Showing results for tags 'formula 1'. - DrivingItalia.NET simulatori di guida Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'formula 1'.

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Generale
    • Annunci Staff
    • OT - Di Tutto Di Piu'
    • Vendo Compro Scambio!
    • Hardware - Software
    • Multimedia
  • Real Racing
    • Real Motorsport Forum
    • Segnalazione Eventi - Raduni
  • Simulazioni Di Guida
    • Sezione DOWNLOAD
    • Setup Public Library
    • Generale
    • Simulatori by KUNOS SIMULAZIONI
    • Simulatori by ISI
    • Simulatori by Reiza Studios
    • Simulatori by Sector3 - Simbin
    • Simulatori by Slightly Mad Studios
    • Formula 1 by Codemasters
    • iRacing Motorsport Simulations
    • Simulatori Karting
    • Rally
    • Serie Papyrus: GPL, Nascar 2003...
    • Live for Speed
    • Serie GPX by Crammond
    • Due ruote: GP Bikes, SBK, GP500 e altri...
    • Console Corner
    • Simulazione Manageriale
  • Online & Live SimRacing
    • DrivingItalia Simracing Academy
    • DrivingItalia Champs & Races
    • Gare
    • Driving Simulation Center

Categories

  • Assetto Corsa
    • APPS
    • Open Wheelers Mods
    • Cover Wheelers Mods
    • Cars Skins
    • Miscellaneous
    • Sound
    • Template
    • Track
  • Automobilista
    • Cars
    • Tracks
    • Patch & addon
  • GP Bikes
    • Skins
    • Tracks
  • GTR 2
    • Car Skin
    • Cover wheel Mods
    • Open wheel Mods
    • Patch & addons
    • Setups
    • Sound
    • Tracks
  • Kart Racing Pro
    • Tracks
    • Graphic Skins
    • Setups
  • netKar PRO
    • Tracks
    • Patch & addons
    • Setups
    • Track Update
    • Cars & Skin
  • rFactor2
    • Official ISI Files
    • CarSkin
    • Cover Wheel Mod
    • Open Wheel Mod
    • Patch & addons
    • Setup
    • Sound
    • Tracks

Categories

  • Software
  • Hardware
  • Simracing Academy
  • Guide - Tutorial
  • Recensioni
  • Modding
  • Addons
  • Web
  • Champs & Races
  • Sport
  • Live events

