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  • Il Pilota della Domenica: sogni virtuali (parte 5)

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    VELOCIPEDE By VELOCIPEDE, in Hardware, , 0 comments, 3,201 views
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    Il Pilota della Domenica: sogni virtuali (parte 5)

    Il nostro PC, già dalle puntate precedenti, è già al top delle performance, ma volendo portare la nostra esperienza di guida simulata completamente su un altro livello di emozioni e sensazioni, abbiamo bisogno di un nuovo hardware: il visore Oculus Rift. L’ormai famosissimo Oculus, nel momento in cui scrivo disponibile nella versione Development Kit 2, ma è stato già presentato un ulteriore upgrade in vista della versione definitiva che dovrebbe arrivare a metà 2015, è un visore per la realtà virtuale (non aumentata, come a volte viene erroneamente definito) che, appena indossato, ci fa praticamente “entrare” all’interno del nostro simulatore: muovendo naturalmente la testa guardandoci intorno, vedremo intorno a noi l’abitacolo della vettura, potremo sporgerci fuori dal finestrino, guardare dietro dove si trova il nostro avversario, buttare lo sguardo di fianco in fase di sorpasso…. Insomma, avrete capito che non si tratta di un semplice upgrade hardware, ma di un oggetto che cambierà completamente il nostro modo di essere piloti virtuali, non sarà come nella realtà, sarà viverla in prima persona. Per capire bene a cosa si va incontro, ed è bene farlo perché il primo impatto sarà devastante e bisognerà abituarsi non poco, vi consiglio di seguire il topic del forum ed andare a vedere qualche video su Youtube, come quello qui sotto.

    E’ bene tener presente anche il fatto che, l’utilizzo di una periferica come l’Oculus, rende di fatto inutili e superflui accessori come i display extra per il volante, semplicemente perché, com’è ovvio, una volta indossato il visore, non vedremo più nulla della realtà che ci circonda, ma solo quello che sarà in game. Considerando che un display top di gamma può arrivare a costare più di un Oculus, il mio consiglio è sicuramente quello di investire sulle sensazioni, piuttosto che sulla mera estetica.

    Occupiamoci ora anche delle emozioni dei nostri piedi, perché per farli sognare davvero, non possono bastare gli upgrade fatti nelle puntate precedenti. Anche in questo caso, la scelta che ci troviamo ad affrontare ci porta ad un bivio: acquistare una pedaliera professionale a molle e pneumatica (dotata cioè di pistoni), oppure una pedaliera idraulica ? Dotata poi di potenziometri, celle di carico, sensori di pressione o cos’altro?

    Partendo dal presupposto che le pedaliere delle vetture da corsa reali sono idrauliche con sensori di pressione, è bene ponderare bene la nostra scelta tenendo presenti i fattori di costo, semplicità e gestione.

    Volendo contenere il costo entro alcune centinaia di euro, con un occhio alla semplicità estrema (pur senza rinunciare a possibili regolazioni personalizzate) ed una gestione post installazione pari a zero, la nostra scelta è certamente quella della pedaliera a molle con potenziometri. Le opzioni possibili per l’acquisto sono molte, visto che praticamente tutte le aziende che si occupano di periferiche per la guida simulata, hanno nei loro cataloghi una pedaliera simile. Salendo di prezzo, si può optare per una pedaliera anche pneumatica, come per esempio i modelli di DEM Racing Simulators o ARC Team, per citare due aziende italiane. L’opzione cella di carico, più che da valutare, è da provare prima dell’eventuale acquisto, perché il feedback fornito da questo sistema è molto diverso e particolare, quindi decisamente soggettivo. Io per esempio non lo preferisco, in quanto lo trovo “ovattato”.

    Il potenziometro è un dispositivo elettrico equivalente ad un partitore di tensione resistivo variabile (cioè a due resistori collegati in serie, aventi la somma dei due valori di resistenza costante, ma di cui può variare il valore relativo), difatti una sua parte viene disposta in parallelo al carico utilizzatore.

    Una cella di carico è un componente elettronico (trasduttore) impiegato per misurare una forza applicata su un oggetto (in genere un componente meccanico) tramite la misura di un segnale elettrico che varia a causa della deformazione che tale forza produce sul componente. L'applicazione più comune è nei sistemi di pesatura elettronici e nella misura di sforzi meccanici di compressione e trazione

    Salendo decisamente di prezzo, oltre i mille euro in genere, possiamo portarci a casa una pedaliera idraulica con sensori di pressione. Una pedaliera simile richiede anche manutenzione, a cominciare dal possibile spurgo dell’olio, ma i nostri piedi ci ringrazieranno ! Con una pedaliera di questo tipo infatti, potremo guidare esattamente come nella realtà, ricevendo lo stesso feedback dalla vettura virtuale, percependo all’istante il comportamento dei pneumatici in frenata, bloccaggi compresi, frenando con il tipico “pestone” al primo approccio della staccata, perché il sensore di pressione leggerà non solo quanto, ma anche “come” andiamo a frenare. I primi kilometri con una pedaliera di questo tipo risulteranno spiazzanti, ma in seguito non potremo più farne a meno. Il modello che vi consiglio è la Pedal System Pro prodotta dalla Manu Factory, in quanto completissimo, con numerose possibilità di personalizzazione e con una manutenzione assai contenuta.

