che ne pensate? Scrivetelo qua sotto nei commenti!
  6. Non solo Formula 1: il mondo del simracing è in continuo fermento in questo periodo di quarantena forzata, in cui presto scatterà un altro Campionato virtuale dedicato a tutti coloro che sono impegnati nella Clio Cup Italia. Fast Lane Promotion, in collaborazione con i ragazzi di Motori nella Leggenda, hanno deciso di lanciare la versione "eSport" della serie in cui corrono le piccole berline della Renault, che si chiamerà Clio Cup eSport Series. Una sorta di riproduzione fedele della serie reale e che sarà composta da cinque appuntamenti: si inizierà il 17 maggio con la tappa di Monza, nello stesso fine settimana e sulla stessa pista che avrebbe dovuto dare il via al Campionato vero e proprio. Poi si proseguirà con il round di Imola (31 maggio), seguito da quello di Misano (14 giugno), del Mugello (28 giugno) e di Vallelunga (12 luglio). Il simulatore utilizzato sarà Assetto Corsa, mentre il format sarà composto da una gara di un'ora per ogni appuntamento (con pit-stop obbligatorio), preceduta da un turno unico di qualifica di 20 minuti. Si tratta, in ogni caso, del primo Campionato ufficiale dedicato a queste piccole vetture da corsa, che ha raccolto con entusiasmo un consenso davvero strepitoso, al punto da registrare in pochi giorni un quasi "tutto esaurito". Al volante delle Clio Cup ci saranno i piloti veri di questo Campionato, ma anche diversi simdriver e addirittura alcuni giornalisti, che di solito sono impegnati nella Clio Cup Press League di Renault Italia: questi concorreranno in una classifica separata, mentre ai primi tre delle varie categorie verrà donato il trofeo ufficiale della serie. Tutti gli appuntamenti godranno della copertura live streaming sui canali social della Clio Cup Italia (raggiungibile con hashtag #cliocupesport), con tanto di cronaca e commento tecnico.
  7. I Campionati virtuali che sono nati per via dell'emergenza Coronavirus hanno preso in considerazione piloti da tutto il mondo e di tutte le serie del motorsport: dalla Formula 1 al DTM, dalla Porsche Carrera Cup al karting. Fino ad oggi, tuttavia, le donne non hanno potuto rendersi protagoniste con una serie interamente dedicata a loro, come invece è successo nel mondo reale con le W Series... Ma proprio dalla base di questo Campionato accenderà presto i motori la W Series Esports League, Campionato virtuale che impegnerà tutte le 18 partecipanti della serie reale sul simulatore iRacing. L'obiettivo, tuttavia, non è solamente quello di "tenerle occupate" fin quando la pandemia non permetterà la ripresa dei lavori sulle piste vere e proprie, ma anche di aumentare la visibilità del motorsport al femminile, che in questi anni sta sempre più ritagliandosi la propria fetta di popolarità. In partnership con Logitech G, Beyond Entertainment (che fornirà la copertura di ogni singolo evento) e dal già citato iRacing, la W Series Esports League sarà organizzata con un calendario basato su 10 circuiti, in cui su ognuno di essi prenderanno il via ogni volta tre gare di varia durata e lunghezza. Nella maggior parte dei casi con griglie formate dalle consuete sessioni di qualifica, ma in qualche occasione anche attraverso l'utilizzo delle griglie invertite, che permetterà di aumentare esponenzialmente il divertimento e la competizione in pista. Per quanto riguarda i circuiti, attualmente sono stati scelti l'Autodromo Nazionale di Monza, il Circuit of The Americas, la pista di Brands Hatch, di Interlagos, di Spa-Francorchamps, di Watkins Glen, di Suzuka e di Mount Panorama, assieme al famoso Nürburgring Nordschleife e al tracciato di Silverstone in versione Grand Prix. La vettura prescelta, invece, sarà la Tatuus Formula Renault 2.0, molto simile nelle forme, nelle prestazioni e nell'handling alla Tatuus T-318 utilizzata veramente nelle W Series. In questo momento non ci è dato sapere quando inizierà questo Campionato virtuale, ma sta il fatto che, oltre alle 18 donne pilota che trovate qua sotto, potranno essere invitate altre pilotesse come wild-card. Stay tuned! LA LINE-UP DELLA W SERIES ESPORTS LEAGUE Jamie Chadwick, United Kingdom, 21 Beitske Visser, Netherlands, 25 Alice Powell, United Kingdom, 27 Marta Garcia, Spain, 19 Emma Kimilainen, Finland, 30 Fabienne Wohlwend, Liechtenstein, 22 Miki Koyama, Japan, 22 Sarah Moore, United Kingdom, 26 Vicky Piria, Italy, 26 Tasmin Pepper, South Africa, 29 Jessica Hawkins, United Kingdom, 25 Sabre Cook, United States, 25 Ayla Agren, Norway, 26 Abbie Eaton, United Kingdom, 28 Belen Garcia, Spain, 20 Nerea Marti, Spain, 18 Irina Sidorkova, Russia, 16 Bruna Tomaselli, Brazil, 22
  8. Un nuovo torneo eSport, una nuova sfida per molti piloti professionisti costretti a casa per via dell'emergenza Coronavirus: a partire da lunedì 11 maggio prenderà il via la Isolation eRacing Series, Campionato virtuale su iRacing in cui tutti i partecipanti scenderanno in pista con le Dallara F3 su alcuni dei circuiti più iconici del mondo, come Silverstone, Spa-Francorchamps e l'Indianapolis Motor Speedway. Tra coloro che si schiereranno in griglia di partenza troveremo più di 100 piloti professionisti del mondo del motorsport, provenienti dal mondo della Formula 1, della Formula E e da tante altre serie. I nomi confermati? Al momento troviamo Lando Norris e Nicholas Latifi, ma anche Oliver Rowland, Sebastian Montoya e Billy Monger, che nell'aprile del 2017 fu gravemente ferito in un incidente di Donington Park quando stava gareggiando al volante della sua monoposto. La Isolation eRacing Series sarà organizzata con un calendario su base settimanale: ogni evento sarà composto da una sessione di prove libere, una di qualifica, tre heats di eliminazione e una gara finale, nella quale saranno ritenuti validi solamente i primi dieci classificati per il proseguo del Campionato. Questo prevede otto settimane di competizioni, che si concluderanno con una finalissima in cui si tireranno le somme (e i punti totali) per determinare chi è riuscito a spuntarla su tutti gli altri. La copertura di ogni singola gara, delle durata di 10 minuti per le heat di eliminazione e di 15 minuti per ogni finale, sarà assicurata da BT Sport, il quale includerà sulle proprie piattaforme di social media una serie di immagini rappresentative di ogni evento assieme a un sondaggio che, settimanalmente, permetterà ai fans di scegliere quale sarà il circuito su cui correranno i piloti nell'episodio successivo. La Isolation eRacing Series, nata dalla mente dell'ex pilota Enzo Miucci e da Chris Harfield, è stata creata inizialmente con l'intento di diventare "uno strumento utile ai piloti professionisti per mantenersi in forma durante la quarantena. In poco tempo, però, è diventata estremamente competitiva al punto che i piloti hanno richiesto in massa di potervi partecipare. Il risultato? Sarà una serie esaltante, che permetterà anche di scoprire nuovi talenti del mondo sportivo a quattro ruote". L'appuntamento? Ogni lunedì, a partire dall'11 maggio, alle 18 sul canale di BT Sport.
  9. In questo periodo di quarantena forzata a causa del Coronavirus quasi tutti i piloti professionisti hanno dirottato le proprie energie nel simracing, in modo da tenersi in allenamento in vista del loro ritorno in pista. Charles Leclerc, Max Verstappen, Lando Norris e tanti altri hanno dato il buon esempio... ma, come al solito, anche in questo settore si sono distinte alcune "pecore nere", che di guida simulata non ne hanno voluto proprio sapere. Kimi Raikkonen ha affermato di non essere interessato ai simulatori, mentre Daniel Ricciardo ha sostenuto che il simracing lo porterebbe a distogliere la sua attenzione dai propri allenamenti. Tra di loro c'era anche un certo Sebastian Vettel, che però alla fine ha ceduto alla tentazione acquistando una postazione virtuale per dare una chance al mondo degli eSports. Al pilota tedesco della Ferrari sono bastate giusto un paio di settimane per prenderci la mano, lo stretto necessario per essere pronto al suo debutto ufficiale... su rFactor 2. "Seb", infatti, ha partecipato recentemente al Legends Trophy organizzato da The Race, assieme a tanti altri piloti professionisti tra cui Juan Pablo Montoya, Jenson Button, Emanuele Pirro, Jan Magnussen, Emerson Fittipaldi e Vitantonio Liuzzi. Al volante della sua Brabham BT44B, Vettel ha dovuto fare i conti con una prima gara decisamente travagliata, contraddistinta da diversi incidenti che lo hanno fatto transitare sotto la bandiera a scacchi solamente in 15esima posizione. Davanti a tutti, invece, ha trionfato Montoya, che ha preceduto con un discreto margine Button e Pirro. Grazie alla griglia invertita, Sebastian ha però potuto beneficiare della settima casella in griglia per la seconda gara: alla partenza il quattro volte Campione del Mondo ha rimontato subito fino alla quarta piazza... prima di scivolare nuovamente nelle retrovie a causa di un contatto scatenato dal trio Solberg - Button - Magnussen. Per lui il Legends Trophy è terminato con un 12esimo posto come miglior piazzamento: un risultato che sicuramente non rispecchia le sue qualità da pilota professionista, ma che fa capire quanto sia difficile per un "novizio" come lui l'adattamento alla guida simulata. Nonostante ciò, Vettel ha potuto far emergere il suo talento di combattente: speriamo di rivederlo presto di nuovo in pista!