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

  1. A partire dalle ore 17 di oggi, potremo ammirare in diretta, nel video qui sotto, tutte le novità del prossimo F1 2021, il titolo ufficiale della Formula 1 che sarà disponibile a partire dal 16 Luglio.
  2. Quando la Formula 1 è al gran completo... F1 2021 di Codemasters sarà probabilmente il capitolo del franchise più completo e ricco di sempre. Ci metterà infatti a disposizione modalità inedite come la Braking Point, una vera e propria storia, dalla Formula 2 alla F1, per farci vivere il circus in modo intenso e non mancheranno i contenuti già apprezzati nelle versioni precedenti, come il My Team e la carriera pilota. A tutto questo si aggiunge la tanto richiesta carriera per due giocatori, sia cooperativa che competitiva, ed il nuovo “expert mode”, con opzioni in abbondanza. Su console next-gen, avremo anche caricamenti velocizzati, feature specifiche per il DualSense di PS5 e un pizzico di ray-tracing, anche se non completo, visto che funzionerà solo nei replay e menu, non alla guida. Con la Deluxe edition, inoltre, Codemasters ci offre pure sette avatar virtuali ispirati ai grandi campioni del passato: Schumacher, Prost, Senna, Button, Massa, Rosberg e Coulthard, che potranno persino correre come nostri compagni di squadra. Imperativo: personalizzare La prima cosa che si nota con F1 2021 è quanto il gioco sia maggiormente personalizzabile e regolabile rispetto ai suoi predecessori. Ad eccezione della modalità Braking Point, che sarà un'esperienza lineare, con una trama e una narrazione cinematografica, possiamo praticamente decidere di modificare ogni cosa. Una serie di opzioni consentono di modificare l'esperienza in modalità carriera in modo molto significativo: disattivare le interviste con la stampa, la gestione di ricerca e sviluppo, disattivare la gestione delle strutture, aumentare o diminuire la velocità con cui guadagni consensi, punti risorsa o denaro. Possiamo persino alterare la probabilità che una safety car o un VSC vengano attivate dopo un incidente. Di fatto, agendo su tutti questi parametri, si rende molto più semplice o difficile l'avanzamento della nostra carriera. E' possibile persino alterare il realismo dei trasferimenti dei piloti ! "Abbiamo continuato a lavorare per bilanciarlo ed è difficile perché le persone hanno aspettative diverse e il feedback che riceviamo è stato molto vario", ha affermato il direttore del franchise F1 Lee Mather. “Alcune persone vogliono davvero vedere le mosse più folli dei piloti, i piloti che si muovono regolarmente e vanno in squadre che davvero non ti aspetteresti. Mentre altre persone si aspettano di vedere un'esperienza molto simile alla Formula 1 e questa è un'altra cosa che puoi modificare in modo significativo nelle impostazioni degli esperti. Quindi, ad esempio, se vuoi che il successo di un pilota cambi in modo abbastanza significativo, il che ha un impatto importante sulla velocità con cui si spostano le squadre, questa è un'altra area che puoi modificare. Quindi volevamo dare ai giocatori le chiavi di tutto, aprire la cassetta degli attrezzi e lasciare che le persone modificassero davvero queste cose da sole per ottenere qualcosa di diverso". Anche se tutti i piloti rimanessero nella stessa squadra per sempre, i loro risultati potrebbero variare notevolmente da un salvataggio di carriera all'altro. Tutto dipende dalla nuova valutazione del focus driver, che è influenzata dalle azioni nel gioco. Quasi un gioco di ruolo ambientato nella F1 ! Già F1 2020 ha introdotto valutazioni visibili dei piloti con tutte le statistiche in quattro diverse aree: esperienza, abilità di gara, consapevolezza e ritmo. Questi quattro attributi sono predeterminati da Codemasters e si basano sulle prestazioni reali del pilota. Tuttavia, la nuova valutazione del focus è influenzata solo da ciò che accade in una modalità carriera e agisce come modificatore per le valutazioni del pilota in ogni ambito del gioco. Il pilota completo si preoccupa di tutto... La prestazione di un pilota, la sua prontezza e motivazione, sono influenzate anche dalle decisioni sull'attività del team, dalle risposte alle domande della stampa e, naturalmente, dalle prestazioni in pista. Quindi un pilota, dopo una brutta prestazione in una gara, potrebbe fare ancora peggio nella gara successiva e così via. Allo stesso modo, lodare il tuo compagno di squadra nelle interviste potrebbe essere utile per la vittoria nel campionato costruttori, obiettivo particolarmente importante nella modalità La mia squadra. Giocare con un amico aprirà quindi nuovi orizzonti. Gli amici possono scegliere di correre per la stessa squadra o per squadre diverse e tutte le complessità legate al sistema di acclamazione, alle negoziazioni contrattuali e alla ricerca e sviluppo saranno presenti se scegli di passare attraverso la modalità carriera. Meglio far pratica! Nei precedenti titoli il numero di punti risorsa necessari per aggiornare completamente l'auto erano facilmente calcolabili, ora non è più così, anche se il sistema di aggiornamento della monoposto, con un layout di menu revisionato, è in gran parte simile a come era in F1 2020. Ora sono molto più importanti le sessioni di pratica e l'aggiunta di nuovi potenziamenti di sviluppo che è possibile guadagnare. Per ottenere una spinta allo sviluppo, bisogna completare obiettivi extra mentre si svolge il programma di pratica, come rimanere entro una certa distanza dal ritmo di gara o raggiungere un tempo particolare in uno dei settori. Non manca la nuova opzione di pratica rapida: un minigioco di gestione del tempo in cui ogni programma richiede una certa quantità di tempo per essere completato e ha una percentuale di possibilità di successo e ricompense diverse. L'obiettivo è cercare di ottenere il maggior numero di punti risorsa e potenziamenti di sviluppo durante il tempo limitato delle sessioni di pratica. Ciò significa non solo che ci sono due diverse opzioni su come i giocatori possono affrontare le sessioni di allenamento, ma se si ha successo nell'ottenere regolarmente aumenti di sviluppo, si accelera il tempo necessario per aggiornare la vettura. Replichiamo e cambiamo la stagione reale La modalità di stagione reale è un'alternativa al campionato standard: possiamo partire da qualsiasi weekend di gara che si è svolto nella realtà, scegliere un pilota, ereditare i suoi punti di campionato e tentare di fare meglio. Quando F1 2021 verrà lanciato, il Gran Premio d'Austria sarà il più recente ad essere stato completato, ma di volta in volta saranno disponibili tutti gli altri eventi. Arcade F1? No grazie Già con F1 2020 la Codemasters aveva dimostrato di aver capito che la semplificazione arcade alla guida, per un titolo dedicato al mondo della Formula 1, non era di certo una scelta vincente ed aveva proposto un modello di guida, una dinamica del veicolo ed una fisica assolutamente convincenti. Con il nuovo F1 2021 ci si è voluti spingere ancora oltre di qualche gradino, per la grande gioia di noi appassionati di simulazione ! Se un neofita o chi vuole solo divertirsi potrà farlo semplificando tutto a suo piacimento (col sistema "casual"), è da rilevare il fatto che il sistema di guida è stato rinnovato, ma non stravolto, ora risulta più "naturale" e perfezionato in molteplici elementi. F1 2020 aveva raggiunto un ottimo compromesso tra controllo dell'auto ed i vari sistemi, il 2021 non stravolge quanto avevamo già di buono, ma compie un'opera di affinamento, garantendo una convincente illusione di essere davvero in pista con un bolide straordinariamente complesso e veloce. Sono sempre presenti alcune semplificazioni della realtà, come ad esempio la miscela di carburante che traduce le mappature di motore, ma sono comunque funzionali alla nostra esperienza di simulazione. Si nota in modo netto il lavoro fatto da Codemasters sul modello fisico di relazione tra pneumatici ed l’asfalto, che ora rende obbligatoria una gestione diversa della temperatura delle gomme, un conseguente diverso comportamento in percorrenza di curva e la necessità di tarare in modo preciso i punti di riferimento in staccata. Ora gli sbalzi di temperatura delle gomme non sono incongruenti ed allo stesso tempo il consumo gomme si fa sentire in modo determinante. Strabiliante per esempio, se confrontato col passato, il calo delle prestazioni delle gomme rosse se si esce dalla finestra di utilizzo ottimale ! In F1 2021 risultano fondamentali come nella realtà i cambi di direzione, sia perché i pneumatici vanno gestiti con attenzione, sia perchè i carichi aerodinamici sono molto più efficaci, influenzati persino dal peso del carburante. L’incidenza degli assetti è ora molto più evidente, così come l'alleggerimento della monoposto, dovuto alla perdita di downforce, quando si segue una vettura a distanza ravvicinata. In sostanza quindi, pur concedendosi alcune "leggerezze", si può definire questo F1 2021 senza ombra di dubio un ottimo simulatore di F1. Novità da simracing... Un'ottima notizia, per i simdrivers accaniti, sta nella novità che ora l'ala posteriore, il diffusore, il sottoscocca e le appendici aerodinamiche possono essere danneggiati, con un effetto drastico sulle prestazioni della monoposto, in particolare sulla velocità in rettilineo. Il modello di danno non è però visivamente molto diverso dal passato, nel senso che vedremo comunque solo piccole parti staccarsi da un'alettone, anche dopo contatti pesanti. Con un'impostazione ridotta dei danni solo l'ala anteriore e le gomme possono subire problemi, mentre in modalità standard tutte le aree dell'auto possono essere interessate. Inoltre, in modalità simulazione, l'effetto che il danno dei componenti ha sulle prestazioni è molto più pronunciato. Il tasso di danno dell'auto, impostato su ridotto, standard o simulazione, cambia la velocità con cui la vettura subirà danni a seguito di collisioni. Per capirci: con danni ridotti avremo praticamente auto "fantasma" nel corso del primo giro, con il gruppo compatto. È possibile modificare la frequenza dei guasti ma anche attivare e disattivare sia i guasti tecnici sia i guasti più gravi, meccanici. I guasti meccanici possono affliggerti anche se scegli di correre con componenti molto usurati in modalità carriera. I guasti che non dipendono dal giocatore non sono presenti in F1 2021. "Non ne abbiamo aggiunti altri casuali", ha detto Mather. “Quindi sono sempre influenzati da ciò che stai facendo nella tua esperienza, nello sviluppo, per incidenti o per le gomme ad un certo livello di usura. Abbiamo anche lavorato molto sulla fedeltà visiva di come appaiono le gomme e le forature. Ci sono anche alcune modifiche al modello di danno con alcuni componenti aggiuntivi che possono essere danneggiati e si nota la differenza anche all'interno della fisica". Electronic Arts ci ha messo del suo? F1 2021 di Codemasters era in fase di sviluppo già prima dell'acquisizione da parte di EA, completata solo nel Febbraio di quest'anno, quindi è improbabile che l'editore americano, già conosciuto per le sue serie di giochi sportivi, abbia fatto valere la sua influenza sul simulatore ufficiale F1. "Sia Frank che Andrew Wilson hanno già parlato dell'ottimo rapporto tra EA e Codemasters e di come le diverse culture si adattano magnificamente", ha dichiarato Lee Mather di Codemasters. “Ovviamente F1 2021 era in fase di sviluppo molto prima che si parlasse di questo accordo. Abbiamo un'ottima tabella di marcia per il futuro del gioco e questo è uno dei motivi principali per cui EA era così interessata ad acquisire Codemasters e a lavorare con noi, perché abbiamo grandi piani per il titolo e la partnership consentirà di farli crescere e farli progredire molto più velocemente". I "vantaggi" di una pandemia... Mather ha invece sottolineato il "grande contributo" da parte dei piloti del campionato di Formula 1, che hanno svolto un ruolo più importante nel processo creativo sin dall'inizio del lockdown COVID-19. "Siamo stati in grado di passare molto tempo a discutere con loro", ha detto Mather dei team e dei piloti. “E poiché ciò continua anche ora, stiamo continuando queste discussioni, avendo incontri regolari con loro, stiamo ricevendo feedback incredibili, informazioni su cose di cui tradizionalmente non avevamo una così grande visione. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con le squadre, ma ora vengono da noi regolarmente, volendo avere più input nel gioco. Finora negli ultimi due anni abbiamo ricevuto feedback sul fatto che il modello di maneggevolezza migliora ogni volta, si avvicina sempre di più a quello che si aspettano. Basta guardare George Russell saltare direttamente in un gioco e destreggiarsi come nella sua vettura reale, di fatto possibile solo perché il gioco ora rispecchia molto quello a cui i piloti sono abituati“. F1 2021 uscirà sulle console Xbox e PlayStation attuali e di prossima generazione, nonché su PC, il 16 luglio, con la Digital Deluxe Edition che sarà disponibile tre giorni prima. Molti nuovi filmati e screens sono disponibili in questo topic del forum dedicato.
