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  1. Federico Sciarra, grande appassionato di Assetto Corsa e tecnico sopraffino, ha pubblicato un interessante video che mette in confronto la forza G ed il presunto eccessivo sottosterzo del simulatore della Kunos Simulazioni. Il trailer ci mostra un test della forza G su 3 auto differenti, una stradale sportiva (GTR Nismo), una GT3 (la GTR) e la Ferrari F1 2004, dimostrando che il focus del "problema sottosterzo" sta proprio nelle forze G (che naturalmente al simulatore non possiamo percepire), nel tipo di gomme e sospensioni della vettura. La GTR stradale soffre naturalmente la combinazione di 0.9G laterali (quindi in curva) con un'accelerazione di 0.2- 0.3G. Le sospensioni arrivano al limite e la gomma perde grip, quindi l'auto va in sottosterzo. Le GT3 lavorano con forze G vicine a 1.6, mentre la Formula 2004 va ben oltre la scala misurabile in game. E' già tanto quindi che una stradale sportiva regga 1, 1.2G! In conclusione la fisica del simulatore si dimostra più che ottima e realistica, mentre il sottosterzo ne è proprio una conseguenza. Commenti e discussioni sul forum.
  2. Federico Sciarra, grande appassionato di Assetto Corsa e tecnico sopraffino, ha pubblicato un interessante video che mette in confronto la forza G ed il presunto eccessivo sottosterzo del simulatore della Kunos Simulazioni. Il trailer ci mostra un test della forza G su 3 auto differenti, una stradale sportiva (GTR Nismo), una GT3 (la GTR) e la Ferrari F1 2004, dimostrando che il focus del "problema sottosterzo" sta proprio nelle forze G (che naturalmente al simulatore non possiamo percepire), nel tipo di gomme e sospensioni della vettura. La GTR stradale soffre naturalmente la combinazione di 0.9G laterali (quindi in curva) con un'accelerazione di 0.2- 0.3G. Le sospensioni arrivano al limite e la gomma perde grip, quindi l'auto va in sottosterzo. Le GT3 lavorano con forze G vicine a 1.6, mentre la Formula 2004 va ben oltre la scala misurabile in game. E' già tanto quindi che una stradale sportiva regga 1, 1.2G! In conclusione la fisica del simulatore si dimostra più che ottima e realistica, mentre il sottosterzo ne è proprio una conseguenza.
  3. Nuovo e spettacolare video di confronto fra la realtà della pista ed il simulatore Assetto Corsa: il pilota tedesco Jan Seyffarth ci racconta le sue sensazioni dopo aver provato la Mercedes AMG GT3 (che lui conosce molto bene!) con il titolo targato Kunos Simulazioni. Il suo commento è entusiastico: sottosterzo e sovrasterzo si manifestano negli stessi identici punti del Nurburgring reale, con i medesimi punti di staccata della realtà.
  4. Mazda MX-5: Assetto Corsa vs reality

    Il sito di Simrace.pl ha pubblicato un interessante e completo articolo di confronto diretto fra la realtà della pista ed il simulatore Assetto Corsa della Kunos. La vettura protagonista del test è la divertente ed appassionante Mazda MX-5. Oltre ad una dettagliata spiegazione tecnica, l'articolo è accompagnato da spettacolari immagini ed un trailer di paragone diretto. Il circuito utilizzato per la prova è quello di Tor Poznan, scaricabile da questo link. Commenti sul forum in questo topic. Mazda MX-5 is a car, which is very easy to handle – in the real life and in the simulator. The vehicle dynamics is very similar, despite the differences between my real car, which is equipped with sport springs, low-profile semi-slicks and less powerful engine.I am aware that for most people this element which I did not mention is important, but for me it is only an extra. But no one can deny that it is quit relevant, especially when we compare the prsicion the workmanship of the virtual car, the track and physics with the real ones. Of course I have in mind the lap time. Long time before my arrival at the Track Day, I had assumed that if everything would be OK, I will get the lap time around 2:07 – with my knowledge about this track in real life, my car and its performance, my skills and that, what is modeled in the simulator...
  5. Il sito di Simrace.pl ha pubblicato un interessante e completo articolo di confronto diretto fra la realtà della pista ed il simulatore Assetto Corsa della Kunos. La vettura protagonista del test è la divertente ed appassionante Mazda MX-5. Oltre ad una dettagliata spiegazione tecnica, l'articolo è accompagnato da spettacolari immagini ed un trailer di paragone diretto. Il circuito utilizzato per la prova è quello di Tor Poznan, scaricabile da questo link. Mazda MX-5 is a car, which is very easy to handle – in the real life and in the simulator. The vehicle dynamics is very similar, despite the differences between my real car, which is equipped with sport springs, low-profile semi-slicks and less powerful engine.I am aware that for most people this element which I did not mention is important, but for me it is only an extra. But no one can deny that it is quit relevant, especially when we compare the prsicion the workmanship of the virtual car, the track and physics with the real ones. Of course I have in mind the lap time. Long time before my arrival at the Track Day, I had assumed that if everything would be OK, I will get the lap time around 2:07 – with my knowledge about this track in real life, my car and its performance, my skills and that, what is modeled in the simulator...
  6. Da sempre su DrivingItalia organizziamo tornei e gare online con i vostri simulatori preferiti ponendo particolare attenzione non solo al divertimento, ma anche ad importantissimi fattori come la correttezza ed il rispetto degli avversari virtuali in pista, che devono venire prima del risultato stesso di una competizione. Anche grazie alla meticolosa ed intelligente gestione del nostro responsabile online @Gambero, che ha trovato l'indispensabile entusiasmo e partecipazione di tanti piloti (persino reali!), possiamo segnalarvi uno dei tanti momenti di spettacolo e correttezza vissuti nella gara dell'altra sera del Tatuus Challenge Season 2, con le parole dei protagonisti: Incredibile duello fra il nostro Dylan Harris e Francesco Trancanelli per la vittoria della terza gara del Tatuus Challenge by Drivingitalia. Una cosa mai vista, una battaglia feroce, intensa, agguerrita e soprattutto LEALE, con Dylan e Francesco che si sono scambiati le posizioni almeno una ventina di volte durante i 21 giri di gara, percorrendo intere porzioni di pista ruota a ruota, tirandosi staccatone pazzesche a ruote fumanti e sorpassandosi in ogni punto della pista possibile ed immaginabile, all'interno e all'esterno, con incroci di traiettoria, chiusure, affondi, derapate...il tutto all'insegna della correttezza più assoluta, in quanto nonostante i due si siano trovati innumerevoli volte ad essere così vicini che fra le loro auto non passava neanche un capello non si sono MAI toccati, lasciandosi sempre a vicenda lo spazio necessario per consentire all'avversario di fare la curva, proprio come se fosse una gara vera. Conscio di non essere veloce quanto il rivale, Dylan ha scelto di effettuare la gara usando esclusivamente gomme morbide e con un setup letteralmente a 0 downforce, in modo da attaccare dal primo all'ultimo metro e non lasciare un attimo di respiro al suo avversario. che usava invece gomme medie. Partito 3°, Dylan si è immediatamente portato in seconda posizione, e ha sfruttato il surplus di prestazione delle sue gomme Soft per raggiungere subito Trancanelli e superarlo. Col passare dei giri però le Soft perdevano di efficacia e le Medie di Trancanelli erano più efficaci, ma quest'ultimo non ha potuto sfruttare il vantaggio delle sue gomme perchè era in piena bagarre con Dylan, che doveva tassativamente rispondere immediatamente agli attacchi del rivale senza lasciargli più prendere il comando neanche per un secondo, proprio come Rossi con Stoner a Laguna Seca 2008. Ad ogni attacco di Trancanelli seguiva la reazione immediata di Dylan che non ha mollato mai la presa fino al momento della sua sosta, avvenuta all'11° giro su 21. Trancanelli ha proseguito con le Medie usurate per un altro paio di giri, ma Dylan con gomme Soft appena montate si è prodigato in due giri velocissimi, e quando Trancanelli è andato anche lui ai box è rientrato in pista dietro a Dylan. Ultimi giri al cardiopalmo, sorpassi, controsorpassi, incroci, staccate da paura...nessuno dei due ha mai mollato un millimetro, fino a quando proprio all'inizio dell' ultimo giro Dylan è stato piantato in asso dalla connessione e ha dovuto alzare bandiera bianca, quando proprio pochi secondi prima Francesco era riuscito a superarlo e aveva accumulato qualche decimo di margine che forse sarebbe riuscito a tenere fino al traguardo. Non doveva finire così, Dylan ha lottato come un leone, ha dato l'anima per cercare di ottenere una vittoria in una gara ufficiale che gli mancava dal 14 marzo 2016, ha lottato con tutte le sue forze con una macchina dal setup che più estremo non poteva essere e usando gomme Soft che a fine stint erano sulle tele. E' riuscito a lottare alla pari con un pilota molto più forte di lui, guidando in maniera PERFETTA, e insieme a Francesco è stato protagonista di un duello leggendario, che dovrebbe essere visto da tutti i simdriver, non fosse altro che per imparare come si lotta senza buttarsi fuori a vicenda...non meritava di finire così, appiedato dalla connessione a meno di 5km dal traguardo. Oltre al citato campionato Tatuus Challenge Season 2, vi ricordiamo che sono in corso su DrivingItalia anche il torneo TT Endurance Cup ed il prestigioso Sparco TopDriver Challenge. Inoltre non dimenticate l'evento del 29 Dicembre della Last Lan Lap, anche questo con incredibili premi Sparco, mentre siamo già al lavoro per un torneo Porsche 911 Cup che partirà ad inizio 2018. Qui di seguito lo spettacolare filmato della gara!
