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  1. In un nuovo episodio della sua rubrica "exact & Max", Max Verstappen ci spiega oggi con l'utilizzo del suo simulatore dotato di VR, l'affascinante tracciato notturno di Singapore.
  2. Ormai si parla di simulatori di guida ovunque e nei modi più diversi, ma probabilmente l'ultimo "esperimento" messo in atto dal team Red Bull di Formula 1 ha superato ogni tipo di immaginazione: la scuderia della famosa bibita ha voluto mettere nell'abitacolo del suo simulatore professionale F1 il signor Tim Peake, astronauta del programma spaziale ESA, per verificare le differenze delle forze G fra un simulatore e... una navicella spaziale! Nel video qui sotto possiamo scoprire com'è andata a finire...
  3. Max Verstappen, che già sappiamo essere un appassionato pilota virtuale, torna ancora una volta al volante del simulatore VR: dopo averci raccontato Silverstone, il velocissimo pilota olandese della Red Bull ci svela tutti i segreti di Spa Francorchamps !
  4. La Scuderia Ferrari F1 ha annunciato di aver sostituito il suo simulatore di guida interno ormai obsoleto, riservato unicamente a piloti e tecnici del Cavallino Rampante e pochi altri selezionati, con il software rFactor Pro (da non confondere con rFactor o rFactor 2). Giacomo Tortora, responsabile a Maranello della dinamica del veicolo per la Formula 1, ha spiegato: “Penso che il livello di test che effettua la Ferrari siano i più esigenti di qualsiasi altro compratore. Abbiamo testato ogni cosa del nuovo prodotto, la larghezza della banda e la latenza, la qualità dei dati sulla superficie stradale e la precisione visiva dei circuiti riprodotti digitalmente. Il programma della rFPro è stato così soddisfacente che abbiamo deciso di installarlo subito senza attendere ulteriori test“. Chris Hoyle, direttore tecnico rFPro: “La decisione della Ferrari di modificare il software operativo in corso di stagione, con il rischio di effettivi ritardi nello sviluppo della vettura attuale, sottolinea quale sia la portata del miglioramento a disposizione con il nuovo simulatore“. Il software relativo alla riproduzione del tracciato è denominato TerrainServer, che ha maggiormente convinto i tecnici di Maranello: “Il modo in cui TerrainServer cattura ogni punto LIDAR (ricavato con una rilevazione laser) digitalizzato all’interno della superficie di contatto del pneumatico, e lo integra per fornire al nostro modello di veicolo la più realistica tenuta di strada possibile, migliora la sensazione di guida del pilota e la produzione dei dati risulta più affidabile” – ha spiegato Tortora – “Inoltre rFpro è in grado di ridurre consistentemente i tempi di aggiornamento del software a un solo fotogramma di latenza rispetto al nostro modello di veicolo e di proiezione“. L’elemento che quindi ha convinto la Ferrari ad effettuare questa scelta è stata la velocità del sistema: “L’industria del Motorsport è nota per essere all’avanguardia nel mondo dell nuove tecnologie” – spiega Hoyle – “Servono per avere un vantaggio sulla concorrenza e i nostri clienti potranno beneficiare di tutta la nostra competenza, sviluppatasi sull’esperienza reale di veri piloti che hanno aiutato a perfezionare in maniera estrema le fasi dinamiche del nostro software“. Il software rF Pro viene utilizzato anche dal simulatore McLaren F1 presente a Woking. This post has been promoted to an article
  5. Ormai è un'epidemia: i piloti reali non riescono a stare lontani dai simulatori! Scherzi a parte, vi segnalo il caso di Raimondo Ricci, che in questa stagione corre e vince (tanto) nel campionato TCR Italy a bordo di una Peugeot 308: il simpatico driver svizzero ha svelato ad ACI Sport il suo "segreto", ovvero tanto allenamento al suo simulatore casalingo con Assetto Corsa, persino per imparare quei circuiti sui quali non è mai stato prima! Se volete fare qualche domanda a Raimondo, non dovete fare altro che correre sul nostro forum ! È in tuta, già pronto e concentrato per il prossimo round del TCR Italy di scena ad Imola nel weekend del 10 settembre. Raimondo Ricci non vede l’ora di lanciarsi nuovamente in pista e dare spettacolo nel Campionato Italiano riservato alle Turismo fino a 2.0 litri turbo e trazione anteriore. Nel frattempo, l’attuale dominatore del Trofeo Nazionale TCT, in questo VIDEO apre le porte del suo “regno”, un’autentica training room dove prepararsi al meglio. Un ambiente raccolto, intimo, dove, tra la foto di un traverso con la Peugeot 106 Rallye Gruppo A, con la quale ottiene la prima vittoria in classe nel 2007 al Rally Alta Valpolcevera e la locandina di “The Warriors”, ovvero “I Guerrieri della notte”, un cult movie che raggiungeva le sale quando non era ancora nato, Raimondo ci svela il suo segreto. Quello che gli ha permesso di conquistare 4 vittorie, 4 pole position e 5 giri veloci sulle 5 gare disputate al volante della Peugeot 308 Racing Cup schierata nei colori Sport & Comunicazione by Autostar. Tutto ciò nonostante il suo curriculum, dopo otto stagioni dedicate ai rally, conti solo due esperienze in pista a Vallelunga ed Adria nella Clio Cup 2016. E per scoprire l’arma segreta basta guardare il suo VIDEO e magari dare uno sguardo al suo canale YouTube, dove all’indirizzohttps://www.youtube.com/travaglino83 sono online gli highlight delle sue ultime performance nella serie tricolore, ma anche i tanti km in realtà virtuale. Come quelli già percorsi a simulatore sulla pista di Imola che, esattamente come prima a Misano, Monza e Mugello, conoscerà dal vivo solo nella stagione in corso. Fonte ACI Sport
