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<rss version="2.0"><channel><title>News: guida tutorial</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/page/16/?d=1</link><description>News: guida tutorial</description><language>en</language><item><title>[Parte 7] Guida al setup nel simracing: l'altezza da terra</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-7-guida-al-setup-nel-simracing-laltezza-da-terra-r25759/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/969327999_altezzadaterra.jpg.c5104c1e576cfb1180d17fbb42ec5090.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Sim racers d'Italia, ben ritrovati nella nostra <strong>guida a puntate</strong> relativa al processo di <strong>setup di una vettura da competizione!</strong> Concluso il capitolo delle sospensioni, che ci ha portato a capire il funzionamento e le modifiche da effettuare in merito alle <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-4-guida-al-setup-nel-simracing-le-barre-anti-rollio-r25717/" rel="">barre anti-rollio</a></strong>, alle<strong> <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-5-guida-al-setup-nel-simracing-le-molle-delle-sospensioni-r25736/" rel="">molle</a> </strong>e agli<strong> <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-6-guida-al-setup-nel-simracing-gli-ammortizzatori-r25752/" rel="">ammortizzatori</a></strong>, è giunto il momento di occuparci di un'altra componente fondamentale: l'<strong>altezza da terra</strong> della nostra auto da corsa preferita.
</p>

<p>
	L'abbiamo già accennata nel capitolo relativo alle molle, ma qui andremo ad analizzarla nei dettagli: in una vettura da competizione sappiamo che l'<strong>altezza da terra </strong>deve essere mantenuta <strong>il più possibile aderente al suolo</strong>. In questo modo la nostra auto avrà un <strong>basso centro di gravità</strong>, che le garantirà un rollio minore (a parità di forze applicate) rispetto a quello che potrebbe avere con un alto centro di gravità. Quest'ultimo, inoltre, la porterebbe ad avere un elevato grado di beccheggio durante le fasi di accelerazione e frenata, il che significa un importante spostamento del peso tra l'avantreno e il retrotreno.
</p>

<p>
	<img alt="altezza-terra.jpg.11ff5b9793f3d784854e1fa2bec9ec88.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44291" data-ratio="56.88" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/altezza-terra.jpg.11ff5b9793f3d784854e1fa2bec9ec88.jpg">
</p>

<p>
	Un'altra considerazione preliminare da fare ci porta ad affermare che <strong>mantenere l'altezza da terra il più possibile vicino all'asfalto</strong> ci permetterà di <strong>far lavorare efficientemente l'aerodinamica</strong> della nostra vettura (soprattutto quelle che generano quantità importanti di “downforce”, come le monoposto). Ma non è tutto, perchè in alcuni casi incontreremo dei fattori che renderanno impossibile mantenere la “ride height” estremamente vicina al suolo: gli <strong>avvallamenti nell'asfalto</strong> e i <strong>cordoli </strong>sono solo due esempi che ci costringeranno a trovare il compromesso ideale per ottenere il massimo potenziale dalla nostra automobile.
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">L'ALTEZZA DA TERRA: DEFINIZIONE</span></strong>
</p>

<p>
	Prima di continuare, però, soffermiamoci un attimo su cos'è veramente l'<strong>altezza da terra</strong>: a tutti gli effetti consiste nella <strong>distanza</strong> <strong>tra la parte sottostante della nostra vettura e il suolo</strong>. Solitamente misurata in millimetri, è strettamente collegata al concetto di <strong>“rake”,</strong> che definisce la differenza tra l'altezza da terra dell'avantreno e quella del retrotreno di un'auto da corsa.
</p>

<p>
	Se il posteriore è più alto dell'anteriore avremo un <strong>rake positivo</strong>, mentre se il posteriore viene mantenuto in una posizione più bassa dell'avantreno otterremo un <strong>rake negativo. </strong>Quest'ultimo caso, tuttavia, è molto difficile da vedere oggigiorno: si tratta, infatti, di una configurazione che comporterebbe un sollevamento aerodinamico, assolutamente poco produttivo per andare a caccia della prestazione in pista.
</p>

<p>
	<img alt="rake.jpg.d27d456c30f488b7669233b8f89893ba.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44296" data-ratio="45.13" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/rake.jpg.d27d456c30f488b7669233b8f89893ba.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">ALTEZZA DA TERRA E SOSPENSIONI</span></strong>
</p>

<p>
	Ma qual è l'operazione da effettuare per <strong>modificare l'altezza da terra</strong>? In una vettura da competizione reale il setup viene effettuato a livello delle<strong> sospensioni:</strong> dove è installato l'ammortizzatore, infatti, sono presenti due componenti chiamate <strong>“Upper Perch” e “Lower Perch”</strong>, che globalmente definiscono lo <strong>“Spring Perch Adjustment”</strong> o <strong>“Spring Perch Offset”,</strong> il quale è a tutti gli effetti la regolazione che serve per aumentare o diminuire l'altezza da terra.
</p>

<p>
	<img alt="perch.png.5bb8da704af7ee0a0e488de71c9bf167.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44293" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/perch.png.5bb8da704af7ee0a0e488de71c9bf167.png">
</p>

<p>
	<img alt="perch2.png.0dfef7598a90cba62fa3922eee0d6f6b.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44294" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/perch2.png.0dfef7598a90cba62fa3922eee0d6f6b.png">
</p>

<p>
	Queste componenti delimitano il <strong>range di estensione della molla di una sospensione</strong>, ponendo un limite superiore (Upper Perch) e un limite inferiore (Lower Perch) che, insieme, costituiscono anche la <strong>misura dell'altezza dal suolo </strong>della nostra vettura. Se usiamo spesso le monoposto, il sistema delle sospensioni sarà, invece, molto facilmente di tipo<strong> pushrod, </strong>composto da un ammortizzatore che lavora in compressione sotto la spinta di un puntone diagonale (o “bacchetta”). Si tratta di una tecnologia che visivamente definisce <strong>due triangoli sovrapposti</strong> che non permettono grandi regolazioni, per una<strong> sensibilità alle imperfezioni dell'asfalto</strong> molto elevata che, però, garantisce anche una<strong> tenuta di strada da riferimento della categoria.</strong>
</p>

<p>
	<img alt="pushrod.jpg.2a779ae18c964599ababc1b737ff4e15.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44295" data-ratio="59.38" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/pushrod.jpg.2a779ae18c964599ababc1b737ff4e15.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">COME SI MODIFICA L'ALTEZZA DA TERRA?</span></strong>
</p>

<p>
	Nella maggior parte dei simulatori, fortunatamente, la modifica dell'<strong>altezza da terra</strong> viene effettuata in maniera molto più semplice: su <strong>rFactor 2 e Assetto Corsa,</strong> per esempio, troveremo solamente il relativo valore con il quale fare le nostre prove in pista, mentre su <strong>iRacing </strong>avremo a che fare con tutte le componenti che abbiamo citato nel capitolo precedente.
</p>

<p>
	L'altezza da terra, in realtà, viene influenzata direttamente già quando andiamo ad alterare <strong>altre componenti della nostra vettura:</strong> se <strong>irrigidiamo le molle</strong> oppure se <strong>aumentiamo la pressione delle gomme</strong>, per esempio, la nostra auto si alzerà, mentre le modifiche alla <strong>campanatura</strong> e alla <strong>convergenza </strong>andranno ad alterare la geometria delle sospensioni.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="png" data-fileid="44298" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/settings.png.3c6d86d44775bf84aca822a853a83e87.png" rel=""><img alt="settings.thumb.png.d2708bced4e6f529c176f7b4c513bd1f.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44298" data-ratio="78.86" width="951" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/settings.thumb.png.d2708bced4e6f529c176f7b4c513bd1f.png"></a>
</p>

<p>
	Tenendo presente che <strong>aumentare o diminuire i valori dell'altezza da terra</strong> avrà a sua volta un forte impatto su come sono impostate le sospensioni stesse, qual è l'approccio più efficace per determinare la giusta “ride height”? Se la nostra vettura dipende per la maggior parte dal <strong>grip meccanico </strong>fornito dalle sue gomme, l'idea è quella di <strong>diminuire gradualmente l'altezza da terra</strong> finchè non sentiamo un comportamento poco stabile nel momento in cui passeremo sopra agli avvallamenti dell'asfalto e ai cordoli.
</p>

<p>
	Nel caso di auto capaci di generare un <strong>grande carico aerodinamico, </strong>invece, il nostro lavoro diventerà più complicato: queste vetture sono solitamente <strong>molto sensibili ai cambiamenti della loro altezza da terra</strong>, la quale deve essere molto stabile al fine di far funzionare in maniera efficiente il loro pacchetto aerodinamico. Per questo motivo sono comunemente <strong>molto “rigide”,</strong> dal momento che le loro <strong>sospensioni </strong>devono fornire la <strong>giusta resistenza</strong> a tutte le forze extra che vengono aggiunte dalla componente aerodinamica che dispongono.
</p>

<p>
	<img alt="altezza-terra2.jpg.db30240bb3a609ed957081b3184561bf.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44292" data-ratio="66.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/altezza-terra2.jpg.db30240bb3a609ed957081b3184561bf.jpg">
</p>

<p>
	Per trovare la <strong>giusta altezza da terra </strong>su queste vetture possiamo sfruttare il procedimento che vale per tutte le altre auto da corsa: l'unica differenza sta nello stare attenti quando siamo andati troppo oltre con le modifiche. Oltre a prestare attenzione alle <strong>“spanciate” sull'asfalto</strong>, se il <strong>comportamento generale </strong>diventa <strong>troppo “leggero” e poco controllabile</strong>, allora il pacchetto aerodinamico a nostra disposizione sta portando in stallo la parte inferiore della vettura, il che limiterà la nostra prestazione in pista (soprattutto nelle curve ad alta velocità).
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">ASSETTO RAKE: SERVE CAMBIARLO?</span></strong>
</p>

<p>
	Per quanto riguarda la particolare configurazione di alcune vetture da competizione che presentano un<strong> “rake positivo”,</strong> cioè hanno il retrotreno più alto dell'avantreno, quest'impostazione permette loro di sfruttare a dovere il <strong>pacchetto aerodinamico</strong> di cui sono provviste. In questo caso l'idea è quella di <strong>mantenere l'altezza da terra</strong> e, di conseguenza, il “rake” in una certa<strong> finestra di funzionamento</strong>, con la massima produzione di downforce e la minor resistenza possibile all'avanzamento.
</p>

<p>
	Se i <strong>valori</strong> in questione sono <strong>troppo elevati</strong> non riusciremo ad utilizzare l'aerodinamica a nostra disposizione al massimo delle sue possibilità, mentre se sono <strong>troppo bassi</strong> andremo in contro allo <strong>stallo del fondo della nostra vettura</strong>, con conseguente perdita di carico e di controllo nelle fasi più concitate della guida. Dal momento che il “rake” è estremamente dipendente dalle <strong>impostazioni aerodinamiche</strong> della nostra vettura, vi diamo appuntamento alla prossima puntata della nostra guida, dove tratteremo proprio quest'argomento!
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	<img alt="rake2.jpg.8626b8deaebb0085f4da40525ea7a48b.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44297" data-ratio="66.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_02/rake2.jpg.8626b8deaebb0085f4da40525ea7a48b.jpg">
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25759</guid><pubDate>Mon, 03 Feb 2020 16:06:00 +0000</pubDate></item><item><title>[Parte 6] Guida al setup nel simracing: gli ammortizzatori</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-6-guida-al-setup-nel-simracing-gli-ammortizzatori-r25752/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/home.jpg.3fa5ac248434d00ea7279b338534c9cc.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Cari piloti virtuali, ben ritrovati nella nostra guida a puntate sul processo di <strong>setup di una vettura da competizione</strong> nel mondo del simracing. Una settimana fa abbiamo proseguito a scavare nell'universo oscuro delle<strong> sospensioni</strong>, andando a coprire la loro componente interna: le <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-5-guida-al-setup-nel-simracing-le-molle-delle-sospensioni-r25736/" rel="">molle</a>.</strong> Oggi, invece, tratteremo di ciò che si vede all'esterno, ma che ha un impatto determinante sul funzionamento di tutto questo complicato sistema: gli <strong>ammortizzatori.</strong>
</p>

<p>
	Chiamati in inglese<strong> “dampers”</strong> o <strong>“shock absorbers”</strong>, hanno il compito di controllare il modo in cui l'energia è accumulata e rilasciata dalle molle delle sospensioni. Provate a pensarci un secondo: su una qualsiasi auto da corsa le molle devono essere in grado di gestire la <strong>forza che si esercita </strong>su di esse durante le<strong> fasi di accelerazione, frenata</strong> ma anche quando la vettura stessa passa sopra gli avvallamenti dell'asfalto o i cordoli.
</p>

<p>
	<img alt="foto1.jpg.7a989d8c1065ddb7ab8f21557b5f0014.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44272" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/foto1.jpg.7a989d8c1065ddb7ab8f21557b5f0014.jpg">
</p>

<p>
	La <strong>molla</strong>, quindi, <strong>accumulerà e rilascerà una certa quantità di energia </strong>durante ognuna di queste fasi, per cui in questo contesto serve una componente che faccia in modo che<strong> gestisca e permetta la giusta compressione e il giusto rilascio</strong> della molla stessa. Ecco, quindi, che entrano in gioco gli <strong>ammortizzatori</strong>: in parole più semplici, il loro ruolo è quello di<strong> moderare il movimento delle molle delle sospensioni,</strong> nella più ampia ottica di mantenere il corretto equilibrio della vettura facendola correre il più velocemente possibile sulla pista.
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">AMMORTIZZATORI: COME FUNZIONANO?</span></strong>
</p>