  7. E’ possibile concentrare, in soli 20 secondi di video, tutte le emozioni dei simulatori di guida dinamici professionali del Driving Simulation Center ? Noi ci abbiamo provato ! Voi cosa ne dite ? Il video ti è piaciuto? Con un mi piace ed una condivisione sulla nostra pagina Facebook guadagni subito 1 turno GRATIS in pista!www.drivingsimulationcenter.it
  8. Il grande Sergio Loro ci ha sempre viziati con mod di alto livello e questa non è da meno, tanto da meritarsi uno speciale tutto per sé. Si tratta di Zandvoort in versione anni ‘60, un circuito per uomini coraggiosi e per auto spericolate. Nell’articolo che segue, sarete catapultati indietro nel tempo e scoprirete pregi e difetti di questa interessantissima mod per Assetto Corsa. Siamo nel 1967 e da anni, ormai, l’Autodromo di Zandvoort è conosciuto come uno dei più tosti e impegnativi tracciati d’Europa. Viene sfruttato principalmente per le gare di F1 e F3, dove piloti esperti e aspiranti campioni lottano strenuamente per una vittoria, per un posto d’onore nella storia del motor sport. Come molti altri circuiti dell’epoca, quello olandese è caratterizzato da saliscendi, scollinate improvvise, un susseguirsi estenuante di curve cieche, il tutto circondato, nel vero senso della parola, da erba, sabbia e muretti. Non tutti sanno, però, che la cittadina di Zandvoort, che ospita ancora oggi l’omonimo circuito, nel lontanissimo 1100 era denominata Sandevoerde, da “Sand” cioè sabbia, e “Voerde” cioè verde, per il semplice fatto di trovarsi a ridosso del mare ma circondata da prati e boschi. Questo è il motivo del titolo dell’articolo ma soprattutto del nome dato da Sergio Loro alla sua ultima opera. Chiusa questa piccola parentesi esplicativa, è tempo di addentrarci nel bel mezzo dell’avventura e salire a bordo di qualche bolide dell’epoca per conoscere più da vicino l’antica Zandvoort. E quale miglior vettura della mitica, prorompente Ferrari 312 F1 del ’67, per solcare l’asfalto imperfetto e sporco della pista olandese. Ai box, all’interno del minuscolo abitacolo rosso, già si respira quell’aria di passione ma anche di sfida, quell’atmosfera frizzante e genuina che solo i circuiti storici sono in grado di trasmettere. Soffermiamoci un attimo qui, nei pressi del garage, e guardiamoci intorno: dall’altra parte del rettilineo ci sono le tribune, non affollatissime ma stranamente belle da vedere per l'epoca in cui siamo; vicino a noi, invece, i box, quasi miseri se pensiamo allo sfarzo dei corrispettivi moderni ma allo stesso tempo pieni di energia e appunto, quella passione, che nonostante siano vuoti, riescono a far trasparire. A separarli dalla pista vera e propria c’è un misero muretto, alto non più di un metro e mezzo, in cemento, forse in grado di contenere un impatto, ma non di certo la voglia di un pilota di scendere in pista. Ecco che allora il motore della Ferrari si accende, tentenna un attimo e poi borbotta, impaziente come il sottoscritto di correre, impazzita, su questo circuito che la riporta esattamente dov’era cinquant’anni or sono. Qualche sgasata più tardi, giusto per fare le rispettive conoscenze, sono pronto per scoprire più da vicino cosa significhi correre a Zandvoort... la vera, originale Zandvoort. Prima, seconda e anche terza ma ancora subito seconda, perché dall’uscita dei box alla prima curva c’è tempo solo per un breve allungo, poi si frena e si va a destra. Qui, nei primissimi metri, le differenze rispetto alla versione odierna sono poche, quasi tutte da ricercarsi nell’ambiente che circonda la pista, perché per il resto le prime curve sono identiche. Il famoso e traballante sinistra-destra-sinistra che segue fa da incipit a quello che è uno dei più esaltanti circuiti dell’epoca e la 312 ne è protagonista d’eccellenza, perché con i suoi quasi 400cv è difficile da domare. Basta un colpo troppo deciso sull’acceleratore per finire in testacoda; basta un centimetro di troppo sugli altissimi cordoli del circuito per essere sbalzati via e dover controsterzare all’impazzata per salvare la situazione. In questo, Sandevoerde non mente, non fa sconti, è perfetta: ogni dosso si sente, non è un macigno ma un ostacolo da superare con fermezza e convinzione; ogni cordolo è lì per essere sfiorato appena, per essere baciato dalle ruote anteriori della monoposto che così mantiene la traiettoria migliore. Sandevoerde fin dalle primissime battute non perdona gli errori, al contrario, uno sbaglio si concretizza in un’uscita sull’erba incolta (per altro rappresentata egregiamente) e poi contro le barriere, poste vicine al tracciato. È come dovrebbe essere, una sfida, e lo si capisce fin dal primo settore. Superata di traverso, con continue parzializzazioni, la Hugenholtzboch, ci si butta verso la seconda tremenda esse in salita, che va verso la parte “vecchia”. Qui, a differenza della versione moderna, il saliscendi è meno marcato e non si va in discesa dopo lo scollinamento ma si continua a salire leggermente; difficile percorrere questo breve tratto in pieno, giacché l’asfalto è alquanto imperfetto, si sobbalza in continuazione e mentre a destra c’è un fossato, a sinistra troviamo una collinetta. È quindi fondamentale rimanere concentrati e andare leggeri sul gas, sfiorando l’erba da entrambe le parti, prima, e il basso ma ostico muretto sulla destra, poi. Questo è uno dei punti cruciali della pista: se si riesce a imboccare la curva con decisione e precisione, facendo il filo al muro, si porta fuori molta velocità e si mette addirittura la quinta... ma ci vuole fegato. Il pregio di questa pista è di farti sentire attraverso il volante ogni buca e dosso che passa sotto le ruote della vettura e con la Ferrari 312, che è nervosa di suo, lo sappiamo, su questa montagna russa che è Zandvoort, si percepisce ancor di più quel suo essere scorbutica, ma allo stesso tempo elettrizzante. Successivamente a questo tratto ci si avvicina alla parte antica ma poco prima di addentrarcisi bisogna superare con caparbietà due delle curve più ingannevoli del circuito: la Scheivlak e la Hondenvlak. La prima è una curva tondeggiante e lunga verso destra, che in uscita chiude verso l’interno ed è difficile per due motivi principalmente: la velocità con cui si arriva è alta, e la sua conformazione, tondeggiante appunto, fa credere di poterla percorrere più velocemente di quello che in realtà si deve fare. Giungendo alla curva a oltre 240 km/h si è convinti di poter frenare poco e lasciare il pedale prima dell’apice, ma questo è un errore perché la curva si chiude leggermente e così facendo, è inevitabile arrivare lunghi, con la ruota posteriore sinistra che in accelerazione assaggia lo sporco che c’è fuori pista. Allora si deve scalare marcia, mettere in seconda, dare una sgasata e ripartire arrembanti, verso la seconda delle “vlak”, quella a sinistra, più veloce ma sempre ingannevole. Perché? Beh, semplicemente perché si acquisisce di nuovo velocità, per terra non ci sono segni che suggeriscono la traiettoria ideale e quindi si è propensi a credere di poterla affrontare in pieno stando spostati verso sinistra. Questo tuttavia è un grosso errore e lo si paga finendo nell’erba mista a sabbia, del dirupo opposto alla curva. Vi ricordate quando poco fa dicevo che Sandevoerde non perdona? Ecco, questo è un piccolo ma sostanziale esempio. Quello che segue è, invece, il settore più entusiasmante e veloce del circuito, caratterizzato da tre curve verso destra da percorrere in pieno o quasi, seguite da una leggera sterzata a sinistra che porta poi all’ingresso dell’ultima fatica. Queste curve sono immerse nel verde, con gli alberi che ci circondano da ambo i lati e a proteggerci dalla disfatta non c’è nulla, ma solo fili d’erba e sabbia. Per percorrere al meglio possibile questa sezione si deve prestare attenzione alla traiettoria; è fondamentale arrivare a pochi centimetri dal bordo pista e sfruttare ogni millimetro di asfalto. Non sono permessi errori, non sono permesse esitazioni. Col volante della 312 ben saldo fra le mani si sterza a destra, poi ancora a destra, lo si riporta dritto per una frazione di secondo poi di nuovo ci si getta a destra con veemenza. In questi istanti l’auto saltella di qua e di là, vorrebbe quasi prendere il controllo di se stessa e finire nel mare oltre la collina, tanto ondulata è la pista; ma controsterzando un po’, giocando con l’acceleratore, stringendo con le mani il volante, si vince questa sfida e si ricevono incredibili emozioni. Sì, emozioni che solo un circuito estenuante come Zandvoort sa regalare e che restano impresse nella mente di chi le vive sulla pelle... e che fanno ricordare, nei giri successivi, a cosa si va incontro. Se però pensate che sia finita, qui vi sbagliate di grosso. Pulleveld, la semi-curva a sinistra, altro non è che la soglia di un baratro: immaginatevi di essere in pieno, col pedale premuto fino in fondo per più di due secondi (forse per la prima volta in tutto il giro). Immaginate una piccola ma interminabile salita, non dritta ma storta verso sinistra e poi dopo, all’improvviso, una discesa non troppo ripida verso destra. Tutto il peso dell’auto cede alla forza centrifuga e spinge la 312 verso l’esterno ma per fortuna non c’è banking a sfavore e quindi si vince il sottosterzo con un mix di adrenalina, istinto di sopravvivenza e quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Il brutto di questa Bos Uit (così si chiama), è che arriva all’improvviso, non la vedi e non te la aspetti per niente: ti coglie alla sprovvista e ti prende in giro perché quando pensi di esserti salvato continua ad andare verso destra e allora devi lasciare di nuovo l’acceleratore e reindirizzare la macchina verso la traiettoria più corretta. Ciò che emoziona di più, però, è