  3. Ecco in anteprima i primi video in game che ci mostrano in azione il prossimo F1 2021 targato Codemasters. Vi ricordiamo che il gioco sarà disponibile a partire dal 16 Luglio, anche tramite Steam. Altri filmati ed immagini sono disponibili sul forum dedicato.
  4. Codemasters ci svela oggi con un nuovo trailer quali saranno i piloti classici presenti nell'Edizione Deluxe digitale del prossimo F1 2021. Si va da Michael Schumacher ed Ayrton Senna, con un rating di 94, fino a Felipe Massa con un rating di 86.
  5. Il gioco ufficiale in versione mobile della Formula 1, F1 Manager, si è trasformato per la stagione 2021: ora infatti si chiama F1 Clash, ma sempre con il suo stile di simulazione gestionale di F1 sulle piattaforme mobili. I giocatori che hanno già familiarità con il titolo scopriranno che il nuovo F1 Clash funziona sempre allo stesso modo, anche se si notano aggiornamenti visivi in tutto il gioco: una grafica 3D migliorata, modifiche all'aspetto dei componenti del veicolo e una nuova interfaccia "scura". L'aggiornamento 2021 aggiunge le attuali auto e piloti della stagione F1, anche se al momento non è chiaro se l'elenco dei tracciati sarà allo stesso modo aggiornato, visti i frequenti cambiamenti del calendario in questa stagione. I progressi dei giocatori verranno trasferiti dalla stagione 2020, per chi li ha avuti, cosi da poter spendere i punti su piloti e componenti nel negozio del campionato. Corentin Delprat, game director di F1 Clash, commenta: "Abbiamo continuamente migliorato l'esperienza di F1 Clash grazie al prezioso feedback della nostra comunità e ai nostri insegnamenti dalle stagioni precedenti, ma l'ultima stagione è senza dubbio lo sviluppo più entusiasmante sia per il team di Hutch che per i nostri giocatori. Considerato da sempre un titolo competitivo, siamo entusiasti di dimostrare i nostri sforzi per aggiungere ancora maggiore profondità e meccaniche migliorate, rendendo F1 Clash un pacchetto ancora più intenso e gratificante per i fan della Formula 1 ". E' possibile scaricare il nuovo F1 Clash da subito e gratuitamente, sia tramite l'Apple App Store che il Google Play Store.
  6. Il 18 Aprile si è corso ancora una volta il GP di Imola di Formula 1, abbiamo quindi pensato di festeggiare a modo nostro, grazie anche alla collaborazione del modding team Race Sim Studio. Il Race Sim Studio Imola GP by Drivingitalia si corre con Assetto Corsa, 20 piloti in pista all'Autodromo di Imola e con la spettacolare Formula Hybrid 2020: i primi TRE al traguardo vinceranno un buono sconto gratuito per scaricare la nuova Formula Hybrid 2021, tutti gli altri 17 partecipanti vinceranno invece un buono sconto del 15% per la stessa monoposto! Unica semplice regola: per avere diritto ai premi non bisogna essere colpevole di incidente LIVE by Grand Prix TV Dettagli evento: data domenica 2 Maggio ore 21,15 simulatore Assetto Corsa circuito Imola originale vettura Formula Hybrid 2020 iscrizione aperta a tutti, donazione libera posti disponibili 20 con più di 20 iscritti si svolgerà una fase hotlap di prequalifica di 2 giorni prima della gara prove libere 30 minuti qualifica 15 minuti gara 35 minuti + 1 giro 1 pit stop obbligatorio con cambio gomme diretta della gara by Grand Prix TV Potete iscrivervi all'evento direttamente in questo topic sul forum, con il vostro nome, cognome, nickname del forum. Siete pregati di iscrivervi SOLO se siete SICURI di poter partecipare, grazie.
  7. Vi siete mai chiesti quali sono le differenze nella preparazione di un pilota di Formula 1 vero... e di un pilota di F1 virtuale? Bè, oggi vi sveliamo qualche informazione interessante: dopo la vittoria delle F1 Esports Series 2020 con il team Alfa Romeo e il passaggio in Mercedes, l'olandese Jarno Opmeer si è concesso in un'intervista "face-to-face" con il Campione del Mondo in carica Lewis Hamilton, perfezionata dal sito austriaco Sport Business Magazin. I punti principali su cui si è concentrata l'intervista sono essenzialmente tre: sotto il punto di vista dell'allenamento, il pilota britannico nato a Stevenage ha affermato di lavorare "molto con i pesi, stando però attento perchè i piloti di Formula 1 non dovrebbero essere troppo pesanti. Più muscoli significano più peso. Come pilota hai bisogno di un buon sistema cardiovascolare, perché in un Gran Premio hai un battito cardiaco medio di 160-170 battiti al minuto. Ecco perché corro molto. Quando ero giovane avevo molta energia e la sensazione di poter fare qualsiasi cosa. Non avevo un piano di allenamento ma salivo in macchina per vincere. Poi ho sperimentato diverse discipline come la boxe e il muay thai, mentre oggi faccio molto Pilates". Jarno Opmeer, invece, ha affermato di procedere nel verso opposto: "Quando le palestre erano aperte facevo allenamento per l'ipertrofia e molto stretching. In questo momento non posso continuare l'allenamento della forza, quindi mi concentro sullo stretching. Il cardio? Non è così fondamentale, anche se la forma fisica è sicuramente un vantaggio negli Esport professionali. Rispetto a un pilota reale, inoltre, non ho un limite di peso a cui attenermi". Il secondo punto dell'intervista ha preso in considerazione la nutrizione: "Ho deciso di seguire una dieta a base vegetale tre anni fa, magari l'avessi iniziata prima! - ha commentato Hamilton - Non avrei mai pensato che mi sarebbero piaciuti i falafel, l'avocado, la barbabietola o la frutta secca. Da allora il mio livello di forma fisica è migliorato notevolmente. Ero al top anche prima di cambiare dieta, ma i miei livelli di energia erano incoerenti. Anche il mio sonno e la salute in generale sono migliorati. Sono più in forma adesso a 36 anni che a 25". Più tradizionalista la dieta dell'olandese "virtuale" della Mercedes: "Ho mangiato lo stesso tipo di cibo per molto tempo, sempre fresco ed equilibrato. Non mi sembra una dieta, ma più una buona e sana abitudine". L'ultimo argomento si è concentrato sul riposo, fondamentale per ogni buon atleta: "Rilassarsi è fondamentale dopo una competizione - ha sottolineato Lewis - Amo passare il tempo con i miei amici e la mia famiglia. Ma non posso vivere senza adrenalina: adoro tutto ciò che mi fa battere forte il cuore, come lo sci, il paracadutismo, il surf o l'allenamento". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Jarno: "Il sonno è molto importante per la mia performance. Mi prendo anche del tempo per allenarmi duramente e intensamente per gli eSport di Formula 1. Quindi cerco nel miglior modo possibile di bilanciarlo con esercizi di rilassamento ed esercizi all'aria aperta".
  8. Il team di Race Sim Studio mi sorprende sempre: a dicembre scorso mi aveva esaltato grazie alla splendida RSS 1990 V12, che mi ha fatto rivivere la “vecchia” Formula 1 di quando ero bambino, mentre qualche mese prima mi aveva lasciato ancora più a bocca aperta dalla sensazionale Formula Hybrid 2020, una monoposto dal grip esagerato quasi fosse una “macchinina telecomandata”. Me lo ricordo bene quel momento, quando ho provato la prima versione di quella vettura: a Imola, uno dei miei circuiti preferiti, senza toccare nulla nel setup è scesa subito sugli stessi tempi che facevo con la F2004 dopo giri e giri di pratica, mentre al Mugello mi aveva permesso di assaporare l’1’14’’ alto dopo la percorrenza delle Arrabbiate (ma non solo) completamente in pieno a gas spalancato. Chi non l’ha mai provata dovrebbe farlo al più presto (fino al 9 aprile ci sono anche gli sconti di primavera sul sito ufficiale), per poi passare alla nuova nata in casa Race Sim Studio che risponde al nome di Formula Hybrid 2021. Nell’attesa dell’arrivo delle “Wing cars” per la prossima stagione (ricreata con la Formula Hybrid X), il regolamento del Mondiale di Formula 1 2021 ha confermato sostanzialmente quanto visto nello scorso Campionato, portando alla creazione di monoposto simili a quelle del 2020 ma con un leggero incremento di peso (da 745 a 749 kg) e una riduzione del carico aerodinamico del 10% tramite interventi specifici sul fondo, sul diffusore posteriore, sulle appendici laterali e sulle prese dei freni posteriori. Queste sono le uniche, vere, differenze tra le vetture 2020 e quelle di quest’anno… ma come si comporta in pista la nuova creatura del team Race Sim Studio? Iniziamo con il dire che la qualità costruttiva della Formula Hybrid 2021 è sempre ai massimi livelli: il modello 3D è stato completamente ridisegnato e ora porta in dote un nuovo sound a livello di motore e una nuova fisica, che hanno richiesto complessivamente uno sviluppo pari a più di 1000 ore di lavoro. Appena si sale a bordo un’altra grande novità è il volante sponsorizzato da Rexing, azienda europea specializzata in equipaggiamento da simracing e che, di fatto, ha replicato il suo Rexing Formula Wheel con scocca in fibra di carbonio, impugnatura in gomma poliuretanica, pulsanti e paddle shift dalla massima qualità e, dulcis in fundo, quello splendido display digitale da 4,3’’ capace di fornire tutte le informazioni utili al pilota. Passando alle sensazioni che mi ha fornito durante il test, la nuova Formula Hybrid 2021 ha mantenuto a grandi linee il comportamento della monoposto precedente, confermandosi come una delle vetture dal maggior grip meccanico offerto in curva. La fedele aderenza al nuovo regolamento della massima serie automobilistica, tuttavia, la rende leggermente più lenta della sua erede, oltre che più difficile da guidare quando si comincia a raggiungere il suo limite. La downforce ridotta viene a galla ogni qualvolta si tenta di dare full gas in uscita di curva, dove bisogna prestare attenzione a non esagerare se non si vuole intraversare la vettura per mancanza di grip al posteriore. Sulla 2020 tutto questo non succedeva e ciò si traduce in un gap prestazionale di circa 1 secondo tra le due monoposto in pari condizioni da qualifica. Al Mugello, nell’ultima versione della Hybrid 2020, sono stato capace di scendere fino all’1’15’’1 lasciando il setup praticamente di base, mentre con la 2021 non sono andato oltre l’1’16’’ basso. Ad alta velocità, inoltre, sulla nuova creatura firmata Race Sim Studio si nota una leggera tendenza al sottosterzo che sul vecchio modello mancava, e che di fatto porta la 2021 di nuovo con i “piedi per terra” dopo le performance stellari della versione dello scorso anno. A conti fatti, quindi, la nuova Formula Hybrid 2021 può essere vista come un “passo indietro” rispetto alla 2020? Cronometro alla mano certamente sì, ma anche per quanto riguarda il comportamento generale della vettura quando si inizia a spingere veramente forte: qui si notano tutte le differenze sostanziali tra i due modelli, circoscritte a una mancanza di carico aerodinamico (e quindi di grip con l'asfalto) che rende la guida più difficile e più vicina a tante altre single-seaters presenti nel mondo del simracing. Ciò non toglie, tuttavia, il divertimento che è in grado di offrire: l’unico accorgimento è quello di non pensare di essere sulla “vecchia” 2020 ma di godere delle sue performance per quelle che sono, senza troppi giudizi o paragoni. Niente più sensazione da “macchinina telecomandata” quindi, ma forse è anche meglio così… Per commenti e discussioni fate riferimento al topic sul forum dedicato, nel quale potete anche trovare uno skins pack completo per installare le livree della stagione 2021 della Formula 1.
  9. Il primo Gran Premio della stagione 2021 della Formula 1 si fa sempre più vicino, ma oggi Liberty Media ci presenta in video quello che sarà l'ultimo circuito del calendario mondiale, ovvero il tracciato cittadino di Jeddah Street Circuit, in Arabaia Saudita. La particolarità del video, visto che la pista non c'è ancora nei titoli F1 di Codemasters, sta nel fatto che per realizzarlo è stato utilizzato Assetto Corsa e la monoposto Formula Hybrid 2020 creata dal modding team Race Sim Studio!
  10. VELOCIPEDE

