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  1. Come riportato anche da Esportsmag.it, il Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato il piano “2020 + 5”, che descrive una serie di raccomandazioni che l’organizzazione deve seguire nei prossimi anni. Tra queste troviamo “incoraggiare lo sviluppo dello sport virtuale e impegnarsi ulteriormente per avere scambi proficui con la comunità dei videogiochi“. Come ricorderete, il CIO si è già espresso negativamente sulla possibilità di includere gli eSport nei suoi giochi, mentre ora chiarisce in sostanza che c'è invece interesse verso gli “sport virtuali”, ovvero la simulazione tramite videogiochi di sport già accettati nel suo ecosistema. La raccomandazione presente nel piano del CIO distingue quindi chiaramente gli sport virtuali dai videogiochi competitivi, come per esempio League of Legends, Call of Duty, ecc. Il Comitato Olimpico Internazionale raccomanda di promuovere le relazioni con le comunità gaming, al fine di consentire alle organizzazioni sportive di “raggiungere i giovani all’interno dei loro ambienti prediletti e coinvolgerli nello sport raggiungendo nuovi target“, ma quelli che un domani potranno essere considerati in ambito CIO saranno comunque solo i giochi di simulazione sportiva, come i Fifa, Nba 2K e, si spera, i titoli simracing! Torniamo nuovamente a ribadire su queste pagine, che i simulatori di guida sono in realtà i soli "videogiochi" che si possono definire completamente come "sport virtuali", visto che la tecnica, la bravura, la capacità, la competenza, persino l'allenamento fisico e psichico necessari al simulatore di guida, sono sostanzialmente gli stessi che si applicano alla controparte sportiva reale. Un pilota virtuale capace al volante di una monoposto virtuale, lo sarà probabilmente in eguale misura anche nell'abitacolo della vettura reale. Sarà in buona parte la paura di sbattere e far danno, più che farsi male, sull'auto vera, che decreterà la differenza nei tempi sul giro. Per contro un campione di Fifa, abilissimo con un joypad in mano, potrebbe rivelarsi un "atleta" incapace persino di tirar due calci ad un pallone reale... E' vero che purtroppo i titoli di sport virtuale - inclusi quelli come Fifa che raggiungono un numero di giocatori centinaia di volte superiore ai titoli simracing - sono molto indietro rispetto agli sparatutto e giochi di ruolo in termini di visualizzazioni, sponsorizzazioni, pubblicità e investimenti, tuttavia gli sviluppi degli ultimi mesi, complice anche la pandemia Covid, dimostrano che la situazione sta lentamente evolvendo e cambiando, come dimostrano per esempio le competizioni nazionali ed europee di Fifa o gli eventi mondiali organizzati da iRacing o Assetto Corsa Competizione. Non facciamoci però illusioni: l'obiettivo del CIO non è probabilmente quello di creare le olimpiadi del gaming, ma sfruttare l’ecosistema del settore videogaming per portare nuovi fan agli sport classici, che anno dopo anno si ritrovano con un pubblico sempre più vecchio e sempre meno disposto a spendere. Dovremmo quindi essere noi bravi a sfruttare comunque la situazione a vantaggio del nostro settore. Il simracing non è motorsport reale, ma i due mondi si intersecano fra loro in un modo che nessun'altro comparto può vantare.
  2. Già la scorsa estate s'era fatto un gran parlare degli esport (ovvero gli sport elettronici) alle Olimpiadi, con il CIO, ovvero il Comitato Olimpico Internazionale, che aveva manifestato un certo interesse per la cosa ed anche un certo tipo di apertura possibilista. La notizia di oggi è però che proprio l’ente olimpico ha deciso che non c’è spazio per gli sport digitali nelle Olimpiadi di Parigi del 2024. Il CIO ritiene in particolare che alcuni giochi non sono compatibili con i valori Olimpici, di conseguenza la collaborazione con gli stessi è del tutto esclusa, inoltre si fa notare che l’industria videoludica è profondamente divisa, con vari competitors e guidata da valori commerciali, mentre gli sport reali si basano su valori etici e sociali. Di conseguenza, almeno per il momento, l’inclusione degli esport nelle Olimpiadi è da considerasi prematura. “Riconoscendo il fatto che gli sport tradizionali sono in competizione con l’industria degli eSport per quanto riguarda il tempo libero dei più giovani, il Summit concorda che il Movimento Olimpico non dovrebbe ignorare la crescita degli eSport, particolarmente per la loro popolarità. Si concorda che i giochi competitivi richiedano un’attività fisica che può essere comparata a quella richiesta da sport più tradizionali. D’altra parte, non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’approccio più amatoriale ai giochi elettronici. Per questa ragione, l’utilizzo del termine sport legato agli eSport necessità di ulteriori dialoghi e studi.” Voi cosa ne pensate?
  3. Quella di oggi possiamo realmente definirla una giornata storica: il CIO (comitato olimpico internazionale) ha annunciato infatti, dopo il summit di Losanna, di considerare a tutti gli effetti gli e-sports una vera e propria "attività sportiva". I videogiochi competitivi, per essere pienamente riconosciuti come sport, dovranno comunque rispettare i valori olimpici, dotarsi di strutture per i controlli antidoping e la repressione di fenomeni come le scommesse. "Gli e-sports competitivi - dice il CIO - possono essere considerati un'attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un'intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali. Gli 'e-sports' sono in forte crescita, in particolare fra i giovani dei vari Paesi, e ciò può essere la piattaforma per un coinvolgimento nel movimento olimpico". Viene poi auspicato che il Cio stesso, assieme alle associazioni internazionali delle varie federazioni sportive "abbia un dialogo con l'industria dei videogiochi e i cibernauti per esplorare maggiormente questa area e le possibilità che offre". Nonostante ad aprile il presidente Thomas Bach non abbia nascosto la propria personale contrarietà verso i gli 'e-sports', sembra quindi deciso il primo passo verso l'ingresso dei videogiochi nel mondo olimpico. Da notare che i video giochi di tipo sportivo faranno già parte del programma dei Giochi Asiatici del prossimo anno in Indonesia, e che di un loro ipotetico futuro alle Olimpiadi avevano già parlato gli organizzatori di Parigi 2024. Forse il CIO ha dato un'occhiata ai conti multimilionari generati ormai dagli esports? Speriamo che la cosa venga gestita in modo serio e competente, perchè in ambito simracing abbiamo già vissuto un paio di figuracce... Voi cosa ne pensate?
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