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Recensione di DrivingItalia.NET
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    [Parte 9] Guida al setup nel karting: assale posteriore e barre removibili

     

    Kartisti! Eccoci di nuovo a parlare di go-kart e del loro setup, da affinare minuziosamente sia quando siamo al simulatore (su Kart Racing Pro e, perché no, anche su KartKraft e Kartsim per rFactor 2) sia quando ci troviamo ad aggredire rettilinei e curve di una pista vera. Nella scorsa puntata abbiamo affrontato l’argomento dell’altezza da terra, mentre oggi parleremo di due parti del kart che faranno sicuramente la differenza in termini di tempo sul giro.

    Prima tratteremo dell’assale posteriore, vale a dire quel “tubo” che collega le due gomme al retrotreno, poi delle barre removibili, utilizzate o meno rispettivamente per irrigidire oppure per rendere più flessibile l’intera struttura del nostro piccolo mezzo da corsa.

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    ASSALE POSTERIORE: MOLTO PIÙ DI UN SEMPLICE TUBO

    Come ormai saprete benissimo, il go-kart è un veicolo da competizione speciale, perché a differenza delle auto non è provvisto né di differenziale né di sospensioni. Per sopportare le varie sollecitazioni della guida in pista, quindi, il kart deve basarsi sulla flessibilità/rigidità del proprio telaio al fine di essere competitivo tra i cordoli, una struttura nella quale svolge un ruolo determinante proprio l’assale posteriore.

    A prima vista sembra un semplice tubo a cui sono collegati rigidamente gli pneumatici con i cerchi, mentre in realtà si tratta di una componente davvero indispensabile al fine di trovare il giusto assetto su una determinata pista. Assieme ai mozzi l’assale, rigorosamente in acciaio, assolve da sospensione posteriore ed è costruito solitamente con un diametro di 50mm, sia per le categorie monomarcia che per quelle con il cambio di velocità.

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    L’assale posteriore, quindi, è quella componente che determina la trazione del kart, dal momento che collega le gomme al retrotreno e al motore attraverso le parti della trasmissione, costituita da catena, corona e pignone. In rettilineo sarà più o meno parallelo alla pista, mentre in curva avrà una certa capacità di flessione che gli permette di far sollevare la ruota posteriore interna, movimento indispensabile che serve ad ovviare l’assenza del differenziale.

    ASSALE POSTERIORE: RIGIDO O MORBIDO?

    Benchè gli assali posteriori utilizzati oggi siano tutti abbastanza standardizzati nelle loro dimensioni, essi differiscono per le loro caratteristiche di elasticità (cioè la capacità di tornare dritti dopo essere stati sottoposti a flessione in curva) e soprattutto di rigidità, condizioni che determinano l’assetto del mezzo e le relative performance in pista.

    Se un assale presenta un livello elevato di rigidità tenderà a flettere poco in curva, il che comporterà una minor superficie di contatto a terra da parte del pneumatico in appoggio; questo lavorerà di più sulla sua parte esterna, mentre il bilanciamento dei pesi graverà maggiormente sul retrotreno, in questo caso proprio sulla gomma a contatto con l’asfalto.

    Al contrario, se un assale presenta un livello meno elevato di rigidità, risultando quindi più morbido rispetto al caso precedente, esso fletterà di più in curva e determinerà un sollevamento inferiore della posteriore interna. La ruota in appoggio, di conseguenza, lavorerà in maniera più piatta a contatto con il tarmac, il battistrada sarà maggiormente sollecitato sulla sua parte interna e il bilanciamento dei pesi graverà in particolar modo sulle due gomme anteriori.

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    ASSALE POSTERIORE: GLI EFFETTI SULLA GUIDA IN PISTA

    Ma quali sono gli effetti di un assale morbido o più rigido quando si tratta di scendere in pista? Possiamo dire che un assale più rigido determinerà un maggiore grip al retrotreno, per un telaio più tendente al sottosterzo: il kart, in questo caso, godrà di un’ottima trazione in percorrenza e in uscita di curva, perché la posteriore interna tornerà al suolo in maniera più veloce. È la scelta ideale per piste poco gommate e sporche, mentre può comportare qualche problema di guida su circuiti con tanta gommatura a terra.

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    In tal senso si avrà esattamente l’effetto opposto: l’assale più rigido determinerà troppo grip a contatto con l’asfalto, frenando il kart in uscita e rendendolo eccessivamente sottosterzante, con l’immediata conseguenza di sentirlo “andare dritto” soprattutto in entrata di curva. L’aderenza con il tarmac, quindi, verrà meno e si avrà un kart molto più difficile da guidare.

