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<rss version="2.0"><channel><title>News: recensione</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/page/4/?d=1</link><description>News: recensione</description><language>en</language><item><title>MSF Hybrid F-75 by MSF Italian Modding Team: la Rossa di Maranello sbarca su Assetto Corsa</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/msf-hybrid-f-75-by-msf-italian-modding-team-la-rossa-di-maranello-sbarca-su-assetto-corsa-r28090/</link><description><![CDATA[
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	Il 2022 è un anno di profondo cambiamento per la Formula 1, che è entrata in una nuova era grazie alla reintroduzione dell'effetto suolo, alla semplificazione delle appendici aerodinamiche e al passaggio ai pneumatici Pirelli da 18", il tutto con l'obiettivo di ridurre la perdita di carico a causa dell'aria sporca dando la possibilità ai piloti di potersi seguire meglio, creando più battaglie e più spettacolo in pista.
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	Naturalmente le varie trasposizioni nel mondo virtuale non si sono fatte attendere, con addirittura la prima vettura arrivata qualche anno fa grazie a RaceSimStudio e alla sua Formula Hybrid X 2021, diventata poi X 2022. Naturalmente solo da quest'anno si sono viste delle rappresentazioni più fedeli alle vetture reali, e il MSF Italian Modding Team è tra coloro che si è cimentato nella creazione di una vettura di Formula 1 2022, portando <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/modding/assetto-corsa-msf-hybrid-f-75-by-msf-italian-modding-team-disponibile-r28068/" rel="">su Assetto Corsa una certa "Rossa" della griglia</a></strong>.
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<p>
	Partendo dal punto di vista realizzativo, il modello della monoposto è ben fatto e davvero di buon livello, soprattutto se si considera che con ogni probabilità non sono stati utilizzati dati CAD e modelli ufficiali forniti dalla Scuderia, come avviene per i videogiochi ufficiali della Formula 1. Il modello sembra essere basato sulla vettura che ha debuttato nel GP di Catalunya a Barcellona, a giudicare dal piccolo bargeboard presente sul fondo prima dei condotti Venturi. Ai più attenti però non sfuggirà qualche leggerissima difformità nelle linee della vettura rispetto a quella reale, come il profilo dell'ala anteriore che sembra troppo "morbido" nella sua linea o le aperture della griglia di raffreddamento sulle pance che non sono equidistanti l'una dall'altra. Ma si tratta di piccoli dettagli che non influiscono sulla qualità generale del lavoro, che è di alto livello.
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	Anche il comparto sonoro è di alto livello, con il suono del V6 di Maranello ben riprodotto anche nelle cambiate. Unico neo è forse il turbocompressore troppo "silenzioso" rispetto alle vere vetture: negli onboard si sente in maniera piuttosto distinta il tipico "fischio" prodotto dal turbocompressore, con il suono che aumenta di intensità all'aumentare dei giri del motore. Nella mod invece è presente, ma non in maniera così evidente, ma come già detto sopra si tratta di un piccolo dettaglio che non inficia il risultato finale
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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpeg" data-fileid="51259" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_07/image.jpeg.6d971b60d653d0ef26fa1b9440cdb34c.jpeg" rel=""><img alt="image.thumb.jpeg.3dd20d95d6daa94891b2ea5c29ebbcd1.jpeg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="51259" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_07/image.thumb.jpeg.3dd20d95d6daa94891b2ea5c29ebbcd1.jpeg"></a>
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	Venendo però alla portata principale, come si comporta in pista? Come già detto in apertura il 2022 è un anno molto importante per la F1, che ha abbandonato le complesse appendici alari utilizzate fino allo scorso anno, presentandosi con delle vetture molto più "spoglie" dal punto di vista aerodinamico vista la mancanza di flap, bargeboards e turning vanes. Tutto ciò per diminuire la perdita di carico che si ha seguendo direttamente un'altra vettura con lo scopo di offrire più battaglie in pista. Abbandonata quindi la ricerca di carico attraverso le normali ali, l'attenzione regolamentare si è spostata verso il fondo, riportando in auge l'effetto suolo che era in voga negli anni 80, prima di essere abbandonato per motivi di sicurezza. Molto importante è anche l'aumento di peso delle vetture.
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	Tutto ciò si traduce, anche nel sim, in una macchina leggermente sottosterzante nelle curve veloci, e con un sottosterzo abbastanza pronunciato nelle curve a media e bassa velocità, a causa della ridotta deportanza generata dall'ala anteriore e da quella posteriore e dell'aumento di peso delle vetture. Quest'ultimo infatti è complice nel far risultare la vettura "goffa" in curve molto lente come la chicane finale a Barcellona o curva 10 in Bahrain. Molta attenzione va riposta anche nell'affrontare le curve senza portare troppa velocità, perchè c'è il rischio concreto di perdere il posteriore e finire in testacoda.
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<p>
	In generale la vettura si comporta come ci si aspetta alla luce delle modifiche regolamentari e presenta un setup di base che rende la vettura stabile e facile da approcciare anche per i neofiti, al contrario di quanto accade con vetture come la nuova Formula Hybrid 2022 di RSS, che di base è una vettura molto nervosa, soprattutto in fase di accelerazione, e davvero difficile da padroneggiare per chi si presenta per la prima volta alla guida di una vettura di F1. La MSF Hybrid F-75 invece si presenta come una monoposto più "docile" in fase di accelerazione e soprattutto più stabile ed equilibrata quando si sale su un cordolo, grazie soprattutto al setup di base che la rende guidabile out of the box. Nella pagina del setup è da segnalare l'impossibilità di nascondere l'halo: sebbene restituisca un'esperienza più realistica questo potrebbe risultare un problema all'inizio per quei giocatori che sono su schermo e non in realtà virtuale.
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<p>
	Tutto sommato si tratta di un'ottima rappresentazione della SF-75, capace di regalare ore di divertimento e gare interessanti sia ai simracer più esperti sia a chi magari è ancora alle prime armi ed è intimorito da una vettura del genere.
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	<img alt="Nessuna descrizione della foto disponibile." data-ratio="75.08" width="999" src="https://scontent.fbri2-1.fna.fbcdn.net/v/t39.30808-6/290132391_1274504129623651_3554552088025188138_n.jpg?_nc_cat=110&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=730e14&amp;_nc_ohc=pKwgjaEgFO8AX_HK9-Y&amp;_nc_oc=AQnL1vrJZfvL3Vr_cUUSY0H5gpN6G-1948C-2zhVPhmmX4brFvjsZP0cGsZUa6YOL8U&amp;_nc_ht=scontent.fbri2-1.fna&amp;oh=00_AT9suqV3unqLJkHPMuNJOrk958BDmB-sz5nX7d9ztml-Mg&amp;oe=62C9EFFE">
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">28090</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 20:38:59 +0000</pubDate></item><item><title>Le auto pi&#xF9; belle del simracing: Minardi PS01, la prima F1 di Fernando Alonso</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/le-auto-pi%C3%B9-belle-del-simracing-minardi-ps01-la-prima-f1-di-fernando-alonso-r27884/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/home.jpg.c3003eae62444a47403e0db0e9fae3cf.jpg" /></p>

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	Uno tra i piloti più talentuosi che il mondo della <strong>Formula 1</strong> abbia mai conosciuto è certamente <strong>Fernando Alonso</strong>: lo spagnolo è famoso per aver conquistato due volte il Campionato del Mondo al volante delle <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/recensioni/le-auto-pi%C3%B9-belle-del-simracing-renault-r25-r26945" rel="">Renault</a> nel biennio 2005 e 2006,</strong> ma la sua avventura nel Circus iridato è iniziata qualche anno prima correndo per un team che ha fatto la storia delle corse e che oggi, dopo diverse vicende, è ancora in vita con il nome di <strong>AlphaTauri.</strong>
</p>

<p>
	Stiamo parlando della <strong>Minardi</strong>, reparto corse che ha esordito nella massima serie automobilistica nel lontano 1985 e che ha avuto prima il “fiuto” e poi il compito di allenare i più importanti talenti che abbiano mai partecipato a un <strong>Mondiale di F1</strong>. Uno tra questi è, appunto, Fernando Alonso, che nel 2001 ha esordito al volante della <strong>PS01 con livrea “European Aviation”</strong> del proprietario Paul Stoddart. Siete pronti a conoscere la sua storia?
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	<strong><span style="font-size:16px;">MINARDI PS01: UN NUOVO INIZIO DOPO I FALLIMENTI DEGLI ANNI ‘90</span></strong>
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	La nascita della <strong>Minardi PS01</strong> e del rinnovato <strong>Minardi Team</strong> va fatta risalire al periodo di <strong>fine anni ‘90</strong>, quando il reparto corse di Giancarlo Minardi si trovò nella situazione di chiedere aiuto a Bernie Ecclestone nel trovare un <strong>nuovo finanziatore</strong> dopo la deludente fusione con la ex-Scuderia Italia. In soccorso dell’imprenditore faentino arrivarono<strong> Flavio Briatore e Gabriele Rumi</strong>, già patron della Fondmetal che poi diventò di diritto il maggior azionista proprio della Minardi.
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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50408" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto1.jpg.b331fcb757d7a180f664b4c5547fcf40.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.4a781d11eb3313d92b931fb45edaa743.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50408" data-ratio="57.90" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto1.thumb.jpg.4a781d11eb3313d92b931fb45edaa743.jpg"></a>
</p>