  10. Due mesi di quarantena e tutto è cambiato. O quasi. Se l’emergenza Coronavirus ha oscurato il mondo del motorsport reale, costretto progressivamente a posticipare e annullare tutte le gare in calendario, parallelamente ha permesso all’universo del simracing di spiccare il volo, come mai aveva fatto negli ultimi anni. Confinati dentro alle quattro mura di casa, piloti da tutto il mondo hanno dovuto reinventarsi, incanalando le proprie energie in innumerevoli competizioni virtuali che, piano piano, hanno fatto capolino attraverso l’impegno dei più importanti organizzatori del settore. Tutto è cominciato, se ben ricordate, con il “Not the AUS GP” proposto dal team Veloce eSports, al quale si sono succedute gare e Campionati praticamente a ripetizione. Ma se fino ad allora tutti quanti erano consapevoli che, in fin dei conti, gareggiare in questo modo era molto simile a giocare con un videogame, oggi le cose sembrano essere cambiate. Nello scorso appuntamento dell’IndyCar iRacing Challenge il pilota della McLaren Lando Norris è stato spinto fuori pista da Simon Pagenaud, un comportamento che ora potrebbe avere delle ripercussioni… anche nel mondo reale. Cosa sta succedendo? ATTENZIONE ALLE PAROLE… Le prime avvisaglie che il mondo del simracing stava iniziando a mescolarsi pericolosamente con quello del motorsport reale sono iniziate verso la metà di aprile, quando nella NASCAR Cup Series sono bastate alcune parole di troppo per scatenare un vero putiferio. Nel corso delle prove libere dell’evento disputato sul nostrano Autodromo Nazionale di Monza il pilota del team Chip Ganassi Racing, Kyle Larson, ha avuto qualche problema di collegamento con il suo microfono, che in poco tempo lo ha costretto ad effettuarne il ripristino per continuare a mantenere i contatti con gli altri concorrenti in pista. In una prima prova, il pilota statunitense si è lasciato scappare delle parole tutt’altro che lusinghiere verso un non ben precisato rivale: “Riesci a sentirmi? Ehi, negro...”. Il problema? Che in quel momento il suo microfono funzionava benissimo e tutti hanno sentito il suo commento, il quale ha scatenato un’ondata di insulti e rimproveri che, in ultimo, hanno demolito la sua gara conclusa al 60esimo posto su 62 vetture in pista. Ma questo è stato niente in confronto alle amare conseguenze che lo attendevano al varco: la NASCAR e la community di iRacing, infatti, hanno prontamente deciso di sospenderlo da tutte le competizioni virtuali a tempo indeterminato, anche se la mazzata finale è arrivata poco dopo direttamente dal suo team. Quel Chip Ganassi Racing che, sull’onda della collera di quanto accaduto, ha provveduto a rompere il contratto che aveva con lui nella NASCAR Cup reale. Niente più Chevrolet numero 42 per il povero Kyle Larson, privato anche da tutti gli sponsor che gli avevano permesso, fino a quel momento, di proseguire la sua attività di pilota professionista, tra i quali First Data, McDonald’s e Credit One Bank. … MA ANCHE AI COMPORTAMENTI! La vicenda di Kyle Larson, tuttavia, è stata anticipata una settimana prima da quella di Bubba Wallace, un altro pilota “degli ovali” che ha partecipato al round di inizio aprile dell’eNASCAR Pro Invitational Series, sempre su iRacing. Il pilota del team Richard Petty Motorsports non ha avuto grande fortuna in pista, dal momento che è arrivato molto presto al contatto con Clint Bowyer, danneggiando seriamente la sua vettura. Questo lo ha costretto ad utilizzare velocemente i due “bonus” di riparazione previsti dal simulatore a stelle e strisce, ma avendo ancora tra le mani un’auto malconcia e con altri 150 giri da disputare… ha deciso di ritirarsi anzitempo, spegnendo iRacing ma alimentando, allo stesso tempo, un sacco di insulti da parte di molti altri piloti e appassionati. “Sto morendo nel leggere tutti i commenti – ha scritto Wallace sul suo account Twitter – Devo aver rovinato la giornata a molte persone abbandonando un videogioco. Ahahah, un videogioco! Questa vita in quarantena sta diventando davvero dura...”. Delle frasi che, purtroppo, hanno attirato l’attenzione di uno dei suoi sponsor, l’azienda di antidolorifici Blue Emu: a questo marchio non è piaciuto il comportamento del suo pilota, al punto da annunciare la fine della collaborazione tra le due parti direttamente con un “cinguettio” sul famoso social network. “E' bello sapere quanto hai scritto, ciao ciao Bubba! A noi interessano i piloti, non chi molla! Speriamo solo che i nostri prodotti lo aiutino ad alleviare il dolore, noi siamo seri ed è stato divertente fino ad un certo punto, poi... Al suo posto amiamo quanto fatto da Landon Cassill, perché ha continuato nonostante la macchina rovinata", queste le parole di Blue Emu, che hanno quindi posto la parola fine alla sponsorizzazione con Bubba Wallace. NORRIS CONTRO PAGENAUD: L’INDYCAR DIVENTA UN RING Ma non c’è due… senza tre. Di nuovo iRacing, stavolta però al volante delle velocissime monoposto da IndyCar, scese in pista sabato scorso a Indianapolis. Qui il giovane rampollo del team McLaren, Lando Norris, ha voluto sfidare il Campione in carica Simon Pagenaud, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis “reale” del 2019. Una battaglia senza esclusione di colpi, come quelli che ha incassato lo stesso Pagenaud durante la corsa a causa della competitività del suo rivale: dopo una sosta ai box resa necessaria per riparare la sua vettura, Simon ha giurato, in diretta sul suo canale Twitch, che si sarebbe vendicato nei confronti di Norris, buttandolo ben presto fuori di pista. Detto, fatto: nell’ultimo giro di gara Pagenaud ha mantenuto la promessa, buttando fuori di pista il giovane Lando, che quindi si è visto rovinare la gara proprio sul più bello. In sua difesa è intervenuto addirittura Zak Brown, CEO della McLaren, e ora il Campione del Mondo in carica di Indianapolis potrebbe rimanere non solo escluso dalla prossima tappa dell’IndyCar iRacing Challenge… ma anche dalla prossima edizione della competizione vera e propria! QUANDO IL GIOCO DIVENTA (TROPPO) REALE In un certo senso, in questo periodo di quarantena il simracing ha visto una propria evoluzione da mondo della guida simulata in cui tutto rimane confinato in ciò che si percepisce dietro a uno schermo… a surrogato del motorsport vero e proprio, in cui i piloti professionisti sono chiamati a comportarsi da “piloti” quando, in realtà, stanno interpretando i panni di “simdrivers”, cioè di videogiocatori appassionati di titoli di corse. Il virtuale diventa reale e questo può condizionare la vita, non solo agonistica, di tutti coloro che si mettono dietro al volante: gli sponsor, le Federazioni e i “big” del motorsport ora sono molto più interessati al simracing e finché le piste di tutto il mondo non riapriranno i battenti, la situazione continuerà su questa strada. Il problema? Che il simracing, alla fine, deve essere considerato un gioco. Competitivo, certo, ma pur sempre un gioco. Con tutti gli effetti che ne derivano dal suo utilizzo: positivi ma anche, purtroppo, negativi. Quanti piloti, ad oggi, hanno provato quella sensazione di frustrazione quando non si riesce a mettere insieme quel fatidico giro da qualifica perfetto? Oppure quando, in prima curva, si viene centrati da coloro che credono che una gara si vinca al primo giro? O ancora, quando si viene intenzionalmente portati fuori pista da piloti più deboli, ma invidiosi delle nostre capacità e della nostra condotta di gara? Sono situazioni che contraddistinguono questo mondo, che tutti noi abbiamo imparato ad affrontare facendo leva sul fatto che, alla fine, non serve arrabbiarsi arrivando al “rage quitting”, ma è meglio diventare consapevoli che siamo di fronte a un videogioco virtuale, per quanto realistico esso sia. I piloti veri, che invece sono abituati ad altre situazioni, possono reagire in tutt’altro modo: per loro mettersi dietro a un volante non è un gioco, in ogni caso. Il simracing, quindi, non può essere paragonato al motorsport reale: lì le cose funzionano diversamente. Le sensazioni che si vivono possono essere molto simili, ma siamo di fronte a due mondi differenti. E così deve essere. GUIDA SIMULATA: ALLENAMENTO O DISTRAZIONE? Invece la quarantena causata dal Coronavirus ha portato, per forza di cose e per necessità, a mescolare questi due universi, simili a prima vista ma molto diversi nella sostanza. Per quanto il nostro equipaggiamento da piloti virtuali sia evoluto, non potrà mai replicare le forze G, le accelerazioni, le frenate e gli spostamenti di carico di una vettura reale che corre in pista. Nel simracing conta moltissimo la concentrazione e la gestione delle proprie emozioni: è un lavoro di testa, ma chi pensa che l’allenamento con un simulatore può risultare utile anche nel mondo reale… rimarrà parzialmente deluso. È come chi si allena, per assurdo, sul tapis roulant o su una cyclette per prepararsi alla corsa a piedi o al ciclismo su strada. Alcune cose possono essere simili (e non uguali), ma nulla batte la realtà per quello che è. Un altro esempio? Nel karting c’è un detto: per andare forte in go-kart… devi allenarti con il go-kart. Niente palestre inutili. Lo stesso principio si può applicare al simracing: chi si allena per la guida virtuale diventa bravo a fare il simdriver. Se poi è talentuoso anche in una macchina vera, è perché ha dei precedenti nel motorsport vero… oppure è un talento naturale. Il simracing, in un certo senso, può tornare utile per imparare i circuiti, per allenare le proprie abilità in gara (il “racecraft”), per mettere insieme un giro da qualifica oppure per affinare la consistenza in stint più o meno lunghi. Tutte capacità che possono essere ripetute anche nel mondo reale, perché in questo caso il pilota lavora su se stesso e non sul portare a termine l’obiettivo specifico richiesto da quello che gli sta mostrando lo schermo. Per esempio, alcuni piloti di F1, come Kimi Raikkonen e Daniel Ricciardo, hanno preferito non avere nulla a che fare con le gare virtuali di questo periodo. “Semplicemente non mi interessano”, ha affermato il pilota del team Alfa Romeo Racing. “Conosco la mia natura competitiva, ci passerei ore al simulatore tutti i giorni. E, prima che me ne accorga, inizierei a saltare gli allenamenti. E penso che la preparazione per i GP siano più produttivi", questo il commento dell’australiano della Renault. Charles Leclerc, Lando Norris e Max Verstappen, invece, rappresentano la nuova generazione che avanza e che, al contrario, passano ore su ore al simulatore. Chi ha ragione? Chi ha maggiore consapevolezza di se stesso e di quello che sta facendo: se si utilizza il simracing nel modo giusto, può risultare utile per un pilota professionista. Se ci si lascia prendere la mano e ci si fa coinvolgere dalla natura “videoludica” di questo mondo, allora le cose cambiano. Non c’è nulla di sbagliato, sia chiaro: solo che il simracing è il simracing, mentre il motorsport è il motorsport. Due realtà che vanno vissute per quello che sono e non per quello che tutti noi, me compreso, vorremmo che fossero. Nel video qui di seguito, infine, vi segnaliamo l'opinione di Alessandro Mariani, Team Manager JAS Motorsport, con esperienza decennale nel mondo delle competizioni tra Formula 1, DTM, BTCC, WTCR e GT3. Secondo Mariani "i simulatori stanno rovinando il mondo delle corse"... Voi cosa ne pensate del suo parere?
