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    DrivingItalia speciale: The Big Three (seconda parte)

    Dopo il successo della prima parte dello speciale The Big Three, dedicato ad Assetto Corsa, il secondo articolo della serie è dedicato interamente ad rFactor 2, simulatore di Studio 397, un titolo che nonostante gli anni non passa mai di moda. Ecco perché oggi cercheremo di vedere a che punto si trova del suo sviluppo e quali sono aspetti positivi e negativi che lo caratterizzano.

    Nello scorso articolo abbiamo parlato di quello che forse è il sim che a oggi va per la maggiore su pc, in altre parole Assetto Corsa. Quello italiano però, non è l’unico simulatore che gli appassionati di racing games hanno sui loro pc; infatti, c’è un certo rFactor 2, al suo quarto anno d’attività, che nonostante le mille peripezie e difficoltà, ancora oggi riesce a tenere incollati per ore allo schermo, garantendo una sana e buona dose di qualità. La storia di rFactor2 è di quelle travagliate: vide la luce nel 2013, per opera dell’ormai defunta ISI (in realtà gli ISI sono ancora attivi e stanno lavorando su di un nuovo titolo che NON sarà rFactor 3 ndUff), e avrebbe dovuto essere non solo il miglioramento del primo capitolo, ma anche la consacrazione definitiva nell’albo dei sim più apprezzati e ben realizzati di sempre. Tuttavia, nonostante le buonissime premesse (il motore fisico era ed è tuttora eccellente), non fece del tutto breccia tra la miriade di appassionati, per due motivi sostanzialmente: i pochi, pochissimi contenuti ufficiali e soprattutto il prezzo a dir poco eccessivo se si voleva avere il quasi imprescindibile mondo online. Questi due fardelli hanno rischiato di far cadere letteralmente nell’oblio un simulatore eccellente, ma per fortuna i ragazzi di Studio 397 sono entrati in gioco, hanno rilevato l’eredità di ISI e si sono rimboccati le maniche, nel tentativo di salvare un franchise che non meritava la fine che stava facendo. Mentre vi scrivo, rFactor2 è tornato a essere ciò che doveva essere in principio, un simulatore serio, efficace, capace di accontentare tutti quegli appassionati di sim che vogliono cimentarsi in qualcosa di più profondo e impegnativo. Il primo vero step fatto dalla software house olandese è stato quello di aggiornare il titolo alle ormai fondamentali Directx 11, con il risultato più evidente che è quello di aver svecchiato la grafica obsoleta che caratterizzava rFactor da sempre. Niente più colori piatti, sbiaditi o artificiali ma un generale e complessivo miglioramento della palette di colori e shaders; non ai livelli di altri titoli altrettanto blasonati, ma di sicuro è stato fatto un grande passo in avanti.

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    Alla Studio 397 hanno lavorato sodo anche per aumentare i contenuti, inserendo auto come la Nissan GT500, un’auto della categoria SuperGT, che fa della precisione e inserimento curva il suo vero cavallo di battaglia. Sono state notevolmente migliorate le vetture di Formula Renault 3.5 e Formula Two, così come vecchie conoscenze quali i vari kart. L’ultima arrivata è invece la vivace e divertente Radical SR3 RSX, un vero gioiellino da portare a spasso per le piste più movimentate e old school in dotazione. A proposito di piste, molte di quelle ufficiali sono state riviste e migliorate e ha fatto la sua comparsa qualche mese fa una new entry americana: si tratta del NOLA, un circuito (con più configurazioni) ambientato in Lousiana, che diverte soprattutto per il layout amorfo e ricco di curve tondeggianti, nonostante l’asfalto sia in sostanza liscio e piatto. A questa è seguito un nuovo kartodromo, per la felicità degli appassionati di kart. È stata implementata anche la richiestissima VR, con la possibilità ora di immergersi letteralmente nel simulatore. Tra le tante novità in arrivo, invece, urge porre l’accento su una UI completamente rinnovata, con una grafica moderna e soprattutto più comprensibile e dalle immagini disponibili, i menù di navigazione sembrano davvero ben ideati e realizzati. Altra novità da tenere d’occhio è la pista di Zandvoort che è stata confermata in via ufficiosa, ma che con tutta probabilità arriverà presto o tardi sul simulatore; così come la meravigliosa McLaren 650S GT3, che farà il debutto all’interno della competizione per sim racers creata dal brand inglese stesso (fate clic qui per ulteriori info) ma che per tutti gli altri comuni mortali sarà, a quanto pare, a pagamento. Infine tra i tanti rumors che, oserei dire, finalmente circondano rFactor2, c’è anche la possibile implementazione in futuro della Formula E, un campionato che sta attirando sempre più attenzioni mediatiche. Insomma, di carne al fuoco ce n’è eccome, i progressi dal 2013 sono stati numerosi ed evidenti, non ci resta che aspettare e vedere come procede lo sviluppo di questo grande simulatore.