<p>
	La permanenza di piloti paganti, tra i quali <strong>Marc Gené</strong> dalla stagione 1999 e<strong> Gaston Mazzacane </strong>da quella successiva, permise al Minardi Team di rimanere a galla senza tuttavia ottenere risultati da rilievo, anche a causa di <strong>motori Ford poco potenti </strong>rispetto a quelli utilizzati dalla concorrenza. Per questo motivo e per il fatto di vedere in altre squadre una maggior convenienza economica, gli <strong>sponsor Telefonica e PSN</strong> abbandonarono la scena lasciando la Minardi in una situazione davvero critica.
</p>

<p>
	È a questo punto che entrò in gioco l’imprenditore australiano <strong>Paul Stoddart </strong>con la sua azienda<strong> European Aviation</strong>, che di fatto rilevò il Minardi Team il 30 gennaio del 2001 lasciando però poco spazio per lo sviluppo della nuova monoposto di quell’anno. Con la promessa di portare la <strong>Minardi tra i team di vertice della Formula 1 </strong>nel quinquennio successivo, i 100 tecnici della scuderia faentina lavorarono a stretto contatto con i 45 dipendenti della European Formula Racing basati a Ledbury, in Inghilterra, al fine di sviluppare la nuovissima <strong>PS01 con motori Ford Zetec-R V10</strong> (ribattezzati per l’occasione “European”).
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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50409" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto2.jpg.74d43ef2603cd42917f3be1d078c2308.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.d0f6ba0d6ff9f1b26384b75a9282f51c.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50409" data-ratio="64.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto2.thumb.jpg.d0f6ba0d6ff9f1b26384b75a9282f51c.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">MINARDI PS01: VETTURA INNOVATIVA… MA TROPPO POCO POTENTE</span></strong>
</p>

<p>
	Sotto la guida del direttore tecnico <strong>Gustav Brunner,</strong> la Minardi PS01 venne costruita in fretta e furia e un primo esemplare fu pronto per lo <strong>shakedown del 21 febbraio</strong> presso l’<strong>Autodromo di Vairano,</strong> dove furono completati trenta giri di prova assieme a un test di bilanciamento aerodinamico. La presentazione avvenne sette giorni dopo, il 28 febbraio, presso il Parlamento di Melbourne, giusto in tempo per la prima tappa della stagione: il <strong>Gran Premio d’Australia.</strong>
</p>

<p>
	Come piloti furono scelti <strong>Tarso Marques</strong>, che aveva già corso in Minardi durante le stagioni 1996 e 1997, e il debuttante <strong>Fernando Alonso,</strong> che aveva chiuso il Campionato Europeo di Formula 3000 della stagione precedente al quarto posto assoluto. Il suo talento non era passato inosservato agli occhi di <strong>Flavio Briatore,</strong> che l’aveva già inserito nel <strong>programma di ritorno in F1 della Renault</strong> a partire dal 2002: per il 2001, invece, si arrivò all’accordo con Giancarlo Minardi secondo il quale sarebbe stato “prestato” alla scuderia faentina esclusivamente per quella stagione.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50410" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto3.jpg.9a189e84073c31d17d12e0d92ce6057b.jpg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpg.637ca0e5b8e1ed8f3f23c8a895032385.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50410" data-ratio="65.90" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto3.thumb.jpg.637ca0e5b8e1ed8f3f23c8a895032385.jpg"></a>
</p>

<p>
	Tornando alla vettura, la PS01 passò dalla <strong>fase di progettazione per ben quattro volte</strong> sotto la supervisione prima di <strong>Gustav Brunner </strong>e poi di <strong>Gabriele Tredozi</strong>, che lo sostituì a stagione inoltrata quando il primo accettò l’offerta di passare in Toyota. Il problema fondamentale era il motore: dopo il nulla di fatto per la fornitura dei Supertec, il Minardi Team ripiegò ancora una volta sul poco potente <strong>Ford Zetec-R,</strong> aggiornato più volte dal 1998 ma con quasi <strong>100 cavalli in meno </strong>rispetto ai propulsori V10 dei top team.
</p>

<p>
	Nonostante ciò, le soluzioni tecniche adottate sulla PS01 potevano essere considerate davvero innovative: <strong>muso basso e squadrato</strong>, alettone anteriore “a cucchiaio”, <strong>sospensioni pull-rod anteriori</strong>, radiatori rivolti in avanti, <strong>pesi posizionati il più in basso possibile </strong>e la <strong>scatola del cambio interamente in titanio</strong> con sospensione posteriore incorporata, che garantiva allo stesso tempo un’ottima leggerezza ma anche un’estrema rigidità.
</p>

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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50411" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto4.jpg.469faa8a686fb22c2e7a491500f70269.jpg" rel=""><img alt="foto4.thumb.jpg.a6f74ecf38d0cec46d158e64cd63ce2e.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50411" data-ratio="66.70" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_03/foto4.thumb.jpg.a6f74ecf38d0cec46d158e64cd63ce2e.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">MINARDI PS01: UNA MONOPOSTO SOTTO LE ASPETTATIVE</span></strong>
</p>

<p>
	Nonostante gli ottimi presupposti, la <strong>Minardi PS01 </strong>si dimostrò per tutta la stagione<strong> poco competitiva sia in qualifica e in gara</strong>: solo il talento di Fernando Alonso riuscì a mettere le pezze alla situazione, guidando la monoposto in più di un’occasione al di sopra delle sue potenzialità battendo scuderie più blasonate come Benetton e Prost Grand Prix. Gli “acuti” del Campionato per lo spagnolo arrivarono in Germania (decimo posto) e nell’ultimo appuntamento di <strong>Suzuka</strong>, la cui prestazione fu definita dal patron Stoddart come “<strong><em>53 giri da qualifica</em></strong>”.
</p>

<p>
	Tarso Marques, invece, centrò il nono posto in Brasile e in Canada, mentre a <strong>Silverstone </strong>non riuscì a superare la <strong>soglia del 107% in qualifica</strong> venendo escluso dal Gran Premio di Gran Bretagna. Le sue scarse prestazioni indussero Stoddart a sostituirlo con <strong>Alex Yoong</strong> negli ultimi tre round della stagione, che ovviamente portava <strong>munifici sponsor da buon pilota pagante. </strong>
</p>

<p>
	Il risultato finale per la Minardi nel 2001 fu purtroppo <strong>un altro zero in Campionato</strong>, nonostante i grandi investimenti fatti da Stoddart e dalla sua European Aviation. L’avventura del <strong>Minardi Team</strong> continuò poi <strong>fino al 2005 </strong>tra (pochi) alti e (tanti) bassi, quando avvenne la cessione definitiva alla Red Bull che la trasformò in <strong>Scuderia Toro Rosso</strong>. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia…
</p>

<div class="ipsEmbeddedVideo">
	<div>
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	</div>
</div>

<p>
	 
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]]></description><guid isPermaLink="false">27884</guid><pubDate>Fri, 04 Mar 2022 18:29:34 +0000</pubDate></item><item><title>Formula RSS V8 2013: la Red Bull di Vettel by Race Sim Studio lascia a bocca aperta!</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/formula-rss-v8-2013-la-red-bull-di-vettel-by-race-sim-studio-lascia-a-bocca-aperta-r27878/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/home.jpg.9e3fcec5b0a625258cdfe2758c5e5fa4.jpg" /></p>

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</p>

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	Dopo le svariate <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/formula-hybrid-x-evo-2022-quanto-%C3%A8-pi%C3%B9-lenta-rispetto-alla-hybrid-2021-r27781/" rel="">Formula Hybrid</a></strong> e le più classiche <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/recensioni/recensione-rss-formula-1990-il-v12-ferrari-non-%C3%A8-mai-stato-cos%C3%AC-bello-r26913/" rel="">F1-90</a></strong> e F1-2000 V10, mancava solo un tassello per completare il puzzle cominciato qualche anno fa da <strong>Race Sim Studio</strong>: al termine della stagione 2005, infatti, il mondo della Formula 1 cambiò rotta mandando in pensione i voluminosi motori a dieci cilindri per i più compatti<strong> V8</strong>, che continuarono la loro evoluzione<strong> fino al 2013</strong> prima del passaggio alle powerunit turbo-ibride.
</p>

<p>
	Con il nome di <strong>Formula RSS V8 2013</strong>, Race Sim Studio ha colmato il gap che mancava proponendo <strong>una delle mod più divertenti </strong>oggi disponibili per Assetto Corsa: replica fedele della <strong>Red Bull RB9 di Sebastian Vettel</strong>, questa vettura mette in mostra un potenziale che incarna appieno le modifiche al regolamento di quell’anno con un<strong> peso minimo di 642 kg</strong>, gomme morbidissime (in particolare le Supersoft) e un utilizzo del DRS circoscritto a specifiche zone della pista anche durante le sessioni di prova e qualifica.
</p>