  11. Il Campionato virtuale di Formula 1 creato per sopperire alla mancanza delle gare reali del Circus iridato continua la propria corsa e dopo il quarto round di Interlagos è pronto a tornare nuovamente in pista. Lo farà questa domenica, 10 maggio, alle ore 19 con la quinta tappa prevista dal calendario: nello stesso weekend che avrebbe dovuto animare il circuito reale di Barcelona-Catalunya, sarà l'F1 Virtual Grand Prix Series a dare spettacolo sul Montmelò, con una gara sulla distanza di 33 giri. Come successo per gli altri appuntamenti, anche il quinto Virtual GP sarà preceduto dalla F1 Esports Pro Exhibition e dal Formula 2 Virtual Racing event, nel quale scenderanno in pista diversi piloti reali di F2 e F3. La gara di "supporto" alla F1 inizierà alle 17, mentre l'esibizione dei professionisti dell'eSport a quattro ruote prenderà il via alle 18. Un'ora dopo, finalmente, inizieranno le qualifiche per l'evento clou della serata, che sarà commentato direttamente dalla Gfinity Esports Arena e trasmesso su tutti i canali ufficiali della Formula 1, oltre sulle più importanti televisioni internazionali come Sky Sports, ESPN e Fox Sports Asia. Per quanto riguarda la line-up, le novità più importanti saranno la presenza in griglia di tre stelle del calcio: Sergio Aguero, vincitore di quattro Premier League con il Manchester City, correrà per il team Red Bull Racing al fianco di Alexander Albon, mentre il rientrante Thibaut Courtois vestirà i colori dell'Alfa Romeo insieme al nostro Antonio Giovinazzi. Il terzo professionista del pallone che indosserà i panni da pilota sarà Arthur Melo e rappresenterà il team Haas assieme al test driver Pietro Fittipaldi. Scorrendo gli altri nomi presenti troviamo anche il golfista Ian Poulter, per la terza volta al volante della Renault insieme a Max Fewtrell, pilota di Formula 3 al suo primo Gran Premio con la RS19. Il team AlphaTauri sarà invece rappresentato da Vitantonio Liuzzi e da Andrea Pirello, mentre i colori della Ferrari saranno tenuti alti dal suo capitano Charles Leclerc e da Antonio Fuoco. McLaren, Mercedes e Racing Point dovranno fare affidamento rispettivamente a Lando Norris, Esteban Gutierrez e David Schumacher, mentre la Williams schiererà il proprio "duo" ufficiale composto da George Russell e da Nicholas Latifi. https://www.youtube.com/watch?v=GtMCtwO9QD4 https://www.youtube.com/watch?v=3CiCm42rHW4 https://www.youtube.com/watch?v=6ZV9pp7jzvU
  12. Dopo la sua (mezza) partecipazione alla All Stars Racing Night, in cui ha concluso la prima gara in programma al quinto posto... ma ha disertato la seconda per la troppa fame, Valentino Rossi è pronto a scendere nuovamente in pista e lo farà stasera, giovedì 7 maggio, a partire dalle 21:30. Il "Dottore", infatti, ha accettato l'invito del Firebeasts Racing Team, una delle realtà più conosciute e apprezzate del simracing tricolore che ha voluto organizzare una gara di beneficenza a sostegno della Croce Rossa. In tal senso, è stata anche aperta una raccolta fondi, che ha come obiettivo la raccolta di 5000 Euro nella lotta al COVID-19. Stasera, quindi, prenderà vita la Firebeasts & The Ranch Race4Charity, un evento a cui parteciperanno sette piloti titolari dell'associazione assieme ad altri otto piloti oggi diventati delle persone di spicco nel paddock della MotoGP. Oltre al già citato Rossi saranno presenti in griglia di partenza anche Mattia Pasini, Francesco Bagnaia, Uccio Salucci, Roberto Brivio, Stefano Pirro, Mauro Sanchini e Luca Cadalora. L'iniziativa è stata realizzata grazie al supporto di Garage Italia ASD, associazione sportiva da cui è nato il Firebeasts Racing Team, e al lavoro di Ernesto Buono, Stefano Battistella, Andrea Benedetti, Daniele Nardella, Salvo Puleo e Fabio Paolino. La gara in questione, al via sul famoso simulatore Gran Turismo Sport, sarà sostenuta dal canale Gamers World Live e andrà in diretta sui canali Twitch, YouTube e Facebook del Firebeasts Racing Team.
  13. Giulio Scrinzi

    RaceRoom: nuovo update, nuova fisica e nuova IA

    Assieme all'aggiornamento dello store per il rilascio gratuito della Porsche 911 RSR, Sector3 Studios ha lanciato in queste ore un nuovo update per il suo software di punta: RaceRoom Racing Experience raggiunge la versione 0.9.0.944 e lo fa portando diverse novità nel suo pacchetto da 1,1 GB. I più importanti cambiamenti includono diversi miglioramenti alla fisica di gioco e al tyre model di buona parte delle vetture presenti, che ora potranno girare su tracciati anch'essi profondamente rivisti in modo da ospitare una IA decisamente migliorata, per un'esperienza in single-player più autentica ed emozionante. Tra le altre modifiche troviamo anche un aggiornamento dei settaggi del force feedback per il Logitech G27, alcuni tweak all'interfaccia (come il display del giro più veloce sull'HUD) e il fix definitivo che causava il DNF del pilota quando la vettura rimaneva senza benzina. Ora è possibile continuare la propria corsa verso la bandiera a scacchi fintanto che la spinta non si esaurisce del tutto! Qua di seguito potete trovare il changelog completo delle modifiche apportate all'ultima versione di R3E: Update details: Download size = 1.1 GB Client version = 0.9.0.944 Client BuildID = 4989071 Dedicated server version = 61.0.1120 Dedicated server BuildID = 4989460 Changelog: Controllers – Updated default FFB settings for Logitech G27 Controllers – Logitech wheels now have “sine” curb wave type and reduced minimum force value. Controllers – Sim-Plicity: set all wave types to sine Controllers – Thrustmaster: reduced minimum force value Fixed an issue with Fastest Lap notifications on the HUD that were not displaying properly Fixed some Default Controller Profiles that were showing up as customized in the menu Fixed players getting automatically DNF’d when they run out of fuel even though their vehicle is still moving. You can now crawl all the way to the finish line as long as your car moves. ( https://clips.twitch.tv/SpicyCarefulReindeerSquadGoals ) Fixed a game crash that would occur when entering instant replay while using the pitstop menu Content updates: BMW M1 Procar – Updated physics and tyre model BMW M3 GT2 – Fixed weird noises heard on downshifts coming from opponent cars in multiplayer DTM 92 – Improved gearbox behavior, updated drivetrain oscillations to give less in lower gears and more in high gears Group 4 – Updated physics and tyre model Group C – Updated physics and tyre model Mercedes DTM 1995 – Updated physics and tyre model Mercedes DTM 2005 – Updated physics and tyre model Porsche 911 Carrera (964) – Updated physics and tyre model Porsche 911 RSR 2019 – Various art tweaks to liveries Tatuus F4 – Fixed launch control for this car, updated its default gear ratios for each track Touring Classics – Improved gearbox behavior, updated drivetrain oscillations to give less in lower gears and more in high gears AI – Formula RaceRoom US: general improvement to AI behavior Dubai – Tweaks to AI behavior Nordschleife – Tweaks to AI behavior Norisring – Tweaks to AI behavior Nuerburgring Sprint – Tweaks to AI behavior Oschersleben – Fixed an issue with invisible objects on the grass at the pit exit. Tweak to terrain textures. Sachsenring – Tweaks to AI behavior Shanghai – Tweaks to AI behavior Sonoma – Tweaks to AI behavior. Fixed the dried grass surrounding the track that has always been wrongly assigned the gravel properties. It’s now proper dry grass when you drive on it. Spa-Francorchamps – Tweaks to AI behavior Suzuka – Fixed a possible cut detection during pitstops Zhuhai – Tweaks to AI behavior
  14. Quando si parla di Simracing, è difficile non nominare il primo capolavoro creato da Kunos Simulazioni: stiamo parlando di Assetto Corsa, simulatore inizialmente reso disponibile in Early Access nel 2013 per poi raggiungere lo stadio conclusivo nel dicembre 2014, quando venne rilasciato definitivamente per PC. Un titolo estremamente longevo e personalizzabile, ancora oggi uno dei migliori in circolazione con cui divertirsi e gareggiare. Nel corso degli anni è stato impreziosito con diversi contenuti aggiuntivi ufficiali, tra i quali figurano i vari Dream Pack DLC, i Porsche Pack e il più recente Ferrari 70th Anniversary DLC, che hanno incrementato ancora di più il parco vetture a disposizione. Rispetto ad altri titoli, però, Assetto Corsa si è sempre distinto per una community molto attiva nel creare mod di terze parti di altissima qualità, le quali gli hanno permesso di accontentare praticamente qualsiasi tipo di pilota nel mondo della guida simulata. Ma quali sono i mod migliori con cui arricchire questo simulatore? C’È L’IMBARAZZO DELLA SCELTA! Senza dover impazzire nell’andare alla ricerca dei migliori contenuti aggiuntivi attualmente presenti in rete, esiste un sito che racchiude tutto ciò che serve per godersi al meglio il proprio hobby virtuale. Il suo nome, per chi non lo conosce, è RaceDepartment.com: nella relativa sezione Downloads è possibile ricercare ciò che fa al caso nostro, magari filtrando la ricerca a seconda del grado di apprezzamento di ogni singola mod. Così facendo si ottiene una lista davvero infinita tra cui scegliere la propria, personale, prossima vettura: davanti a tutti troviamo l’NFS Tournament Class A & B, una mod che vuole riprodurre in tutto e per tutto le migliori vetture dei vecchi Need For Speed di una volta, tra cui la Ferrari 512TR, la Lamborghini Diablo VT, la Dodge Viper RT/10, la Corvette ZR-1 e la Porsche 993. A seguire troviamo la splendida Dallara F317 del team RSR, mentre più in là possiamo scorgere la Mazda 787B, la Ferrari F2002 e, perché no, la divertentissima Formula RSS3 V6, uno dei pochissimi mod gratuiti rilasciati dal team Race Sim Studio. La lista, tuttavia, è veramente lunga e si può trovare veramente di tutto: dalle monoposto, come la mitica Jordan 191 di Michael Schumacher o la F2007 di Kimi Raikkonen, alle vetture del BTCC, come la BMW 320i del 1998 o la Nissan Primera del 1999. Ma anche diverse auto sportive non espressamente votate alla pista, tra le quali la Porsche 911 Singer, la Honda NSX o la Mini Cooper S del 1964, per arrivare alla splendida Alfa Romeo Giulia GTAM del 1970. Non mancano le “formule minori” con cui imparare le basi della guida tra i cordoli, come la Formula Agile e la famosissima Skip Barber Formula 2000, così come esperimenti “fuori dall’ordinario” come un concept futuristico di una Ferrari da F1… e un tagliaerba motorizzato Honda da 200 kg (compreso il pilota!) capace di erogare più di 100 cavalli. Da provare assolutamente!
  15. Il simracing diventa finalmente realtà anche a livello nazionale: a ufficializzarlo è CSAIn, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, e Absolute Motorsport, che insieme hanno deciso di dare il via al primo Campionato nazionale di simracing, un evento davvero unico in Italia. Questa serie sarà composta da un periodo di pre-qualifiche, che scremeranno i piloti per l'accesso alle tre gare previste dal calendario: Monza, Hockenheim e Imola. Il simulatore utilizzato sarà il famoso RaceRoom Racing Experience prodotto da Sector3 Studios, che per l'occasione metterà a disposizione le bellissime Porsche 911 GT3 RS: il Campionato in questione sarà quindi un monomarca, che godrà della copertura in Live Streaming di PITLANE TV. Per quanto riguarda le iscrizioni, il periodo di pre-qualifiche è già iniziato e durerà fino al 18 maggio, dove i partecipanti dovranno staccare il loro tempo migliore sull'Autodromo Nazionale di Monza. I primi 34 piloti in classifica proseguiranno il Campionato con il primo round sul circuito brianzolo del 21 maggio, a cui seguiranno le gare di Hockenheim (28 maggio) e di Imola (4 giugno). La registrazione va effettuata a questo indirizzo e darà diritto alla tessera dell'associazione CSAIn. E i premi? Al termine dei tre appuntamenti il vincitore otterrà non solo il titolo di Campione Italiano Nazionale ESPORT CSAIn 2020 del Porsche 911 GT3 Championship, ma anche un buono del valore di 160 Euro da spender su Amazon. Il secondo e il terzo classificato, invece, riceveranno invece due altri buoni di questo tipo, rispettivamente di 100 e 40 Euro da spendere sul famoso sito di e-commerce.
