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    Speciale DrivingItalia: "Non solo asfalto..."

    • Cars soul
    • By Cars soul
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    …ma anche sterrato. Sì, perché nonostante gran parte dell’attenzione nel mondo del sim racing ruoti intorno alle gare su pista, c’è un mondo parallelo, fatto di ghiaia e neve, in cui il divertimento e la passione non sono da meno. Ed è per questo motivo che oggi parleremo di rally e simulazione, tra le novità in uscita e i vecchi capitoli che ancora ci fanno emozionare. Uno sguardo su presente e futuro del mondo “sporco” delle quattro ruote.

    Se ci pensiamo, l’universo che ci permette di immergere le gomme nel fango non è affatto dissimile da quello più “pulito” delle gare su asfalto. Come in tutto il motorsport contano passione, coraggio e adrenalina: la differenza sta nel fatto che il rischio è più vicino -letteralmente- nei rally ma questo non fa delle gare GT una competizione per gente senza fegato, anzi. Traslando il discorso al mondo della simulazione e quindi virtuale, è indubbio che faccia più gola un gioco con auto stradali e vetture da corsa, ma vi assicuro che anche se non si è appassionati di rally, quest’ultimo vi rapirà con la sua spregiudicatezza e data la mole di giochi ad oggi sul mercato, (quelli all’interno dell’articolo ne sono un esempio lampante) sarebbe un peccato non avvicinarsi.

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    Per prima cosa, quindi, chiedete ad un qualsiasi amante dello sterrato quale sia il gioco/sim di rally migliore di sempre: costui, al 99% vi risponderà, Richard Burns Rally. E come dargli torto a quel qualcuno. RBR è ancora oggi, dopo quattordici anni- QUATTORDICI!- il titolo simulativo più amato, apprezzato e giocato dalla comunità. Viene da chiedersi come sia possibile nonostante gli anni sul groppone che sia ancora lassù, in cima al monte Olimpo dei giochi/sim di rally di tutti tempi. I motivi principali sono due e il primo è di sicuro la fisica. Ad oggi nessuno è ancora riuscito a raggiungere una simulazione così precisa e immersiva, merito di sicuro del contributo di Richard Burns in persona, il quale all’epoca ci tenne moltissimo a dare ogni possibile parere sul comportamento delle auto su sterrato. Gli sviluppatori poi fecero il loro mestiere e senza farsi plagiare dalle maggiori possibilità di vendita, pubblicarono un titolo che in quanto a feeling di guida non ha rivali, almeno per quanto riguarda il mondo dei rally. Tuttavia, quando uscì, RBR era scarno di contenuti e, proprio al di là della fisica, non aveva granché da offrire. A venire incontro furono, inaspettatamente, i giocatori stessi, che, pc alla mano, crearono decine di mod all’altezza e riuscirono col tempo nell’impresa di migliorare, sotto praticamente ogni aspetto, il sim. Ebbene sì, dopo anni di mod, il titolo di casa Warthog non era più un semplice gioco, almeno su computer: RBR, grazie all’aiuto dei modders diventò un sim a tutti gli effetti. Dalla fisica ancor migliore e sempre aggiornata, alla grafica che pian piano è stata rimodernata, fino all’inserimento di una modalità multiplayer che al lancio non esisteva (questo grazie a un gruppo di ragazzi italiani). Insomma, se non lo aveste ancora capito, il secondo motivo per cui, ancora oggi, RBR è il capostipite dei sim di rally, il punto di riferimento quando si vuole provare l’emozione di guidare su ghiaia e neve, è il modding. Se non lo aveste mai fatto, recuperate il prima possibile una copia di RBR e riempitelo di mod valide (molte purtroppo sono solo abbozzate, ma per fortuna ci sono ancora persone che filtrano alacremente i contenuti man mano aggiunti). Godrete di sensazioni uniche attraverso le periferiche e potrete capire, almeno il più possibile, quale sfida sia correre con auto da rally tra foreste e dirupi disseminate di sassi.