  6. Dopo i dubbi e le prestazioni altalenanti delle prove libere del venerdi all'Hungaroring, le due Rosse di Vettel e Raikkonen partiranno in prima fila nello schieramento del GP d’Ungheria, come potete leggere in dettaglio a questo link. Come è stata possibile una tale prestazione, per non dire "trasformazione", delle monoposto di Maranello, soprattutto in cosi poco tempo? Ancora una volta grazie anche all'utilizzo del simulatore, come del resto aveva già fatto la Mercedes a giugno e la stessa Ferrari nel mese di maggio. Il nuovo pacchetto aerodinamico portato dalla Ferrari in Ungheria ha infatti funzionato alla perfezione. Su un circuito tortuoso come quello ungherese, dove il bottone magico per la potenza extra del motore Mercedes ha influito in misura decisamente minore, la Ferrari è riuscita a recuperare prezioso carico aerodinamico grazie a delle importanti evoluzioni tecniche. Ricordiamo che la FIA aveva vietato alcune importanti soluzioni sulla SF70H: la chiusura della “scimitarra” in carbonio che fletteva nel bordo esterno del fondo dietro al deviatore di flusso, vincoli sulla possibilità di aggiungere additivi alla benzina attraverso l’olio lubrificante, infine un intervento sull’asse forato anteriore, che ora deve essere o tutto aperto, o tutto chiuso. Come sempre accade in Formula 1, i tecnici Ferrari hanno cercato di ottenere la stessa performance e vantaggi utilizzando però sistemi legali e consentiti dalla FIA. I nuovi deviatori di flusso sono stati studiati in dettaglio in galleria del vento, ma non sempre in pista si ritrovano da subito gli stessi valori che si vedono nel wind tunnel, con le numerose variabili che possono influenzare le prestazioni (asperità della pista, vibrazioni della power unit, le gomme). Sebbene perciò il nuovo pacchetto aerodinamico non abbia entusiasmato nelle libere del venerdi (Seb e Kimi sono andati più piano quando l’hanno montato), non è stato accantonato, ma sono stati cercati i motivi che hanno impedito di vedere i risultati che la Ferrari si aspettava. Una parte del merito delle due Rosse in prima fila è quindi proprio delle prove fatte al simulatore (ricordate che la Ferrari utilizza una versione personalizzata del software professionale rFPro) da Antonio Giovinazzi. Il pilota pugliese, dopo aver sbattuto con la Haas nella prima sessione di prove libere, è stato spedito immediatamente a Maranello per verificare al simulatore del Reparto Corse i dati raccolti in pista da Vettel e Raikkonen, sperimentando sul famoso ed inavvicinabile “ragno rosso” (nella foto qui sopra) le modifiche che gli ingegneri consigliavano dalla pista. Ovviamente non sappiamo come si è svolto il lavoro o quali dati il software è stato in grado di validare o ottimizzare, ma a quanto pare ha funzionato tutto alla perfezione! Sempre più spesso ormai parliamo su DrivingItalia di simulatori professionali, come per esempio il primo e famoso simulatore Dallara, il Cruden, il recente modello Chevrolet, quello Nascar o quello Indycar usato da Alonso per prepararsi alla Indy 500, l'hardware McLaren, fino ad arrivare all'inarrestabile Billy Monger che, dopo lo spaventoso incidente a Donington, ha ripreso confidenza con la pista proprio al simulatore! Vorreste provare uno di questi mostri da milioni di euro? Non deprimetevi, perchè, come potete verificare dalla lettura di questo articolo, la differenza fra un costosissimo simulatore professionale ed un software installato sui nostri PC è ormai davvero molto ridotta, come ci dimostra del resto l'allenamento fatto da Barrichello per la 24 Ore di Le Mans su un simulatore di fatto "commerciale".
  7. Il simulatore Cruden per l'automotive

    L'utilizzo dei simulatori di guida professionali è diventato ormai di uso comune. Fra questi è ormai molto conosciuto il simulatore Cruden, che nel video qui sotto possiamo ammirare nella sua versione adattata al testing automotive, per esempio per analizzare le reazioni umane nella guida di un veicolo. At the recent Automotive Testing Expo Europe, we showcased how driver-in-the-loop simulators can improve the validity of ADAS simulations with live demonstrations of our simulator, set up for ADAS and autonomous vehicle controller development. Meet the ADAS-604-F3 simulator and see the possibilities for testing human reactions in full autonomous vehicle testing...
  8. Scopriamo il simulatore Chevrolet

    Grazie ad un articolo pubblicato dal mensile Racer, scopriamo il simulatore professionale della Chevrolet, situato a Huntersville, in North Carolina (USA), utilizzato per la simulazione delle vetture Nascar. The simulator itself is the cockpit of a race car. Drivers climb in like they would a car, strap in with the same seat belts, look at the same digital dash, and use a standard steering wheel. The shifting mechanism even came from Hendrick Motorsports. Once inside, the top comes down completing the car look with the roof, windshield cut out, and driver's side window complete with window net.