  16. Nel mese di dicembre 2019 Sector3 Studios aveva annunciato l'uscita del famoso Porsche DLC, che avrebbe portato sul simulatore RaceRoom Racing Experience tre modelli della Casa di Stoccarda: la Porsche 718 Cayman GT4 Clubsport, la 911 GT3 R (2019) e la GT2 RS Clubsport. Tre auto che hanno lasciato intendere l'intenzione di voler aumentare progressivamente la lineup delle berlinette del marchio tedesco... che oggi accoglie un'altra delle sue, favolose, creazioni. Stiamo parlando della bellissima Porsche 911 RSR del 2019, che Sector3 Studios ha deciso di rilasciare in via totalmente gratuita per tutti i suoi piloti e appassionati. Chiunque voglia guidarla, quindi, basta che si colleghi al sito ufficiale di RaceRoom e che scarichi questo splendore a quattro ruote. In questo momento i server sono in manutenzione, per cui ci aspettiamo che alla ripartenza possiate trovare proprio la 911 RSR disponibile nello store dedicato! Attenzione: potrete guidarla esclusivamente nella Porsche Community Legends Competition e nelle relative sessioni di qualifica, al termine delle quali i primi 500 piloti classificati la otterranno gratuitamente da utilizzare anche offline. Una sfida a cui vale assolutamente la pena di partecipare!
  17. Un altro nuovo titolo di corse è pronto ad accendere i motori: assieme al tanto atteso F1 2020, nel mese di luglio gli appassionati di corse ovali potranno gustarsi il nuovo capitolo ufficiale della serie NASCAR! 704Games e Motorsport Games, infatti, hanno annunciato l'uscita del nuovo NASCAR Heat 5, che sarà disponibile in multi-platform per PS4, Xbox One e PC. Questo simulatore includerà tutti i piloti e i team delle tre serie nazionali americane, vale a dire la Cup, la Xfinity e la Gander RV & Outdoors Truck Series, assieme a un Campionato fittizio chiamato Xtreme Dirt Series, da accedervi attraverso una modalità "carriera" che coprirà ogni singola serie fino al raggiungimento della classe regina, la NASCAR Cup Series. Il nuovo NASCAR Heat 5 includerà tutti i 34 circuiti tradizionalmente utilizzati in questo sport motoristico, inoltre sarà provvisto della già citata modalità carriera, di una modalità di testing privato e dell'importantissima funzionalità multiplayer, divisa tra il tradizionale split-screen in locale e la modalità online fino a 40 giocatori (con supporto agli eSports). L'appuntamento, quindi, è per il 7 luglio con la versione Gold Edition di NASCAR Heat 5, che riporterà sulla sua cover il tre volte Campione, nonchè proprietario del team Stewart - Haas Racing, Tony Stewart; la versione standard, invece, uscirà il 10 luglio ed avrà in copertina il pilota Chase Elliott della Hendrick Motorsports.
  18. Dopo la sfida andata in scena sul circuito di Silverstone, Charles Leclerc e Valentino Rossi sono pronti a scendere nuovamente in pista, per una sfida che si preannuncia davvero... stellare! Nella serata di domani, mercoledì 6 maggio, i "big" della Formula 1 sfideranno i migliori interpreti della MotoGP su Sky Sport F1, per dar vita alla "All Stars Racing Night". Si tratta di uno degli eventi più importanti finora mai organizzati dal mondo eSport, che prenderà il via sul circuito di Misano Adriatico al volante delle vetture del Mondiale GT protagoniste di Assetto Corsa Competizione. In questa "notte degli eSports" i protagonisti chiamati all'appello sono davvero tanti: oltre ai già citati Leclerc e Rossi si schiereranno in linea di partenza anche i nostri Antonio Giovinazzi (pilota Alfa Romeo Racing), Francesco Bagnaia (pilota Ducati Pramac) e Mattia Pasini, i quali saranno affiancati da altri piloti di prestigio e da calciatori italiani e internazionali. Tra questi gli attaccanti del Barcellona e Lazio Antoine Griezmann e Ciro Immobile, il portiere del Real Madrid Thibaut Courtois e il difensore del Milan Alessio Romagnoli. Presenti ovviamente anche altri piloti di F1, tra i quali Lando Norris, Alexander Albon, il duo Williams formato da George Russell e Nicholas Latifi e il "fratellino" del ferrarista numero 16, quell'Arthur Leclerc ad oggi impegnato con il team Prema nel Campionato Europeo di Formula Regional. L'intero evento sarà commentato da due voci tra le più popolari nel mondo del motorsport, quelle di Carlo Vanzini e di Guida Meda. L'appuntamento? Alle ore 21 di mercoledì 6 maggio sul canale 207 Sky Sport F1 e sul canale Twitch di Grand Prix TV!
  19. Il mondo del simracing prosegue a far rombare i propri motori nella lotta contro il Coronavirus... e lo farà presto sul celebre Assetto Corsa Competizione. Sulla stessa lunghezza d'onda di alcune tra le più lodevoli iniziative nate recentemente, scatterà nel weekend del 2-3 maggio la eRace 4 Care, piccolo Campionato virtuale basato su quattro gare e organizzato da eSport Master, in collaborazione con Nicola Villani (voce storica di Eurosport e commentatore della Formula E per le reti Mediaset) e con l'AKR Sim Racing Team. Si tratta di un'iniziativa nata per beneficenza, con lo scopo di raccogliere fondi utili nella battaglia contro il COVID-19: in tal senso è già attiva la campagna di raccolta attraverso la piattaforma GoFundMe, il cui ricavato sarà totalmente devoluto per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale da donare all'Ospedale Civile "Santi Antonio e Margherita" di Tortona, convertito temporaneamente dalla Regione Piemonte in Covid Hospital. Il format è il seguente: l'evento eRace 4 Care sarà organizzato in due giornate di simracing con due gare per sabato 2 maggio, seguite da altre due manche nella giornata di domenica 3 maggio. Ogni competizione si disputerà al volante di vetture di categoria GT3, nello specifico Lamborghini Huracan Evo, Ferrari 488 GT3, Mercedes AMG GT3, McLaren 720s GT3, Porsche 911 GT3-R, Nissan GT-R Nismo GT3, Aston Martin V8 Vantage GT3, Audi R8 LMS Evo, Bentley Continental GT3, BMW M6 GT3, Lexus RC F GT3 e Honda NSX GT3 Evo. Ogni gara avrà la durata di 60 minuti, con equipaggi misti e pit-stop obbligatorio. Le piste prescelte sono le seguenti: Monza, Barcellona, Spa-Francorchamps e il famigerato Nurburgring. Tutte e quattro saranno trasmesse in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook del sito eSport Master e dell'AKR Sim Racing Team, opportunamente commentate dalle voci di Paolo Allievi, Daniele Galbiati, Marco Petrini, Fabio Magnani e il già citato Nicola Villani. I piloti che hanno già confermato la loro partecipazione sono i tre rappresentanti di Cetilar Racing (Andrea Belicchi, Roberto Lacorte e Giorgio Sernagiotto) e l'ex top driver Audi Marco Bonanomi. Tra le conferme illustri, stiamo aspettando quella del Campione del Mondo 2002 della 250 Marco Melandri, ma in ogni caso qualsiasi appassionato potrà prendere parte a questa due giorni di simracing. Come? Versando la quota d'iscrizione minima di 10 Euro ed effettuando l'apposita registrazione sul sito ufficiale di eSport Master.
  20. In questo periodo di quarantena forzata a causa dell’emergenza Coronavirus, tutti noi, appassionati di motori e corse, abbiamo passato un po’ di tempo con il nostro simulatore. Su Assetto Corsa, su rFactor 2, su F1 2019… oppure su iRacing, software americano che, ultimamente, sta diventando “di moda” visto che è utilizzato da quasi tutti i piloti professionisti per tenersi in allenamento quando non si trovano realmente in pista. Diverso concettualmente da tutti gli altri, iRacing propone una varietà di competizioni unica nel suo genere, organizzata sulla base di licenze progressive e sul famoso “irating”, con il quale (teoricamente) si può correre assieme a piloti del proprio livello, evitando i tradizionali massacri di vetture che si è soliti assistere su altri simulatori meno professionali. Ma qual è la storia di iRacing? Come funziona e come è possibile diventare dei buoni piloti all’interno della relativa community? IRACING: DALLE COSTOLE DELLA NASCAR iRacing.com Motorsport Simulations, l’azienda che gestisce questo simulatore, è nata nel 2004 in quel di Boston, in Massachusetts, grazie all’impegno di David Kaemmer, sviluppatore proveniente dal Papyrus Design Group e John W. Henry, come finanziatore del progetto. Il progetto originale si basava sul codice di partenza dell’ottimo NASCAR Racing 2003 Season, dal quale ha preso spunto in fatto di presentazione delle piste e di gestione delle vetture. Tutto il resto, dal motore grafico al tyre model, era nuovo di zecca, ma ha richiesto ben quattro anni di lavori prima di vedere definitivamente la luce. iRacing, infatti, è stato lanciato sul mercato solamente nel 2008, ma in poco tempo ha conquistato il cuore degli appassionati: il suo obiettivo, infatti, è quello di fornire una simulazione il più possibile realistica del motorsport a quattro ruote, con circuiti (in laser-scan), vetture e modelli fisici i più accurati possibili. Dal suo debutto ufficiale iRacing si è costantemente migliorato, introducendo nuovi contenuti e nuove features che lo hanno reso ancora più fedele alla realtà. Tra queste la transizione giorno/notte durante le gare endurance, la nuova fisica degli pneumatici (arrivate alla versione V7) che sono diventati molto complicati da portare in temperatura i primi giri e il nuovo sistema visivo dei danni, che ormai lascia ben poco margine di manovra quando, per esempio, si prende un cordolo ad alta velocità. IRACING: GARE OGNI ORA E CAMPIONATI UFFICIALI Oltre a ciò, iRacing si distingue da tutti gli altri simulatori per la sua raffinata struttura multiplayer, che permette a qualsiasi appassionato di poter correre online senza limitazioni di orario o di scelta in fatto di vetture e tracciati. Di base, infatti, iRacing offre la possibilità di gareggiare in formato 24/7, dal momento che i suoi server mettono a disposizione delle serie in cui le competizioni si tengono praticamente ogni ora. Questo vuol dire, per esempio, che se la nostra gara delle 15 non è andato come speravamo, potremo rifarci con quella delle 16, delle 17… e così via per ogni ora della giornata (anche di notte). In aggiunta, iRacing permette anche di allenarsi per conto proprio e di creare delle sessioni online private, facendo da “host” e gestendo in autonomia il proprio evento (al costo di 0,50$ all’ora). Ma non è tutto, perché iRacing viene definito come “The Original eSport Racing Game”, per il fatto che gestisce Campionati ed eventi speciali in cui i piloti partecipanti possono addirittura vincere dei premi in denaro. Il fattore “eSport”, in iRacing, è quindi incentivato, tra l’altro grazie a una vastissima scelta di vetture che si dividono fondamentalmente in quattro categorie principali: Road, Oval, Dirt Road e Dirt Oval. Tra queste troviamo le celebri NASCAR, in omaggio al titolo del 2003 da cui è nato, le mitiche Mazda MX5 Cup Car, le GT e le monoposto, ma anche i mezzi da dirt track e da rallycross. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per ogni livello di abilità alla guida. IRACING: SU ABBONAMENTO E CONTENUTI A PAGAMENTO Tutta questa qualità, come potete immaginare, si paga. E anche parecchio. Rispetto a titoli come Assetto Corsa, che prevede un costo iniziale al quale si aggiungono gli eventuali DLC, o come RaceRoom, che offre gratuitamente solo il software di base, iRacing richiede innanzitutto un abbonamento per poter usufruire dei suoi servizi. In sostanza questo può essere mensile (al prezzo di 13 dollari), trimestrale (33 $), annuale (110 $) o biennale (199 $), anche se durante l’anno i nuovi iscritti possono beneficiare di sconti che arrivano fino al 50% in meno rispetto al costo tradizionale. Con la sottoscrizione di base, tuttavia, si ottengono solamente le piste e le vetture iniziali per cominciare la scalata verso l’olimpo del motorsport virtuale… che, invece, richiede tutt’altro tipo di contenuti. Questi, ovviamente, non sono gratuiti, ma al contrario devono essere acquistati singolarmente. Ogni vettura aggiuntiva costa 11,95 dollari, mentre il prezzo di ogni singolo circuito varia da 11,95 a 14,95 dollari, a seconda della tipologia e del suo livello di utilizzo. Le spese, tuttavia, non sono finite qui, perché oltre al costo di base è necessario aggiungere anche un 22% di tasse per ogni singolo contenuto aggiuntivo. IRACING: LICENZE E SAFETY RATING, ATTENZIONE AI ROOKIE! Una volta sottoscritto un primo abbonamento, quindi, ci troveremo davanti un prodotto fondamentalmente incompleto, ma comunque perfettamente in grado di farci iniziare la nostra carriera di piloti virtuali. Che, per forza di cose, dovrà iniziare dalla categoria “Rookie”, la più temuta soprattutto per coloro che provengono da altri simulatori e hanno già una certa dimestichezza in fatto di guida virtuale. Prendendo come riferimento la categoria Road, dovremo obbligatoriamente scendere in pista con la Mazda MX5 Cup Car su circuiti come Laguna Seca, Okayama, Lime Rock Park e Summit Point. Da buoni piloti virtuali, ci verrà data una prima “patente”, che in questo momento coinciderà con la categoria che stiamo affrontando: Rookie, appunto. In aggiunta avremo anche un indicatore SR, acronimo di “Safety Rating” che evidenzierà la nostra correttezza in pista e la nostra pulizia di guida. Perchè proprio come nella realtà, iRacing privilegia uno stile di gioco il più possibile pulito, rispettoso delle regole e dei propri avversari in pista. Per migliorare, infatti, scordatevi gli “autoscontri” alla prima curva di Assetto Corsa o i “divebomb” di F1 2019: così facendo perderete punti e il vostro avanzamento rallenterà. Dopo la Rookie, infatti, vi aspetta la licenza D, che poi potrà diventare C, B, A… fino a quella professionistica, particolarmente ambita per partecipare ad alcune serie speciali, come quelle ad invito, o ad alcuni Campionati eSport tra i più prestigiosi del settore. IRACING: QUALCHE CONSIGLIO PER FARE CARRIERA Tutto dipenderà da come vi comporterete tra i cordoli in ogni singolo “weekend di gara” che disputerete, composto da 5 minuti di prove libere, 2 giri di qualifica e una gara breve su una distanza limitata. Nella categoria “Rookie”, tuttavia, la vostra vita non sarà così facile… Non tanto per il livello di difficoltà che incontrerete, il quale, invece, sarà appositamente tarato in modo da farvi correre (anche una volta ottenuta un po’ di esperienza e una patente superiore) con avversari del vostro stesso livello, ma semplicemente perché molti “piloti in erba” provano iRacing pensando di trovarsi su Crash Team Racing! Aspettatevi simdriver che vorranno vincere alla prima curva passando sopra a tutto ciò che si muove, oppure altri che, pur avendo pagato un abbonamento, preferiscono schiantarsi e rovinare la gara di altri piloti piuttosto che comportarsi come si deve. L’imperativo, in Rookie class, è quello di qualificarsi nei primi posti e… scappare via, verso il migliore risultato possibile. Così facendo riuscirete ad innalzare il vostro Safety Rating dal valore iniziale di 2.50 fino a quota 3, necessaria per ottenere la licenza D e passare di categoria. Qui sbloccherete diversi Campionati interessanti, come il BMW 12.0 Challenge (sulle M8 GTE a setup fisso) e il Pure Driving School Formula Sprint, il quale vi permetterà di scendere in pista con le Dallara F3 anticipando la relativa serie ufficiale che, invece, troverete con la licenza C. Altre serie molto famose sono la Skip Barber Race Series, la VRS GT Sprint Series, l’IMSA Sportscar Championship e il Radical Racing Challenge C, per accedere alle quali dovrete, in ogni caso, aver maturato un po’ di esperienza alla guida. Più proseguirete nella vostra carriera più incontrerete piloti corretti, ma resta il fatto che, ogni tanto, l’errore in pista ci può stare, anche tra i più navigati. Fortunatamente iRacing pone un limite alle “peripezie” in pista, grazie a un sistema di rilevamento di comportamenti scorretti attraverso le famose “X”. Di cosa stiamo parlando? Ogni volta che usciremo di pista otterremo un ammonimento con 1X, ogni volta che andremo in testacoda ci verrà assegnata una penalità 2X, mentre in caso di contatto con altri piloti la penalizzazione sarà di 4X, quindi molto più severa. Il tetto massimo varia da Campionato a Campionato, ma in ogni caso siamo di fronte a un sistema che premierà la condotta dei guida dei piloti più corretti e puliti. IRACING: NE VALE LA PENA? A conti fatti, sembra proprio che iRacing sia il simulatore più professionale che si possa trovare in circolazione. Un titolo che premia i valori fondamentali del motorsport, limitando tutti quei comportamenti che, in un server tradizionale su Assetto Corsa o F1 2019, porterebbero un simdriver alla disperazione. Il simulatore americano, tra l’altro, sposa la necessità di tutti quei piloti di potersi allenare quando meglio si crede, senza essere costretti a rispettare un orario predefinito (per lo più serale) che in alcuni casi mal si adatta alle esigenze di ogni singolo partecipante. La varietà di vetture, piste, serie ufficiali e Campionati assieme a un sistema con il quale si può partire dal “fondo dello schieramento” con la Rookie class per arrivare ai “piani alti” della guida simulata rende il tutto estremamente intrigante, anche per chi, finora, si è limitato a guidare sempre la stessa tipologia di vetture. Contando su un motore grafico recentemente rivisto con nuove features e una fisica al volante tra le più realistiche attualmente in circolazione (aiutata da vetture e circuiti riprodotti nei minimi dettagli), iRacing può diventare la risposta che tutti i simdriver stavano cercando da tempo. Sempre che si voglia investire una certa somma di denaro per iniziare questa nuova, appassionante, avventura. Una volta individuata la vettura (o le vetture) che si vuole utilizzare durante le quattro stagioni che contraddistinguono un anno di iRacing (ognuna delle quali suddivisa in 12 settimane dove si cambia circuito una volta ogni sette giorni), la grande spesa da effettuare sono i circuiti, necessari per entrare in lizza per un posto di prestigio nel Campionato di nostro interesse. In questo, fortunatamente, la community è arrivata in soccorso grazie ai “track poll”, cioè a dei sistemi di votazione che si tengono sul forum del simulatore americano e che danno la possibilità di scegliere, stagione dopo stagione, quali sono i circuiti che andranno a comporre la nostra serie preferita. Quando la lista in questione sarà definita, si potranno trovare delle tabelle dedicate con le quali confrontare i vari circuiti che sono stati utilizzati durante le stagioni, in modo da capire quali saranno quelli che comporranno i Campionati successivi. Tramite questi “track rotation” potremo facilmente programmare i nostri acquisti, senza per forza comprare i vari circuiti uno alla volta. Ecco, il fatto di affrontare tali spese (assieme all’immancabile abbonamento) può essere l’unico fattore da indurre un appassionato dal non provare l’esperienza offerta da iRacing. Le alternative, tuttavia, sono poche: il “league racing” su altri simulatori… oppure il Sim Racing System di Assetto Corsa, che però pecca in varietà delle competizioni, completezza delle serie organizzate… e professionalità dei piloti che vi corrono. Se volete qualcosa di più del “solito” simracing a cui siete abituati, date una chance ad iRacing: non vi deluderà!
  21. Giulio Scrinzi

    Qual è il miglior simulatore di Formula 1?

    L’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo ormai da due mesi ha fatto emergere il mondo del simracing come mai fatto prima d’ora. Gare online, Campionati, eventi speciali e chi più ne ha, più ne metta: tra le serie ufficiali non possiamo non menzionare quelle organizzate dall’universo della Formula 1, che fin dall’annullamento del Gran Premio d’Australia a marzo si è dato da fare per continuare il proprio show… sul grande e piccolo schermo. Prima ci ha pensato il Veloce eSport team a dar fuoco alle polveri, un ruolo che successivamente è stato incarnato anche dalla serie ufficiale della F1 con le Virtual Grand Prix Series. Ovviamente il software utilizzato per queste gare è il tanto amato/odiato F1 2019, che prossimamente sarà sostituito dal suo successore F1 2020. Un prodotto firmato Codemasters che negli anni ha saputo far divertire migliaia di appassionati, ma che agli occhi di molti piloti professionisti è considerato distante anni luce da alcuni dei più simulativi software attualmente in circolazione. Il dito di tale affermazione è puntato in special modo alla fisica di gioco, troppo arcade e poco incline a soddisfare i puristi del settore. A questo punto la domanda sorge spontanea: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? ASSETTO CORSA: RACE SIM STUDIO, QUALITÀ AI MASSIMI LIVELLI Per rispondere a questa domanda iniziamo ad analizzare ciò che propone attualmente il mercato del simracing, cominciando dal sempreverde Assetto Corsa. Il titolo firmato Kunos Simulazioni propone di base alcune monoposto da Formula 1, gran parte targate Ferrari: la mitica F2004 di Schumacher e Barrichello, la 312T di Niki Lauda, ma anche le più recenti F138, SF15-T e SF70H. Assieme a queste trovano spazio altri modelli sapientemente realizzati, tra cui la Tatuus FA01 (o Formula Abarth), le Lotus Exos 125 (replica delle F1 motorizzate V8 del 2012) e la 98T, con livrea John Player Special in onore di Ayrton Senna. Assetto Corsa, tuttavia, è ben conosciuto per la grande quantità