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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50379" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto1.jpg.b0136f394b572ce02a37a70af303192b.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.4656fe00e889f439df471ca147666719.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50379" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto1.thumb.jpg.4656fe00e889f439df471ca147666719.jpg"></a>
</p>

<p>
	La <strong>Red Bull del 2013</strong> riuscì con Vettel a strappare non solo la vittoria del <strong>quarto Titolo Mondiale</strong> per il tedesco e il <strong>Campionato Costruttori,</strong> ma anche a conquistare la più lunga serie di vittorie consecutive (nove), il punteggio più elevato (397 punti) e il record di vittorie complessive (13, alla pari con quelle di Michael Schumacher nel 2004) fatte segnare in una singola stagione.
</p>

<p>
	Come potete capire la <strong>RB9</strong> era una monoposto davvero eccezionale e lo stesso si può dire della <strong>Formula RSS V8 2013</strong> realizzata da Race Sim Studio per Assetto Corsa: la prima sensazione una volta nell’abitacolo è una <strong>grande precisione dell’avantreno</strong>, che una volta con le gomme in temperatura segue esattamente (e senza incertezze) gli input sullo sterzo impartiti dal pilota.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50380" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto2.jpg.fc95b4ee666a7202826eb42a6d5e6bf0.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.9fdfaa52f1d099709328df9d720745ae.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50380" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto2.thumb.jpg.9fdfaa52f1d099709328df9d720745ae.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong>Tanto grip davanti</strong>, però, non comporta una scarsa solidità del posteriore… anzi! La Formula RSS V8 2013 sfrutta al massimo il più recente tyre model di Assetto Corsa e, nelle mescole più morbide, <strong>procede imperterrita come se corresse su un binario</strong>: nella nostra prova sull’Autodromo del Mugello, infatti, abbiamo avuto la possibilità di aprire in anticipo il gas praticamente in tutte le curve, ovviamente seguendo una certa <strong>progressione </strong>in modo da non interrompere il “flow” creato in precedenza.
</p>

<p>
	Se si guida in maniera più brusca con acceleratore e freno in modalità “stop &amp; go”, infatti, le reazioni sono nettamente differenti e la vettura tende ad andare facilmente in <strong>sovrasterzo in uscita</strong>, inducendo a <strong>numerosi correzioni </strong>per rimanere in pista. Lo stesso si può dire se si porta troppa velocità nel momento di effettuare l’ingresso: in questo caso<strong> il sottosterzo non è esagerato</strong>, ma sufficiente a far alzare il piede per ripristinare il grip mancante e non finire nella ghiaia.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50381" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto3.jpg.1156cb20865217e4d2d6ad58117dcb9c.jpg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpg.4b8fdc759539969559bf08f5c2ad3174.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50381" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto3.thumb.jpg.4b8fdc759539969559bf08f5c2ad3174.jpg"></a>
</p>

<p>
	Portare al limite la <strong>Formula RSS V8 2013</strong>, quindi, richiede una certa dimestichezza con i principi base della guida sportiva, imperniati sulla <strong>massima fluidità</strong> e su <strong>pochi ma decisi input sia sullo sterzo che sui pedali.</strong> Rispetto ad altre opere d’arte firmate Race Sim Studio, però, la simil-Red Bull RB9 è <strong>molto più facile e accondiscendente</strong>, quindi ci sentiamo di consigliarla anche come prima monoposto da F1 per coloro che stanno effettuando il salto dalle Formule minori.
</p>

<p>
	La Formula RSS V8 2013 può essere acquistata direttamente sullo <strong><a href="https://racesimstudio.com/shop" rel="external">store ufficiale di Race Sim Studio</a></strong> a un prezzo di<strong> 3,80 Euro</strong>: se volete farvi un’idea di quale sia il potenziale, ecco qua sotto il nostro hotlap sull’Autodromo Internazionale del Mugello. Buon divertimento <span><img src="https://cdn.jsdelivr.net/gh/twitter/twemoji@14.0.2/assets/72x72/1f642.png" class="ipsEmoji" alt="🙂"></span>
</p>

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	</div>
</div>

<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">27878</guid><pubDate>Thu, 03 Mar 2022 09:42:54 +0000</pubDate></item><item><title>F1 1991 by ASR Formula: le monoposto di una volta tornano a ruggire!</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/f1-1991-by-asr-formula-le-monoposto-di-una-volta-tornano-a-ruggire-r27870/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/home.jpg.a8b2e50c8e21bc159884d7270b7ecd75.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Se c’è una critica che va fatta alla <strong>Formula 1</strong> moderna, questa è la scarsa manifestazione di “identità” da parte delle monoposto ibride introdotte a partire dal 2014 a questa parte. Diciamo le cose come stanno: se un ferrarista dovesse prendere la decisione di scegliere tra la SF21 della scorsa stagione e la mitica <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/recensioni/le-auto-pi%C3%B9-belle-del-simracing-ferrari-f2004-r26965/" rel="">F2004</a></strong>… quale sarebbe il verdetto?
</p>

<p>
	Certo, le monoposto attuali garantiscono un grip esagerato in curva e sono molto, molto divertenti da guidare… ma chi ha vissuto l’<strong>epoca “d’oro” del Circus iridato</strong> (dagli anni ‘80 ai 2000 per intenderci) non può dimenticare cosa si provava a sentire il canto del<strong> mitico <a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/sport/le-pi%C3%B9-belle-vetture-del-simracing-ferrari-412-t2-l%E2%80%99ultimo-v12-r26363/" rel="">V12 Ferrari</a></strong> (ma anche il V10, il discorso non cambia) passare a piena velocità sul rettilineo principale di Imola o Monza. Emozioni indescrivibili che riscaldano il cuore e che oggi, per fortuna, sono tenute in vita da una community di appassionati che risponde al nome di <strong>ASR Formula.</strong>
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50326" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto1.jpg.63b17197e8c888ed8cba9ec0abbe6757.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.a89ef04b8ddb0e6807fc6ba84ec82cbc.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50326" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto1.thumb.jpg.a89ef04b8ddb0e6807fc6ba84ec82cbc.jpg"></a>
</p>

<p>
	La loro opera d’arte più recente è stata conclusa praticamente un mese fa e ha richiesto uno sviluppo molto lungo durato anni: tra le stagioni più belle da rivivere, infatti, <strong>ASR Formula</strong> ha scelto di rappresentare quella del <strong>1991</strong>, contrassegnata dalla <strong>vittoria di Ayrton Senna</strong> con la spettacolare <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/sport/le-auto-pi%C3%B9-belle-del-simracing-mclaren-honda-mp46-r26539/" rel="">McLaren-Honda MP4/6</a></strong> e da una griglia di partenza tra le più ricche di sempre.
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">F1 1991 by ASR Formula: il simracing è emozione, non solo tempi!</span></strong>
</p>

<p>
	Installando le varie vetture disponibili sul sito ufficiale, i ricordi ci mettono ben poco a riaffiorare: avere la possibilità di guidare monoposto iconiche come la già citata <strong>MP4/6 di Senna</strong>, la <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/modding/le-pi%C3%B9-belle-vetture-del-simracing-williams-renault-fw14b-r26169/" rel="">FW14 di Mansell</a></strong> o la <strong>Ferrari 643 di Prost</strong> vale da sola il prezzo del biglietto e le aspettative sono decisamente ripagate una volta scesi in pista per alcuni giri di prova.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50327" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto2.jpg.36a07338bda6f43075f9705078f90cc7.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.4de67d0cf43c7b17e06fcc90ff4f78d6.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50327" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto2.thumb.jpg.4de67d0cf43c7b17e06fcc90ff4f78d6.jpg"></a>
</p>

<p>
	Dopo un primo confronto tra le monoposto dei “top team”, ci rendiamo ben presto conto che la <strong>fisica </strong>utilizzata per il loro sviluppo è sostanzialmente la stessa anche se <strong>le differenze non mancano:</strong> la McLaren e la Ferrari, per esempio, sono estremamente precise sull’anteriore e questo rende necessaria una guida particolarmente pulita per evitare sorprese al posteriore, mentre la Williams tende ad essere meno carica davanti privilegiando un livello maggiore di stabilità al retrotreno.
</p>

<p>
	Queste considerazioni, tuttavia, passano in secondo piano una volta che si spegne il cervello e si rimane in ascolto di ciò che le varie vetture stanno cercando di dirci: <strong>impersonare Senna nella lotta per il Titolo Mondiale 1991</strong> contro il Leone d’Inghilterra ora è <strong>finalmente possibile</strong> con un <strong>modello di guida coinvolgente e diretto</strong>, nonché con un’<strong>IA davvero veloce </strong>e tarata per metterci alla prova dal primo all’ultimo giro di gara.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50328" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto3.jpg.8af12be4ea01f1fa6d3859651cf315cf.jpg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpg.2a70cd2b62a4bd018a69ce7beb1bbefa.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50328" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_02/foto3.thumb.jpg.2a70cd2b62a4bd018a69ce7beb1bbefa.jpg"></a>
</p>