<p>
	Gli <strong>ammortizzatori</strong> di una vettura da corsa funzionano genericamente in due modi: in <strong>compressione (bump)</strong> e in<strong> estensione (rebound)</strong>. Il valore impostato per la <strong>compressione</strong> definisce<strong> quanto velocemente le molle si comprimono</strong>, per esempio quando la nostra auto passa sopra un avvallamento del nastro d'asfalto. Aumentando questo valore non facciamo altro che aumentare la resistenza della molla alla sua compressione, diminuendo di conseguenza la sua velocità.
</p>

<p>
	<img alt="compressione.png.2432343d3ad6fe613f3e585fe05245cc.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44270" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/compressione.png.2432343d3ad6fe613f3e585fe05245cc.png">
</p>

<p>
	Il lavoro in<strong> estensione</strong>, invece, controlla il <strong>comportamento della molla quando questa si “rilassa”</strong> dal suo stato compresso, che la porta verso la sua condizione normale. Aumentando il valore in estensione, otterremo più resistenza da parte della molla per cui questa rilascerà la sua energia molto più lentamente.
</p>

<p>
	<img alt="estensione.png.272deaa0daf64c40c84933bf55cd3487.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44271" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/estensione.png.272deaa0daf64c40c84933bf55cd3487.png">
</p>

<p>
	Fatta questa prima distinzione, il <strong>lavoro in compressione e in estensione</strong> di come un ammortizzatore gestisce il lavoro delle sue molle interne può essere rispettivamente <strong>“lento” e “veloce”</strong>, per cui quando parliamo di questa componente dovremo considerare complessivamente quattro valori:<strong> </strong>
</p>

<ol>
	<li>
		<strong>Compressione lenta (slow bump)</strong>
	</li>
	<li>
		<strong>Compressione veloce (fast bump)</strong>
	</li>
	<li>
		<strong>Estensione lenta (slow rebound)</strong>
	</li>
	<li>
		<strong>Estensione veloce (fast rebound)</strong>
	</li>
</ol>

<p>
	Generalmente, il lavoro<strong> “lento”</strong> dell'ammortizzatore va ad influenzare il modo in cui la molla si comporta quando è compressa (oppure quando si estende) lentamente, per esempio durante le <strong>fasi di decelerazione, frenata e percorrenza di una curva.</strong> Il lavoro <strong>“veloce”</strong> dell'ammortizzatore, al contrario, va ad influenzare il modo in cui la molla si comporta quando è compressa (oppure quando si estende) velocemente, per esempio quando si passa <strong>sopra a una buca o a un cordolo.</strong>
</p>

<p>
	<img alt="foto2.jpg.22e16603b03b3388ae666e683953ea8a.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44273" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/foto2.jpg.22e16603b03b3388ae666e683953ea8a.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">AMMORTIZZATORI: COME MODIFICARLI?</span></strong>
</p>

<p>
	Ora che sappiamo come sono fatti e come lavorano i nostri ammortizzatori, andiamo a vedere come modificarne efficacemente le loro impostazioni. In linea generale, in ogni ammortizzatore i<strong> valori di estensione</strong> dovrebbe essere tenuti sempre<strong> più elevati di quelli relativi alla compressione</strong>. Il motivo? La molla interna deve essere in grado di comprimersi in un range di utilizzo più ampio di quello relativo alla sua estensione, senza quindi limitare eccessivamente la sua velocità di funzionamento.
</p>

<p>
	Detto questo, quali sono i valori da modificare in un ammortizzatore? La cosa migliore da fare è quella di effettuare<strong> qualche giro di prova</strong> con la nostra vettura preferita e <strong>“sentire” </strong>cosa ci comunica, magari utilizzando la funzione di replay fornita dal simulatore che stiamo utilizzando.
</p>

<p>
	<img alt="foto3.jpg.7f82e62d9b6e4a987f75b16ae9d9bf5d.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44274" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/foto3.jpg.7f82e62d9b6e4a987f75b16ae9d9bf5d.jpg">
</p>

<p>
	Se la nostra auto, per esempio, <strong>rimbalza troppo</strong> sopra le buche oppure <strong>oscilla eccessivamente</strong> <strong>durante i trasferimenti di carico</strong> tra una curva e l'altra al punto da risultare <strong>tutt'altro che responsiva</strong> ai nostri comandi, il nostro consiglio è quello di <strong>aumentare progressivamente </strong>i vari settaggi dell'ammortizzatore. Al contrario, se il comportamento generale è molto <strong>“tagliente”, imprevedibile e difficilmente controllabile</strong> quando si realizzano i vari trasferimenti di carico, allora è il caso di<strong> ridurre le impostazioni </strong>nella schermata dedicata del nostro simulatore.
</p>

<p>
	<img alt="foto4.jpg.e8360d3000f77376f38a052b8665b0dd.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44275" data-ratio="56.13" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/foto4.jpg.e8360d3000f77376f38a052b8665b0dd.jpg">
</p>

<p>
	Teniamo sempre presente che gli <strong>ammortizzatori</strong> riescono ad influenzare il modo in cui la nostra vettura corre in pista solamente quando le<strong> molle al loro interno</strong> si comprimono oppure rilasciano la loro energia, quindi sono degli ottimi strumenti che ci possono aiutare a <strong>gestire quanto velocemente si realizzano i vari trasferimenti di carico</strong> tra i cordoli. Più i<strong> valori degli ammortizzatori</strong> sono <strong>elevati</strong>, più rapidamente la nostra auto da corsa si <strong>stabilizzerà sulle sue sospensioni</strong>: una condizione sicuramente preferibile dall'avere un mezzo che oscilla come una nave in mare aperto! Tuttavia, questo ci fa andare incontro a un comportamento che, progressivamente, diventa<strong> sempre più difficile da controllare</strong>, per cui anche in questo caso è essenziale trovare il <strong>giusto compromesso </strong>per riuscire ad abbassare in maniera consistente i nostri tempi sul giro.
</p>

<p>
	<img alt="foto5.jpg.018a436cd6e44227bedf025ca45c84d7.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44276" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/foto5.jpg.018a436cd6e44227bedf025ca45c84d7.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CONCLUSIONE</span></strong>
</p>

<p>
	Anche per questa volta siamo giunti al termine della nostra puntata: dopo aver affrontato il tema delle molle, oggi abbiamo visto <strong>cosa sono e come funzionano gli ammortizzatori</strong> di una sospensione, i quali essenzialmente<strong> controllano la velocità</strong> secondo la quale le loro <strong>molle interne si comprimono oppure si “rilassano”. </strong>A seconda del luogo specifico in cui sentiamo di aver difficoltà a gestire la nostra vettura da corsa, gli ammortizzatori possono diventare un potente alleato per migliorare il nostro feeling al volante.
</p>

<p>
	In questo caso andremo a <strong>modificare le varie impostazioni</strong> che li definiscono, divise in <strong>compressione (lenta e veloce)</strong> ed <strong>estensione (lenta e veloce):</strong> ognuna di esse avrà un impatto non solo sulla nostra guida in pista, ma anche sulle altre componenti della nostra vettura. Di conseguenza l'imperativo prima di mettere mano agli ammortizzatori è quello di <strong>conoscere a fondo il comportamento del nostro mezzo</strong> e, successivamente, di effettuare<strong> una modifica alla volta </strong>e osservare quello che succede effettuando passo dopo passo dei giri di prova.
</p>

<p>
	<img alt="foto6.jpg.f7bade2260009265d86f04c8430d8050.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44277" data-ratio="67.00" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/foto6.jpg.f7bade2260009265d86f04c8430d8050.jpg">
</p>

<p>
	Con questa puntata abbiamo concluso l'importante capitolo delle sospensioni: nella prossima, invece, andremo ad analizzare in maniera approfondita l'<strong>altezza da terra</strong>. Continuate a seguirci!
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25752</guid><pubDate>Thu, 30 Jan 2020 13:14:00 +0000</pubDate></item><item><title>[Parte 5] Guida al setup nel simracing: le molle delle sospensioni</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-5-guida-al-setup-nel-simracing-le-molle-delle-sospensioni-r25736/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/home.jpg.677a4211a2a1a622f174fd11fd390189.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Piloti! Bentornati nella nostra guida a puntate sul <strong>processo di setup</strong> di una vettura da corsa nel <strong>simracing</strong>: una settimana fa vi abbiamo parlato delle<strong> barre anti-rollio</strong>, una delle componenti che definiscono il più ampio<strong> sistema delle sospensioni</strong>. Oggi, invece, entreremo nei dettagli, andando alla scoperta della loro base fondamentale: le <strong>molle.</strong>
</p>

<p>
	Allo stesso tempo<strong> queste influenzano e sono influenzate da alcune variabili </strong>della nostra macchina, come il <strong>carico</strong> a cui sono sottoposte in pista, l'<strong>altezza da terra</strong>, le<strong> condizioni dell'asfalto</strong> e l'<strong>aerodinamica.</strong> Una cosa è certa: modificare il funzionamento delle molle produrrà un cambiamento significativo nel modo in cui la nostra auto si comporterà tra i cordoli.
</p>

<p>
	<img alt="inizio.jpg.e9b094fe274d4518f3c049cccc62434a.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44200" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/inizio.jpg.e9b094fe274d4518f3c049cccc62434a.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">PRIMA VARIABILE – IL CARICO</span></strong>
</p>

<p>
	Iniziamo ad analizzare la prima variabile che sta alla base del funzionamento delle molle: il <strong>carico</strong>. Questo è strettamente correlato al cosiddetto <strong>“spring rate”</strong>, ovvero l'<strong>indice di rigidezza delle molle </strong>stesse: in parole semplici, si tratta della<strong> forza necessaria a comprimere la molla</strong> fino a una certa distanza dai tamponi che definiscono il fine corsa della sospensione. È calcolata in chilogrammi (Kg) oppure N/mm, ma anche in lbs/in, cioè in libbre per pollice: <strong>più il valore in questione è elevato, più la molla è dura.</strong>
</p>

<p>
	Il carico è anche strettamente connesso al<strong> “wheel rate”</strong>, definito come la forza necessaria a comprimere l'intera sospensione fino a una certa distanza: a differenza dello “spring rate”, questa caratteristica della nostra vettura da corsa si riferisce alla<strong> forza compressiva della molla a livello del volante</strong>. È calcolata con le stesse unità di misura viste in precedenza e, in linea generale, <strong>più una macchina è pesante più necessita di molle dure</strong>, quindi con un “wheel rate” particolarmente importante.
</p>

<p>
	<img alt="carico-molle.jpg.bd8eb0bb01b013dd28f83948c2cfc0d2.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44198" data-ratio="71.38" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/carico-molle.jpg.bd8eb0bb01b013dd28f83948c2cfc0d2.jpg">
</p>

<p>
	Lo “spring rate”, inoltre, riflette anche la<strong> distribuzione dei pesi</strong> della nostra vettura: in linea generale, le molle dovranno essere<strong> più dure</strong> a seconda di quanto<strong> peso</strong> è presente sull'<strong>asse anteriore</strong> o su quello<strong> posteriore. </strong>Per esempio, una macchina a trazione anteriore con distribuzione 60-40 dovrà essere settata con molle più rigide all'avantreno e più soffici al retrotreno.
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">SECONDA VARIABILE – L'ALTEZZA DA TERRA</span></strong>
</p>

<p>
	Passiamo alla seconda variabile: per essere competitivi in pista, dovremo modificare la nostra vettura in modo che corra<strong> il più possibile vicina all'asfalto</strong>, quindi con un'<strong>altezza da terra</strong> la più bassa possibile. Questo abbasserà, di conseguenza, il suo <strong>centro di gravità</strong>, che ci aiuterà quando dovremo affrontare una curva: con questa configurazione, inoltre, le modifiche che effettueremo (più avanti) nell'aerodinamica ci permetteranno di massimizzare il potenziale a nostra disposizione.
</p>

<p>
	Con una macchina molto vicina al suolo, la regola generale da rispettare è quella di <strong>aumentare la rigidità delle molle</strong>: queste ci permetterà, nella maggior parte dei casi, di accusare meglio le “spanciate” della nostra vettura quando passerà sopra gli avvallamenti dell'asfalto.
</p>

<p>
	<img alt="altezza.jpg.13cd21f442aec28cd448336145ecdb0b.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44197" data-ratio="70.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/altezza.jpg.13cd21f442aec28cd448336145ecdb0b.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">TERZA VARIABILE – LE CONDIZIONI DELLA PISTA</span></strong>
</p>

<p>
	Il <strong>modo in cui la nostra pista preferita </strong>si presenta ai nostri occhi è un'altra variabile a cui fare attenzione quando andremo a mettere mano alla <strong>rigidità delle molle</strong> sulla nostra vettura da competizione. Alcuni circuiti sono caratterizzati da un <strong>asfalto simile a un tavolo da biliardo</strong>, come Monza; altri, invece, ci possono dare l'impressione di essere un tracciato da rally, visto il numero di<strong> buche</strong> che li contraddistinguono.
</p>

<p>
	Se ci alleneremo nel primo gruppo di piste, potremo sicuramente <strong>ridurre al massimo l'altezza da terra </strong>della nostra macchina e, di conseguenza, <strong>aumentare la rigidità delle molle</strong> senza preoccuparci delle famose “spanciate”. Al contrario, se dovremo gareggiare in una pista dai mille avvallamenti, come ad esempio Zandvoort, dovremo trovare il <strong>compromesso ideale</strong> per essere il più veloci possibile: meglio non esagerare con valori alti dello “spring rate”, men che meno con l'altezza da terra!
</p>

