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  1. I Direct Drive si stanno imponendo come il massimo della tecnologia disponibile nel settore delle basi volante ma questa tecnologia ha sempre avuto costi elevati dato che i servomotori e l'elettronica dedicata sono costosi da realizzare e richiedono molto lavoro di ricerca e sviluppo sia per la parte hardware che quella software. In questo settore si è da poco affacciato Simagic, produttore cinese che punta a un favorevole rapporto qualità/prezzo dei propri prodotti. Simagic Italia (importatore ufficiale) ci ha messo a disposizione per un esaustivo test il suo Direct Drive "entry level" corredato dalla corona GT4 che fa parte dell'ecosistema Simagic composto da corone e altri accessori. È possibile proporre una base Direct Drive di qualità a poco più di 800€? Lo scopriremo in questa recensione. La base Direct Drive M10 Aprendo la bella confezione che contiene la base M10 si ha subito una buona sensazione di qualità, è tutto incastonato in un "cubo" di schiuma espansa(non il solito polistirolo espanso dei volanti più economici). Con un po di fatica estraiamo la base M10 incastonata nel suo alloggiamento, la cosa che salta subito all'occhio è il peso notevole della base che si rivela massiccia pur senza essere ingombrante. Temevamo che essendo un prodotto cinese ci fossero compromessi nella costruzione ma veniamo subito smentiti osservando bene la base, tutto alluminio e carbonio(vero carbonio), il massiccio albero che esce dal motore a cui va collegato il volante è ricavato dal pieno e presenta gli alloggiamenti a sfera del quick release. Il corpo del motore presenta scanalature a "T" per utilizzare il kit di montaggio fornito con la base. Ma non è solo l'esterno che presenta soluzioni di alta qualità, il collegamento fra la corona e la base avviene tramite un sistema wireless quindi per il collegamento della corona non sono necessari cavi, almeno per quanto riguarda le corone Simagic. Se siete curiosi di vedere l'interno della base (noi non ci siamo avventurati nello smontaggio) Barry di Sim Racing Garage ha provveduto a una completissima analisi della meccanica ed elettronica interna della base. Ma come fa un Direct Drive che all'esterno non ha nulla da invidiare alle basi più blasonate a costare così poco? La risposta è nel motore utilizzato, invece di utilizzare un costoso servomotore Simagic ha utilizzato un meno sofisticato, meno potente e meno costoso motore stepper a tre fasi che è già stato impiegato in altre basi di altri produttori. La potenza è di 10Nm ovvero circa la metà dei più diffusi Direct Drive ma superiore alle migliori basi a cinghia. Questo è l'unico compromesso che Simagic ha utilizzato per questa base, vedremo nella parte dedicata al test se il motore limiterà le prestazioni rispetto alle basi Direct Drive dei produttori più affermati. Nella parte frontale è presente un led di funzionamento che indica lo stato della base. La parte posteriore (sempre in fibra di carbonio) ospita il cavo di alimentazione fisso (assicurato tramite un sistema a dado molto robusto che impedisce di strappare il cavo), la porta USB tipo B per il collegamento al PC (purtroppo il Simagic non è compatibile direttamente con le console) e due porte USB tipo A che presumiamo serviranno per i futuri accessori che Simagic deciderà di collegare (sul sito ufficiale sono già comparse le foto della loro pedaliera idraulica). Di fianco alle prese USB è presente un piccolo tasto incassato per il reset della base in caso di malfunzionamento. Curiosamente è presente una griglia per la ventilazione che non ha nessuna ventola, il motore è quindi raffreddato passivamente. La base viene fornita con un alimentatore Meanwell(una sicurezza nel settore degli alimentatori) a 24v che presenta un curioso interruttore a "banana" (tipo quello delle lampade) che funge da kill switch in caso di problemi alla base. Il sistema è economico ma funziona, Simagic ha già comunque presentato il proprio kill switch dedicato. Insieme alla base vengono forniti un set di viti per il montaggio, due staffe che fungono da supporto per il montaggio sulla postazione, un cavo di alimentazione e un adattatore per prese europee. Come per la corona non sono presenti nella confezione manuali di utilizzo che vanno scaricati dal sito dell'importatore italiano, i manuali sono in inglese quindi se non siete pratici della lingua potreste avere qualche difficoltà. La corona GT4 Anche la corona GT4 viene