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    Ora arriviamo alla parte cruciale dell’articolo, quella più pepata ed emozionante, dove cercherò di mettere in chiaro gli aspetti positivi e negativi di rFactor2; in vista di un gran finale che vedrà faccia a faccia i tre più grandi simulatori dei nostri giorni. Per farlo seguirò anche in questo caso la storia del franchise, perché è giusto che sia messo ben in evidenza il lavoro che è stato fatto ultimamente ma senza dimenticare chi e cosa c’è alla base. Nello scrivere mi rendo conto che è impossibile citare ogni caratteristica, quindi mi limiterò a definire gli aspetti più critici.

    Partiamo da quello che è il vero fiore all’occhiello del simulatore, partiamo dalla ciliegina che poi andremo a mettere sulla torta... il motore fisico. È l’ISI Engine 2, l’evoluzione del già acclamato ISI Engine di prima generazione; un motore in grado di esaltare decine di aspetti tecnici che altri sim di tutto rispetto non hanno. Questo motore permette, infatti, di realizzare auto precise e realistiche, aggiungendo alla simulazione quei piccoli dettagli che contribuiscono in maniera estrema a renderla ancor più coinvolgente e appunto, realistica. Da qui prende vita il simulatore, perché senza un motore fisico degno di nota, si possono avere tutti i contenuti del mondo, ma non si avrà mai quello che un sim racer cerca: la fedeltà di guida. Per farvi capire quanto sia stato programmato bene basta pensare al fatto che esso è utilizzato da piloti e scuderie professioniste (anche di NASCAR o F1) oppure alla possibilità di inserire auto con sei ruote, di cui quattro sterzanti. La bontà del motore si denota anche dalle innumerevoli possibilità che i modders hanno a disposizione per ricreare in game le loro vetture, dando vita a dei modelli veramente ottimi. Non c’è storia, quindi, il motore fisico è la base da cui parte tutto e le sensazioni che arrivano al volante, nascono da lì e da questo punto di vista rFactor2, non delude. Certo le sensazioni trasmesse sono diverse rispetto ad altri simulatori e forse è anche più complicato venirne a capo, ma il risultato è una fedeltà meravigliosa. Discorso simile vale per il Tyre Model, ossia l’algoritmo che determina le reazioni delle gomme a contatto con l’asfalto e ovviamente anch’esso nulla sarebbe senza un ottimo motore fisico alla base. Solo che il Tyre Model in questione merita di essere citato a parte perché difficilmente nel mondo dei sim su pc si riscontra una complessità, completezza e realizzazione, così ottimali a riguardo. Per fare un esempio semplice ma esaustivo, quest’algoritmo non solo calcola come la gomma si comporta in relazione all’asfalto asciutto, ma lo fa anche con asfalto bagnato, con temperature che vanno dal freddo al gran caldo, con un’accuratezza nel consumo e danneggiamento che non ha rivali. Insomma, è stato ideato bene e ora, grazie al lavoro degli Studio 397, è diventato uno dei cavalli di battaglia del simulatore, così che quando si pensa a rFactor2 venga subito in mente cosa lo contraddistingue e il Tyre Model è proprio una di queste cose.