la grande velocità con cui si giunge allo scollinamento: la prima volta ci si casca e si viene in sostanza bullizzati, ma la seconda e terza e così via, si frena in anticipo sul dosso e si percorre con sorprendente scioltezza. Certo, se si vuole cercare il limite, bisogna remare con il volante, lasciar andare a spasso un poco il retro della Ferrari, ma la realtà è che dopo il primo “tuffo” la Bos Uit non fa più così paura e impressione... emoziona “soltanto”. Una volta oltrepassata questa curva, ci s’immette sul rettilineo: terza, quarta, quinta entrano prepotentemente una dopo l’altra, la lancetta del tachimetro si avvicina pericolosamente ai 300 km/h ma non si fa in tempo a provare quell’ebbrezza che si deve affondare il piede sul freno, prima aggressivamente poi con gentilezza, onde bloccare le ruote. E così si ricomincia tutto da capo, questa volta però con un briciolo di sicurezza in più, quel che basta per osare dove si può e rallentare dove si deve. Giro dopo giro dopo giro, Sandevoerde inizia a non avere più segreti, ma non smette mai di emozionare. È una giostra antica che grazie alle doti di un ottimo modder è ancora funzionante e in grado di regalare emozioni a non finire... letteralmente. Dovendo essere pignolo l’unico appunto sta nel fatto che la sabbia che ricopre di tanto in tanto la pista non ha effetti sulla guida ma è solo puro elemento visivo(ben fatto tra l’altro). Tuttavia sono convinto che questo circuito debba essere vissuto come lo era 50-60 anni or sono, quindi è d’obbligo impostare l’asfalto su dust oppure old e sentire le gomme scivolare inesorabilmente verso l’esterno. Prendete questo fattore e mixatelo con il layout pazzesco e avrete un centrifugato di emozioni vere, genuine, di quelle che le piste Tilkiane di oggi non possono regalare... sono emozioni “di ieri”. Volendo essere ancor più pignolo ho testato la pista in una gara senza esclusione di colpi fra Ferrari 312 e Lotus 49: inutile dire che tutto è filato via liscio da un punto di vista prettamente tecnico, con la IA che si è comportata per bene senza impazzire. Sandevoerde si è però così rivelata essere anche una pista eccellente per la competizione più dura e cruda, riuscendo a divertire con i suoi spazi stretti e il suo asfalto trotterellante. Grazie alla maniacalità con cui è stata realizzata questa pista, la voglia di spremere tutto il potenziale della Ferrari non viene mai a mancare, anzi, sopravviene la voglia di studiare Zandvoort in ogni minimo dettaglio e passare ore a guidare qualsiasi auto, per la verità. E questa voglia è quella che mi ha portato a scrivere quest’articolo. Ora ho/abbiamo una pista storica in più da aggiungere alla lista delle preferite su AC: è semplice sulla carta, senza curve paurose come per esempio la Füchsröre del Nordschleife ma grazie alle sue caratteristiche che vi ho descritto, riesce a colpire e soprattutto a divertire, soddisfare ed emozionare. Commenti e domande sul forum A cura di Mauro Stefanoni Qui il download della versione TEST gratuita, se invece vi piace e volete quella completa (dello speciale) potete fare una donazione.
  9. Siamo ormai vicinissimi al giorno del secondo appuntamento del Campionato Italiano GT3 2017/2018 che darà inizio anche al Trofeo Endurance riservato alle quattro gare che avranno una durata di 120 minuti in luogo dei 60 delle gare di lunghezza normale. La gara sarà trasmessa in diretta streaming lunedì 16 ottobre a partire dalle ore 21:30, e si disputerà sul temibile Nordschleife, che con oltre 170 curve distribuite su oltre 20km regalerà certamente una gara emozionante e ricca di colpi di scena. Anche la seconda gara della passata stagione si è disputata al Nurburgring, e anche allora si disputava la prima gara del Trofeo Endurance, ma con due grandi differenze rispetto alla nuova stagione: la pista sulla quale si è corso il Gp di Germania dello scorso anno era la normale versione su cui fino al 2013 hanno corso anche le monoposto di Formula 1, e la durata della corsa era di "soli" 90 minuti contro i 120 dell'edizione di quest'anno. Un'analogia però c'è, ed è rappresentata da Luigi Di Lorenzo autore di pole position e vittoria, esattamente come ci ha abituato in questi ultimi mesi fra il Campionato XGT e il primo round di questo Campionato GT3 2017/2018. In qualifica il pilota della MdL Motorsport si era aggiudicato la pole position con oltre 4 decimi di vantaggio su Michele Chesini e ben mezzo secondo su Paolo Muià, anche se a questo proposito va detto che i due alfieri del Team Racing oN3 avevano parecchi chili di zavorra sul groppone come conseguenza dei risultati ottenuti nella gara precedente, mentre Di Lorenzo non ne aveva dato il problema di connessione che gli era costato il ritiro a Barcellona. Quarto e quinto posto per le Ferrari 488 GT3 di Mauricio Dos Santos (Diasport Black) e Andrea Mantovani (ReBorn Racers D2D Simulation), sesto posto per il compagno di squadra di Luigi Di Lorenzo Alessio Minelli, e top ten completata dal privato Giuseppe Urso con la Huracan, poi Dario De Vita, Alessandro Schiavoni e Bernardo Iraci. QUI l'articolo completo
  10. Dopo il grande successo del primo torneo nello scorso inverno, prende il via stasera dal circuito di Vallelunga la seconda stagione del Tatuus Challenge di DrivingItalia, con la divertentissima monoposto Formula Abarth di Assetto Corsa. Sei gare in formato 40 minuti, ma con strategia libera, che vedranno in pista ben 24 piloti agguerritissimi, selezionati dopo un durissimo turno di prequalifica, resosi necessario dal gran numero di iscritti. L'inizio delle prove libere è fissato per le ore 21, a seguire alle 21,30 la qualifica (limitata a soli 5 giri), quindi dalle 21,50 il via alla gara. A questo link del forum tutte le informazioni sul primo ed impegnativo round sul tracciato romano, con la lista completa dei piloti in pista.
  11. Il team ASR Formula ha rilasciato per Assetto Corsa due nuove e spettacolari monoposto di Formula 1 del passato! La prima è la versione 1.0 della Ferrari F310, che disputò la stagione 1996 con Schumacher ed Irvine con alterne fortune e fu la prima Rossa a montare il propulsore v10. Potete scaricare la vettura gratuitamente direttamente da questo link. La Ferrari F310 è la quarantatreesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari, che ha disputato il Campionato mondiale di Formula 1 1996. Durante il corso della stagione la vettura subì una sensibile modifica nella parte anteriore: in luogo dell'originario musetto ribassato e raccordato direttamente all'alettone, venne realizzato un musetto rialzato. Altre novità si individuavano nelle pance laterali, staccate dal corpo macchina, e nel cofano motore, molto largo e che andava ad avvolgere il poggiatesta e i bordi dell'abitacolo, in ottemperanza alle nuove disposizioni del regolamento per la protezione del collo e del capo dei piloti dagli spostamenti laterali. La novità più rilevante rispetto al passato è l'introduzione di un propulsore V10 in luogo del caratteristico V12, con cilindrata, richiesta dal nuovo regolamento, di 3 000 cm³. Nel corso della stagione la vettura riuscì a vincere tre Gran Premi (Spagna, Belgio e Italia) grazie a Michael Schumacher, ma a causa di numerosi problemi di affidabilità, occorsi soprattutto nella prima parte della stagione, uniti ad una certa discontinuità di prestazioni tra una gara e l'altra, non riuscì mai a competere veramente con la Williams per i campionati del mondo costruttori e piloti, che alla fine andarono ad appannaggio della scuderia britannica e di Damon Hill. La seconda vettura è la Benetton B191, in release 0.1 beta, che potete scaricare con una donazione dal sito ASR Formula. La Benetton B191 partecipò alla stagione 1991 del campionato di Formula 1. Progettata da John Barnard e Mike Coughlan, la B191 presentava quale caratteristica più innovativa il musetto rialzato e collegato all'ala anteriore da due montanti paralleli, ad imitazione di quanto introdotto dalla Tyrrell sul modello 019, in uso nella stagione precedente. Sempre ad imitazione della Tyrrell, la Benetton scelse come fornitore di pneumatici la Pirelli in luogo della Goodyear. La propulsione era affidata al rinnovato motore V8 Ford-Cosworth HBA5. Dopo aver schierato nelle prime due gare una versione aggiornata della B190, la Benetton portò la B191 al debutto nel Gran Premio di San Marino 1991: la vettura si rivelò mediamente competitiva, consentendo a Nelson Piquet di vincere l'ultima gara della propria carriera, il Gran Premio del Canada (complice il guasto elettrico che obbligò Nigel Mansell, leader della gara fino a quel momento, a fermarsi a meno di mezzo giro dal traguardo), nonché di piazzarsi a podio in Belgio e chiudere a punti con buona regolarità. Meno rilevanti furono i piazzamenti ottenuti dalla seconda guida Roberto Moreno, poi ceduto alla Jordan a seguito della gara belga in cambio dell'esordiente pilota tedesco Michael Schumacher, che nelle cinque gare disputate dimostrò di poter eguagliare e talora superare il rendimento di Piquet. L'affidabilità fu altalenante e non mancarono problemi meccanici: Piquet, Moreno e Schumacher patirono infatti un totale di 10 ritiri in gara. La Benetton riuscì tuttavia a chiudere al quarto posto la classifica costruttori con 38,5 punti (di cui 32,5 conquistati dalla B191 e 6 dalla B190B). L'impiego della vettura (opportunamente aggiornata nel telaio e nelle sospensioni, ri-gommata Goodyear e ribattezzata B191B) proseguì anche nelle prime tre gare della stagione 1992, ove Schumacher conquistò un quarto e due terzi posti, mentre la nuova seconda guida Martin Brundle patì tre ritiri, di cui due dovuti a noie meccaniche. A partire dal quarto Gran Premio essa venne sostituita dalla nuova B192.