  9. Come sanno già gli appassionati più attenti, Rubens Barrichello parteciperà come pilota "rookie" alla prossima 24 Ore di Le Mans, in programma nel weekend del 17-18 giugno sul mitico tracciato francese. Il simpatico pilota brasiliano, nonostante la grande esperienza di guida, ha effettuato una intensa sessione di allenamento specifica per la gara di durata nella struttura dedicata del simulatore francese AOTech. Qui di seguito l'intera notizia con un interessante video di presentazione. Commenti sul forum. Today Friday 2nd June former F1 driver Rubens Barrichello discovered the 13.6-km Sarthe circuit during a training session on the AOTech simulator as required by the Le Mans 24-Hours sporting regulations in view of his first outing in the Le Mans 24 Hours on 17-18 June. Any driver who has never raced in the Le Mans 24 Hours or who hasn’t taken part in the event in the last five years (all the races since 2012), is classed in the Bronze category or who did not compete in the 2016 race has to spend a day on the simulator to learn the specific characteristics of the Le Mans 24-Hours circuit. This simulator session is obligatory no matter what the results* of the driver in question. Thus even though Barrichello holds two records in Formula 1: starts in 322 Grands Prix between 1993 and 2011, and the fastest pole position ever achieved at an average speed of 260 km/h at Monza in 2004, he had to undergo this test to take part in the Le Mans 24 Hours. He jokes about his rookie status with good humour: « If I am doing something new, I am rookie, and it makes me younger… (laughs) ». The Brazilian had to take in the layout as well as the day and night-time racing conditions, traffic management between prototypes and GTs, the location of the marshals posts and the safety procedures: safety car interventions and Slow Zones, the partial neutralisation of sectors of the 24-Hours circuit in which the drivers have to maintain a reduced speed following a race incident. He also discovered a few random incidents like unexpected changes in grip, because the length of the circuit means that drivers may have to race on a track that can be both wet and dry due to localised showers in a sector. After a first test session, the pilot expressed what he felt on the eve of Test Day : « I can have an idea of the track and also the traffic, the flags, the Slow Zones and so on. Night driving calls a bit of attention, and the Slow Zones are very useful because you don't lose three minutes in a complete lap. There are some points I got right, others I got wrong but it is better I do that in the simulator than on the real track. For me it is a good thing that my simulator session takes place in the same week as the Test Day. At the simulator, the guys are really well prepared to give you the right piece of advice, so I can play by the rules in race.» As for his ambitions regarding the race, he added:« The 24 Hours are always in the radar of any racing driver, I am really happy to be here and I think we can do fine.” After each day’s training AOTech sends a report on each driver to the ACO. These enable the sporting management to keep a close eye on the evolution of the drivers in question during the test day. Rubens Barrichello was the last of the 2017 drivers to take the simulator test at AOTech. After the session in the Parisian region he will head for the 24-Hours circuit for the test day on Sunday 4th June. He will drive the no. 29 Dallara-Gibson entered by the Racing Team Nederland in the LM P2 category. He will share the car with two Dutchmen Jan Lammers (who also had to take the simulator test earlier in the season as he had not raced in the Le Mans 24 Hours since 2011) with 22 starts in the Le Mans 24 Hours including victory in the Sarthe in 1988 in a Jaguar, and Frits Van Eerd.
  10. Come sanno già gli appassionati più attenti, Rubens Barrichello parteciperà come pilota "rookie" alla prossima 24 Ore di Le Mans, in programma nel weekend del 17-18 giugno sul mitico tracciato francese. Il simpatico pilota brasiliano, nonostante la grande esperienza di guida, ha effettuato una intensa sessione di allenamento specifica per la gara di durata nella struttura dedicata del simulatore francese AOTech. Qui di seguito l'intera notizia con un interessante video di presentazione. Today Friday 2nd June former F1 driver Rubens Barrichello discovered the 13.6-km Sarthe circuit during a training session on the AOTech simulator as required by the Le Mans 24-Hours sporting regulations in view of his first outing in the Le Mans 24 Hours on 17-18 June. Any driver who has never raced in the Le Mans 24 Hours or who hasn’t taken part in the event in the last five years (all the races since 2012), is classed in the Bronze category or who did not compete in the 2016 race has to spend a day on the simulator to learn the specific characteristics of the Le Mans 24-Hours circuit. This simulator session is obligatory no matter what the results* of the driver in question. Thus even though Barrichello holds two records in Formula 1: starts in 322 Grands Prix between 1993 and 2011, and the fastest pole position ever achieved at an average speed of 260 km/h at Monza in 2004, he had to undergo this test to take part in the Le Mans 24 Hours. He jokes about his rookie status with good humour: « If I am doing something new, I am rookie, and it makes me younger… (laughs) ». The Brazilian had to take in the layout as well as the day and night-time racing conditions, traffic management between prototypes and GTs, the location of the marshals posts and the safety procedures: safety car interventions and Slow Zones, the partial neutralisation of sectors of the 24-Hours circuit in which the drivers have to maintain a reduced speed following a race incident. He also discovered a few random incidents like unexpected changes in grip, because the length of the circuit means that drivers may have to race on a track that can be both wet and dry due to localised showers in a sector. After a first test session, the pilot expressed what he felt on the eve of Test Day : « I can have an idea of the track and also the traffic, the flags, the Slow Zones and so on. Night driving calls a bit of attention, and the Slow Zones are very useful because you don't lose three minutes in a complete lap. There are some points I got right, others I got wrong but it is better I do that in the simulator than on the real track. For me it is a good thing that my simulator session takes place in the same week as the Test Day. At the simulator, the guys are really well prepared to give you the right piece of advice, so I can play by the rules in race.» As for his ambitions regarding the race, he added:« The 24 Hours are always in the radar of any racing driver, I am really happy to be here and I think we can do fine.” After each day’s training AOTech sends a report on each driver to the ACO. These enable the sporting management to keep a close eye on the evolution of the drivers in question during the test day. Rubens Barrichello was the last of the 2017 drivers to take the simulator test at AOTech. After the session in the Parisian region he will head for the 24-Hours circuit for the test day on Sunday 4th June. He will drive the no. 29 Dallara-Gibson entered by the Racing Team Nederland in the LM P2 category. He will share the car with two Dutchmen Jan Lammers (who also had to take the simulator test earlier in the season as he had not raced in the Le Mans 24 Hours since 2011) with 22 starts in the Le Mans 24 Hours including victory in the Sarthe in 1988 in a Jaguar, and Frits Van Eerd.
