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    Review: F1 Williams FW11B by ACFL

    • Cars soul
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    Quale più bel regalo di Natale per un appassionato di Formula Uno e di simulazione, se non una monoposto del passato che ha fatto la storia del motor sport? Questo devono aver pensato i ragazzi di ACFL quando hanno reso disponibile il loro ultimo mod (questa volta a pagamento) lo scorso 23 dicembre. Si tratta della formidabile Williams FW11B, nota per aver vinto e dominato il campionato di F1 del 1987, con alla guida due geni del volante come Nelson Piquet e Nigel Mansell. Non potendo resistere, l’ho provata su Assetto Corsa, per me e per voi e queste sono le mie impressioni.

    Che il team di ACFL ne sappia qualcosa in ambito di auto a ruote scoperte è ormai un dato di fatto, ma mai si erano spinti nel passato, realizzando una vettura di F1 storica. Possiamo quindi definirlo un passo in avanti per il gruppo francese, ma allo stesso tempo un salto nostalgico nel passato, soprattutto per chi ama le monoposto da competizione. La Williams FW11B è, infatti, una vettura che è rimasta nel cuore di migliaia di tifosi, quindi il compito di riprodurla nei minimi dettagli non deve essere stato semplice; saranno riusciti a cogliere il suo spirito battagliero e i suoi comportamenti nervosi? Per rispondere a questa domanda ho guidato la Williams su tre circuiti differenti, ognuno in grado di mettere alla prova la bontà e fedeltà di questo mod: prima Catalunya, poi Monza e infine Spa Francorchamps. E mi sono divertito, ve lo posso assicurare.

    Grafica: un’auto così famosa deve essere innanzitutto identica alla controparte reale, se vuole fare breccia nel cuore di chi la sta per guidare e questa Williams è veramente bella: indossa i colori originali, bianco, giallo e blu, con sponsor Mobil e Canon; ogni dettaglio, dall’alettone anteriore nero e tagliente, alle pance laterali basse e larghe, è stato riprodotto fedelmente. Dal punto di vista squisitamente tecnico non c’è quasi nulla da ridire: le superfici hanno un tocco leggermente opaco ma l’auto risulta complessivamente bella da vedere (e da fotografare). È stato quindi fatto un ottimo lavoro e anche l’appassionato più accanito potrà gioire vedendo la vettura nello showroom, nei replay o semplicemente usando la visuale in terza persona. A proposito di visuali, apro una piccola parentesi, per informare della presenza di un’inquadratura posta sopra la testa del pilota, del tutto simile a quella utilizzata nella realtà sulle vetture di F1.

    Sound: qui si apre un altro capitolo molto importate, perché una monoposto del genere non può assolutamente mancare di un suono all’altezza. Stando fermo ai box, si sente il riverbero del possente 6 cilindri biturbo Honda echeggiare; è cattivo, per nulla silenzioso (il volume in generale è molto alto), sagace, ma allo stesso tempo cupo. Dando gas cambia voce: diventa man mano sempre più acuto e vicino ai 7000 giri la FW11B urla come una dannata, impaziente di scendere in pista. Ed è proprio fra una curva e l’altra che il mod di ACFL dà il meglio di sé per quanto riguarda il sound. Riesce a immergere in modo eccezionale, così tanto, che è un peccato viaggiare a bassi regimi per scaldare le gomme. In generale, quindi, il sound è ben bilanciato, anche se manca un po’ di pienezza ai medi, che darebbe quel tocco in più.

    Fisica e impressioni: vi dico subito che per un’auto del genere non basta fare qualche giro allegramente, ma bisogna impegnarsi e continuare a provare finché non si riesce a prendere la mano. All’inizio, infatti, la Williams è molto nervosa, quasi insopportabile, per via del turbo incalzante che entra all’improvviso e da tanti calci nel di dietro. E anche quando dopo una decina di tornate sembra di aver fatto l’abitudine, ecco che la potenza impressionante del motore Honda coglie alla sprovvista e si finisce in testacoda, prima che si possa anche solo minimamente controsterzare. In un circuito tecnico come quello di Catalunya, affinché l’auto non scodi all’impazzata e si possano completare dei giri senza errori, si deve intervenire su vari parametri ai box. Di default, infatti, la FW11B ha un brake bias molto basso e nelle dure frenate si fatica a tenerla dritta e composta, ma dopo aver cambiato setup (inclusi ammortizzatori, altezza da terra, antirollio, differenziale e campanatura) s’inizia a gestire tutta la potenza degli oltre 800 cavalli, col turbo impostato al 70%. Ovviamente il bello viene quando si aumenta il turbo al 100% e si equipaggia la vettura con le gomme slick da qualifica, che davvero fanno la differenza in questo mod. La Williams può così sprigionare tutti i suoi 1000 cavalli rampanti e sempre facendo attenzione al gas, ci si può divertire da matti. Questo vale anche a Monza e a Spa: sul circuito italiano, mettendo le marce più lunghe possibili, si raggiungono velocità elevate e giro dopo giro, è tutto alquanto adrenalinico; ma è sulla pista belga che la Williams dà il meglio di sé, rendendo la guida non soltanto appagante, ma soprattutto emozionante. Servono comunque decine di giri prima di capire come comportarsi: per guidare al meglio la Williams si deve avere rispetto dell’acceleratore, dare gas dolcemente e solo quando le ruote sono completamente dritte, schiacciare a fondo il pedale. Parzializzare, invece, non sempre è la cosa migliore da fare, perché il turbo entra in azione attorno ai 4000 giri e c’è il rischio di girarsi o uscire direttamente dalla pista. Ci vuole del tempo, ma non è uno di quei mod superficiali che rendono la guida snervante ed enfatizzano il livello di difficoltà. Rispetto a una Lotus 98T (fatta dai Kunos) ciò che manca probabilmente è l’effetto force feedback pieno e completo: quello che si riceve attraverso il volante con questo mod è sì molto buono ma un po’ latente in alcune occasioni, come per esempio sopra i cordoli o in “derapata”.

    In conclusione posso affermare che il team di ACFL ha fatto un gran lavoro, riproducendo egregiamente una vettura ostica e difficile da padroneggiare. È un mod che va vissuto, non semplicemente guidato: si sceglie un circuito e si guida per ore fino a che si riesce a essere un tutt’uno con l’auto. Solo così si può godere appieno di questa monoposto vincente. La fisica non sarà all’altezza delle vetture originali Kunos, ma questo mod riesce nell’impresa di raccogliere e rappresentare in maniera ottimale l’anima combattiva e aggressiva di quest’icona della Formula Uno e del motor sport in generale.

    NOTA: ricordo che il mod è a pagamento al prezzo di 2,50 euro.

     

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