  12. Il team francese ACFL ha appena rilasciato per Assetto Corsa la conversione autorizzata del mitico F1 2006 Season mod, originariamente creato dal modding team tedesco CTDP per rFactor. Il mod, che si può acquistare e scaricare direttamente dallo shop ACFL, include tutte le 11 vetture e 23 piloti della stagione 2006, che vide il trionfo dell'accoppiata Alonso - Renault sul duo Schumacher - Ferrari, per soli 13 punti... Description ACFL F2006 – FULL MOD VERSION 1.0 FOR ASSETTO CORSA ALL CARS SEASON 2006 – 11 CARS – 23 DRIVERS (montoya on mclaren not finished season) ADDON FOR ALL LIVERIES (uploading….. coming soon) TUTO FOR INSTALL : http://acfligue.fr/installation-du-mod-f1-2016-installing-the-mod-f1-2016/ Models & textures from CTDP All work from : N.Navarro – Steph29 – Bluemind TUTO FOR INSTALL LIVERIES WITH ADDON
  13. Nell’anno del 70° anniversario, Assetto Corsa celebra il mito della Ferrari con un DLC tutto in rosso, capace di emozionare solo a vista. Sette delle più autentiche e meravigliose Ferrari, dagli anni ’60 a oggi, saranno abbastanza da accontentare i fan di tutto il mondo? “Ci sono auto che entrano di diritto nella leggenda, e poi ci sono auto che scrivono la storia e danno inizio alla leggenda stessa... ” È questo, ciò che oggi la Ferrari rappresenta, come marchio automobilistico. Leggenda. Sì, perché da quando è arrivata sulle nostre strade la prima vettura di Maranello, settant’anni or sono, le emozioni più disparate hanno fatto capolino nei cuori e nelle menti di ogni appassionato di auto e di corse, lasciando un segno indelebile in ciascuno di noi. Non a caso Ferrari è ancora oggi il brand automobilistico più famoso e riconosciuto al mondo, in generale quasi quanto Coca Cola o McDonald’s. Il motivo? Passione e amore per ogni creatura che esce dalla fabbrica; una maniacalità impressionante per la ricerca della velocità e del cosiddetto “thrill of driving”, in altre parole il brivido, che solo la guida di auto eccitanti sa provocare. Ecco perché scrivere un articolo, una semplice recensione non sarebbe abbastanza, non farebbe giustizia a ciò che queste vetture rappresentano nella realtà, anche virtuale. Per questo motivo voglio raccontare ogni auto, trasmettere la passione che si nasconde dentro ogni abitacolo e scoprire se alla Kunos sono riusciti nell’impresa di catturare tutte queste emozioni che circondano il Cavallino Rampante, da settanta anni a questa parte. In ordine cronologico, da colei che ha dato vita al mito fino all’ultima arrivata, quella che tutti i tifosi sperano in cuor loro riporti la Ferrari in auge, sul gradino più alto del podio. Correva l’anno 1962. L’Italia si apprestava a vivere i suoi ruggenti anni ’60 e il mondo assisteva alla fine della Crisi missilistica di Cuba. A Maranello però, un certo Enzo Ferrari decideva che era ora di mostrare al pubblico e portare sulle strade ma soprattutto le piste di ogni Paese, la sua nuova fiamma, la mitica 250 GTO. Gran Turismo Omologata. Perché per poter correre in pista, doveva prima, obbligatoriamente, essere omologata per l’uso stradale. Una vettura dalla bellezza raffinata, capace di lasciare a bocca aperta chiunque si presenti al suo cospetto, come una lady vestita di tutto punto che scende le scale dorate del palazzo reale. Abbaglia e colpisce, ma non è sola estetica: questa 250 GTO è anche potenza, velocità e aggressività. Basta un colpo sull’acceleratore per avere i brividi: il V12 urla, echeggia e tramortisce le orecchie con un’armonia spensierata che non ha eguali. Difficile riprodurre alla perfezione tale suono inconfondibile, ma di là di tutto, la Kunos ci è riuscita e se son qui a raccontarvelo è perché il lavoro è stato fatto a dovere. Così come la vista resta ammagliata da tale splendore e l’udito catturato da meravigliosa musica, le mani e le braccia esultano alla guida di questo vero capolavoro. È un continuo susseguirsi di correzioni, destra-sinistra, nel tentativo di tenere a bada gli oltre 300 cavalli scalpitanti sotto il lungo maestoso cofano. È divertente da guidare, sì, ma è ancor di più emozionante spingerla al limite in ogni curva, giacché abbiamo la fortuna di non dover pagare milioni di euro in danni. Per domarla servono destrezza e forza, perché il posteriore tende al sovrasterzo quasi in ogni dove e il possente motore 3 litri vuole scappare uscendo da qualsiasi curva. È con brutalità (attraverso le mani) e delicatezza (attraverso i piedi) che si gioisce a ogni giro, e alla fine si sorride, si esulta e si dice: <<Grazie! È un onore guidare questo gioiello!>>. La 250 GTO, del resto, è un’auto mistica, con un’aura indissolubile tutt’attorno e sono sicuro che resterà per sempre nella storia e nella leggenda; anche nel 2385 se ne ricorderanno, quando verrà stipata in un museo digitale o impiantata direttamente nelle menti di chi sarà sopravvissuto. Cinque anni dopo circa, dopo aver collezionato numerose vittorie nella classe GT, la Ferrari si trova a combattere faticosamente nel mondiale di Formula Uno con la mirabolante 312/67. Dovevano essere anni vincenti, invece la casa di Maranello faticava a portare sul gradino più in alto, non solo il pilota ma la sua vettura. Ciò che colpisce al primo sguardo è l’enorme, immenso motore posto letteralmente dietro le spalle del pilota: un possente V12 che eroga la strabiliante cifra di 390 cavalli. Si resta quasi confusi osservando tutti quei tubi che scorrono e che si tramutano poi negli scarichi; ma la Ferrari è anche questo: un insieme di emozioni che ti fanno girare e perdere la testa. Guidandola è ancor più evidente tutto questo. Lo sterzo morbido ma pesante, poco preciso ma tagliente quando serve, e la potenza esuberante che le gomme Firestone dell’epoca scaricano a terra, riescono a scalfire anche gli animi più freddi. Guidarla al Nordschleife è semplicemente godurioso, pura follia che si trasforma in insaziabile soddisfazione. Il tutto coniugato da una melodia rauca che giunge dal retrotreno. Impossibile non amarla, impossibile non smettere di gioire. Non sarà stata la monoposto più fortunata, ma di sicuro dona qualcosa che le nuove generazioni non sanno dare: un mix scellerato di emozioni, pure e pienamente vintage. La adoro, ecco, lo ammetto. Nello stesso anno, dall’altra parte del mondo, in quel di Daytona, nasceva un altro mito. Una vettura che avrebbe vinto il campionato costruttori e dato finalmente del filo da torcere all’eterna rivale Ford GT40. Sto parlando della gloriosa, magnifica Ferrari 330 P4. Ritenuta ancora oggi una delle vetture prototipo più belle di tutti i tempi, la 330 P4 (qui in versione Barchetta) riuscì a imporsi grazie ad alcune migliorie apportate rispetto alla generazione precedente, su tutte il nuovo sistema di sospensioni e il passaggio da due a tre valvole per cilindro. L’ormai classico V12 poteva così esprimere tutto il suo potenziale e noi, oggi, lo possiamo ascoltare con le cuffie o lo stereo a palla, in tutta la sua esplosività: una vera e propria Woodstock a quattro ruote, insomma. Eppure il vero fattore che fa impazzire tutt’oggi l’intero mondo di appassionati è fuori, è la linea, la splendida e graziosa carrozzeria in alluminio che avvolge il telaio in tubi d’acciaio. Plasmata per essere efficiente alle alte velocità, è semplicemente un meraviglioso capolavoro di arte moderna, e antica. In essa si fondono gli stili ricercati e aggraziati del Rinascimento, con la semplicità e tecnologia dell’era moderna. È sempre un tuffo al cuore vederla, e se dal vivo lascia di stucco, sul PC è altrettanto sbalorditiva e poterla guidare, beh, è qualcosa di emozionante, senza ombra di dubbio. Non è particolarmente esigente, si controlla con più facilità rispetto alla 312 F1 ma la velocità che raggiunge e i freni poco potenti sono un’arma a doppio taglio che mette in difficoltà le prime volte in pista. Non basta quindi accontentarsi né ci si deve stizzire, ma guidare l’auto com’era guidata cinquant’anni or sono da quei valorosi piloti che hanno potuto e saputo scrivere pagine di storia del motor sport a bordo di questa meraviglia. Trovata la chiave di volta è sorprendente come entri in maniera azzardata e precisa sia nelle curve più lente sia soprattutto in quelle veloci come la vecchia Curva Grande di Monza 1966. Frenando in leggero anticipo e cogliendo l’attimo giusto, si riesce a portare tanta velocità in curva e grazie alle sospensioni davvero all’avanguardia per quei tempi, si può condurre l’auto senza fatica. Certo qualche leggera controsterzata è di buon aiuto ma non si percepisce quell’essere in bilico perenne che invece si provava sulla 250 GTO o sulla 312 F1. Nonostante fossero gli stessi anni dello stallo in F1, c’era già evoluzione in altri settori e la 330 P4 ne è un lampante esempio. Facciamo un balzo in avanti di diciassette anni, siamo nel 1984 e la Scuderia Ferrari è ormai sinonimo di Motorsport a quattro ruote, che si tratti di Formula Uno, piuttosto che Endurance o quant’altro. Un binomio, un’equazione potremmo definirla. Eppure secondo i piani di Enzo Ferrari mancava qualcosa sulle strade che potesse eguagliare il successo in pista; vi era la necessità di innovare, ma soprattutto di osare anche tra la gente “comune”. Ecco quindi nascere l’entusiasmante Ferrari GTO (altresì conosciuta col prefisso 288): una bestia da 400 cv, erogati prepotentemente e non linearmente dal V8 sovralimentato posto dietro i sedili, custodito come un faraone da un sarcofago di kevlar forato. E non c’è sostantivo più azzeccato di “bestia” per questa esuberante vettura, difficile da domare, facile da perdere in un batter d’occhio. Merito (o demerito) del doppio turbocompressore che eroga tutta la potenza senza uno schema preciso e allora ci si ritrova a essere improvvisamente in un rodeo su quattro ruote; altro che darsi all’ippica, qui i cavalli scalpitano come non mai, in un trionfo di traversi che rimandano alla sua futura erede, la F40. Solo che in questo caso non c’è nemmeno l’aerodinamica a dare una mano, sta