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    Sistemati i piedi, è ora di pensare alle mani! Il nostro volante Logitech, pur offrendoci un ottimo feedback a livello qualitativo, risulta essere scarso per quanto riguarda la reattività, velocità e forza trasmesse. Prima di affrontare il problema, è bene tenere presente un fattore importante: ad eccezione dei kart da competizione e di alcune vetture, le auto da corsa reali non trasmettono una forza e resistenza elevate alla sterzata, perché ormai quasi tutte sono dotate di meccanismi di servosterzo o simili che vanno a smorzare l’energia portata al piantone e quindi al volante. Come vedremo nel prossimo paragrafo, la priorità per un simdriver dovrebbe essere un’altra…

    Il consiglio, ancora una volta, resta quello di non abbandonare il nostro amato Logitech, ma, ovviamente, di potenziarlo in modo adeguato. Anche in questo caso, può esserci d’aiuto la Manu Factory, con il suo Power Mod: si tratta di una modifica realizzata dall’azienda romana che va a potenziare incredibilmente non solo la forza, ma soprattutto la reattività e velocità del volante, eliminando completamente persino il fastidioso buco al centro, senza però andare ad intaccare o modificare minimamente la qualità del segnale originale di force feedback.

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    Le alternative all’upgrade di cui sopra sono varie, naturalmente professionali, ma purtroppo molto più costose: possiamo per esempio partire dall’incredibile SimSteering (anche nel prezzo!) di Leo Bodnar, passando poi ai recenti AccuForce della SimXperience ed EC Sim, in attesa dell’ultimo arrivato, da poco annunciato, DRS Integrale della sanmarinese DEM, che potrebbe rivelarsi una interessante sorpresa, senza dimenticare il progetto nato proprio sul nostro forum di un gruppo di appassionati. Vero è che nei casi dei volanti pro, si tratta di investire oltre mille euro – se non addirittura il doppio o il triplo – per poi utilizzare casomai l’hardware al di sotto del 30% delle sue reali possibilità. Ne vale la pena? E soprattutto: ci serve davvero?

    In realtà, invece di sognare tanto un super volante, dovremmo riflettere su un’altra cosa: come guida l’auto un pilota reale? Spesso l’avrete sentito dire: “un pilota guida col sedere”, non già col volante. Nel senso che un pilota “sente” sotto di sé il comportamento dell’intero veicolo, ne percepisce gli spostamenti di pesi, masse, carico aerodinamico e cosi via. E guida di conseguenza. Il simdriver dovrebbe andare quindi in questa direzione.

    L’hardware ed il software utili a rendere dinamica la nostra postazione si sono sviluppati enormemente soprattutto negli ultimi anni, grazie anche agli impulsi notevoli giunti dal mondo dell’automobilismo reale, che, anche per ovviare al problema regolamentare del numero limitato di possibili test in pista, ha fornito una grande spinta anche al nostro settore, ponendo grande attenzione (finalmente!) ed investendo enormi risorse nell’ambito della simulazione di guida, come testimoniano i super simulatori di Dallara, Ferrari, McLaren e molti altri.

    I costi di questi componenti, all’inizio quasi proibitivi, sono andati progressivamente abbassandosi, ma il vero taglio verso il basso si è avuto nel 2014, quando la Simulator Giantruck di Varese ha presentato le sue pedane mobili denominate SG Move, sia a 2 che 3 assi di movimento (attualmente è in testing la versione a 5 assi!). Per tutti i dettagli vi rimando alla recensione dettagliata, ma qui voglio ricordare che, non solo si tratta di un prodotto dal prezzo altamente competitivo, ma anche efficacissimo ed in grado di fornire un feedback incredibile e realistico, oltre che completamente personalizzabile. Da non dimenticare il fatto che una SG Move rende dinamica l’intera postazione (al pari della vettura) e non solo una parte di essa, perché per esempio anche i nostri piedi sui pedali devono “soffrire” la dinamicità. Vi ricordo poi che le pedane SG vengono utilizzate con successo anche al Driving Simulation Center di Lanciano, dove potreste provarle.

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    Si chiude cosi la nostra serie di articoli domenicali, che spero vi abbia almeno fornito alcuni interessanti spunti di valutazione ed idee creative. Non fate mancare però i vostri commenti e domande sul forum, mentre per quanto mi riguarda vi aggiornerò periodicamente nel momento in cui saranno disponibili gustose novità hardware….

    A cura di Nicola "Velocipede" Trivilino :wave:

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