  11. Il video che potete ammirare qui sotto ci mostra l'esperienza del pilota americano Jeff Gordon al simulatore della Chevrolet Performance Driver-in-the-Loop (basato su rFactor 2), alla guida della vettura NASCAR Sprint Cup Series Chevrolet SS 2016, sul tracciato di Pocono Raceway. Gordon ha svolto varie sessioni di test nel 2016 quando, dopo l'incidente di Dale Earnhardt Jr., tornò al volante di una vettura Nascar dopo 8 mesi di inattività. Considerato che in gara arrivò fino al 6° posto, l'esperienza virtuale fu decisamente utile! Commenti in merito sul forum. Date uno sguardo anche al noto simulatore di guida dinamico professionale della Dallara Automobili, cosi come alla nostra visita al simulatore della Bhai Tech, con l'intervista ad Alessandra Neri.
  12. Il video che potete ammirare qui sotto ci mostra l'esperienza del pilota americano Jeff Gordon al simulatore della Chevrolet Performance Driver-in-the-Loop (basato su rFactor 2), alla guida della vettura NASCAR Sprint Cup Series Chevrolet SS 2016, sul tracciato di Pocono Raceway. Gordon ha svolto varie sessioni di test nel 2016 quando, dopo l'incidente di Dale Earnhardt Jr., tornò al volante di una vettura Nascar dopo 8 mesi di inattività. Considerato che in gara arrivò fino al 6° posto, l'esperienza virtuale fu decisamente utile! Date uno sguardo anche al noto simulatore di guida dinamico professionale della Dallara Automobili, cosi come alla nostra visita al simulatore della Bhai Tech, con l'intervista ad Alessandra Neri.
  13. Il quotidiano Repubblica ci presenta in video il colossale e beno noto simulatore di guida dinamico professionale della Dallara Automobili situato a Varano. Se vi viene voglia di farvi un giretto, sappiate che una giornata intera di test costa circa 12mila euro! Per fare un confronto, potete rispolverare lo speciale di DrivingItalia realizzato in occasione della visita al simulatore della Bhai Tech, con l'intervista ad Alessandra Neri. Dallara Automobili, l'innovazione del simulatore di guida E' uno dei segreti della Dallara Automobili, la casa automobilistica di Varano Melegari (Parma) che da anni ottiene successi in varie categorie e sinergie ai massimi livelli: è il caso della Ferrari con cui l'azienda parmense collabora per la fornitura di parti in carbonio o ricerche aerodinamiche su vetture stradali. Tra i punti di forza le gallerie del vento e il simulatore di guida professionale ad elevate prestazioni che consente di analizzare gli stessi canali dati di una vettura reale.
  14. Vota gRally su Steam Greenlight !

    E' finalmente arrivato il giorno che gli appassionati di rally e derapate più duri e puri, attendevano da tempo: il nuovo ed attesissimo gRally, simulatore rallystico ultrarealistico creato da appassionati per gli appassionati, è approdato su Steam Greenlight ! Correte quindi subito a segnare il vostro voto se volete vedere il software disponibile poi su Steam. Dopo il voto, nell'attesa, gustatevi questi nuovi screens e lo spettacolare trailer di lancio.
  15. Questa la notizia calda della mattina: Antonio Giovinazzi sarebbe ad un passo dal diventare un pilota della Ferrari Driver Accademy. Lo ha riportato la Gazzetta dello Sport parlando, addirittura, di un possibile annuncio nei prossimi giorni o, a sorpresa, direttamente domani già al pranzo di Natale organizzato a Maranello insieme ai giornalisti. Miglior rookie della stagione 2016, Giovinazzi ha perso il titolo di campione della GP2 solo all’ultima gara, battuto dal francese Pierre Gasly, ma si sarebbero aperte per lui delle porte estremamente importanti e determinati per la sua carriera futura. Con l’arrivo in Ferrari all’interno del programma per giovani piloti, il pugliese andrebbe ad affiancare il calabrese Antonio Fuoco e il monegasco Charles Leclerc. Leggi la notizia completa su Motori Online.