    Cosa aspettarci dalla Ferrari nel 2021

    Alle ore 14 del 10 marzo è stata svelata, direttamente dalla casa di Maranello, la nuova Ferrari SF21, la monoposto che parteciperà al campionato del mondo durante il 2021 e che dovrà tenere alto il nome della casa italiana durante l'intero campionato, con il categorico obiettivo di fare decisamente meglio rispetto alla scorsa stagione. Facciamo un breve recap di come si era conclusa l'annata precedente: Charles Leclerc, ora primo pilota ferrarista, ha infatti concluso il 2020 con soli 98 punti, a circa duecentocinquanta punti di distacco da chi si è laureato campione del mondo, Lewis Hamilton. L'annata disastrosa, più che dai punti anche totalizzati da Vettel, è ben esemplificata da quello che si è visto nella classifica costruttori: la Ferrari ha infatti concluso la stagione al sesto posto in classifica, dietro a Renault e Racing Point, soltanto una manciata di punti più avanti a una monoposto che sulla carta partiva con ambizioni inferiori come AlphaTauri. Insomma, anche il miglior sito di scommesse sportive non può non prospettare un sensibile miglioramento della scuderia italiana nel corso del 2021, nonostante i veri cambiamenti si vedranno dal 2022 con la sostanziale modifica dei regolamenti che si vedranno dalla stagione successiva. I diversi difetti della SF1000 sono stati il focus su cui hanno lavorato per tutto l'inverno i tecnici Ferrari. Se Mercedes e Red Bull partiranno un passo avanti a tutti gli altri, l'obiettivo della squadra diretta da Mattia Binotto sarà quello di chiudere il gap quantomeno con McLaren (che avrà il motore Mercedes), Aston Martin e Alpine. Si è lavorato a lungo sulla power unit, sullo smussamento dei fianchi della monoposto e sul suo profilo per aumentare la velocità di punta (uno degli aspetti maggiormente sofferti dalla Rossa durante la scorsa annata) e ridurre al massimo la resistenza.
  11. Ha una livrea sfumata che "guarda alle sfide del futuro senza dimenticare le proprie radici e i propri valori" la SF21, la monoposto della Scuderia Ferrari che è apparsa oggi per la prima volta in pubblico e affronterà la stagione 2021. “Il posteriore richiama l’amaranto della primissima Ferrari, la 125 S – racconta il Team Principal Mattia Binotto –, man mano che ci si avvicina all’abitacolo, però, sfuma nel rosso contemporaneo che ha contraddistinto le nostre annate più recenti. Questa per noi è la stagione delle tante sfide e attraverso la livrea ripartiamo visivamente dalla nostra storia ma, al tempo stesso, ci proiettiamo nel futuro”. La monoposto numero 67 costruita a Maranello per competere nella massima competizione automobilistica è un’evoluzione della SF1000 dello scorso anno, come dettato dai regolamenti che, imponendo di mantenere lo stesso telaio del 2020, hanno limitato in molti ambiti le possibilità di modifica. La SF21 è stata pertanto sviluppata in tutti gli aspetti consentiti dalle norme: dal motore – completamente nuovo – all’aerodinamica, fino al retrotreno dove sono stati impiegati i due gettoni di sviluppo consentiti per questa stagione. La SF21 farà il proprio debutto assoluto in pista domani in Bahrain nel cosiddetto Filming Day, una sessione di 100 km pianificata allo scopo di raccogliere immagini per partner e media. Ad alternarsi alla guida sarà la coppia di piloti più giovane della Scuderia Ferrari dal 1968 a questa parte, formata Charles Leclerc e Carlos Sainz. Il 28 marzo, quando la stagione prenderà il via, la loro età media sarà infatti di 25 anni e tre giorni. I due saranno poi impegnati nell’unico test pre-stagionale del 2021: tre giornate sulla pista di Sakhir nelle quali si avvicenderanno sulla monoposto. Laurent Mekies Racing Director “Tra i nostri due piloti c’è un’energia molto positiva: Carlos ha passato molto tempo in fabbrica e si sta integrando con la squadra molto rapidamente. Charles, invece, conosce il team perfettamente: sa cosa vuole ed è anche molto consapevole del ruolo che ha nella squadra, dentro e fuori dalla macchina. In questi mesi invernali abbiamo visto due ragazzi molto affiatati e questo non può che far bene a tutto il gruppo”. Enrico Gualtieri Direttore Power Unit “La stagione passata ci ha restituito un verdetto in pista chiaro che per noi motoristi è stato il punto di partenza. È da questa consapevolezza, unitamente alla nostra passione, alle competenze nostre e dei nostri partner tecnici, che nasce la power unit 065/6 per il campionato 2021. Abbiamo seguito un approccio sistemico, lavorando con tutti i reparti insieme, la progettazione, la simulazione, lo sviluppo, la pista, nel cercare tutte le opportunità di miglioramento. Insieme ai colleghi del telaio abbiamo lavorato tanto sul layout della power unit, per cercare di rendere il più efficace possibile il progetto complessivo della vettura. Sul motore a combustione interna abbiamo operato per aumentare il grado di efficienza termica del motore stesso, anche grazie al contributo del nostro partner Shell, che ha portato un vantaggio stimabile in oltre un decimo di secondo di tempo sul giro. Stiamo inoltre sviluppando il sistema ibrido e la parte elettronica, cercando di rivederne tutte le componenti per ottimizzarle. Tutto questo in una stagione nella quale le ore di sviluppo al banco della power unit sono state ulteriormente ridotte”. Enrico Cardile Direttore Telaio “Quando abbiamo affrontato il progetto della SF21 ci siamo trovati da subito a scegliere su quale area della vettura concentrare la nostra attenzione per un cambiamento radicale. Abbiamo scelto la parte posteriore, realizzando un nuovo cambio e delle nuove sospensioni. Questo, in aggiunta al lavoro svolto insieme ai colleghi della power unit, ha permesso di ottenere un retrotreno molto più rastremato. Anche il sistema di raffreddamento è stato oggetto delle nostre attenzioni. Abbiamo aumentato l’autorità del radiatore centrale e disegnato una carrozzeria più “downwashing”. L’aerodinamica è stata una delle aree impattate dalle modifiche regolamentari volte a ridurre la capacità di sviluppare carico verticale, a salvaguardia dell’integrità dei pneumatici. Per questo motivo, quando abbiamo cominciato lo sviluppo aerodinamico della vettura ci siamo dati due obiettivi: aumentare il carico aerodinamico perso con i regolamenti e ridurre il drag. La parte anteriore della vettura ha ricevuto interventi meno radicali per via del regolamento. Quindi abbiamo sviluppato una nuova ala anteriore, che lavora in accoppiamento con un naso di nuovo concetto, ma telaio e sospensioni sono quelli della SF1000″. [Fonte Scuderia Ferrari]
  12. E' di queste ore una notizia che ha dell'incredibile: Take Two Interactive (che ha tra le sue sussidiarie 2K Games, 2K Sports e Rockstar Games) sarebbe molto vicina ad acquisire lo studio inglese Codemasters per una cifra che si aggira intorno al miliardo di dollari, precisamente 973 milioni stando a quanto riportato dall'agenzia Reuters. Secondo l'agenzia di stampa britannica venerdì scorso Take Two avrebbe fatto un'offerta informale da circa 740 milioni di sterline a Codemasters, che tramite il suo CdA ha dichiarato che se l'offerta dovesse tramutarsi in un'offerta ufficiale consiglierebbe agli azionisti di accettarla. Take Two, come riportato da VGC in una nota ufficiale, crede di poter portare ampi benefici a Codemasters, che potrebbe sfruttare la catena di distribuzione globale di T2, e l'esperienza di 2K nel publishing, nello sviluppo del prodotto e nell'espansione del brand. Inoltre l'unione di Codemasters e Take Two porterebbe all'unione dei due portfolio, con il genere racing di Codemasters che ben si sposa con la sussidiaria 2K Games. Codemasters come saprete ha la licenza esclusiva per la produzione di videogiochi relativi alla Formula 1, e recentemente ha acquisito Slightly Mad Studios e i diritti del FIA World Rally Championship. Cosa ne pensate di questa probabile acquisizione?
  13. Formula 1 Virtual Grand Prix Sono stati annunciati numerosi piloti per l'evento di apertura della seconda serie di Virtual Grand Prix di Formula 1, con il duo Williams F1 George Russell e Nicholas Latifi e la riserva Red Bull Alex Albon in testa al roster dei nomi noti. Latifi e Russell, vincitore della serie inaugurale Virtual GP del 2020, sono gli unici due piloti reali sulla griglia 2021. La stagione partirà domenica al Red Bull Ring. Sarà in pista anche Albon, cosi come Jeffrey Herlings, pilota olandese di motocross sostenuto dalla Red Bull, che ha vinto il titolo MXGP 2018. La Renault sarà rappresentata da due dei suoi junior, Oscar Piastri e Christian Lundgaard. Anche la Ferrari ha optato per una formazione juniores, ma mentre il pilota di Formula 2 Marcus Armstrong è un nuovo arrivato, lo stesso non vale per Arthur Leclerc. Pietro Fittipaldi, che ha rappresentato Haas per gran parte della stagione passata e ha sostituito l'infortunato Romain Grosjean nel team di F1 reale nelle ultime due gare della stagione, farà nuovamente parte della formazione virtuale di Haas, affiancato dal fratello, sponsorizzato dalla Ferrari, Enzo Fittipaldi. Stoffel Vandoorne tornerà in Mercedes, al suo fianco troveremo l'italiano ex F1 Vitantonio Liuzzi. Infine, l'unico che pilota non è, Thibaut Courtois, portiere del Real Madrid e della nazionale belga. Dopo l'apertura del 31 gennaio in Austria, la serie Virtual GP 2021 continuerà il 7 febbraio prima di concludersi la domenica successiva. La nuova stagione presenta un formato rivisto, in cui i professionisti degli eSport qualificano le auto per la gara, e il campionato a squadre che punta ad un premio di beneficenza. NASCAR Pro Invitational Series La Nascar Pro Invitational Series basata su iRacing, che ha visto i piloti del mondo reale in pista virtuale nel corso della pandemia, è stata rinnovata per un nuovo programma di 10 gare nel 2021. La competizione si svelerà in anteprima nel prossimo fine settimana, con un focus sulle nuove piste in calendario. Le gare saranno trasmesse su NBC e probabilmente anche su Fox. Non ci meravigliamo, visto che la Pro Invitational Series è stata un successo immediato sul canale Fox, con star del passato e del futuro che si univano in pista ai piloti attuali. Il quattro volte campione Jeff Gordon e la leggenda della serie Dale Earnhardt Jr erano tra le stelle al simulatore. "Dopo il successo del Pro Invitational dello scorso anno, siamo orgogliosi che i nostri partner di NASCAR, FOX e i team di gara considerino la serie come parte integrante delle loro strategie di marketing e coinvolgimento dei fan per il 2021", ha affermato Steve Myers, produttore esecutivo di iRacing. "È ancora più soddisfacente che il settore si sia riunito attorno alla nostra piattaforma non solo come la più autentica ricreazione dello sport, ma anche come uno strumento formidabile per aiutare a far crescere il pubblico di NASCAR e generare entrate per rafforzare l'intero ecosistema". Tim Clark, Senior Vice President e Chief Digital Officer della NASCAR, ha aggiunto: "Il successo della nostra eNASCAR iRacing Pro Invitational Series è stato sottolineato da uno sforzo a livello di settore per intrattenere i fan durante i primi mesi della pandemia globale. Quest'anno il Pro Invitational tornerà con un programma di gare infrasettimanali che colmeranno il divario tra le nostre gare del mondo reale ogni fine settimana." I piloti che gareggiano nella serie devono ancora essere annunciati. Formula E Nel 2020, nella "Race at Home Challenge", i piloti di Formula E della stagione 2019/20 hanno gareggiato l'uno contro l'altro online mentre simracer e piloti ospiti hanno preso parte a gare separate "Challenge Grid". Stoffel Vandoorne è stato il campione dei piloti FE e Kevin Siggy il campione dei Simracer, con Siggy che ha vinto un test drive su una vettura Gen2 di Formula E. La Formula E ha quindi deciso di ripetere l'esperienza anche quest'anno, anche se le gare reali riprenderanno: il Formula E Accelera sarà il campionato virtuale del 2021. Ancora una volta su rFactor 2 e con un test in un'auto Gen2 in premio per il campione, ma questa volta c'è anche un montepremi di € 100.000. I piloti di Formula E del mondo reale di questa stagione avranno la propria gara in due dei sei round - che saranno filmati durante l'apertura della stagione a Diriyah il prossimo mese e trasmessi più avanti - ma l'obiettivo principale questa volta è sui simracer professionisti. Questo sarà un sollievo per alcuni nel paddock, visto che la maggior parte dei piloti di Formula E reali ha dovuto essere "persuasa" a prendere parte alla Race at Home Challenge nel 2020. Non dimentichiamoci che la passata stagione sarà ricordata più che altro per le circostanze dell'improvviso e controverso licenziamento di Daniel Abt da parte di Audi, scoperto ad "imbrogliare" con un simdriver al suo posto in pista! In generale lo scetticismo dei piloti professionisti sul valore delle gare è stato alimentato da mancanza di motivazione generale e alla fine tradotto in una mancanza di serietà da parte di molti in pista. Tutto è stato confermato da diversi incidenti nelle gare. Tuttavia, non mancano già le polemiche anche per quest'anno, riguardo al come è stata messa insieme la line-up per la nuova serie incentrata sulla simulazione. Il meccanismo di qualifica e scelta dei piloti è stato infatti abbastanza astruso, con Accelerate - sponsor di Formula E - che a conti fatti ha assegnato il "sedile" direttamente a ben 21 piloti. Quella distribuzione dei posti ha infastidito quelli che hanno cercato di guadagnare un posto in griglia, compreso il pilota della Red Bull Esports Frederik Rasmussen, che è stato uno dei pochi fortunati. Rasmussen è stato il più veloce nelle qualificazioni hotlap ed è passato alla fase successiva insieme a Erhan Jajovski e all'ex pilota eSport AlphaTauri Manuel Biancolilla. Alla particolarità della Formula E virtuale sarà il fatto che tutti coloro che prendono parte a tutte le otto gare del campionato hanno la garanzia di ottenere una parte del premio in denaro di € 100.000. Naturalmente i simdrivers messi fuori gara per far posto a qualche "guest star" non l'hanno presa per niente bene... Per quale motivo la Formula E non ha scelto la strada intrapresa ad esempio dalla Porsche Esports Supercup che ha organizzato gare All-Star separate per consentire a influencer e star di gareggiare tra di loro? A livello di simulazione sono stati fatti invece importanti passi in avanti: un recente aggiornamento di rFactor 2 ha aggiunto la modalità di attacco e le zone di attacco sui circuiti di Formula E, che non erano presenti lo scorso anno per gli eventi Race at Home Challenge. Insieme a ciò, anche la gestione dell'energia dovrà essere considerata dai piloti. Modificata anche l'auto e la fisica dei pneumatici per le auto del 2021, il che significa che la gestione degli pneumatici sarà molto più importante di quanto non fosse in precedenza. Speriamo però che non si segua la strada del 2020 per quanto riguarda i danni, troppo permissivi, alle monoposto, indulgenza che ha portato a molti incidenti controversi in pista, inclusi quelli che hanno coinvolto alcuni dei piloti più performanti nel campionato reale. Infatti le gare con i sim driver erano più pulite, come ci si aspetterebbe da alcuni dei piloti più talentuosi su rFactor 2.