<p>
	<img alt="condizioni.jpg.6bc365dfe4e56af22a2edd3e508d13bc.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44199" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/condizioni.jpg.6bc365dfe4e56af22a2edd3e508d13bc.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">QUARTA VARIABILE: L'AERODINAMICA</span></strong>
</p>

<p>
	Definire il giusto setup in fatto di molle quando si comincia a tirare in ballo l'<strong>aerodinamica</strong> e il <strong>relativo carico (la “downforce”)</strong> non è un impresa facile. Il motivo? Dobbiamo tenere in considerazione due importanti fattori: la <strong>giusta altezza da terra </strong>della nostra vettura, che ci permetterà di far funzionare l'intero pacchetto al meglio, e il fatto che <strong>più importante sarà la componente aerodinamica</strong> che utilizzeremo... <strong>maggiore sarà il carico che graverà sulle sospensioni.</strong>
</p>

<p>
	Anche se torneremo presto sull'argomento con maggiori dettagli, per il momento è importante ricordare che tutte le vetture che dipendono per buona parte da un importante lavoro sull'aerodinamica dovranno essere settate con <strong>molle tendenzialmente più dure</strong> di quelle utilizzate da macchine che, al contrario, contano quasi esclusivamente sul grip meccanico.
</p>

<p>
	<img alt="aerodinamica.jpg.366ee7fd8ef2ea20b8de1211f7061978.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44196" data-ratio="56.00" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/aerodinamica.jpg.366ee7fd8ef2ea20b8de1211f7061978.jpg">
</p>

<p>
	Oltre alle classiche molle, alcune auto sono anche dotate della cosiddetta <strong>“terza molla” (o “heave spring”)</strong>, una componente aggiuntiva che viene chiamata in causa comprimendosi o rilassandosi solo quando la vettura è sottoposta a dei <strong>cambiamenti di beccheggio,</strong> che si genera durante le<strong> fasi di accelerazione e frenata</strong>.
</p>

<p>
	In questa circostanza, una prima base di setup potrebbe essere quella di<strong> indurire la terza molla e ammorbidire lo “spring rate”,</strong> in modo da ottenere una vettura molto rigida in termini di beccheggio e, allo stesso tempo, agile ed efficace nel mantenere le gomme a contatto con l'asfalto durante le fasi di rollio, per esempio quando dovremo affrontare una curva con i relativi spostamenti di carico a causa della forza centrifuga.
</p>

<p>
	<img alt="terza-molla.jpg.c89b609f3ec499d5d4133f6739855ed6.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44203" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/terza-molla.jpg.c89b609f3ec499d5d4133f6739855ed6.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">MOLLE E BARRE ANTI-ROLLIO: UN SISTEMA INTERCONNESSO</span></strong>
</p>

<p>
	Riprendendo in considerazione i concetti espressi nella scorsa puntata, possiamo affermare che le <strong>barre anti-rollio</strong> e le <strong>molle </strong>sono in grado di modificare in maniera consistente il <strong>bilanciamento generale</strong> della nostra vettura preferita. Gli<strong> anti-roll bar</strong>, per esempio, possono essere utilizzati per curare le<strong> varie fasi di approccio e percorrenza di una curva</strong>, mentre con lo <strong>“spring rate” </strong>potremo gestire al meglio il<strong> beccheggio,</strong> il comportamento a seconda dell'<strong>altezza da terra</strong> e il funzionamento generale dell'auto quando passeremo <strong>sopra ai cordoli</strong> o ad eventuali <strong>buche nell'asfalto.</strong>
</p>

<p>
	Queste due componenti, tuttavia, non possono essere prese in considerazione separatamente, perchè interagiscono insieme come un <strong>sistema perfettamente connesso</strong>. Modificare il funzionamento delle molle avrà delle <strong>conseguenze </strong>che ci indurranno a cambiare anche l'assetto delle barre anti-rollio: l'importante, in questo caso, è di <strong>non farsi prendere troppo la mano</strong> e di effettuare <strong>una correzione alla volta</strong>, per evitare di entrare in un loop del tutto improduttivo. Il nostro consiglio? Tenete d'occhio i tempi!
</p>

<p>
	<img alt="terza-molla-caterham.jpg.407a8f5917c9e397c821c499ac7bbf12.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44204" data-ratio="66.50" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/terza-molla-caterham.jpg.407a8f5917c9e397c821c499ac7bbf12.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">MOLLE : QUALI MODIFICHE EFFETTUARE?</span></strong>
</p>

<p>
	Dal momento che effettuare il<strong> setup</strong> di una vettura da corsa significa<strong> spostare il grip disponibile tra l'avantreno e il retrotreno,</strong> modificare la taratura delle molle produrrà effetti differenti a seconda del nostro intervento sulla loro rigidità o morbidezza.
</p>

<p>
	Se andremo ad<strong> ammorbidire le molle anteriori</strong>, le relative gomme avranno più aderenza all'asfalto. Lo<strong> “spring rate” all'avantreno</strong>, infatti, ha una maggior influenza sull'<strong>entrata in curva</strong> rispetto a quello sul retrotreno: <strong>se ridurremo il suo valore otterremo molle più morbide</strong> con una maggiore tendenza al sovrasterzo, mentre se lo <strong>aumenteremo</strong> avremo <strong>molle più dure</strong> con una tendenza al sottosterzo.
</p>

<p>
	<img alt="molle-anteriori.jpg.e41802f964d55b52f4226a20e84b7ea6.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44201" data-ratio="66.50" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/molle-anteriori.jpg.e41802f964d55b52f4226a20e84b7ea6.jpg">
</p>

<p>
	Al contrario, le <strong>molle delle sospensioni posteriori</strong> avranno una maggior efficacia in <strong>uscita dalle curve</strong>, quando sarà il momento di riprendere il gas in mano. <strong>Ammorbidirle</strong>, e quindi ridurre il valore del loro “spring rate”, produrrà una maggiore tendenza al <strong>sottosterzo in uscita</strong>, mentre <strong>indurirle</strong>, e quindi aumentare il valore del loro “spring rate”, aumenterà la tendenza della vettura al <strong>sovrasterzo </strong>quando riprenderemo ad accelerare dopo aver percorso una curva.
</p>

<p>
	C'è da ricordare, infine, una<strong> prima procedura di base</strong> nel settare le molle delle sospensioni quando ci troviamo di fronte a una vettura che si basa principalmente sul grip meccanico fornito dalle sue gomme, così come a una macchina principalmente dipendente dalla sua aerodinamica. In entrambi i casi, l'idea è quella di <strong>diminuire lo “spring rate” </strong>all'avantreno e al retrotreno in maniera omogenea, in modo da ottenere<strong> più grip</strong> <strong>senza pregiudicare la stabilità generale.</strong> Se la nostra vettura “spancerà” oppure perderà facilmente aderenza nelle curve ad alta velocità, è il caso di non andare oltre con molle troppo soffici.
</p>

<p>
	<img alt="molle-posteriori.jpg.f469b97e97776dd2411b5a04ab110127.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44202" data-ratio="52.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/molle-posteriori.jpg.f469b97e97776dd2411b5a04ab110127.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CONCLUSIONE</span></strong>
</p>

<p>
	In questa puntata abbiamo visto come la<strong> taratura delle molle</strong> rappresenti uno degli step fondamentali nell'estrapolare il potenziale nascosto della nostra vettura: assieme alle modifiche alle <strong>barre anti-rollio</strong>, effettuare degli aggiustamenti allo “spring rate” delle sospensioni anteriori e posteriori può comportare dei <strong>sostanziali cambiamenti nel comportamento generale</strong>, il che si può tradurre in un <strong>netto miglioramento in fatto di tempi sul giro</strong>. Per completare l'opera, però, manca ancora una componente per chiudere il cerchio: stiamo parlando degli <strong>ammortizzatori,</strong> che andremo ad analizzare nei dettagli la prossima settimana!
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25736</guid><pubDate>Mon, 27 Jan 2020 08:17:00 +0000</pubDate></item><item><title>[Parte 4] Guida al setup nel simracing: le barre anti-rollio</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-4-guida-al-setup-nel-simracing-le-barre-anti-rollio-r25717/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/barre.jpg.fc2d08665d3a136204e66faa3cc698a1.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Piloti, eccoci di nuovo al nostro appuntamento settimanale che copre le varie fasi della <strong>procedura di setup</strong> di una vettura da corsa nel mondo del simracing! Dopo aver esaminato approfonditamente tutti gli aspetti che influenzano le <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-2-guida-al-setup-nel-simracing-le-gomme-r25678/" rel="">gomme</a></strong> e la loro <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-3-guida-al-setup-nel-simracing-la-geometria-delle-gomme-r25696/" rel="">geometria</a></strong>, oggi andremo a toccare per la prima volta una delle componenti che influenzano il comportamento delle sospensioni: le <strong>barre anti-rollio.</strong>
</p>

<p>
	Chiamata anche <strong>“anti-roll bar”</strong>, consiste in una <strong>grande molla a torsione a forma di “C” </strong>che connette le sospensioni da una parte all'altra di un'automobile, ovviamente sullo stesso asse. Il loro compito è semplice: <strong>limitare il rollio della vettura in curva</strong>, trasferendo parte della forza della sospensione non in compressione a quella in esercizio, per una<strong> migliore stabilità</strong> che permette l'utilizzo di molle più morbide senza compromettere il comfort di marcia.
</p>

<p>
	<img alt="barra-anti-rollio.png.e3be81a6f94aea9a713c4c8a6f02dcd7.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44146" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/barra-anti-rollio.png.e3be81a6f94aea9a713c4c8a6f02dcd7.png">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">BARRE ANTI-ROLLIO: COME INFLUENZANO IL BILANCIAMENTO</span></strong>
</p>

<p>
	Su una vettura da corsa, solitamente, le<strong> barre anti-rollio</strong> sono due: <strong>una all'anteriore e una al posteriore</strong>, che vanno a modificare quanto rollio, cioè quanto <strong>movimento laterale</strong>, la macchina incontrerà durante la percorrenza di una curva. In questo modo gli anti-roll bar andranno ad alterare il <strong>bilanciamento complessivo</strong> tra i cordoli, generando <strong>più grip all'avantreno o al retrotreno.</strong>
</p>

<p>
	Repetita juvant! Quando le <strong>gomme anteriori </strong>hanno <strong>più grip di quelle posteriori</strong>, la nostra vettura genererà <strong>sovrasterzo</strong>, mentre al contrario, sempre guidando al limite delle prestazioni disponibili, quando le<strong> gomme anteriori</strong> hanno a disposizione <strong>meno aderenza di quelle posteriori </strong>dovremo affrontare una buona dose di <strong>sottosterzo.</strong> Per opporci a queste situazioni, potremo andare a toccare la pressione o la geometria degli pneumatici... oppure la<strong> durezza delle sospensioni</strong>, ed in particolar modo il comportamento delle <strong>barre anti-rollio!</strong>
</p>

<p>
	<img alt="rollio.png.f62e1631cce79e3ff9427f381855b620.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44150" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/rollio.png.f62e1631cce79e3ff9427f381855b620.png">
</p>

<p>
	Modificare gli anti-roll bar al fine di migliorare entrata, percorrenza ed uscita da una curva comporterà, quindi, un significativo <strong>impatto sul bilanciamento generale della nostra vettura</strong>: per questo motivo, se quando abbiamo parlato di sospensioni avete pensato alle molle e agli ammortizzatori... date prima una chance anche alle componenti che stiamo trattando in questa puntata, perchè potrebbero aiutarvi a trovare del <strong>tempo prezioso in pista.</strong>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">BARRA ANTI-ROLLIO ANTERIORE: LA CURA PER L'ENTRATA IN CURVA</span></strong>
</p>

<p>
	Dal momento che le<strong> gomme anteriori </strong>sono sottoposte a un<strong> carico maggiore </strong>rispetto a quelle posteriori durante l'<strong>inserimento in curva</strong>, la <strong>barra anti-rollio anteriore</strong> è la componente ideale da andare a modificare per migliorare questa fase di azione in pista.
</p>

<p>
	Se la vostra auto da corsa soffre di <strong>sottosterzo</strong>, potete facilmente<strong> ammorbidire la barra anti-rollio anteriore</strong> per portare più grip all'avantreno ed essere più precisi in inserimento. Al contrario, se avete tra le mani una macchina molto nervosa che tende al <strong>sovrasterzo</strong> e a chiudere troppo in anticipo la curva durante l'inserimento, <strong>indurire l'anti-roll bar anteriore</strong> toglierà grip e aumenterà il sottosterzo, limitando le perdite di aderenza al posteriore.
</p>

<p>
	<img alt="entrata-in-curva.jpg.4d0e59df7e53a5dd96beb375d47c2df8.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44147" data-ratio="66.75" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/entrata-in-curva.jpg.4d0e59df7e53a5dd96beb375d47c2df8.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">BARRA ANTI-ROLLIO POSTERIORE: PER MIGLIORARE PERCORRENZA E USCITA</span></strong>
</p>

<p>
	Una volta trovata la cura per l'entrata in curva, è il momento di trovare la soluzione ad alcuni problemi che possiamo avere a che fare durante la<strong> percorrenza </strong>e, soprattutto, quando è il momento di<strong> accelerare in uscita </strong>verso il rettilineo successivo. In questa fase la <strong>distribuzione dei pesi </strong>della nostra vettura, infatti, si sposta<strong> al posteriore</strong>, così come il<strong> bilanciamento del grip disponibile</strong>: in questo contesto entra in gioco la <strong>barra anti-rollio posteriore</strong>, che può aiutarci considerevolmente ad essere ancora più competitivi tra i cordoli.
</p>