  16. Vi segnalo la lettura di questo interessante articolo dedicato ad rFactor, ma il cui tema può essere esteso ad ogni racing sim: viene spiegato l'utilizzo del simulatore da parte dei piloti del team Strakka Performance impegnato nel campionato turismo inglese BTCC, rivelatosi non solo utilissimo ma persino fondamentale per arrivare alla vittoria. I had a great build up to Silverstone with a whole day spent on the Simulator. I have been preparing for race weekends slightly differently in 2015 and I now go to Strakka Performance regularly to use their Simulator, usually after Shakedown on a Thursday afternoon. If I am honest I was always sceptical of the benefits of Simulator’s since because it is not real and you can ‘cheat’ on a Simulator, I often thought well there isn’t much point using one then. But this year I have proved all my doubts wrong... This post has been promoted to an article
  17. BTCC: il successo del simulatore

    Vi segnalo la lettura di questo interessante articolo dedicato ad rFactor, ma il cui tema può essere esteso ad ogni racing sim: viene spiegato l'utilizzo del simulatore da parte dei piloti del team Strakka Performance impegnato nel campionato turismo inglese BTCC, rivelatosi non solo utilissimo ma persino fondamentale per arrivare alla vittoria. Commenti sul forum. I had a great build up to Silverstone with a whole day spent on the Simulator. I have been preparing for race weekends slightly differently in 2015 and I now go to Strakka Performance regularly to use their Simulator, usually after Shakedown on a Thursday afternoon. If I am honest I was always sceptical of the benefits of Simulator’s since because it is not real and you can ‘cheat’ on a Simulator, I often thought well there isn’t much point using one then. But this year I have proved all my doubts wrong...
  18. Il simulatore Red Bull F1

    https://www.youtube.com/watch?v=rE-Fge3gN9w Negli ultimi anni abbiamo visto sempre di più la mancanza di test, a causa di norme modificate per ridurre i costi, prima e durante la stagione, per cui quasi tutte le squadre ha investito moltissimo nei loro programmi dedicati ai simulatori, per avere la possibilità di testare nuovi componenti, provare setup, e formare i propri piloti, senza il rischio di danni e di costosi test in pista. Non c'è dubbio che uno degli ingredienti chiave del team Red Bull per il loro successo, è stato il loro F1 Simulator. Il Red Bull Simulator lavora quasi tutti i giorni della settimana, utilizzato per lo più dai piloti del programma Junior Red Bull, che sono pagati per eseguire centinaia di giri e raccolta di dati, in particolare con l'attenzione rivolta al prossimo GP, con test di configurazioni, rapporto di trasmissione, carico aerodinamico ecc ... Il simulatore Red Bull si trova in una stanza senza finestre, ed è caratterizzato dalla presenza di una scocca reale di monoposto Red Bull F1, per fare in modo che il pilota si trovi completamente a suo agio, oltre che in una corretta posizione di guida. Ovviamente anche tutta la componentistica della scocca è quella reale: stessa pedaliera, volante perfettamente funzionante in ogni regolazione e cosi via. In questo modo il pilota può comportarsi esattamente come farebbe sulla vettura vera, comprese le comunicazioni via radio con il suo ingegnere. La scocca è montata su una piattaforma a sei piedi, che ha sei gradi di libertà, intorno alla piattaforma troviamo uno schermo panoramico a 180° che immerge completamente il pilota nell'ambiente simulato. Tre proiettori mostrano l'immagine della pista virtuale. A questo viene aggiunto anche il feedback attraverso il volante. In sostanza, si tratta di un setup completo per immergere il pilota nella simulazione. Tutto questo richiede ben 6 PC molto potenti, uno per ciascun proiettore, uno per mettere assieme le tre immagini proiettate, un altro per controllare il movimento della piattaforma. https://www.youtube.com/watch?v=oWVogW9cnDc Il simulatore Red Bull utilizza rFactor Pro all'interno del quale è possibile simulare qualsiasi setup che potremmo vedere in pista durante un weekend di gara o nel corso di un programma di test. E' possibile cambiare le molle, le barre antirollio, distribuzione dei pesi, camber, convergenza, ecc. Si possono regolare i gradi di ala e modificare la resistenza aerodinamica complessiva, possono cambiare i livelli di carburante. In pratica si può agire anche su quei parametri che possono cambiare in pista. https://www.youtube.com/watch?v=oHN5Rj0E9V0 [Fonte F1simulatormaniac]
  19. Il simulatore McLaren F1

    All'interno della stanza del simulatore McLaren ci si sente come nella sala di controllo della NASA. Una fila di ingegneri analizzano dati sui loro monitor. Davanti a loro c'è il grande schermo curvo di 180 ° con una piattaforma mobile sulla quale è montata una vera scocca di McLaren F1. In questo simulatore vengono sviluppate le vetture di Formula Uno, ma anche i modelli stradali della casa inglese. https://www.youtube.com/watch?v=p9c-gWcET6Y Gary Paffet, collaudatore: "Certo, all'interno del simulatore si ottiene un feedback molto simile a quello che si sente sulla macchina reale". Jonathan Neale aggiunge: "Quello che divide un simulatore casalingo da qualche migliaio di euro dal nostro da svariati milioni, è la progettazione ed i modelli scientifici e matematici che lavorano al suo interno. Noi vogliamo sapere cosa sta succedendo nella zona di contatto del pneumatico con l'asfalto, quali sono le forze in gioco, affinare le caratteristiche