tutto nella sensibilità di chi è dietro il volante e riuscire a raggiungere il limite sembra un’impresa. Tuttavia è così soddisfacente il provarci, l’errare, il correggere ogni volta il muso che vorrebbe andare verso l’interno della curva. È un’emozione differente, è una sfida e anche per questo la GTO ricorda le vetture da corsa alle quali vorrebbe assomigliare tanto. Eppure, all’epoca, grazie alle novità derivate dal mondo della F1, divenne immediatamente un punto di riferimento nel mondo delle supercar e oggi, possiamo goderne anche noi di questa pazzia tinta in Rosso Ferrari o Giallo Modena. Porta con sé l’anima battagliera delle auto del Cavallino del passato, e condisce questo suo essere aggressiva con un telaio ricercato e una carrozzeria dallo stile inconfondibile. È lo stile di Pininfarina, uno stile affilato, mai scontato né stancante. Ci sono i fari a scomparsa caratteristici di quegli anni, ci sono i cerchi “a stella” che tanto andavano di moda sulle Ferrari, ci sono numerose prese d’aria per far respirare il motore. Questa vettura è ciò che desiderava il Drake, un concentrato di passione per amanti della guida veri, per dei puristi insomma. Passano gli anni, ma non passa mai la voglia innata in casa Ferrari di vincere, soprattutto in quello che è l’apice del motor sport, la Formula Uno. Difficile dire quale monoposto sia la più amata dai tifosi del Cavallino, ma di sicuro, la F2004 che ha regalato un’ultima volta il titolo a Michael Schumacher, è di diritto una delle più papabili. Forse è per via del suo palmares (15 vittorie su 18 gare e 12 pole), forse è per il suo appeal o forse proprio perché a guidarla, è stato un marziano della F1 quale appunto Schumi. Sta di fatto che non è possibile restare impassibili di fronte alla bellezza mista ad agonismo che esprime la monoposto in questione. Linee pulite, aerodinamica a un occhio poco esperto banale ma in verità ricercata; una vettura pressoché perfetta, costruita per garantire al meglio la trazione (il TC era d’obbligo in quegli anni) e per essere la più agile, rapida e veloce possibile su ogni circuito. Mossa da un acutissimo V10 dalla potenza di 930 cv è ancora oggi una delle monoposto di F1 più veloci ed elettrizzanti. È un piacere, quasi un onore poterla guidare. Compiacersi delle traiettorie precisissime che è in grado di percorrere diventa immediatamente un’abitudine, è come una droga e più la guido più mi trascina in un vortice emozionale dal quale è difficile uscirne. Si resta sopraffatti dall’eco del V10, ormai abituati al ronzio dei turbo moderni e allo stesso tempo si è incollati al volante e allo schermo, nel tentativo di emulare le gesta di un pilota immortale. Gli stessi Kunos hanno voluto che questa vettura fosse rappresentata nel miglior modo possibile affinché fosse un omaggio al campione tedesco e ci sono perfettamente riusciti, in ogni aspetto. Emoziona all’orecchio, alla vista (per via dei ricordi che riaffiorano la mente) e soprattutto emoziona alla guida: è facile innamorarsene, nonostante non sia così impegnativa come ci si aspetterebbe da una monoposto di F1, ma proprio per questo ci fa capire quanto sia eccitante, da cardiopalma, portare a spasso una vettura del genere. Lei e la 250 GT0 sono l’anima del DLC, sono l’ode perfetta per la storia che la Ferrari racconta da 70 anni, ogni giorno, ogni anno. Lei, la F2004, è un concentrato di adrenalina pura. Basta questo... ed è subito amore. Il bello delle leggende è che non finiscono mai e la Ferrari ne è il miglior esempio. Siamo giunti, infatti, al 2017, l’anno corrente e la casa di Maranello ha deciso di rendere omaggio alla sua infinita storia con due modelli in particolare, uno per la strada e uno per la pista. E’ così che da una parte abbiamo la “non-proprio-lenta” 812 Superfast e dall’altra la hyper-tecnologica SF70H. Due vetture che hanno il grosso, impegnativo compito di rendere giustizia alla leggenda, al mito. L’una, la 812 Superfast, è la Ferrari stradale più potente di sempre (escludendo la LaFerrari che però è equipaggiata con il KERS). Ha la bellezza di 800 cavalli, un V12 che grida più di una scimmia urlatrice e un’estetica che magari non farà impazzire, ma di certo colpisce anche chi delle Ferrari amante non è. Questa auto è l’erede della F12 Berlinetta, le forme lo lasciano intuire, ma ogni dettaglio è diverso, più in linea con lo stile delle ultime Ferrari. Può piacere, può non farlo; ma come precedentemente detto, non passa di certo inosservata. I fari cattivi e protratti verso l’interno del muso, la coda tronca e concava, le curve armoniose che ballano tutte intorno all’abitacolo, sono i punti di forza di un’auto che per la verità, vuole mettere in mostra più ciò che sta sotto rispetto a ciò che sta fuori. E allora, in pista, in modalità “RACE” (sulla sinistra del cruscotto si può notare questo particolare) si lascia strapazzare alla grande: volendo affrontare le curve con precisione chirurgica l’avantreno si comporta come un bisturi affilatissimo intento a scalfire i cordoli e l’asfalto sotto di sé. Al contrario, se si vuole metterla di traverso (cercando di imitare quel mago della guida che è Chris Harris) ce lo concede, diventa improvvisamente divertente ed esplosiva, tanto da stampare sulla mia faccia un gran bel sorriso. È ciò che ogni Ferrari dovrebbe essere oggi, nel 2017: spregiudicata a tratti, composta e precisa il resto delle volte. È sorprendente ed è davvero, davvero, davvero BELLA da guidare... sempre. L’altra, l’ultima di questa breve cronistoria, è la monoposto che sei mesi fa è uscita dalla galleria del vento di Maranello: la SF70H. Nell’anno dei cambiamenti al regolamento, la Ferrari osa, forse più di tutti, nel tentativo di tornare lassù sul gradino più alto del podio, davanti alle Frecce d’argento. È ancora presto per scoprire se riuscirà in quest’impresa, chi tifa Rosso lo spera ardentemente, ma intanto noi, seduti comodi comodi a casa, possiamo provare l’ebbrezza di sfrecciare ad altissima velocità fra i cordoli di decine di piste. La SF70H, infatti, è un missile, lo è per davvero, anche comparata alla F2004 e lo è soprattutto in curva, dove scatena tutta la sua ferocia mediante quattro gomme enormi e con incredibile grip. Lascia senza fiato nonostante il sound non sia dei migliori: non è accattivante, non è mordente, manca di quel brio, quel pathos che le F1 aspirate avevano. Non per colpa dei Kunos, che al contrario su questa monoposto hanno fatto un lavoro egregio, ma per via dell’ormai noto difetto che queste power unit super tecnologiche hanno: il suono mediocre. E proprio nonostante questo difetto la SF70H impressiona, sbalordisce e diverte: nelle curve più emozionanti del mondo, come a Silverstone o a Spa o a Catalunya, è fulminea nei cambi di direzione, è “mindblowing” direbbero gli inglesi, è semplicemente pazzesca. Rispetto alla F2004 però non ci sono i controlli che aiutano a gestire tutta la potenza quindi bisogna dosare sapientemente il gas, la si deve conoscere più a fondo e non ci si può gettare a capofitto, così, senza remore. Una volta fatta la sua conoscenza, però, si capisce in parte perché tutti i piloti di F1 di quest’anno siano contentissimi di guidare queste monoposto: sono elettrizzanti. E questa Ferrari è davvero un concentrato di passione, tecnologia, velocità, esperienza, fame di vittoria e... leggenda. Alla fine di questo viaggio virtuale, se così vogliamo chiamarlo, resto un attimo a pensare. Penso e rifletto sulle vetture che ho guidato, su ciò che mi hanno regalato in termini di emozioni e sensazioni. Penso che davvero la Ferrari sia un mito, una leggenda dell’automobilismo. Ha riscritto la storia, è diventata un benchmark per chiunque nel mondo delle supercar e non solo; ma la cosa più strepitosa è che l’ha fatto da sempre con estrema passione e col cuore di chi ama il motor sport. Certo, è cambiata nel corso degli anni, ha vissuto alti e bassi che non ho potuto né magari saputo descrivere al meglio, ma ha sempre sorpreso in un modo o nell’altro. E queste sette meravigliose vetture ne sono la prova. A chi dice che alla Kunos potevano includere altri modelli io rispondo: sì, è vero, per esempio non mi va giù che manchi la F50, ma i sei modelli da loro scelti rappresentano alla perfezione ciò che è la storia del Cavallino Rampante e non dimentichiamoci che il marketing detta legge in questi periodi e che la settima vettura, la SF70H, è stata scelta dalla community. Io, quindi, ringrazierei il team per l’opportunità data a tutti noi appassionati di auto e sim del mondo, ricordando che la Ferrari non è solo un marchio, non sono solo opere d’ingegneria meccanica, no. La Ferrari E’ l’automobilismo, la Ferrari E’ un capolavoro a quattro ruote, la Ferrari E’ amore per le auto. Per commenti e discussioni fate riferimento a questo topic del forum. A cura di Mauro Stefanoni
  14. Al recente Simracing Expo il team di Racedepartment ha intervistato Stefano "Kunos" Casillo, realizzando il doppio video che trovate qui sotto. Il papà di Assetto Corsa, dopo aver spiegato i dettagli dell'ultimo DLC dedicato all'anniversario della Ferrari, ha confermato l'arrivo entro la fine dell'anno, di un nuovo DLC, questa volta gratuito, decisamente ricco di contenuti interessanti: Laguna Seca Circuit Alfa Rome Giulia QV Alfa Romeo 33 Stradale Lamborghini Sesto Elemento Lamborghini Huracan Performante Maserati Quattroporte Pagani Huayra BC
  15. Prende il via stasera dal circuito del Nurburgring il nuovo campionato TT Endurance Cup di DrivingItalia, con la possente Audi TT Cup di Assetto Corsa. Sei gare in formato endurance da 1 ora ciascuna con pit stop obbligatorio che vedranno in pista ben 22 piloti agguerritissimi. L'inizio delle prove libere è fissato per le ore 21, a seguire alle 21,30 la qualifica (limitata a soli 5 giri), quindi dalle 21,50 il via alla gara. A questo link del forum tutte le informazioni sul primo ed impegnativo round sul tracciato tedesco, con la lista completa dei piloti in pista.
