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    Project CARS 3: la recensione di DrivingItalia.NET

    • Giulio Scrinzi
    • By Giulio Scrinzi
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    Quando l’annuncio ufficiale è arrivato qualche mese fa, non ci potevamo credere: un Project Cars… arcade?!? Dopo tanto lavoro nell’affermare le precedenti iterazioni del franchise Slightly Mad Studios come “il miglior simulatore di tutti i tempi”, ecco la virata decisa verso una maggiore accessibilità, in funzione di tanta azione e tanto divertimento in pista.

    A conti fatti il nuovo Project Cars 3, sviluppato sempre da SMS anche se sotto l’egida del gruppo Codemasters, è proprio così: un titolo fresco, immediato, assolutamente godibile sia con il gamepad che con il volante, capace di garantire ore di spensierato divertimento senza richiedere tutta quell’attenzione che, invece, è necessaria su titoli di altro livello. Si tratta di un cambiamento in negativo? Noi siamo convinti di no e ora vi spieghiamo il perché.

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    PROJECT CARS 3: CARRIERA DA CAMPIONI

    Appena avviato il gioco (perché in fin dei conti, di questo si tratta) la prima cosa da fare è quella di creare il proprio alter-ego virtuale, scegliendo tra alcuni preset sfoggianti diverse alternative in fatto di caschi e tute. Completata questa fase, la nostra carriera di piloti virtuali può avere ufficialmente inizio. Cosa c’è di meglio di una bella gara in cui mettersi subito alla prova? Project Cars 3, per l’appunto, ci metterà al volante della potentissima Corvette C8R, in una corsa breve di un paio di giri dove prendere confidenza con il sistema di guida.

    Una volta terminata, ci verrà data la possibilità di comperare la nostra prima auto, per poi iniziare una carriera suddivisa in competizioni a tempo, competizioni “Breakout” dove centrare quanti più cartelli possibili per accumulare il maggior numero di punti… e gare vere e proprie, dove però il numero di giri da percorrere sarà sempre limitato al minimo sindacale.

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    Queste, tuttavia, sono tutt’altro che noiose, anzi! La volontà di Slightly Mad Studios è stata quella di differenziarle il più possibile, sia per quanto riguarda la competizione in sé con i veicoli gestiti dall’intelligenza artificiale, sia per i vari obiettivi che saremo chiamati a portare a termine. A volte dovremo effettuare alcuni sorpassi in sequenza, altre dovremo rimanere in scia a un avversario per poi, finalmente, azzardare una manovra di sorpasso.

    Al termine di ogni gara verremo ricompensati con un certo numero di punti esperienza, divisi tra quelli personali e quelli relativi alla vettura che abbiamo guidato. Mentre i primi ci faranno progredire nelle varie categorie che compongono la nostra carriera e ci permetteranno di accumulare crediti per mettere in garage nuovi bolidi a quattro ruote, quelli specifici alla vettura ci faranno ottenere una determinata percentuale di sconto con la quale potenziare il nostro “cavallo di razza”.

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    PROJECT CARS 3: UNA LANCER DEL 1999 VELOCE COME UNA GT?

    Quando si accede alla schermata dedicata, potremo infatti comprare le relative modifiche alle varie parti del motore, del telaio, delle sospensioni e così via. Il costo richiesto per i potenziamenti, fin dalle prime battute della carriera, è tuttavia fin troppo basso, e questo, se non stiamo attenti, ci farà oltrepassare subito la classe di appartenenza della vettura che abbiamo inizialmente acquistato.

    Il sistema, in questo caso, ci è sembrato poco equilibrato e ancor meno logico, visto che, in fin dei conti, l’importante è massimizzare le performance totali della nostra auto: passare per l’aumento di cavalli o la diminuzione del peso del telaio, su Project Cars 3, è essenzialmente la stessa cosa. Lo stesso fatto di poter “pompare” la nostra quattro ruote per farla correre contro vetture più veloci, inoltre, rende il parco mezzi di 211 veicoli a nostra disposizione in alcuni casi inutile: perché optare per un nuovo bolide quando posso modificare il mio e avere lo stesso risultato?