del motore, in quanto influenzano il carico aerodinamico. Vogliamo conoscere dove l'effetto suolo è in funzione quando la vetture si trova in sterzata, rollio e imbardata ". "Abbiamo lavorato", continua Neale, "migliaia di ore su modelli di software, matrici di pneumatici, modalità del motore, al fine di dare al pilota il miglior feeling sulla macchina". Chris Goodwin, capo collaudatore, ammette che il simulatore è stato parte insostituibile ed essenziale dei loro progetti, che ha anche aiutato la divisione stradale della McLaren ad integrare moltissime conoscenze in produzione. Il simulatore Mclaren utilizza il software ATLAS per la telemetria, che è lo stesso usato anche dalla Red Bull. ATLAS è un pacchetto software che viene utilizzato per ottenere, visualizzare e analizzare i dati provenienti da sistemi di controllo come quelli utilizzati nei motori e applicazioni automotive. Recentemente, appena prima del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, Fernando Alonso ha condiviso un video sul suo canale Youtube dove mostra se stesso proprio alla guida del simulatore Mclaren. https://www.youtube.com/watch?v=GmzSdtfIu-E [Fonte F1simulatormaniac]
  20. Il Pilota della Domenica: facciamo sul serio! (parte 4) Nell’ultima puntata ci siamo costruiti una ottima postazione di guida, ma è pur vero che il mondo della simulazione di guida è ormai pieno di aziende che producono postazioni dalle caratteristiche e prezzi più diversi. Ma quale caratteristiche irrinunciabili deve avere una postazione per giustificare l’abbandono del nostro cockpit home made? Le strutture monotubolari le abbiamo già escluse la scorsa settimana (e non lasciatevi ingannare dai prezzi contenuti: valgono poco!), mentre sono fondamentali qualità come la robustezza, la rigidità ed i giusti optional. Fra le tante disponibili in commercio, posso certamente consigliare la postazione Runcage della Manu Factory, che utilizziamo con successo anche al Driving Simulation Center di Lanciano. La Runcage, pur vantando un peso contenuto ed un ingombro molto ridotto (fattori non certo secondari), eccelle per rigidità e robustezza, oltre ad offrire una posizione di guida praticamente perfetta, comoda e realistica, con la possibilità di poter montare ogni tipo e modello di sedile da corsa, tipo OMP. L’azienda romana mette anche a disposizione vari optional, come ad esempio comodi porta tastiera, cambio e mouse, cosi da avere tutto a portata di mano. Le regolazioni di altezze, distanze e inclinazioni sono molteplici, da segnalare la base di supporto per la pedaliera, che permette il montaggio di ogni tipo di modello e pedale. La Runcage è priva di fronzoli estetici, tanto da sembrare quasi scarna, ma ha un aspetto tipicamente racing, del resto gli abitacoli delle vetture da corsa reali sono “poveri” allo stesso modo. Riportiamo ora la nostra attenzione sul Logitech: la mancanza più grave è certamente quella del cambio sequenziale. Anche in questo caso il consiglio è quello di rivolgersi alla Manu Factory, che realizza un cambio sequenziale professionale, non solo tecnicamente ottimo, preciso e rapido negli innesti ed indistruttibile, ma in grado anche di restituire lo stesso identico feeling del cambio sequenziale reale montato sulle vetture da corsa! In particolare agli appassionati di rally e della derapata, invece, non possiamo non consigliare anche l’acquisto del freno a mano targato Manu Factory: anche questo solido, preciso ed efficace, ovviamente progressivo, risulta essere un accessorio praticamente indispensabile per chi vuole migliorare le proprie prestazioni in campo rallystico o drifting. Per quanto riguarda invece le possibilità di sostituzione del volante originale Logitech (effettivamente non proprio racing style…), la nostra scelta può spaziare fra un’infinità di proposte diverse offerte da tantissime aziende, italiane ed estere, con possibilità persino di personalizzazione a più livelli (come fa la Manu Factory). Si tratta quindi più che altro di una questione di gusti personali, anche perché i prezzi, a parità di caratteristiche, sono sostanzialmente allineati. E’ bene però tenere presente tre fattori: in primis il peso del nuovo sterzo, che non deve essere eccessivo e sarebbe bene contenere entro i 6-700 grammi, in quanto un peso eccessivo influisce negativamente sugli effetti di force feedback trasmessi al volante stesso, andandoli ad “attutire ed ovattare” sempre di più con l’aumentare del peso; in secondo luogo bisogna ricordare che l’eventuale display aggiunto (e ce ne sono davvero decine di tipi diversi!) svolge al 90% una funzione solo estetica e di abbellimento (tutte le informazioni possiamo infatti leggerle in game), contribuendo però in modo significativo all’aumento del peso e del costo, stesso discorso infine per lo sgancio rapido del volante, che allungando il piantone, oltre a peggiorare il feedback, rende lo sterzo ancor più delicato ed in fin dei conti risulta essere necessario solo se il nostro volante è montato in una scocca, dalla quale non si esce senza togliere lo sterzo. In realtà l’extra migliorativo in più che il nostro volante mod deve avere è uno solo: un cambio a bilanciere migliore! Le levette poste dietro al volante originale Logitech non sono infatti il massimo, poco precise, con una escursione elevata e tendenti all’usura. Preoccupiamoci quindi di acquistare un mod con pad in alluminio o acciaio, con innesti rapidi, precisi e diretti, escursione minima ed ovviamente comodi. Chiudiamo la rubrica di oggi col segnalare un