<p>
	Se nel momento di riprendere il gas in mano la nostra auto da corsa soffre di <strong>sottosterzo</strong> e ci vuole portare nella ghiaia, andremo ad<strong> indurire l'anti roll-bar posteriore</strong>, che toglierà grip e genererà, al contrario, quella giusta quantità di sovrasterzo per rimanere in traiettoria. Se, invece, in uscita di curva sentiamo che la nostra macchina vuole andare in <strong>sovrasterzo </strong>portandoci in testacoda, allora la modifica da effettuare sarà quella di <strong>ammorbidire la barra anti-rollio posteriore</strong>, per generare del sottosterzo.
</p>

<p>
	<img alt="percorrenza-uscita-di-curva.jpg.ff50e9f5b139b459cac18435e0d9044f.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44149" data-ratio="64.77" width="880" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/percorrenza-uscita-di-curva.jpg.ff50e9f5b139b459cac18435e0d9044f.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CONCLUSIONI</span></strong>
</p>

<p>
	Da quando abbiamo iniziato questa speciale guida a puntate sul come affrontare il<strong> processo di setup di un'auto da corsa</strong>, le modifiche che vi abbiamo spiegato nei dettagli hanno preso in considerazione alcuni aspetti che, in linea generale, non hanno stravolto l'assetto della nostra macchina... ma che, con tutta probabilità, vi hanno aiutato a sentirvi <strong>più a vostro agio fra i cordoli.</strong>
</p>

<p>
	Combattere con una vettura che non ne vuole sapere di rimanere in pista può essere frustrante, per cui trovare la <strong>giusta pressione delle gomme</strong> (a seconda della loro finestra di utilizzo che richiede un'analisi delle temperature) e la loro <strong>corretta geometria</strong> sono stati i primi passi per renderla “più docile” e maggiormente incline ad andare alla ricerca della prestazione. Con le ultime modifiche proposte in questa puntata sulle<strong> barre anti-rollio</strong>, infine, potremo andare ad alterare significativamente il suo <strong>bilanciamento</strong>, in modo da correggere il possibile sovrasterzo (o sottosterzo) che possiamo provare nell'affrontare le curve. Per un miglioramento ancora più consistente, però, dovete aspettare la <strong>prossima puntata</strong>, che tratterà di...
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	<img alt="global-mazda-mx5-cup-car.jpg.4812c44162a3eb85cb7b89c1f468e77b.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44148" data-ratio="50.00" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/global-mazda-mx5-cup-car.jpg.4812c44162a3eb85cb7b89c1f468e77b.jpg">
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25717</guid><pubDate>Mon, 20 Jan 2020 17:15:00 +0000</pubDate></item><item><title>[Parte 3] Guida al setup nel simracing: la geometria delle gomme</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-3-guida-al-setup-nel-simracing-la-geometria-delle-gomme-r25696/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/alfa-romeo-f1.jpg.af8092d16fd380e4c869c073e63b2408.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Cari piloti virtuali, bentornati alla nostra <strong>guida a puntate </strong>dedicata al <strong>setup di una vettura da competizione </strong>nel mondo del simracing. Se nella <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-1-guida-al-setup-nel-simracing-i-concetti-di-base-r25662/" rel="">prima parte</a> vi abbiamo dato un'infarinatura ai concetti di base riguardanti l'assetto di una macchina da corsa, nella <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-2-guida-al-setup-nel-simracing-le-gomme-r25678/" rel="">seconda</a> vi abbiamo spiegato le nozioni fondamentali a proposito delle gomme, vero punto di contatto tra il telaio, le sospensioni e l'asfalto.
</p>

<p>
	Verso la fine della scorsa puntata vi abbiamo anche fornito un <strong>piccolo spunto di riflessione</strong> riguardante un'ulteriore modifica che si può effettuare nel settare al meglio gli pneumatici della nostra vettura preferita... nominando <strong>due componenti basilari del reparto sospensioni </strong>che la compone. Questi sono la<strong> campanatura (camber)</strong> e la<strong> convergenza (toe)</strong>, ai quali ne aggiungiamo un terzo che è rappresentato dall'<strong>angolo di incidenza del telaio</strong> sulla geometria della sospensione: il <strong>caster</strong>. Come influiscono queste tre regolazioni sul setup di una vettura da corsa? Continuate a leggere!
</p>

<p>
	<img alt="f1-car-lean.jpg.cdffddaad45e9c3178a5bc163be307d7.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44088" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/f1-car-lean.jpg.cdffddaad45e9c3178a5bc163be307d7.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CAMPANATURA: CHE COS'E'?</span></strong>
</p>

<p>
	Vediamo innanzitutto di dare le <strong>definizioni </strong>appropriate ai tre nuovi termini che vi abbiamo proposto, iniziando dalla <strong>campanatura</strong>. In parole semplici, il <strong>camber</strong> è l'<strong>angolo di inclinazione verticale delle gomme</strong>, osservando la vettura frontalmente. Può essere <strong>positivo</strong>, quando la parte superiore della ruota è inclinata verso l'esterno della macchina,<strong> negativo</strong>, quando la parte superiore della ruota è inclinata all'interno, oppure <strong>nullo.</strong>
</p>

<p>
	<img alt="camber-positivo.png.54a1ef07076145d35ee1520609445ede.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44082" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/camber-positivo.png.54a1ef07076145d35ee1520609445ede.png">
</p>

<p>
	Anticipando velocemente quello che analizzeremo più avanti in questo articolo, al fine di <strong>aumentare le prestazioni </strong>di un veicolo si tende a impostare questa regolazione su <strong>valori molto negativi</strong>, quindi con le <strong>gomme anteriori che puntano verso l'interno.</strong> Il motivo? Quando si percorrono curve più o meno strette ad alta velocità, un'impostazione del genere permette di ottenere una <strong>migliore tenuta di strada</strong> per il fatto che le ruote esterne che subiscono il peso della forza centrifuga si troveranno più dritte rispetto al suolo, massimizzando di conseguenza il contatto e l'aderenza con l'asfalto.
</p>

<p>
	<img alt="camber-negativo.png.85aed1b7f3ffe2243bf07771ab99e2cd.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44081" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/camber-negativo.png.85aed1b7f3ffe2243bf07771ab99e2cd.png">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CAMPANATURA: REGOLAZIONE ED EFFETTI</span></strong>
</p>

<p>
	Quando affrontiamo una <strong>curva</strong>, la nostra macchina (e di conseguenza le gomme) tendono a inclinarsi<strong> verso l'esterno</strong> a causa della forza centrifuga, il che renderà disponibile una <strong>minor superficie di contatto </strong>degli pneumatici con l'asfalto. Per questo motivo su una vettura da corsa si utilizzano dei <strong>valori tendenzialmente negativi </strong>a livello di<strong> campanatura</strong>, in modo che le gomme esterne alla curva si avvicino il più possibile alla verticale della vettura stessa.
</p>

<p>
	<img alt="camber.jpg.c66d0e3833caf62212256e08b219539d.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44080" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/camber.jpg.c66d0e3833caf62212256e08b219539d.jpg">
</p>

<p>
	Allo stesso tempo, però, le <strong>gomme interne</strong> si inclineranno ancora di più rispetto alla situazione precedente... ed è qui che entra in gioco la <strong>regolazione del camber a seconda delle temperature </strong>rilevate nelle varie parti del pneumatico! Nella puntata precedente vi avevamo parlato della differenza di temperatura esistente tra il centro della gomma e le due estremità: se l'<strong>interno della ruota</strong> è <strong>molto più caldo dell'esterno</strong>, allora dovremo diminuire leggermente il valore negativo della campanatura portandolo più in positivo.
</p>

<p>
	<img alt="camber-temps.png.f09e62bef1e4392bab199bd1b5082448.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44083" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/camber-temps.png.f09e62bef1e4392bab199bd1b5082448.png">
</p>

<p>
	Al contrario, se la<strong> parte esterna della gomma</strong> è<strong> più calda dell'interno</strong>, allora è meglio aumentare il camber in senso negativo. L'ultimo caso è dato dalla <strong>temperatura del Core</strong>: se questa è più elevata delle due estremità, allora è il caso di diminuire la pressione degli pneumatici, fare qualche giro portandoli al range ottimale di esercizio e verificare nuovamente le temperature, in modo da regolare al meglio il camber. Ricordatevi una cosa: <strong>in una gomma la temperatura generale deve essere il più possibile costante</strong>, anche se è del tutto normale che la <strong>parte interna</strong> sia <strong>più calda di quella esterna</strong>. Dopotutto, in una curva, è proprio lei che sta facendo il lavoro sporco per noi!
</p>

<p>
	<img alt="camber-temps-2.png.4dee1932b6154f710cb5a118d7971b5e.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44084" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/camber-temps-2.png.4dee1932b6154f710cb5a118d7971b5e.png">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CONVERGENZA: CHE COS'E'?</span></strong>
</p>

<p>
	Passiamo alla <strong>convergenza</strong>: anche chiamata <strong>“toe”</strong>, rappresenta l'<strong>angolo orizzontale delle ruote</strong>, osservando il veicolo sempre frontalmente rispetto al suo piano longitudinale. Può essere <strong>positiva</strong> (toe in) quando le gomme chiuderanno verso l'interno della vettura, ma anche<strong> negativa</strong> (toe out o divergenza) quando le gomme aprono verso l'esterno. Se, invece, questo valore è <strong>pari a zero</strong>, si avrà un <strong>perfetto parallelismo delle ruote.</strong>
</p>

<p>
	Nel caso di una macchina da corsa, la <strong>convergenza</strong> è solitamente impostata su valori che favoriscono il <strong>“toe in”</strong>, quindi con un angolo che imposta le<strong> gomme in maniera leggermente chiusa verso l'interno</strong>. Questo migliora la stabilità generale e riduce il nervosismo del veicolo.
</p>

<p>
	<img alt="toe-in.png.9110b44981207ba45bde810ef7da5beb.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44091" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/toe-in.png.9110b44981207ba45bde810ef7da5beb.png">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CONVERGENZA: REGOLAZIONE ED EFFETTI</span></strong>
</p>

<p>
	La<strong> convergenza</strong> delle gomme ha un forte impatto sulla<strong> stabilità</strong> della nostra vettura in rettilineo, sulla sua <strong>risposta quando affrontiamo le curve</strong>... ma anche sulla <strong>temperatura</strong> e sul <strong>consumo degli pneumatici.</strong> Aumentando il valore della convergenza portandola in<strong> “toe in”</strong>, la nostra macchina diventerà <strong>molto stabile all'anteriore</strong> quando sarà il momento di inserirla in curva, aumentando il fenomeno del<strong> sottosterzo</strong> e diventando, allo stesso tempo, un po' <strong>meno responsiva sullo sterzo</strong>. Al <strong>posteriore</strong>, invece, una convergenza più elevata favorirà la <strong>stabilità generale.</strong>
</p>

<p>
	Al contrario, se imposteremo i valori di convergenza portandola in <strong>“toe out” </strong>otterremo una <strong>vettura molto responsiva in fase di ingresso curva</strong>, ma meno stabile: esagerando nella regolazione si scatenerà un accentuato fenomeno di<strong> sovrasterzo</strong>, che può risultare molto difficile da recuperare quando si comincia a spingere davvero forte.
</p>

<p>
	<img alt="toe-out.png.85cb2ea5936fefe79694a4e086d7c9da.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44092" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/toe-out.png.85cb2ea5936fefe79694a4e086d7c9da.png">
</p>

<p>
	A livello generale, le macchine da corsa solitamente vengono impostate di base con una<strong> convergenza tendente al “toe out” sull'anteriore</strong>, in modo da favorire il più possibile l'ingresso curva. Al retrotreno, invece, è assolutamente preferibile il <strong>“toe in”</strong>, al fine di evitare di uscire di traverso quando sarà il momento di riprendere il gas in mano.
</p>

<p>
	Per quanto riguarda l'<strong>incidenza sulle temperatura</strong> e sul<strong> consumo delle gomme</strong>, la convergenza di quest'ultime non le renderà perfettamente perpendicolari alla direzione di marcia, il che favorirà un<strong> degrado più importante</strong> delle stesse. Questo effetto, tuttavia, non è sempre da considerarsi negativo: su una <strong>pista fredda</strong> e da gommare, aumentare il valore del “toe” può aiutare a mandarle<strong> più velocemente in temperatura</strong>. Al contrario su un<strong> asfalto già caldo</strong> tale regolazione farà <strong>surriscaldare gli pneumatici,</strong> a tutto svantaggio dell'aderenza tra i cordoli.
</p>

<p>
	<img alt="toe.jpg.7071e86635734af25d82af63f62f9e43.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44090" data-ratio="56.50" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/toe.jpg.7071e86635734af25d82af63f62f9e43.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">ANGOLO DI INCIDENZA: CHE COS'E'?</span></strong>
</p>

<p>
	L'ultima definizione riguarda l'<strong>angolo di incidenza, o caster</strong>: questa regolazione consiste nell'<strong>inclinazione</strong> <strong>(in avanti o indietro) dell'asse di sterzo</strong>, o meglio quell'angolo che è compreso tra l'asse di sterzo e la verticale a terra passante per il centro della ruota, osservando la nostra vettura lateralmente. Il caster sarà <strong>positivo</strong> quando l'asse di sterzo si troverà inclinato verso il retrotreno, mentre sarà <strong>negativo</strong> quando sarà inclinato verso l'avantreno e, quindi, nella direzione di marcia del veicolo.
</p>

