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    Project CARS 3: com'è rispetto ai suoi predecessori?

     

    Se i primi due capitoli di Project CARS si inserivano nel gruppo dei cosiddetti “simcade” e strizzavano l’occhio agli amanti della simulazione a quattro ruote, Project CARS 3 va in tutt’altra direzione. Slightly Mad Studios con Project CARS 3 abbandona ogni velleità di simulazione per abbracciare completamente il genere arcade, avvicinandosi di molto a ciò che offrono prodotti come Gran Turismo e Forza Motorsport.
    Come avrete ormai già letto in sede di recensione PC3 non è un simulatore, ma un arcade puro e questo ovviamente si riscontra nel gameplay vero e proprio: anche questo titolo condivide con i suoi due predecessori il Madness Engine (del quale stiamo vedendo tutte le meraviglie grazie ad Automobilista 2) ma in questo capitolo è stato pesantemente semplificato.
    Project CARS 3 in qualche modo richiama i suoi predecessori volante alla mano, ma lo fa semplificando notevolmente l’esperienza di gioco: se in PC e PC2 bisognava stare attenti alla temperatura degli pneumatici ed evitare azioni brusche nelle prime fasi di gara, in Project CARS 3 invece abbiamo la possibilità di spingere sin dal primo istante. Chi viene dai capitoli precedenti però avrà modo di cogliere alcune similitudini tra i giochi, come lo spiccato sovrasterzo, la tendenza dell’auto a non scomporsi troppo quando si passa su un cordolo o l’effetto calamita dell’erba che è presente nei titoli con Madness Engine (e anche Automobilista 2 non ne è esente).

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    La tendenza a semplificare però è un’arma a doppio taglio: se da un lato rende il gioco godibile per chiunque dall'altro comporta un quasi totale appiattimento della guida: le auto tutto sommato si guideranno tutte in maniera molto simile, e passare da una categoria ad un’altra non richiederà troppa pratica per padroneggiare una vettura con un diverso stile di guida. Una volta acquistata la confidenza con la fisica di gioco sarà possibile osare alla stessa maniera su tutte le auto: ne ho avuto la prova affrontando due gare online, una con una Audi R18 LMP1 e un’altra con una Lotus Type 25. Da due auto così diverse ci si aspetta due stili di guida completamente differenti, ma una volta presa confidenza con i mezzi sarà come guidare la stessa auto con due diversi carichi aerodinamici ma che reagiscono in maniera veramente molto simile.
    Non faremo fatica a guidare sin da subito auto molto potenti anche disabilitando tutti gli aiuti: richiederà sempre un briciolo di attenzione, ma non saremo quasi mai in bilico rischiando un testacoda andando sul gas. Anche in fase di frenata si nota una netta semplificazione rispetto ai due titoli precedenti: anche con ABS disattivato non ci saranno problemi di bloccaggio anche arrivando a frenare molto tardi, sembra quasi di giocare sempre con l’ABS attivo

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    Project CARS 3 inoltre presenta un FFB solido e funzionale considerato il tipo di contenuto offerto: nonostante sia meno dettagliato di quello del predecessore riesce comunque a fornire tutte le indicazioni necessarie per sapere cosa sta facendo la nostra vettura, ma a differenza di Project CARS 2, che dà il meglio di sè con dei file personalizzati per il FFB, non richiede particolari configurazioni e funziona molto bene out of the box.

    In conclusione, Project CARS 3 è un titolo che sia con gamepad sia con volante sa divertire grazie ad una fisica credibile e ad un FFB solido. Forse il suo più grosso problema è nel nome: continuando la serie Project CARS i giocatori si aspettavano un passo in avanti nella direzione già seguita con PC e PC2, quindi quella del simcade, magari affinando alcuni particolari di un titolo già di per sè ottimo. E’ impossibile dire in modo assoluto se questo nuovo capitolo sia migliore o peggiore rispetto ai suoi predecessori: Project CARS 3 rappresenta un netto distacco dal tipo di gameplay offerto fino a Project CARS 2, e se si cerca un titolo che strizzi l’occhio alla simulazione Project CARS 3 allora è un passo indietro. Il nuovo capitolo di casa SMS va paragonato a titoli che offrono un’esperienza simile, e se confrontato con questi ne esce vincitore: prende quanto di buono c’era in PC2, ne semplifica la fisica e ci aggiunge un’accessibilità mai vista prima nella serie.

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