di mod con le quali è possibile arricchirlo, un mondo che in fatto di monoposto è dominato dalla qualità dei lavori firmati Race Sim Studio. Tra questi i più importanti sono rappresentati sicuramente dalla famiglia delle Formula Hybrid, oggi capeggiate dall’ultimo modello, quello del 2020, che è accompagnato dalla proposta futuristica per la stagione 2021. A livello di fisica niente è comparabile a queste vetture, capaci di far vivere al pilota che le guida un’esperienza in pista davvero unica. Sempre facendo riferimento al mondo F1 e monoposto, possiamo citare anche la splendida Formula 2000 V10, fedele replica della Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher, così come le varie Formula 2 e Formula 3 che rappresentano la porta d’ingresso al Circus iridato. Ognuna di loro ha le sue peculiarità e, su Assetto Corsa, va guidata con rispetto e dedizione, proprio come nella realtà: in questo modo, sapranno regalarvi tanta soddisfazione e ore di divertimento. Tuttavia, il titolo Kunos Simulazioni non è stato studiato appositamente per rappresentare le peculiarità di una gara (o, più in generale, di un Campionato) di Formula 1. I veri problemi, infatti, sorgono quando si vuole tentare di far scendere in pista queste vetture una contro l’altra su un dato circuito e in determinate condizioni. Per quanto riguarda le piste, bisogna affidarsi ancora una volta a componenti di terze parti, che possono variare molto in fatto di qualità e fedeltà nella loro rappresentazione rispetto alle controparti reali. Passando alle condizioni simulate, tutto dipende dalla combinazione di auto-circuito prescelta: Assetto Corsa, purtroppo, tende a non garantire una simulazione davvero consistente quando si aumenta troppo la difficoltà in termini di velocità e aggressività dell’IA, che in tanti, troppi casi, può risultare o troppo lenta… o eccessivamente veloce, al punto da terminare la propria corsa nella ghaia o contro le barriere di protezione. L’unica soluzione in questo senso si può trovare nelle competizioni online: le monoposto su Assetto Corsa, tuttavia, sono utilizzate quasi esclusivamente nel “league racing”, per cui a meno di non impegnarsi seriamente in un Campionato vero e proprio, è molto difficile trovare dei server tradizionali dove scendere in pista con queste splendide, quanto ingiustamente poco apprezzate, vetture… Sempre che non vogliate accontentarvi del contenuto di base. RFACTOR 2: POCHI CONTENUTI MAL IMPLEMENTATI Passiamo a un altro “mostro sacro” della simulazione su quattro ruote: stiamo parlando di rFactor 2, che da sempre è apprezzatissimo per la sua fisica in-game al punto da essere utilizzato, nella sua versione professionale, da alcuni team reali nel mondo del motorsport. Il modo in cui è replicata la dinamica di flessione del telaio di una vettura, assieme al funzionamento delle gomme in ogni parte di un circuito lo rendono estremamente appetibile per tutti i puristi del settore… ma come se la cava in fatto di monoposto di Formula 1? Il contenuto originale messo a disposizione dallo Studio 397, per quanto estremamente curato e vicino alla sua controparte reale, è in realtà piuttosto scarno e ormai in circolazione da troppo tempo. La vettura più recente è la ISI Formula 2012, recentemente utilizzata nella competizione ufficiale “The Race All-Star Esport Battle”, affiancata dai modelli storici della McLaren come la M23 di James Hunt, la MP4/8 di Ayrton Senna e la MP4/13 di Mika Hakkinen. Oltre a queste, ancora una volta bisogna affidarsi ai mod di terze parti, che tuttavia su rFactor 2 sono decisamente meno curati rispetto a quelli che troviamo su Assetto Corsa. Tranne alcune eccezioni, come le F1 del 1991 realizzate dal gruppo ASR Formula, i contenuti third-party per il simulatore dello Studio 397 soffrono di alcuni problemi di implementazione, non tanto a livello di fisica di gioco (in questo, ormai, tutti hanno raggiunto uno standard qualitativo più che buono), ma piuttosto in termini di utilizzo offline. Come su AC, anche su rF2 queste mod difficilmente riescono a funzionare bene quando si tenta di effettuare una gara in singleplayer, per via di un’IA poco curata che sminuisce l’intera esperienza di guida. In questo senso, di nuovo l’unica alternativa è cimentarsi nelle competizioni online, ancora più rivolte verso il “league racing” di quelle disponibili sul rivale prodotto da Kunos. Un open server con delle F1 su rFactor 2? Un miraggio di questi tempi. IRACING: MEGLIO ORIENTARSI SULLE FORMULE MINORI Il terzo simulatore che prendiamo in considerazione è il famosissimo iRacing, apprezzato dalla community e da molti piloti professionisti per la sua consolidata struttura online, che propone gare a cadenza regolare praticamente ogni ora. Non solo, queste competizioni sono regolamentate da un safety rating che permette di correre contro avversari del proprio livello, un punto a favore che premia la correttezza e la pulizia in pista piuttosto che la foga di vincere a tutti i costi. In fatto di monoposto di Formula 1, però, iRacing non riesce ad arrivare al livello dei suoi rivali. Per la cronaca, sul simulatore americano ci sono solo quattro vetture della classe regina: le classiche Lotus 49 e 79 e le più avveniristiche Williams FW31 e McLaren MP4/30. Stop. Ben poca cosa rispetto a quanto offerto, per esempio, da Assetto Corsa. Tra l’altro, ci troviamo di fronte a contenuti (a pagamento) che è possibile utilizzare online solo da aver fatto tutta la gavetta dalla Rookie class fino alle “patenti” più prestigiose. A rincarare la dose, queste vetture sono tutt’altro che semplici da guidare: in particolare le due monoposto più moderne, nervose e poco amichevoli anche dopo aver passato ore a trovare il setup corretto. Insomma, la F1 su iRacing è tutt’altro che popolare, oltre che poco accessibile per chi è abituato a utilizzare una monoposto di questo tipo fin da subito. Al contrario, iRacing propone delle invitanti alternative in fatto di auto a ruote scoperte mettendo a disposizione, per esempio, le più semplici Dallara F3, che da qualche mese sono anche protagoniste di un Campionato dedicato a cui si può partecipare con la licenza di classe D, quella che si ottiene subito dopo aver fatto i conti con gli avversari della categoria Rookie. Si chiama “Pure Driving School Formula Sprint” ed è una serie a setup fissi che, oggigiorno, è molto popolare, nonché divertente. Oltre a ciò, iRacing porta in scena anche le Formula Renault (2.0 e 3.5), le Skip Barber Formula 2000 e le Pro Mazda, tutte monoposto con le quali è possibile correre dopo aver ottenuto la relativa licenza. Certo, le gare organizzate in questi Campionati sono molto distanti da quelle di F1, ma sta il fatto che il divertimento e la competizione in pista di cui sono capaci sono sicuramente di alto livello. RACEROOM E AUTOMOBILISTA: FOCUS SULLE EMOZIONI Gli ultimi due simulatori da noi presi in considerazione sono, da una parte, RaceRoom Racing Experience, e dall’altra il famoso Automobilista, che recentemente si è evoluto nel suo secondo capitolo chiamato AMS 2. Entrambi condividono lo stesso intento nel replicare il mondo della Formula 1: proporre alcuni dei modelli più iconici mettendoli a disposizione dei propri appassionati e facendo leva in special modo sul lato “emozionale” che deriva dalla loro guida. RaceRoom, per l’appunto, propone essenzialmente due tipi di monoposto: la Formula X17, che è una F1 del 2017, e le Formula 1 degli anni ‘90, declinate nelle varie motorizzazioni dell’epoca (V8, V10 e V12). A livello di circuiti, invece, questo simulatore (gratuito di base ma poi a pagamento a seconda dei contenuti che si vuole utilizzare) si basa sulle vetture da turismo, per cui l’ambiente in cui le monoposto disponibili devono interfacciarsi è certamente molto lontano da quello che noi conosciamo attraverso i titoli della Codemasters. Sulla stessa lunghezza d’onda si piazza Automobilista: questo simulatore sud-americano fonda le proprie origini su vetture e circuiti di stampo brasiliano, anche se tra le sue fila possiamo trovare alcune delle monoposto più gloriose della storia del Circus iridato. Tra queste le Formula Vintage e Retro, la Formula Classic degli anni ‘80, la Formula V10 del 2001, la Formula Reiza (replica dei V8 del 2013) e le più recenti Formula Extreme e Formula Ultimate, motorizzate con propulsori turbo-ibridi. Assieme a queste, il nuovo capitolo AMS 2 propone anche altri modelli, come quelli caratteristici dei primi anni ‘90, che rendono l’offerta complessiva davvero appetibile per tutti gli appassionati più nostalgici. Come RaceRoom, tuttavia, l’esperienza in pista è molto, molto diversa da quella che siamo abituati a vedere su F1 2019, che in sostanza replica in tutto e per tutto ciò che succede in un weekend di gara del Circus iridato. Aspettiamoci gare più semplici, ampiamente modificabili a seconda delle proprie preferenze ma comunque meno autentiche di quelle reali. Se però ci brillano gli occhi a vedere e sentire una F1 storica di una certa epoca, questi due simulatori possono diventare ben presto i nostri titoli preferiti. CONCLUSIONE All’inizio dell’articolo eravamo partiti con una domanda: esiste un’alternativa concreta a F1 2019 tra tutti i simulatori oggi disponibili? Credo che la risposta, a questo punto, l’avete già capita. A meno di “accontentarsi” di tutta una serie di compromessi e differenze, il titolo della Codemasters rimane ancora un caposaldo inavvicinabile in termini di fedeltà nella rappresentazione di un weekend, o più in generale, di una stagione del Circus iridato. Assetto Corsa, Automobilista e tutti gli altri riescono esclusivamente ad avvicinarsi a una rappresentazione “verosimile” della Formula 1, tramite vetture generiche che possono essere personalizzate con le apposite skin. Le competizioni che è possibile allestire, inoltre, sono altrettanto vaghe, certamente prive di tutti quegli aspetti regolamentari che solamente F1 2019, da videogioco ufficiale del Grande Circo della Velocità, è in grado di offrire. Più nello specifico, i titoli che abbiamo chiamato in causa in questo articolo sono capaci di replicare bene le sessioni di pratica con una vettura da Formula 1, le quali alla fine si traducono nel tanto amato/odiato hotlapping che, come ben sappiamo, non è vero “racing”. Quindi, a questo punto, non possiamo fare altro che rendere onore a quanto è riuscita a fare Codemasters in questi anni, regalandoci un titolo fedele alla realtà e altamente godibile da una vasta platea di piloti virtuali. I puristi del settore potranno anche storcere il naso, ma in fin dei conti questa è la pura, incontestabile, realtà.