<p>
	Passando alla guida delle monoposto “minori”… ecco la ciliegina sulla torta: quante volte nella vostra vita avete avuto l’opportunità di provare (virtualmente, sia chiaro) la <strong>Dallara 191 della Scuderia Italia?</strong> Che magari avete visto dal vivo solamente all’<strong>Historic Minardi Day</strong> di Imola? Oppure la mitica<strong> Lambo del Modena Team</strong>, o ancora la <strong>Minardi M191</strong> che, in quella stagione, ottenne la fornitura esclusiva dei V12 di Maranello?
</p>

<p>
	Con queste domande vi invitiamo caldamente a provare l’<strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/modding/assetto-corsa-rfactor-2-f1-1991-season-mod-by-asr-formula-disponibile-r27824/" rel="">F1 1991 Mod di ASR Formula</a></strong>, perché ne vale veramente la pena. Per una volta tanto lasciate stare il cronometro, gli assetti e tutto il resto: con il simracing abbiamo la fortuna di scendere nell’abitacolo di vetture che hanno fatto la <strong>storia della Formula 1</strong> e se anche voi sentite il cuore battere a mille quando ne vedete una degli anni ‘90… bè, questa è la vostra occasione. Nell’attesa che finisca il download sul Content Manager, ecco qua sotto un bell’<strong>onboard “emozionale”</strong> sulla versione storica di Imola: buona visione!
</p>

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<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">27870</guid><pubDate>Sun, 20 Feb 2022 18:05:19 +0000</pubDate></item><item><title>KartKraft: la recensione definitiva di DrivingItalia.NET</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/kartkraft-la-recensione-definitiva-di-drivingitalianet-r27837/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/home.jpg.2ab6bb3da6a0b9abffbc419bc85755c6.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Sono passati poco più di tre anni da quel mese di novembre 2018, in cui un <strong>nuovo simulatore di go-kart</strong> ha fatto capolino sul mercato: stiamo parlando di <strong><a href="https://store.steampowered.com/app/406350/KartKraft/?l=italian" rel="external">KartKraft</a></strong>, inizialmente sviluppato dal Black Delta Team ma poi passato sotto l’egida di <strong>Motorsport Games</strong> grazie a cui pochi giorni fa è uscito dalla fase di Early Access per raggiungere la sua <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/software/kartkraft-full-release-disponibile-da-oggi-con-multiplayer-e-molto-altro-r27831/" rel="">release definitiva</a></strong>. La versione che si può leggere nel main menu, ora, è l’1.0.0.10… ma cos’è effettivamente cambiato da quella precedente?
</p>

<p>
	<span style="font-size:16px;"><strong>KARTKRAFT: LE NOVITA’ DELL’EDIZIONE FINALE</strong></span>
</p>

<p>
	Vediamo innanzitutto quali sono le novità portate in dote dall’uscita ufficiale sulla piattaforma Steam: a livello estetico è cambiata la <strong>rappresentazione visiva dei menu di gioco</strong> (ora anche più veloci passando da una modalità selezionabile all’altra) con alcune nuove tonalità, mentre per quanto riguarda i contenuti sono disponibili un inedito “<strong>Monster kart</strong>” biposto con motore 600cc a quattro tempi di derivazione motociclistica e il <strong>circuito Hangar</strong>, sul quale però si può girare solamente nella modalità Time Trial.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50165" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.jpg.eaf96dbbd23086d16f367379605c1775.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.4fe93dc734cff17f7856a37a62c6693a.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50165" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.thumb.jpg.4fe93dc734cff17f7856a37a62c6693a.jpg"></a>
</p>

<p>
	<span style="font-size:16px;"><strong>KARTKRAFT: LA SOSTANZA E’ SEMPRE QUELLA</strong></span>
</p>

<p>
	Passando alla <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/software/il-kartkraft-aggiornato-del-2021-pu%C3%B2-essere-uno-strumento-per-piloti-veri-r27196/" rel="">fisica di gioco</a></strong> e al <strong>gameplay</strong>, invece, tutto è rimasto sostanzialmente invariato al modello a cui eravamo precedente abituati. I <strong>kart monomarcia</strong>, sia nella classe KA100 che nella X30, sono spettacolari da guidare e confermano un <strong>handling per lo più stabile ma tendente a qualche sovrasterzo di troppo</strong>, soprattutto se si cerca di affondare troppo il pedale del gas in uscita di curva senza il volante completamente dritto.
</p>

<p>
	In frenata, inoltre, persiste lo<strong> scarso effetto di bloccaggio dell’assale posteriore</strong> che si rende evidente nella realtà e ciò induce a far entrare in curva il nostro kart virtuale praticamente quasi sempre di traverso. L’effetto è sicuramente molto appariscente, ma di fatto ben distante da come va guidato un go-kart da competizione nel mondo reale. Molto consistente, al contrario, il<strong> force feedback </strong>recepito nelle mani, che rende necessari <strong>pochi input sullo sterzo</strong> per danzare tra le curve dei vari kartodromi disponibili.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50166" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.jpg.c7a679c4e5613b2402600106c11d46f4.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.281095a8e04eaab00d928354fb0c2105.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50166" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.thumb.jpg.281095a8e04eaab00d928354fb0c2105.jpg"></a>
</p>

<p>
	Tutto invariato anche per quanto riguarda la <strong>classe con il cambio, la KZ2:</strong> la guida dello shifter kart è sicuramente piacevole ed emozionante, ma mette in luce alcuni difetti rispetto a quanto accade su un vero kart di questo tipo.<strong> La frenata è imprecisa </strong>e richiede un utilizzo del pedale del freno “ad interruttore” perché se si cerca di impiegare la <strong>tecnica del trail braking</strong> il nostro KZ si intraversa spesso e volentieri come farebbe un monomarcia: il motivo è dato dal troppo carico sull'anteriore che tende a far scivolare, di conseguenza, il posteriore con un grip pressochè nullo.
</p>

<p>
	L’erogazione del <strong>motore</strong> (di fatto uno Iame Screamer), inoltre, è <strong>troppo progressiva </strong>ed anche in questo caso l’impressione è quella di essere alla guida di un presa diretta… con le marce.<strong> Il gas si può parzializzare troppo</strong> e questo dà la falsa impressione che guidare un KZ sia effettivamente tanto facile. Nel mondo reale, invece, è proprio l’acceleratore che andrebbe utilizzato come un interruttore, pena un forte <strong>saltellamento in uscita di curva</strong> (effetto “canguro”) causato dal riempimento eccessivo del carburatore di benzina (al quale poi si potrebbe associare anche la flessione del telaio… ma questo è un altro discorso).
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50167" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.jpg.f5a5770c38caf201ec2b54c848a40910.jpg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpg.1e3c6679b7d95a193e006c6f66772990.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50167" data-ratio="56.20" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.thumb.jpg.1e3c6679b7d95a193e006c6f66772990.jpg"></a>
</p>

<p>
	Se consideriamo, infine, le altre due classi disponibili, possiamo solo dire che il<strong> KartCross</strong> e il<strong> Monster Kart su telaio Praga Dragon</strong> sono due mezzi <strong>estremamente divertenti da guidare</strong>, nonché difficili da portare al limite come si deve. Sapranno sicuramente regalare a giocatori occasionali ma anche agli appassionati più incalliti ore e ore di spensieratezza tra un turno di pista tirato e l’altro.
</p>

<p>
	<span style="font-size:16px;"><strong>KARTKRAFT: IL RILASCIO UFFICIALE E’ STATO UN AZZARDO?</strong></span>
</p>

<p>
	Dal punto di vista dei contenuti,<strong> KartKraft</strong> al momento propone <strong>numerosi circuiti ufficiali</strong> sui quali tentare l’attacco al tempo (tra cui Genk, l’Atlanta Motorsport Park oppure il celebre PFI), <strong>diverse marche di telai</strong> (tra le più importanti figurano Crg, Formula K, Sodi e Praga) e una gamma di modalità di gioco davvero completa.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50168" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto4.jpg.99cc414db8ba59c18dcbf9976fd03ab2.jpg" rel=""><img alt="foto4.thumb.jpg.e41179aa393f9167ab7a59ac99d7ce5c.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50168" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto4.thumb.jpg.e41179aa393f9167ab7a59ac99d7ce5c.jpg"></a>
</p>

<p>
	Spulciando nei menu si può iniziare con un po’ di <strong>pratica in solitaria </strong>per poi passare al <strong>Time Trial </strong>in cui sfidare i migliori tempi in assoluto divisi per classe… per poi terminare le proprie imprese kartistiche in una bella <strong>gara contro l’IA </strong>(davvero difficile da battere ai livelli di difficoltà più elevati se non si guida puliti) oppure passando ai <strong>turni di guida della modalità online</strong>. Quest’ultima, per il momento, è impostata con sessioni da 12 minuti nelle quali l’obiettivo è centrare il proprio miglior tempo: i nostri avversari gireranno con noi sul circuito, ma le collisioni sono disabilitate quindi… niente carneficina in curva 1!
</p>

<p>
	In conclusione, possiamo sostenere che <strong>KartKraft</strong> è un ottimo simulatore sia per tutti coloro che vogliono coltivare la propria passione kartistica al di fuori dei circuiti, sia per i nuovi simracers che vogliono avvicinarsi per la prima volta al mondo delle “gomme piccole”. Il <strong>rilascio ufficiale dei giorni scorsi</strong>, tuttavia, ci è sembrato forse <strong>un po’ troppo affrettato</strong> rispetto all’effettiva disponibilità dei contenuti.
</p>