  14. Il 2020 è ormai alle spalle e in vista dell’inizio del nuovo campionato i tempi sono maturi per tirare i bilanci definitivi in ordine alla stagione da poco conclusa. Dopo una fase iniziale caratterizzata da gare virtuali sui simulatori, con i piloti che hanno tenuto compagnia ai fan sfidandosi su titoli come Assetto Corsa Competizione e RFactor, a partire da giugno la F1 ci ha regalato emozioni a non finire nonostante le prestazioni di una delle Ferrari peggiori di sempre. Il 2020 ci lascia in eredità la convinzione che George Russell sia già uno dei più veloci in griglia, con il britannico che in sostituzione di Lewis Hamilton ha rischiato di vincere la gara d’esordio in Mercedes e ha annichilito il compagno di scuderia Valtteri Bottas. La F1 2020: una stagione che comunque verrà ricordata Come tutti gli appassionati di Formula 1 sicuramente sapranno, l’anno passato il calendario è stato fortemente condizionato dall’emergenza sanitaria che ha imperversato e imperversa tuttora a livello globale. Liberty Media e la F1 sono state quindi costrette a organizzare una competizione quasi interamente sul suolo europeo andando a riscoprire circuiti splendidi come Portimao, Mugello e Imola che, però, difficilmente rivedremo nel prossimo futuro. Ora, nella speranza che nel 2021 vada tutto liscio, l’attenzione è già rivolta al prossimo campionato in cui la Mercedes si presenta nuovamente come la squadra da battere, anche se la sensazione è che Max Verstappen e la Red Bull abbiamo sensibilmente accorciato il gap che li separava dalle Frecce d’Argento. Dato per certo da diversi mesi, a oggi non è ancora giunta l’ufficialità del rinnovo tra Lewis Hamilton e la Mercedes e la sensazione è che il tira e molla messo in scena dal sette volte campione del mondo stia facendo perdere la pazienza alla casa di Stoccarda. Nel caso in cui le parti non dovessero giungere a un accordo, le Frecce d’Argento virerebbero sul talentuoso britannico George Russell che, come detto, ha già dimostrato di potersela giocare alla pari con i migliori del circus. Il giovane britannico è stato sicuramente una delle più belle e gradite sorprese di questa stagione appena trascorsa e la sensazione è che se il prossimo anno dovesse sedere su una Mercedes davvero potrebbe portarsi a casa il titolo mondiale al suo esordio su una vettura competitiva. All’11 di gennaio, secondo le scommesse sportive di Betway, a quota 1,50, le Frecce d’Argento sono infatti nuovamente le favorite per la vittoria del campionato costruttori, con buona pace di tutte le dirette inseguitrici che, forse, potranno sperare di tornare al successo solo a partire dal 2022. Il mercato piloti che ha rivoluzionato la F1 A partire dal 2022 ci sarà il tanto atteso cambio regolamentare la cui entrata in vigore, originariamente prevista per il 2021, è stata posticipata per i motivi che tutti conosciamo. Quasi tutte le scuderie, tuttavia, non hanno atteso il nuovo regolamento, ma hanno deciso di cambiare subito e di affidarsi a nuovi piloti. In casa Ferrari il tedesco Sebastian Vettel ha ceduto il sedile a Carlos Sainz, con il tedesco che a sua volta è stato ingaggiato dalla ex Racing Point, ora Aston Martin, e avrà come compagno di scuderia il giovane canadese Lance Stroll. Daniel Ricciardo lascia invece la Renault dopo due stagioni e va in McLaren a fare compagnia a Lando Norris. La stessa Renault, che dall’anno prossimo si chiamerà team Alpine e che avrà come Team Principal Davide Brivio in arrivo dalla Suzuki di MotoGP, si affiderà invece all’esperienza di Fernando Alonso e alla gioventù di Esteban Ocon. Il compagno di Max Verstappen in Red Bull sarà invece Sergio Pérez, con il messicano che dopo aver rischiato di restare appiedato avrà a disposizione un’auto dal grande potenziale. Il figlio d’arte Mick Schumacher e il russo Nikita Mazepin saranno invece i nuovi piloti del Team Haas che ha deciso di chiudere l’esperienza pluriennale con Magnussen e Grosjean che, a dire la verità, non hanno mai convinto del tutto. In casa Alfa Romeo, invece, tutto resterà invariato e anche nella prossima stagione i due piloti a bordo delle monoposto della casa italiana saranno il nostro Antonio Giovinazzi e l’eterno Kimi Räikkönen. Dopo mesi di meritato riposo, la F1 si prepara a riaccendere i motori e non vediamo l’ora di scoprire chi alla fine riuscirà a portarsi a casa l’ultimo titolo dell’era del motore ibrido.
  15. Un nuovo ed imperdibile video tutorial pubblicato da Scott "Driver61" Mansell, ci mostra questa volta i 5 "segreti" dei piloti di Formula 1 per riuscire ad andare più forte in pista! Dalla tecnica del trail - braking, passando per la ripartizione di frenata, fino alla visione panoramica del tracciato, tutte tecniche che possono aiutarci in modo incredibilmente efficace anche alla guida del nostro simulatore preferito.
  16. Anche in questo anno difficile condizionato dall'emergenza Coronavirus, il Mondiale di Formula 1 2020 è ormai vicino alla sua conclusione: questo fine settimana, infatti, andrà in scena l'ultima prova della stagione, quel Gran Premio di Abu Dhabi che dal 2009 definisce il “gran finale” del Campionato destinato alle monoposto più veloci del mondo nella cornice del bellissimo, quanto complicato, circuito Yas Marina. YAS MARINA: L'APOTEOSI DEL LUSSO Questa pista è frutto dell'impegno del noto architetto tedesco Hermann Tilke, posizionata sull'Isola Yas a 30 minuti di distanza dalla città di Abu Dhabi: la prima volta che il Circus della Formula 1 è giunto in questa parte del mondo è datata 2007 in occasione del “Formula One Festival”, quando venne annunciato il GP locale grazie a un contratto che avrebbe preso il via a partire dall'edizione 2009. Da questo momento cominciarono i lavori per la costruzione del circuito, affidata alla compagnia Aldar Properties che è stata anche protagonista del vicino parco tematico dedicato alle quattro ruote, del Ferrari World, del parco acquatico e di tutte le strutture alberghiere circostanti, contraddistinte da un livello qualitativo di assoluto pregio. Tra i vari aiuti stanziati per completare l'opera in tempo per il Gran Premio del 2009 bisogna sottolineare anche la presenza della ditta americana Musco Lighting, la stessa che ha lavorato all'impianto di illuminazione del circuito di Losail in Qatar. Allo stesso modo anche lo Yas Marina di Abu Dhabi ha ricevuto dei potenti fari in grado di far correre le vetture del Circus, attivi dalle 17 in poi in modo da creare una gara in partenza con il sole... ma con il tramonto sotto la bandiera a scacchi. YAS MARINA: ATTENZIONE ALLE TEMPERATURE Lungo 5.554 metri, il circuito Yas Marina di Abu Dhabi può contare su 21 curve e tre rettilinei principali, per un layout cittadino caratterizzato da tante pieghe a gomito che lo rendono un tracciato prevalentemente “stop&go”. La grande prevalenza di ripartenze da bassa velocità, inoltre, fanno sì che il grip meccanico offerto dalle gomme Pirelli rivesta un ruolo particolarmente importante, assieme a quello della downforce curata attraverso l'inclinazione degli alettoni anteriori e posteriori (ma non solo). In termini di assetto, la pista di Abu Dhabi richiede tanta stabilità in accelerazione, quindi i team dovranno optare su dei setup a carico aerodinamico intermedio in grado di dare il meglio di sé sia in curva... che in rettilineo, dove conta raggiungere allo stesso tempo delle velocità di punta decisamente elevate. Particolare attenzione dovrà essere posta all'evoluzione della pista, dal momento che sia le qualifiche che la gara si terranno all'imbrunire: questo significa che l'asfalto subirà un consistente abbassamento delle temperature, dovuto anche al fatto che il Gran Premio si terrà a metà dicembre anziché a fine novembre come nelle scorse stagioni; questo fattore, di conseguenza, comporterà delle modifiche importanti alle monoposto per raggiungere tempi degni di nota. Le temperature più basse abbasseranno il grip a disposizione dei piloti, i quali dovranno stare attenti anche a modulare con precisione le frenate: l'azionamento del pedale del freno per 11 volte al giro ha fatto sì di donare a questa pista il massimo grado di severità da parte dei tecnici Brembo, che hanno individuato ben 970 kg di pressione in un singolo passaggio per una decelerazione media di 4,6 g. La frenata più impegnativa? Sicuramente quella di curva 8, che sancisce la fine del rettilineo più lungo dove si può azionare l'ala mobile: qui si decelera bruscamente da 338 km/h a 83 km/h nell'arco di 125 metri e in un tempo inferiore ai 2,6 secondi, per una pressione sul pedale del freno di 186 kg e un picco di decelerazione negativa di 5,6 g. Ultimo punto da considerare è la disponibilità delle gomme P Zero della Pirelli: la Casa della P Lunga metterà a disposizione le C3 White Hard, le C4 Yellow Medium e le C5 Red Soft, le quali saranno fortunatamente soggette a un minor degrado in ottica gara rispetto a quello visto su altre piste del Mondiale. Il motivo? La minor abrasività dell'asfalto e la bassa velocità media in curva, che renderanno meno incisive le forze G laterali impresse sulle monoposto. YAS MARINA: LA HALL OF FAME DI ABU DHABI Come abbiamo detto il Gran Premio di Abu Dhabi ha iniziato la sua carriera nel calendario del Circus iridato a partire dall'edizione 2009, vinta da Sebastian Vettel quando ancora correva con i colori della Red Bull. Il pilota tedesco ha poi bissato questo suo primo successo anche l'anno successivo e nel 2013, lasciando spazio a Lewis Hamilton nel 2011 e a Kimi Raikkonen nel 2012. Con il cambio di regolamento e l'inizio dell'era turbo-ibrida, tuttavia, è stata la Mercedes a diventare davvero imbattibile sullo Yas Marina di Abu Dhabi, alternando alla vittoria i suoi piloti di punta: Hamilton qui ha vinto nel 2014, nel 2016 e nelle ultime due edizioni, mentre Nico Rosberg e Valtteri Bottas hanno conquistato il gradino più alto del podio rispettivamente nel 2015 e nel 2017. C'è da dire che il figlio del grande Keke, ad Abu Dhabi, ha battuto il suo compagno di squadra strappandogli il Mondiale 2016, nonostante un primato di successi (5), pole position (5), podi (8) e punti (211) che vedono il rivale britannico il pilota da battere anche per la gara di questo fine settimana. Lo stesso dominio è firmato dalla sua squadra, il team Mercedes AMG Petronas, con l'unica eccezione per i giri veloci, detenuti da Sebastian Vettel (quattro) e dalla Red Bull (quattro). A questo punto non ci resta che lasciarvi alla visione della guida al circuito di Abu Dhabi, curata nel video dedicato qua sotto: buona visione!
  17. Il Mondiale di Formula 1 2020 è ormai giunto alle battute finali: con i Titoli Piloti e Costruttori assegnati rispettivamente a Lewis Hamilton e alla Mercedes, il Circus iridato è pronto a sbarcare in Bahrain, dove questo fine settimana prenderà vita il tradizionale Gran Premio locale seguito il prossimo weekend da una “seconda tappa” in successione come accaduto quest’estate, per esempio, con le gare a Silverstone. BAHRAIN INTERNATIONAL CIRCUIT: IN MEZZO A DUNE E SABBIA Come per il circuito di Istanbul, anche quello del Bahrain è stato progettato dal famoso architetto tedesco Hermann Tilke, in questo caso per rispondere alla volontà del principe Salman bin Hamad Al Khalifa di portare la F1 in questa parte del mondo. La sua costruzione è costata circa 150 milioni di dollari ed è stata ultimata giusto in tempo per il Gran Premio inaugurale della stagione 2004. Posizionato al centro del deserto, questo tracciato soffre molto spesso dell’entrata in pista della sappia soffiata dal vento, il che compromette la gommatura del tarmac soprattutto durante le prime prove libere del venerdì. Per ovviare a questo problema gli organizzatori utilizzano uno speciale spray adesivo, con il quale si riesce a preservare l’asfalto per far girare in sicurezza le monoposto. Come in altri progetti di Tilke, anche il Bahrain International Circuit (conosciuto con il nome di circuito “Sakhir” per la località in cui è stato posizionato nella capitale Manama) dispone di più layout destinati a categorie diverse dalla Formula 1: oltre alla configurazione GP, infatti, è disponibile quella da Endurance (6.299 metri per 24 curve) e quella chiamata “Outer Circuit”, più breve e veloce come la “Paddock Circuit” e la “Oasis/Inner Circuit”. BAHRAIN GRAND PRIX: LA STORIA DELLE EDIZIONI DAL 2004 Il Gran Premio del Bahrain è entrato ufficialmente nel calendario iridato dalla stagione 2004 e ha proseguito la sua attività fino al 2010. Nel 2011, invece, non è stato disputato, mentre dal 2012 vi si corre regolarmente come una delle prime gare della stagione (Campionato 2020 a parte). Nella prima edizione è stato Michael Schumacher a conquistare il gradino più alto del podio, mentre nelle due successive lo scettro è passato nelle mani di Fernando Alonso, su un circuito leggermente rinnovato con una curva 4 più larga. Con lo spostamento del GP d’Australia nel 2006, il circuito Manama in Bahrain è diventato gara inaugurale e nel 2007 è stato il primo tracciato a essere nominato dalla FIA Institute Centre of Excellence grazie agli elevati standard di sicurezza e alla capacità del personale addetto all’organizzazione. Nel 2009, invece, la direzione dell’autodromo ha iniziato la collaborazione con la società @bahrain per sviluppare l’area intorno alla pista, contraddistinta da strutture per gli affari, per l’intrattenimento e per l’educazione. Nell’edizione 2010, al fine di celebrare i 60 anni della Formula 1, la FIA ha deciso di utilizzare il layout Endurance, più lungo e articolato. Quella dell’anno successivo, invece, è stata prima posticipata e poi definitivamente annullata a causa di alcune proteste anti-governative: il Gran Premio del Bahrain, quindi, è tornato in calendario nel 2012 (dal 2014 in notturna) e ha proseguito la sua corsa fino ai giorni nostri, con una doppia edizione 2020 che vedrà sia la gara “tradizionale” che quella sul layout “Outer Circuit” da 3.543 metri e 11 curve, in programma il prossimo fine settimana del 4-6 dicembre come Gran Premio del Sahkir. BAHRAIN INTERNATIONAL CIRCUIT: ANALISI DELLA PISTA Il circuito Manama del Bahrain nel layout Grand Prix misura 5412 metri ed è una pista che alterna tratti veloci a settori molto più lenti: sul rettilineo principale le monoposto moderne possono sfruttare il DRS per toccare punte di velocità prossime ai 330 km/h prima di affrontare curva 1, una svolta a destra a bassa percorrenza che poi prosegue in leggera salita. Si tratta di un punto complesso da affrontare, alla pari di quello che poi prosegue in direzione di curva 4 contraddistinto dall’essere in pendenza negativa. Gli altri punti che metteranno alla prova i piloti di F1 sono quelli di curva 9 e 10, sempre luogo di frequenti bloccaggi in staccata, quello di curva 13, che termina dopo un altro tratto in salita, e l’ultimo settore in cui sono presenti curva 14 e 15, da affrontare con precisione prima di lanciarsi verso il rettilineo principale. Per quanto riguarda il setup, le monoposto dovranno sfruttare un assetto da medio-alto carico aerodinamico che dovrà tenere conto di diversi aspetti: innanzitutto la necessità di spingere al massimo l’efficienza dei flussi in rettilineo per raggiungere delle top speed elevate, associata alla problematica dell’evidente consumo delle gomme nei punti di trazione, dove queste sono maggiormente sollecitate. Anche le numerose frenate condizioneranno la situazione, così come l’efficienza della power unit in termini di temperature e consumo di carburante a causa delle caratteristiche ambientali della pista. In termini di gomme, la Pirelli porterà le mescole P Zero White hard C2, P Zero Yellow medium C3 e P Zero Red soft C4, che dovranno fare i conti con un asfalto parecchio abrasivo e dall’elevato degrado termico. Tra avantreno e retrotreno saranno le coperture posteriori le più sollecitate, quindi difficilmente vedremo una gara con un solo pit-stop. BAHRAIN GRAND PRIX: LA HALL OF FAME Dall’edizione 2004 il Gran Premio del Bahrain ha incoronato vincitori diversi piloti, tra i quali un certo Sebastian Vettel capace di mettere in cassaforte ben quattro vittorie nelle due stagioni 2012-2013 con la Red Bull e in quelle più recenti del 2017-2018 con la Ferrari. Lo seguono Fernando Alonso e Lewis Hamilton con tre successi ciascuno, capaci di mettersi dietro Felipe Massa e anche Michael Schumacher, in vetta solamente nell’edizione inaugurale del 2004. Sempre Vettel detiene il maggior numero di pole position (3), mentre in fatto di giri veloci è il connazionale Nico Rosberg a guardare tutti dall’alto al basso con tre “fastest lap” all’attivo. Lewis Hamilton, invece, è il pilota che ha raggiunto più volte il podio (otto alla pari di Kimi Raikkonen) e quello con più punti in assoluto (165 contro i 148 di Sebastian Vettel). Per quanto riguarda i Costruttori, la lotta è tutta tra Ferrari e Mercedes: la squadra del Cavallino spicca per numero di vittorie (sei), giri veloci (cinque) e podi (14), mentre il reparto corse della Casa tedesca domina la scena per le pole position (cinque) e per i punti conquistati nelle diverse edizioni dal 2004 ad oggi. Ora, invece, è il momento del nostro hotlap con F1 2020: ecco qua tutti i consigli forniti direttamente da Codemasters!
  18. Vi siete mai chiesti che cosa sono quelle "scie bianche" che si formano sull'ala posteriore di una vettura da Formula 1? Ve lo spieghiamo in breve: si chiamano vortici aerodinamici e servono a generare downforce utile per far rimanere la monoposto attaccata a terra, oltre a rallentarla durante le fasi di frenata e decelerazione. Si tratta di una tecnologia mutuata direttamente dal settore aeronautico, e in particolare da uno degli aerei da trasporto più famosi della storia: il Concorde. Non ci credete? Allora date un'occhiata al video qua sotto!
  19. Giulio Scrinzi

