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    DSC Road to Glory - Guida al circuito: l'Autodromo del Mugello

    • Giulio Scrinzi
    • By Giulio Scrinzi
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    Tutto è pronto per la prima tappa della seconda edizione del Campionato Road to Glory, un torneo composto da sei gare riservato a tutti i piloti virtuali che hanno effettuato l'iscrizione presso il Driving Simulation Center più vicino. Si prospetta una competizione particolarmente serrata, soprattutto per il succulento premio che è stato messo in palio: tre turni in pista con una vettura da corsa da oltre 200 cavalli, che il fortunato vincitore potrà mettere alla frusta sull'Autodromo Internazionale del Mugello.

    Ed è proprio dalla celebre pista toscana che il Road to Glory 2020 accenderà i motori, ospitando la prima vettura prevista dal regolamento del torneo: la Ferrari 488 GT3. Come se la caverà sui 5.245 metri di questo splendido circuito?

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    AUTODROMO DEL MUGELLO: UNA STORIA DI CORSE

    Oggi lo conosciamo per la bagarre che, puntualmente ogni anno, i piloti della MotoGP mettono in scena tra le sue 15 curve, ma in realtà la storia dell'Autodromo del Mugello è cominciata... sulle quattro ruote. Il suo viaggio è iniziato nel 1914 con alcune competizioni di regolarità, poi proseguite negli anni '20 quando alcuni tra i migliori piloti dell'epoca, tra i quali figuravano nomi importanti come quelli di Enzo Ferrari, Antonio Ascari e l'idolo locale Emilio Materassi, si davano battaglia sui 66 km che partivano e si concludevano presso la frazione Scarperia, passando per Firenzuola e addirittura per il passo della Futa.

    Con il successo della Mille Miglia, tuttavia, il “Circuito automobilistico toscano” (così era chiamato all'epoca il Mugello) rimase silente dopo l'edizione del 1929, per poi tornare in attività nel 1955 su un nastro d'asfalto ridotto a soli 19 km. Il ritorno dell'interesse per le gare su strada negli anni '60, fortunatamente, convinse due appassionati come Pasquale Borracci e Amos Pampaloni a riproporre il format originale degli anni '20 sul tracciato da 66 km.

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    La prima edizione di questo “secondo capitolo” del Mugello è datata 1964, un anno dal quale le competizioni proseguirono per altre sette stagioni. I centinaia di migliaia di spettatori che accorsero presso il circuito toscano amavano veder sfrecciare le vetture Sport e Turismo, ma anche le piccole Abarth elaborate che, al contrario, erano più vicine a quelle prodotte in serie.

    L'edizione del 1968 fu una delle più entusiasmanti: quell'anno l'Alfa Romeo dell'equipaggio formato da Luciano Bianchi, Galli e Nino Vaccarella fu protagonista di una splendida rimonta ai danni della Porsche elvetica di Jo Siffert e Rico Steinemann, che riuscì a battere trionfando nell'allora chiamato “Gran Premio del Mugello”.

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    La favola del circuito stradale toscano, tuttavia, era ormai ai titoli di coda: le precarie condizioni di sicurezza di questa struttura avevano causato la morte del pilota Gunter Klass nel 1967 e di un bimbo che osservava le vetture sfrecciare in pista nel 1970, il che indusse gli organizzatori, sotto la spinta dell'Automobile Club di Firenze, di costruire una sede più consona al futuro autodromo toscano. Grazie alla progettazione e alla messa in opera secondo i progetti dell'ingegnere Gianfranco Agnoletto, l'Autodromo del Mugello fu inaugurato ufficialmente nel 1974 ed ospitò come gara d'apertura quella delle monoposto Formula 5000.

    Di lì a poco, per la precisione nel 1988, il circuito toscano fu acquistato dalla Ferrari, che innanzitutto diede inizio a un importante progetto di ammodernamento e ristrutturazione per dotarlo delle più recenti infrastrutture a corredo del nastro d'asfalto, che invece è rimasto sostanzialmente inalterato. La Scuderia del Cavallino, nel corso degli anni, l'ha utilizzato spesso come “test track”, soprattutto per la sua impegnativa conformazione che si distende per oltre 5.000 metri nei boschi delle colline toscane.