accessorio che potrebbe risultare utile ed interessante, a condizione di riuscire a trovarlo ed acquistarlo ad un prezzo onesto: il Buttkicker. Si tratta in sostanza di uno strumento da fissare al nostro sedile, nel modo più diretto possibile, che traduce in vibrazioni più o meno forti i segnali audio, soprattutto dei toni bassi, provenienti dal software: quando per esempio faremo rombare forte il nostro motore, ne sentiremo la “forza” tramite feedback, oppure passando su un cordolo, ci farà “ballare” in funzione di esso. E’ bene tenere presente però che il Buttkicker non ci fornirà informazioni sulla dinamica del veicolo, spostamento delle masse e dei pesi, aderenza delle gomme e quant’altro, ma solo sugli effetti diretti derivanti dal suono trasmesso dal simulatore, in pratica non ci fa “sentire la macchina”, ma solo quel che accade ad essa. Valutatene con attenzione l’acquisto quindi. Anche l’evoluzione di questa settimana è completa, non dimenticate commenti e domande sul forum, macinate tanti Kilometri virtuali e ci ritroveremo per l’ultima puntata di questa rubrica, che sarà: Il Pilota della Domenica: sogni virtuali (parte 5) A cura di Nicola "Velocipede" Trivilino
  21. Il Pilota della Domenica: i primi Km... (parte 1) Come prima cosa abbiamo naturalmente bisogno di un computer, un PC, la macchina per eccellenza da dedicare alla simulazione su 4 ruote. I simulatori di guida non sono particolarmente esigenti in termini di richieste hardware, anche se, volendo goderci il nostro sim moderno preferito al massimo del suo splendore, non potremo di certo accontentarci di un PC da 200 euro, ma non dovremo neppure fare un mutuo per una macchina ultra performante! Il topic Assembla il tuo PC (costantemente aggiornato anche per i prezzi) arriva prontamente in nostro soccorso: il mega PC da duemila euro non è necessario, potete quindi orientarvi sulla macchina base o, meglio ancora se il budget lo permette, quella da gioco, oppure creare un mix fra le due configurazioni; considerate che con il PC da gioco da 800 euro circa non avrete praticamente alcun problema neppure con software dalla grafica sbalorditiva. Tenete però presente di non assemblare o acquistare un PC sbilanciato, nel senso che per esempio una super scheda video è inutile se non c'è anche un processore all'altezza ed una memoria Ram adeguata. Ponete attenzione anche a due cose spesso sottovalutate: scegliete un buon alimentatore con un pò di potenza in eccesso, cosi da poter in futuro installare nel PC per esempio una scheda video più potente e quindi anche più esigente in termine di watt; molto importante è anche il case, che, piuttosto che scenico, deve avere un'ottima circolazione dell'aria al suo interno e ventole efficenti per il raffreddamento delle componenti interne. Un computer di questo tipo, per avere un'idea, sarebbe ottimo: Processore Intel Core i5-4430 Scheda Madre Asus M5A97 Scheda Video NVidia GeForce GTX760 RAM Corsair 8gb ddr3 1600 MHz Alimentatore SeaSonic 520W Hard Disk Seagate - Barracuda 500 GB Lettore-Masterizzatore Ottico Samsung SATA Case Cooler Master 690 II Advanced I prezzi dei componenti hardware per PC sono molto variabili, quindi vanno valutati al momento, ma diciamo che una configurazione del genere si attesta su una spesa indicativa di 750 euro circa. Una volta sistemato il computer, pensiamo ora a come guidare... Tutti i simulatori di guida prevedono di poter essere utilizzati tramite la tastiera, con la quale possiamo anche fare i primi km di test, ma è bene pensare da subito all'acquisto di un volante, perchè guidare vuol dire avere fra le mani uno sterzo e sotto i piedi dei pedali! L'idea di molti è quella di comprare un primo volantino a buon mercato, di poche decine di euro, cosi da "risparmiare". Invece si spreca. Il volantino in questione durerà molto poco (il prezzo basso indica anche la scarsissima resistenza all'uso...), inoltre si rivelerà da subito molto limitato se non praticamente inutile a livello di feedback che saprà fornirci (sempre che ce l'abbia...) con qualsiasi simulatore e dovete ricordare sempre che, a meno di non avere una postazione dinamica (e ne parleremo...), il feedback del volante è l'unico input diretto che vi farà capire cosa sta facendo la vostra macchina, per poterla controllare di conseguenza. Il force feedback con i simulatori di guida non è un optional, è fondamentale! Se la vostra idea rimane quella del volantino, "tanto mi voglio solo divertire a fare qualche giro", è meglio se lasciate perdere il mondo del simracing e vi orientate verso una bella console con un buon gioco di guida fatto bene: vi divertirete molto di più, spenderete molto meno ed avrete anche molti meno problemi di un PC. Ma quale sarebbe allora questa periferica consigliata, con un rapporto qualità - prezzo ideale? A 6 anni dalla sua prima apparizione (uscì a fine 2009), il buon vecchio Logitech G27 è ancora oggi il miglior volante che potete acquistare! E' possibile acquistare il G27 nei negozi di computer più forniti, dal sito ufficiale Logitech (ma il prezzo è altino), o ancor più facilmente sul web, dove lo si trova nuovo con una semplice ricerca, o anche numerosi usati sul nostro forum vendo - compro. I prezzi oscillano intorno ai 250 euro per il nuovo, intorno ai 120-150 euro invece per l'usato. Il fatto che dopo sei anni il prezzo di questo volante sia rimasto quasi inalterato, abbassandosi di poco nel tempo, la dice lunga sulla sua qualità. Il Logitech G27 ha già di serie tutto quello che serve ad un pilota