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    PROJECT CARS 3: DIVERTIMENTO ASSICURATO

    Tralasciando questi aspetti, il nostro primo impatto con Project Cars 3 è stato particolarmente positivo. Settando la giusta difficoltà di gioco, il nuovo titolo firmato Slightly Mad Studios si è dimostrato divertente e appagante, sia per la progressione (piuttosto veloce) delle gare che andremo ad affrontare sia per la competizione che abbiamo trovato contro l’intelligenza artificiale.

    In tutto questo, però, bisogna tenere a mente un aspetto IMPORTANTISSIMO: Project Cars 3 non è un simulatore, né un sim-cade. Project Cars 3 è un titolo arcade e, rispetto ai primi due capitoli della saga, ha perso gran parte della sua vena simulativa, che si riesce ad intravedere solamente se lo utilizziamo con un volante. A dimostrarlo è la completa assenza delle temperature degli pneumatici e del loro degrado durante una gara, così come del consumo di carburante e delle prove di qualificazione prima dell’evento vero e proprio.

    Per portare a termine le varie sfide della modalità carriera non sarà necessario fare nemmeno un pit-stop: sicuramente una caratteristica che, insieme alle altre, farà storcere il naso ai grandi appassionati della serie, ma che a conti fatti non va ad influenzare il divertimento che questo titolo di corse è in grado di regalare. Sia ai grandi veterani della guida simulata sia a coloro che approcciano per la prima volta a un prodotto del genere.

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    PROJECT CARS 3: GAMEPLAY ADATTO A TUTTI

    Il divertimento in pista di Project Cars 3, ovviamente, passa attraverso un gameplay semplificato rispetto al passato, grazie al quale ci si può calare all’interno dell’abitacolo anche delle vetture più potenti senza troppi problemi. Con un G29 tra le mani e tutti gli aiuti elettronici disattivati, il motore fisico Madness Engine, sotto certi aspetti, richiama la fisica di gioco del “cugino” Automobilista 2, dal quale però si differenzia per un’uniformità generale che rende la guida… pressochè sempre la stessa.

    Che si scenda in pista con la gloriosa McLaren F1 GTR Long Tail oppure con la classica Ferrari F355 Challenge, le differenze al volante sono veramente minime e questo ci fa capire che il Madness Engine sul quale Project Cars 3 si basa è una versione semplificata di quello che equipaggia il titolo rivale prodotto da Reiza Studios. Fortunatamente il force feedback percepito si è dimostrato solido e convincente, per un’esperienza di guida che, in fin dei conti, si dimostra superiore ad altri titoli arcade usciti in questi anni.

    Passando sul gamepad con gli aiuti elettronici attivati, Project Cars 3 invece cambia faccia definitivamente abbracciando l’accessibilità e la facilità di guida con qualsiasi mezzo si voglia scendere in pista. Anche se la nostra auto parte in derapata, recuperarne il controllo risulta estremamente semplice, il che ci permette di concentrarci maggiormente sull’obiettivo da centrare nella gara che stiamo affrontando.

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    PROJECT CARS 3: MULTIPLAYER COMPETITIVO

    Oltre alla carriera, Project Cars 3 porta in campo anche altre modalità in cui mettersi alla prova: se vogliamo fare qualche giro di pista con la nostra vettura preferita oppure una gara veloce abbiamo a disposizione l’Evento Personalizzato, mentre se la carriera ci sembra fin troppo facile possiamo dilettarci nel multigiocatore online, che affianca alle classiche lobby un’inedita modalità “Rivali” decisamente interessante.

    Questa consiste in una serie di sfide (giornaliera, settimanale e mensile) da affrontare singolarmente per scalare in progressione le classifiche mondiali, dove il nostro avversario sarà il tempo stabilito da altri giocatori online. Una sorta di Time Trial in cui l’obiettivo è battere il fantasma rivale, a differenza del multiplayer vero e proprio che è suddiviso in partite veloci, alle quali partecipare entrando in lobby già create da altri, partite personalizzate, dove a creare la lobby sarete voi, oppure eventi programmati in base all’orario, progettati in maniera molto simile a quelli presenti su Gran Turismo Sport.