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    AUTODROMO DEL MUGELLO: LE COMPETIZIONI DI OGGI

    Benchè ancora oggi la Ferrari ne detenga la proprietà, l'Autodromo del Mugello non ha mai ospitato un Gran Premio di Formula 1, anche se nel 2012 è stato la sede prescelta per dei test collettivi a stagione in corso. Per sopperire alla mancanza delle monoposto del Circus iridato, la pista toscana ha ospitato fin dal 1994 il DTM, diventando sede italiana per le gare delle vetture da turismo. Ma non è tutto, perchè sui 5.245 metri situati nella località Scarperia e San Piero hanno corso anche la Formula Due, la Formula 3000, l'International Touring Car Championship (la versione “internazionale” del DTM tedesco) e il Campionato FIA GT.

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    Oltre a ciò, il Mugello è particolarmente famoso per le competizioni su due ruote: attualmente ospita ogni anno il Gran Premio d'Italia della MotoGP, immancabile appuntamento dove i migliori piloti italiani della massima serie motociclistica, tra cui Valentino Rossi, Andrea Dovizioso, Andrea Iannone e Danilo Petrucci, danno sempre il tutto per tutto per tenere alto l'onore della nostra bandiera italiana.

    Nel corso del tempo, tuttavia, l'Autodromo del Mugello ha ospitato anche il Mondiale Superbike, per la precisione nel 1991, nel 1992 e nel 1994, il Campionato Italiano Velocità... e anche due edizioni del Giro d'Italia, nel 1977 e in quella più recente del 2007.

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    AUTODROMO DEL MUGELLO: IL CIRCUITO AI RAGGI X

    La configurazione attuale dell'Autodromo del Mugello è sostanzialmente quella iniziale del 1974: il circuito toscano è lungo 5.245 metri e presenta 15 curve in totale, su un nastro d'asfalto che è stato completamente rifatto nel 2011. Per via dei suoi importanti cambi di elevazione, questa pista è universalmente ritenuta come una delle più belle e impegnative da affrontare.

    Dopo il lungo rettilineo in salita lungo oltre 1 km, dove l'anno scorso la Ducati di Andrea Dovizioso ha raggiunto la vertiginosa velocità di punta di 356,4 km/h, il Mugello affonda nella San Donato, una tra le curve più lente che poi prosegue verso la Luco e la Poggio Secco, dove il Mugello raggiunge il suo punto più alto in termini di quota.

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    Successivamente la pista toscana continua la sua corsa verso la Materassi-Borgo San Lorenzo, che anticipa lo spettacolare sinistra-destra in discesa della Casanova-Savelli: qui le moto e le vetture subiscono una forte compressione e, contemporaneamente, sono chiamate ad impostare correttamente la sequenza dell'Arrabbiata 1 e 2. Dal punto più basso sul livello del mare il Mugello risale verso la Scarperia-Palagio, un destra-sinistra che conduce in direzione del Correntaio.

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    Si tratta di un tornante in discesa dove l'impostazione della traiettoria corretta fa la differenza per uscire con la velocità più alta possibile verso le Biondetti 1 e 2, un altro sinistra-destra da affrontare in pieno e che porta i piloti verso la loro ultima difficoltà. Stiamo parlando della Bucine, un tornante destrorso che sembra non finire mai e che richiede una linea d'ingresso e d'uscita davvero perfette... indispensabili per lanciarsi a tutta velocità verso la bandiera a scacchi.

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    AUTODROMO DEL MUGELLO: HOTLAP IN ROSSO

    Ora che avete scoperto la storia e tutti i segreti dell'Autodromo del Mugello, date un'occhiata al nostro hotlap al volante della Ferrari 488 GT3, al fine di scoprire le traiettorie e i riferimenti corretti in staccata per un giro da qualifica davvero da manuale. Signori, accendete i motori! Il Campionato Road to Glory 2020 sta per cominciare!

     


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