consegnata in una confezione simile a quella della base, anche in questo caso Simagic mantiene la qualità mostrata per la base. Appena estratta la corona dalla confezione si rimane subito stupiti della cura con cui Simagic ha costruito questo volante GT4. La struttura è tutta in alluminio, non solo la parte frontale come avviene per molti volanti, la rigidità è totale, sicuramente questa corona è in grado di sopportare ben più dei 10Nm di questa base e si capisce chiaramente che è pensata per essere montata sulle basi Direct Drive più potenti come la Alpha dello stesso produttore (il volante è adattabile anche alle basi di altri produttori dato che è possibile collegarlo grazie alla porta USB-mini presente nella parte posteriore). Ma la sorpresa avviene quando collegato il volante alla base tramite l'ottimo quick release (ricavato dal pieno di alluminio e anodizzato di un piacevole colore rosso) si nota che gli otto pulsanti (di tipo fenced ovvero protetti dalle pressioni accidentali) sono illuminati. Ma non basta, agendo sul piccolo switch multifunzione nella parte posteriore si entra nella modalità di scelta dei colori, a ogni tasto può essere assegnato un colore diverso fra gli otto disponibili oppure spegnere l'illuminazione singolarmente per ogni bottone. Per chi ama guidare in penombra è sicuramente una funzionalità utilissima, vista solo su alcune corone di fascia altissima di produttori di volanti custom. Sul frontale della corona sono presenti due rotary encoders e due levette a stick a quattro posizioni rotabili quindi gli encoders sono 4 e possono essere assegnati in game a funzioni come cambio mappatura motore, bilanciamento frenata, traction control e via dicendo. Il volante ha anche un led di funzionamento sul retro. Nella parte posteriore del volante non si viene delusi, sono presenti due palette ad attivazione magnetica per il cambio e due pad analogici per la frizione, come sempre tutto alluminio e carbonio, una dotazione che rivaleggia con i volanti più costosi. Nella confezione è anche presente un set di adesivi per personalizzare il volante. Insomma Simagic è riuscita a stupirci con una corona che di "low cost" non ha nulla pur costando meno di molti volanti che non hanno le stesse funzionalità. L'impugnatura è in un tessuto simile all'Alcantara ed è molto confortevole ed ergonomica. Il test Abbiamo potuto provare il Simagic M10 per due settimane, periodo in cui il volante è stato sottoposto a prove sui più diffusi simulatori di guida su due postazioni diverse da due diversi tester in modo da rendere meno soggettiva la prova e per vedere come si comporta il Simagic M10 su postazioni di livello diverso, ovvero una SRC-2 in profilati e una più economica e classica Inside Sim Racing Big. Ovviamente sulla SRC non ci son stati problemi dato che è in grado di gestire la potenza dei Direct Drive più performanti, sulla Inside Sim Racing abbiamo visto qualche flessione ma nulla che influisse negativamente sull'esperienza di guida, quindi anche chi non ha una postazione di alto livello non avrà problemi, ovviamente sconsigliato il montaggio su postazioni economiche. Inoltre le due postazioni sono una vicina all'altra quindi abbiamo potuto passare da una all'altra potendo confrontare l'M10 con un Fanatec Podium DD1 e con una Fanatec V2.5. Eravamo molto curiosi di testare il Simagic, abbiamo anche dedicato parecchio tempo a provare vari settaggi tramite l'intuitivo software di gestione che permette di modificare tutte le impostazioni e i filtri del volante. Siamo rimasti subito piacevolmente stupiti dalla potenza, più che sufficiente per l'utilizzo con auto GT e Formula mentre per chi utilizza auto d'epoca che solitamente richiedono FFB molto aggressivi potrebbe risultare poco potente ma parliamo di casi estremi. L'esperienza di guida si è dimostrata piacevole, molto reattivo e preciso e in gradi di restituire un force feedback piuttosto pulito e che restituisce adeguatamente le asperità della pista e i cordoli. La qualità degli effetti è leggermente inferiore a quello dei Direct Drive più potenti ma ci aspettavamo che vista la minore potenza ci fosse una leggera differenza. In confronto alle basi a cinghia invece si possono apprezzare tutte le qualità di un Direct Drive con una maggiore precisione e una reattività sconosciuta alle basi classiche. Per chi proviene da una base a cinghia è sicuramente un upgrade significativo. Fin qui tutto bene ma la caratteristica principale dei Direct Drive