    F1 2020 – Guida al circuito: Imola

    A una sola settimana dal GP del Portogallo sul circuito di Portimao, il Mondiale di Formula 1 2020 è pronto a tornare subito in pista per il prossimo appuntamento previsto dal calendario: dopo 14 anni di assenza tornerà sotto i riflettori il mitico Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, che darà vita a quel Gran Premio dell’Emilia-Romagna che diventerà, di fatto, la terza tappa italiana della stagione dopo quelle di Monza e del Mugello. Una pista tra le più amate da piloti e appassionati, che in questi anni è stata costantemente utilizzata dal Mondiale Superbike e che ha ospitato per l’ultima volta le monoposto più veloci del mondo solamente nel 2006, anno in cui il grande Michael Schumacher regolò i conti con il rivale Fernando Alonso che aveva vinto nell’edizione dell’anno precedente. AUTODROMO DI IMOLA: IL PROGETTO DEL “PROTOTIPO CONI” La storia dell’Autodromo di Imola inizia nel lontano 1946, quando nel Comune emiliano prese vita l’idea di costruire un circuito “al di là del Santerno” nella zona di monte Castellaccio, composto da una nuova strada al fianco del fiume imolese che congiungesse i due ponti esistenti, quello della via Emilia e quello di viale Dante. Il progetto piacque subito e in breve tempo fu costituito l’Ente Sport e Turismo Imola, società che avrebbe coordinato la realizzazione e la gestione della pista. Inizialmente lungo 3,8 km, il nuovo Autodromo fu allungato fino a 5 km al fine di incontrare le nuove regole internazionali per gli sport motoristici, per un progetto approvato ufficialmente dal CONI il 27 ottobre del 1949, a cui seguì nel 1950 la decisione di costruire in parallelo il primo impianto permanente per gare motoristiche. Da quel momento in poi il circuito di Imola fu soprannominato, oltre che “pista del Santerno”, anche Prototipo CONI. AUTODROMO DI IMOLA: COSTRUZIONE E INAUGURAZIONE Con tutti i dettagli al loro posto, il 6 marzo del 1950 venne dato il via ufficiale ai lavori di costruzione del circuito: il percorso, della lunghezza complessiva di 5.017 metri da percorrere in senso antiorario, fu ricavato collegando le strade preesistenti al fianco del fiume Santerno con vie di comunicazione costruite ad-hoc… inizialmente aperte anche alla circolazione stradale. Nonostante ciò, dopo due anni e 150mila ore di lavoro l’Autodromo di Imola finalmente fu completato: il 19 ottobre 1952 avvenne la prima inaugurazione da parte di Umberto Masetti in sella alla sua Gilera e dai piloti della Ferrari al volante di una 340 Sport, mentre il 25 aprile 1953 fu il turno del “battesimo ufficiale” con due gare motociclistiche valevoli rispettivamente per il Campionato italiano 125 e 500 (Gran Premio CONI) e per quello della classe 250 (Gran Premio Città di Imola). Il debutto internazionale, invece, avvenne esattamente un anno dopo con la prima edizione della Coppa d’oro Shell, una gara motociclistica ideata da Checco Costa per le classi 250, 350 e 500 destinata a diventare la più importante competizione a due ruote degli anni ‘50 e ‘60. Contestualmente avvenne anche l’inaugurazione internazionale per le vetture da corsa: il 20 giugno 1954 fu organizzata la Conchiglia d’oro Shell organizzata per le vetture Sport di classe 2000, vinta da Umberto Maglioli su Ferrari 500 Mondial. AUTODROMO DI IMOLA: GLI ANNI D’ORO DEL MOTOCICLISMO Nonostante il grande esordio sia per le due che per le quattro ruote, l’Autodromo di Imola nei suoi primi anni fu sottoutilizzato, soprattutto per il fatto che le sue strade erano ancora aperte al pubblico. Questo problema fu risolto solamente a metà degli anni ‘60, quando gli organizzatori riuscirono a trasformare l’impianto in un circuito permanente chiuso alla viabilità ordinaria con tribune e box finalmente a disposizione per team e piloti. Con questi presupposti, nel 1969 il circuito sulle rive del Santerno ospitò per la prima volta una gara valevole per il Campionato del Mondo di motociclismo: stiamo parlando del Gran Premio delle Nazioni, vinto, tra gli altri, da Phil Read su Yamaha nelle classi 250 e 350 e da Alberto Pagani su Linto nella categoria regina, la 500. Questo evento segnò l’ingresso di Imola nelle competizioni a due ruote, soprattutto di tipo “endurance”, che sarebbero state organizzate negli anni ‘70 dopo alcuni importanti lavori di ammodernamento per limitare la velocità media sul giro. Prima fu il turno della Variante Bassa, utile a rallentare le percorrenze prima del traguardo, poi quello della Variante Alta, voluta per spezzare il ritmo in vista della Rivazza. Con questa configurazione l’Autodromo, ora rinominato in onore di Dino Ferrari – figlio del “Drake” scomparso negli anni ‘50 – ospitò nel 1972 la 200 Miglia di Imola, un evento vinto nella prima edizione da Paul Smart sulla Ducati 750 “Freccia d’Argento” e proseguito fino a quella del 1985 dove trionfò Eddie Lawson su una Yamaha di cilindrata 500cc. AUTODROMO DI IMOLA: GLI ANNI DELLA FORMULA 1 Nel frattempo, su pressione di Enzo Ferrari, l’Autodromo di Imola si stava avvicinando a grandi passi verso i primi Gran Premi titolati di Formula 1. I diversi sopralluoghi dell’Associazione dei Costruttori e dei Piloti assieme a quelli dell’allora direttore sportivo della Ferrari, Roberto Nosetto, spinsero gli organizzatori del circuito a modernizzarne diversi settori al fine di aumentare la sicurezza generale. Tra le modifiche apportate bisogna citare l’inserimento della famosa chicane che spezzava le Acque Minerali, l’ampliamento delle vie di fuga, l’edificazione della mitica Torre Marlboro, delle nuove tribune e dei box, a cui si aggiunse successivamente anche il completo rifacimento dell’asfalto. Con questi presupposti l’era della F1 a Imola iniziò ufficialmente il 16 settembre del 1979, quando prese vita quel Gran Premio Dino Ferrari vinto da Niki Lauda su Brabham – Alfa Romeo a cui seguì la prima edizione valida per il Mondiale del 1980 con il nome di Gran Premio d’Italia. Dal 1981, tuttavia, questa denominazione tornò all’Autodromo di Monza, mentre quello di Imola venne inserito ufficialmente nel calendario come sede del Gran Premio di San Marino. Molte sono state le edizioni che contraddistinsero questa gara… anche se una in particolare sarà ricordata per sempre dagli appassionati: stiamo parlando di quella del 1994, caratterizzata da un weekend “nero” in cui morirono Roland Ratzenberger nelle qualifiche del sabato e il grande Ayrton Senna nella gara di domenica, schiantandosi a tutta velocità contro la curva del Tamburello. AUTODROMO DI IMOLA: IL FUTURO DEL CIRCUITO Quanto successo nell’edizione del 1994 spinse gli organizzatori dell’Autodromo di Imola a porre in essere consistenti modifiche al circuito posizionato sulle rive del Santerno al fine di renderlo più sicuro. Il Tamburello innanzitutto venne sostituito da una chicane più lenta, mentre la curva Villeneuve, dove si schiantò Ratzenberger con la Simtek-Ford, fu rivista con un’ulteriore variante. Toccò poi alle Acque Minerali, caratterizzate da due curve veloci verso destra e non più dalla precedente chicane, alla Rivazza e alla Variante Bassa, ridefinita proprio nel punto in cui, al venerdì, andò a muro (senza conseguenze) il brasiliano Rubens Barrichello. Dopo quel Gran Premio la stessa Formula 1, inoltre, si assunse la responsabilità di modificare le vetture per renderle più lente, oltre ad esortare i circuiti di tutto il mondo di definire delle nuove linee guida per ottenere una maggiore sicurezza una volta in pista. In ogni caso, il Circus iridato continuò l’appuntamento di San Marino fino al 2006, per poi interrompere la collaborazione perché l’Autodromo necessitava di ulteriori ammodernamenti che non sarebbero arrivati in tempo per disputare le successive edizioni. Oltre a questo sorsero motivi organizzativi ed economici, che convinsero gli organizzatori ad interrompere momentaneamente ogni competizione per recuperare gli standard di sicurezza voluti dalla Federazione Internazionale. Grazie all’intervento dell’ingegner Hermann Tilke fu ricostruita interamente l’area dei box (di cui oggi sopravvive esclusivamente l’ex Torre Marlboro), mentre la storica Variante Bassa è stata eliminata in virtù di due tratti rettilinei connessi tra di loro. Il ritorno del Mondiale Superbike su questa pista, avvenuto per l’edizione 2009, ha reso necessario la creazione di una seconda configurazione destinata alle moto: su richiesta della FIM fu quindi realizzata una Nuova Variante Bassa, ricavata a metà del rettilineo principale con lo scopo di spezzare il ritmo fuori dall’ultima curva. Il layout originariamente previsto, invece, è utilizzato tutt’oggi per le competizioni delle vetture GT e prototipi, oltre che per le monoposto delle serie minori… e della massima espressione dell’automobilismo, che tornerà quest’anno grazie all’attesissimo Gran Premio dell’Emilia Romagna. AUTODROMO DI IMOLA: TUTTI I DATI UTILI Nella configurazione attuale l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è lungo 4,909 km e presenta 19 curve, che a tutti gli effetti suddividono la pista in due parti fondamentali: la prima, molto veloce, e la seconda, più tecnica e contraddistinta da alcune chicane che spezzano il ritmo tra i vari rettilinei presenti sulle rive del Santerno. Le più famose? Quella del Tamburello subito dopo il rettilineo principale, la Villeneuve prima della Tosa, la Piratella che poi conduce alle Acque Minerali tutte in compressione, la Variante Alta che poi punta in discesa verso le due Rivazza e, infine, la “Variante Bassa”, che nella configurazione utilizzata dalla Formula 1 è in realtà un tratto rettilineo unico da percorrere in pieno. Grazie all’impressionante grip offerto dalle gomme P Zero portate dalla Pirelli, che per questo weekend saranno le C2 White Hard, le C3 Yellow Medium e le C4 Red Soft, sul circuito di Imola team e piloti potranno optare per una configurazione da medio-basso carico aerodinamico, utile a sfruttare i numerosi tratti rettilinei che garantiscono una percorrenza sul dritto di circa 50 secondi su un giro completato in poco meno di 1 minuto e 20 secondi. Per quanto riguarda l’analisi delle frenate, Brembo ha categorizzato Imola come una pista con indice di difficoltà pari a 3 (su 5): la stretta sede stradale e le numerose varianti che lo caratterizzano gli hanno fatto ottenere di diritto il soprannome di “piccolo Nurburgring”, dove i piloti di F1 sfrutteranno gli impianti frenanti per soli 9 secondi e mezzo ogni giro (l’equivalente del 13% su l’intera distanza del Gran Premio). Ciò significa che i freni giocheranno un ruolo fondamentale… fino a un certo punto, perché utilizzati in sole 8 curve e mai per un tempo superiore di 1,9 secondi in ogni staccata. La più difficile da affrontare? Sicuramente quella della Rivazza 1 in arrivo dalla Variante Alta: qui le monoposto arrivano a 309 km/h rallentando fino a 145 km/h in soli 96 metri, per una decelerazione di 1,62 secondi e 5,6 g che richiede un carico sul pedale del freno di ben 137 kg. AUTODROMO DI IMOLA: I NUMERI DEL GP DI SAN MARINO L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è storicamente conosciuto per aver ospitato nel tempo il Gran Premio di San Marino, seconda gara tricolore nel calendario iridato ufficialmente riconosciuta dal 1981 fino al 2006. Tra le curve di questa splendida pista sono stati molti i Campioni che hanno saputo raggiungere il gradino più alto del podio: il più vincente è il tedesco Michael Schumacher, capace di mettere in bacheca ben sette vittorie tra cui l’ultima del 2006 ai danni di Fernando Alonso, seguito da Ayrton Senna e da Alain Prost a parimerito con tre successi ciascuno. Come Costruttori, invece, la Ferrari e la Williams primeggiano con otto vittorie ciascuno, mentre come motoristi la Scuderia del Cavallino condivide il primato con i francesi della Renault. Ora, come in ogni nostro appuntamento, è giunto il momento di dare spazio al nostro tradizionale hotlap virtuale... stavolta curato dal noto YouTuber SimRacing604, che ha dato il meglio di sé sui 4.909 metri di Imola al volante della splendida Formula Hybrid 2020 realizzata dal team Race Sim Studio. Buona visione!
  20. Giulio Scrinzi

    Qual è il segreto di Lewis Hamilton sul bagnato?