    In queste condizioni è consigliabile optare per un assale morbido, che su piste molto gommate e temperature elevate consente di “liberare” il telaio facendolo scorrere in maniera più efficace. Un assale di questo tipo, in realtà, determina un minor grip e una minora trazione al retrotreno, aiutando però allo stesso tempo l’inserimento in curva proprio perché il posteriore è più libero di scivolare in maniera progressiva e controllabile. Al contrario, su piste poco gommate o con pneumatici duri, un assale morbido è la scelta peggiore perché non assicurerà un livello di grip adeguato alle condizioni.

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    BARRE REMOVIBILI: COSA SONO E A COSA SERVONO?

    Passiamo alle barre removibili, anche dette “barre di irrigidimento”: si tratta di piccoli tubi in acciaio o in teflon, a sezione circolare o schiacciata centralmente, che possono essere posizionati in punti specifici del telaio (all’avantreno, sul lato sinistro in corrispondenza del sedile oppure al retrotreno) con lo scopo di aumentare la rigidità della struttura presa in considerazione. Se vengono tolti, al contrario, quella zona diventerà più flessibile.

    Dal momento che la loro costruzione è diversificata, le barre removibili garantiscono un livello progressivo di rigidità aggiuntiva: le più “morbide” sono quelle in teflon, mentre le più dure sono quelle in acciaio. Anche il modo con cui sono installate sul telaio determina la loro capacità di irrigidimento della scocca: solitamente sono montate orizzontalmente (per una rigidità minima) o verticalmente (per una rigidità massima). Se poi si utilizzano quelle piene, allora il livello di rigidezza della struttura coinvolta sarà ancora più elevato.

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    BARRE REMOVIBILI: GLI EFFETTI SULLA GUIDA IN PISTA

    Ogni qualvolta si irrigidisce il telaio in una data area, il grip delle gomme in quella zona aumenterà. Se viene installata una barra anteriore, per esempio, l’avantreno otterrà un irrigidimento e, quindi, un maggior grip sui pneumatici anteriori; ma non è tutto, perché in questo caso una rigidità superiore determinerà anche una maggiore reattività del kart, in particolar modo in ingresso curva e nei cambi di direzione.

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    Si può dire la stessa cosa per le barre posteriori, che doneranno una maggiore rigidità e reattività al retrotreno che, di conseguenza, consentirà alle gomme posteriori di avere più grip. Per quanto riguarda le barre laterali, queste vengono solitamente utilizzate per irrigidire la zona centrale del telaio limitandone la flessione, il che determinerà un aumento generalizzato del grip su tutte le ruote… ma anche un kart parecchio più nervoso e imprevedibile da guidare.

    Le più utilizzate? Sicuramente quelle anteriori, che permettono un controllo migliore del grip all’avantreno e della velocità di inserimento in curva. Al posto di quelle laterali e posteriori, invece, si preferisce solitamente gestire la rigidità del retrotreno attraverso la scelta di un assale più o meno morbido, assieme alla regolazione del paraurti che, a tutti gli effetti, può assolvere al ruolo di barra di irrigidimento. Allentandolo si otterrà un minor grip e il kart potrà scivolare più liberamente, mentre fissandolo per bene si aumenterà l’aderenza ma il kart scorrerà in curva con qualche difficoltà in più.

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    E su pista bagnata? La tendenza è quella di non utilizzare alcuna barra removibile, che irrigidirebbe eccessivamente la struttura rendendo inutile il maggior grip offerto a causa delle condizioni di guida difficili. Si preferisce, quindi, un telaio il più possibile morbido e flessibile, meno reattivo e soprattutto meno imprevedibile in curva e nei cambi di direzione.

    L’ultimo appunto in fatto di rigidità strutturale è dato dal diametro dei tubi del telaio, oggi solitamente prodotti da 30 e 32mm: la prima misura è sfruttata soprattutto sui monomarcia, dove si predilige la scorrevolezza del mezzo che non deve essere frenato eccessivamente in accelerazione, mentre la seconda sui kart KZ, dove è richiesta una maggior rigidità della scocca per ottenere una migliore trazione al fine di scaricare a terra i cavalli del motore.

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    CONCLUSIONE

    Siamo giunti al termine di questa puntata sul setup per i nostri amati go-kart. Abbiamo visto cos’è l’assale posteriore e quali sono le sue differenze sulla guida in pista se presenta un maggior o un minor livello di rigidità costruttiva, condizione a cui contribuiscono anche le barre removibili, solitamente installate all’avantreno per ottenere quel grip in più che in fin dei conti… non guasta mai. Nel prossimo appuntamento, invece, parleremo di gomme e cerchi, da scegliere e regolare in maniera precisa per ottenere la miglior prestazione possibile una volta in pista. A presto!


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