<p>
	<img alt="caster-positivo.png.37d0f9ed1474e38ea2ee9a0737021c05.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44086" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/caster-positivo.png.37d0f9ed1474e38ea2ee9a0737021c05.png">
</p>

<p>
	Solitamente l'angolo di incidenza è settato <strong>positivamente sulla quasi totalità delle vetture</strong>, il che migliora la <strong>stabilità alle alte velocità</strong> oltre al <strong>feeling che si riceve dallo sterzo</strong>, agevolando soprattutto il<strong> ritorno in posizione centrale </strong>di quest'ultimo dopo una brusca sterzata. Allo stesso tempo il volante, però, diventerà rigido e meno pronto quando si affrontano curve lente, per le quali è preferibile un <strong>caster più negativo</strong> che ne <strong>migliora la manovrabilità.</strong>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">ANGOLO DI INCIDENZA: REGOLAZIONE ED EFFETTI</span></strong>
</p>

<p>
	Il <strong>caster </strong>determina degli effetti considerevoli sulla<strong> stabilità generale</strong> della nostra vettura, così come sulla <strong>“durezza” del volante</strong> quando è il momento di curvare. Inoltre, rappresenta una regolazione molto utile nel processo di <strong>auto-centratura del volante stesso</strong>: per questo motivo è molto utile a tutti i piloti che corrono in <strong>circuiti ovali</strong> oppure che praticano il <strong>drifting.</strong>
</p>

<p>
	<img alt="caster-negativo.png.003b99ba48b739f3f929f4265ea131bd.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44085" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/caster-negativo.png.003b99ba48b739f3f929f4265ea131bd.png">
</p>

<p>
	Per tutti gli altri simracers, andare a modificare l'<strong>angolo di incidenza</strong> non rappresenta una scelta così vantaggiosa nell'andare a ricercare la prestazione in pista. Generalmente, <strong>aumentando il suo valore </strong>e quindi portandolo<strong> in positivo</strong> si otterrà una <strong>macchina molto stabile ma anche “legnosa” e pesante</strong> da guidare, mentre <strong>diminuendolo</strong> e portandolo<strong> in “negativo”</strong> si otterrà una <strong>vettura più agile e scattante</strong>, ma anche <strong>meno stabile</strong> e più incline a perdite di aderenza.
</p>

<p>
	Nel mondo della guida virtuale, il<strong> caster </strong>può anche essere sfruttato per<strong> migliorare il proprio feeling al volante </strong>perchè andrà ad agire sul<strong> force feedback </strong>della nostra periferica. Tuttavia, per fare ciò è preferibile modificare questa regolazione con le apposite impostazioni del nostro simulatore preferito piuttosto che andare a pasticciare il setup generale della nostra vettura. A voi la scelta!
</p>

<p>
	<img alt="drifting.jpg.79d4d3496b5cf0ab8d105ca94d405d87.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44087" data-ratio="64.13" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/drifting.jpg.79d4d3496b5cf0ab8d105ca94d405d87.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">CONCLUSIONI</span></strong>
</p>

<p>
	In questa<strong> terza parte sul setup di una vettura da competizione</strong> nel mondo del simracing abbiamo visto cosa sono la <strong>campanatura</strong>, la<strong> convergenza</strong> e l'<strong>angolo di incidenza</strong>, tre regolazioni fondamentali che, se modificate nella maniera corretta, garantiscono la <strong>massima sezione possibile delle gomme a contatto con l'asfalto</strong>, per un grip ottimale in ogni condizione di guida.
</p>

<p>
	Riassumendo, il<strong> camber</strong> assicura l'angolo migliore alle gomme sotto stress che devono affrontare una curva a tutta velocità, al prezzo di un riscaldamento degli pneumatici che può diventare incostante se tale regolazione eccede in positivo o in negativo. Il <strong>toe</strong>, invece, permette di modificare il modo in cui la nostra vettura si comporta durante i cambi di direzione: nel trovare il valore corretto, tuttavia, dovremo stare attenti a non ottenere una resistenza al rotolamento troppo accentuata, che avrà importanti effetti sulla velocità e sulla temperatura delle gomme.
</p>

<p>
	Il <strong>caster</strong>, invece, aiuta molto a mantenere la stabilità generale della vettura soprattutto in rettilineo, oltre a garantire il corretto ri-allineamento del volante durante una sterzata. A livello prestazionale, tuttavia, rappresenta una regolazione che offre sicuramente meno vantaggi rispetto alle altre due che abbiamo visto in precedenza. Nel processo di<strong> setup</strong> di una macchina da corsa, però, ce ne sono tante altre che entrano in gioco e che permettono dei miglioramenti davvero consistenti una volta in pista: tra queste ci sono sicuramente le <strong>barre anti-rollio</strong>... che vedremo nella<strong> prossima puntata!</strong>
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	<img alt="mercedes-f1.jpg.1386b0ea0a920322d8d2543e98e0cc3f.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44089" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/mercedes-f1.jpg.1386b0ea0a920322d8d2543e98e0cc3f.jpg">
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25696</guid><pubDate>Mon, 13 Jan 2020 09:05:00 +0000</pubDate></item><item><title>F1 2019 Codemasters: guida completa all'assetto (Parte 4 - guida sul bagnato)</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-4-guida-sul-bagnato-r25693/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/F1_Brazil_Wet_05_2019.jpg.b6623dc4b759b8ca45b1583569bbf6aa.jpg" /></p>


<p>
	 
</p>

<p>
	Siamo arrivati alla quarta parte della guida all'assetto per F1 2019 di Codemasters: se nelle prime tre ci siamo occupati del <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-1-mfd-r25641/" rel="">display multifunzione</a>, <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-2-aerodinamica-e-sospensioni-r25660/" rel="">aerodinamica, sospensioni</a> e <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-3-freni-e-gomme-r25672/" rel="">freni e gomme</a> oggi ci occupiamo della guida sul bagnato.
</p>

<p>
	Guidare con la pista bagnata comporta un cambio di comportamento di auto e pista, le traiettorie ideali che prima seguivi sull'asciutto per essere più veloce con il bagnato ti rendono più lento, e i cordoli diventano subito dei nemici dai quali bisogna stare alla larga. Diventare quindi veloci e allo stesso tempo non correre rischi diventa fondamentale in condizioni di pioggia. Un setup ad hoc aiuterà molto, visto che come detto in precedenza il comportamento della monoposto è diverso rispetto ad una gara asciutta.
</p>

<p>
	Per molti piloti una gara sotto la pioggia è motivo di ansia e nervosismo, mentre per altri è l'opportunità per raggiungere grandi risultati.
</p>

<p>
	<img alt="setup8-1024x642.jpg" class="ipsImage" data-ratio="62.70" height="626" width="1000" src="http://blog.codemasters.com/wp-content/uploads/2020/01/setup8-1024x642.jpg"></p>

<p>
	Durante il weekend di gara utilizza l'indicatore del meteo nella workstation per scoprire che tempo farà in qualifica e in gara: in caso di qualifica asciutta e gara bagnata ricorda di disputare le qualifiche con un setup da bagnato, questo ti farà perdere qualche posizione in qualifica, ma in gara sarai molto più competitivo. Ricorda che i punti si assegnano la domenica, e non il sabato.
</p>

<p>
	Un altro punto chiave è quello di utilizzare la mescola adatta ad ogni occasione: usare una mescola da asciutto sul bagnato ti costerà un sacco di tempo, sempre che tu riesca a finire la gara. Le gomme da bagnato hanno delle scanalature che a differenza delle gomme da asciutto slick aiutano a disperdere l'acqua presente sul tracciato. Troppa acqua sul tracciato però può portare al fenomeno dell'aquaplaning, ovvero quando si forma uno strato di acqua tra il tracciato e la gomma. In questo caso le gomme non saranno più a contato con l'asfalto e l'auto non sarà più controllabile.
</p>

<p>
	Inoltre in caso di pioggia la distanza di frenata sarà maggiore e la visibilità sarà ridotta, quindi è consigliabile prestare la massima attenzione in fase di frenata, soprattutto nelle prime fasi di gara quando si è tutti vicini. Usare la miscela magra di carburante e un livello basso dell'ERS aiuterà a combattere il fenomeno del pattinamento, portando ad una maggiore trazione. Cerca di trovare una traiettoria ideale che dia la miglior trazione possibile.
</p>

<p>
	A livello di setup bisogna rendere l'auto più stabile possibile, la chiave è rendere la vettura molto prevedibile e con tanta trazione. Le ali dovranno avere almeno due gradi in più rispetto al setup da asciutto, con particolare enfasi sull'ala posteriore, questo migliora la stabilità. Delle sospensioni più morbide ti aiuteranno nelle curve e una pressione dei freni più bassa ti aiuterà a non andare troppo in bloccaggio.
</p>

<p>
	Questo è tutto, grazie per aver letto le guide al setup per F1 2019, speriamo che ti siano state utili. Articolo originale sul <a href="http://blog.codemasters.com/f1/01/f1-2019-set-up-for-glory-part-4-wet-weather-driving/" rel="external">blog Codemasters</a>
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25693</guid><pubDate>Fri, 10 Jan 2020 18:25:39 +0000</pubDate></item><item><title>[Parte 2] Guida al setup nel simracing: le gomme</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-2-guida-al-setup-nel-simracing-le-gomme-r25678/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/maxresdefault.jpg.667ffdbabe199daf5d9ae0b1dc5b5a04.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Il momento è finalmente arrivato: dopo avervi spiegato nella prima parte i <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/parte-1-guida-al-setup-nel-simracing-i-concetti-di-base-r25662/" rel="">concetti che stanno alla base del mondo del simracing</a></strong> e del motorsport in generale, ora passiamo alle prime modifiche da affrontare nella procedura di setup di una vettura da corsa. Cosa toccare per primo? La ripartizione di frenata... o l'aerodinamica? No, niente di tutto questo, bensì... le gomme!
</p>

<p>
	Su ogni mezzo a motore gli pneumatici rappresentano una delle componenti più importanti, se non quella fondamentale, per il corretto bilanciamento così come, nel nostro caso, per le migliori prestazioni ottenibili una volta scesi in pista. Il motivo? Semplice: le gomme costituiscono la superficie di contatto tra il telaio di una macchina e l'asfalto e definiscono il modo con il quale la prima comunica con il terreno sottostante.
</p>

<p>
	<img alt="shutterstock_1995382-Edit.jpg.c33feb9b506e9ce71088f54b16899406.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44048" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/shutterstock_1995382-Edit.jpg.c33feb9b506e9ce71088f54b16899406.jpg">
</p>

<p>
	GOMME – LE TRE VARIABILI FONDAMENTALI
</p>

<p>
	Il compito delle gomme su una vettura (da competizione o meno) è quello di generare grip per mantenerla aderente all'asfalto. Questo avviene tenendo conto di tre variabili fondamentali, sulle quali si può intervenire per migliorare le prestazioni una volta tra i cordoli: la mescola degli pneumatici, la pressione alla quale sono stati gonfiati e le temperature a cui sono sottoposti durante il loro utilizzo.
</p>

<p>
	Per quanto riguarda le mescole, il discorso da affrontare è relativamente semplice: a seconda della macchina che stiamo utilizzando, la gamma a nostra disposizione varierà dalle gomme più soffici a quelle più dure, da sfruttare ovviamente in contesti differenti. Prendendo come esempio la scorsa stagione di Formula 1, i piloti del Circus potevano scendere in pista mediamente con tre mescole: le Soft, le Medium e le Hard, declinate dalla C5 (la più morbida) alla C1 (la più dura).
</p>

<p>
	<img alt="Pirelli-01-tyre-range5-553741.jpg.446ec54a59867fe9be3d2691f0124f4b.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44045" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/Pirelli-01-tyre-range5-553741.jpg.446ec54a59867fe9be3d2691f0124f4b.jpg">
</p>

<p>
	Ognuna di esse si distingueva per la differente composizione chimica e per la loro applicazione durante un weekend di gara: le Soft erano sfruttate in qualifica e negli stint brevi, dove serviva la massima prestazione, mentre le Medium e le Hard venivano utilizzate per cercare la consistenza sul passo gara. Quest'ultime erano ovviamente meno performanti sul breve periodo, ma permettevano una durata molto maggiore, che al contrario non poteva essere garantita allo stesso modo dalle Soft.
</p>

<p>
	Essendo il simracing una simulazione del motorsport reale, gli stessi concetti possono essere applicati anche sulle vetture che utilizziamo regolarmente: le gomme più morbide andranno utilizzate per cercare la prestazione sul giro secco oppure in gare (o stint) brevi, mentre quelle più dure vanno sfruttate nelle competizioni più lunghe e impegnative, dove limitare il più possibile il rientro ai box per il cambio gomme fa la differenza tra il gradino più alto del podio e un posto in Top 10.
</p>

<p>
	<img alt="33559889_71CwU8XFyL._SL1139_.jpg.540503954ebb0cb596f7a55f4ba5dca5.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44042" data-ratio="70.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/33559889_71CwU8XFyL._SL1139_.jpg.540503954ebb0cb596f7a55f4ba5dca5.jpg">
</p>