<p>
	A nostro avviso, infatti,<strong> mancano alcuni circuiti storici italiani</strong> come Lonato, Adria e La Conca, così come <strong>numerose classi di motori</strong> (Rotax, Rok, LO206 ed altre) e altri importanti marchi di telai, tra cui Tony Kart e Birel ART. L’assenza (momentanea) di una vera e propria <strong>modalità online</strong> è infine una delle mancanze che si fanno più sentire. Secondo gli sviluppatori, però, questa release rappresenta un punto d’inizio e un nuovo capitolo della vita di KartKraft: <strong>aspettiamoci aggiornamenti!</strong>
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50169" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto5.jpg.8a08b7c6ade318aa34ff489e3b34b189.jpg" rel=""><img alt="foto5.thumb.jpg.31dc62a80cf09ff5275efd585282cdbe.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50169" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto5.thumb.jpg.31dc62a80cf09ff5275efd585282cdbe.jpg"></a>
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">27837</guid><pubDate>Sat, 29 Jan 2022 14:56:28 +0000</pubDate></item><item><title>Le auto pi&#xF9; belle del simracing: Ferrari F310, la prima Rossa V10 di Michael Schumacher</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/le-auto-pi%C3%B9-belle-del-simracing-ferrari-f310-la-prima-rossa-v10-di-michael-schumacher-r27815/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/home.jpg.f6896049e4280bedf8a2f6f277a6d1e8.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	La <strong>Ferrari</strong> e la<strong> Formula 1</strong>: un binomio preziosissimo per gli appassionati, che hanno amato in maniera incondizionata anche piloti e vetture decisamente poco competitivi rispetto alla concorrenza spietata che si è fatta largo negli ultimi cinquant’anni all’interno del paddock del Circus iridato.
</p>

<p>
	Un esempio? La <strong>Ferrari F310</strong>: “<em>Era un mezzo rottame, cadeva a pezzi: andava bene per tre giri e poi le gomme posteriori erano distrutte</em>”, questo è il commento di<strong> Eddie Irvine</strong> a riguardo… ma sta il fatto che all’epoca, nella stagione 1996, il grande <strong>Michael Schumacher</strong> riuscì a portarla <strong>alla vittoria in tre Gran Premi</strong>, nonché in pole position per quattro volte. Come è possibile? Fra poco lo scoprirete!
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50109" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.jpg.1475f6645d63635ff5e3141f2cf7a2ec.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.897c0a3c1099020a5a6d8bb5e1a4c9c3.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50109" data-ratio="64.70" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.thumb.jpg.897c0a3c1099020a5a6d8bb5e1a4c9c3.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FERRARI F310: UNA MONOPOSTO TUTTA NUOVA</span></strong>
</p>

<p>
	La storia della <strong>Ferrari F310</strong> inizia al termine della stagione 1995: in quell’anno la Scuderia di Maranello aveva portato in pista l’ultima evoluzione del suo dodici cilindri a V con la<strong> <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/sport/le-pi%C3%B9-belle-vetture-del-simracing-ferrari-412-t2-l%E2%80%99ultimo-v12-r26363" rel="">412 T2</a></strong>, al volante della quale <strong>Jean Alesi </strong>aveva conquistato il suo <strong>primo (e unico) successo in carriera </strong>nel GP del Canada. Questa monoposto, ricordata con amore praticamente da tutti i fans del Cavallino, era destinata però a lasciare il posto a un <strong>nuovo progetto</strong>, che avrebbe incontrato il cambio di regolamento previsto per il Campionato successivo.
</p>

<p>
	Dal V12, infatti, la Ferrari aveva deciso di passare per la prima volta al<strong> V10</strong>, visto come miglior compromesso tra potenza ed efficienza durante l’intera lunghezza di una gara: la vettura, invece, venne rinominata “<strong>F310</strong>”, indicando contemporaneamente sia la<strong> cilindrata (3 Litri)</strong> del <strong>Ferrari Tipo 046</strong> che il numero di cilindri a disposizione, divisi in due bancate con angolo massimo di 75°. La potenza sprigionata? Fino a <strong>715 cavalli</strong> a circa 16.000 giri al minuto.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpeg" data-fileid="50110" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.jpeg.8f4eaf3c195584feccb8c272fe02e39d.jpeg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpeg.4336e8642c9b74d512062a304619c9e1.jpeg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50110" data-ratio="50.10" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.thumb.jpeg.4336e8642c9b74d512062a304619c9e1.jpeg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FERRARI F310: AERODINAMICA CONVENZIONALE</span></strong>
</p>

<p>
	Per quanto riguarda il corpo vettura, la nuova <strong>Ferrari F310 </strong>destinata a correre il <strong>Campionato di Formula 1 del 1996</strong> era stata progettata da <strong>John Barnard</strong> con un disegno per lo più convenzionale, anche se caratterizzato da alcune innovazioni che la rendevano praticamente unica sulla griglia di partenza. Le<strong> pance laterali</strong>, per esempio, erano staccate dalla parte centrale del telaio e raccordate a quest’ultimo da un unico profilo alare, mentre il <strong>cofano motore</strong> era estremamente voluminoso e andava a includere anche le <strong>grosse protezioni laterali dell’abitacolo.</strong>
</p>

<p>
	Queste, pensate per aiutare l’aerodinamica, in realtà sortirono l’effetto contrario creando alcuni scompensi su una vettura che, almeno inizialmente, fu realizzata con il <strong>muso anteriore a profilo spiovente </strong>raccordato direttamente all’alettone. A partire dal Gran Premio del Canada, tuttavia, questa scelta ingegneristica venne rivista in funzione di un <strong>nuovo muso rialzato</strong>, con doppio piloncino centrale in funzione di collegamento e sostegno proprio per l’ala anteriore.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50111" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.jpg.90a15a899401ef6eb84a0683da6a6a26.jpg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpg.4e01356de7a4f141b8e0c7bf50f33822.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50111" data-ratio="64.20" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.thumb.jpg.4e01356de7a4f141b8e0c7bf50f33822.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FERRARI F310: PROBLEMATICA A DIR POCO…</span></strong>
</p>

<p>
	Rispetto alle monoposto concorrenti, prima tra tutte la Williams FW18 di Hill e Villeneuve, la <strong>Ferrari F310</strong> è ricordata anche per un particolare non di poco conto: la sua <strong>scarsa affidabilità</strong>. I primi problemi furono evidenti già durante le prove pre-stagionali sul circuito test di Fiorano: il <strong>serbatoio del carburante</strong>, costruito in carbonio, era solito perdere benzina e il <strong>cambio</strong>, per via dei suoi elementi in titanio, era troppo fragile e questo inconveniente costrinse i tecnici di Maranello a ripiegare per le prime gare della stagione sulla vecchia scatola ad architettura trasversale della precedente 412 T2.
</p>

<p>
	Anche il <strong>motore V10</strong> soffrì una <strong>progettazione “acerba”</strong>: la posizione rialzata del pilota nel cockpit, infatti, andava addirittura a coprire parzialmente la <strong>presa d’aria dell’airscope</strong> (già poco efficiente nella sua forma) e ciò costringeva sia Schumacher che il suo compagno di squadra Eddie Irvine a spostare verso il basso il casco quando si arrivava in rettilineo, in modo da garantire un<strong> afflusso di aria maggiore al propulsore.</strong>
</p>

<p>
	Il bilanciamento aerodinamico della vettura, infine, era tale che le <strong>gomme </strong>fornite dalla Goodyear non riuscivano a resistere se non per pochi giri: le posteriori, in particolare,<strong> si deterioravano quasi subito</strong>, soprattutto in condizioni di alte temperature sia nell’aria che sull’asfalto. I risultati, in questo senso, furono avvilenti: Irvine collezionò <strong>otto ritiri consecutivi</strong> più quello del GP d’Europa e l’ultimo a Suzuka, mentre Schumacher dovette sventolare bandiera bianca nella tappa inaugurale d’Australia (a Melbourne) e in altre quattro occasioni.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50112" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto4.jpg.c0c54d28a6d2ef236c7b52505b59245f.jpg" rel=""><img alt="foto4.thumb.jpg.a80563042cc82520ca64f09627c3308a.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50112" data-ratio="68.40" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto4.thumb.jpg.a80563042cc82520ca64f09627c3308a.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FERRARI F310: TRE VITTORIE, MA SOLO PER MANO DI SCHUMACHER</span></strong>
</p>

<p>
	Nonostante tutti i problemi, però, la<strong> Ferrari F310</strong> si dimostrò nel complesso <strong>discretamente veloce </strong>arrivando addirittura <strong>al successo in tre Gran Premi</strong>: quello di Spagna (a Barcellona), quello del Belgio (a Spa-Francorchamps) e quello d’Italia (sul circuito di Monza). Merito del talento della prima guida di Maranello, un <strong>Michael Schumacher</strong> che ottenne proprio la sua prima vittoria “in Rosso” al Montmelò sotto un acquazzone che rese la vita difficile a tutti i suoi avversari.
</p>