virtuale, esperto o ai primi giri di pista: un bel volante con 900° di rotazione comodo e funzionale con 6 pulsanti e cambio a pad, pedaliera a tre pedali con ottima progressività e sensibilità, un cambio a leva H ad innesti preciso, con ulteriori pulsanti extra. Completano il pacchetto la connessione USB semplice e diretta con unico cavo e i driver Logitech ufficiali ormai collaudatissimi per qualsiasi software. Inoltre il G27 funziona perfettamente persino con la Playstation e, tramite adattatore, anche con la XBox, inoltre è un prodotto molto resistente e durevole, anche se sottoposto ad un uso intensivo. Il primo vero punto cruciale di questo volante resta però la resa del force feedback: pur non disponendo di una forza, rapidità e resistenza esagerate (il Thrustmaster per esempio ha una forza maggiore e costa in media 100 euro in più), può vantare ancora oggi uno dei Force Feedback migliori in commercio, con numerosi effetti di vibrazione, grande accuratezza e pulizia dei segnali, precisione nelle risposte, progressività, insomma una qualità ed un dettaglio eccelsi, assolutamente fondamentali alla guida per capire come si comporta la nostra vettura sull'asfalto, ancor di più se si utilizzano simulatori con circuiti realizzati con tecnologia Laser Scan, che ci permetterà di percepire davvero la pista sotto di noi. Il buon Logitech G27 non è ovviamente esente da difetti però: un pò di forza in più sullo sterzo sarebbe stata di certo gradita, le palette del cambio non risultano precisissime ed hanno a volte un poco di gioco in innesto, il cambio ad H va usato con attenzione per non essere messo in crisi, la pedaliera (soprattutto il freno) si ammorbidisce ed allenta con l'uso, infine il feedback soffre di un fastidioso "buco al centro", spiegato nel box sottostante. A questo punto entra in gioco il secondo punto a favore del G27, ovvero la sua estrema moddabilità: l'hardware Logitech infatti, dopo tutti questi anni, può essere modificato, migliorato ed aggiornato praticamente in tutte le sue componenti, andando persino ad eliminare i vari difetti esposti poco sopra. Come vedremo nelle prossime puntate della rubrica, è possibile incrementare la forza ed eliminare definitivamente il buco al centro, migliorare la pedaliera, aggiungere vari tipi di display ed altro ancora. Per adesso però, possiamo già essere più che soddisfatti del nostro Logitech G27 originale. Per quanto riguarda invece gli spazi e l'organizzazione della nostra "zona di guida", per adesso possiamo accontentarci tranquillamente di utilizzare lo stesso spazio dedicato al nostro computer, ponendo il monitor (possibilmente almeno da 20 pollici) davanti allo sterzo, ma non troppo vicino, fissando per bene il volante e il cambio ad H al tavolo/scrivania, posizionando la pedaliera in modo che non scappi via con la pressione dei pedali, ponendola per esempio attaccata alla parete o inserendo un fermo frontale che eviti lo scivolamento. E' bene fare attenzione però a sistemare il tutto per fare in modo che la nostra posizione di guida sia quella corretta, come evidenziato dalle immagini qui sotto. Quasi nella stessa fascia di prezzo del G27, troviamo il già citato Thrustmaster T500 RS, che come detto ha una forza maggiore, ma il feedback risulta essere meno dettagliato, raffinato e preciso, diciamo anche più "grossolano", rispetto al volante Logitech. Inoltre non ha un cambio a innesti ed il pad dietro al volante risulta essere a volte scomodo, in quanto fisso. Direi quindi che non è una buona idea quella di spendere 100 euro in più per avere solo una forza maggiore, tanto più che, come vedremo in dettaglio nelle puntate successive di questa rubrica, avere tanta forza e resistenza sul volante non vuol dire necessariamente maggiore realismo, anzi in molti casi è l'esatto contrario. Altre alternative al Logitech possono essere anche i volanti Fanatec di fascia media, come il Porsche 911 GT2 o GT3 e il CSR Wheel, con prezzi dai 180 ai 250 euro. Il problema di questi volanti, a parte il costo ed oltre ad un force feedback più "sporco" del Logitech e meno definito, è la mancanza di un cambio a leva e soprattutto di una pedaliera, che andrebbe acquistata a parte, con un ulteriore esborso dagli 80 ai 250 euro, per un totale minimo, fra volante e pedaliera, di 260 euro, che risulta essere non conveniente neppure come rapporto qualità - prezzo. Se invece c'è la necessità di risparmiare in modo sostanzioso, ma si vuole partire col piede giusto, al posto del G27 si può optare per il precedente modello Driving Force GT, che si può acquistare online ad un prezzo intorno ai 100 euro. Ovviamente è decisamente inferiore al G27, in particolare per quanto riguarda la pedaliera (solo 2 pedali e molto meno sensibili) ed il cambio, anche se il force feedback risulta comunque più che accettabile. Con meno di mille euro quindi (che diventano 100 - 250 se abbiamo già un buon PC), il nostro Pilota della Domenica è ora pronto per scendere in pista per i suoi primi Km simulati, iniziando da quello che possiamo definire il primo step evolutivo del simdriver. Non fate mancare i vostri commenti e domande sul forum, in attesa della seconda puntata, che sarà: Il Pilota della Domenica: primo Pit Stop (parte 2) A cura di Nicola "Velocipede" Trivilino
  22. Will Dendy visits the awesome GTS RS who have a full ex Giovanardi BTCC car and wrap round screen for their hyper realistic racing simulator!! Check out www.facebook.com/wdendyracing and www.gts-rs.com
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