<p>
	LA PRESSIONE DELLE GOMME
</p>

<p>
	Un altro aspetto che definisce le gomme su una vettura da competizione è la pressione a cui esse sono gonfiate: a livello generale e rispetto al valore standard di gonfiaggio che possiamo notare nel setup di base che ci viene fornito con la nostra macchina preferita, modificare il livello di pressione di uno pneumatico andrà ad alterare il suo profilo e, di conseguenza, la superficie di gomma che sarà a contatto con il terreno.
</p>

<p>
	Possiamo affermare che uno pneumatico a pressione più elevata rispetto al normale fornisce dei fianchi più rigidi, un feeling tendenzialmente più responsivo ma anche una minor impronta di gomma sulla pista e, quindi, un minore grip sull'asfalto.
</p>

<p>
	<img alt="pressione-usura.jpg.b8997c16527fc36b4430fa1b244ab402.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44046" data-ratio="64.75" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/pressione-usura.jpg.b8997c16527fc36b4430fa1b244ab402.jpg">
</p>

<p>
	Al contrario, una gomma con una pressione più bassa rispetto a quella standard fornita dal costruttore avrà un'impronta a terra più grande e genererà più aderenza. Questo, però, avrà come conseguenza un calore generato durante la sua finestra di utilizzo molto più importante, il che andrà ad inficiare la sua vita utile (la durata in uno stint di gara) ma anche l'handling e la velocità della vettura così come l'utilizzo del carburante, a causa della più elevata resistenza al rotolamento.
</p>

<p>
	Come modificare, quindi, la pressione delle gomme in funzione di ciò che andremo a fare sul nostro simulatore? Alterare il livello del gonfiaggio degli pneumatici conoscendo solamente ciò che vi abbiamo appena spiegato non è sufficiente, perchè per ottenere il massimo grip dalle nostre gomme dovremo conoscere la correlazione esistente tra la loro pressione e la terza variabile fondamentale: la loro temperatura di utilizzo.
</p>

<p>
	<img alt="DsrjYY5WsAAWufj.jpg.9d63ef8ad16198969fdd34473a5a9acb.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44043" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/DsrjYY5WsAAWufj.jpg.9d63ef8ad16198969fdd34473a5a9acb.jpg">
</p>

<p>
	PRESSIONE E TEMPERATURA
</p>

<p>
	La pressione delle gomme su una vettura da competizione è influenzata dalla loro temperatura d'esercizio in funzione delle condizioni del tracciato e di quelle atmosferiche. La prima volta che si scende in pista gli pneumatici che andremo ad utilizzare saranno freddi e, quindi, avranno un certo valore di pressione che andrà ad aumentare quando questi avranno raggiunto la loro corretta finestra di utilizzo.
</p>

<p>
	Questo è un aspetto da tenere particolarmente sott'occhio, perchè nei più importanti simulatori commerciali i valori di pressione che è possibile modificare nelle schermate di setup sono riferiti alle gomme in condizioni fredde... proprio come nella realtà. I numeri a cui dovremo dare importanza, invece, saranno le temperature delle nostre gomme quando avranno raggiunto il loro range operativo. A seconda della vettura, della mescola, del tracciato e delle sue condizioni, questo livello sarà ottenuto con uno o, meglio, più giri iniziali ad andatura relativamente ridotta, dove il grip sarà sicuramente inferiore rispetto a quello realmente offerto dai nostri pneumatici.
</p>

<p>
	<img alt="GRAB_054.jpg.90cbc01cd9cbbb563a91849f9404bdc2.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44044" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/GRAB_054.jpg.90cbc01cd9cbbb563a91849f9404bdc2.jpg">
</p>

<p>
	Quando le gomme avranno raggiunto la loro temperatura d'esercizio ottimale, a livello generale individuabile nel range 75-100°C, dovremo tenere sott'occhio le temperature delle varie parti della loro carcassa, che si divide in una parte centrale e nei due fianchi. Indicativamente, per una gomma in grado di generare il massimo grip possibile la temperatura del centro dovrebbe essere la media delle temperature delle due estremità, delle quali quella interna sarà leggermente più calda di quella esterna (soprattutto quando si affronta una curva).
</p>

<p>
	Come individuare questi valori? Su un simulatore come rFactor 2 le temperature vengono fornite una volta si ritorna al proprio garage, mentre su Assetto Corsa bisognerà fare affidamento alla relativa app, che tra l'altro fornisce i valori che cerchiamo in tempo reale durante i nostri giri di lancio sul tracciato. A seconda del risultato ottenuto andremo quindi a modificare la pressione degli pneumatici nelle schermate di setup: se la temperatura centrale delle gomme sarà inferiore della media delle estremità andremo ad aumentare la pressione un PSI alla volta (o kPA, a seconda dell'unità di misura utilizzata), mentre, al contrario, se il “Core” è più caldo della media delle estremità la andremo ad abbassare.
</p>

<p>
	<img alt="VIS_Tyre.png.be4f911ae68119054aaf84de6dfccb1f.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44049" data-ratio="52.88" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/VIS_Tyre.png.be4f911ae68119054aaf84de6dfccb1f.png">
</p>

<p>
	PRESSIONE E TEMPERATURA – I DETTAGLI
</p>

<p>
	Ma quali saranno le conseguenze delle nostre prime modifiche al setup della nostra vettura? L'intento è quello di uniformare il più possibile la temperatura centrale della carcassa con quella delle due estremità, per cui aumentare la pressione delle gomme avrà l'effetto di aumentare la temperatura centrale, mentre abbassando il livello di gonfiaggio andremo di conseguenza a togliere qualche grado al Core degli pneumatici.
</p>

<p>
	Approfondendo ciò che abbiamo detto all'inizio, inoltre, quando andiamo ad aumentare la pressione delle gomme avremo a disposizione meno grip e la macchina tenderà a scivolare maggiormente sull'asfalto, accentuando il fenomeno del sovrasterzo. Un livello di gonfiaggio più elevato, però, ci aiuterà a contenere il degrado delle stesse. Se, al contrario, abbassiamo la pressione delle nostre gomme otterremo un grip maggiore a contatto con l'asfalto, con un aumento consequenziale del fenomeno del sottosterzo. A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: dovremo modificare tutte le gomme allo stesso modo?
</p>

<p>
	<img alt="Preview.jpg.8dc05d5d230a55b2d4dd9fa41c58d92d.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44047" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/Preview.jpg.8dc05d5d230a55b2d4dd9fa41c58d92d.jpg">
</p>

<p>
	Ecco la risposta: a differenza di quanto accade sulle vetture stradali, con una macchina da corsa è preferibile avere le gomme posteriori leggermente meno gonfie di quelle anteriori. Il motivo è presto detto: in questo modo il retrotreno avrà a disposizione più grip, soprattutto quando è il momento di riprendere il gas in mano in uscita di curva, mentre l'avantreno sarà più preciso e meno tendente al sottosterzo.
</p>

<p>
	Per quanto riguarda, invece, il livello di gonfiaggio delle gomme a seconda delle condizioni di pista e condizioni atmosferiche, valgono queste semplici regole: più l'asfalto è sporco e/o poco gommato (“green”), minore sarà il grip disponibile per cui è consigliabile girare con pressioni più basse, che valgono con temperature esterne molto elevate al fine di aumentare il più possibile la superficie di contatto a terra. Al contrario, quando la temperatura esterna è molto bassa, è meglio optare per delle pressioni più elevate.
</p>

<p>
	<img alt="ac1.jpg.55f6b39d58e0eeb7f501925b569133a4.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44051" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/ac1.jpg.55f6b39d58e0eeb7f501925b569133a4.jpg">
</p>

<p>
	PRESSIONE DELLE GOMME: IL COMPROMESSO IDEALE
</p>

<p>
	Come avevamo annunciato nel nostro primo articolo di questa guida, effettuare il setup di una vettura da competizione vuol dire trovare il giusto compromesso spostando il grip disponibile tra l'avantreno e il retrotreno. Non esiste l'assetto ottimale per ogni pista e per ogni condizione: di conseguenza, individuare la pressione ottimale delle gomme consiste nell'indovinare la combinazione migliore a seconda della finestra di utilizzo delle stesse.
</p>

<p>
	In tutto questo, fortunatamente, al giorno d'oggi ci vengono incontro diversi aiuti, come per esempio l'app dedicata su Assetto Corsa dove gli pneumatici sono colorati in modo differente a seconda se sono ancora freddi oppure, al contrario, troppo caldi. Il blu contraddistingue le gomme fredde, il verde quando hanno raggiunto il loro range operativo, il giallo fino al rosso quando, invece, si stanno surriscaldando.
</p>

<p>
	Al fine di massimizzare il grip offerto dalle nostre gomme, inoltre, esiste anche la possibilità di effettuare alcune modifiche alle sospensioni, che sono direttamente coinvolte in questo processo di setup. I valori da toccare sono quelli di campanatura e convergenza... ma questo lo affronteremo nella prossima puntata!
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	<img alt="Wallpaper488_3.jpg.9dcd009c034556667ff92e31eb52c180.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44050" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/Wallpaper488_3.jpg.9dcd009c034556667ff92e31eb52c180.jpg">
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25678</guid><pubDate>Mon, 06 Jan 2020 19:42:00 +0000</pubDate></item><item><title>F1 2019 Codemasters: guida completa all'assetto (parte 3 - freni e gomme)</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-3-freni-e-gomme-r25672/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/F1_Austria_Holidays_08.jpg.b23523f5689d1605ff4eff1ba6799893.jpg" /></p>


<p>
	 
</p>

<p>
	Dopo la prima parte utile a capire tutti i <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-1-mfd-r25641/" rel="">segreti del display multi funzione</a>, e la <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-2-aerodinamica-e-sospensioni-r25660/" rel="">seconda parte dedicata ad aerodinamica e sospensioni</a>, oggi ci occupiamo di scoprire i dettagli del setup in F1 2019 Codemasters per quanto riguarda i freni e le gomme.
</p>

<p>
	<u><strong>Freni</strong></u>
</p>

<p>
	La prima cosa, anche se ovvia, da ricordare, è che applicare sui freni una pressione troppo elevata, porterà al bloccaggio, causando usura e danni alle gomme e non ci farà rallentare in tempo per la curva. Se riduci invece la pressione sui freni, la tua auto potrebbe non bloccarsi, ma non avrai abbastanza forza sui freni e la macchina non si fermerà in tempo allo stesso modo. Idealmente, si tratta di trovare il giusto equilibrio per poter ridurre l'usura dei pneumatici e fermarsi in tempo per le curve.
</p>

<p>
	La ripartizione dei freni è il modo in cui la pressione dei freni viene applicata ai freni anteriori e posteriori. Ancora una volta, si tratta di bilanciare la stabilità con la maneggevolezza e la rapidità nella svolta. Impostando la ripartizione di frenata in avanti si stabilizza l'auto nella zona di frenata. Tuttavia, troppa inclinazione nella parte anteriore significa che le gomme posteriori non stanno lavorando abbastanza per rallentare la macchina. Questo rende le gomme anteriori più sollecitate, creando maggiore usura delle gomme anteriori e molto sottosterzo. L'equilibrio ideale è dove tutte e 4 le gomme sono in condizioni di usura uniforme, funzionano bene per il pilota e durante la sessione si verificano pochi o nessun blocco.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="44031" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/set-up-9.jpg.5683ed8e8ff1222ab25504a654e980a6.jpg" rel=""><img alt="set-up-9.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44031" data-ratio="62.80" data-unique="q6cyvr3hv" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/set-up-9.thumb.jpg.2efac631bcb0dc47b4b633c0b3345ca5.jpg"></a>
</p>

<p>
	<strong>SUGGERIMENTO</strong>: la frenata in linea retta riduce in modo significativo la possibilità di bloccare le gomme e ti dà la possibilità di un'uscita pulita dalla curva.
</p>

<p>
	<u><strong>Pneumatici</strong></u>
</p>

<p>
	Le gomme sono l'unica parte dell'auto a contatto con il circuito. Assicurarti di ottenere il meglio da loro può aprire nuove opzioni strategiche per te in gara e darti una reale possibilità di finire più avanti. Se si sporcano di erba o ghiaia, perderai aderenza, quindi fai attenzione poiché la gomma avrà bisogno di tempo per rimuovere i detriti. Assicurati che non si surriscaldino troppo e che non stai mettendo troppa pressione su di loro (per esempio con i freni o le ali troppo cariche).
</p>

<p>
	I pneumatici variano in termini di durata e più a lungo sono montati, tanto più si usurano. Se le gomme diventano esageratamente usurate, l'errore può costarti più secondi al giro. Non bisogna quindi mai andare oltre il livello di usura massimo delle gomme: controlla sempre il tuo "stato delle gomme" con l'MFD mentre sei in pista. Imparare ad essere delicati con le gomme e ad essere fluidi in pista è di vitale importanza, soprattutto se si gioca con distanze di gara più lunghe. Ci sono molte cose da poter fare per migliorare l'usura delle gomme:
</p>

<ul>
<li>
		rimanere sulla linea di traiettoria, evitando parti più sporche della pista
	</li>
	<li>
		essere delicati sui freni, non bloccarli
	</li>
	<li>
		evitare lo scivolamento della gomma, non aiuta il risultato della tua gara
	</li>
	<li>
		utilizzo delicato e fluido di volante o pad. La rotazione eccessiva fa sì che le gomme lavorino più duramente.
	</li>
	<li>
		evitare i cordoli nelle gare. Ne avrai bisogno in qualifica, ma per far durare le gomme in gara è meglio stare lontani...
	</li>
</ul>
<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="44032" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/set-up-10.jpg.a5277ced34772776b838b01770fd9739.jpg" rel=""><img alt="set-up-10.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44032" data-ratio="62.80" data-unique="8tynuznkd" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2020_01/set-up-10.thumb.jpg.99777d75e54cc74e91a0fa47949ef7ff.jpg"></a>
</p>