  22. Nel mondo del karting virtuale esistono pochi titoli veramente degni di nota: Kart Racing Pro realizzato da PiBoSo, il DLC Kartsim per rFactor 2… ma anche KartKraft, progetto australiano che è stato reso pubblico in early access da novembre 2018. Un simulatore che ancora oggi è in fase di sviluppo ma che gli ultimi aggiornamenti gli hanno donato una componente molto attesa da tutti gli appassionati: il multiplayer. Fino a poco tempo fa, infatti, si potevano effettuare solamente delle prove a tempo su KartKraft, dove al massimo ci si poteva mettere alla prova battendo i propri avversari a suon di giri veloci tramite le leaderboard della modalità “time attack”. Oggi, invece, è possibile sfidarsi attraverso la modalità multigiocatore, che permette a otto piloti di incontrarsi in una singola lobby e di girare insieme come in una giornata di prove libere. KARTKRAFT: PRENDENDO SPUNTO DA IRACING L’aggiornamento che ha portato il multiplayer è arrivato da qualche settimana, dopo oltre quattro mesi di inattività. Un bel po’ per un titolo che vuole aggiudicarsi il premio di miglior simulatore kartistico in circolazione. Sta il fatto, però, che il gioco è valso la candela: una volta effettuata la registrazione “in-game”, è bastato attendere qualche giorno prima di ricevere la mail di conferma che permette di utilizzare la tanto sospirata modalità online. L’intento del Black Delta Team è stato quello di utilizzare come base di partenza il modello di iRacing, con il quale si può partecipare a una sessione in rete preventivamente registrandosi nella lista di lobby a disposizione. Il sistema utilizzato da KartKraft, per quanto molto simile a quello del simulatore americano, è stato implementato alla grande, con sessioni di gioco ogni 20 minuti. Per partecipare a una di esse è sufficiente registrare la propria presenza e attendere di essere automaticamente connessi al server dedicato… o in alternativa continuare il proprio allenamento in solitaria finché il gioco non esegua lo “switch” in questione trasportandoci sulla pista (e con il kart) di riferimento. Quest’ultima è una caratteristica veramente ben fatta, perché permette di programmare la propria attività sul simulatore senza dover attendere apposta che la sessione per la quale è stata effettuata la registrazione cominci. KARTKRAFT: STABILITÀ E FLUIDITÀ… NONOSTANTE IL PING Ovviamente il “teletrasporto” da una sessione offline a quella online non è immediato, ma richiede un certo tempo al motore di KartKraft per processare tutto ciò che è necessario per portare a termine l’operazione. Serve un po’ di pazienza, la stessa di cui ci si deve munire una volta tra i cordoli con gli altri piloti: per il momento non possiamo pretendere che scenderemo in pista con avversari al nostro stesso livello, per cui dovremo adattarci a ciò che ci viene proposto. Fortunatamente le collisioni sono disabilitate, per cui non dobbiamo preoccuparci se, per sbaglio, andremo a centrare un altro kart mentre proviamo a siglare il nostro giro più veloce. I nostri rivali, infatti, diventeranno letteralmente trasparenti quando ci andremo addosso, una scelta che può far storcere il naso ma che, onestamente, al momento rappresenta un toccasana per godersi al meglio questa esperienza. Gli sviluppatori hanno preferito concentrarsi su rendere stabile e fluida l’intera architettura online, un obiettivo ampiamente centrato… nonostante il ping: i server, ovviamente, sono australiani, per cui dall’Italia aspettiamoci una latenza nell’ordine dei 150 millisecondi, se non di più. Questo, per fortuna, non influisce sulla nostra prestazione al volante, né sul ritardo nel vedere al tempo giusto e nel momento giusto un altro kart in pista. Un gran bel lavoro, non c’è che dire, che tuttavia per il momento è limitato a sessioni di 20 minuti in cui è possibile esclusivamente… girare. Niente gare o Campionati, ma solo prove libere: più o meno quello che si può fare da soli offline, ma in maniera differente. Perchè essere in pista con altre persone rappresenta sicuramente uno stimolo in più per migliorarsi, e magari per capire perché in quella curva perdiamo un decimo dal pilota più veloce. KARTKRAFT: L’X30 ORA È PIÙ REALISTICO L’ultima volta che avevamo commentato gli sviluppi di KartKraft non avevamo speso parole troppo lusinghiere… Ci sembrava molto più vicino a un gioco che a un simulatore, in grado di replicare il vero comportamento di un kart da competizione a due tempi. Gli ultimi aggiornamenti, invece, ci hanno fatto ricredere: l’X30 ora è molto più vicino alla sua controparte reale e si può guidare, finalmente, per quello che è. Se prima, per affrontare le curve, era necessario ruotare energicamente il volante come su un’automobile, oggi il monomarcia di KartKraft si comporta da vero kart, con input allo sterzo ridotti anche senza andare a toccare il setup di base. Anche il grip offerto in pista è convincente: scordatevi le gomme incollate all’asfalto di Kart Racing Pro (una delle poche pecche che ha…), perché ora l’X30 va guidato con la giusta parzializzazione del pedale dell’acceleratore in percorrenza e in uscita di curva. Sempre se non vogliamo finire in testacoda o, peggio, contro le barriere di protezione. La frenata, invece, necessita secondo noi ancora di qualche ritocco: su un kart monomarcia della categoria KF (come l’X30 di KartKraft) si frena a ruote dritte, fintanto che non si sentono le gomme posteriori che bloccano l’assale al retrotreno. Una caratteristica sapientemente riprodotta in KRP, ma che purtroppo manca sul simulatore del Black Delta Team: quando si arriva in staccata, infatti, si sente poco o nulla di quello che sta facendo il posteriore del nostro kart, che è pronto a perdere aderenza se si esagera quel tantino di più sul pedale del freno. Proprio per il fatto che, in sostanza, siamo di fronte a un telaio di tipo KF, lo stile di guida che si dovrebbe tenere su questo X30 è diverso da quello che, invece, permette la fisica di gioco. Per andare forte bisogna far perdere aderenza al retrotreno, facendolo scivolare verso l’interno curva e mantenere alti i giri motore: questo, in realtà, si faceva con i “vecchi” 100cc ad aria. Non che non sia possibile fare lo stesso nella realtà, ma sta il fatto che i piloti professionisti, in pista, guidano la categoria KF (oggi OK) in un altro modo. KARTKRAFT: IL KZ È SEMPRE UN PICCOLO DEMONIO In ogni caso, l’X30 oggi è sicuramente più realistico di quanto non lo fosse qualche mese fa. Un discorso, tuttavia, che non può essere applicato alla seconda categoria disponibile su KartKraft: la KZ2. Sostanzialmente, sembra che il kart a marce di questo simulatore sia rimasto lo stesso da quando è stato rilasciato: il suo comportamento è troppo, veramente troppo nervoso e se lo si utilizza per andare a caccia del tempo può far spazientire in fretta il suo pilota. In curva il pedale dell’acceleratore si può parzializzare ancora troppo, quando in realtà lo stile di guida di un KZ prevede un utilizzo del gas il più possibile “on-off”, mentre in staccata il freno motore che si ottiene scalando le marce è arrivato a un livello tale che, in alcuni casi, si può frenare solo con questo, senza utilizzare il tradizionale pedale che chiama in causa non solo il disco posteriore, ma anche i due anteriori. Su un KZ vero la frenata è sicuramente diversa da un monomarcia, perché i dischi all’avantreno garantiscono un potere decelerante molto superiore rispetto a quello fornito dal solo disco sull’assale posteriore. In staccata, in ogni caso, la frenata è accompagnata allo stesso tempo dalla scalata delle marce, cosa che se si prova a fare in KartKraft dà come risultato… un comportamento strano, in cui il kart si scompone per lo spostamento eccessivo e repentino della distribuzione dei pesi all’anteriore. In sostanza, per riuscire a guidare il KZ su KartKraft bisogna “dividere” le due fasi, prima frenando e poi scalando le marce dopo qualche secondo. Inoltre la stessa frenata deve essere modulata attraverso la riduzione del potere frenante nelle schermate di setup: in caso contrario, otterremo proprio il comportamento che abbiamo appena descritto, con tanto di bloccaggio delle gomme anteriori come se avessimo impresso la forza frenante necessaria sul pedale di una monoposto. Ultimo punto da “rivedere” in un aggiornamento futuro è quello dell’up-shift: per inserire la marcia successiva su un KZ vero è necessario alzare leggermente il piede dal pedale del gas e, contemporaneamente, tirare verso di sé la leva posizionata al fianco del volante. Su KartKraft questo avviene correttamente… sempre che non cominciamo ad aumentare il nostro ritmo. In questo caso, infatti, ci è capitato frequentemente di sentire il motore “impallato” al limitatore, proprio perché non è stata inserita la marcia successiva nonostante avessimo eseguito la procedura correttamente. È come fosse presente un “blocco” o una sorta di "ritardo", che interviene saltuariamente e senza una logica quando il pedale del gas non viene alzato oltre un certo livello. Sta il fatto che nelle gare reali della classe regina del karting, sia organizzate dalla Federazione che dai Campionati WSK o da quelli nazionali, nessun pilota professionista perderebbe tempo a sollevare l’acceleratore oltre il minimo necessario per innestare la marcia successiva. E per minimo intendiamo veramente… il minimo indispensabile. CONCLUSIONE A conti fatti, quindi, qual è lo stato attuale di KartKraft? Sicuramente il titolo del Black Delta Team è migliorato parecchio dall’ultima volta che l’avevamo provato: l’X30 è sicuramente più vicino al comportamento reale di un kart monomarcia, mentre il multiplayer online che è stato introdotto recentemente è un’aggiunta di grande valore. Al momento si può girare solo in regime di prove libere, ma nel prossimo futuro arriveranno sicuramente altre modalità che aumenteranno ancora di più il divertimento che è in grado di offrire questo simulatore. Per quanto riguarda il KZ… Aspettatevi il solito “demonio” a quattro ruote con cui vi eravate abituati: solo ancora più nervoso e “saltellante”. Provate a girare sull’Atlanta Motorsport Park e poi fateci sapere se non abbiamo ragione!
  23. I primi GP virtuali della MotoGP in questa pandemia scatenata dal Coronavirus si sono rivelati un successo strepitoso, come testimoniato dal numero di appassionati che hanno guardato le gare che hanno preso il via prima al Mugello e poi sul Red Bull Ring austriaco. Per questo motivo Dorna Sports ha deciso di continuare il format, organizzando per il pomeriggio di domenica 3 maggio la terza tappa della serie MotoGP eSports. Questa volta la carovana (virtuale) del Motomondiale si sposterà in Spagna, a Jerez de la Frontera, per dare vita al Red Bull Virtual Grand Prix of Spain. Un appuntamento diverso dai precedenti per due motivi: da una parte per il fatto che i piloti invitati utilizzeranno il nuovo capitolo lanciato il 23 aprile dall'italiana Milestone, vale a dire MotoGP 20, dall'altra perchè la classe regina sarà affiancata dalle due minori, Moto2 e Moto3, per cui a partire dalle 15 di domenica 3 maggio si disputeranno non una, non due... ma ben tre corse virtuali! Stavolta gli highlights delle qualifiche che anticiperanno un pomeriggio all'insegna dell'adrenalina su due ruote saranno trasmessi prima delle gare in questione, che seguiranno lo stesso time-table di un weekend reale. La prima competizione sarà quella della Moto3, seguita dalla Moto2 con cui condividerà la distanza di gara del 35%. A concludere l'evento ci penserà la MotoGP: in griglia ci saranno ben 11 piloti ufficiali, che si daranno battaglia per 13 giri sul circuito Angel Nieto di Jerez. Fan e appassionati potranno seguire le gare direttamente sul sito ufficiale motogp.com oppure sul sito dedicato esport.motogp.com, così come sulle piattaforme social di Dorna Sports relative alla MotoGP (Facebook, Twitter e Instagram). Al termine dell'evento ci sarà una conferenza stampa in cui prenderanno il microfono i protagonisti che sono arrivati per primi al traguardo: alle 17 per quanto riguarda la classe regina, alle 17:30 la Moto2 e alle 18 la Moto3. RED BULL VIRTUAL GRAND PRIX OF SPAIN: LE LINE-UP MOTOGP: Repsol Honda Team: Marc Marquez, Alex Marquez Ducati Team: Danilo Petrucci Monster Energy Yamaha MotoGP: Maverick Vinales Team Suzuki Ecstar: Alex Rins Petronas Yamaha SRT: Fabio Quartararo Pramac Racing: Francesco Bagnaia Reale Avintia Racing: Tito Rabat Red Bull KTM Tech 3: Miguel Oliveira, Iker Lecuona Aprilia Racing Team Gresini: Lorenzo Savadori MOTO2 Red Bull KTM Ajo: Jorge Martin Flexbox HP 40: Lorenzo Baldassarri Italtrans Racing Team: Enea Bastianini American Racing: Marcos Ramirez Beta Tools Speed Up: Jorge Navarro Liqui Moly Intact GP: Marcel Schrotter Aspar Team: Aron Canet Petronas Sprinta Racing: Jake Dixon NTS RW Racing GP: Bo Bendsneyder Sky Racing Team VR46: Luca Marini MOTO3 Aspar Team Gaviota: Albert Arenas Leopard Racing: Dennis Foggia SIC58 Squadra Corse: Niccolò Antonelli Kommerling Gresini Moto3: Gabriel Rodrigo Rivacold Snipers Team: Tony Arbolino Red Bull KTM Ajo: Raul Fernandez Estrella Galicia 0,0: Sergio Garcia Red Bull KTM Tech 3: Deniz Oncu Sterilgarda Max Racing Team: Alonso Lopez BOE Skull Rider Facile Energy: Ricardo Rossi