    Fino al GP di Germania dell'anno scorso e dall'inizio dell'era turbo-ibrida, Lewis Hamilton è l'unico pilota ad aver vinto praticamente ogni gara del Mondiale di F1 che si è disputata in condizioni da bagnato. Certo, ha sempre guidato monoposto vincenti... ma quando c'è la pioggia di mezzo, le prestazioni in un certo senso si livellano ed è merito prevalentemente del pilota riuscire a stare davanti ai propri avversari per transitare per primo sotto la bandiera a scacchi. Come ha fatto, quindi, l'attuale leader della Classifica iridata a vivere un periodo così dominante nella storia della massima serie automobilistica? Una domanda che trova risposta grazie all'accurata analisi di Scott Mansell, pilota e coach britannico oltre che YouTuber con il suo canale "Driver61": buona visione!
  21. Il Mondiale di Formula 1 è iniziato nel peggiore dei modi per le Ferrari. In realtà fin da inizio anno, nonostante qualcuno ci sperasse, erano in pochi a credere che la Ferrari potesse ambire al titolo. Adesso scommettere che la Ferrari possa arrivare sul podio è diventato qualcosa di davvero audace, quasi come fare un all-in nel poker in una partita in un casinò online. Lo strapotere delle Mercedes del resto è risultato evidente fin dalle prime giornate di mondiale, dove Hamilton e Bottas hanno iniziato a vincere senza mai fermarsi. Il primo posto nella classifica costruttori è diventato ormai qualcosa di impossibile da raggiungere tuttavia ci sono ancora delle possibilità che possono portare la Ferrari all'ultimo gradino della classifica costruttori. La classifica piloti: Ferrari fuori dal podio Nella classifica piloti, la Ferrari potrebbe arrivare sul podio con Leclerc solo con un drastico miglioramento delle prestazioni dell'autovettura e un'incredibile serie di errori da parte di Verstappen (in terza posizione). Il distacco però è così grande che riteniamo non sia possibile una cosa del genere. In questo momento nelle prime due posizioni si trovano i due piloti Mercedes: Hamilton e Bottas, seguiti da Verstappen in terza posizione con la RedBull. Charles Leclerc si posiziona in questo momento in 8 posizione a pari punti con Lance Stroll della Racing Point. Vettel invece in tredicesima posizione con soli 17 punti nelle prime gare del mondiale. Sembra davvero incredibile questo rendimento sotto la media delle Ferrari. In molti auspicano ad un cambio di marcia nella seconda parte di stagione. La classifica costruttori: obiettivo terza posizione Se per la classifica piloti sembra che non ci sia niente da fare per salire sul podio, qualcosa potrebbe cambiare per la classifica costruttori. In questo caso le Mercedes e la RedBull si sono già assicurate la prima e la seconda posizione. Tra loro e le altre compagine c'è un vero e proprio abisso. Per la terza posizione lottano diverse squadre, come: Racing Point, McLaren, Renault, Ferrari. La Ferrari in questo momento è posizionata in 6 posizione, con 74 punti. La Racing Point in terza posizione ha 119 punti. In circa 30 punti quindi sono condensate ben 4 squadre. Per salvare una stagione a tratti disastrosa la Ferrari deve provare a strappare la terza posizione del podio nella classifica costruttori. Per far questo è fondamentale che Vettel ritorni a fare punti con continuità e che Charles Leclerc riesca ad avvicinarsi al podio sempre con più frequenza. Gli ingegneri della Ferrari dovranno fare del loro meglio per fornire ai piloti una vettura che sia competitiva. Non ci resta che vedere quel che accadrà nella seconda parte di stagione. [Contributo redazionale esterno]
  22. A due settimane di distanza dal secondo successo stagionale di Valtteri Bottas in Russia, il Mondiale di F1 2020 è pronto a scendere nuovamente in pista: la prossima tappa iridata sarà davvero importante, a dir poco iconica, perché il Circus iridato tornerà sul mitico circuito del Nürburgring, che è stato sede del Gran Premio di Germania per l’ultima volta nel 2013. Una pista che fa parte di quel complesso tracciato in cui è presente anche il leggendario Nordschleife da oltre 20 km, soprannominato “The Green Hell” e oggi sede privilegiata della gara d’endurance di 24 Ore destinata alle vetture della classe Gran Turismo. NÜRBURGRING: IL PIÙ DIFFICILE CIRCUITO DEL MONDO La storia del Nürburgring inizia nei primi anni del XX secolo, quando i progettisti tedeschi ebbero l’idea di dare un forte slancio al mondo delle corse in Germania. Questo doveva avvenire attraverso la costruzione del “più difficile circuito al mondo”, che avrebbe dovuto collegare idealmente i paesi di Adenau, Nürburg e Müllenbach nella regione dell’Eifel. L’inaugurazione della pista avvenne nel 1927: il complesso costruito era composto dal Nordschleife (anello nord) di 22,810 km, con ben 172 curve all’attivo, e dal Sudschleife (anello sud), un circuito più piccolo di 7,747 km situato a ridosso dell’abitato di Müllenbach e utilizzato soprattutto per gare di categorie minori. Entrambi i tracciati si caratterizzavano per curve molto diverse tra loro a seconda di raggio, inclinazione e pendenza, il che li rendeva in alcuni tratti estremamente pericolosi. Il Nürburgring entrò nel calendario di Formula 1 già nell’anno del debutto con il nome di “Gesamtstrecke”, che contraddistingueva l’unione del Nord e del Sudschleife per un totale di 28,265 km. Dal 1931, invece, la massima serie automobilistica gli preferì il solo Nordschleife, mentre quello completo fu destinato ad ospitare le gare di durata. NÜRBURGRING: L’INCIDENTE DI LAUDA E LA FINE DI UN’ERA Con l’ufficializzazione del Campionato di Formula 1 nel 1950, il Nürburgring Nordschleife fu confermato come la sede privilegiata per il GP di Germania, che si disputò quindi su questa pista fino al 1976. Quella fu l’ultima stagione per la pista tedesca, a causa del gravissimo incidente di cui fu protagonista Niki Lauda: l’austriaco, nei pressi della curva Bergwerk, perse improvvisamente aderenza e andò a sbattere contro il guard-rail di protezione. A causa dell’urto la sua Ferrari prese fuoco e rimbalzò in mezzo alla pista, con lui bloccato all’interno dell’abitacolo. Solamente l’intervento di alcuni colleghi, tra cui il nostro Arturio Merzario, gli salvò la vita, ma questo portò alla decisione di trasferire definitivamente il GP di Germania sulla pista tedesca dell’Hockenheimring. NÜRBURGRING: LA NASCITA DEL GP-STRECKE Nonostante ciò, i proprietari del Nürburgring non si diedero per vinti: la volontà era avere di nuovo dalla propria parte la Formula 1 e questo li portò a costruire una nuova pista, che avrebbe preso il posto del mitico Nordschleife per tutte le tipologie di competizioni. Il suo nome? GP-Strecke: la sua inaugurazione avvenne nel 1984 e in poco tempo tornò nel calendario del Circus ospitando il GP del Lussemburgo e il GP d’Europa. Successivamente venne stipulato un accordo commerciale tra AVD e ADAC, i rispettivi proprietari dei circuiti di Hockenheim e del Nürburgring, al fine da alternare il Gran Premio di Germania sulle due piste. Per questo motivo il GP-Strecke ha ospitato la Formula 1 nel 2009, nel 2011 e nel 2013, con la pista rivale sugli scudi negli anni pari. Con l’avvento dell’era turbo-ibrida, tuttavia, è rimasta solamente Hockenheim come unica sede di questa gara, che però quest’anno vedrà il ritorno del Nürburgring in versione GP con l’appuntamento dell’Eifel. NÜRBURGRING: TUTTI I DATI PER IL GP DI DOMENICA Il Nürburgring in versione GP-Strecke è lungo 5,148 metri e presenta in totale 15 curve, delle quali 9 a destra e 6 a sinistra. Il Gran Premio dell’Eifel di domenica impegnerà i piloti di Formula 1 per ben 60 giri, con una distanza totale da percorrere di 308,617 km. Rispetto ai circuiti corsi in precedenza, questo avrà una velocità media sul giro particolarmente bassa e molto vicina ai 211 km/h dell’Hungaroring, il che costringerà i team ad adottare assetti da medio-alto carico aerodinamico per le loro monoposto. Un giro di pista al Nürburgring inizia sul rettilineo di partenza e arrivo ubicato in corrispondenza del rettifilo del vecchio Sudschleife, dove è possibile utilizzare il DRS e che termina con una staccata che successivamente porta verso un primo settore molto tecnico e lento chiamato “Mercedes Arena”. Qui conterà prevalentemente il grip meccanico offerto dalle gomme, che poi dovranno vedersela con un T2 decisamente più veloce e filante dove spiccano le due S, da percorrere in pieno, nominate in onore di Michael Schumacher. L’ultima parte di pista è contraddistinta dal rettifilo ADVAN, dove si potrà utilizzare nuovamente l’ala mobile, e dalla staccata NGK, che poi porta verso l’ultima curva e verso la bandiera a scacchi. Tornando sul tema delle gomme, la Pirelli porterà le mescole intermedie della sua gamma, vale a dire le C2 Hard, le C3 Medium e le C4 Soft, mentre per quanto riguarda i freni la Brembo ha classificato il Nürburgring con un livello di difficoltà di 4 su 5. Nonostante l’impianto frenante sia chiamato in causa per soli 12,2 secondi a giro, il suo utilizzo è praticamente massimizzato in 9 delle 15 curve del circuito, con una decelerazione media di 4,3 g. La staccata più impegnativa? Sicuramente quella di curva 1, dove le vetture rallenteranno da 338 a 111 km/h in soli 2,32 secondi e 118 metri, con una forza da applicare sul pedale di 135 kg e un picco di decelerazione di 5,4 g. Ma attenzione anche a curva 13, quella dove il rettifilo ADVAN, dove l’accelerazione negativa in staccata potrebbe raggiungere addirittura il valore massimo di 5,9 g: in condizioni limite, anche a livello meteo, il Nürburgring si preannuncia come un appuntamento molto complicato ma, allo stesso tempo, imprevedibile e interessante. NÜRBURGRING: L’ALBO D’ORO DELLA FORMULA 1 Il Nürburgring è stato la sede di molteplici Gran Premi: dal 1951 al 1976 di quello di Germania nella configurazione Nordschleife, dal 1999 al 2007 di quello d’Europa (a cui vanno aggiunte le edizioni del 1984 e del biennio 1995-1996) e nelle due stagioni del 1997 e del 1998 di quello del Lussemburgo. Per quanto riguarda il GP di Germania, il pilota più vincente, più veloce e con più podi all’attivo è il grande Michael Schumacher (quattro successi, cinque giri veloci e cinque podi), mentre la Ferrari domina incontrastata le classifiche dei Costruttori in termini di trionfi (21), pole position (20), giri veloci (17) e podi. Passando al GP d’Europa, la Hall of Fame vuole nuovamente il Barone Rosso di Kerpen (e la Scuderia di Maranello) al comando con ben cinque vittorie, mentre per il GP del Lussemburgo Jacques Villeneuve al volante della Williams-Renault e Mika Hakkinen sulla McLaren-Mercedes si spartiscono un bottino formato da due soli appuntamenti iridati. Ma ora è il momento del nostro appuntamento del giro lanciato: stavolta lasceremo che sia l’ufficiale Romain Grosjean, pilota del team Haas, a spiegarvi come si affronta un hotlap sul circuito del Nürburgring. Buona visione!
  23. Tutti i tifosi della Ferrari si continuano a fare questa domanda: cosa ci si può attendere da questa seconda parte della stagione 2020-2021? Dare una risposta è ancora più complicato che vincere al Superenalotto, anche se purtroppo per i sostenitori del marchio del Cavallino Rampante, la strada sembra ben segnata. E il Mondiale finirà certamente nelle mani delle Frecce d’Argento. Anche per gli appassionati delle scommesse sportive sulla F1, in effetti, non ci sono poi così tanti dubbi su chi vincerà il campionato del mondo, eppure qualche sorpresa potrebbe ben presto emergere nel corso dei prossimi Gran Premi. Quindi, bisogna solo scegliere il GP giusto per puntare su un possibile outsider in grado di imporsi sulle due Mercedes. Attenzione, però, a puntare solo ed esclusivamente su piattaforme sicure e affidabili, come quelle che vengono elencate sul portale casinoonlineaams.com, che possono contare sulla presenza della licenza AAMS o ADM. La lotta per la classifica costruttori In realtà, sarebbe meglio definirla lotta per il terzo posto della classifica costruttori. Perché la prima piazza è già ampiamente definita con le Mercedes che vinceranno anche questo titolo in carrozza, mentre Verstappen ha trascinato la RedBull in seconda posizione e difficilmente il team austriaco perderà la seconda piazza. Detto questo, al termine dell’ultimo GP di Russia, c’erano addirittura tre squadre a giocarsi il terzo posto, visto che sono distaccate solamente di 7 punti. Sul gradino più basso del podio, attualmente, c’è la McLaren, che può vantare 106 punti. Subito dietro troviamo la Racing Point con 104 punti, ma a ruota segue anche la Renault con 99 punti. Sono queste le tre squadre che si giocano il terzo posto per quanto riguarda il campionato costruttori. Fa certamente un po’ sorridere, ma è l’amara verità: è molto più interessante dare un’occhiata alla lotta per il terzo posto piuttosto che a quella per il titolo, semplicemente perché per quest’ultimo non c’è la benché minima concorrenza che possa insidiare la Mercedes. E per quanto riguarda la Ferrari? L’unica speranza a cui possono aggrapparsi i tifosi del marchio di Maranello, ma soprattutto i due piloti, Vettel e Leclerc, è che le nuove componenti che dovrebbero arrivare per il Nurburgring possano cominciare a fare un po’ la differenza. In fondo, riuscire a recuperare terreno per il terzo posto, significherebbe anche guadagnare decisamente di più e, in una stagione così difficile per via del Coronavirus, è chiaro che sono tutti introiti che possono fare la differenza. La lotta per la classifica piloti Stesso discorso vale anche per quanto riguarda la classifica piloti, visto che dietro a Hamilton, Bottas e Verstappen c’è il vuoto. Al contempo, però, c’è anche una bella lotta per il quarto posto. Il primo tra i piloti un po’ meno competitivi in questa stagione, è fino a questo momento Norris, che ha portato a casa fino ad ora ben 65 punti. Poi troviamo a ruota Albon, Ricciardo, Leclerc, Stroll e Perez, che chiude questo gruppone con 56 punti. In questa corsa che punta al quarto posto, è in po’ più indietro Sainz che, nonostante il secondo posto che è stato ottenuto a Monza, è stato un po’ penalizzato da non aver preso nemmeno un punto sia al Mugello che a Sochi. [Contributo redazionale esterno]
  24. Pagellone prima parte mondiale F1: Alpha Tauri per la storia, le Mercedes volano A metà stagione di solito è arrivato il momento di tirare le somme. E per i tifosi in rosso non è chiaramente un bilancio granché positivo, viste le numerose prestazioni deludenti che sono arrivate. Le Mercedes, dal canto loro, sembrano disputare un Mondiale parallelo, inattaccabili e semplicemente più forti su ogni tracciato. Anche per i bookmaker Lewis Hamilton non può temere rivali nella corsa verso il titolo, anche per via del fatto semplicemente non ce ne sono. Si può comunque puntare su qualche exploit singolo da parte di piloti come Verstappen oppure Bottas, che possono ambire chiaramente a vincere delle singole gare. Per chi ama le scommesse online, però, può tornare veramente utile provare a piazzare qualche scommessa inaspettata, sfruttando magari delle quote estremamente alte e vantaggiose. In fondo, in questa prima parte di stagione qualche risultato a sorpresa non è affatto mancato. Importante, però, puntare solo ed esclusivamente su casinò online che facciano della sicurezza una delle loro priorità. Per questo motivo è sempre meglio dare un’occhiata approfondita su casinosicurionline.net, in maniera tale da capire quali siano le piattaforme in grado di garantire maggiori certezze dal punto di vista della sicurezza e dell’affidabilità, soprattutto nel rispetto della normativa italiana in vigore in tema di gioco d’azzardo sul web. A metà stagione si tirano le somme: malissimo la Ferrari Dopo aver disputato ben dieci dei 17 gran premi che sono stati inseriti all’interno del calendario, è chiaro che ci si può già spingere in una veloce analisi di questa prima parte della stagione. Inevitabile fare riferimento alla Ferrari come di una delle grandissime delusioni della stagione 2020, anche se in realtà gli addetti ai lavori non ne sono rimasti sorpresi. La scuderia di Maranello non ne ha davvero azzeccata una nel corso di questa prima parte di stagione e bisogna ammettere come un fallimento dietro l’altro diventi anche veramente difficile da giudicare. Eppure, non si può far altro che dare un voto basso estremamente basso, pari a 3, anche probabilmente qualche tifoso della Rossa dirà che si tratta di un voto fin troppo generoso. D’altra parte, la SF100 ha combinato solamente disastri nel corso di questa stagione: la coppia di piloti Vettel e Leclerc si è ritrovata con una macchina veramente imbarazzante, che gli permette di lottare esclusivamente per una posizione tra la ottava e la dodicesima. Insomma, così non va bene: serve una svolta, e deve cominciare adesso, altrimenti il 2021 sarà ancora peggiore. Il voto più alto? Inevitabilmente alle Mercedes Voto altissimo all’Alpha Tauri: un bel 7, complice anche l’inattesa vittoria ottenuta nel Gp di Monza, che ha sicuramente cambiato in positivo la stagione, rendendola veramente indimenticabile. Voto estremamente positivo, 8, anche alla McLaren, che si è guadagnata l’appellativo di terza forza del Mondiale, dietro a Mercedes e Red Bull. Voto inevitabilmente elevato anche per la Mercedes: non è 10, ma poco ci manca. Un bel 9,5 che testimonia la superiorità nei confronti delle avversarie è letteralmente imbarazzante, al punto tale che le Frecce d’Argento sono veramente imprendibili per tutta la concorrenza. Qualche vittoria, però, sfuggita in malo modo e il fatto che Bottas non riesca a essere così performante come il suo compagno Hamilton, non permettono di ottenere il 10. [Contributo redazionale esterno]
  25. Giulio Scrinzi