è la fluidità nel comportamento ed è qui che il motore stepper purtroppo mostra i suoi limiti. Avevamo già notato da spento che ruotando il mozzo si notava una strana scalinatura, una specie di susseguirsi di "click"come se la rotazione fosse un susseguirsi di passi invece che una rotazione fluida. A base accesa l'effetto si riduce, probabilmente grazie al firmware di gestione della base ma questa sensazione di scalettatura non scompare mai del tutto, sopratutto guidando con molta sensibilità muovendo leggermente il volante si viene quasi forzati a passare da uno scalino all'altro, la cosa si nota sopratutto muovendo lentamente il volante mentre effettuando rotazioni veloci e decise l'effetto si sente molto meno. Sopratutto passando dal Podium all'M10 si nota molto questa caratteristica del motore. Peccato dato che la fluidità della rotazione è uno dei motivi principali per il passaggio a questo tipo di tecnologia. Niente di cui non si possa convivere ma sicuramente è una caratteristica che si nota e che per chi è abituato ad altre basi Direct drive salta subito all'occhio ma dubitiamo che chi ha già una base Direct Drive passi a una base più economica. Per chi invece proviene da una base a cinghia questo difetto passa in secondo piano rispetto alle altre caratteristiche della base. Per quanto riguarda la corona invece non possiamo che essere soddisfatti in tutto, la quantità di pulsanti ed encoder basta e avanza per gli usi più comuni, il cambio si è dimostrato preciso e con un netto feedback alla cambiata mentre la frizione al volante fa perfettamente il suo lavoro permettendo partenze fulminee dopo un poco di pratica. L'impugnatura si è rivelata confortevole e con il giusto grip e non ci ha stancati anche nelle gare più lunghe dove anche la base non ha mai mostrato cali di potenza o reazioni anomale. Giudizio finale Siamo rimasti subito soddisfatti dalla qualità di base e corona, in questo campo Simagic ha messo in campo il meglio a livello costruttivo tanto da rivaleggiare con la concorrenza più blasonata, sotto questo punto di vista possiamo tranquillamente dire che non rimarrete delusi. Purtroppo il motore utilizzato mostra i limiti della tecnologia con cui è costruito, i motori stepper da sempre danno questa sensazione di scalinatura ma trattandosi di una base "entry level" possiamo capire che ci sia qualche scelta di compromesso, per il resto invece tutte le caratteristiche di un vero Direct Drive sono confermate. La base costa poco più di 800€ quindi quasi 400€ in meno del Podium DD1 e giustifica la scelta di un motore meno performante anche se avremmo preferito che l'effetto scalinatura fosse meno percepibile. Abbiamo dei dubbi invece sulla convenienza del bundle oggetto della nostra prova, il costo di quasi 1400€ rivaleggia con quello dei Direct Drive più performanti, la “colpa” è sicuramente della corona che da sola costa circa 700€. Riteniamo difficile per chi è disposto a spendere una tale cifra voglia poi scendere a compromessi sulla qualità della guida e che farebbe volentieri lo sforzo di spendere poche centinaia di Euro in più per avere il massimo come sensazioni di guida. A nostro giudizio se Simagic offrisse una corona veramente entry level magari usando materiali meno ricercati potrebbe offrire una proposta più equilibrata per chi vuole risparmiare e non pretende il top in ogni settore. Simagic però offre la possibilità di acquistare il solo quick release quindi se avete già la vostra corona preferita il costo della sola base si rivela molto competitivo posizionandola esattamente fra una base a cinghia di alto livello e i Direct Drive costruiti con il servomotore. Su cosa siamo sicuri è che il mondo dei Direct Drive vede l'ingresso di un nuovo produttore in grado di competere con i big del settore grazie a una qualità costruttiva eccellente. Attendiamo con trepidazione il momento in cui potremo provare il modello Alpha che dovrebbe rivelarsi molto competitivo anche come prestazioni globali. Possiamo dunque promuovere il Simagic M10 capendo che per avere un prezzo così competitivo sono state necessarie alcune scelte di compromesso e che comunque per chi proviene da una base classica si tratta di un upgrade di sicura efficacia. N.B. I segni che vedete su corona e base sono dovuti al fatto che questo è un esemplare fornito per i test quindi è stato montato e smontato parecchie volte, ovviamente a casa vi arriverà tutto intonso.
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