  16. Il modding team Race Sim Studio ha appena annunciato due nuovi progetti in fase di sviluppo per Assetto Corsa: il primo è l'RSS GT Championship, che ci metterà alla guida delle mitiche Gran Turismo degli anni 2000, che abbiamo imparato ad apprezzare con il glorioso GTR2 dei Simbin, mentre il secondo mod è il Formula V10, dedicato alle cattivissime monoposto con i possenti motori V10.
  17. Gli appassionati di simulazione con qualche capello bianco ricorderanno certamente i mitici tracciati storici realizzati a suo tempo da Sergio Loro per Grand Prix Legends, opere certosine in grado di farci tornare indietro all'epoca d'oro dell'automobilismo, con un tuffo nella storia degli anni 40', 50' e 60'. Negli ultimi tempi Sergio Loro è tornato al lavoro sul più moderno Assetto Corsa, rilasciando già ben 4 circuiti gratuiti ed altrettanti in versione test: Ahvenisto, Hockenheim, Sandevoerde o Monaco sono i luoghi ideali per far scatenare sull'asfalto la nuova Ferrari 312 rilasciata dalla Kunos Simulazioni con l'ultimo DLC dedicato alle Ferrari!
  18. La Kunos Simulazioni ha appena rilasciato per il suo Assetto Corsa il nuovo aggiornamento che porta il simulatore italiano alla versione 1.15, con l'implementazione di varie novità, molte delle quali richieste dai modders, alcune migliorie e bugfix. Inoltre è disponibile da oggi tramite Steam il nuovo DLC denominato Ferrari 70th Anniversary Pack, contenente ben 7 nuove Ferrari su licenza, compresa la nuovissima SF70H di Formula 1 di Vettel e Raikkonen! Per commenti e dettagli fate riferimento a questo topic del forum. Assetto Corsa - Ferrari 70th Anniversary Pack The Ferrari 70th Anniversary Celebration Pack introduces seven iconic cars, one of which has been chosen by our community. Gamers have voted in your thousands: coming out on top with over 15% of the total votes, we're pleased to announce that the SF70H, the sixteenth car produced by Ferrari to compete in the F1 World Championship, has been included in the Ferrari 70th Anniversary Celebration Pack. The package as a whole will include a selection of seven of the most iconic cars ever produced by the Italian car manufacturer through its glorious history, which joins the amazing line-up of Ferrari models already available in the simulation. The Ferrari 70th Anniversary pack will introduce the following models: MY 1962 250 GTO MY 1967 330 P4 MY 1967 312/67 MY 1984 GTO MY 2004 F2004 MY 2017 812 Superfast MY 2017 SF70H UPDATE 1.15- New Ferrari 250 GTO (Ferrari Anniversary Pack)- New Ferrari (288) GTO (Ferrari Anniversary Pack)- New Ferrari 312 F1-67 (Ferrari Anniversary Pack)- New Ferrari 330 P4 (Ferrari Anniversary Pack)- New Ferrari F2004 (Ferrari Anniversary Pack)- New Ferrari 812 Superfast (Ferrari Anniversary Pack)- New Ferrari SF70H (Ferrari Anniversary Pack)- Templates for Ferrari 250 GTO, GTO, 312 F1-67, 330 P4 and 812 Superfast- Official Kaspersky team livery added for Ferrari 488 GT3- Updated template for Ferrari 488 GT3 (related to rear wing shape, it might affect a low % of mod skins)- Alpinestars gloves are introduced in Porsche cars- Fixed reflection issue on Corvette C7R skins- Minor graphical and skin-related fixes across all content- Updated Lotus 49 minimum weight- Updated Mazda RX-7 Spirit R rear wing setup and aero figures- Added automatic Force Feedback configuration for old wheels (ie MS Sidewinder)- MODDING REQUEST: Added blanket temperature to tyres.ini under [ADDITIONAL1] BLANKETS_TEMP- MODDING REQUEST: Added pressure vs temperature gain in tyres.ini. under [ADDITIONAL1] PRESSURE_TEMPERATURE_GAIN- MODDING REQUEST: Added camber spread tweak value in tyres.ini under [ADDITIONAL1] CAMBER_TEMP_SPREAD_K (AC default is 1.4, higher numbers=more spread)- MODDING REQUEST: Added new LUT based system to handle camber D variations. Example, (for every compound):DCAMBER_LUT=(|-145=0.8|-15=0.9|-3=1.01|0=1|3=1.005|15=0.9|145=0.8|)DCAMBER_LUT_SMOOTH=1This will override DCAMBER_0/1 behavior (values still need to be there tho)- MODDING REQUEST: Added explicit inertia instead of box based. Use[EXPLICIT_INERTIA]INERTIA=1300,1400,500in car.ini- Suspension travel is now recorded at 166Hz in telemetry- Fixed AI not exiting pitlane at full speed in some cases- Added "ABS" FF enhancement effect- Added FF enhancement effects controls ingame in the "Force Feedback Controller" app- Added track models ini checksum on server. In order to gain full protection from cheating the server needs to include kn5 files- Added optional COMBINED_FACTOR value per compound. Thanks to Stereo & Jackson Papageorge (mclarenf1papa)!- MODDING REQUEST: Added variable throttle response as function of RPM. Add:[THROTTLE_RESPONSE]RPM_REFERENCE=6000LUT=throttle_max.lutto engine.ini. throttle.lut will be used for 0 RPM and whatever LUT you specify will be used at RPM_REFERENCE- MODDING REQUEST: Added progressive bump stop rate. In suspensions.ini under [FRONT] and [REAR] add BUMP_STOP_PROGRESSIVE . Look for "Using progressive bump rate..." in the log for confirmation
  19. Review: ASR2 Championship by ASR Formula

    Dopo il grande successo della mod ASR3, i ragazzi di ASR Formula sono tornati più in forma che mai, rilasciando il loro nuovo, attesissimo, lavoro: l’ASR2 Championship. Sarà all’altezza delle grandi aspettative? Nella recensione che segue, vi sveleremo tutto. Se non aveste ancora provato la mod ASR3 Series sappiate che vi siete persi un gran bel gioiellino, divertente e impegnativo il giusto. Potete però rifarvi guidando l’ultimo lavoro del team e saltare la categoria inferiore (cosa che tra l’altro alle volte succede anche nella realtà) per mettere le mani sul volante della nuovissima ASR2. Sì, perché se la mod precedente ci permetteva di guidare la corrispondente virtuale della GP3, questa nuova vettura è la versione non ufficiale della monoposto F2 del 2017. Completa di ogni caratteristica presente nella controparte reale, questa mod manca solo dell’ufficialità e quindi ogni nome e livrea è stato necessariamente cambiato per questioni di copyright. Sotto la pelle però nulla cambia della versione originale e quindi le emozioni del vivace campionato dominato finora dal giovane Leclerc possono essere rivissute agevolmente su AC (come in questo caso) o anche su rF2. Oltre alle vetture in sé, il team ASR Formula ha incluso anche tuta, casco e guanti dei piloti in tema con l’auto e la disponibilità di scaricare dal loro sito, gratis, il pacchetto con le livree ufficiali. Ha quindi tutte le carte in tavola per diventare una delle mod migliori di sempre, e so che si dice a quasi ogni release loro, ma la verità è che questi ragazzi ci sanno fare e ci propongono lavori sempre più brillanti. È tempo quindi di passare alla recensione vera e propria e per farlo ho testato a fondo la monoposto a Silverstone, Spa-Francorchamps e Monza: vi dico subito che sono state ore impegnative ma soprattutto divertenti e soddisfacenti. Grafica: sono solito ormai partire da qui perché, ammettiamolo, è la prima cosa che cade sotto i nostri occhi e nonostante non sia parte fondamentale della simulazione, l'elemento grafico gioca il suo ruolo e necessita di essere approfondito. Nel caso della mod corrente, siamo di fronte ad un livello veramente elevato qualitativamente parlando: non ci sono zone frastagliate, né aree dove il corpo della vettura richieda ulteriore polishing; è pressoché perfetta in questo e ogni livrea è bella da ammirare non solo in game ma anche nei replay. Ci sono tutte le inquadrature classiche, da quella muso sull’asfalto a quella posta sopra la testa del pilota; tuttavia in quest’ultima inquadratura e in quelle dall’interno, nel momento in cui si guarda a destra/sinistra o indietro, ci s’imbatte nella parte superiore o posteriore dell’abitacolo che ostruiscono quasi completamente la visuale. È anche vero che la maggior parte dell’utenza sfrutterà gli specchietti retrovisori, ma resta comunque un punto da sistemare per rendere ancor più fruibile e perfetta l’esperienza a bordo di questa splendida vettura. E non c’è aggettivo migliore per descriverla perché guardandola noto che ha tutte le caratteristiche essenziali che una monoposto deve avere: una linea pulita ma aggressiva, senza troppi fronzoli e flap, ma al contrario l’indispensabile per mantenerla incollata al terreno alle alte velocità. Il tutto farcito con le ultime tecnologie (alcune presenti in F1 come il DRS), ma senza stravolgere lo spirito che dovrebbe accumunare ogni auto da corsa. Sound: già ai box ci si accorge della prepotenza del motore aspirato Mecachrome, un v8 capace di erogare oltre 620 cv a 10.000 rpm. Il volume è alto e se usate un impianto 5.1 Dolby Sorround, dovrete assolutamente regolarlo altrimenti i vicini di casa potrebbero lamentarsi, il che non è per niente un lato negativo Quello che non convince del tutto è invece il suono ai bassi e medi regimi che sembra fin troppo artificiale; ma una volta raggiunti i giri motore corretti, si alza il sipario e si ode la sinfonia di acuti che impazza e travolge le orecchie. In questi frangenti il suono è veritiero e dall'esterno sembra di udire una F2 dal vivo e chi ha provato questa sensazione, saprà di cosa sto parlando. Siamo di fronte quindi a un buon risultato che può essere ancora migliorato, però, sotto alcuni aspetti. Fisica: qui in realtà ci sarebbe poco da dire, tanto ci hanno abituati a delle mod pignole e ricche da questo punto di vista ma giusto per la cronaca vi assicuro che è stato fatto un lavoro eccezionale. Partiamo dall’implementazione del Tyre Model 10, dove usura e comportamento degli pneumatici sono fantastici: abbiamo a disposizione il set