<p>
	Con 13 set di pneumatici disponibili, è fondamentale usare quelli giusti al momento giusto. In qualifica, gestisci la tua gomma più morbida per ottenere le massime prestazioni, soprattutto se sei nel gruppo di centro. In gara, pensa alla durata (quanto durerà ogni set di pneumatici) e trova la strategia vincente. Riesci a guidare con gomme più dure e più lente ma fare quella differenza di tempo che ti consente 1 stop in meno ai box rispetto ai tuoi avversari? Oppure vai per 1 fermata in più, corri con le gomme più morbide che puoi e fai affidamento sulla tua guida offensiva per superare tutti in pista?
</p>

<p>
	Un problema comune che potresti incontrare è che dopo il tuo primo errore e testacoda, non riesci proprio a smettere di girarti. Riparti, ci riprovi, ma ancora giravolte in pista! Il consiglio, dopo il primo errore, è invece quello di essere delicati sul gas, recuperare con calma e ricostruire la propria gara. Andando in testacoda, specialmente se finisci sull'erba o nella ghiaia, le ruote posteriori si surriscaldano, facendo perdere aderenza. Tornare in pista e attaccare subito come un pazzo a tutto gas farà semplicemente girare di nuovo la monoposto, perché le gomme non hanno avuto il tempo di raffreddarsi e di normalizzarsi di nuovo.
</p>

<p>
	La prossima settimana, daremo un'occhiata alla guida sul bagnato!
</p>

<p>
	Fonte in inglese <a href="http://blog.codemasters.com/f1/01/f1-2019-set-up-for-glory-part-3-brakes-tyres/?fbclid=IwAR2rINOCa3Kuc4avd74ml595ng6htI29me1XYeexJZtd6Mq8dw7RH6UpRSY" rel="external">Blog Codemasters</a>
</p>

<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25672</guid><pubDate>Fri, 03 Jan 2020 20:00:00 +0000</pubDate></item><item><title>[Parte 1] Guida al setup nel simracing: i concetti di base</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/parte-1-guida-al-setup-nel-simracing-i-concetti-di-base-r25662/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/copertina.jpg.305782b70533aedcc31234ba01e1c1c4.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	E’ la <b>“bestia nera”</b> di ogni simracer: avete iniziato ad allenarvi con una <b>vettura</b> che vi piace, con cui sentite di avere un certo feeling. Passo dopo passo avete capito di essere in grado di mettere insieme un <b>giro lanciato da qualifica</b>, così come mantenere un discreto passo in ottica gara. Allora quello è stato il momento in cui vi siete fiondati <b>online</b> per sfidare degli avversari veri, e non la tradizionale, quanto prevedibile, intelligenza artificiale.
</p>

<p>
	Dopo la <b>prima euforia del momento</b> e magari qualche bel successo ampiamente meritato… ecco, incontrate <b>qualcuno più veloce di voi. </b>Provate a spingere la vostra vettura da corsa oltre i limiti, ma pagate sempre quel <b>secondino di differenza</b> che vi dà tanta, tanta frustrazione. Il motivo? Forse lo sapete già: a parità di mezzo e di condizioni della pista, il vostro rivale ha un <b>setup migliore</b> del vostro, che gli dà quel “qualcosa in più” che voi non avete.
</p>

<p>
	Rispetto a qualsiasi altro ambito videoludico, se affrontato con serietà il<b> simracing</b> richiede delle <b>conoscenze specifiche</b> per poter sfruttare al massimo il potenziale di una vettura da competizione. Lanciarsi nelle varie schermate a modificare l’assetto senza sapere quello che si sta facendo non solo è sconsigliato… ma anche controproducente! Ecco perché abbiamo deciso di proporvi questa <b>speciale guida,</b> che andrà ad affrontare <b>ogni singolo aspetto nel setup di un’automobile</b>. Iniziamo con i concetti fondamentali che ogni pilota virtuale deve necessariamente conoscere: siete pronti ad iniziare questo viaggio con noi?
</p>

<p>
	<img alt="f1-2019.jpg.19443425dca48894f09c68424b51cee9.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43997" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/f1-2019.jpg.19443425dca48894f09c68424b51cee9.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">GUIDA AL SETUP: A CHI CI RIVOLGIAMO?</span></strong>
</p>

<p>
	Come avete potuto leggere dalla nostra presentazione, questa <b>guida “a puntate”</b> è dedicata a tutti coloro che vogliono diventare dei<b> simracer migliori</b>, in grado di ricucire quello strappo che, in ogni occasione buona, si genera nei confronti dei più veloci su una data pista e al volante di una data vettura.
</p>

<p>
	In particolare, il nostro focus è rivolto ai <b>principianti</b>, a tutti quei piloti che si sono avvicinati al simracing da poco e che vogliono interiorizzare una serie di conoscenze che potranno rivelarsi estremamente utili quando sarà il momento di affrontare competizioni di un certo grado di importanza.
</p>

<p>
	<img alt="f1-2019-setup.jpeg.139fa3dc70e50712efecb5bd90e50698.jpeg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43998" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/f1-2019-setup.jpeg.139fa3dc70e50712efecb5bd90e50698.jpeg">
</p>

<p>
	In realtà, questa guida può servire anche a <b>simracer già navigati</b>, con anni di esperienza alle spalle che vogliono <b>ripassare i concetti di base</b> e, poi, quelli più specifici nel trovare l’assetto ottimale per la loro vettura preferita. Così come per tutti quei piloti che, finora, hanno guidato con il <b>setup di base</b> fornito da uno dei tanti simulatori oggi disponibili sul mercato. Le informazioni che troverete nelle varie puntate, infatti, potranno trovare applicazione su <b>Assetto Corsa </b>come su <b>rFactor </b>2, passando per titoli sim-cade come<b> F1 2022</b> o per altri più simulativi come <b>iRacing</b> o il nuovo <b>Assetto Corsa Competizione. </b>
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">GUIDA AL SETUP: PERCHE’ MODIFICARE L’ASSETTO?</span></strong>
</p>

<p>
	Diciamoci la verità: i vari titoli che compongono il <b>mondo del simracing</b> sono già in grado di fornire dei<b> setup di base altamente competitivi</b> nelle mani giuste. Certo, non tutte le vetture possono essere spinte al limite semplicemente portandole al massimo tra i cordoli , ma non è un caso, per esempio, che su<b> iRacing </b>esistano delle serie in cui <b>l’assetto è fisso per tutti</b>, dove quindi è possibile concentrarsi esclusivamente sulla guida piuttosto che perdersi nei dettagli di modifica delle sospensioni o dell’aerodinamica di una vettura da corsa.
</p>

<p>
	Lo stesso si può dire per il <b>Sim Racing System di Assetto Corsa</b>, che regolarmente propone delle gare con vetture dal setup bloccato: assieme al “casual racing” di titoli simcade come <b>F1 2019</b>, queste alternative sono sicuramente le migliori al fine di imparare i <b>fondamentali di guida</b> nel simracing, così come le varie <b>tecniche di difesa e attacco</b> quando è il momento di confrontarsi con i propri avversari in pista.
</p>

<p>
	<img alt="iracing-global-mazda-mx5.jpg.30391e789978aa08f459e26bc376b48e.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44001" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/iracing-global-mazda-mx5.jpg.30391e789978aa08f459e26bc376b48e.jpg">
</p>

<p>
	Perchè, quindi, andare a toccare i vari <b>parametri</b> di una vettura da competizione? La risposta più importante, in realtà, dovete trovarla dentro di voi: volete conoscere il <b>vero potenziale</b> del mezzo che guidate tra i cordoli del vostro circuito preferito? E soprattutto… volete migliorarvi come <b>piloti virtuali</b> e allenare le vostre capacità al volante?
</p>

<p>
	Una cosa è certa: <b>modificare l’assetto non può fare miracoli.</b> Utilizzare istantaneamente il setup del miglior pilota nelle leaderboard di F1 2019 non vi permetterà di ottenere lo stesso, identico, tempo e, soprattutto, di essere altrettanto competitivi. Questo per dire che <b>prima di andare a toccare i parametri</b> di una vettura, è necessario <b>conoscere al meglio il comportamento</b> di quest’ultima: sapere quali sono le sue reazioni nelle curve lente, in quelle veloci, se soffre di sottosterzo o sovrasterzo, se rimbalza sull’asfalto oppure se perde grip in accelerazione.
</p>

<p>
	<img alt="assetto-corsa-competizione.jpg.9aa9e344100f2e8303387853187991e2.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43995" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/assetto-corsa-competizione.jpg.9aa9e344100f2e8303387853187991e2.jpg">
</p>

<p>
	Quando avrete trovato un certo<b> feeling</b> con la vettura che state guidando, quello sarà il momento di passare a <b>“fare il setup”</b>: questa procedura vi permetterà di ottenere <b>maggiore confidenza</b> tra i cordoli, di andare <b>più veloci</b> e, di conseguenza, di abbassare considerevolmente il vostro tempo sul giro. Non solo, modificare l’assetto di base vi permetterà di rendere <b>più piacevole</b> la guida di tutte quelle auto che, così come sono, risultano difficili da “digerire” sia in qualifica che, soprattutto, in stint più lunghi. Insomma, dopo un certo<b> periodo di adattamento</b> alle condizioni “standard” proposte dal mezzo con cui avete intenzione di gareggiare… il gioco ne vale la candela!
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">GUIDA AL SETUP: COME MODIFICARE L’ASSETTO?</span></strong>
</p>

<p>
	Nel motorsport reale e, di conseguenza, anche nel<b> simracing</b>, una macchina da corsa rappresenta un <b>sistema estremamente complesso</b> da gestire: non stiamo parlando di un motore che spinge un telaio e quattro gomme comandate da un volante! Su una vettura di questo tipo entrano in gioco anche <b>molti altri parametri,</b> tra cui il differenziale, la pressione degli pneumatici, la distribuzione dei pesi, la taratura delle sospensioni e l’aerodinamica… solo per citare quelli più importanti e conosciuti!
</p>

<p>
	Ognuno di essi interagisce con il sistema nel suo complesso in maniera differente, andando a modificare un <b>aspetto in particolare</b> della vettura in questione… che, in realtà, successivamente <b>influenza il comportamento generale</b> una volta tra i cordoli. “Fare il setup”, quindi, rappresenta una sfida molto complessa per un simracer alle prime armi: non si tratta solamente di cambiare un paio di impostazioni per poi scendere in pista e girare il più forte possibile.
</p>

<p>
	<img alt="ayrton-senna.jpg.71cc44da90b3c4f1ea63068022075e30.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43996" data-ratio="66.00" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/ayrton-senna.jpg.71cc44da90b3c4f1ea63068022075e30.jpg">
</p>

<p>
	Nel mondo della guida virtuale, infatti, <b>un pilota è allo stesso tempo un ingegnere di pista</b>, che ha il compito di analizzare scrupolosamente l’handling della vettura che sta guidando per identificare ogni possibile problema che può influenzare la propria prestazione. Una volta riconosciuto, deve essere in grado di trovarne la soluzione, agendo in maniera scientifica sul setup: ciò vuol dire <b>effettuare una modifica alla volta</b> e provarla con un paio di giri di pista per verificarne l’efficacia, mantenendo inalterate tutte le altre variabili, come le condizioni del circuito, la temperatura dell’aria e dell’asfalto oppure i carichi a bordo.
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">GUIDA AL SETUP: IL SOTTOSTERZO</span></strong>
</p>

<p>
	Prima di addentrarci nelle varie regolazioni possibili su una vettura da corsa, è necessario affrontare alcuni <b>argomenti basilari </b>che fondamentalmente definiscono la dinamica di un qualsiasi mezzo a motore. Il primo concetto è il <b>sottosterzo</b>: quante volte vi è capitato di affrontare una curva sul vostro simulatore preferito lamentandovi che <b>la macchina “non gira abbastanza”</b>? Ecco, in quel momento la vostra automobile è soggetta a questo fenomeno, che accade a causa della<b> perdita improvvisa di grip sulle gomme anteriori.</b>
</p>

<p>
	<img alt="sottosterzo.png.a5ef60bec86a984ce972893b009cdfa7.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44002" data-ratio="62.50" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/sottosterzo.png.a5ef60bec86a984ce972893b009cdfa7.png">
</p>

<p>
	Il risultato? Non riuscite a percorrere la curva mantenendo la traiettoria ideale e la giusta velocità, il che si conclude con la più classica delle <b>uscite di pista</b> nell’erba, nella ghiaia… o nel peggiore dei casi contro le barriere di protezione. Il sottosterzo può generarsi<b> in entrata di curva</b> (“turning understeer”) oppure quando è il <b>momento di accelerare in uscita</b> (“power understeer”), il che porta alla medesima conclusione che vi abbiamo appena spiegato.
</p>

<p>
	Ma quali sono le <b>cause</b> del sottosterzo? Fondamentalmente sono tre: lo <b>stato di usura degli pneumatici</b> (più sono rovinati più aumenta il rischio di andare dritti…), le <b>condizioni dell’asfalto del circuito</b> (passare sulla parte sporca dove sono depositati i “murbles” è il miglior modo per finire fuori pista) e la<b> troppa velocità</b> che solitamente si porta in entrata di curva quando si finisce in <b>“over-drive”</b>, cioè quando si guida la propria vettura oltre i limiti per cui è stata progettata.
</p>