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    Questo simulatore, che stento a chiamare videogioco, ha però dei difetti che si porta dietro da anni, primo su tutti la mancanza di contenuti. Sì, è vero, ho precedentemente detto che la nuova casa è al lavoro per aumentare il parco auto e piste ma siamo ancora ben lontani dalla quantità di veicoli e soprattutto location originali (cioè pubblicate dalla software house) che la media di simulatori offre. A suo favore ritorna sempre la bontà del modello fisico delle vetture: ci si può fissare su una sola auto per molto tempo e non sentire quasi la mancanza di altro, ma questo succede soprattutto se si è impegnati online. Eppure l’obiettivo alla Studio 397 è quello di attirare sempre più sim racers, anche quelli che vogliono restare offline e guidare decine di auto, godendo delle sensazioni che rFactor2 sa offrire, quindi purtroppo resta questo difetto che può essere decisivo per alcune persone. Inoltre le piste non sono rappresentate con la tecnologia del laser scan, quindi non sono ultra fedeli come in AC o iRacing e questo può essere considerato un piccolo difetto, anche se sono comunque piste ben fatte. A correre incontro e salvare la situazione su questo duplice fronte ci sono le mod; rFactor2 è, infatti, uno dei sim più aperti in assoluto da questo punto di vista. Questo vale da sempre, infatti, se anche nel periodo più buio la gente ha continuato a sfruttare il sim in questione, è stato grazie alle numerose e valide mod in circolazione. E da quando è stato rilasciato su Steam, questa caratteristica ha acquisito un ulteriore vantaggio, cioè l’introduzione del workshop. Si tratta di un sistema che permette ai giocatori di scaricare in assoluta tranquillità e sicurezza e soprattutto comodità, le mod cui si è interessati. Difficile dire quanti siano i lavori di privati disponibili, ma molti, forse la maggior parte, sono davvero buoni e vorrei ricordare che tutti i più importanti gruppi di modding sono presenti. Altri punti positivi che caratterizzano il simulatore ex-ISI sono la presenza di pioggia, ciclo giorno/notte e il comparto online. La prima è una vera chicca, richiestissima da tanti giocatori anche su altri titoli e che qui è implementata bene, non tanto visivamente (poco importa) quanto fisicamente. Stessa cosa vale per la transizione da giorno a notte, ottima soprattutto per simulare gare endurance. Per quanto riguarda l’online invece, il discorso è simile ma non uguale, ad Assetto Corsa: simile perché non siamo ai livelli di iRacing, non ci sono sistemi di ranking così avanzati né campionati ufficiali, ma non del tutto uguale perché ciò che offre l’online di rFactor2 è una generale miglior possibilità di gareggiare senza problemi, sia di tipo tecnico sia dovuti alla presenza di giocatori scorretti. Certamente non è impossibile trovarli anche qui, ma il fatto che sia un simulatore più impegnativo, scoraggia in qualche modo chi tende a rovinare le gare. Lascio per ultimo un aspetto di cui ho già parlato nella prima parte dell’articolo ma che mi serve per agganciarmi a quello che a mio avviso è il vero “pro” di questo simulatore. Quest’aspetto è la grafica, non solo quella di auto e ambiente ma anche quella dell’interfaccia. Come detto in precedenza, la grafica in game ha subìto miglioramenti, non è più vecchia e fastidiosa, ma ancora non è alla pari con gli altri titoli e questo è un punto su cui i nuovi ragazzi stanno lavorando. Idem vale per la UI, che richiede un processo simile perché i menù sono piuttosto grezzi e poco accattivanti, oltre che poco intuitivi. Tuttavia c’è una cosa che deriva da quest’aspetto e cioè l’enorme sviluppo che sta vivendo il simulatore in questi ultimi tempi. Il vero “pro” è che alla Studio 397 stiano lavorando molto per sviluppare al meglio quello che può essere il miglior simulatore, almeno sulla carta. Si tratta di uno sviluppo costante, che riguarda e riguarderà ogni caratteristica del titolo e che permetterà (si spera) di far acquisire finalmente ad rFactor2 una sua vera e propria identità.

    In conclusione a quest’articolo, quindi, mi preme confermare la bontà di questo progetto; un progetto che se va tutto secondo i piani porterà rFactor2 a divenire un punto di riferimento nel mondo dei sim anche per chi lo vede ancora come un titolo non alla portata di tutti. Va ricordato però che rFactor2 richiede impegno e costanza, bisogna viverlo alla sua maniera, impegnandosi e mettendo in conto di spendere ore e ore, non tanto per divertirsi quanto per diventare un pilota migliore. Solo dopo arrivano le vere soddisfazioni, date dalla fisica eccellente e dalle sensazioni, volante tra le mani. Diciamo che quindi ora come ora rFactor2 è una sorta di investimento per il futuro, ma si deve essere convinti e soprattutto consci che non si è di fronte ad un titolo semplice, frivolo o banale.

    Commenti e discussioni sul forum

    A cura di Mauro Stefanoni

     




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