<p>
	Il pilota tedesco, inoltre, arrivò <strong>sul podio altre sei volte</strong>, mentre Irvine colse un solo terzo posto (un po’ a sorpresa) nel Gran Premio d’Australia. Con questo palmares la F310 centrò il <strong>secondo posto nel Campionato Costruttori</strong>, dietro solamente alle imprendibili Williams motorizzate Renault di Damon Hill e Jacques Villeneuve. L’orizzonte, fortunatamente, era roseo: per il 1997 era già prevista la monoposto evoluzione F310B… ma questa, ovviamente, è un’altra storia.
</p>

<div class="ipsEmbeddedVideo">
	<div>
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	</div>
</div>

]]></description><guid isPermaLink="false">27815</guid><pubDate>Sat, 22 Jan 2022 09:56:27 +0000</pubDate></item><item><title>Free roaming: la frontiera dell&#x2019;open world sbarca su Assetto Corsa</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/free-roaming-la-frontiera-dell%E2%80%99open-world-sbarca-su-assetto-corsa-r27818/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/home.jpg.79869c1c4635e238be2730efb49bbfef.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Se c’è una caratteristica che rende differente un <strong>simulatore di corse</strong> dai più classici videogiochi (più o meno arcade), questa è il suo limitato “range di utilizzo” a <strong>piste e circuiti.</strong> Facciamo un esempio: un appassionato di<strong> simracing </strong>non sceglierebbe mai, di punto in bianco, un prodotto come <strong>Assetto Corsa </strong>per vivere un’appassionante modalità carriera come quelle proposte dalla saga Need for Speed con tanto di ambientazione open-world, vero?
</p>

<p>
	Eppure di recente la “disciplina” (se la vogliamo chiamare così) del<strong> free roaming</strong> sta prendendo piede anche sulla prima iterazione di Kunos Simulazioni, grazie alla sua estrema versatilità nell’adattarsi anche agli utilizzi più disparati attraverso <strong>mod più o meno complesse</strong>. Uno tra questi è proprio quello di <strong>correre in mappe libere</strong>, piene di strade ma senza la necessità di prendere tempi o quant’altro: <strong>semplicemente guidare, e basta</strong>. Vi sembra poco? Secondo noi cambierete presto idea!
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50116" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.jpg.ec00bed15070c459d3da94b036300aaa.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.2a093d9ceff9b55bdca201973d7d3c07.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50116" data-ratio="57.80" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.thumb.jpg.2a093d9ceff9b55bdca201973d7d3c07.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FREE ROAMING: PERCHE’?</span></strong>
</p>

<p>
	Definire con esattezza il “<strong>free roaming</strong>”, in realtà, serve a poco: avete presente <strong>Forza Horizon</strong>? Ecco: togliete gli eventi e tutti i punti di interesse da raggiungere sulla mappa e otterrete un’<strong>ambientazione open-world</strong> pronta per essere scoperta a bordo della vostra vettura preferita. Questo è il free roaming: <strong>scorrazzare in un mondo virtuale libero</strong> dalle regole del motorsport e della pista, seguendo i propri tempi e godendosi quanto offre il panorama.
</p>

<p>
	Ora vi chiederete: ma se esiste già la saga di Forza Horizon, perché dovremmo utilizzare delle mod su Assetto Corsa? La risposta è semplice: nonostante i suoi (ormai) otto anni di attività, il primo capitolo della Kunos garantisce ancora una<strong> dinamica di guida sopraffina molto simile a quella del mondo reale</strong>, che ha l’effetto di stampare il sorriso a trentadue denti sulla faccia di qualsiasi appassionato di automobili. Uno stile ben diverso da quello arcade di Forza, no?
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50117" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.jpg.b34e568ceb71c20f3a185b0bba0b353d.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.7d15eea8c492ea0631b6ef1133ec0b50.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50117" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.thumb.jpg.7d15eea8c492ea0631b6ef1133ec0b50.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FREE ROAMING: COSA OFFRE IL WEB?</span></strong>
</p>

<p>
	Passare dal simracing al <strong>free roaming</strong>, quindi, può rappresentare per molti piloti la “<strong>valvola di sfogo</strong>” per staccare la spina dalla guida in pista, godendosi un po’ più il momento e, magari, di apprezzare anche vetture che, altrimenti, sarebbero rimaste per sempre inutilizzate nel proprio garage virtuale.
</p>

<p>
	Prima di far prendere loro la polvere, vediamo brevemente cosa offre il web a riguardo: le <strong>mappe open-world</strong> nelle quali praticare il free roaming sono veramente tante nel momento in cui scriviamo questo articolo e spaziano <strong>da ambientazioni rurali ad altre costiere in riva al mare</strong>, da quelle modellate sulle metropoli giapponesi in stile “Fast &amp; Furious Tokyo Drift” al bellissimo percorso della <strong>Targa Florio</strong> (sì, c’è anche quello!).
</p>

<div class="ipsEmbeddedVideo">
	<div>
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	</div>
</div>

<p>
	Se poi nella vostra carriera di videogiocatori avete amato le <strong>mappe libere di Need for Speed Underground 2</strong> e del capitolo successivo, Most Wanted, sappiate che alcuni modders le hanno convertite per essere utilizzate in Assetto Corsa… anche online! Tale esperienza è possibile attraverso il progetto “<strong><a href="http://acpmoneysystem.altervista.org/" rel="external">Assetto Corsa Pursuit</a></strong>”, che comprende un pacchetto completo con il quale divertirsi proprio come si faceva sui capitoli originali marchiati EA Games.
</p>

<p>
	Un avvertimento: per apprezzare al meglio le immense mappe destinate al free roaming (le più piccole contano solo 10 km di strade, mentre le più grandi arrivano addirittura a 750!), è il caso di utilizzare il <strong>Content Manager </strong>e installare i <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/software/come-aggiornare-in-modo-completo-assetto-corsa-inclusi-meteo-notte-pioggia-r27626/" rel="">Custom Shaders</a></strong>, nonché il <strong>SOL</strong> per la variazione delle condizioni di luce nell’arco delle 24 ore. La ciliegina sulla torta? La presenza (solo nelle ambientazioni compatibili) dell’<strong>IA </strong>e del<strong> traffico</strong>, da impostare come nel video d’esempio che vi proponiamo qua sotto in cui viene spiegata la configurazione dell’ultima versione della mappa Shutoko. Che ne dite: vi abbiamo convinto a dare al free roaming almeno una chance?
</p>

<div class="ipsEmbeddedVideo">
	<div>
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	</div>
</div>

]]></description><guid isPermaLink="false">27818</guid><pubDate>Wed, 19 Jan 2022 16:46:10 +0000</pubDate></item><item><title>Quant&#x2019;&#xE8; diversa una Formula 1 degli anni 2000 rispetto a una moderna?</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/quant%E2%80%99%C3%A8-diversa-una-formula-1-degli-anni-2000-rispetto-a-una-moderna-r27801/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/home.jpg.e540716cef7b7a6a1335f61d07f4095c.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Nostalgia o futuro che avanza? Il dibattito tra gli appassionati di <strong>Formula 1 </strong>è sempre aperto: alcuni preferiscono le monoposto “di una volta”, con le loro livree iconiche e la loro guida senza alcun aiuto elettronico… altri quelle moderne, dal grip esagerato che permette loro di lanciarsi all’attacco del record della pista senza troppi pensieri e con l’acceleratore sempre al massimo.
</p>

<p>
	Su <strong>Assetto Corsa</strong>, per fortuna, abbiamo la possibilità di pilotarle entrambe ed è per questo motivo che abbiamo deciso di effettuare una piccola comparativa nella quale andremo a mettere a confronto l’<strong><a href="https://b68ul2zl.sellfy.store/p/ferrari-f2000/" rel="external">ultima versione (1.2) della Ferrari F1-2000</a></strong> realizzata da ACR (in collaborazione con l’<strong><a href="https://it-it.facebook.com/msfmoddingteam/" rel="external">MSF modding team</a></strong>) e il modello <strong><a href="https://racesimstudio.sellfy.store/p/formula-hybrid-2021/" rel="external">V3 della Formula Hybrid 2021.</a> </strong>Allacciate le cinture: oggi vedremo qual è la più bella da guidare!
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50084" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.jpg.98e0e3bb8f9a2bffa38e0270c5070e76.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.c46f5b96c9dda5852bf76de40025a7ce.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50084" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.thumb.jpg.c46f5b96c9dda5852bf76de40025a7ce.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FERRARI F1-2000: STABILE, DIVERTENTE E VELOCE</span></strong>
</p>

<p>
	Teatro della sfida lo spettacolare saliscendi dell’<strong>Autodromo del Mugello</strong>, dove la prima a scendere in pista è la monoposto iridata di <strong>Michael Schumacher</strong> che, al termine della stagione 2000, ha riportato il Titolo a Maranello dopo 21 anni di astinenza. Dopo aver scaldato le gomme con un paio di giri in progressione, la <strong>Ferrari</strong> mette in mostra le caratteristiche che avevamo individuato già nella precedente release… solo ora ancora più evidenti.
</p>