    Anche Project Cars 3, ovviamente, dispone di un sistema di rating che ci permetterà di correre con avversari del nostro stesso livello. Saremo valutati come piloti innanzitutto in base alle nostre capacità in pista e se siamo effettivamente in grado di gareggiare senza essere troppo “fallosi”, ma anche per quanto riguarda i risultati da noi ottenuti tra i cordoli.

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    PROJECT CARS 3: BATTAGLIE SERRATE

    In ogni caso, l’impostazione corsaiola di Project Cars 3 è sicuramente meno “professionale” dei precedenti capitoli firmati Slightly Mad Studios. La palette cromatica di ciò che vediamo a schermo propone una grafica da tonalità calde, sature e appariscenti, mentre i widget ora sono rivolti più a mostrare i punti esperienza che stiamo accumulando giro dopo giro, oppure la traiettoria ideale che dobbiamo percorrere per andare a vincere la nostra corsa.

    In fatto di intelligenza artificiale, le gare che abbiamo corso su Project Cars 3 ci hanno mostrato un’IA convincente… forse troppo! Se in carriera, nelle prime competizioni, l’impressione è quella che tutto sia fin troppo facile, basterà attendere veramente poco per renderci conto che, invece, la difficoltà aumenterà progressivamente fino a renderci la vita davvero difficile nelle ultime corse delle classi superiori. Stessa cosa per la modalità Evento Personalizzato, dove le corse contro il computer ci hanno mostrato dei rivali veramente compatti l’uno con l’altro dal primo all’ultimo giro, il che rende sempre emozionante e imprevedibile ogni nostro attacco in curva.

    Il punto debole di questo sistema si nasconde nel fatto che, su alcuni circuiti, l’IA è in grado di percorrere troppo velocemente alcuni tratti di pista, magari staccando veramente tardi e riuscendo comunque a chiudere correttamente una manovra di difesa. I gruppi tanto compatti di vetture, inoltre, rendono talvolta difficile tentare il cambio di traiettoria per trovare uno spiraglio dove sorpassare: forse un po’ di “aria” in più tra una vettura e l’altra non guasterebbe…

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    PROJECT CARS 3: IL VERDETTO FINALE

    Siamo giunti alla conclusione di questa recensione: com’è, a conti fatti, Project Cars 3? Chi ha scritto quest’articolo, in realtà, ha iniziato a praticare simracing con Assetto Corsa, per poi passare su titoli estremamente simulativi come rFactor 2, AMS e iRacing. Ovviamente sempre in maniera molto seria, forse fin troppo. E soprattutto, senza aver mai provato i precedenti capitoli firmati Slightly Mad Studios.

    Onestamente, utilizzare un prodotto come Project Cars 3 ha dato la sensazione di una boccata di aria fresca: poter guidare la propria vettura preferita senza troppi pensieri, in modalità Prova Libera giusto per il gusto di danzare tra i cordoli di Imola o del Mugello è stato un piacere. Il non doversi preoccupare troppo del tempo sul giro, di dosare millimetricamente l’acceleratore in uscita o quando si passa sui cordoli e di frenare utilizzando alla perfezione la tecnica del trail braking ha permesso di godersi veramente ciò che un’auto da corsa riprodotta in un videogioco è in grado di offrire.

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    Perchè, in fin dei conti, anche i titoli più simulativi oggi in commercio sono videogiochi, dai quali l’obiettivo è trovare piacere e divertirsi. E in quest’ambizione Project Cars 3 ci riesce alla grande. A questo punto, possiamo affermare che la nuova creazione firmata Slightly Mad Studios è un prodotto fresco, vivace e assolutamente adatto a chi inizia ad approcciare il mondo del simracing, attraverso il quale imparare a portare una vettura da competizione oppure, semplicemente, mettere alla prova le proprie capacità di pilota virtuale.

    Certo, non è un “vero simulatore” e sotto alcuni aspetti, soprattutto nell’impostazione grafica dei menu, sembra più vicino a un videogioco per smartphone che per PC e consolle, ma a conti fatti per queste cose esistono altri titoli. L’importante, lo vogliamo sottolineare, è l’approccio con il quale lo si utilizza: se ci si aspetta qualcos’altro da ciò che effettivamente è, rimarremo delusi. Se invece lo accogliamo come appassionati di motorsport e di auto da corsa, allora molto probabilmente saprà regalarci tante ore di divertimento.

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