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    Richard Burns Rally, però, è destinato a non essere più solo, almeno sulla carta. Perché a scalare la vetta c’è ora un nuovo contendente, più agguerrito che mai e che proprio a lui si ispira. Stiamo parlando di gRally. Un titolo che si propone immediatamente come simulazione vera e propria delle auto su sterrato; ma non lo fa in pompa magna, semmai se ne sta nell’ombra e pian pianino, partendo dall’early access su Steam, vuole conquistare il cuore di quanti più appassionati possibili, magari facendo breccia proprio in coloro che venerano RBR. gRally, infatti, non è il solito titolo con diecimila contenuti e poca sostanza, al contrario, per ora vanta di sole due vetture (inventate, ma che si rifanno a delle controparti reali) e quattro tracciati. Insomma, è davvero l’inizio e lo si capisce anche da altri dettagli come la presenza di alcuni bug fastidiosi, piuttosto che nella mancanza di un comparto online(che però promette di essere all’altezza di RBR-Online) oppure in grafica e sonoro che sono, in tutta onestà, da migliorare e non poco. Per quello che finora si può provare, gRally sembrerebbe stia davvero cercando di prendere le redini di RBR, almeno per quanto riguarda fisica, handling e quindi dinamica delle auto. Fin dai primi istanti si percepisce che in quanto a trasferimento dei carichi e impatto delle ruote su asfalto (o ghiaia) la strada è giusta, ma per parlare di vera e propria simulazione serve ancora dell’altro. Certo è che non ci sono “filtri” fra noi e ciò che succede a schermo; le difficoltà che si dovrebbero provare nel guidare una vettura su ghiaia piuttosto che su cemento ci sono, si sentono e vanno affrontate. Ci vuole quel pizzico di follia e questo non può che essere un buon segno. Perché se è vero che in generale, nel mondo della simulazione, difficile non è sempre sinonimo di “meglio”, nel caso del rally, la situazione si capovolge o per lo meno non è normale che sia una passeggiata. Inoltre, a detta degli sviluppatori, ciò che vogliono creare con gRally, è un sim che possa gestire la miriade di difficoltà che il cambio di terreno comporta e trasferire il tutto nel modo più sincero e realistico ai giocatori. Se quindi RBR è il passato (e presente per molti ancora), gRally è decisamente il futuro: riuscirà nell’impresa di eguagliare o spodestare il Re? È solo questione di tempo e noi non vediamo l’ora di scoprirlo. Al momento i contenuti sono pochissimi (per questo speriamo che i modders facciano il loro mestiere e lo arricchiscano a dismisura) e sono presenti bug da non sottovalutare, ma un progetto come questo deve essere considerato, più che un investimento, una vera scommessa.

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    Tutto qui? Certo che no. Abbiamo parlato di passato, di futuro, ma…il presente vero, ad oggi, ci offre parecchie alternative. Parliamo di titoli usciti nell’ultimo periodo, da un anno a questa parte e c’è una caratteristica che li accomuna: tutti o quasi, sono appartenenti al genere cosiddetto dei sim/arcade, ossia, non sono hardcore come un sim vero e proprio ma nemmeno bonaccioni, in termini di fisica, come un arcade. Il primo che viene in mente è Dirt 4, uscito poco più di un anno fa: in linea temporale si pone dopo l’uscita di Dirt Rally ma la verità è che questo nuovo capitolo è semplicemente il capitolo successivo di Dirt 3; con la differenza che ora il titolo più casual di casa Codemasters non è estremamente semplicistico ma una giusta via di mezzo fra realismo e divertimento in salsa arcade. Prende qualche auto e tracciato da Dirt Rally, ne ruba un po' di simulazione (quel che basta per non cadere nel baratro degli arcade) e condisce il tutto con la spregiudicatezza dei vecchi capitoli Dirt, appunto. Ciò che ne risulta è un titolo godibile e divertente, che non richiede chissà quale esperienza ma piuttosto strizza l’occhio alla grande massa. Tutto questo ha di sicuro dei lati positivi ma ahimè, dopo averlo completato una volta non riesce nell’impresa di far tornare indietro la maggior parte dei giocatori. È il classico titolo certamente ben fatto ma che non lascia emozioni impresse e che, mio consiglio, merita di essere acquistato quando lo si trova scontato ad un buon prezzo. Stesso discorso per WRC7: rispetto a Dirt4 è leggermente più simulativo (del resto tratta il solo mondiale di rally) e permette di cimentarsi in tutte le 13 prove del WRC a bordo di qualsivoglia vettura ufficiale che ha preso parte allo scorso campionato. Anche questo gioco, infatti, è uscito circa un anno fa e sicuramente attira l’attenzione di chi segue assiduamente Ogier e i suoi avversari e quindi vuole mettersi nei loro panni. Purtroppo, però, nonostante la fisica abbia fatto un passo avanti rispetto ai capitoli precedenti (la dinamica dei veicoli, i salti e i danni sono visibilmente migliorati), restano delle problematiche che ne rovinano l’esperienza complessiva soprattutto a livello visivo con grossi cali di frame ed effetti particellari non da ventunesimo secolo. Anche nel caso di WRC7, quindi, si può parlare di un titolo che vale la pena di provare ma, come precedentemente detto, qualora si è veramente sfegatati del rally e magari non si disponga di una postazione di guida (in tal caso i titoli da provare sono ben altri).