<p>
	La <strong>F1-2000 di ACR</strong> è incollata all’asfalto e ha un<strong> anteriore davvero preciso e affilato</strong> che non le fa perdere un colpo in nessun punto del tracciato: la sua guida è <strong>molto fluida</strong> (soprattutto se confrontata con quella del modello prodotto da Race Sim Studio) e anche l’erogazione del suo V10 arriva in maniera <strong>bilanciata senza troppe sorprese</strong>, il che la rende perfetta anche per quei piloti con poca esperienza nel mondo del simracing.
</p>

<p>
	La versione 1.2, però, mostra un piccolo particolare che nella nostra <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/modding/ferrari-f1-2000-meglio-la-rss-oppure-la-versione-acr-r27198/" rel="">precedente recensione</a></strong> non avevamo notato: quando si passa a tutta velocità sui cordoli, le <strong>gomme scanalate della Bridgestone</strong> mettono in mostra tutti i loro punti di debolezza e, spesso e volentieri, perdono contatto con il terreno, costringendo a correzioni il più delle volte inutili che finiscono mestamente nella ghiaia. <strong>Un bel tocco di realismo</strong> decisamente apprezzato!
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50085" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.jpg.67390ddf24b6941902b83de93a3c869a.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.36a10d58a411c118da2cac23a08827bf.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50085" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.thumb.jpg.36a10d58a411c118da2cac23a08827bf.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">FORMULA HYBRID 2021: GRIP SENZA LIMITI… CON QUALCHE DUBBIO</span></strong>
</p>

<p>
	Neanche il tempo di tornare ai box che la nostra seconda “pretendente”, la <strong>Formula Hybrid 2021 V3</strong>, è già pronta ad uscire dalla pitlane: poco tempo fa abbiamo recensito la <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/formula-hybrid-x-evo-2022-quanto-%C3%A8-pi%C3%B9-lenta-rispetto-alla-hybrid-2021-r27781/" rel="">versione precedente, la V2</a></strong>, e dobbiamo ammettere che le differenze tra i due modelli vanno ben oltre le poche modifiche scritte nel changelog ufficiale pubblicato da RSS.
</p>

<p>
	A un primo impatto la versione aggiornata della Hybrid 2021 riceve solamente un <strong>nuovo pacchetto di livree</strong>, un<strong> volante inedito</strong> e una <strong>nuova campionatura del sound </strong>della powerunit, sicuramente più avvincente di quella della V2. Le sue novità, però, non si fermano qui e coinvolgono anche la dinamica di guida: la V3, infatti, ci è parsa<strong> leggermente meno stabile</strong> e <strong>più complicata da portare al limite,</strong> complice anche una strana <strong>“zona morta” sullo sterzo</strong> che trae in inganno il pilota e lo costringe a dare un input maggiore per tornare a sentire il force feedback in azione.
</p>

<p>
	Sintomo di sottosterzo? No, perché anzi la<strong> Hybrid 2021 V3</strong> continua a presentare quella simpatica tendenza al<strong> sovrasterzo di potenza</strong> quando si esagera con l’acceleratore fuori dalle curve, marchio di fabbrica che la distingue sostanzialmente dalla 2020 e che la rende anche <strong>più avvincente e meno “giocosa”</strong> da guidare. Forse si tratta semplicemente di un effetto voluto dai programmatori, ma sta il fatto che la sensazione è quella di un <strong>minor sostegno delle gomme</strong> con l’asfalto sia in entrata che in percorrenza di curva.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpeg" data-fileid="50086" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.jpeg.9f5634eb2892c9219d6aabface5de5f0.jpeg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpeg.b26a6ea6a912c28dafdc7564d3da252d.jpeg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50086" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.thumb.jpeg.b26a6ea6a912c28dafdc7564d3da252d.jpeg"></a>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">IL VERDETTO FINALE: QUAL E’ LA MONOPOSTO PIU’ EMOZIONALE?</span></strong>
</p>

<p>
	Siamo ora al responso finale: dalle nostre prove al Mugello le due monoposto hanno messo in luce tanti aspetti simili ma anche tante differenze, che andranno a colpire nel cuore gli appassionati di categorie diverse all’interno del simracing. La <strong>Ferrari F1-2000</strong> è una vettura divertentissima, discretamente facile da guidare ma soprattutto iconica, che va amata senza “l’ossessione” del tempo sul giro da far segnare a ogni costo.
</p>

<p>
	Va guidata sognando di essere <strong>Michael Schumacher a Suzuka</strong> prima della conquista del Titolo e questo la rende sostanzialmente distante dalla <strong>Hybrid 2021,</strong> più una monoposto da eSport indicata per coloro che vogliono mettersi in gioco nei numerosi Campionati online su Assetto Corsa. Il “canto del cigno” della F1 2021 di Race Sim Studio è spettacolare da guidare grazie al suo <strong>grip estremo in curva</strong> e la vediamo come l’arma finale per distinguersi come piloti virtuali: la scelta se calarvi nell’abitacolo dell’una o dell’altra, a questo punto, è solo vostra!
</p>

<div class="ipsEmbeddedVideo">
	<div>
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	</div>
</div>

<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">27801</guid><pubDate>Sat, 15 Jan 2022 11:00:57 +0000</pubDate></item><item><title>Best of 2021: le tappe fondamentali che hanno fatto brillare il simracing</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/best-of-2021-le-tappe-fondamentali-che-hanno-fatto-brillare-il-simracing-r27802/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/home.png.21d0ef4b7fcde17c667e7b133e4b5eba.png" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Il<strong> 2021</strong> è ormai andato in archivio e quello nuovo è arrivato a pieno regime: anche per noi è giunto quindi il momento di fare un piccolo bilancio di quali sono state le<strong> innovazioni principali</strong> che hanno caratterizzato il <strong>mondo del simracing</strong> nella passata stagione, includendo sia le novità hardware (come il celebratissimo Fanatec CSL DD) che quelle software (una su tutte la splendida Mercedes W12 sviluppata dal team di Brackley in collaborazione con iRacing).
</p>

<p>
	Ma andiamo con ordine:
</p>

<p>
	1. <strong>Volanti Direct Drive:</strong> una delle pietre miliari che hanno definito il 2021 è sicuramente quella imposta dal <strong>Fanatec CSL DD</strong>, nuovo punto di riferimento in termini di periferiche che ha reso “popolare” e alla portata di tutti una tecnologia finora riservata solamente ai prodotti top di gamma. Troppo bello per essere vero? Assolutamente no: da una base di partenza di <strong>349 Euro</strong>, il CSL DD ha ricevuto praticamente solo feedback positivi e ora tutte le aziende rivali sono costrette a rincorrere… Thrustmaster in primis.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50087" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.jpg.98dd96a4e7121b101ae6821d977eb486.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.a922362795e5b39b81fcc3e15c195560.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50087" data-ratio="66.80" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto1.thumb.jpg.a922362795e5b39b81fcc3e15c195560.jpg"></a>
</p>

<p>
	2. <strong>SimracingGP:</strong> un altro caposaldo che ha reso unico il 2021 del simracing è sicuramente la <strong>piattaforma online SimracingGP</strong>, che propone a cadenza regolare Campionati e sfide per piloti di tutti i livelli sui principali simulatori utilizzati in ambito PC (Assetto Corsa, ACC, RaceRoom e anche Automobilista 2). La ciliegina sulla torta? Il fatto che <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/champs/drivingitalia-simracinggp-campionati-gratis-per-tutti-oltre-1600-piloti-iscritti-r27546/" rel="">Drivingitalia è parte integrante di questo progetto!</a></strong>
</p>

<p>
	3. <strong>Simulazione sempre più raffinata</strong>: parlando di simulatori, vogliamo soffermarci sul fatto che i titoli a nostra disposizione stanno diventando sempre più precisi e dettagliati nel fornire una rappresentazione vera della guida in pista del mondo reale. Un esempio? La bellissima <strong>Mercedes F1 W12 di iRacing,</strong> oppure il<strong> nuovo tyre model di Assetto Corsa Competizione</strong>, dagli effetti più definiti per quanto riguarda il comportamento delle gomme a contatto con l’asfalto: a tal proposito, se volete saperne di più <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/assetto-corsa-vs-competizione-con-un-fanatec-csl-elite-la-guida-della-ferrari-488-gt3-%C3%A8-migliorata-r27749/" rel="">leggete qua la nostra prova</a></strong> al volante della Ferrari 488 GT3.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50088" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.jpg.54cd31658e9a5b24fcbc7a48be7fe69d.jpg" rel=""><img alt="foto2.thumb.jpg.908592a3667c72f7df7ab75c0ccb2253.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50088" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto2.thumb.jpg.908592a3667c72f7df7ab75c0ccb2253.jpg"></a>
</p>