    F1 2020 – Guida al circuito: Sochi

    Dopo lo splendido, quanto travagliato e imprevedibile, Gran Premio di Toscana, il Mondiale di Formula 1 2020 si avvicina questo fine settimana per la prossima tappa prevista dal calendario iridato. Le monoposto più veloci del mondo correranno sull’Autodromo di Sochi, sede dal 2014 di quel Gran Premio di Russia finora terra di conquista unicamente delle Frecce d’Argento della Mercedes. AUTODROMO DI SOCHI: STORIA E CARATTERISTICHE L’Autodromo di Sochi è una pista lunga 5.848 metri (di cui 1.700 su strade aperte normalmente alla circolazione stradale), composta da ben 18 curve e progettata dal noto architetto tedesco Hermann Tilke, che diede il via libera alla sua costruzione in concomitanza con i Giochi Olimpici del 2014. Una volta conclusi regolarmente, il governo russo ordinò di ultimare la superficie del circuito, che quindi ospitò la prima edizione del GP di Russia nel mese di ottobre 2014. Si tratta di una pista che è sorta attorno al Sochi Olympic Park e che combina tratti ad alta velocità, come le curve che compongono il primo settore, a sezioni molto più tecniche e articolate, tra cui la serie di curve ad angolo retto che lanciano verso la bandiera a scacchi. Il circuito inizia in prossimità della parte nord del Villaggio Olimpico e nei pressi della stazione ferroviaria, per proseguire verso Medals Plaza, location deputata per la consegna delle medaglie olimpiche. In successione poi troviamo un lungo curvone a sinistra di 180° che costeggia la piazza principale della città di Soci e che immette verso est al Bolshoy Ice Dome, settore contraddistinto da una serie di curve strette ad angolo retto che poi ritornano verso il Villaggio Olimpico con l’Adler Arena Skating Center. L’ultimo settore, invece, passa vicino al Sochi Olympic Skating Centre e all’Ice Cube Curling Center, prima di transitare dietro il paddock e di nuovo in prossimità della stazione ferroviaria, per un giro di pista completato con una svolta a 180° che immette nuovamente sul rettilineo principale. AUTODROMO DI SOCHI: ASSETTO DA MEDIO-ALTO CARICO AERODINAMICO Benchè non a livello della pista di Montecarlo, quella di Sochi richiederà ai team della Formula 1 di utilizzare degli assetti a medio-alto carico aerodinamico per le loro monoposto, in modo da avere il giusto compromesso per sfruttare al meglio i tratti ad alta velocità del primo e secondo settore con quelli più tecnici, soprattutto nell’ultima parte del tracciato dove serve tanta aderenza con l’asfalto fuori dalle curve lente. Per quanto riguarda l’utilizzo della power unit, l’Autodromo di Sochi è una pista particolarmente impegnativa perché il motore sarà a pieno regime per oltre il 70% del tempo sul giro: questo influirà molto sulla capacità di recupero dell’energia dell’MGU-H e dei consumi, che richiederanno ai piloti di utilizzare la tecnica del “lift and coast”, cioè di togliere il piede dall’acceleratore qualche centinaio di metri prima della staccata in modo da far ricaricare le batterie. A livello di freni, l’Autodromo di Sochi richiede un tempo complessivo in frenata di 15 secondi, pari al 16% della durata del Gran Premio. Ciò che bisogna evidenziare, tuttavia, sono le decelerazioni medie a cui saranno sottoposti i piloti: la media sul giro è di 4,6 g, per dieci frenate totali con almeno 4 g di decelerazione e un carico sul pedale del freno mai inferiore ai 130 kg. La staccata più impegnativa? Quella di curva 2, dove le monoposto arrivano a 314 km/h, frenano per 1,76 secondi e entrano in curva a 137 km/h. Ultimo punto da considerare sono le gomme: per la prima volta dall’inizio della stagione la Pirelli porterà la sua mescola più morbida, la C5 Soft, accompagnata dalla C4 Medium e dalla C3 Hard, che dovranno vedersela con un livello di degrado tra i più bassi di tutto il Mondiale. Anche lo stress meccanico è limitato, in particolare alla gomma anteriore destra, mentre bisognerà prestare attenzione al surriscaldamento delle posteriori, che potrebbero creare qualche problema in trazione quando si approcciano le curve più lente del terzo settore. GRAN PREMIO DI RUSSIA: FATTI PRINCIPALI E STATISTICHE Benchè entrato di diritto nel calendario del Circus iridato solamente nel 2014, il Gran Premio di Russia ha una storia che risale addirittura ai primi anni del XX secondo: nel 1913 e nel 1914, infatti, si disputarono le prime due edizioni sul circuito di San Pietroburgo, poi abbandonate per lo scoppio del primo conflitto mondiale. Solamente negli anni ‘80 si tornò a parlare di Gran Premi nella Terra degli Zar, con la proposta di un “Gran Premio dell’Unione Sovietica” all’interno del calendario della stagione 1983. Il progetto, tuttavia, venne soppresso a causa di alcune questioni burocratiche, che non fermarono Vladimir Putin nel 2001 di tornare alla carica: la volontà era quella di costruire il circuito “Pulkovskoe Ring” vicino all’Aeroporto di Pulkovo, ma questo come il successivo progetto chiamato “Nagatino Island”, per una pista di F1 nell’area di Molžaninovskij, a nord di Mosca, restarono solamente dei sogni rimasti sulla carta. Le uniche idee che diventarono realtà furono innanzitutto quella di un circuito da F1 e MotoGP nel distretto di Volokolamskij, nell’Oblast di Mosca, dove sarebbe sorto quel Moscow Raceway che ha ospitato, dal 2012, una gara di Formula Renault 2.0 e 3.5 assieme ad alcuni eventi sportivi collaterali, come il Campionato mondiale FIA GT1 e il World Superbike Championship. Il secondo progetto è stato quello, invece, dell’Autodromo di Sochi, che finora ha vissuto solamente sei edizioni della massima serie automobilistica. Tutte vinte dalle Frecce d’Argento della Mercedes, delle quali quattro da Lewis Hamilton (2014-2015-2018-2019), una da Nico Rosberg (2016) e una da Valtteri Bottas, sul gradino più alto del podio nel 2017 per un trionfo che ha coinciso anche con la sua prima vittoria in assoluto in Formula 1, nonostante la pole position conquistata da Sebastian Vettel. A questo punto, come da nostra tradizione, vi proponiamo la video guida creata dal reparto corse di Brackley che vi porterà alla scoperta di tutti i segreti dell’Autodromo di Sochi, grazie ai preziosi consigli del test driver Esteban Gutierrez. Buona visione!
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.