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    Lo scorso febbraio, però, un altro gioco si è aggiunto alla lista e questo gioco prende il nome di Gravel. A differenza degli altri già citati, il suddetto titolo di casa Milestone punta sull’originalità… almeno per quanto riguarda gli scenari. Niente di ufficiale quindi, ma una serie di location mozzafiato che, grazie all’Unreal Engine vorrebbero sorprendere anche il più incallito degli amanti dei racing game (e non solo di rally). Ecco, questa è un’altra differenza e probabilmente uno dei difetti del gioco: non ha un’anima ben definita e volendo piacere a tutti rischia di non aggradare quasi nessuno. Peccato, perché tutte le 50 auto sono sotto licenza e alcune sono vere e proprie chicche del mondo del rally, ma la carriera monotona e alcuni difetti tecnici (anche in questo caso sono evidenti problemi di stuttering) smorzano l’entusiasmo dei primi istanti, in cui il gioco sembra veramente offrire qualcosa di nuovo e per di più diverte non poco. La sorte di Gravel è quindi simile ai precedenti titoli discussi: è bello, diverte le prime volte ma non lascia il segno come invece ci si aspetterebbe e di conseguenza può essere un titolo sul quale ripiegare se si è in cerca di qualcosa di diverso, magari in offerta.

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    Di sicuro arrivati a questo punto dell’articolo vi starete chiedendo: ma di Dirt Rally non dice assolutamente nulla? È pazzo? Sì, forse un pochino lo ammetto, ma ho lasciato per ultimo questo bellissimo titolo proprio perché lo si può reputare l’unico che negli ultimi anni abbia saputo portare una ventata di freschezza, realismo e coinvolgimento che non si vedeva dai tempi di RBR e alcuni capitoli di ColinMcRae o dei vecchi WRC. Insomma, Dirt Rally, tre anni fa, è riuscito nella non facile impresa di avvicinare molti fan delle auto al mondo del rally e riaccendere quella fiamma che ardeva nel cuore degli amanti dello sterrato. Non è perfetto, i difettucci li ha anche lui, soprattutto la carriera ben poco coinvolgente, ma offre in generale un’esperienza (soprattutto in VR) esaustiva e goduriosa. Mettersi al volante di un’auto degli anni ’60, nonostante la poca potenza, è soddisfacente; guidare auto a trazione posteriore o 4WD dei gloriosi anni ’80 è semplicemente eccitante e persino le vetture più moderne riescono a sorprendere in quanto ad adrenalina, cosa che su altri giochi non si riesce a provare. Da citare, poi, la presenza di due categorie inedite quali il Rallycross e l’Hillclimb. Nel primo caso ci troveremo ad affrontare sfide all’ultimo centimetro su piste con terreno misto e a bordo di piccole bombe da svariati cavalli (ma le Mini Cooper S degli anni ’60 non sono da sottovalutare); nel caso delle Hillclimb (disciplina ardua e che richiede un gran manico) possiamo guidare, anzi, strapazzare ben tre bolidi che negli anni ottanta hanno fatto la storia della leggendaria Pikes Peak. Insomma, di carne al fuoco ce n’è: la grafica è più che buona e il sonoro convincente; la modalità multiplayer forse è poco sfruttata in generale ma non è malaccio e la possibilità di provare in qualsiasi momento vetture ben dettagliate sotto ogni aspetto, su stages inventate (eccezion fatta per il Col de Turini) che mettono alla prova anche il più esperto dei sim racer non possono che garantire a Dirt Rally, ancora oggi, una reputazione più che positiva.

    Per finire vorrei menzionare ulteriori tre titoli che non fanno dello sterrato il fulcro dell’esperienza ma garantiscono allo stesso modo un grado non indifferente di adrenalina: stiamo parlando di Gran Turismo Sport, iRacing e Automobilista. Il sim/arcade di casa Poliphony è da anni ormai che propone il mondo dei rally e lo fa in maniera semplice ma convincente. In entrambi gli altri due sim, invece, la qualità della fisica e del rapporto gomme/terreno è decisamente più realistica, con il titolo a stelle e strisce che vanta la licenza ufficiale del WRX e di due campionati dirt oval, mentre il rivale brasiliano offre un terno di vetture reali ma non ufficiali che però non mancano di divertire.

    Ah, non dimentichiamoci di Dakar ’18, che per la prima volta porta la corsa più folle del mondo su console e pc, né di VRally che dopo quindici anni torna sui nostri schermi con il quarto capitolo che si preannuncia più interessante che mai.

    Insomma, stay tuned… e viva lo sterrato!

    A cura di Mauro Stefanoni

     




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