<p>
	4. <strong>ACI ESport</strong>: il mondo del simracing non è più un settore di nicchia conosciuto solo da una stretta cerchia di appassionati… ma finalmente sta diventando qualcosa di più grande, tra l’altro riconosciuto anche da enti nazionali e internazionali come l’<strong>Automobile Club d’Italia</strong>. Grazie al <strong>progetto ACI ESport, </strong>oggi i professionisti della guida simulata sono riconosciuti come atleti a tutti gli effetti e gareggiano in competizioni di grande spessore e interesse mediatico, tra le quali il <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/champs/campionato-italiano-gran-turismo-endurance-aci-esport-regolamento-ed-iscrizioni-aperte-r27789/" rel="">Campionato Italiano GT Endurance</a></strong>, oppure il <strong><a href="https://www.spqracing.it/" rel="external">GT3 Sprint</a></strong>, tutti e due di prossimo avvio.
</p>

<p>
	5. <strong>Simracing più democratico</strong>: proprio perché non è più un settore di nicchia come tanti anni fa, il simracing ora è maggiormente <strong>alla portata di tutti</strong> grazie anche a una<strong> scalabilità personalizzata della simulazione a misura di… pilota.</strong> Su un titolo poliedrico come F1 2021, per esempio, è possibile “giocare” con il gamepad oppure replicare in tutto e per tutto un Gran Premio su distanza completa con volante e pedaliera: cosa chiedere di meglio?
</p>

<p>
	6.<strong> Dal virtuale al reale:</strong> ad oggi il simracing è la disciplina che si avvicina di più al mondo della guida in pista. Ovviamente non è la stessa cosa, ma sono molteplici gli esempi di piloti che hanno fatto il passaggio tra i due mondi dimostrando l’efficacia dell’allenamento al simulatore. Oggi questo concetto è curato da diversi organizzatori, tra cui <strong>SRO</strong> (con il GT World Challenge), la <strong>Porsche Esports Carrera Cup Italia</strong> e il nostro <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/champs/campionato-italiano-gran-turismo-endurance-aci-esport-regolamento-ed-iscrizioni-aperte-r27789/" rel="">Campionato Italiano GT Endurance</a></strong> promosso da ACI ESport.
</p>

<p>
	E secondo voi? Quali sono state le tappe fondamentali del simracing nel 2021? Siete d’accordo con la nostra lista? O vorreste aggiungere qualcos’altro? Ditecelo qua sotto nei commenti… e <strong>buon 2022 a tutto gas!</strong>
</p>

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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50089" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.jpg.fd77050385c70b6a28f57a55339c490e.jpg" rel=""><img alt="foto3.thumb.jpg.3aec27bf52d8d49b7df38df0fbe7a929.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50089" data-ratio="56.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2022_01/foto3.thumb.jpg.3aec27bf52d8d49b7df38df0fbe7a929.jpg"></a>
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]]></description><guid isPermaLink="false">27802</guid><pubDate>Sun, 09 Jan 2022 15:10:00 +0000</pubDate></item><item><title>Formula Hybrid X EVO 2022: quanto &#xE8; pi&#xF9; lenta rispetto alla Hybrid 2021?</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/formula-hybrid-x-evo-2022-quanto-%C3%A8-pi%C3%B9-lenta-rispetto-alla-hybrid-2021-r27781/</link><description><![CDATA[
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	La stagione 2021 del <strong>Mondiale di Formula 1</strong> è ormai andata in archivio: lo stesso si può dire per le monoposto attuali, che dall’anno prossimo andranno incontro a un importante<strong> cambio di regolamento </strong>volto a semplificare la loro aerodinamica e, allo stesso tempo, a renderle più inclini alla <strong>bagarre in pista. </strong>Già, perché finora ad alimentare la sfida sui circuiti della massima serie automobilistica ci ha pensato il DRS, strumento elettronico che rimarrà in futuro ma che non avrà più un’importanza così determinante nelle manovre di sorpasso.
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	Un’anticipazione di questo scenario, ormai prossimo a diventare realtà a partire dai primi test pre-season dell’anno venturo, lo abbiamo già avuto anche noi, appassionati di simracing, con la prima versione della <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/modding/formula-hybrid-2019-vs-formula-hybrid-x-2021-come-cambia-la-f1-virtuale-del-futuro-r25806/" rel="">Formula Hybrid X</a></strong>, rappresentazione fedele delle vetture che vedremo in pista nella prossima stagione. Una<strong> monoposto molto, molto divertente</strong> ma anche<strong> più lenta </strong>rispetto all’allora Formula Hybrid 2019, poi diventata 2020… e oggi arrivata al culmine del suo sviluppo con le specifiche 2021.
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	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="50013" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2021_12/foto1.jpg.a119e16b953081028b9b49c420a31df3.jpg" rel=""><img alt="foto1.thumb.jpg.4321d30064cbf7fc3baaf29e3455657a.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="50013" data-ratio="55.30" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2021_12/foto1.thumb.jpg.4321d30064cbf7fc3baaf29e3455657a.jpg"></a>
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	Le differenze tra questi due “mondi” erano evidenti già all’epoca della nostra prima recensione e lo sono diventate ancora più tangibili oggi nella nostra <strong>seconda prova ufficiale</strong>, in cui le abbiamo messe praticamente una contro l’altra. Teatro della sfida? L’<strong>Autodromo del Mugello</strong>, dove la prima ad entrare in azione è stata la <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/home-page/recensioni/recensione-formula-hybrid-2021-la-f1-di-race-sim-studio-diventa-pi%C3%B9-%E2%80%9Cumana%E2%80%9D-r27167/" rel="">Hybrid 2021</a></strong>: guidarla è sempre un piacere e questo è merito del suo <strong>grip esagerato in curva</strong> dove tutto è possibile… a patto di non confonderla con la sua “sorella” precedente.
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	La <strong>riduzione del carico aerodinamico del 10%</strong> rispetto al modello 2020 è ancora presente e ciò richiede un <strong>più attento utilizzo del pedale dell’acceleratore</strong> quando si prova a tentare il giro secco con le gomme a mescola più soffice. La tendenza al sovrasterzo di potenza non è così scontata, mentre<strong> il sottosterzo in entrata è stato ridotto</strong> e questo la rende ancora più godibile e sfruttabile.
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	Ben diversa la versione aggiornata della <strong>Formula Hybrid X,</strong> ora disponibile anche nel <strong>modello “EVO”</strong>: la prima rappresenta sostanzialmente l’ultimo upgrade della vettura che avevamo già provato a febbraio 2020, che però non stravolge né rende più facile la vita del pilota quando ci si siede dietro al suo volante. La downforce rispetto alla 2021 continua a essere inferiore, mentre la <strong>sensazione di stabilità</strong> è rimasta fortunatamente invariata: se si esagera, però, <strong>ora non ci sono sconti e ogni errore si paga con gli interessi</strong>, che tradotto significa perdite di aderenza repentine e testacoda.
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	Un comportamento ancora più evidente sulla già citata <strong>versione “EVO”</strong>, che conferma gli stessi valori di potenza e coppia del motore V6 ibrido ma che rivede leggermente la curva di erogazione nonché il peso complessivo in ordine di marcia. Anche il sound è differente, più ovattato e meno “eccitante” rispetto al modello non-EVO, ma alla fine quello che conta è il suo handling tra i cordoli, vero?
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	Bè, su questo argomento bisogna ammettere che la <strong>Hybrid X EVO 2022</strong> è risultata<strong> ancora più difficile da guidare </strong>rispetto alla sua “sorella” gemella: la stabilità in curva è complessivamente inferiore e la <strong>mancanza di carico aerodinamico </strong>è presente non solo al retrotreno (per il quale bisogna stare molto attenti quando si spalanca il gas in uscita) ma anche all’avantreno e ciò comporta un<strong> fastidioso sottosterzo </strong>evidente soprattutto alle alte velocità. 
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	Questo problema costringe ad <strong>alzare il piede in anticipo</strong> <strong>durante i cambi di direzione</strong> (in particolare tra la Luco e la Poggio Secco e nella Scarperia-Palagio) e a tentare una <strong>traiettoria differente</strong> per mantenere il meno possibile inclinato il volante, appunto per non generare pericolose correzioni che possano compromettere anche il posteriore. Anche l’ingresso all’Arrabbiata 1 va effettuato con maggiore attenzione, soprattutto perché <strong>se si sbaglia linea… poi è molto difficile riuscire a modificare il proprio assetto</strong> in modo da non finire nella ghiaia.
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	Insomma, a conti fatti com’è l’ultima <strong>Formula Hybrid X EVO 2022</strong>? La monoposto che riprende design e caratteristiche delle vetture di nuova generazione rimane sempre<strong> molto divertente da guidare</strong>, ma perde in “facilità” e immediatezza di utilizzo rispetto alla versione non-EVO. Quando si raggiunge il suo limite va presa con delicatezza, non ci si può assolutamente permettere la nonchalance che si aveva sulle Hybrid 2020 e 2021.
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	E questo, ovviamente, si traduce in un<strong> gap prestazionale abbastanza importante</strong> a livello cronometrico: con la Hybrid 2021, infatti, siamo riusciti ad arrivare fino a un buon 1’16.4, mentre con la Hybrid X EVO 2022 abbiamo pagato un <strong>distacco di circa tre secondi</strong> (miglior tempo in 1’19.35). Comunque in linea con il cambio regolamentare che vedremo nel prossimo Mondiale di Formula 1: sotto questo punto di vista, come sempre, Race Sim Studio ha portato a casa il risultato!
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