<p>
	Gli <b>effetti</b> del sottosterzo al volante sono subito riconoscibili:<b> lo sterzo si alleggerisce</b> e la macchina ci costringe a <b>sterzare più del necessario</b> per chiudere la curva, oltre a<b> rallentare la nostra velocità</b> e a farci perdere tempo.
</p>

<p>
	<img alt="sottosterzo-2.jpg.fe64743720327b997143baf47338e547.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44003" data-ratio="56.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/sottosterzo-2.jpg.fe64743720327b997143baf47338e547.jpg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">GUIDA AL SETUP: IL SOVRASTERZO</span></strong>
</p>

<p>
	Il secondo concetto che vi esponiamo è essenzialmente il contrario del sottosterzo: si chiama <b>sovrasterzo</b> e si genera quando <b>le gomme posteriori perdono trazione in curva.</b> Questo porta la vettura a mettersi prima <b>“di traverso”</b>, per poi finire <b>in testacoda</b> e irrimediabilmente nella ghiaia se non siamo abbastanza bravi e veloci a recuperare l’assetto ottimale.
</p>

<p>
	<img alt="sovrasterzo.png.168b62e7c583a611e3f99618649feeb7.png" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44004" data-ratio="62.50" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/sovrasterzo.png.168b62e7c583a611e3f99618649feeb7.png">
</p>

<p>
	In alcuni casi, però, una <b>macchina leggermente sovrasterzante</b> in entrata di curva <b>può aiutare a chiudere meglio la traiettoria</b> e a recuperare alcuni preziosi centesimi in fatto di tempo sul giro. Ben diverso, invece, il sovrasterzo che accade quando è il momento di riprendere il gas in mano: se in entrata la causa di questo fenomeno può essere un <b>rilascio troppo repentino dell’acceleratore</b> oppure una brusca decelerazione, in questo caso è la troppa <b>foga sul pedale del gas</b> a portare la vettura a perdere aderenza sull’asse posteriore.
</p>

<p>
	La <b>perdita improvvisa di grip</b> ci costringerà a chiudere il gas e ad effettuare una serie di <b>manovre correttive</b> per evitare di buttare alle ortiche il nostro giro. Gli effetti riconoscibili al volante sono una vettura <b>molto instabile al posteriore</b>, che tenderà<b> verso l’interno della curva.</b> Il sovrasterzo può essere quindi classificato come “turning oversteer” quando si genera in entrata, “power oversteer” quando è il momento di accelerare in uscita e “mid-corner oversteer” per tutte quelle situazioni intermedie tra i primi due.
</p>

<p>
	<img alt="sovrasterzo-2.jpeg.ce9261e87e337542b80c29df375db8be.jpeg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44005" data-ratio="63.25" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/sovrasterzo-2.jpeg.ce9261e87e337542b80c29df375db8be.jpeg">
</p>

<p>
	<strong><span style="font-size:16px;">GUIDA AL SETUP: IL BILANCIAMENTO DELLA VETTURA</span></strong>
</p>

<p>
	L’ultimo concetto che vi spieghiamo in questa prima puntata sul setup nel simracing è ciò che sta <b>alla base </b>di tutto il processo necessario per trovare l’assetto ottimale di una vettura. In fin dei conti, agire sulla pressione delle gomme, modificare l’incidenza del telaio, la durezza delle molle, la taratura delle sospensioni, il modo in cui funziona il differenziale e l’aerodinamica significa andare a <b>spostare il grip</b> che tiene incollata la macchina all’asfalto <b>tra l’asse anteriore e quello posteriore</b> della stessa.
</p>

<p>
	<b>Se l’anteriore ha più aderenza</b> del posteriore allora la vettura sarà più tendente ad andare<b> in sovrasterzo</b> quando si avvicina al suo limite strutturale; al contrario, se la sensazione è quella di avere<b> più trazione al posteriore</b> rispetto all’anteriore, il mezzo che stiamo portando in pista sarà maggiormente soggetto al <b>sottosterzo in curva.</b>
</p>

<p>
	<img alt="f1-balance.jpg.2533cfc1613c48bb1a204ce271eef8be.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43999" data-ratio="66.63" width="800" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/f1-balance.jpg.2533cfc1613c48bb1a204ce271eef8be.jpg">
</p>

<p>
	Nel primo caso, per esempio, la nostra macchina avrà <b>difficoltà in staccata</b> quando si scalano le marce e nel momento di<b> accelerare in uscita,</b> per via della relativa mancanza di aderenza al posteriore che serve per la sua stabilità. Nel secondo caso, invece, il problema da affrontare sarà far percorrere alla nostra auto la <b>giusta traiettoria durante tutte le fasi della curva</b>, perché tenderà ad allargare non appena si cercherà di affrontarla con una velocità più elevata.
</p>

<p>
	Il punto è questo: <b>“fare il setup”</b> di una vettura consiste nel trovare il<b> bilanciamento ideale tra l’asse anteriore e quello posteriore</b> della stessa, spostando intelligentemente il grip dove serve per essere sufficientemente veloci e competitivi con il passare dei giri. Senza dimenticarsi del <b>feeling</b> che serve per risultare consistenti sul lungo periodo: pilotare forzatamente una macchina con cui non si riesce a trovare “la quadra” è il modo migliore per portare volante e pedaliera in cantina.
</p>

<p>
	Si tratta in fin dei conti di un <b>compromesso,</b> da trovare <b>modificando volta per volta i valori delle varie componenti</b> di cui è costituita la nostra auto. Da dove cominciare? Non perdetevi la prossima puntata!
</p>

<p>
	Per commenti e domande, fate riferimento a <strong><a href="https://www.drivingitalia.net/forums/topic/81002-guida-completa-al-setup-nel-simracing-by-drivingitalianet-10-articoli/?tab=comments#comment-902385" rel="">questo topic del forum dedicato</a></strong>.
</p>

<p>
	<img alt="f1-balance-2.jpg.74ccfab2a01899020a92979c2f422559.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="44000" data-ratio="66.67" width="750" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/f1-balance-2.jpg.74ccfab2a01899020a92979c2f422559.jpg">
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25662</guid><pubDate>Thu, 02 Jan 2020 08:36:00 +0000</pubDate></item><item><title>F1 2019 Codemasters: guida completa all'assetto (parte 2 - aerodinamica e sospensioni)</title><link>https://www.drivingitalia.net/home-page/guide-tutorial/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-2-aerodinamica-e-sospensioni-r25660/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/f1_2019_monza.jpg.c2f8768b8390360474375df3a8475f11.jpg" /></p>


<p>
	 
</p>

<p>
	Dopo la prima parte utile a capire <a href="https://www.drivingitalia.net/index.php?/home-page/software/f1-2019-codemasters-guida-completa-allassetto-parte-1-mfd-r25641/" rel="">tutti i segreti del display multi funzione</a> in F1 2019, questa seconda parte della guida all'assetto per il titolo Codemasters ci racconta tutti i dettagli su aerodinamica e sospensioni e come sfruttarle al meglio.
</p>

<p>
	L'<strong>aerodinamica</strong> in F1 2019 consiste in pratica nel trovare il giusto compromesso e la configurazione dell'ala perfetta per ogni circuito. Avere "meno ala", come si dice in gergo, cioè avere ali più piccole o con minore inclinazione, rende l'auto più veloce in rettifilo ma più difficile da gestire nelle curve. Se aumenti quei valori, ovvero "dai carico", l'auto diventerà più stabile e prevedibile nelle curve, dandoti anche più velocità in curva, ma con un costo di velocità in rettilineo. Confronta per esempio la velocità sul rettilineo principale di Monza, prima con l'ala anteriore e posteriore impostate su 1 e poi impostate su 11.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="43982" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/setup-5-1024x642.jpg.83a0c3bdd7500b1ad5d49be9f6533b72.jpg" rel=""><img alt="setup-5-1024x642.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43982" data-ratio="62.70" data-unique="c7glzz0hf" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/setup-5-1024x642.thumb.jpg.1c499a4b4e9acdb083ba70f9f43aac2f.jpg"></a>
</p>

<p>
	Con 1 grado di ali anteriori e posteriori
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="43983" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/setup-6-1024x642.jpg.457bd0b5f6f9238be2c9595424d174eb.jpg" rel=""><img alt="setup-6-1024x642.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43983" data-ratio="62.70" data-unique="aw8ieiapb" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/setup-6-1024x642.thumb.jpg.bc06614c06e0f21b7adec59d58e59085.jpg"></a>
</p>

<p>
	Con 11 gradi di ali anteriori e posteriori.
</p>

<p>
	Con la stessa vettura, modificando solo le ali, la differenza è di 15 chilometri all'ora.
</p>

<p>
	I circuiti che in F1 2019 richiedono una bassa incidenza aerodinamica e alta velocità massima sono:
</p>

<p>
	Italia, Bahrein, Austria
</p>

<p>
	Circuiti che richiedono alto carico aerodinamico e molta stabilità:
</p>

<p>
	Ungheria, Monaco, Singapore
</p>

<p>
	Circuiti che richiedono un equilibrio tra velocità massima e stabilità:
</p>

<p>
	Gran Bretagna, Canada, Spagna.
</p>

<p>
	<u><strong>Impostazioni base delle sospensioni:</strong></u>
</p>

<p>
	Alcuni circuiti si basano su piste permanenti, con superfici perfette ed un'ottima evoluzione della gommatura della pista (ovvero l'aderenza del tracciato, come il Bahrein). Tuttavia, altri, come Monaco, hanno tratti della pista che sono per lo più strade normali, ciò significa che ci saranno superfici irregolari e dossi, pessimi amici per i team e i piloti di Formula 1.
</p>

<p>
	<strong>Sospensione anteriore e posteriore:</strong>
</p>

<p>
	Le impostazioni delle sospensioni sono il modo per team e piloti di rendere la pista il più facile da affrontare possibile, usando tutta la pista e la migliore traiettoria per fare i giri più veloci possibili. Avere sospensioni più morbide aiuta l'auto a gestire i dossi, ma nelle zone di frenata e nelle forti accelerazioni, influisce sulla stabilità aerodinamica della vettura. La sospensione posteriore più morbida offre una migliore trazione in accelerazione. La sospensione rigida farà il contrario; tutela l'aerodinamica dall'auto in caso di forti frenate e accelerazioni, ma rende l'auto difficile da gestire in caso di dossi e sconnessioni, inoltre con sospensioni molto rigide, l'auto non sarà affatto dolce sulle gomme.
</p>

<p>
	<strong>Barre antirollio:</strong>
</p>

<blockquote class="ipsQuote" data-gramm="false" data-ipsquote="">
	<div class="ipsQuote_citation">
		Quote
	</div>

	<div class="ipsQuote_contents ipsClearfix" data-gramm="false">
		<p>
			Il rollio è l'oscillazione di un veicolo intorno al proprio asse longitudinale (anche detto, in questo caso asse di rollio, il quale passa per i "centri di rollio"). Nei veicoli su gomma e quindi su veicoli a tre o più ruote è presente un centro di rollio per ogni asse e attraverso questi centri di rollio si ha l'asse di rollio che descrive l'inclinazione del mezzo, i punti di rollio vengono definiti dal sistema di sospensioni, ma questi punti di rollio variano anche in base alle dinamiche e cinematismi del sistema.
		</p>
	</div>
</blockquote>

<p>
	Le barre antirollio, come si intuisce dal nome stesso, sono utili per ridurre il rollio della vettura in curva. Avere l'antirollio rigido ridurrà il rollio della vettura mentre si gira in curva, tuttavia, i freni anteriori si bloccheranno più facilmente con sospensioni più rigide. Le barre antirollio anteriori extra rigide aumentano la probabilità di bloccaggi anteriori. Le barre antirollio anteriori più morbide possono migliorare le prestazioni in curva attraverso angoli di inclinazione ampi, a scapito della reattività iniziale.
</p>

<p>
	<strong>Altezza:</strong>
</p>

<p>
	I team di Formula 1 cercano sempre di rendere le auto più basse possibile. Con l'auto vicina al suolo l'aerodinamica può funzionare meglio ad "attaccare" la vettura alla pista.
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="43984" href="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/setup-7-1024x642.jpg.477c572c9f9d0a0f941f6a5c786b483d.jpg" rel=""><img alt="setup-7-1024x642.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="43984" data-ratio="62.70" data-unique="ryttj4waf" width="1000" src="https://www.drivingitalia.net/uploads/monthly_2019_12/setup-7-1024x642.thumb.jpg.4023a6e84e3b47debbcd5e209072ba59.jpg"></a>
</p>

<p>
	Regolare l'altezza per ottenere il perfetto equilibrio è quindi la chiave. Con un'altezza troppo bassa si rischia di "toccare il fondo", con l'auto che sfiora la pista, generandosi un forte attrito, quindi avremo una perdita in velocità massima. Per contro, con un'altezza troppo elevata, il profilo e il baricentro della vettura sono più alti, rendendola più lenta nei rettilinei e meno capace di alte velocità in curva. Anche in questo caso, trovare il giusto equilibrio è la chiave per massimizzare la prestazione.
</p>

<p>
	Nella prossima puntata ci occuperemo invece di gomme!
</p>

<p>
	Articolo <a href="http://blog.codemasters.com/f1/12/f1-2019-set-up-for-glory-part-2-aero-suspension/" rel="external">originale in inglese</a> sul blog Codemasters.
</p>

<p>
	 
</p>

]]></description><guid isPermaLink="false">25660</guid><pubDate>Fri, 27 Dec 2019 20:01:00 +0000</pubDate></item></channel></rss>