  24. L'emergenza Covid-19, scoppiata in Italia ed in Europa agli inizi di Marzo, ci ha prima frastornati, poi terrorizzati, infine resi consapevoli che solo con la responsabilità di tutti si sarebbe potuti uscire da quello che, da subito, si è rivelato come un incubo visto fino a quel momento solo nei più classici disaster movie hollywodiani. In questi ultimi giorni, finalmente, dopo quasi due mesi di grandi sacrifici, si incomincia a vedere la luce in fonda al tunnel, anche se bisognerà comunque mantenere ancora alta l'attenzione. Questo Coronavirus sarà ricordato per gli anni a venire e nei libri di storia nei modi più diversi, ma è certo che, per noi appassionati di simulazione di guida, rappresenterà sicuramente quel punto di svolta che si attendeva da un buon decennio. Sarebbe stato certamente meglio se la "svolta" si fosse innescata in modi meno drammatici, ma resta il fatto che le ultime 7 settimane si potranno senza dubbio definire come quelle che hanno cambiato la storia del simracing. Cosa è successo di cosi incredibile nel mezzo di una grande tragedia? La prima conseguenza del Covid-19 è stata quella di chiuderci tutti in casa, non solo quindi noi fans del simracing, ma anche piloti reali, scuderie motorsport ed organizzatori di eventi motoristici reali. Già dopo una settimana di lockdown, intere moltitudini di piloti assatanati ed in crisi di astinenza da pista e velocità, si sono riversati nel mondo della simulazione. In fretta e furia molti si sono dotati di postazione e volante, hanno iniziato a girare online e si sono resi conto sin dai primi giri virtuali che il simracing è si divertimento ed emozione, ma anche e soprattutto passione per il motorsport, realismo e serietà! Come dite ? Lo ripetiamo da anni che il simracing è una cosa seria ? Verissimo, ma l'esperienza negli eventi dal vivo mi ha insegnato che, purtroppo, in tanti casi, fino a quando il pilota non si mette seduto in postazione ed inizia a girare, sfracellandosi immancabilmente al primo giro, gli si possono fare tutte le raccomandazioni del mondo e gli si potranno dare tutte le indicazioni del caso, ma comunque lui penserà più o meno nella sua mente "si dai ok, è pur sempre un giochino...". Ed ogni volta la soddisfazione di vederlo schiantarsi e guardarti un istante dopo con quella faccia come dire " miseria, ma sembra la macchina vera!", non ha prezzo. In queste settimane, molti, tanti (forse tutti?) piloti reali, hanno iniziato a correre al simulatore, forse perchè non avevano altro modo per sfogare la loro passione ed il sim era l'unico modo che avevano per guidare, in tanti casi si sono chiamati fra di loro per sfidarsi ed anche i più scettici non hanno saputo resistere alla sfida lanciata da un collega. Un pilota del resto, reale o virtuale che sia, cerca sempre la competizione, la gara, la sfida e se l'unico modo per riprovare quell'adrenalina è il "volantino" davanti al monitor, sta bene anche quello, devono aver pensato in tanti. Visto poi che di tornare in pista non se ne parla prima dell'estate (se non oltre), mi sta bene anche il sim, devono aver pensato anche i più riottosi della guida virtuale. Molti hanno persino scelto la loro piattaforma preferita, come ha fatto Verstappen con iRacing per esempio e sembra che l'unico che proprio non ne voglia sapere nulla sia un certo Kimi Raikkonen! Negli ultimi 10 giorni si è poi raggiunto il delirio simulativo: dirette streaming affollate di pubblico, come quelle degli amici di Grand Prix TV, piloti di Formula 1 che fondano team esport, con lo scopo di legare reale e virtuale, altri che partecipano a gare e campionati online con delle griglie di partenza che sembrano uscire da un sogno irrazionale, un Charles Leclerc che vive ormai davanti al simulatore trasmettendo in streaming su Twitch da mattina a sera, Lando Norris che, sempre in diretta Twitch, chiama i suoi colleghi invitandoli ad unirsi a lui in pista, fino all'apoteosi raggiunta l'altro ieri... Come potete rivedere da questo divertente video realizzato dall'amico Amos Laurito, ci si trova in pista online con Assetto Corsa Competizione a sfidare un Leclerc, un Pecco Bagnaia, Antonio Fuoco e persino Valentino Rossi, con i simdrivers che danno consigli e fanno persino da coach! Riguardatelo un paio di volte, non è un sogno. I piloti reali sono stati i primi a tuffarsi nel simracing, ma non sono stati gli unici. Gli organizzatori di motorsport hanno infatti capito subito che la simulazione era da sfruttare e non poco, sia per poter dare comunque uno spettacolo "motoristico" ai propri fans e spettatori, a digiuno di motori, ma anche (ed in alcuni casi forse soprattutto...) per accontentare sponsor e partner, che rischiavano di vedere polverizzati gli investimenti fatti ad inizio anno per un motorsport che non poteva accendere i motori. Non importa se virtuale o reale, la pubblicità ragazzi è sempre pubblicità, anzi quella simulata permette persino di andare ad interessare un pubblico totalmente nuovo! I primi a muoversi sono stati gli americani, anche in tandem con iRacing, che in ambito business simulato e pubblicità sono senza dubbio maestri: via quindi a Nascar, Indycar, eventi virtuali trasmessi sui principali network televisivi, gare e campionati in diretta con griglie di partenza da far venire i capelli bianchi... Sognavamo cose del genere da venti anni, le abbiamo avute tutte insieme nelle ultime 4 settimane, tanto da riempire ed ingrassare a dismisura la sezione champs & races di DrivingItalia ! In contemporanea si è mossa persino la Formula 1, all'inizio in modo decisamente maldestro, poi migliorando a poco a poco. La SRO, rinviando anche lei in avanti l'inizio degli spettacolari campionati del GT World Challenge, ha lanciato il campionato virtuale SRO E-Sport con Assetto Corsa Competizione che, tra i piloti reali e virtuali al top che saranno in pista, garantirà sicuramente uno spettacolo almeno pari a quello delle possenti e rombanti GT3 da pista. Il TCR Series ha addirittura deciso di trasformare il suo campionato TCR Europe in una versione totalmente virtuale, mandando in pista tutti i suoi piloti reali e mettendo a disposizione bonus da sfruttare poi nel campionato reale, quando si tornerà in pista! Di fatto oggi non esiste campionato motorsport che non abbia la sua controparte virtuale. Da sottolineare anche il fatto che non solo piloti e promoter si stanno dando terribilmente da fare, anche team, tecnici ed ingegneri sono scesi in pista virtuale: le scuderie premono per far partecipare i propri piloti agli eventi online, i team manager si danno da fare per trovare le migliori sistemazioni possibili, le livree delle vetture vengono realizzate anche in versione virtuale e persino i tecnici e gli ingegneri dei team sono passati dai muretti degli autodromi alle cuffie collegate al PC per sorbirsi le lamentele dei propri piloti ed intervenire a sistemare i setup delle vetture. Anche loro lo hanno dovuto ammettere alla fine: è proprio come la realtà! Sembra poi incredibile che alcuni team, non potendo farlo in pista o in presentazioni stampa super affollate, scelgono proprio il simulatore per presentare la livrea della loro vettura, per di più in anteprima. Come ha fatto per esempio in Assetto Corsa Competizione la scuderia Tempesta Racing: Concludiamo questo sogno simulativo con due parole sul mondo televisivo. Ovviamente tutte le televisioni ed i vari canali, con palinsesti senza più motori da troppo tempo, si sono lanciate come avvoltoi sul simracing. Negli USA sono stati i primi a crederci, trattando il simracing allo stesso modo del motorsport reale, facendo anche investimenti milionari sul settore, per offrire il miglior show possibile. Anche nella vecchia Europa e persino in Italia, hanno iniziato a muoversi ultimamente, con Sky Italia alla quale al momento si può solo contestare di non averci mostrato ancora la Masolin, in una delle tante live da simulatore degli ultimi giorni... Una menzione particolare la merita senza dubbio il progetto Sim-Racing.TV, lanciato da Riccardo Scarlato proprio negli ultimi giorni, che non solo porterà il simracing in prima serata su un canale nazionale in chiaro e seguitissimo come Sportitalia, ma metterà a disposizione dei piloti in pista la possibilità di vincere premi in denaro! Non preoccupiamoci, infine, per quando l'emergenza sarà finalmente finita e si potrà di nuovo uscire di casa, perchè centri di simulazione come i Driving Simulation Center, stanno già lucidando e preparando i simulatori dinamici: la passione per il simracing è ormai esplosa, andremo a sfogarla in compagnia, non solo perchè potremo imparare tanto di più, ma anche perchè avere li di fianco il pilota che batti all'ultima curva è un'emozione più grande della vittoria stessa! Direi che posso chiudere qui, un articolo scritto di getto, di emozione, anche perchè ragazzi sono esattamente 20 anni che io e voi ci CREDIAMO a questo simracing ed in questi giorni vivo costantemente nella paura di svegliarmi.... Nel dubbio mi sono raccomandato con mia moglie: se mi vedi agitarmi nel sonno, girati dall'altra parte!
  25. Non solo competizioni su asfalto: in questo periodo di quarantena forzata il mondo del simracing sta conoscendo il suo momento d’oro, contraddistinto per lo più da competizioni su pista tra Formula 1 e vetture GT. Fortunatamente c’è chi ha pensato anche agli appassionati del tassellato, visto che prossimamente scatterà la controporta “virtuale” della famosissima Targa Florio. Chiamata Targa Florio Rally eSport, si tratta di un’iniziativa nata grazie al Targa Racing Club, in collaborazione con l’Automobil Club Palermo, che prenderà vita dal 3 al 10 maggio su DIRT Rally 2.0, videogioco ufficiale prodotto da Codemasters e disponibile per PC, Xbox-One e PS4. Anche in questo caso, gli organizzatori si sono rimboccati le maniche per garantire agli appassionati e a tutti i piloti interessati di scendere in pista ugualmente, visto che l’evento reale, previsto per il prossimo 7-9 maggio, è stato prontamente rinviato a causa dell’emergenza Coronavirus. Grazie alla Targa Florio Rally eSport, invece, tutti i fan del mondo tassellato potranno rivivere le magiche emozioni della “Cursa”, che avrà un programma di gara basato su due tappe con 15 prove speciali e 130 km competitivi. Come partecipare? Basta accedere alla sezione “Clubs” del sito ufficiale di DIRT Rally 2.0 e cercare il Campionato relativo alla classe in cui si vuole partecipare (R5, R2, R-GT e Gr.A). Di conseguenza si potranno trovare i Campionati "TRGA FLORIO R5" (https://tinyurl.com/Targa-R5), "TRGA FLORIO R2" (https://tinyurl.com/Targa-R2), “TRGA FLORIO RGT” (https://tinyurl.com/Targa-RGT) e “TRGA FLORIO GrA” (https://tinyurl.com/Targa-GrA). Una volta selezionata la categoria dove si vuole correre, la propria richiesta sarà “in attesa di approvazione”, perché l’ultimo passo da effettuare sarà quello di inviare una mail all’organizzazione di questa serie eSport. Per l’appunto, bisognerà scrivere a questo indirizzo indicando il proprio ID (cioè il nome utilizzato in DIRT Rally 2.0), la vettura con cui si intende partecipare, la classe dell’auto e il nome del team in cui si è coinvolti (opzionale). A questo punto sarà sufficiente aspettare la conferma, con la quale si potrà finalmente scendere in pista. La procedura di partecipazione sarà aperta dalle ore 9 del 25 aprile alle ore 18 del 2 maggio: correte a iscrivervi!
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