di gomme ufficiale quindi Hard, Medium, Soft e SuperSoft; ognuna di queste gomme si comporta in modo diverso e in base alle situazioni farà comodo indossare l’una piuttosto che l’altra. Per esempio, volendo simulare la qualifica, le SuperSoft sono perfette e garantiscono un grip micidiale entrando in temperatura facilmente, ma altrettanto facile e veloce sarà consumarle se non si presta la debita attenzione. Se quindi quest’aspetto è quasi impeccabile, il lato tecnico (parliamo del setup in generale) non è da meno. Ci viene data la possibilità di operare su ogni parametro e questo non è affatto scontato dal momento in cui alcune auto ufficiali Kunos non lo permettono. Vi assicuro poi che per ogni tipo di pista sarà necessario intervenire sul setup affinché si possa trarre il massimo dalla vettura che altrimenti sarà molto aggressiva, soprattutto in uscita di curva. In generale però, è stato fatto un ottimo lavoro di beta testing, infatti, su ciascuna delle tre piste che ho guidato, la monoposto si è comportata bene, quindi se non foste esperti della simulazione, i parametri così come sono permettono un buon livello di guidabilità. Infine vorrei porre l’attenzione sulla resa del Force Feedback: con la ASR3 avevano alzato l’asticella e nel caso dei volanti meno performanti era necessario diminuire il valore per evitare il clipping. Con questa mod, invece, il FF è davvero ottimo e le sensazioni trasmesse sono pure, sincere ed equilibrate; hanno fatto un buon lavoro da questo punto di vista e ora il feedback è ben calibrato, qualsiasi volante venga utilizzato. Ovviamente se usate un volante di fascia medio-alta potrete osare di più e alzare il valore, ma nel complesso, si può godere tranquillamente di buonissime sensazioni. Com’è da guidare? in poche parole... divertente, appagante e frizzante. Con le mescole più dure bisogna prestare attenzione al retrotreno che nelle curve di media velocità è un po’ furbetto e tende a scappare via se non si è delicati con l’acceleratore. Questo ovviamente si può mitigare agendo sul setup ma anche dopo vari tentativi serve delicatezza, perché del resto non ci sono controlli, TC incluso e la potenza scaricata a terra dalle ruote posteriori è tanta. Il grip migliora sostanzialmente con le mescole più morbide e la differenza si sente soprattutto in percorrenza di curve veloci come le famose Maggots e Beckett di Silverstone piuttosto che sulla lunga parabolica di Monza. Rispetto all’ASR3 si sente molto il surplus di potenza e ovviamente questo significa che in alcune curve si deve alzare leggermente il piede onde finire in un orribile sottosterzo. In questo l’ASR2 ricorda più una F1 d’inizio 2000 con tanto grip ma solo in determinate circostanze e un’aerodinamica che aiuta, ma non la fa da padrona. Ecco, questo è uno dei fattori che aumentano il coinvolgimento e fanno sì che non sia una passeggiata padroneggiare queste monoposto ma al contrario si deve sempre essere concentrati e attenti a dove e come si mettono le ruote. Non a caso vogliono rendere obbligatorio il passaggio attraverso questa categoria per l’approdo in F1 e mentre si guida questa mod (nonostante sia virtuale) ci si accorge che effettivamente è un bel banco di prova per chi non è abituato a guidare monoposto più estreme. Solo una volta percorsi parecchi giri sulla stessa pista diventa più intuitiva da guidare e si migliorano gli intertempi, segno che questa mod è stata davvero curata nei minimi dettagli, nel tentativo di assomigliare il più possibile alla controparte reale. Alla fine della fiera è una vettura divertente che sa emozionare proprio perché, senza aiuti, si può spingere al limite e allo stesso tempo si possono percorre curve ad altissima velocità. Il campionato: essendo parte del nome della mod è giusto parlare anche di questa caratteristica. Ci sono le livree di tutti i team e ciò permette di partecipare a campionati sia in offline contro IA (non ho riscontrato problemi evidenti legati a questa mod in particolare) sia online contro giocatori veri. Ovviamente mancano alcuni circuiti ufficiali, ma a questo link potrete quasi sicuramente rimediare a tale mancanza con altre mod ben fatte. Conclusioni: dopo ore spese a guidare questa nuova, elettrizzante mod, non posso che affermare di apprezzarla moltissimo, ancor più di quanto avevo apprezzato la ASR3. Questa mod è in grado di regalare momenti davvero frizzanti e divertire in svariati modi: guidando in santa pace da soli, all’infinito, ma anche sfidando altra gente in gare mozzafiato. È ben dettagliata e non presenta difetti grossi, unica pecca il sound ai medi e bassi regimi; fisica e guida invece sono quasi perfetti e la vettura sa restituire un feedback davvero eccezionale. Complimenti a questi ragazzi perché ora sono troppo curioso di provare il loro prossimo lavoro. Commenti e domande sul forum A cura di Mauro Stefanoni
  20. Alla due giorni fieristica del Simracing Expo al Nurburgring era presente anche la simpatica blogger nota come Simracing Girl, che non si è lasciata scappare l'occasione di intervistare Marco Massarutto della Kunos Simulazioni riguardo ad Assetto Corsa. Dall'intervista, che potete vedere integralmente qui sotto, sono emerse alcune rivelazioni interessanti: la Maserati Quattroporte, l'Alfa Romeo Giulia QV, l'Alfa Romeo Stradale 33 saranno inserite in un bonus pack gratuito insieme al circuito di Laguna Seca, previsto per fine anno.
  21. La Kunos Simulazioni ci presenta oggi una nuova Rossa che sarà inserita nel prossimo Ferrari 70th Anniversary DLC pack per Assetto Corsa: si tratta della mitica Ferrari 312 F1 1967, che gli appassionati di Grand Prix Legends attendono da tanti anni in un simulatore moderno ! La Ferrari 312 F1 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1, che gareggiò tra il 1966 e il 1969. Sin dal suo debutto si dimostrò più sfortunata che competitiva, tanto che in 4 anni di attività vinse solo 3 gran premi, di cui 2 nel 1966 e una nel 1968. Per quanto partita tra le prime posizioni nella maggior parte delle gare (comprese 4 pole positions), raramente riuscì a terminare la corsa. Il 1968 fu comunque un anno storico in quanto vide l'introduzione dello spoiler posteriore proprio con la 312 F1. Take a look at the Ferrari 312 F1-67, coming soon to Assetto Corsa as part of the Ferrari 70th Anniversary DLC pack. Scuderia Ferrari started the 1967 Champions hip with the 312 F1-67. The car's official debut was at the Champions' Race in Brands-Hatch with Bandini and Scarfiotti behind the wheel. The Scuderia's best results came courtesy of New Zealander Chris Amon, who managed third position on the podium on three occasions. La prima 312 del 1966 disponeva di un motore derivato dalla Sport 275P del 1965 e che discendeva dai motori della 250TR del 1959-60. Malgrado l'elevata potenza nominale (circa 360 cavalli) la macchina era tuttavia, penalizzata da un elevato peso minimo (circa 600 kg). La prima evoluzione si ebbe al Gran Premio d'Italia di quell'anno, allorché il motore venne dotato della testata a 36 valvole (3 valvole per cilindro: 2 di aspirazione ed una di scarico) e la potenza passò a 375 cavalli. La Ferrari venne data per favorita ed effettivamente John Surtees vinse il Gp del Belgio. Ma poi l'inglese lasciò la scuderia e da lì in poi arrivò solo un'altra vittoria al gp di casa con Ludovico Scarfiotti. Questo fu l'anno dai migliori risultati per la 312, con un 2° posto finale in classifica costruttori. Per la stagione 1967 la 312 venne profondamente modificata: vennero abbandonate le gomme Dunlop in favore delle Firestone, furono adottati i cerchi in lega di magnesio a cinque raggi della Campagnolo, utilizzando la carrozzeria in fibra di vetro il peso minimo scese a 530 kg e la potenza del motore fu elevata a 390 cavalli; infine, al Gran Premio d'Italia venne definitivamente adottata la testata a 48 valvole per una potenza massima di circa 410 cavalli. L'inizio fu drammatico con la morte di Lorenzo Bandini a Monaco. Nel resto della stagione furono conquistati molti podi grazie a Chris Amon, ma nessuna vittoria e solo 5° posto nella classifica costruttori con 20 punti. La 312 F1 del 1968 fu la terza della serie e differiva dalle precedenti in termini di una maggiore profilatura del musetto e della carrozzeria; la grande novità fu l'introduzione delle appendici aerodinamiche (Gran Premio Belgio): in particolare l'alettone posteriore fu dotato di comando idraulico, che consentiva al pilota di variare l'incidenza in funzione del tratto di pista percorso; nel 1968 corse con Chris Amon, Jacky Ickx e occasionalmente con Andrea De Adamich e Derek Bell. Fu conquistata solo una vittoria con Jacky Ickx in Francia. La squadra concluse l'anno migliorando il bottino di punti rispetto all'anno prima, (37 contro 20) ma nei costruttori la Ferrari fu solo quarta. L'ultima evoluzione del 1969 fu caratterizzata dall'incremento di potenza (436 CV a 11000 giri/minuto) e, dopo il Gran Premio Spagna, dall'alettone posteriore fisso e di dimensioni ridotte. Passato Jacky Ickx alla Brabham, le sorti della scuderia furono affidate a Chris Amon, ma quest'ultimo se ne andò a metà stagione, stufo della non competitività della sua Ferrari e fu quindi sostituito da Pedro Rodriguez; il 1969 fu l'anno peggiore per la 312, poiché furono conquistati appena 7 punti nell'intera stagione, (record negativo per la Ferrari) non si aggiudicò alcuna vittoria e fu molto spesso vittima di problemi meccanici, il miglior risultato fu un secondo posto di Amon in Olanda.A Maranello comunque lo sviluppo della vettura si era già interrotto per concentrarsi meglio sulla prossima vettura, la Ferrari 312B.
  22. La Kunos Simulazioni ci presenta oggi la mitica Ferrari 330 P4, una delle Rosse protagonista del prossimo Ferrari 70th Anniversary Celebration Pack che sarà disponibile per Assetto Corsa dal 19 settembre. La 330 P4 è un prototipo da competizione, che Ferrari schierò nel Campionato mondiale sportprototipi nella stagione 1967. La stagione 1966 fu dominata dalla Ford GT40, e per l'anno successivo la Ferrari decise di riprogettare la P3. La nuova vettura, che venne denominata 330 P4, presentava numerose modifiche, fra cui la potenza che passò da 420 a 450 CV. L'esordio avvenne alla 24 Ore di Daytona, dove la P4 arrivò al secondo posto. Il primo e terzo posto furono anch'essi conquistati da vetture Ferrari, rispettivamente da una P3/4 e da una 412 P. Alla 24 Ore di Le Mans non riuscì a imporsi, piazzandosi al secondo e terzo posto dietro ad una GT40. L'altra vittoria della stagione fu la 1000 km di Monza. All'ultima gara del campionato, la BOAC International 500, il titolo costruttori era conteso tra la Ferrari con le 330 P4 e le 412 P, e la Porsche con la 908. In occasione di questa corsa, la Ferrari trasformò una delle P4, quella con numero di telaio 0858, in barchetta, asportandone il tettuccio e diminuendo quindi il peso di circa 40 kg. La vettura arrivò al secondo posto, permettendo alla Ferrari di vincere il campionato costruttori. Nel 1968 il regolamento cambiò, imponendo il limite di cilindrata a 3000 cm³ e impedendo alla P4 di continuare a gareggiare nel campionato mondiale. Totalmente furono prodotte tre 330 P4, con numero di telaio 0856, 0858 e 0860. Due di queste, la 0858 e la 0860, a fine stagione furono modificate profondamente per adattarle al campionato CanAm, diventando la 350 Can Am. L'unica Ferrari 330 P4 rimasta ad oggi in condizioni originali è quella con numero di telaio 0856. It's time to take a look at the magnificent Ferrari 330 P4... With a styling very similar to that of the 330 P3, this model was powered by a V12 engine that had been radically redesigned by Franco Rocchi. The most obvious modification was the introduction of a three-valve cylinder head – two inlet and one exhaust. Fuel feed was provided by a Lucas injection system. The chassis was slightly shorter than the 330 P3's, and the new suspension system improved roadholding. The car won numerous races and earned its place in the history books after a memorable 1-2-3 at Daytona.
  23. Da non perdere a partire dalle ore 18 di domani 14 settembre, l'appuntamento "talk and drive" in diretta video con Stefano Casillo in persona: il mitologico Kunos della Kunos Simulazioni ci presenterà la splendida Ferrari 250 GTO ! La diretta video è visibile anche qui sotto. Vi ricordiamo che il nuovo DLC Ferrari 70th Anniversary Pack sarà disponibile per Assetto Corsa a partire dal 19 Settembre. Aggiornamento del 14 settembre: Stefano Casillo‏ @KunosStefano Sadly I had to cancel my stream for today
  24. La Kunos Simulazioni ha appena annunciato che il nuovo ed attesissimo Ferrari 70th Anniversary Celebration Pack per Assetto Corsa sarà disponibile su Steam a partire dal 19 Settembre. Qui di seguito il primo trailer di anteprima dedicato alla stupenda Ferrari 250 GTO ! Per commenti e discussioni in merito fate riferimento a questo topic del forum. Vi ricordiamo che le vetture della casa di Maranello disponibili in questo DLC saranno le seguenti: * 1962 250 GTO * 1967 330 P4 * 1967 312/67 * 1984 288 GTO * 2004 F2004 * 2017 812 Superfast * SF70H Kunos Simulazioni is glad to announce that after more than eight months of development, the Ferrari 70th Anniversary Celebration Pack finally is coming to Assetto Corsa: it will be available on Steam on September 19th, to be followed soon on PS4 and XBox One. The package as a whole will include a selection of seven of the most iconic cars ever produced by the Italian car manufacturer! Introducing the Ferrari 250 GTO... The 250 GTO model was the pinnacle of the development of the 250 GT series in competition form, whilst still remaining a road car. It made its public debut at the annual pre-season Ferrari press conference in January 1962, and was the only front-engined model on display, with its monoposto and sports racing counterparts all having a mid-engine configuration. The 250 GTO was the ultimate expression of the Ferrari 250 GT car. It was equally at home on the road or track – perhaps the last dual purpose road/race car produced – and has achieved legendary status amongst aficionados of the marque. With only a relatively small production run of thirty-six cars, and with many of the examples produced having a great racing pedigree, it has become one of the icons of Ferrari's production history, with a revered position in collectors' circles.
  25. La Kunos Simulazioni ha rilasciato per la console XBox (su Playstation 4 arriverà domani) il nuovo aggiornamento v1.15 per il suo Assetto Corsa. L'update, che renderà disponibile anche l'atteso DLC Ready2Race con le vetture elencate qui di seguito, apporta una lunga serie di migliorie e bugfix, come specificato nel changelog sottostante. Per commenti e discussioni fate riferimento a questo topic del forum. Audi R18 e-tron quattro 2014 Audi R8 LMS 2016 Audi TT Cup 2016 Audi TT RS (VLN) 2013 Lotus 3-Eleven Maserati MC12 GT1 McLaren 570S McLaren P1 GTR Toyota Celica ST185 Turbo Toyota TS040 Hybrid Changelog v1.15 Assignable controls interface added in launcher and in-game. Private lobbies now allow the usage of drift and A2B tracks (practice mode only) Improved Ferrari 312T and Lotus 72D AI. Corrected Mercedes C9 front tyre wear. Corrected Glickenhaus SCG003 setup dampers slider numbering. Improved live ale simulation. Updated live axle physics for Alfa Romeo GTA, Ford Escort RS, Maserati 250 6cyl & 12cyl, Toyota AE86 stock, drift & tuned. Old setups might need to be tweaked again. Fixed Delta Graph script on McLaren P1 GTR. Real-life racing liveries added for the Maserati MC12 GT1. Fixed BMW M3 E30 Gr.A 92 pitstop time. Fixed double names in several Special Events. Minor graphical fixe on various cars. Improved braking force and stopping distance for Lotus Elise SC (and step models), Lotus 2-eleven and Lotus Exige 240 and Scura. Disabled autoblip for Maserati MC12 GT1 and Porsche 911 GT1 in downshift. Can be enabled as assist. Fixed “Just a Taste” Special Event. Various livery fixes on the Lotus 3-Eleven, Audi R8 LMS 2016 and Toyota TS040 Hybrid. Minor graphical fixes on newly released cars. Tweaked conditions on some special events. Added semislicks street legal tyres on the Lotus 3-Eleven after popular request. Driver position adjusted in Audi TT RS VLN. Added wind algorithm. Tweaked backfire flash flames in many cars. Fixed rare automatic pitstop activation at car spawning in the pit. Fixed deadzone for gamepads. Minimum for automatic reset tyre on track is now 2. Added Push To Pass system (Audi TT Cup), P2P amount depends on grid position, enabled in Practice and Race sessions only. Adjusted Lotus 98T tyre wear. Added track animated starting lights. Added AI Aggression selection. More AI differences within a single lap to generate more battles. Added AI wing setup variations. Improved Downshift Protection algorithm. Fixed AI giving away green light by flooring gas 500ms in advance. New AI algorithms for understeer detection and downshifting. AI now uses KERS. Fixed Nissan Skyline R34 having downshift protection when it shouldn’t have. Minor graphic updates on the Porsche 911 GT3 Cup and Lotus Exige V6 Cup. Digital display script tweaks across the board. Minor livery fix on Glickenhaus SGC003. Porsche 911 RSR 2017 official WEC liveries added. Fixed Setup delete function not removing preset files. Added Special Events for latest free content. Fixed BMW 1M rear street tyres wrong wear values. Fixed Mazda MX-5 NA automatic clutch assist. Small adjustments to Mazda MX-5 NA aero drag, wheels inertia and other bits and bytes here and there. Improved MX-5 NA British Racing Green and Montego Blue skins. Fixed Mazda MX-5 NA shifting animation speed
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